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La parabola delle pecore e dei capri dà risalto primariamente all' opera di predicazione?

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La parabola delle pecore e dei capri dà risalto primariamente all' opera di predicazione?

Messaggiodi Romagnolo » 03/04/2018, 20:32

Qualche giorno fà avevo accennato che avrei trattato come la WT ha recentemente applicato le parole di Gesù relative al discorso della divisione delle persone simili a pecore e quelle simili a capri.
Infatti in una adunanza infrasettimanale era in programma il ripasso di uno stralcio della Torre di Guardia del 15/03/2015 dove a pag. 27 si legge quanto segue:

IN CHE MODO LA PARABOLA DÀ RISALTO ALL’OPERA DI PREDICAZIONE?
8 Nella parabola delle pecore e dei capri, Gesù non parlò in modo diretto dell’opera di predicazione. Perché allora si può dire che la parabola dà risalto all’importanza di predicare?
9 Innanzitutto va notato che Gesù stava insegnando per mezzo di una parabola. È ovvio che non stava parlando di separare pecore e capri letterali. Non stava neanche dicendo che tutti quelli giudicati come pecore dovessero letteralmente dare da mangiare a uno dei suoi fratelli, vestirlo, assisterlo o visitarlo in prigione. Stava invece illustrando l’atteggiamento che le pecore simboliche dimostrano nei confronti dei suoi fratelli. Descrive quelli paragonati a pecore come “giusti”, in quanto riconoscono che Cristo ha un gruppo di unti fratelli ancora sulla terra, e li sostengono lealmente in questi difficili ultimi giorni (Matt. 10:40-42; 25:40, 46; 2 Tim. 3:1-5).
10 In secondo luogo bisogna considerare il contesto delle parole di Gesù. Stava parlando del segno della sua presenza e del termine del sistema di cose (Matt. 24:3). All’inizio del suo discorso, Gesù indicò che il segno avrebbe incluso una caratteristica notevole: la buona notizia del Regno sarebbe stata “predicata in tutta la terra abitata” (Matt. 24:14). E poco prima di parlare delle pecore e dei capri aveva narrato la parabola dei talenti. Come spiega l’articolo precedente, Gesù pronunciò quella parabola per imprimere nella mente dei suoi discepoli unti con lo spirito, i suoi “fratelli”, l’importanza di partecipare con zelo all’opera di predicazione. Tuttavia, l’esiguo numero di unti rimasti sulla terra durante la presenza di Gesù ha di fronte una sfida enorme: predicare “a tutte le nazioni” prima che venga la fine. La parabola delle pecore e dei capri mostra che gli unti avrebbero ricevuto un aiuto. Pertanto, uno dei modi principali in cui coloro che sono giudicati pecore mostrano benignità nei confronti dei fratelli di Cristo è sostenendoli nell’opera di predicazione. Cosa comporta questo? Si tratta solo di dare sostegno materiale ed emotivo, o c’è dell’altro?

Capito cosa và sostenendo l' Organizzazione di Geova?
Che con quelle parole Gesù stava incoraggiando i moderni TdG a darsi da fare per predicare!
Ma è veramente così?
Leggiamo prima i passi...incriminati!
Matteo 25:31 “Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, allora si siederà sul suo glorioso trono. 32 Tutte le nazioni saranno radunate davanti a lui, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri. 33 E metterà le pecore alla sua destra, ma i capri alla sua sinistra. 34 “Allora il Re dirà a quelli alla sua destra: ‘Venite, voi che siete stati benedetti dal Padre mio, ereditate il Regno preparato per voi dalla fondazione del mondo. 35 Perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero un estraneo e mi avete accolto in modo ospitale; 36 ero nudo e mi avete vestito; mi sono ammalato e avete avuto cura di me; sono stato in prigione e siete venuti a trovarmi’. 37 Allora i giusti gli risponderanno: ‘Signore, quand’è che ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? 38 Quand’è che sei stato un estraneo e ti abbiamo accolto in modo ospitale, o nudo e ti abbiamo vestito? 39 Quand’è che ti abbiamo visto malato o in prigione e siamo venuti a trovarti?’ 40 Il Re risponderà loro: ‘In verità vi dico: ogni volta che l’avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me’. 41 “Quindi dirà a quelli alla sua sinistra: ‘Via da me, voi che siete stati maledetti! Andate nel fuoco eterno preparato per il Diavolo e per i suoi angeli. 42 Perché ho avuto fame, ma non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete, ma non mi avete dato da bere; 43 ero un estraneo, ma non mi avete accolto in modo ospitale; nudo, ma non mi avete vestito; malato e in prigione, ma non avete avuto cura di me’. 44 E anche loro gli risponderanno: ‘Signore, quand’è che ti abbiamo visto affamato o assetato o estraneo o nudo o malato o in prigione e non ti abbiamo servito?’ 45 Quindi egli risponderà loro: ‘In verità vi dico: ogni volta che non l’avete fatto a uno di questi minimi, non l’avete fatto a me’.+46 Questi andranno allo stroncamento* eterno,ma i giusti alla vita eterna”.
Ora esaminando quanto ha scritto la WT in quella rivista è' vero che nel capitolo 24 Gesù aveva fatto riferimento all' opera di testimonianza che si sarebbe svolta in tutta la terra,...ma fà anche altre previsioni...come le carestie, le pestilenze ( solo Luca aggiunge tale particolare) e le guerre, e i disastri naturali cose che più che non l' opera di predicazione si ricollegano meglio ai bisogni in cui i suoi minimi fratelli sarebbero incappati!
E' vero che la parabola dei talenti potrebbe essere letta nell' ottica di una predicazione ( è una delle possibili interpretazioni) ma la descrizione circa il comportamento delle pecore e dei capri non lascia minimamente pensare ad una continuazione di tale compito.
Infine se l' aiuto a cui si stava riferendo Gesù fosse stato "primariamente" quello di aiutare i cristiani unti a predicare, Gesù lo avrebbe messo in risalto con qualche frase che fosse attinente con una attiva predicazione a supporto di quella degli Unti suoi fratelli,...cosa che invece brilla per la sua assenza!
Cosa ha voluto allora dire Gesù in Matteo 25: 31-46?
Per molti ...o quasi tutti i non TdG , Cristo si stava riferendo ad aiutare i poveri ed i bisognosi,....chiunque questi fossero. :blu:
Mi spiace deludere tutti costoro, ma da quanto si comprende dai Vangeli, Gesù non è a loro che si stava riferendo.
Nei Vangeli infatti leggiamo questi passi:

Marco 3: 33 Ma rispondendo egli disse loro: “Chi sono mia madre e i miei fratelli?” 34 E avendo guardato in giro verso quelli che gli sedevano attorno in cerchio, disse: “Ecco, mia madre e i miei fratelli! 35 Chiunque fa la volontà di Dio mi è fratello e sorella e madre”.
Luca 8: . 20 Comunque, gli fu riferito: “Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti”. 21 Rispondendo, disse loro: “Mia madre e i miei fratelli sono questi che odono la parola di Dio e la mettono in pratica"
Matteo 12: 48 In risposta egli disse a colui che glielo aveva detto: “Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?” 49 E stesa la mano verso i suoi discepoli disse: “Ecco, mia madre e i miei fratelli! 50 Poiché chiunque fa la volontà del Padre mio che è in cielo, egli mi è fratello e sorella e madre”.
Quest' ultimo versetto è il più chiaro di tutti,...occorre essere discepoli o seguaci di Cristo Gesù per essere da lui considerati come Fratelli!
Ora senza addentrarci oltre a disquisire di unti o non unti alla watcheriana maniera, e prendendo per buono che possa bastare anche solo essere uditori e operatori degli insegnamenti cristiani, chi sarebbero le pecore o i capri?
Sempre i Vangeli aiutano a fare chiarezza, infatti basta prendere in esame quei versetti che hanno una attinenza concettuale col passo di Matteo 25.
Matteo 10: 40 “Chi riceve voi riceve [anche] me, e chi riceve me riceve [anche] colui che mi ha mandato. 41 Chi riceve un profeta perché è profeta otterrà una ricompensa da profeta, e chi riceve un giusto perché è giusto otterrà una ricompensa da giusto. 42 E chiunque avrà dato da bere anche solo un calice d’acqua fredda a uno di questi piccoli perché è un discepolo, veramente vi dico, non perderà affatto la sua ricompensa”.
Giovanni 13: . 20 Verissimamente vi dico: Chi riceve chiunque io mandi riceve [anche] me. A sua volta chi riceve me, riceve [anche] colui che mi ha mandato”.
Marco 9: . 41 Poiché chiunque vi darà da bere un calice d’acqua perché appartenete a Cristo, veramente vi dico, non perderà affatto la sua ricompensa. 42 Ma chiunque farà inciampare uno di questi piccoli che credono, sarebbe meglio per lui se gli si mettesse intorno al collo una macina da mulino come quella che viene fatta girare da un asino e fosse lanciato effettivamente nel mare.
Luca 10: 16 “Chi ascolta voi ascolta [anche] me. E chi trascura voi trascura [anche] me. Inoltre, chi trascura me trascura [anche] colui che mi ha mandato”.
Allora riassumendo Gesù dichiara che "chiunque" avesse fatto un' opera buona verso i suoi discepoli riconoscendoli come tali, avrebbe ricevuto una ricompensa perchè sarebbe stato come se l' avessero fatta a lui; chi si sarebbe rifiutato...sarebbe stato come non soccorrere lui, ...cioè qui troviamo gli stessi concetti esposti in Matteo 25: 31-46.
Ora si badi bene che Gesù specifica "Chiunque" , non dice che solo altri cristiani suoi discepoli avrebbero soccorso in vari modi altri discepoli cristiani, ciò non esclude ovviamente che anche tale aiuto non sia apprezzato da Cristo, ma la possibilità di essere premiata è aperta a tutti quelli del mondo...basta che il loro sostegno sia motivato dal volerli aiutare perchè riconosciuti come discepoli o seguaci di Cristo!
Diventa quindi ovvio che se apprezza l' aiuto di chiunque non stà certo parlando di opera di predicazione....perchè per compierla occorre essere già suoi discepoli!
Quindi l' affermazione secondo cui la parabola delle pecore e dei capri si riferisce primariamente all' opera di predicazione è scritturalmente "Falsa"!
Magari la si può anche accettare come estensione del concetto....ma non che fosse la priorità in fatto di sostegno ai suoi fratelli che Cristo avesse in mente.
Un' altro aspetto evidenzia che Gesù non stava riferendosi alla mole odierna dei Testimoni di Geova, il fatto è che quando invita le pecore ad ereditare il regno queste si stupiscono dell' invito e non si capacitano di come se ne siano resi meritevoli,...ora con le spiegazioni WT che ho sentito in più di 20 anni, quando ero ancora TdG credente spesso mi domandavo...ma quando Gesù pronuncerà tali fatidiche parole..ma come farò mai a stupirmene dato che la WT mi ha già insegnato per filo e per segno in che maniera gli stò dando da bere, da mangiare, da vestire, lo stò curando , ecc...??? :boh:
E' assurdo che quel giorno milioni di TdG possano stupirsi di averlo aiutato, non è così se invece riapplichiamo la cosa a tutte quelle persone,..magari pure atee che hanno volutamente dato una mano a chi desideroso di essere un discepolo di Cristo si fosse trovato in qualche difficoltà; ecco questi sì che potrebbero correttamente rimanere perplessi da cotanto invito da parte del Re Cristo Gesù.
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Messaggiodi Panacca » 03/04/2018, 21:58

In due parole:
- chi sarà salvato rimarrà Stupito
- e chi pensa di salvarsi Pure :ciuccio:
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Messaggiodi Romagnolo » 04/04/2018, 11:38

Panacca ha scritto:In due parole:
- chi sarà salvato rimarrà Stupito
- e chi pensa di salvarsi Pure :ciuccio:

:ok: :ok: :appl:
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