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Schiavo Fedele e Discreto/Schiavo Malvagio

Tutto ciò che riguarda la dottrina dei Testimoni di Geova.

Moderatore: polymetis

Schiavo Fedele e Discreto/Schiavo Malvagio

Messaggiodi Bicchiere mezzo pieno » 23/09/2009, 20:35

A differenza di tutte le altre fedi cristiane, compresa la cattolica, che vedono nell’illustrazione dello Schiavo Fedele e Discreto una semplice parabola di Gesù come avvertimento ai cristiani di restare desti in attesa del Suo ritorno, i Tdg vedono in tale metafora un accenno al mandato divino della guida dirigenziale della chiesa sugli altri fedeli. Lasciamo perdere l’identità materiale di questa guida che per i Tdg corrisponde al CD mentre per i cattolici corrisponde al Papa insieme ai concili ecumenici dei Vescovi, e soffermiamoci sulla parabola dello Schiavo Fedele e Discreto. E’ corretto pensare che rappresenti un gruppo di cristiani che guidano tutti gli altri cristiani ‘fornendo cibo a suo tempo’? (cibo spirituale ovviamente, inteso come guida spirituale).

Innanzitutto chiediamoci: Perché rispetto alle altre parabole sempre in relazione alla venuta del Signore questa dev’essere diversa e deve avere un altro significato?

L’idea dei Tdg è che siccome lo Schiavo fornisce ‘cibo a suo tempo’ agli altri domestici e Gesù lo costituirà sopra tutti i Suoi averi allora non può trattarsi di una semplice metafora, ma deve trattarsi del loro CD che appunto viene costituito sopra tutti gli averi del Signore.

Ma è ragionevole questa loro conclusione? No! Non lo è! Per i 2 seguenti motivi:

1)il ‘costituire sopra gli averi’ corrisponde semplicemente al ricevere il premio dal Signore per essere stati fedeli eseguendo l’opera affidata. Questo lo si capisce chiaramente nel capitolo 25 di Matteo, che continua e completa il 24 (infatti nel capitolo 24 comincia l’illustrazione dello Schiavo e nel 25 continua con quella delle vergini e degli schiavi a cui vengono affidati i talenti). Proprio con la parabola degli schiavi a cui vengono dati i talenti, Gesù, riguardo a quelli che li avevano fatti fruttare, guarda cosa dice:

“Ben fatto, schiavo buono e fedele! Sei stato fedele su poche cose. Ti costituirò su molte cose.” (Matteo 25:21 dove il Signore si rivolge allo Schiavo Fedele a cui affidò i 5 talenti).
Il Signore con quello a cui ne affidò due e che ne produsse altri due disse:
“Ben fatto, schiavo buono e fedele! Sei stato fedele su poche cose. Ti costituirò su molte cose” (Matteo 25:23”).
Notare il ripetersi dell’espressione “Ti costituirò” del tutto analogo alla parabola dello Schiavo Fedele e Discreto del capitolo 24 di Matteo. Quel “costituire”, come tutti ben sanno, non significa che quegli schiavi avrebbero ricevuti incarichi importanti. Anche perché il Signore era già tornato e quindi il periodo di tempo del sistema di cose era già finito. Il ritorno del Signore corrisponde quindi all’arrivo del Giorno del Giudizio, dove “costituire” ovviamente rappresenta il “dare il premio”.

Perciò il “costituire” non indica proprio nulla di quello che i Tdg pensano in relazione allo Schiavo Fedele e Discreto come gruppo che avrebbe guidato gli altri cristiani.

2)la costituzione sopra tutti gli averi non può nemmeno aver luogo prima del ritorno di Cristo, perché il versetto 45 del capitolo 24 di Matteo dice “Felice quello Schiavo se il suo Signore arrivando”, il che implica che sta arrivando il Giorno del Giudizio e non il periodo prima (anche venendomene nell’esegesi Tdg sulla presenza invisibile di Cristo). Perciò anche qui, è ragionevole concludere che Gesù indichi che lo Schiavo Fedele e Discreto avrebbe ricevuto il premio perché ha ubbidito ai comandi del Suo Signore. E’ perfettamente in sintonia con la parabola dei talenti del capitolo 25.


Fra l’altro anche l’analisi logica dei versetti relativi allo Schiavo Fedele e discreto non consentono di vedere un’altra applicazione oltre quella parabolica che emerge chiaramente dal Testo. Riporto qui i versetti (tratto dalla TNM, la Bibbia dei Tdg):

45 “Chi è realmente lo schiavo fedele e discreto che il suo signore ha costituito sopra i propri domestici per dar loro il cibo a suo tempo? 46 Felice quello schiavo se il suo signore, arrivando, lo troverà a fare così! 47 Veramente vi dico: Lo costituirà sopra tutti i suoi averi.
48 “Ma se mai quello schiavo malvagio dicesse in cuor suo: ‘Il mio signore tarda’, 49 e cominciasse a battere i suoi compagni di schiavitù e mangiasse e bevesse con gli ubriaconi inveterati, 50 il signore di quello schiavo verrà in un giorno che non si aspetta e in un’ora che non sa, 51 e lo punirà con la massima severità e gli assegnerà la sua parte con gli ipocriti. Là sarà il [suo] pianto e lo stridore dei [suoi] denti.




Nel versetto 48 si parla di ‘quello schiavo malvagio’ e non di ‘lo schiavo malvagio’ come se stesse parlando di un altro schiavo. L’aggettivo ‘quello’ ovviamente indica che lo schiavo malvagio del versetto 48 è ancora lo schiavo fedele e discreto che nell’illustrazione di Cristo, a questo punto della parabola, Gesù presuppone che non faccia quanto gli era stato chiesto dal Signore. Ebbene, quello stesso schiavo, che nel versetto 45 era Fedele e Discreto perché il Signore lo trova a fare così, nel versetto 48 viene ipotizzato malvagio perché invece non esegue i suoi ordini. Il risultato? Viene punito!

(Da notare ancora il contrasto fra ‘essere punito’ e ‘essere costituito sopra tutti gli averi’, il che rimarca fortemente quanto da me menzionato nei due punti, ossia che ‘costituire’ banalmente equivale a premiare. Infatti nell’illustrazione dello Schiavo Fedele e Discreto/Schiavo Malvagio il ‘costituire su tutti gli averi’ è in antitesti con l’ ‘essere punito’; conseguentemente significa semplicemente ‘essere premiato’).

Se lo Schiavo Fedele fosse un gruppo di persone preposto alla guida allora sarebbe fuori logica che nel versetto 48 si parlasse di tale Schiavo come ‘quello Schiavo Malvagio’. Innanzitutto Gesù avrebbe parlato di due schiavi separati, esattamente come in seguito fece con la parabola dei talenti (da una parte abbiamo i due schiavi buoni e dall’altra lo schiavo malvagio), e non avrebbe ipotizzato che lo stesso Schiavo poteva essere Fedele e discreto ascoltandolo o malvagio non seguendolo.
Insomma è molto ma molto più logico e in armonia col testo pensare che tale parabola significasse semplicemente il destino di tutti coloro che erano stati chiamati dal Signore, a livello personale, per svolgere dei compiti. Eseguendoli sarebbero stati premiati (‘costituiti sopra gli averi’ nel Giorno del Giudizio) o puniti assegnando loro la loro ‘parte con gli ipocriti’ (ossia puniti con la massima severità).

Se resta quindi solo una parabola generica come quella dei talenti ha senso, altrimenti l’insegnamento di Gesù diventa poco chiaro e grottesco, per non dire illogico.
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Messaggiodi Bicchiere mezzo pieno » 23/09/2009, 20:37

PS: ho riportato qui nel nuovo forum un analisi dottrinale presente nel vecchio perchè il vecchio forum è rimasto in sola lettura e sarebbe stato un peccato lasciarla solo là.
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Messaggiodi lovelove84 » 23/09/2009, 21:30

scusa ma non mi sempre che la chiesa cattolica si dichiara, lo schiavo fedele e discreto!!!!!!!!!!!!!!
SI DEVE INSEGNARE A PENSARE, E NO A COSA PENSARE..
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Messaggiodi Bicchiere mezzo pieno » 24/09/2009, 6:31

lovelove84 ha scritto:scusa ma non mi sempre che la chiesa cattolica si dichiara, lo schiavo fedele e discreto!!!!!!!!!!!!!!


Ma leggi quello che scrivo?

A differenza di tutte le altre fedi cristiane, compresa la cattolica, che vedono nell’illustrazione dello Schiavo Fedele e Discreto una semplice parabola di Gesù come avvertimento ai cristiani di restare desti in attesa del Suo ritorno, i Tdg vedono in tale metafora un accenno al mandato divino della guida dirigenziale della chiesa sugli altri fedeli.
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Messaggiodi amico0405 » 26/09/2009, 13:13

Un saluto a tutti.Soggetto molto "delicato" che molti lo hanno usato per signoreggiare le creature semplici,diventando "tosatori" e non curatori di anime.Mi prendo la libertà d'inserire ciò che lessi anni addietro,intorno a questo soggetto,che a me fece tanto bene.La condivido con voi.un saluto a tutti. SERVI (familiari) MEDICI DELLE ANIME
(Luca 12: 41‑43)


Alla domanda di Pietro se la parabola — « questa » — come dire di tanta importanza fosse stata detta pei dodici soltanto (« Per noi ») o per tutti, Gesù rispose: « Qual è pur quel dispensatore leale ed avveduto, il quale il suo Signore abbia costituito sopra i suoi familiari, per dar loro a suo tempo la porzione del viver loro? » (Luca 12: 42). Meditare. Il Signore costituisce un dispensatore fedele — leale ed avveduto, che unisce sapienza con intendimento — sopra i familiari di Lui, cioè del Signore — e dia loro — ai familiari — cibo a tempo ed a misura. Lungi da noi il presumere che uomo alcuno, o gruppo di uomini possano eleggere chicchessia a dirigere i « familiari ». Il Signore — Lui solo — dall'alto dà i doni alla chiesa, e sono doni anche i ministeri (Efesi 4: 11‑13).
Il « costituito da Lui » sarà riconosciuto ed accettato dai « familiari » di Lui. Né gruppi eleggono, costituiscono « alcuno », e né questi sceglie i «familiari». Il costituito sa da chi fu eletto ed a che eletto; guidato dallo Spirito Santo, scopre i familiari, e questi, anch'essi sottomessi dallo Spirito Santo, si fanno guidare da chi è stato costituito su di loro.
Non siamo noi che ci azzardiamo a tanta spiegazione, ma ne siamo autorizzati dalle parole di quella Bocca, e dallo Spirito Santo che lo spiega, ed ordina che siano proclamate. Non vi sono autorità umane nel regno dello Spirito. Tutto è dal Cielo, e chi è della Verità ascolta la voce del Signore. Ci si domanda, come distinguere i « familiari » e i costituiti su di essi? La risposta è nelle parole di Gesù, che, cioè, le pecore Sue conoscono la Sua voce. Ed esse conoscono anche la voce di quelli che, sottomessi al Sommo Pastore, sono eletti a conduttori di anime. Pecore strane, e pastori erranti, i costituiti e i familiari non hanno autorità, né modo di regolare.
La parola « familiare » nel testo è: « Therapeias » che si traduce «Teraupetici». Nel verso citato significa « Attendenti » e « Sanatori » (Medici). Cioè, i familiari del Signore sono medici di anime, e sono essi stessi cibati a tempo ed a misura. Cioè, il costituito ciba i familiari a tempo ed a misura. Non è detto, ma è chiaro che il costituito, è lui, prima, servo, familiare e medico, altrimenti non può dare cibo misurato ed a tempo. Ci viene da pensare a tanti malati negli ospedali che sono assoggettati ad una dieta rigorosa, ma non tutti alla medesima dieta. Secondo i mali da cui sono afflitti, varia il cibo, in quantità ed orario che viene loro dato. Osserviamo, ad uno scopo solo, per capire che i figli di questo secolo sono nelle cose loro più avveduti che i figliuoli della luce. Non è errore paragonare una chiesa ad un ospedale. Le pecore hanno ciascuna il suo nome ‑ carattere. Non ve ne sono due del tutto identiche, benché tutte sotto l'Unico Pastore. Sono conosciute e chiamate a nome. Vi è ordine complessivo per la greggia, e cura individuale per tutti. Né il « Capo » e né le membra in particolare, sono trascurati. E' una responsabilità non lieve essere «familiari», attendenti medici del grande Medico, e assai grande la responsabilità del servo fidato, costituito su altri servi. Ma noi! Ohimè noi! Sentiamo la eco della confessione dell'uomo dal cuore verso il Signore, confessione pronunziata al suo tramonto, quando dopo avere proclamato la grandezza pietosa e di luce del Signore esclama: «Ma non così la mia casa» (2 Samuele 23). Esaminando me che scrivo, senza qualificarmi neppure «familiare» (Ciò è da ‑ con – per il Signore), considero, chissà, invece di medicare, fasciare le anime, le avrò storpiate o uccise. Tremo, e dovrebbe temere e tremare ogni conduttore di anime, anzi ognuno che testimonia del Signore. L'occhio ed il cuore devono del continuo essere diretti a Gesù Cristo, ed attendere guida da Lui solo. Amare, amare le pecore, anzi tutta la creazione, perché Gli appartengono. Non abbiamo diritto a seguire le nostre emozioni, impressioni, pregiudizi ‑ imparzialità. Tutti, tutto sono creazione Sua, che Lui ama. Noi non abbiamo creato nulla. Guardiamoci dal danneggiare. Per servire abbisogniamo di essere da Lui formati a fedeltà e lealtà, e non basta ma di avere anche mente calma, sobria, illuminata. Egli crea, forma, dà intelletto (Salmo 119: 73). Ohimè, quanti uccisi o per slealtà, o per mancanza d'intendimento o troppo cibo, o guasto, o deficiente. Oh grande Medico Gesù, mettici ora alla tua scuola, acciocché anche noi, con lealtà e intendimento, medichiamo le anime!
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Messaggiodi vlady100 » 29/09/2009, 23:14

Amici! Secondo t.d.G. io faccio parte del "schiavo malvagio" se e, rivolgetevi pure, :)
"Dio vivente,... è il Salvatore di TUTTI gli uomini e principalmente dei credenti"-1 Tim.4:10

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rivelato lo schiavo F.D.

Messaggiodi moesc_anthon » 01/10/2009, 16:51

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moesc_anthon
 


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