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Lo scopo di questo forum è quello di analizzare in chiave critica la dottrina e l'organizzazione dei Testimoni di Geova

i TdG e il Qoelet

Tutto ciò che riguarda la dottrina dei Testimoni di Geova.

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i TdG e il Qoelet

Messaggiodi polymetis » 08/08/2012, 15:12

Un piccolo riassunto di eventi perché possiate capire la mia richiesta. Qualche giorno fa sono venuti a visitarmi due amici Testimoni di Geova, e ho parlato loro del cartone su Sparlock, sostenendo quando fosse poco pedagogico il gesto di impedire ai bambini quel gioco. Mi è stato replicato che la legge biblica proibisce la magia, e dunque è bene tenere i bambini lontani da certe influenze, e che i TdG si limitano banalmente a mettere in pratica quanto contenuto nelle Scritture. Al che io ho replicato che la Bibbia vieta di praticare la magia, non di leggere racconti di magia, esattamente come la Bibbia vieta di commettere omicidi, ma ciò non implica che sia vietato leggere romanzi dove si commette un omicidio, ed infatti la Bibbia racconta diversi omicidi.
Come se non avessi detto loro niente, ripartono da caso dicendo che questi giochi istigano allo spiritismo, e questo sarebbe molto pericoloso. Io ho replicato che basta insegnare ai bambini che la magia non esiste, e avvertirli che si tratta di fiabe come la fatina di Cenerentola, cioè fare la stessa opera educatrice della scuola. La risposta che mi hanno dato ha mostrato il nerbo della loro superstizione: i TdG si tengono lontani dallo spiritismo perché credono davvero che funzioni! La loro idea non è che, durante le sedute spiritiche, ci siano degli illusi che si suggestionano, ma che durante le sedute spiritiche si possa davvero entrare in contatto coi demoni (che si spaccerebbero per i morti). La loro conclusione fu che non bisognava insegnare ai bambini di stare lontano dalla magia perché questa non funzionerebbe, ma, al contrario, perché permetterebbe davvero un contatto col demonio. I TdG hanno cioè la seria convinzione che non si possa tenere un mazzo di tarocchi in casa a scopo estetico, perché ci piacciono le figure, perché essendo un oggetto implicato nella magia, potrebbe davvero attirare degli spiriti maligni.
Come si vede si tratta di una superstizione da gente sottoculturata, che crede seriamente che ad invocare il diavolo ad una seduta col bicchierino questo potrebbe venire. E’ esattamente il genere di mentalità che produsse la caccia alle streghe: se nel mondo contemporaneo si sono aboliti i roghi perché abbiamo raggiunto la convinzione che una donna che invoca il demonio per lanciare una fattura sia una povera illusa, i TdG invece prenderebbero sul serio la possibilità che Satana le risponda. Orbene, trattenendo la compassione per la loro mentalità rimasta ad un mondo fatto di demoni e stregoneria, ho chiesto loro, visto che pretendono di rifarsi alla sola Bibbia, dove avrebbero trovato nelle Scritture che chi pratichi lo spiritismo venga a contatto coi demoni. Ho anche aggiunto, visto che sapevo dove sarebbero andati a parare, cioè all’episodio della strega di Endor e di Samuale, che quell’episodio non era citabile, perché non c’era alcuna prova che per l’agiografo quello spirito fosse un demone e non veramente Samuele. Al che loro mi hanno risposto che certamente era un demone, perché l’Ecclesiaste dice che i morti non sanno nulla, che sono incoscienti, e dunque quello non poteva essere Samuele. In seguito, siccome era scaduto il tempo che si erano concessi a casa mia, se ne sono andati, dicendomi che la volta seguente avremmo trattato dello stato dei morti secondo la Bibbia. Il punto cari amici è che io ho già affrontato questo discorso con la coppia di TdG che mi venne a trovare, ma evidentemente senza molto successo, visto l’abisso che separava il mio paradigma dal loro. Dal mio punto di vista, che applicavo un’esegesi scientifica, non avevo problemi a dire che nella Bibbia potessero esserci diverse concezioni escatologiche, e che se nelle fasi più antiche dell’Antico Testamento si pensava nell’aldilà una sopravvivenza umbratile dell’individuo, in seguito, nel periodo intratestamentario, l’escatologia giudaica era mutata, e nel Nuovo Testamento infatti troviamo puntualmente la nuova concezione dell’anima. Questo discorso però non può essere né compreso né recepito da dei fondamentalisti: essi infatti ritengono che, poiché la Bibbia è tutta parola di Dio, non possano darsi parti al suo interno contraddittorie, e che dunque parlare di evoluzione della teologia biblica sarebbe contraddittorio. Orbene, per rispondere a queste ingenue obiezioni sarebbe necessario fare a questi miei amici TdG un autentico corse previo, e cioè spiegargli prima in che senso vada correttamente intesa l’affermazione secondo cui la Bibbia è tutta parola di Dio (2Tm 3,16), al fine di sciogliere la loro riserva basata su assunti fondamentalistici, ed in seguito illustrare loro la complessa evoluzione dell’escatologia giudaica. Inutile dire che non è assolutamente possibile fare una cosa del genere in una sola chiacchierata: i presupposti del discorso che usano i TdG circa l’ispirazione biblica richiedono una decostruzione sistematica da farsi in diverse lezioni, e similmente non posso pensare che due persone semplici, mai uscite dalla banalità concettuale delle riviste della WTS, mi seguano quando parlo loro di ellenismo, di letteratura intra-testamentaria, di evoluzione semantica dei termini nefesh e psychè, ecc.
Sicché m’è venuta un’altra idea: e se provassi a rispondere anch’io da fondamentalista alle loro argomentazioni? Se assumessi i loro presupposti, e il loro ingenuo letteralismo? Ciò sarebbe rischioso, perché darei loro spiegazioni, al livello di quelle che può dare un fondamentalista evangelico che difende l’immortalità dell’anima, e che sarebbero scientificamente scorrette, e tuttavia accettabili da quei TdG proprio perché basate sui loro identici presupposti. Una volta scalfita la loro fede nell’immediatezza di quello che essi pensavano di leggere nel Qoelet, potrei elevarli ulteriormente, e spiegare loro, in un gradino successivo, che anche il concetto di ispirazione biblica che essi hanno è erroneo.
Da qui la mia necessità di un consulto: che risposte fondamentaliste si possono dare alle argomentazioni dei TdG sul significato dei versetti che essi citano a proposito dell’incoscienza dei morti? Ecco un elenco delle Scritture da essi citate, tratto da una loro pubblicazione:

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Vi faccio un esempio di quello che intendo. Alla frase del Qoelet “i morti non sanno nulla”, si potrebbe opporre un’interpretazione rabbinica del Talmud secondo cui questi “morti” sarebbero gli “empi”.

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(Leggende talmudiche: saggio di traduzione dal testo originale, a cura di Davide Castelli, Pisa, 1869, p. 134)

Ecclesiaste 3,19-20 dice:

"Un altro testo di Qoèlet dice: “La sorte degli uomini e quella delle bestie è la stessa; come muoiono queste muoiono quelli; c’è un soffio vitale per tutti. Non esiste superiorità dell’uomo rispetto alle bestie, perché tutto è vanità. Tutti sono diretti verso la medesima dimora: tutto è venuto dalla polvere e tutto ritorna alla polvere. Chi sa se il soffio vitale dell’uomo salga in alto e se quello delle bestie scenda in basso?” (Ecclesiaste 3, 19-21)

Qui si potrebbe replicare che dove dice che la sorte degli uomini e degli animali è la stessa, si riferisca solo al sepolcro terreno, infatti entrambi finiscono in polvere, e che in questo consista la mancata superiorità degli uomini rispetto alle belve. Quando dice che c'è un medesimo respiro per tutti, vuol solo dire che è del medesimo genere, ma ciò non implica che farà la stessa fine. Sebbene sia dello stesso genere, Dio potrebbe scegliere per grazia di salvare soffio vitale dell'uomo, il quale, di per sé, sarebbe destinato a disperdersi come quello animale essendo della medesima natura. infatti sulla sorte di questo respiro il versetto in questione dice che il l'Ecclesiaste si sta limitando ad ipotizzare, è l'autore stesso a dirci che non sa se le destinazioni dei sue soffi vitali siano diversi: "Chi sa se il soffio vitale dell’uomo salga in alto e se quello delle bestie scenda in basso?”. E infatti sembra che alla fine del libro Qoelet declini verso la prima ipotesi scrivendo: "lo spirito torna a Dio che l’ha dato" (Ecclesiaste 12, 7)

Ora, da un punto di vista scientifico, non potrei mai fare un discorso del genere, perché qui, sulla base di quest'antropologia primitiva, il "soffio vitale" di cui si parla è semplicemente il respiro, che si suppone insufflato da Dio, sulla base della teoria scientificamente errata secondo cui la vita di un mortale risieda nel respiro, che fa coppia con l'altra idea biblica scientificamente obsoleta secondo cui la vita di una persona stia nel suo sangue. Dicevo che questa antropologia primitiva non implica che il "soffio" sia qualcosa di "personale", e dunque dire che il respiro torna a Dio non implica che la coscienza di qualcuno torni a DIo. Tuttavia, siccome ho stabilito all'inizio di questa discussione che voglio tentare di instaurare una discussione fondamentalista con dei fondamentalisti, e non una discussione scientifica, posso scendere un po' di livello e concedermi queste licenze argomentative (ed in effetti è vero che, se non c'è prova che il respiro sia persona, neppure c'è prova del contrario).

Gli esempi si possono moltiplicare. Le espressioni dove si parla di "pensieri" che periscono nello Sheol, si possono ugualmente tradurre con "i progetti periscono" (es. la NR), nel senso che quando sei morto i tuoi progetti umani vengono meno, perché nell'aldilà sei in un'altra dimensione dove i pensieri che avevi da umano non hanno più senso, e ci sarà una diversa consapevolezza, dovuta alla communio con Dio.

Avrei altro da dire, ma mi interesserebbe sapere cosa ne pensate, e se avete altri suggerimenti su come si possa impostare, con presupposti fondamentalistici, questa discussione.

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Messaggiodi deliverance1979 » 08/08/2012, 16:16

Hai centrato il punto Poly.

I TDG sono superstiziosi e molto.

Difatti la parte razionale che essi impiegano come sistema di spiegazione della bibbia, è volta a dare sostegno all'immaginario reame spirituale del bene e del male che loro hanno come fondamento di fede.

Cercare di far capire loro queste cose è un'impresa molto ardua, perchè loro salteranno dal mondo fisico a quello soprannaturale come più si confà per avere ragione.
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Messaggiodi enkidu » 08/08/2012, 17:00

Chiedo scusa per gli errori perchè scrivo da un tablet.

Polo credo che la tua sua un impresa disperata, però fai un opera buona visto che potranno segnare delle ore di predicazione visto che ormai non le ascolta nessuno.

Venendo alla tua domanda. Puoi cercare su internet o su you tube il sito o la predica di qualche fondamentalista americano.

TI POSSO RACCONTARE GLI ARGOMENTI CHE PORTAI. E
Per quanto ne so li misi un po' in crisi .
1) la parabola di Lazzaro e del ricco epulone Luca 19. L interpretazione Geovista è che ovviamente è solo un racconto da interpretare. I
Fatto è che l interpretazione che ne davano allora era così scollegata dal testo che se, forse, aveva un senso per la prima pare , non ne aveva alcuno per la seconda. L interpretazione la puoi trovare su "potete vivere per sempre". Il ricco sarebbe colui che non ascolta i testimoni, il povero Lazzaro sono i testimoni ( controlla i dettagli) , la morte del ricco rappresentava non la morte ma la condanna che Geova dava achi non ascolta i testimoni.. ( ripeto non so se è ancora questa, chiedi) .
Fin qui per quanto astrusa ha una sua logica, però la seconda parte non ha alcun senso.
Perchè il ricco soffre eNON PUÔ ANDARE AD AVVERTIRE I FRATELLI CARNALI, cioè proprio il contrario della predicazione. I smontai bene questi perchè disi, ma come la predicazione è il vostro punto forte, il ricco si rende conto Dell errore e non PUÔ andare ad avvertire? Non sapevano che rispondere.
Se non ripetere, è una parabola, è una parabola, così facendo come dici tu , non vedevano la differenza tra favola o parabola, tra esemplammo e parabola metaforica., ma lasciamo perdere.

2). Il secondo argomento era tratto da Ezechiele 31 (non so la loro traduzione), 'ma siparoa della discesa nello secolo dove dei cavalieri parlano. Anche qui non so se l interpretazione è cambiata, ma allora feci effetto.

Tornarono all attacco con un altro che doveva essere esperto, ma c avevo da preparare un articolo per l università, non avevo voglia di perdere tempo

Scusa gli errori.
enkidu
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Messaggiodi Citocromo » 08/08/2012, 18:06

Caro Polymetis, qualche anno fà ho avuto un dibattito su questo argomento con due tdg che bussarono alla mia porta. Non ti nascondo che alla fine di quel dibattito, durato un'ora, mi avevano fatto venire il mal di testa, perchè ogni obiezione da me riportata veniva da loro raggirata anche con le più assurde argomentazioni. A loro interessa non darla vinta al padrone di casa poichè sono loro ad avere la verità in tasca. Inoltre, se essi citano un versetto dalla Bibbia, quello dovrebbe essere sufficiente a dimostrare che ciò che dicono loro lo dice tout court la Scrittura; al contrario, se citi tu un versetto che smentisce le loro dottrine, ti faranno i soliti discorsi del contesto, dell'interpretazione, ecc. Io ti consiglierei di porre delle premesse, ossia:
1) Sei tu che devi porre a loro le domande, non viceversa, perchè essi sono "qualificati per insegnare";
2) Ricordare l'affermazione della loro Società in Ragioniamo...: "sono lieto di usare qualsiasi traduzione lei preferisca". Quindi, tu devi usare la tua Bibbia e non possono dirti che è tradotta male o altro perchè li riporterai a quell'affermazione su citata;
3) Ci deve essere in una loro opera una affermazione in cui si dice che Giobbe o il Qoelet sono libri in cui la rivelazione di Geova non è ancora perfetta. Quindi, se qualche forista che possiede la letteratura geovista riesce a trovarla, ti darà un grande aiuto;
4) Non parlare mai di anima, ma di sopravvivenza dell'individuo;
5) Preparati un foglio con il maggior numero di versetti che vuoi presentare loro.
Alla fine, salutali con Giobbe 19,25-27: leggilo prima dalla tua Bibbia, poi lo farai leggere dalla TNM, concludendo che è una traduzione assurda e senza senso, fatta in modo da non far dire alla Bibbia ciò che in realtà dice, ossia che l'uomo dopo la morte sopravvive (tesi da te dimostrata durante la discussione con loro).
Non c'è bisogno che ti dica che non ammetteranno mai alcunchè, ma chissà se in questo modo tu non riesca a far venir loro dei dubbi. Se possiedi un registratore, registra la conversazione: può esserti utile sia per riascoltarla sia per documentare delle loro affermazioni che possono smentire in ogni momento.
Comunque, una discussione con presupposti fondamentalistici basta e avanza, dato che loro non vengono da te per imparare ma per convincerti. Quindi, porsi sullo stesso livello di discussione non è sbagliato. E' chiaro che tu, al contrario di loro, hai una formazione scientifica seria e questo può essere un punto a tuo favore per zittire le loro infondate obiezioni.
Le verità della fede sono una collana di perle preziose, tenute insieme da un filo che è la divinità di Cristo. Tagliato il filo perdete tutta la collana. (padre A. Gasparino)
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Messaggiodi Ray » 08/08/2012, 19:40

Codice: Seleziona tutto
Libro biblico numero 21: Ecclesiaste
Scrittore: Salomone
Dove fu scritto: Gerusalemme
Quando fu completato: Prima del 1000 a.E.V.
IL LIBRO di Ecclesiaste fu scritto per uno scopo nobile. Salomone, in qualità di condottiero di un popolo dedicato a Geova, aveva la responsabilità di mantenerlo unito e fedele alla propria dedicazione. Egli cercò di adempiere questa responsabilità mediante i saggi consigli di Ecclesiaste.
2 In Ecclesiaste 1:1 Salomone si definisce il “congregatore”. In ebraico il termine è Qohèleth, e nella Bibbia ebraica il libro ha questo nome. La Settanta greca usa il titolo Ekklesiastès, che significa “membro di un’ecclesia (congregazione; assemblea)”, da cui deriva l’italiano Ecclesiaste. Comunque, Qohèleth è più appropriatamente tradotto “Il congregatore”, e questa è anche una designazione più adatta a Salomone. Indica lo scopo per cui egli scrisse il libro.
3 In che senso il re Salomone fu un congregatore, e a che scopo congregò? Egli fu un congregatore del suo popolo, gli israeliti, e dei loro compagni, i residenti temporanei. Congregò tutti questi per l’adorazione del suo Dio, Geova. In precedenza aveva edificato il tempio di Geova a Gerusalemme, e quando questo era stato dedicato li aveva convocati o congregati tutti per adorare Dio. (1 Re 8:1) Ora, per mezzo di Ecclesiaste, cercò di congregare il suo popolo perché compisse opere meritorie e stesse lontano dalle opere vane e infruttuose di questo mondo. — Eccl. 12:8-10.
4 Benché Salomone non sia specificamente nominato, parecchi passi indicano in modo piuttosto chiaro che lo scrittore fu lui. Il congregatore si presenta come “figlio di Davide” che ‘divenne re su Israele a Gerusalemme’. Questo si poteva applicare soltanto al re Salomone, poiché i suoi successori a Gerusalemme regnarono solo su Giuda. Inoltre il congregatore scrive: “Io stesso sono cresciuto grandemente in sapienza più di chiunque sia stato prima di me a Gerusalemme, e il mio proprio cuore ha visto una gran quantità di sapienza e conoscenza”. (1:1, 12, 16) Ciò si addice a Salomone. Ecclesiaste 12:9 spiega che egli “ponderò e fece una completa ricerca, per mettere in ordine molti proverbi”. Il re Salomone pronunciò 3.000 proverbi. (1 Re 4:32) Ecclesiaste 2:4-9 parla dell’attività edilizia dello scrittore, di vigne, giardini e parchi, del sistema d’irrigazione, dell’organizzazione di servitori e servitrici, dell’accumulo di argento e di oro, e di altre imprese. Salomone fece tutto questo. Quando la regina di Saba vide la sapienza e la prosperità di Salomone disse: “Non mi era stata riferita la metà”. — 1 Re 10:7.
5 Il libro indica che fu scritto a Gerusalemme, dicendo che il congregatore era re “a Gerusalemme”. Dev’essere stato scritto prima del 1000 a.E.V., in un periodo abbastanza inoltrato del regno di 40 anni di Salomone, dopo che egli aveva compiuto molte imprese menzionate nel libro, ma prima che cadesse nell’idolatria. Per quel tempo egli avrebbe acquistato notevole conoscenza delle occupazioni di questo mondo e di come esso ricerca vantaggi materiali. In quel tempo sarebbe stato ancora nel favore di Dio e sotto la Sua ispirazione.
6 Come possiamo essere sicuri che Ecclesiaste è ‘ispirato da Dio’? Alcuni potrebbero mettere in dubbio la sua ispirazione per il fatto che non menziona nemmeno una volta il nome divino, Geova. Comunque, esso sostiene di certo la vera adorazione di Dio, e usa ripetute volte l’espressione ha’Elohìm, “il vero Dio”. Un’altra obiezione potrebbe essere che non ci sono citazioni dirette di Ecclesiaste negli altri libri della Bibbia. Comunque, gli insegnamenti presentati e i princìpi esposti nel libro sono del tutto in armonia con il resto delle Scritture. Il commentario di Clarke dichiara: “Il libro intitolato Koheleth, o Ecclesiaste, è stato sempre accettato, sia dagli ebrei che dalla chiesa cristiana, come scritto sotto l’ispirazione dell’Onnipotente; ed è stato legittimamente ritenuto parte del sacro canone”. — Commentary, vol. III, p. 799.
7 I sostenitori della “critica letteraria”, che seguono la sapienza mondana, asseriscono che Ecclesiaste non è opera di Salomone né parte autentica di “tutta la Scrittura”, dicendo che il suo linguaggio e la sua filosofia sono di un’epoca posteriore. Essi non tengono conto della mole di informazioni che Salomone aveva acquisito con il progressivo sviluppo del suo commercio internazionale e dell’industria, come pure attraverso dignitari che viaggiavano e altri contatti col mondo esterno. (1 Re 4:30, 34; 9:26-28; 10:1, 23, 24) Nel suo commentario biblico F. C. Cook scrive: “Le attività quotidiane e le notevoli imprese del grande re ebreo dovettero portarlo molto oltre la semplice sfera della vita, del pensiero e della lingua ebraica”. — Bible Commentary, vol. IV, p. 622.
8 Comunque, c’è davvero bisogno di fonti esterne per sostenere la canonicità di Ecclesiaste? Un esame del libro stesso rivelerà non solo la sua armonia intrinseca, ma anche la sua armonia con il resto delle Scritture, di cui fa veramente parte.
CONTENUTO DI ECCLESIASTE
9 Vanità del modo di vivere dell’uomo (1:1–3:22). Le parole iniziali enunciano il tema del libro: “‘La più grande vanità!’ ha detto il congregatore, ‘la più grande vanità! Ogni cosa è vanità!’” Che profitto c’è nella fatica e nel duro lavoro del genere umano? Le generazioni vanno e vengono, i cicli naturali della terra si ripetono, e “non c’è nulla di nuovo sotto il sole”. (1:2, 3, 9) Il congregatore ha applicato il cuore a cercare e a esplorare la sapienza riguardo alle calamitose occupazioni dei figli degli uomini, ma riscontra che, nella sapienza e nella stoltezza, nelle imprese e nel duro lavoro, nel mangiare e nel bere, tutto è “vanità e un correr dietro al vento”. Egli finisce per ‘odiare la vita’, una vita di calamità e imprese materialistiche. — 1:14; 2:11, 17.
10 Per ogni cosa c’è un tempo fissato: sì, Dio ha ‘fatto ogni cosa bella a suo tempo’. Egli vuole che le sue creature godano la vita sulla terra. “Ho conosciuto che per loro non c’è nulla di meglio che rallegrarsi e fare il bene durante la vita; e anche che ogni uomo mangi e in realtà beva e veda il bene per tutto il suo duro lavoro. È il dono di Dio”. Ma, ahimè! Il genere umano peccatore ha la stessa eventualità delle bestie: “Come muore l’uno, così muore l’altra; e tutti hanno un solo spirito, così che non c’è superiorità dell’uomo sulla bestia, poiché ogni cosa è vanità”. — 3:1, 11-13, 19.
11 Saggi consigli per quelli che temono Dio (4:1–7:29). Salomone si congratula con i morti, perché sono liberi da “tutti gli atti di oppressione che si compiono sotto il sole”. Continua quindi a descrivere le opere vane e calamitose. Saggiamente avverte anche che “due sono meglio di uno” e che “una corda a tre capi non si può rompere rapidamente”. (4:1, 2, 9, 12) Dà un eccellente consiglio al popolo di Dio per quando si congrega: “Guarda i tuoi piedi ogni volta che vai alla casa del vero Dio; e ci sia un accostarsi per udire”. Non affrettarti quando parli dinanzi a Dio; ‘le tue parole siano poche’, e paga ciò che hai votato a Dio. “Temi il vero Dio stesso”. Quando i poveri sono oppressi, ricorda che “uno che è più alto dell’alto guarda, e ci sono quelli che sono alti al di sopra di loro”. Il semplice servitore, osserva il congregatore, avrà un sonno dolce, mentre il ricco è troppo preoccupato per dormire. Tuttavia nudo è venuto al mondo, e nonostante tutto il suo duro lavoro non ne può portare via nulla. — 5:1, 2, 4, 7, 8, 12, 15.
12 Un uomo può ricevere ricchezze e gloria, ma a che gli vale essere vissuto “mille anni per due volte” se non ha visto ciò che è bene? È meglio prendere a cuore le serie questioni della vita e della morte anziché accompagnarsi con lo stupido “nella casa dell’allegrezza”; sì, è meglio ricevere il rimprovero del saggio, poiché come il crepitante “suono delle spine sotto la pentola, così è il riso dello stupido”. La sapienza è vantaggiosa, “poiché la sapienza è per una protezione come il denaro è per una protezione; ma il vantaggio della conoscenza è che la sapienza stessa conserva in vita quelli che la possiedono”. Perché, allora, la via del genere umano è divenuta calamitosa? “Il vero Dio fece il genere umano retto, ma essi stessi han cercato molti piani”. — 6:6; 7:4, 6, 12, 29.
13 Una sola eventualità per tutti (8:1–9:12). “Osserva il medesimo ordine del re”, consiglia il congregatore; egli però fa notare che, siccome la sentenza contro un’opera cattiva non è stata eseguita rapidamente, “il cuore dei figli degli uomini è in loro pienamente risoluto a fare il male”. (8:2, 11) Egli stesso loda l’allegrezza, ma c’è un’altra cosa calamitosa! Ogni sorta di uomini seguono la stessa via: verso la morte! I viventi sono consci che moriranno, “ma in quanto ai morti, non sono consci di nulla . . . Tutto ciò che la tua mano trova da fare, fallo con la tua medesima potenza, poiché non c’è lavoro né disegno né conoscenza né sapienza nello Sceol, il luogo al quale vai”. — 9:5, 10.
14 Saggezza; obbligo dell’uomo (9:13–12:14). Il congregatore parla di altre calamità, come della “stoltezza . . . in molte alte posizioni”. Pronuncia anche molti proverbi saggi, e dichiara che perfino “la gioventù e il rigoglio della vita sono vanità”, a meno che non si presti ascolto alla vera sapienza. Egli dice: “Ricorda, ora, il tuo grande Creatore nei giorni della tua giovinezza”. Altrimenti, la vecchiaia farà solo tornare l’uomo alla polvere della terra, con l’accompagnamento delle parole del congregatore: “La più grande vanità! . . . Ogni cosa è vanità”. Egli stesso ha di continuo insegnato al popolo la conoscenza, poiché “le parole dei saggi sono come pungoli per buoi”, cioè stimolano a compiere opere giuste. In quanto alla sapienza mondana, egli avverte: “Al fare molti libri non c’è fine, e la molta dedizione ad essi è faticosa per la carne”. Il congregatore porta quindi il libro al suo grandioso culmine, riassumendo tutto ciò che è stato considerato sulla vanità e sulla sapienza: “La conclusione dell’argomento, avendo udito ogni cosa, è: Temi il vero Dio e osserva i suoi comandamenti. Poiché questo è l’intero obbligo dell’uomo. Poiché il vero Dio stesso porterà in giudizio ogni sorta di opera in relazione a ogni cosa nascosta, in quanto a se è buona o cattiva”. — 10:6; 11:1, 10; 12:1, 8-14.
PERCHÉ È UTILE
15 Lungi dall’essere un libro ispirato al pessimismo, Ecclesiaste è tempestato di fulgide gemme di sapienza divina. Quando enumera le molte attività che definisce vane, Salomone non include la costruzione del tempio di Geova sul monte Moria a Gerusalemme, né la pura adorazione di Geova. Non descrive il divino dono della vita come vanità, ma mostra che fu dato all’uomo perché provasse allegrezza e facesse il bene. (3:12, 13; 5:18-20; 8:15) Le occupazioni calamitose sono quelle che non tengono conto di Dio. Un padre può accumulare ricchezze per il figlio, ma un disastro distrugge tutto e non gli rimane nulla. Sarebbe molto meglio provvedere un’eredità durevole di ricchezze spirituali. È calamitoso avere abbondanza e non poterne godere. La calamità raggiunge tutti i ricchi di questo mondo quando ‘se ne vanno’ nella morte, senza nulla in mano. — 5:13-15; 6:1, 2.
16 In Matteo 12:42 Cristo Gesù disse di essere “più di Salomone”. Poiché Salomone prefigurò Gesù, riscontriamo o no che le parole di Salomone contenute nel libro Qohèleth sono in armonia con gli insegnamenti di Gesù? Sì, troviamo molte analogie. Per esempio, Gesù mise in risalto la vastità dell’opera di Dio, dicendo: “Il Padre mio ha continuato a operare fino ad ora, e io continuo a operare”. (Giov. 5:17) Anche Salomone fa riferimento alle opere di Dio quando dice: “E vidi tutta l’opera del vero Dio, come il genere umano non può trovare l’opera che è stata fatta sotto il sole; per quanto il genere umano continui a lavorare duramente per cercare, tuttavia non trova. E anche se dicesse di essere abbastanza saggio da conoscere, non potrebbe trovare”. — Eccl. 8:17.
17 Sia Gesù che Salomone incoraggiarono i veri adoratori a congregarsi. (Matt. 18:20; Eccl. 4:9-12; 5:1) Le parole di Gesù circa il “termine del sistema di cose” e “i tempi fissati delle nazioni” sono in armonia con la dichiarazione di Salomone secondo cui “per ogni cosa c’è un tempo fissato, sì, un tempo per ogni faccenda sotto i cieli”. — Matt. 24:3; Luca 21:24; Eccl. 3:1.
18 Soprattutto, Gesù e i suoi discepoli si uniscono a Salomone nel mettere in guardia contro le insidie del materialismo. La sapienza è la vera protezione, poiché “conserva in vita quelli che la possiedono”, dice Salomone. “Continuate dunque a cercare prima il regno e la Sua giustizia, e tutte queste altre cose vi saranno aggiunte”, dice Gesù. (Eccl. 7:12; Matt. 6:33) In Ecclesiaste 5:10 è scritto: “Chi semplicemente ama l’argento non si sazierà di argento, né chi ama la ricchezza si sazierà delle entrate. Anche questo è vanità”. Molto simile è il consiglio che Paolo dà in 1 Timoteo 6:6-19 quando dice che “l’amore del denaro è la radice di ogni sorta di cose dannose”. Ci sono passi paralleli simili su altri argomenti biblici. — Eccl. 3:17—Atti 17:31; Eccl. 4:1—Giac. 5:4; Eccl. 5:1, 2—Giac. 1:19; Eccl. 6:12—Giac. 4:14; Eccl. 7:20—Rom. 3:23; Eccl. 8:17—Rom. 11:33.
19 Il dominio del Regno di Gesù Cristo, il diletto Figlio di Dio, che come uomo fu un discendente del saggio re Salomone, stabilirà una nuova società terrena. (Riv. 21:1-5) Ciò che Salomone scrisse come guida per i sudditi del suo regno tipico è di interesse vitale per tutti quelli che ora ripongono la loro speranza nel Regno di Dio retto da Cristo Gesù. Sotto il suo dominio il genere umano vivrà secondo gli stessi saggi princìpi che il congregatore espresse e si rallegrerà in eterno del divino dono di una vita felice. Ora è il tempo di congregarsi per adorare Geova, così da ottenere pienamente le gioie della vita sotto il suo Regno. — Eccl. 3:12, 13; 12:13, 14.
si 111-112;   libro bibblico 21 Eclesiaste.

Codice: Seleziona tutto
SPIRITISMO
Credenza o dottrina secondo la quale gli spiriti dei defunti, sopravvivendo alla morte del corpo fisico, possono comunicare con i viventi, specie tramite una persona (un medium) particolarmente sensibile alla loro influenza. Sia la Bibbia che la storia secolare rivelano che lo spiritismo esiste da tempi assai remoti. La religione dell’Egitto ne era permeata. (Isa 19:3) Pure la religione di Babilonia (città che era il principale centro religioso anche dell’Assiria) era spiritistica. — Isa 47:12, 13.
Il termine greco per “spiritismo” è farmakìa (da cui l’italiano farmacia). Un dizionario biblico dice a proposito di questo vocabolo: “Indicava principalmente l’impiego di farmaci, droghe, incantesimi; quindi, avvelenamento; quindi, stregoneria, Gal. 5:20 [“stregoneria”, VR; “magia”, Ga], menzionata fra ‘le opere della carne’. Vedi anche Riv. 9:21; 18:23. Nella Settanta, Eso. 7:11, 22; 8:7, 18; Isa. 47:9, 12. Nella stregoneria, l’uso di droghe, semplici o potenti, era generalmente accompagnato da incantesimi e invocazioni rivolte a forze occulte, con l’impiego di vari talismani, amuleti, ecc., ufficialmente intese ad allontanare il richiedente o il paziente dall’attenzione e dal potere dei demoni, ma in realtà volte a far colpo su di lui con le misteriose risorse e i poteri dello stregone”. — Vine’s Expository Dictionary of Old and New Testament Words, 1981, vol. 4, pp. 51, 52.
La sua origine. Un aspetto importante dello spiritismo è la presunta comunicazione con i defunti. Dal momento che i morti “non sono consci di nulla”, qualunque comunicazione con loro è assolutamente impossibile. (Ec 9:5) La legge che Dio aveva dato a Israele vietava a chiunque di interrogare i morti e prevedeva la pena di morte per chi praticava lo spiritismo. (Le 19:31; 20:6, 27; De 18:9-12; cfr. Isa 8:19). Nelle Scritture Greche Cristiane è pure dichiarato che coloro che praticano lo spiritismo “non erediteranno il regno di Dio”. (Gal 5:20, 21; Ri 21:8) Ne consegue logicamente che qualsiasi presunta comunicazione con i defunti, se non è una menzogna calcolata, deve venire da una fonte malvagia, in opposizione a Geova Dio.
La Bibbia indica chiaramente che spiriti malvagi, demoni, sono questa fonte malvagia. (Vedi DEMONIO; INDEMONIATO). Un esempio pertinente è quello di “una serva” della città di Filippi, che procurava molto guadagno ai suoi padroni praticando “l’arte della predizione”, una delle cose che hanno relazione con lo spiritismo. (De 18:11) Il libro di Atti dice chiaramente che la fonte delle sue predizioni non era Dio, ma “un demonio di divinazione”, uno spirito malvagio. Perciò quando l’apostolo Paolo espulse lo spirito malvagio, la ragazza perse la facoltà di fare predizioni. (At 16:16-19) A proposito dell’espressione greca pnèuma pỳthona, qui resa “un demonio di divinazione”, la succitata opera di Vine (vol. 1, p. 328) dice: “Python, nella mitologia greca era il nome del drago o serpente pitico, che dimorava a Pito, ai piedi del Parnaso, a guardia dell’oracolo di Delfi, e che fu ucciso da Apollo. Quindi il nome fu attribuito allo stesso Apollo. Poi il termine venne applicato a divinatori o indovini, ritenuti ispirati da Apollo. Poiché i demoni sono gli agenti che ispirano l’idolatria, I Cor. I0:20, la giovane di Atti I6:I6 era posseduta da un demonio che incitava al culto di Apollo, e quindi aveva ‘uno spirito di divinazione’”.
In Israele. Per quanto Dio avesse emanato leggi molto rigorose contro lo spiritismo, ogni tanto nel paese di Israele comparivano dei medium. Probabilmente si trattava di stranieri venuti nel paese o di alcuni di quelli che erano stati risparmiati dagli israeliti. Il re Saul li eliminò dal paese, ma evidentemente verso la fine del suo regno alcuni medium ripresero la loro professione. Saul dimostrò fino a che punto si era allontanato da Dio andando a consultare ‘una donna che possedeva uno spirito medianico a En-Dor’. — 1Sa 28:3, 7-10.
Il re Saul consulta una medium. Quando Saul si recò dalla medium, già da qualche tempo lo spirito di Geova si era allontanato da lui, tant’è vero che Dio non gli rispondeva né mediante sogni né mediante gli Urim (usati dal sommo sacerdote) né mediante i profeti. (1Sa 28:6) Dio non voleva avere più nulla a che fare con lui; e il Suo profeta Samuele non aveva visto Saul da lungo tempo, da prima che Davide fosse unto re. Sarebbe dunque irragionevole pensare che Samuele, anche se fosse stato ancora in vita, sarebbe venuto ora a consigliare Saul. E certo Dio non avrebbe fatto tornare Samuele dai morti per parlare con Saul, visto che non l’aveva mandato da lui quando era in vita. — 1Sa 15:35.
Geova non avrebbe in alcun modo approvato o favorito l’azione di Saul, com’è dimostrato dalla dichiarazione fatta in seguito per mezzo di Isaia: “E nel caso che vi dicano: ‘Rivolgetevi ai medium spiritici o a quelli che hanno uno spirito di predizione, i quali bisbigliano e si esprimono con tono sommesso’, non deve un popolo rivolgersi al suo Dio? Ci si deve rivolgere a persone morte a favore di persone vive? Alla legge e all’attestazione!” — Isa 8:19, 20.
Perciò la frase “quando la donna vide ‘Samuele’, gridava con quanto fiato aveva” evidentemente descrive l’accaduto come lo vide la medium, ingannata dallo spirito che impersonò Samuele. (1Sa 28:12) In quanto allo stesso Saul, a lui ben si applicava il principio espresso in seguito dall’apostolo Paolo: “Siccome non hanno approvato di ritenere Dio nell’accurata conoscenza, Dio li ha abbandonati a un disapprovato stato mentale, affinché facciano le cose sconvenienti . . . Benché questi conoscano molto bene il giusto decreto di Dio, che quelli che praticano tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano quelli che le praticano”. — Ro 1:28-32.
Un commentario biblico fa riferimento a 1 Cronache 10:13 nella Settanta (ed. Bagster), dove sono aggiunte le parole “e il profeta Samuele gli rispose”, e sostiene l’idea suggerita da queste parole non ispirate, ma aggiunge: “Nondimeno i padri, i riformatori e i primi teologi cristiani, con pochissime eccezioni, erano del parere che l’apparizione di Samuele non fosse reale, ma solo immaginaria. Secondo la spiegazione data da Efrem Siro, un’apparente immagine di Samuele venne presentata agli occhi di Saul mediante arti demoniache. Lutero e Calvino erano della stessa opinione, e i primi teologi protestanti li imitarono considerando l’apparizione niente altro che uno spettro diabolico, un fantasma, o uno spettro diabolico nelle sembianze di Samuele, e l’annuncio di Samuele niente altro che una rivelazione diabolica fatta col permesso divino, nella quale la verità è mischiata con la menzogna”. — C. F. Keil e F. Delitzsch, Commentary on the Old Testament, 1973, vol. II, 1 Samuele, p. 265.
In una nota in calce dello stesso commentario (1 Samuele, pp. 265, 266) si legge: “Quindi Lutero dice . . . ‘L’evocazione di Samuele da parte di un’indovina o strega, in 1 Sam. xxviii. 11, 12, certamente non era altro che uno spettro del diavolo; non solo perché le Scritture affermano che fu effettuata da una donna che era piena di diavoli (infatti chi poteva credere che le anime dei credenti, che sono nella mano di Dio, . . . fossero sotto il potere del diavolo, e di semplici uomini?), ma anche perché evidentemente Saul e la donna interrogarono il morto in opposizione al comando di Dio. Lo Spirito Santo stesso non può fare nulla contro questo, né può aiutare coloro che agiscono in opposizione a ciò’. Anche Calvino considera l’apparizione un semplice spettro . . . : ‘È certo’, dice, ‘che non era realmente Samuele, perché Dio non avrebbe mai permesso che i Suoi profeti fossero sottoposti a simile diabolica evocazione. Qui abbiamo infatti una strega che evoca il morto dalla tomba. Chi immaginerebbe che Dio voglia che il Suo profeta sia esposto a tale ignominia; come se il diavolo avesse potere sul corpo e sull’anima dei santi che sono sotto la Sua cura? Si dice che le anime dei santi riposino . . . in Dio, in attesa della felice risurrezione. Inoltre, dovremmo credere che Samuele avesse portato con sé il mantello nella tomba? Per tutte queste ragioni sembra evidente che l’apparizione non era altro che uno spettro, e che i sensi della donna stessa furono ingannati tanto che essa pensò di aver visto Samuele, mentre in realtà non era lui’. Anche i primi teologi ortodossi misero in dubbio per le stesse ragioni la realtà dell’apparizione del defunto Samuele”.
Il potere di Gesù sui demoni. Quando era sulla terra, Gesù dimostrò di essere il Messia, l’Unto di Dio, espellendo i demoni dagli indemoniati. Lo faceva senza un rituale speciale, una seduta o alcuna forma di magia. Si limitava a comandare ai demoni di uscire, ed essi ubbidivano alla sua voce. Anche se malvolentieri, i demoni erano costretti a riconoscere la sua autorità (Mt 8:29-34; Mr 5:7-13; Lu 8:28-33), come Satana riconobbe l’autorità di Geova quando Questi gli permise di affliggere e mettere alla prova Giobbe, ma gli comandò di non ucciderlo. (Gb 2:6, 7) Inoltre Gesù compiva quest’opera gratuitamente. — Mt 8:16, 28-32; Mr 1:34; 3:11, 12; Lu 4:41.
Confutata la falsa accusa dei farisei. Dopo una guarigione del genere, i farisei suoi nemici accusarono Gesù: “Quest’uomo non espelle i demoni se non per mezzo di Beelzebub, governante dei demoni”. Ma la narrazione prosegue: “Conoscendo i loro pensieri, egli disse loro: ‘Ogni regno diviso contro se stesso giunge alla desolazione, e ogni città o casa divisa contro se stessa non durerà. Nello stesso modo, se Satana espelle Satana, è divenuto diviso contro se stesso; come durerà dunque il suo regno? Inoltre, se io espello i demoni per mezzo di Beelzebub, per mezzo di chi li espellono i vostri figli? Perciò essi saranno i vostri giudici’”. — Mt 12:22-27.
I farisei furono costretti ad ammettere che per espellere i demoni ci voleva un potere sovrumano. Eppure volevano impedire che il popolo credesse in Gesù. Perciò attribuirono il suo potere al Diavolo. Gesù fece capire bene dove portava il loro ragionamento mostrando quale sarebbe stata la conseguenza logica. Rispose che se lui fosse stato un agente del Diavolo, che disfaceva quello che Satana faceva, Satana avrebbe indubbiamente agito contro se stesso (cosa che nessun re umano avrebbe fatto), e sarebbe presto caduto. Inoltre richiamò l’attenzione sui loro “figli”, o discepoli, i quali pure sostenevano di espellere demoni. Se il ragionamento dei farisei, che chi espelleva demoni lo faceva col potere di Satana, era giusto, i loro stessi discepoli agivano sotto tale potere, cosa che i farisei naturalmente non volevano ammettere. Perciò Gesù disse che i loro stessi “figli” erano i giudici che avrebbero condannato loro e il loro ragionamento. Quindi aggiunse: “Ma se io espello i demoni per mezzo dello spirito di Dio, il regno di Dio vi ha veramente raggiunti”. — Mt 12:28.
Gesù portò avanti l’argomento facendo notare che nessuno poteva entrare nella casa di un uomo forte (Satana) e prendere i suoi beni se non era in grado di legare l’uomo forte. L’avvertimento circa il peccato contro lo spirito santo prese lo spunto dalla falsa accusa dei farisei, poiché dato che Gesù espelleva i demoni mediante lo spirito di Dio, parlando contro quest’opera i farisei non esprimevano semplicemente odio nei confronti di Gesù ma parlavano contro l’evidente dimostrazione dello spirito santo di Dio. — Mt 12:29-32.
Quanto Gesù Cristo disse circa l’espellere i demoni non va inteso nel senso che i “figli” dei farisei e tutti gli altri che asserivano di espellere demoni fossero necessariamente strumenti di Dio. Gesù menzionò alcuni che avrebbero chiesto: “Signore, Signore, non abbiamo profetizzato in nome tuo, e in nome tuo espulso demoni, e in nome tuo compiuto molte opere potenti?” Ma la sua risposta sarebbe stata: “Non vi ho mai conosciuti! Andatevene via da me, operatori d’illegalità”. (Mt 7:22, 23) Non essendo veri discepoli di Gesù Cristo, quegli operatori d’illegalità dovevano essere figli del Diavolo. (Cfr. Gv 8:44; 1Gv 3:10). Perciò qualunque pretesa capacità di espellere demoni avessero avuto, non l’avrebbero avuta quali strumenti di Dio, ma quali agenti del Diavolo. Usando alcuni come esorcisti, e questo persino in nome di Gesù (cfr. il tentativo dei sette figli di Sceva in At 19:13-16), Satana non sarebbe stato diviso contro se stesso. Anzi, con l’apparente opera buona di liberare degli indemoniati, Satana si sarebbe trasformato in “angelo di luce”, accrescendo così il suo potere e la sua influenza su quelli che si lasciano ingannare. — 2Co 11:14.
“Chi non è contro di noi è per noi”. In un’occasione l’apostolo Giovanni disse a Gesù: “Maestro, abbiamo visto un uomo che espelleva demoni usando il tuo nome e abbiamo cercato di impedirglielo, perché non ci accompagnava”. Quell’uomo evidentemente riusciva a espellere i demoni, poiché Gesù disse: “Non c’è nessuno che faccia un’opera potente in base al mio nome che possa subito insultarmi”. Perciò Gesù ordinò loro di non cercare di impedirglielo, “perché chi non è contro di noi è per noi”. (Mr 9:38-40) Non tutti coloro che credevano in Gesù accompagnavano personalmente lui e gli apostoli nel ministero. In quel tempo il patto della Legge era in vigore, per volontà di Dio, e Dio per mezzo di Gesù Cristo non aveva ancora istituito il nuovo patto e la congregazione cristiana degli eletti. Solo dalla Pentecoste del 33 E.V. in poi, dopo che Gesù mediante il suo sacrificio ebbe determinato l’abolizione della Legge, fu necessario che chiunque volesse servire nel nome di Cristo si associasse con questa congregazione, i cui componenti venivano battezzati in Cristo. (At 2:38-42, 47; Ro 6:3) Allora, anziché trattare con la nazione dell’Israele carnale come aveva fatto fino a quel momento, Dio riconobbe la congregazione cristiana come sua “nazione santa”. — 1Pt 2:9; 1Co 12:13.
Un’opera della carne. Anche se coloro che praticano lo spiritismo potrebbero ritenerlo una ‘pratica di natura spirituale’, la Parola di Dio non lo definisce un’opera dello spirito o parte del suo frutto, ma un’opera della carne. Notate le cose detestabili insieme alle quali viene classificato: “fornicazione, impurità, condotta dissoluta, idolatria, pratica di spiritismo [lett., uso di droghe], inimicizie, contesa, gelosia, accessi d’ira, contenzioni, divisioni, sette, invidie, ubriachezze, gozzoviglie e simili”. Lo spiritismo fa appello ai desideri della carne peccaminosa, non alle cose dello spirito, e l’apostolo avverte che “quelli che praticano tali cose non erediteranno il regno di Dio”. — Gal 5:19-21, nt.
Causa di distruzione eterna. Uno dei peccati di cui viene accusata Babilonia la Grande, che sarà scagliata nel mare e non sarà più trovata, è dichiarato in Rivelazione: “Mediante la tua pratica spiritica furono sviate tutte le nazioni”. (Ri 18:23) A proposito della distruzione eterna di coloro che praticano lo spiritismo, Rivelazione dice: “In quanto ai codardi e a quelli senza fede e a quelli che sono disgustanti nelle loro impurità e agli assassini e ai fornicatori e a quelli che praticano lo spiritismo [lett., che fanno uso di droghe] e agli idolatri e a tutti i bugiardi, la loro parte sarà nel lago che brucia con fuoco e zolfo. Questo significa la seconda morte”. — Ri 21:8, nt.
Le arti magiche. Attinenti allo spiritismo sono le arti magiche. A Efeso molti credettero alla predicazione di Paolo, e “un gran numero di quelli che avevano praticato le arti magiche misero insieme i loro libri e li bruciarono davanti a tutti”. (At 19:19) Il termine greco reso “arti magiche” è perìerga, “curiosità”, letteralmente “cose attorno al lavoro”, nel senso di cose superflue, vale a dire le arti di coloro che si addentrano in cose proibite, con l’aiuto di spiriti malvagi. — Int; Vine’s Expository Dictionary of Old and New Testament Words, 1981, vol. 1, p. 261.
Profezia contro Gerusalemme. Nel pronunciarsi contro Gerusalemme per la sua infedeltà, Geova disse: “E devi essere abbassata così che parlerai dalla medesima terra, e il tuo dire suonerà basso come dalla polvere. E come un medium spiritico la tua voce deve venire perfino dalla terra, e dalla polvere verrà il bisbiglio del tuo proprio dire”. (Isa 29:4) Questo additava il tempo in cui i nemici sarebbero saliti contro Gerusalemme e l’avrebbero fatta cadere molto in basso, l’avrebbero per così dire schiacciata a terra. Quindi le parole degli abitanti di Gerusalemme sarebbero venute dal basso della loro umiliazione, come se un medium avesse parlato in modo da far sembrare che un suono basso, sordo, sommesso, debole e soffocato provenisse dalla polvere della terra. Tuttavia, come mostra Isaia 29:5-8, Gerusalemme doveva essere liberata. Perspicacia vol 2 pag 1032.-1036





TRADUZIONE DEL NUOVO MONDO:
tnm 18 Io, sì, io, ho detto nel mio cuore riguardo ai figli del genere umano che il [vero] Dio li sceglierà, affinché vedano che essi stessi sono bestie. 19 Poiché c’è un’eventualità circa i figli del genere umano e un’eventualità circa la bestia, e hanno la stessa eventualità. Come muore l’uno, così muore l’altra; e tutti hanno un solo spirito, così che non c’è superiorità dell’uomo sulla bestia, poiché ogni cosa è vanità. 20 Tutti vanno a un solo luogo. Tutti sono venuti dalla polvere, e tutti tornano alla polvere. 21 Chi conosce lo spirito dei figli del genere umano, se sale verso l’alto; e lo spirito della bestia, se scende verso il basso alla terra? 22 E ho visto che non c’è nulla di meglio se non che l’uomo si rallegri delle sue opere, poiché questa è la sua porzione; perché chi lo condurrà a guardare ciò che avverrà dopo di lui?
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Le falsificazioni e le varianti involontarie si accumulano man mano che un testo è ricopiato attraverso i secoli. Ogni scriba riproduce gli errori degli scribi precedenti e ne aggiunge di propri. Non possediamo alcun originale dei libri del nuovo testamento, ma neppure copie eseguite direttamente sugli originali, né copie di copie...Bart D. Ehrman
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Messaggiodi francoleg » 08/08/2012, 19:53

Scusa Poly, ti faccio una domanda la cui risposta potrebbe servire da introduzione a quanto tu chiedi: ma lo scrittore del Qoelet credeva nella risurrezione? Attraverso lo scritto dell'Ecclesiate possiamo intravedere questa credenza o non era ancora sviluppata? Cosa ancora più importante: i tdg cosa dicono? Secondo loro lo scrittore credeva nella risurrezione? Ti chiedo questo perché dalle parole dello scrittore mi sembra di capire che non aveva ancora questa conoscenza, anzi, non sapeva in cosa credere:

Ecclesiaste 3:21,22: "21Chi sa se il soffio vitale dell’uomo salga in alto e se quello della bestia scenda in basso nella terra? 22Mi sono accorto che nulla c’è di meglio per l’uomo che godere delle sue opere, perché questa è la sua sorte. Chi potrà infatti condurlo a vedere ciò che avverrà dopo di lui?". (CEI).

Quindi che insegnamento ne possiamo trarre da uno che aveva questi dubbi?
"A quale generazione si riferiva Gesù? Alla generazione di persone in vita nel 1914. I rimanenti di quella generazione saranno ancora in vita quando verrà la fine di questo sistema malvagio." (Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca, 1982, p. 154)
Presentazione:
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Messaggiodi enkidu » 08/08/2012, 20:13

Per RAY


ALLA FACCIA CREDONO ANCORA CHE SIA DI SALOMONE E LO METTONO NEL X SECOLO AVANTI CRISTO.? Siamo mesi bene
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Messaggiodi afterlife_taste » 08/08/2012, 20:35

io conosco uno psicologo che mi ha detto di aver assistito a tante sedute spiritiche, all'inizio non ci credeva a quello che succedeva fosse reale, poi mi ha detto che una volta ha sentito una parlare quella che si metteva in contatto con gli spiriti con una voce diversa dalla sua e dire cose che, a suo dire, provenivano da un bambino morto di peste nel 1500 e la cosa secondo lui era così inequivocabile che non poteva non essere vero
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Messaggiodi Ray » 08/08/2012, 20:40

enkidu ha scritto:Per RAY


ALLA FACCIA CREDONO ANCORA CHE SIA DI SALOMONE E LO METTONO NEL X SECOLO AVANTI CRISTO.? Siamo mesi bene

fino al 2009 si poi ...?


Ragazzi, rendete manifesto il vostro progresso
“Pondera queste cose; sii assorto in esse, affinché il tuo progresso sia manifesto a tutti”. — 1 TIM. 4:15.
“GODI la vita, ragazzo! Sii felice, finché sei ancora giovane”. (Qoelet [Eccl.] 11:9, Parola del Signore) Così scrisse Salomone, saggio re dell’antico Israele. Geova Dio, la Fonte di queste parole, senza dubbio vuole che voi ragazzi siate felici. Non solo, Geova vuole che la vostra gioia continui anche dopo il periodo della giovinezza. Purtroppo, molte volte questo periodo è rovinato da errori dolorosi che potrebbero compromettere la felicità futura. Anche Giobbe, un uomo fedele, si lamentò di dover subire “le conseguenze degli errori della [sua] giovinezza”. (Giob. 13:26) Durante l’adolescenza e negli anni immediatamente successivi, un ragazzo cristiano deve spesso prendere decisioni importanti. Decisioni sbagliate possono lasciargli profonde cicatrici emotive e creare problemi che forse si ripercuoteranno sul resto della sua vita. — Eccl. 11:10.
2 I ragazzi devono quindi usare giudizio nel prendere decisioni. Considerate il consiglio che l’apostolo Paolo diede ai corinti. Scrisse: “Non divenite bambini nelle facoltà di intendimento, . . . divenite uomini fatti nelle facoltà d’intendimento”. (1 Cor. 14:20) Seguire il consiglio di acquisire la capacità di pensare e ragionare come una persona matura aiuterà i ragazzi a evitare gravi errori.
3 Se sei giovane, ricorda che per diventare una persona matura ci vuole impegno. Paolo disse a Timoteo: “Nessuno disprezzi la tua giovinezza. Al contrario, divieni un esempio per i fedeli nel parlare, nella condotta, nell’amore, nella fede, nella castità. . . . Continua ad applicarti alla lettura pubblica, all’esortazione, all’insegnamento. . . . Pondera queste cose; sii assorto in esse, affinché il tuo progresso sia manifesto a tutti”. (1 Tim. 4:12-15) I ragazzi cristiani devono progredire e rendere manifesto agli altri il loro progresso.
W 15/5/2009
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Messaggiodi Mario70 » 08/08/2012, 20:49

Allora, da ex fondamentalista credo che posso esserti utile...
Per prima cosa devi usare la tua bibbia, digli apertamente che la loro è una traduzione creata apposta per sostenere le loro dottrine precostituite e vedrai che acconsentiranno.
Fatto questo a me colpirono molto i passi che parlano delle ombre viventi, c'è ne sono diversi, cercali che ti saranno utili, loro ti diranno che sono metafore ma leggendoli rimarranno colpiti.
Anche Giobbe è importante, loro ti diranno che vedeva Dio in visione o in un anticipazione futuristica del paradiso terrestre, ma anche su questo rifletteranno..
Veniamo al NT:
Loro inizieranno con Matteo 5 dove è scritto che i miti erediteranno la terra, fagli leggere il contesto che tratta del regno dei cieli, e comincia a spiegargli il corpo pneumatizzato il quale non ha problemi ad appartenere indistintamente alle due dimensioni terrestre e celeste come dimostra l'esempio di Gesù risorto, loro diranno che appariva alla maniera degli angeli del tempo di Lot, che era puro spirito materializzato, a questo punto la scrittura di Luca 24 è decisiva:
NR "Ora, mentre essi parlavano di queste cose, Gesù stesso comparve in mezzo a loro, e disse: «Pace a voi!» 37 Ma essi, sconvolti e atterriti, pensavano di vedere uno spirito. 38 Ed egli disse loro: «Perché siete turbati? E perché sorgono dubbi nel vostro cuore? 39 Guardate le mie mani e i miei piedi, perché sono proprio io! Toccatemi e guardate, perché uno spirito non ha carne e ossa, come vedete che ho io». 40 E, detto questo, mostrò loro le mani e i piedi. 41 Ma siccome per la gioia non credevano ancora e si stupivano, disse loro: «Avete qui qualcosa da mangiare?» 42 Essi gli porsero un pezzo di pesce arrostito; 43 egli lo prese, e mangiò in loro presenza."

Loro si attaccheranno a rivelazione 5 dove è scritto che i 24 anziani regneranno sulla terra...
"a che serve un regno se saranno tutti regnanti? "
Classica obiezione... io l'affronto su due angolazioni: uno riguarda lo stile dell'Apocalisse, se i 24 anziani sono simbolici perché non potrebbe esserlo il regno sulla terra?
L'altra riguarda il millenarismo, ovvero i 24 anziani regneranno solo nei 1000 anni descritti al Cap. 20.
Tornando ai vangeli gli chiederei cosa pensano del ricco e del Lazzaro loro ti diranno che è una parabola e tu domandagli se sarebbe stato possibile che Cristo si sarebbe messo ad usare una credenza pagana come quella dell'anima immortale come insegnamento in una parabola...
A me questo mi spiazzò.
In finale c'è ebrei 11:

"5 Per fede Enoc fu rapito perché non vedesse la morte; e non fu più trovato, perché Dio lo aveva portato via; infatti prima che fosse portato via ebbe la testimonianza di essere stato gradito a Dio.
13 Tutti costoro sono morti nella fede, senza ricevere le cose promesse, ma le hanno vedute e salutate da lontano, confessando di essere forestieri e pellegrini sulla terra. 14 Infatti, chi dice così dimostra di cercare una patria; 15 e se avessero avuto a cuore quella da cui erano usciti, certo avrebbero avuto tempo di ritornarvi! 16 Ma ora ne desiderano una migliore, cioè quella celeste; perciò Dio non si vergogna di essere chiamato il loro Dio, poiché ha preparato loro una città."

Tra i tdg non ci si sofferma molto su questa scrittura... Chiesa perché...
Infine c'è la dicotomia di Paolo tra il lasciare il corpo o meno per raggiungere Dio, la tnm è pessima, ma nelle altre versioni è tutto più chiaro.
Anche questa mi lasciò senza parole.
Ciliegina sulla torta il discorso del clone ricreato e su questo sei imbattibile, io stesso l'ho imparato da te...
Spero di esserti stato utile.
«È vero, in tempi passati vi sono stati alcuni che hanno predetto la "fine del mondo", annunciando perfino una data specifica. Alcuni hanno raccolto intorno a sé gruppi di persone ... aspettando la fine. Tuttavia non è accaduto nulla. La "fine" non è venuta. Si sono resi colpevoli di falsa profezia» (Svegliatevi!, 22/4/1969, p. 23).
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Messaggiodi polymetis » 08/08/2012, 20:56

Forse non mi sono spiegato: più che le testimonianze bibliche della sopravvivenza dell'anima, a me interessavano interpretazioni alternative (in stile fondamentalista, cioè senza presupposti storico-critici) dei versetti citati che ho postato.
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Alla base delle scelte fondamentali del Nolano - a Londra come a Roma -, c'era il convincimento di appartenere alla "casa" dei filosofi, e che ad essa bisogna essere sempre fedeli, anche nei rapporti con i potenti della Chiesa e dello Stato, perché la casa della filosofia è la casa della verità: in un modo intelligente e anche astuto, certo, ma sempre fedeli. (Michele Ciliberto)
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Messaggiodi arwen » 09/08/2012, 8:19

polymetis ha scritto:Forse non mi sono spiegato: più che le testimonianze bibliche della sopravvivenza dell'anima, a me interessavano interpretazioni alternative (in stile fondamentalista, cioè senza presupposti storico-critici) dei versetti citati che ho postato.


Ma perchè Poly ?. Sei cosi colto, devi avere anche un eloquio di tutto rispetto, perchè ti devi abbassare a parlare in questo modo, non ti si confà. Tanto, ognuno resterà delle proprie posizioni, la sola cosa che puoi augurarti è che gli vengano dei dubbi.
Dai ascolto a Mario, per tutto i resto, penso che riuscirai a riassumere il discorso sull'evoluzione del pensiero nella Bibbia, da una lezione di "giorni" a poche decine di minuti...anche se non penso ti ascolteranno nemmeno uno. :triste: :ciao: :ciao:
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" Amore non è amore se muta quando scopre un mutamento o tende a svanire quando l'altro si allontana.
Oh no !. Amore è un faro sempre fisso che sovrasta la tempesta e non vacilla mai;
Amore non muta in poche ore o settimane, ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio;
Se questo è errore e mi sarà provato, io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato. "
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Messaggiodi minstrel » 09/08/2012, 10:12

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Messaggiodi play » 09/08/2012, 13:27

Polymetis ha scritto: ".......come si vede si tratta di una superstizione da gente sottoculturata, che crede seriamente di invocare il diavolo ad una seduta col bicchierino ........trattenendo la compassione per la loro mentalita' rimasta ad un mondo fatto di demoni e stregoneria..."

Mi permetto solo di obiettare sul punto sopracitato.
Spero che lei intenda criticare il modo in cui è pensato il "mondo spirituale" dai tdg e non delle cose quali sono "in sé stesse".
E' risaputo che presso i popoli occidentali la credenza negli spiriti è stata combattuta dal razionalismo e dall' illuminismo scientifico.
Dove i piu' primitivi parlano di spiriti, i "materialisti" di oggi parlano di sogni, illusioni, fantasie.
Sono certo che se un occidentale dovesse fare gli stessi rituali a cui si sottopone uno stregone allo scopo di rendere visibili gli "spiriti" finirebbe con l' avere le stesse esperienze.
LA QUESTIONE SE GLI SPIRITI ESISTANO O MENO E' BEN LONTANA DALL' ESSERE RISOLTA!
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Messaggiodi Quixote » 09/08/2012, 15:55

play ha scritto:Polymetis ha scritto: ".......come si vede si tratta di una superstizione da gente sottoculturata, che crede seriamente di invocare il diavolo ad una seduta col bicchierino ........trattenendo la compassione per la loro mentalita' rimasta ad un mondo fatto di demoni e stregoneria..."

Mi permetto solo di obiettare sul punto sopracitato.
Spero che lei intenda criticare il modo in cui è pensato il "mondo spirituale" dai tdg e non delle cose quali sono "in sé stesse".
E' risaputo che presso i popoli occidentali la credenza negli spiriti è stata combattuta dal razionalismo e dall' illuminismo scientifico.
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Decisamente non mi sembra che Polymetis abbia toccato questo tema, ma solo il rapporto fra magia, spiritismo, demoni da una parte, e i TdG dall’altra: è notorio che i TdG vedono il diavolo dappertutto, probabilmente anche nella lista della spesa, quindi non stupisce che essi non possano credere agli spiriti dei trapassati, conforme alle loro tesi sui morti, e vi vedano invece la mano del demonio, per cui trovo perfettamente giustificato il termine ‘superstizione’ usato dal Poly.

Ergo non capisco la natura dell’obiezione, tanto più che le cose «in se stesse», dopo Nietzsche & company, per non parlare dei filosofi contemporanei, sono da prendere con le molle. Il razionalismo e l’illuminismo scientifico hanno aperto una strada che è ben lungi dall’essere conclusa, e certamente lo scienziato odierno — non parlo di quelli «da cassetta» — non si pone a fronte dei fenomeni paranormali con un atteggiamento superficiale, con un negazionismo a priori, ma cerca di indagarli con metodo, per quanto possibile, scientifico, lasciando ben poco margine ai fenomeni, per così dire, irriducibili.

Che la questione sia ben lontana dall’essere risolta è… questione di punti di vista: se io nego le cose in sé, ecco che ho belle che negato l’essenza dello spiritismo, relegandolo nell’empiria di un mondo in perenne divenire. Ma tutto ciò, ripeto, esula dal post di Polymetis, quali che siano le sue opinioni al riguardo.
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Messaggiodi play » 09/08/2012, 17:27

Se vogliamo mettere Kant, Nietzche, Freud, Jung nel cassetto per me non fa nessuna differenza. Fate vobis. La mia non è un' obiezione. Penso che lei non abbia capito, anche perché non c' è proprio niente da capire. Il mio era solo un breve accenno a Kant e al noumeno. Au revoir
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Messaggiodi Quixote » 09/08/2012, 17:33

play ha scritto:Se vogliamo mettere Kant, Nietzche, Freud, Jung nel cassetto per me non fa nessuna differenza. Fate vobis. La mia non è un' obiezione. Penso che lei non abbia capito, anche perché non c' è proprio niente da capire. Il mio era solo un breve accenno a Kant e al noumeno. Au revoir


I foristi capiranno da soli, senza una mia precisazione, quale delle due repliche era in tema, e quale era Off Topic. Auf wiedesehen.

:strettamano:
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Messaggiodi agabo » 09/08/2012, 18:37

Intanto mi faccio una grande risata. Non tutti capiranno, ma almeno uno (forse) capirà (lo spero, anzi!):

Immagine

Poi, ti serve uno con una certa mentalità "FONDAMENTALISTA"? Eccomi!!!
(Ad essere sincero, uno come me che apprezza Bart Eherman non "dovrebbe" autodefinirsi "fondamentalista", no?).

Comunque sia, beccati questo, va!:


http://www.testimonigeova.com/Resurrezi ... immortalità.pdf
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Messaggiodi Quixote » 09/08/2012, 19:25

agabo ha scritto:Intanto mi faccio una grande risata. Non tutti capiranno, ma almeno uno (forse) capirà (lo spero, anzi!):

Immagine

Poi, ti serve uno con una certa mentalità "FONDAMENTALISTA"? Eccomi!!!
(Ad essere sincero, uno come me che apprezza Bart Eherman non "dovrebbe" autodefinirsi "fondamentalista", no?).

Comunque sia, beccati questo, va!:


http://www.testimonigeova.com/Resurrezi ... immortalità.pdf


Link di Agabo funzionante (fare copia e incolla escluse virgolette uncinate):

<http://www.testimonigeova.com/Resurrezione%20e%20immortalità.pdf>
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Messaggiodi Ray » 09/08/2012, 22:11

Agabo (Ad essere sincero, uno come me che apprezza Bart Eherman non "dovrebbe" autodefinirsi "fondamentalista", no?).

Anche a me piace Bart...fondamentalista ? Ho letto che Bart ,in una riflessione scrisse: più vado avanti con gli studi sul cristianesimo e' più divento un pò ateo... :risatina: :risatina:
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Le falsificazioni e le varianti involontarie si accumulano man mano che un testo è ricopiato attraverso i secoli. Ogni scriba riproduce gli errori degli scribi precedenti e ne aggiunge di propri. Non possediamo alcun originale dei libri del nuovo testamento, ma neppure copie eseguite direttamente sugli originali, né copie di copie...Bart D. Ehrman
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Messaggiodi papà61 » 10/08/2012, 8:56

Non aggiugno nè tolgo nulla. solo puntualizzo il fatto che anche la Chiesa Cattolica avverte i fedeli di stare lontani dallo spiritismo, anche per gioco. Ogni anno, per Halloween, la CHiesa per mezzo dei suoi Vescovi, Parroci, ecc avverte i fedeli circa l'origine di tale festa.
...
Oddio.. lo vedo ora.."AGGIUGNO", si, e ALLUGLIO.. lo lascio non lo correggo, è tropo carino... :risatina:
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Messaggiodi polymetis » 10/08/2012, 9:24

Non aggiugno nè tolgo nulla. solo puntualizzo il fatto che anche la Chiesa Cattolica avverte i fedeli di stare lontani dallo spiritismo, anche per gioco. Ogni anno, per Halloween, la CHiesa per mezzo dei suoi Vescovi, Parroci, ecc avverte i fedeli circa l'origine di tale festa.
...
Oddio.. lo vedo ora.."AGGIUGNO", si, e ALLUGLIO.. lo lascio non lo correggo, è tropo carino


Il mio parroco invece ci ospita nel suo oratorio per festeggiare Halloween con un ballo maschera. Evidentemente ancora non s'è capito che in casa cattolica su argomenti non dogmatici c'è libertà d'opinione...
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Messaggiodi papà61 » 10/08/2012, 9:54

evidentemente il parroco sbaglia. Il fatto che ci sia libertà non significa che sia automaticamente tutto giusto. Anche uno come il mago Anubi, mio ex vicino di casa, sa che è pericoloso scherzare con l occulto e lo spiritismo. Nella mia vita non ho mai incontrato un prete o una suora favorevoli all'occulto, mai. Il parroco di Seravezza, nelle settimane precedenti halloween, avverte sempre i fedeli durante la messa. Le suore Canossiane, a noi bambini, ci avvertivano non tanto di halloween che nei '60 non c'era in Italia, quanto addirittura del carnevale (come i tdg). A Pisa un cappellano militare ci mette in guardia anche dai film horror, a Livorno il cappellano dell'accademia navale mi vide leggere l'Esorcista di Blatty e me ne partò per piu di un ora cercando di convincermi a non leggerlo.. spiegandomi come, soltanto apprezzando un libro che parla del diavolo gli stessi aprendo una porta.
potrei continuare con i vari parroci succedutisi nella mia città, o con gli interventi televisivi del Cardinale Ersilio Tonini, di Padre Amorth ecc. e da Padre Livio di Radiomaria che si accordano alla tesi geovista sullo spiritismo. Tesi che evidentemente, anzi EVIDENTEMENTE, ha origine dalla Bibbia.

Il carattere DISEDUCATIVO/COERCITIVO di Sparlock/Orion, non si discute assolutamente.

Oh, chiesa difesa sempre a oltranza!..
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Messaggiodi arwen » 10/08/2012, 10:04

polymetis ha scritto:
Non aggiugno nè tolgo nulla. solo puntualizzo il fatto che anche la Chiesa Cattolica avverte i fedeli di stare lontani dallo spiritismo, anche per gioco. Ogni anno, per Halloween, la CHiesa per mezzo dei suoi Vescovi, Parroci, ecc avverte i fedeli circa l'origine di tale festa.
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Il mio parroco invece ci ospita nel suo oratorio per festeggiare Halloween con un ballo maschera. Evidentemente ancora non s'è capito che in casa cattolica su argomenti non dogmatici c'è libertà d'opinione...

:quoto100: Anche da noi c'è lo spazio per la festa in maschera. Diverso il discorso per le sedute spiritiche, ricorso ai sedicenti maghi e resto, tutti i sacerdoti che conosco, sono profondamente contrari a queste pratiche , per non parlare dei sacerdoti esorcisti, loro sono sul piede di guerra con queste cose....e se lo dicono loro....
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Messaggiodi polymetis » 10/08/2012, 10:57

Io credo che tutto stia nella valenza che noi diamo alle cose, altrimenti davvero torniamo alla superstizione che attribuiva potere agli oggetti in sé. Sicché la festa di Halloween così come viene vissuta oggi non ha proprio nulla a che fare con lo spiritismo, è solo un'occasione per godere della compagnia. Non è il diavolo ad aver creato Halloween, al massimo l'industria dolciaria!



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Messaggiodi pavel43 » 10/08/2012, 11:43

Forse non mi sono spiegato: più che le testimonianze bibliche della sopravvivenza dell'anima, a me interessavano interpretazioni alternative (in stile fondamentalista, cioè senza presupposti storico-critici) dei versetti citati che ho postato.

Caro Poly, sperando di aver capito la tua richiesta mi permetto di osservare che
la strategia che suggerisci presuppone un’accurata conoscenza dell’oggetto, cioè presuppone saper argomentare l’oggetto dapprima secondo una corretta esegesi e magari secondo diverse interpretazioni, solo così si può possedere quella versatilità interpretativa necessaria per mettere in atto una simile strategia.
Figurati che io prima di affrontare un argomento faccio accurate e ripetute ricerche.

Sperando di aver capito e essermi spiegato.

ciao
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Messaggiodi polymetis » 10/08/2012, 11:49

pavel43 ha scritto:
Forse non mi sono spiegato: più che le testimonianze bibliche della sopravvivenza dell'anima, a me interessavano interpretazioni alternative (in stile fondamentalista, cioè senza presupposti storico-critici) dei versetti citati che ho postato.

Caro Poly, sperando di aver capito la tua richiesta mi permetto di osservare che
la strategia che suggerisci presuppone un’accurata conoscenza dell’oggetto, cioè presuppone saper argomentare l’oggetto dapprima secondo una corretta esegesi e magari secondo diverse interpretazioni, solo così si può possedere quella versatilità interpretativa necessaria per mettere in atto una simile strategia.
Figurati che io prima di affrontare un argomento faccio accurate e ripetute ricerche.

Sperando di aver capito e essermi spiegato.

ciao

A me infatti interessa sapere cosa dicono i fondamentalisti protestanti che credono all'immortalità dell'anima su quei versetti del Qoelet. Quanto al parere degli esegeti seri, so già qual è il responso: il Qoelet banalmente non credeva all'immortalità dell'anima.
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Messaggiodi Mario70 » 10/08/2012, 13:31

polymetis ha scritto:
pavel43 ha scritto:
Forse non mi sono spiegato: più che le testimonianze bibliche della sopravvivenza dell'anima, a me interessavano interpretazioni alternative (in stile fondamentalista, cioè senza presupposti storico-critici) dei versetti citati che ho postato.

Caro Poly, sperando di aver capito la tua richiesta mi permetto di osservare che
la strategia che suggerisci presuppone un’accurata conoscenza dell’oggetto, cioè presuppone saper argomentare l’oggetto dapprima secondo una corretta esegesi e magari secondo diverse interpretazioni, solo così si può possedere quella versatilità interpretativa necessaria per mettere in atto una simile strategia.
Figurati che io prima di affrontare un argomento faccio accurate e ripetute ricerche.

Sperando di aver capito e essermi spiegato.

ciao

A me infatti interessa sapere cosa dicono i fondamentalisti protestanti che credono all'immortalità dell'anima su quei versetti del Qoelet. Quanto al parere degli esegeti seri, so già qual è il responso: il Qoelet banalmente non credeva all'immortalità dell'anima.


I protestanti (tranne i condizionalisti ovviamente) credono che per "anima" si intenda semplicemente la persona, ergo "l'anima muore" = la persona muore, lo spirito è il respiro che cessa alla morte, i pensieri e tutto il resto cessano o meglio rimangono in stand by in una dimensione atemporale in attesa della resurrezione, quando l'anima si ricongiungerà al corpo.

Non mi chiedere dove l'ho letto perchè non me lo ricordo.
Comunque io ci proverei a spiegargli l'evoluzione teologica, del resto anche i testimoni ammettono che Cristo era un "sacro segreto" prima di venire sulla terra, la speranza celeste, anche per loro è venuta dopo, quindi non è impossibile riuscire a farli riflettere sul fatto che anche per il concetto di anima come entità separata dal corpo c'è voluto tempo per comprenderla.
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Messaggiodi Vittorino » 10/08/2012, 16:12

Mi scuso innanzitutto per il mio lungo silenzio, ma ho avuto molti problemi di vario genere e, ancora adesso, non me ne sono del tutto liberato.
Leggendo l’assunto di Polymetis, avendo sempre letto con interesse e ammirazione tutti i suoi scritti, sono rimasto sorpreso dal tono così categorico con il quale ha affrontato un tema infido e lacunoso come quello dell’influenza delle forze del male nella vita delle persone.
Avendo frequentato anch’io più volte i TdG, vorrei precisare innanzitutto che non sono molto d’accordo di affrontare con loro temi di alcun tipo dal punto di vista fondamentalista, perché ritengo che tale approccio non sia di nessuna utilità e porti solo a discussioni e polemiche senza fine.
Tralasciando il discorso sui “morti”, per il quale rimando al completo ed esauriente libro di Candido Pozo: “Teologia dell’aldilà”, San Paolo, molto obiettivo ed equilibrato e dove non si esprimono giudizi, ma solo accurati approfondimenti della credenza nell’aldilà dell’ebraismo alla luce della Scrittura, vorrei focalizzare il mio pensiero sull’influenza del demonio nella nostra vita.
Non credo innanzitutto che credere in questa possibilità sia, come dice Polymetis, “una superstizione da gente sottoculturata”, ecc., né mi sembra molto appropriato presentare come prova il lato fondamentalista di tale credenza, da cui discende la proibizione di tenere alcunché (tarocchi ad es.) in casa, ecc., né il fatto che tali credenze portino agli eccessi visti in passato (streghe, ecc.), perché anche il fondamentalismo opposto ha portato alle stesse conseguenze, come ad es. la Rivoluzione Francese, ecc. Penso semmai che ad essere condannato dovrebbe sempre essere il “Fondamentalismo” in tutte le sue forme.
Il pensare di “trattenere la compassione per una mentalità rimasta ad un mondo fatto di demoni e stregoneria” perché “superstizione da gente sottoculturata”, può trovarmi perciò (molto) parzialmente d’accordo per quanto riguarda aspetti del sopracitato “Fondamentalismo”, ma bisogna stare molto attenti a non porsi sullo stesso piano con pensieri che rispetto, ma che mi sembrano altrettanto fondamentalisti.
Se così fosse, infatti, correremmo il rischio di coinvolgere molto del pensiero Cattolico, ma anche non Cattolico.
Non devo certo ricordare la famosa frase di Baudelaire: «Mes chers frères, n'oubliez jamais, quand vous entendrez vanter le progrès des lumières, que la plus belle des ruses du Diable est de vous persuader qu'il n'existe pas!» (Petits Poèmes en prose, 1869), formula peraltro usata similarmente dal personaggio di Verbal Kint nel film Usual Suspects (1995).
Dal punto di vista religioso, c’è solo l’imbarazzo della scelta, sia nella Bibbia, che nelle dichiarazioni del Magistero, a cominciare dal Papa che ci ha più volte ricordato l’esistenza attiva nel mondo di Angeli e Demoni.
Non dobbiamo dimenticare che, per chi crede, la nostra salvezza inizia con l’apparizione dell’angelo Gabriele a Maria Vergine e si conclude con quella di Cristo risorto.
È lo stesso Paolo a ricordarci che “anche Satana si maschera da angelo di luce” (2 Cor 14) e Matteo riporta le parole ammonitrici di Gesù: “Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre, se possibile, anche gli eletti”. (BJ)
Nel CCC il Magistero afferma: “Tutte le forme di divinazione sono da respingere: ricorso a satana o ai demoni, evocazione dei morti o altre pratiche che a torto si ritiene che “svelino” l’avvenire. La consultazione degli oroscopi, l’astrologia, la chiromanzia, l’interpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di veggenza, i ricorsi ai medium occultano una volontà di dominio sul tempo, sulla storia e infine sugli uomini e insieme un desiderio di rendersi propizie le potenze nascoste. Sono in contraddizione con l’onore e il rispetto, congiunto a timore amante, che dobbiamo a Dio solo” (CCC 2116). E ancora: “Tutte le pratiche di magia e di stregoneria con le quali si pretende di sottomettere le potenze occulte per porle al proprio servizio ed ottenere un potere soprannaturale sul prossimo – fosse anche per procurargli la salute – sono gravemente contrarie alla virtù della religione. Tali pratiche sono ancora più da condannare quando si accompagnino ad una intenzione di nuocere ad altri o quando in esse si ricorre all’intervento dei demoni. Anche portare amuleti è biasimevole. Lo spiritismo spesso implica pratiche divinatorie o magiche. Pure da esso la Chiesa mette in guardia i fedeli. Il ricorso a pratiche mediche dette tradizionali non legittima né l’invocazione di potenze cattive, né lo sfruttamento della credulità altrui” (CCC 2117) (Grassetto dello scrivente).
Tali affermazioni non negano perciò la possibile influenza delle forze del male nella vita delle persone e, se non applicate con condannabili intenti fondamentalisti, ci presentano un aspetto della realtà che mi sembra un po’ azzardato sottovalutare.
Ancora un caro saluto a tutti
:lovebibbia:
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Messaggiodi polymetis » 10/08/2012, 16:45

I protestanti (tranne i condizionalisti ovviamente) credono che per "anima" si intenda semplicemente la persona, ergo "l'anima muore" = la persona muore, lo spirito è il respiro che cessa alla morte, i pensieri e tutto il resto cessano o meglio rimangono in stand by in una dimensione atemporale in attesa della resurrezione, quando l'anima si ricongiungerà al corpo


Questo non è quello che pensa il protestantesimo classico, quello che discende da Lutero e Calvino, il quale in gran parte è del tutto d'accordo coi cattolici su questo tema.

Per Vittorino

Gli interventi del magistero che citi non dicono che la stregoneria funzioni, ma solo che non sia cattolico praticarla. Del resto, come potrà dirsi cattolico chi invoca Satana per fare un incantesimo? Ma che il demonio risponda a siffatti stregoni che credono di invocarlo, non lo vedo scritto nei brani del Catechismo che citi, o, per lo meno, non risponde alla maniera che immaginano le streghe, cioè facendo funzionare i loro incantesimi.
Se c'è un'influenza del diavolo nel mondo, cosa che il magistero afferma risolutamente, essa può ridursi al semplice suggerire al nostro cuore la via malvagia da seguire. Non c'è alcun bisogno invece di postulare che il diavolo intervenga nel mondo facendo muovere bicchierini, o con azioni materiali volte a causare malattie o disgrazie a chicchessia sotto richiesta di una strega.
E' questa quella che chiamavo superstizione. Se invece l'azione del diavolo si riduce al semplice sobillare il nostro cuore contro Dio, non ho nulla da eccepire.

Ad maiora
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Alla base delle scelte fondamentali del Nolano - a Londra come a Roma -, c'era il convincimento di appartenere alla "casa" dei filosofi, e che ad essa bisogna essere sempre fedeli, anche nei rapporti con i potenti della Chiesa e dello Stato, perché la casa della filosofia è la casa della verità: in un modo intelligente e anche astuto, certo, ma sempre fedeli. (Michele Ciliberto)
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