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La risurrezione secondo Gesù

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Messaggiodi Quixote » 26/02/2018, 18:13

Siculo ha scritto:Quando avrei confuso la storicità con l'ispirazione? Da sempre ho detto che il VT non è affidabile dal punto di vista storico e quindi da questo punto di vista non è sicuramente ispirato.


Per es. quando hai scritto:

Alcune parti del VT non sono ispirate? Sicuramente presumo proprio in questa concezione che avevano di Dio.

La concezione, o meglio le concezioni che gli Ebrei avevano della divinità sono appunto un dato storico, da cui erroneamente “sicuramente presumi” che “alcune parti del VT non sono ispirate”, piú o meno non è questo che hai scritto? Volevi dire altro? L’ho pensato, e se vai a vedere a ritroso ho condito le mie precisazioni con dei ‘se’. Ora però, o la Bibbia è ispirata o non lo è, e se crei una sola crepa dài il via a un effetto domino, crolla tutto. Se la Bibbia è ispirata deve essere tale anche nelle parti storiche, fra cui rientrano a tutti gli effetti le diverse concezioni che gli Ebrei avevano della divinità, perché la storia è prima di tutto storia della mentalità, delle idee, delle aspirazioni degli uomini: il fatto che Annibale abbia vinto a Canne, o che gli antichi Ebrei abbiano compiuto massacri in nome di Yahweh sono solo cronaca, non storia, che è invece la scienza (umana) che è preposta a indagare la logica di questi eventi. Nella fattispecie era appunto la loro concezione del divino che li spingeva a comportarsi in un modo invece che in un altro. Come pure era la loro concezione che li spingeva a scrivere in un modo invece che un altro: ma allora erano ispirati o no? In certi casi sí e in altri no?? Ne nascerebbe una sorta di relativismo che negherebbe a priori l’Assoluto che si vorrebbe trasmettere. E difatti la Chiesa non commette questo errore, e rendendo canonico un testo non ne rende canonica una parte, ma l’intero, fin le sue aberrazioni. Ovvio poi che, da un punto di vista teologico ortodosso, l’inaffidabilità storica non significhi nulla come nulla significa l’inaffidabilità scientifica (geografica astronomica fisica ecc.). Tutta la Genesi è inaffidabile, che dovrei dedurne? Venendo al NT tu stesso ammetti:

Siculo ha scritto:non nego che anche parte del NT non è storicamente affidabile, ma io non sto partendo dal presupposto che i fatti storici del NT sono tutti veri. Sto solo dicendo che la storicità non può essere mai un banco di prova per capire l'ispirazione divina della Bibbia.


quindi ti poni in palese contraddizione con quel che hai affermato in precedenza, e sei anche costretto a “sfumare”, come suggerivo, le differenze fra NT e VT.

Siculo ha scritto:Non condivido affatto la tua tesi. Nicea, come tutti i concili, pongono fine ad una controversia e come tutte le dispute, le tesi in conflitto sono sicuramente preesistenti alla fine della disputa. Se il nazismo è stato sconfitto nel 1945, non puoi certo dire che nel 1935 non esisteva.
Detto questo i concetti dell'immortalità dell'anima sono ben radicati ed esplicitati nel NT. Se così non fosse mai Gesù potrebbe dire che l'uomo non può uccidere l'anima ma solo il corpo, oppure San Paolo mai potrebbe dire si essere stato rapito solo in spirito, oppure anche con il corpo, nel terzo cielo/paradiso. Qui il dualismo ellenico di anima e corpo è evidente e come e non ci vuole certo Nicea per farci capire che il NT parla in termini ellenici.


Nicea segna il nascere ufficiale del Cristianesimo ortodosso. Prima esiste solo eterodossia, non istituzionalizzata: Paolo ne è appunto un esempio, in quanto sostenitore dell’acrobystia (lett. prepuzio), a fronte del pensiero protocristiano sí, ma giudaicamente ortodosso rispetto alla peritome (circoncisione). Un caso appunto ove la posizione “eretica” paolina diverrà in séguito trionfante, e datato in un tempo in cui i Vangeli non sono ancora stati scritti, e che al riguardo non si dimostrano affatto innovativi, quindi non ci si può nemmeno riferire ad essi per anticipare un pensiero ortodosso che è in elaborazione e troverà la sua consacrazione, oltretutto precaria, a Nicea. Senza contare che si tratta di un pensiero ancor privo di un centro, in cui le sedi metropolitane sono indipendenti l’una dall’altra, e la preminenza di Roma (o Bisanzio) è di là da venire. Quanto al dualismo “ellenico” ben diverso è quello che traspare dal NT, che può ancora radicarsi nella tradizione dei Farisei, da quello di tempi posteriori, impregnato di un neoplatonismo anch’esso di là da venire, e pur tuttavia originale, perché in espressa opposizione al neoplatonismo stesso e alla sua concezione negativa del corpo rispetto all‘anima. Non si può leggere nel NT quel che nel NT non c’è, quasi che il protocristianesimo coincida perfettamente con il Cristianesimo del IV sec. e oltre; quasi che i suoi riti, i suoi sacramenti, i suoi dogmi fossero già in essere quali sono per noi, quando poi la storia degli stessi Padri della Chiesa è spesso e volentieri storia di “eretici”, né piú né meno, variatis variandis, che un Russell rispetto agli odierni TdG, per cui vd. anche l’esempio del millenarismo sempre piú rimandato, come nella seconda ai Tessalonicesi rispetto alla prima. Arío non è men cristiano di Atanasio: la posizione ortodossa del secondo deriverà solo dall’Istituzione, e segna solo uno degli sbocchi possibili del NT, per altro mediato dalla Chiesa istituzionale, e dalla sua pretesa, non necessariamente vera se non in maniera autoreferenziale, di rappresentare l’unico sviluppo logico e conseguente della predicazione di Cristo. Tant’è che con la Riforma questo paradigma, che bene o male ha tenuto per oltre un millennio, è andato in crisi, e oggi lo è piú che mai, e per la frammentazione esponenziale e per l’alternativa ateo-agnostica, finalmente libera di esprimersi senza subirne conseguenze. Spiacente, questa non è una tesi, sono fatti.

Quanto infine a Isaia 53, la mitologia greca è zeppa di profezie, Alessandro ha troncato di netto il nodo di Gordio per adempiere a una profezia, Nostradamus ha predetto nei particolari la morte di un re in duello, Joseph Smith pure ha profetizzato e i fedeli hanno creduto all’adempimento… Restiamo al quia, per favore.
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Messaggiodi Ray » 26/02/2018, 18:50

Beh, allora non puoi che portare acqua al mio mulino se parli in questi termini (sempre che io non abbia capito male). Ci sono quindi elementi razionali che mettono in relazione VT e NT, propendendo per una ispirazione divina oppure ho capito male?
Perché come spiegato altrove, il servo sofferente di YHWH è stato scritto sicuramente prima dei Vangeli e che un Gesù storicamente è morto ed ha sofferto come dice Isaia 53 è un dato di fatto. Se quindi questa non è una profezia realizzata, che cos'è?

Gli elementi che tu chiami razionali sono in realtà irrazionali per il semplice motivo che i vangeli sono stati scritti
posteriormente alle scritture ebraiche come tu ben sai, quindi identificare Gesù con Isaia è un processo che innesca variabili.

1 variabile: c'è la possibilità che l'autore del vangelo abbia volutamente configurato il racconto per semplificare e identificare
in Gesù il seme predetto da Isaia e Genesi .

2 variabile: ci sarebbe la possibilità che i vangeli siano stati manomessi nei secoli per identificare in Gesù il Messia di Isaia .

3 variabile : ci sarebbe la possibilità che il Gesù dei racconti evangelici era solo un profeta
ma poi i suoi seguaci abbia fatto in modo di amplificare e identificarlo è tramandato come messia.

4 variabile: Gesù era davvero il Messia predetto da Isaia ma non la seconda persona della trinità o deità. Poi ci hanno ricamato sopra.

5 variabile : Gesù era il Messia predetto è mandato da D-o per aiutare l'uomo ad elevarsi . Ma nessuna Chiesa identifica la sua essenza.

6 variabile : Gesù Messia è Vero D-o è la Chiesa ne ha ricevuto le chiavi .

:addio:
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Messaggiodi siculo » 26/02/2018, 18:58

Quixote ha scritto:
Per es. quando hai scritto:

Alcune parti del VT non sono ispirate? Sicuramente presumo proprio in questa concezione che avevano di Dio.

La concezione, o meglio le concezioni che gli Ebrei avevano della divinità sono appunto un dato storico, da cui erroneamente “sicuramente presumi” che “alcune parti del VT non sono ispirate”, piú o meno non è questo che hai scritto? Volevi dire altro? L’ho pensato, e se vai a vedere a ritroso ho condito le mie precisazioni con dei ‘se’. Ora però, o la Bibbia è ispirata o non lo è, e se crei una sola crepa dài il via a un effetto domino, crolla tutto. Se la Bibbia è ispirata deve essere tale anche nelle parti storiche, fra cui rientrano a tutti gli effetti le diverse concezioni che gli Ebrei avevano della divinità, perché la storia è prima di tutto storia della mentalità, delle idee, delle aspirazioni degli uomini: il fatto che Annibale abbia vinto a Canne, o che gli antichi Ebrei abbiano compiuto massacri in nome di Yahweh sono solo cronaca, non storia, che è invece la scienza (umana) che è preposta a indagare la logica di questi eventi. Nella fattispecie era appunto la loro concezione del divino che li spingeva a comportarsi in un modo invece che in un altro. Come pure era la loro concezione che li spingeva a scrivere in un modo invece che un altro: ma allora erano ispirati o no? In certi casi sí e in altri no?? Ne nascerebbe una sorta di relativismo che negherebbe a priori l’Assoluto che si vorrebbe trasmettere. E difatti la Chiesa non commette questo errore, e rendendo canonico un testo non ne rende canonica una parte, ma l’intero, fin le sue aberrazioni. Ovvio poi che, da un punto di vista teologico ortodosso, l’inaffidabilità storica non significhi nulla come nulla significa l’inaffidabilità scientifica (geografica astronomica fisica ecc.). Tutta la Genesi è inaffidabile, che dovrei dedurne? Venendo al NT tu stesso ammetti:

Qualcuno può trovare l'esatta definizione che la CC dà della parola "ispirazione"?
Io per ispirazione del Diluvio intendo per esempio il suo significato simbolico il relazione all'arca che simboleggia Gesù. l'arcobaleno è il nuovo patto tra Dio e gli uomini che si compie sempre grazie alla morte e risurrezione di Gesù, l'acqua del diluvio simboleggia il Battesimo, ecc...
Quindi il racconto Biblico del Diluvio non è sicuramente ispirato dal punto di vista storico, ma è sicuramente ispirato per il significato teologico a cui allude.
E' chiaro o no adesso?


quindi ti poni in palese contraddizione con quel che hai affermato in precedenza, e sei anche costretto a “sfumare”, come suggerivo, le differenze fra NT e VT.

Perché? Ciò che conta non è solo la storia al 100%, ma il significato del messaggio che Dio ha voluto dare nel corso della storia attraverso l'ispirazione divina.

Nicea segna il nascere ufficiale del Cristianesimo ortodosso. Prima esiste solo eterodossia, non istituzionalizzata: Paolo ne è appunto un esempio, in quanto sostenitore dell’acrobystia (lett. prepuzio), a fronte del pensiero protocristiano sí, ma giudaicamente ortodosso rispetto alla peritome (circoncisione). Un caso appunto ove la posizione “eretica” paolina diverrà in séguito trionfante, e datato in un tempo in cui i Vangeli non sono ancora stati scritti, e che al riguardo non si dimostrano affatto innovativi, quindi non ci si può nemmeno riferire ad essi per anticipare un pensiero ortodosso che è in elaborazione e troverà la sua consacrazione, oltretutto precaria, a Nicea.

Ma cosa stai dicendo? Nicea avviene diversi secoli dopo la redazione dei vangeli, il papiro 66 è datato anno 200 circa. Nicea è del 325. Le lettere Paoline sono antiche dei Vangeli e tu mi parli di Nicea che introduce il divieto della circoncisione.
Ma per favore!!!
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aspè penso che Angelo intendesse...

Messaggiodi Ray » 26/02/2018, 19:54

quixote: ...datato in un tempo in cui i Vangeli non sono ancora stati scritti, e che al riguardo non si dimostrano affatto innovativi, quindi non ci si può nemmeno riferire ad essi per anticipare un pensiero ortodosso che è in elaborazione e troverà la sua consacrazione, oltretutto precaria, a Nicea.


siculo: Ma cosa stai dicendo? Nicea avviene diversi secoli dopo la redazione dei vangeli, il papiro 66 è datato anno 200 circa. Nicea è del 325. Le lettere Paoline sono antiche dei Vangeli e tu mi parli di Nicea che introduce il divieto della circoncisione.
Ma per favore!!!


Angelo forse intendeva canonizzati, il concilio di Nicea canonizzò alcuni vangeli a discapito di altri che la Chiesa nascente (vescovi riuniti)rifiutò come rifiutò altre
correnti cristiane chiamandole eretiche.
Cosi nacque il canone attuale o Bibbia.
Ma fu al concilio di Nicea che possiamo identificare la Chiesa Universale ,Ortodossi ,Latini, e altre minoritarie .
Anche se i fedelissimi diranno che la Chiesa esisteva già, ma storicamente nel I secolo quando c'erano moltitudini di vangeli esistevano ANCHE diverse correnti cristiane
quindi alte chiese.
Non dimentichiamoci che il primo a comporre un canone fu il vescovo Marcone poi dichiarato eretico.
Ray

Le falsificazioni e le varianti involontarie si accumulano man mano che un testo è ricopiato attraverso i secoli. Ogni scriba riproduce gli errori degli scribi precedenti e ne aggiunge di propri. Non possediamo alcun originale dei libri del nuovo testamento, ma neppure copie eseguite direttamente sugli originali, né copie di copie...Bart D. Ehrman
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Messaggiodi Quixote » 26/02/2018, 20:14

siculo ha scritto:
Ma cosa stai dicendo? Nicea avviene diversi secoli dopo la redazione dei vangeli, il papiro 66 è datato anno 200 circa. Nicea è del 325. Le lettere Paoline sono antiche dei Vangeli e tu mi parli di Nicea che introduce il divieto della circoncisione.
Ma per favore!!!


Mio caro, l’ironia la fai con gli insipienti. Impara a leggere e meditare prima di gettarti in sarcasmi fuori luogo: innanzitutto la circoncisione non è un divieto, in secondo luogo chi avrebbe mai detto che è stato sancito a Nicea? In terzo luogo il papiro Rylands è datato al 125, e allora?? Si è fatto riferimento alla peritome solo per dire che nel protocristianesimo esistevano correnti contrastanti, e che la posizione di Paolo non era affatto ortodossa, all’epoca. L’exemplum si è poi esteso alle divergenze nel pensiero cristiano antico, sostanziato dalle diverse interpretazioni dello stesso (potevo citare, Tertulliano, Origene, lo stesso Eusebio) in odor di eresia. Si è fatto riferimento al fatto che non esistesse allora un centro ben definito e una struttura gerarchica definita, e che questa venne ufficializzata solo nel IV sec. Si è sostenuto che nel protocristianesimo riti, sacramenti, dogmi non fossero quelli della Chiesa successiva. E tu non sai dire altro che «Ma per favore!!!». Ottima argomentazione, complimenti, ci inchiniamo alla tua apodittica superiorità intellettuale e culturale. Risolvila ora col vittimismo, come hai fatto altrove, quando poi sei tu a tirare il sasso, io finora mi ero mosso su un piano discreto e rispettoso, ma non temere, so anche adoperare, forse meglio di te, l’arma dell’ironia. Accomodati.

La contraddizione c’è, e rimane, basta rileggerti:

Siculo ha scritto:Alcune parti del VT non sono ispirate? Sicuramente presumo proprio in questa concezione che avevano di Dio.


Nella Bibbia canonica non esistono “parti non ispirate”. Vale a dire che in essa, in ogni singola parola, agisce lo Spirito Santo.

Per quello che chiedi: «Qualcuno può trovare l'esatta definizione che la CC dà della parola "ispirazione"?», trovi una risposta nella Dei verbum:

http://www.vatican.va/archive/hist_coun ... um_it.html
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Messaggiodi Quixote » 26/02/2018, 22:30

No Ray, intendevo al tempo di Paolo: i Vangeli sono posteriori; quanto alla canonicità è posteriore a Nicea, se non erro nel decreto di Damaso (382). Ovviamente l’ispirazione è preesistente, la canonicità non ne è che la sanzione. il mio dettato era un tantino svelto, ma inequivoco: «un caso [peritome contro acrobystia]… datato in un tempo in cui i Vangeli non sono ancora stati scritti».
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Messaggiodi siculo » 26/02/2018, 22:46

Quixote ha scritto:
Mio caro, l’ironia la fai con gli insipienti. Impara a leggere e meditare prima di gettarti in sarcasmi fuori luogo: innanzitutto la circoncisione non è un divieto, in secondo luogo chi avrebbe mai detto che è stato sancito a Nicea? In terzo luogo il papiro Rylands è datato al 125, e allora?? Si è fatto riferimento alla peritome solo per dire che nel protocristianesimo esistevano correnti contrastanti, e che la posizione di Paolo non era affatto ortodossa, all’epoca. L’exemplum si è poi esteso alle divergenze nel pensiero cristiano antico, sostanziato dalle diverse interpretazioni dello stesso (potevo citare, Tertulliano, Origene, lo stesso Eusebio) in odor di eresia. Si è fatto riferimento al fatto che non esistesse allora un centro ben definito e una struttura gerarchica definita, e che questa venne ufficializzata solo nel IV sec. Si è sostenuto che nel protocristianesimo riti, sacramenti, dogmi non fossero quelli della Chiesa successiva. E tu non sai dire altro che «Ma per favore!!!». Ottima argomentazione, complimenti, ci inchiniamo alla tua apodittica superiorità intellettuale e culturale. Risolvila ora col vittimismo, come hai fatto altrove, quando poi sei tu a tirare il sasso, io finora mi ero mosso su un piano discreto e rispettoso, ma non temere, so anche adoperare, forse meglio di te, l’arma dell’ironia. Accomodati.

Ma io non voglio fare nessuna ironia. Tu parli di cristianesimo ortodosso solo a partire da Nicea, parli di Paolo come di un eretico presumo per la posizione sulla circoncisione ed io ho solo contestato questa affermazione dato che la circoncisione per Paolo non conta nulla come scrive nei Corinti, mentre per gli ebrei ortodossi e per gli ebrei-cristiani della chiesa nascente era ancora un'usanza a cui si era legati, ma nelle Scritture è chiara la rottura con diversi riti degli ebrei, che vengono quindi superati già a partire dal 60 d.C., periodo a cui risalgono all'incirca il Vangelo di Marco e le lettere ai Corinti. Sicuramente ci saranno state posizioni divergenti (il primo concilio di Gerusalemme in Atti 15 ne è un esempio), ma il senso delle Scritture è chiaro da sempre se lette nella giusta prospettiva, non è che ci è voluto Nicea per dire che l carni immolate agli idoli e quelle soffocate si possono mangiare e che la circoncisione non conta nulla.
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Messaggiodi siculo » 26/02/2018, 22:59

Quixote ha scritto:


Nella Bibbia canonica non esistono “parti non ispirate”. Vale a dire che in essa, in ogni singola parola, agisce lo Spirito Santo.

Per quello che chiedi: «Qualcuno può trovare l'esatta definizione che la CC dà della parola "ispirazione"?», trovi una risposta nella Dei verbum:

http://www.vatican.va/archive/hist_coun ... um_it.html

Scusa, secondo te cosa significano queste parole:
Poiché Dio nella sacra Scrittura ha parlato per mezzo di uomini alla maniera umana (22), l'interprete della sacra Scrittura, per capir bene ciò che egli ha voluto comunicarci, deve ricercare con attenzione che cosa gli agiografi abbiano veramente voluto dire e a Dio è piaciuto manifestare con le loro parole.
Per ricavare l'intenzione degli agiografi, si deve tener conto fra l'altro anche dei generi letterari. La verità infatti viene diversamente proposta ed espressa in testi in vario modo storici, o profetici, o poetici, o anche in altri generi di espressione. È necessario adunque che l'interprete ricerchi il senso che l'agiografo in determinate circostanze, secondo la condizione del suo tempo e della sua cultura, per mezzo dei generi letterari allora in uso, intendeva esprimere ed ha di fatto espresso (23). Per comprendere infatti in maniera esatta ciò che l'autore sacro volle asserire nello scrivere, si deve far debita attenzione sia agli abituali e originali modi di sentire, di esprimersi e di raccontare vigenti ai tempi dell'agiografo, sia a quelli che nei vari luoghi erano allora in uso nei rapporti umani (24).
?
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Messaggiodi Quixote » 27/02/2018, 0:01

Banalmente significano, senza tante parole superflue, un approccio filologico al testo. Possibilmente in originale, o meglio, dato che come mi faceva notare cattivo esempio gli originali non possediamo, sulla miglior ricostruzione critica del testo, in lingua greca ebraica aramaica. La filologia è scienza (umana) che contempla tutte queste cose. Ma in quanto umana, non solo è perfettibile, ma soprattutto è segno del suo tempo. Vale a dire che la filologia del Rinascimento non è quella di oggi. E questo non significa che quella di oggi sia migliore, perché se no ricadremmo nel relativismo, ma che era adeguata al suo tempo, e vi corrispondeva, cosí come la contemporanea è adeguata al nostro tempo, ma non al futuro, che originerà un ambiente, una società, una cultura che necessiterà altra risposta, perché dovrà corrispondere a un mondo diverso dal nostro. Se desideri una risposta meno tecnica puoi leggerti i post di Poly nel thread sulla Dei verbum. Diversamente da me, Polymetis è encomiabile nel suo sapersi spiegare con semplicità, ma naturalmente è consapevole, e ben piú di me, delle difficoltà e dei problemi, tuttora in discussione, che il concetto di ispirazione pone. Intrigante però che abbia adoperato un mio stesso sintagma, «singola parola».
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Messaggiodi Vera Icona » 27/02/2018, 11:43

Infatti oggi non lo mantiene affatto. Oggi, che i tempi sono maturi, lo Spirito Santo ha suggerito alla CC la corretta interpretazione di quel fatto mitologico.


Lo Spirito Santo, O ė la scienza che la costringe?

Poi, mica la chiesa si esprime un'anima su certe tematiche.


Non sono io che sto affermando questo concetto, ma un noto biblista cattolico, per farti un esempio, non ha mai messo in discussione l'evoluzionismo ed ha interpretato la frase di Genesi "prese il fango e fece l'uomo" come la dimostrazione che l'uomo non è stato creato dal nulla come gli animali, ma che appunto la materia con cui è stato fatto esisteva già. Andando oltre il significato lettera del racconto biblico della creazione, che abbiamo detto va superato perchè trattasi di un racconto mitologico, questo significa che arrivati ad un certo punto dell'evoluzione Dio ha preso il progenitore comune dell'uomo e delle scimmie e gli ha infuso la scintilla dell'anima immortale. Io francamente questa spiegazione la trovo molto convincente. :risata:


Leggiti la humani generis. :ironico:

E meno male che io ho il rhesusfaktor negativo :risata:
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Messaggiodi Mauro1971 » 27/02/2018, 12:31

Dio ha preso il progenitore comune dell'uomo e delle scimmie e gli ha infuso la scintilla dell'anima immortale. Io francamente questa spiegazione la trovo molto convincente. :risata:


Questa me la ero persa.

Quindi le scimmie pure avrebbero un'anima ed il peccato originale l'avrebbe compiuto un qualche "XYZ-piteco"?
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Messaggiodi Vera Icona » 27/02/2018, 14:55

Diversamente da me, Polymetis è encomiabile nel suo sapersi spiegare con semplicità, ma naturalmente è consapevole, e ben piú di me, delle difficoltà e dei problemi, tuttora in discussione, che il concetto di ispirazione pone. Intrigante però che abbia adoperato un mio stesso sintagma, «singola parola».




Sì, è bravo poly, ma non mi convince, e non vedo in lui davvero questa consapevolezza, almeno non la esprime esplicitamente.
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Messaggiodi Morpheus » 27/02/2018, 15:50

Infatti oggi non lo mantiene affatto. Oggi, che i tempi sono maturi, lo Spirito Santo ha suggerito alla CC la corretta interpretazione di quel fatto mitologico.


No, dai! Questo no. Pure la CC ha la luce progressiva!
In pratica ogni religione con questa scusa puo' dirsi la vera religione, perche' tanto con il tempo puo' accomodare interpretazioni e testi alle nuove culture e scoperte. Rimanendo sempre "vera" anche se cambia tutto.
“I nostri nemici sono stati l’ignoranza e la rassegnazione”. Non so perché, ma ormai è andata così.

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Messaggiodi Mauro1971 » 27/02/2018, 16:06

Morpheus ha scritto:
Infatti oggi non lo mantiene affatto. Oggi, che i tempi sono maturi, lo Spirito Santo ha suggerito alla CC la corretta interpretazione di quel fatto mitologico.


No, dai! Questo no. Pure la CC ha la luce progressiva!
In pratica ogni religione con questa scusa puo' dirsi la vera religione, perche' tanto con il tempo puo' accomodare interpretazioni e testi alle nuove culture e scoperte. Rimanendo sempre "vera" anche se cambia tutto.


Da ciò che ho compreso soprattutto da Polymetis, che ha scritto parecchio sull'argomento, fondamentalmente si, anche se con alcune differenze.

La CC mette in campo cervelli più fini, in genere, rispetto ai TdG quindi ha argomentazioni più ricche; essendo composta da circa 1.200.000 fedeli ed esistendo da quasi 2000 anni ha una struttura più complessa ed i tempi per questi cambiamenti sono ovviamente molto più lunghi.
Ma personalmente la differenza che trovo primaria è che i "vecchi intendimenti", si parla di Magistero Ordinario, restano validi. Esistono diversi "intendimenti" tutti validi contemporaneamente.

Però il Magistero Ordinario, sempre se ho ben compreso, dovrebbe essere opera totalmente umana.
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Messaggiodi Vera Icona » 27/02/2018, 16:47

Mauro1971 ha scritto:
Morpheus ha scritto:
Infatti oggi non lo mantiene affatto. Oggi, che i tempi sono maturi, lo Spirito Santo ha suggerito alla CC la corretta interpretazione di quel fatto mitologico.


No, dai! Questo no. Pure la CC ha la luce progressiva!
In pratica ogni religione con questa scusa puo' dirsi la vera religione, perche' tanto con il tempo puo' accomodare interpretazioni e testi alle nuove culture e scoperte. Rimanendo sempre "vera" anche se cambia tutto.


Da ciò che ho compreso soprattutto da Polymetis, che ha scritto parecchio sull'argomento, fondamentalmente si, anche se con alcune differenze.

La CC mette in campo cervelli più fini, in genere, rispetto ai TdG quindi ha argomentazioni più ricche; essendo composta da circa 1.200.000 fedeli ed esistendo da quasi 2000 anni ha una struttura più complessa ed i tempi per questi cambiamenti sono ovviamente molto più lunghi.
Ma personalmente la differenza che trovo primaria è che i "vecchi intendimenti", si parla di Magistero Ordinario, restano validi. Esistono diversi "intendimenti" tutti validi contemporaneamente.

Però il Magistero Ordinario, sempre se ho ben compreso, dovrebbe essere opera totalmente umana.


Solo il magistero straordinario è infallibile.
E sono i dogma costituiti in concili oppure dal Papa ex cathedra
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Messaggiodi Vera Icona » 27/02/2018, 19:59

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Messaggiodi Gianni27 » 19/04/2018, 19:47

siculo ha scritto:Buongiorno a tutti, in Lc. 20:27 si legge che i sadducei non credevano nella risurrezione. Dopo la loro domanda provocatoria sulla moglie dei sette fratelli, Gesù dà una risposta che io non riesco a capire in pieno. Al versetto 38, in riferimento ad Abramo, Isacco e Giacobbe, Gesù dice che Dio non è dei morti, ma dei viventi, perché tutti vivono per lui.
Se il senso di tutto questo, per quello che capisco io, è quello di dire che i patriarchi vivono nell'aldilà in una condizione di beatitudine (Giovanni usa il presente dicendo "vivono"), cosa centra la risurrezione dei morti dato che al tempo di Gesù tutti questi erano defunti?
Può essere che Gesù con il termine "risurrezione" indichi la vita vera che per un giusto si compie già all'atto della morte?


I patriarchi erano morti da molto tempo, ma Dio e' Dio dei vivi, perche' i patriarchi erano vivi secondo la loro anima che non muore, perche e' parte di Dio che la soffio' in Adamo, da essere tramandata in tutti ... e quindi: vivono, mentre la loro carne rimane ancora oggi polvere. Per prima venivaro raccolti nel seno di Abramo, come giusti, poi Gesu' li porto' con se al cielo alla sua ascenzione (Efe.4:8) pero' essi non sono la Sposa , Chiesa di Cristo che ha inizio da Gesu' stesso, e tutti i suoi fedeli e seguaci che gli credono col cuore
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Messaggiodi Mauro1971 » 26/04/2018, 10:35

Bah.

C'è più logica nella metempsicosi Induista e/o Buddhista, se proprio proprio uno deve andare a pensare che si qualcosa dopo la morte.
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Messaggiodi Vera Icona » 27/04/2018, 12:17

Mauro1971 ha scritto:Bah.

C'è più logica nella metempsicosi Induista e/o Buddhista, se proprio proprio uno deve andare a pensare che si qualcosa dopo la morte.



Sto perdendo il filo anch'io.
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