Infotdgeova - LiberaMente - Il Forum


Lo scopo di questo forum è quello di analizzare in chiave critica la dottrina e l'organizzazione dei Testimoni di Geova

La sessualità e l'omosessualità in paradiso

Tutto ciò che riguarda la dottrina dei Testimoni di Geova.

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Messaggiodi emet » 12/08/2011, 15:56

[quote="Cogitabonda"]@ Emet:
Scusa sai, spero che tu non ti offenda, ma ... è meglio che ti ripassi un po' la fisica quantistica perchè secondo me non l'hai capita proprio bene

Ciao sicuramente conscio degli errori che possono esserci nel mio post, forse non molto chiaro concettualmente in alcuni passaggi ma per motivi di spazio ho esposto molto suntivamente L'argomento diveterebbe pesantissimo per un forum, quindi a scanso di equivoci rimando a chiunque ad un buon libro di postulati di fisica quantistica, per affrontare con piu dovizia l argomento da me accennato.
Poi ad ognuno le proprie conclusioni, per quanto mi riguarda con dovuto rispetto per chi ne dovesse trarne altre, io lo trovo un argomento molto piu interessante per chi ancora crede in qualcosa ma non alle sovrastrutture istituzionali religiose ,
ciao :fiori e bacio: :mrgreen:
emet
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Messaggiodi Cogitabonda » 12/08/2011, 18:09

Scusami ancora Emet se avrai l'impressione che ti stia "facendo le pulci" ma ... effettivamente sì, ti sto facendo le pulci!
Il fatto è che non posso leggere certe cose e far finta di nulla.
Dunque da quanto suntivamente postulato le leggi della Fisica, non sono leggi “materiali”, come per errore si è portati a pensare. Sono “psicologiche”, nel senso letterale del termine.
Esempio :se mi affaccio dalla finestra e mi sporgo troppo, perché cado ? Perché psicologicamente immagino che questo debba essere l’effetto “ovvio”.
si pensi a quei “cartoni animati” dove i protagonisti che non si avvedono di aver superato il bordo di un precipizio, continuano a camminare senza cadere giù ?
Che cosa insegnano ? Che in Fisica avviene tutto ciò che “crediamo” debba avvenire !
Demenziale pensare che si possa rimanere “sos-pesi” a mezz’aria, sporgendosi troppo da una finestra di un altissimo palazzo ?
Non direi proprio.
Intanto è vero che un essere privo di vita cadrebbe lievemente meno accelerato di un essere vivo e vegeto. Gli esperimenti alla bilancia atomica hanno dimostrato che, nel perdere la vita, si perdono molti grammi, “peso”, non certo grammi massa.

Se qualcuno vuol fare l'esperimento della finestra, l'importante è che controlli se c'è qualcuno sotto. Se poi vuole fare una prova ... magari gli verrà dato il Premio Darwin (quello che si assegna, alla memoria, agl'individui che autosopprimendosi contribuiscono al miglioramento della specie).
L'accelerazione sarebbe inferiore se a cadere è un corpo morto? ti ricordo che la velocità con cui i corpi cadono è indipendente dal loro peso.
Quanto poi alla differenza di peso fra prima e dopo la morte, la famosa teoria dei 21 grammi risale a oltre un secolo fa, e non mi pare proprio che i test di allora siano stati mai ripetuti.
:ciao:
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Messaggiodi emet » 12/08/2011, 18:46

Se qualcuno vuol fare l'esperimento della finestra, l'importante è che controlli se c'è qualcuno sotto. Se poi vuole fare una prova ... magari gli verrà dato il Premio Darwin (quello che si assegna, alla memoria, agl'individui che autosopprimendosi contribuiscono al miglioramento della specie).
L'accelerazione sarebbe inferiore se a cadere è un corpo morto? ti ricordo che la velocità con cui i corpi cadono è indipendente dal loro peso.
Quanto poi alla differenza di peso fra prima e dopo la morte, la famosa teoria dei 21 grammi risale a oltre un secolo fa, e non mi pare proprio che i test di allora siano stati mai ripetuti.
:ciao:[/quote]
ciao, capisco la tua posizione, le tue giuste osservazioni, però ti invito vivamente a studiare un libro della nuova visione della Fisica dei QUANTI, è vero che può apparire assurdo ma io non ho detto che è verità assoluta cio che di cui facevo esempio ma una "possibile visione che ci avrebbe potuto aiutare a comprendere la natura della resurrezione" ora vero è che è che inun po di finestre del forum mi è difficile argomentare, tantopiù che fondamentalmente non sono piu UNO DEI QUESTUANTI DELLA TORRE DI GUARDIA, non è mio interesse convertire nessuno a cio che ho espresso, ho manifestato la mia visione come tanti altri.
Se poi il mio post è di così tanto assurdo, ricordo che siamo qui in questo forum per i piu, ove ci accomuna l essere divenuti liberi pensatori, scevri da supervisori del pensiero giusto.
Ebbene forse chissà la mia una provocazione intellettuale, ma anche se uno manifesta idee assurde,sulla nostra pelle avremmo dovuto imparare ad accettare ,la possibilità remota che cio puo avere un fondo di verità e non è sempre la visione ufficiale ad avere la verità :lingua: , , :balla: SIAMO LIBERI DALLA TORRE DI GUARDIA, dunque dovremo essere scevri da quell'omologare per forza l altro, perchè non c è un"noi" ed un" loro". :felice:
dunque anche se sembra assurdo tutto cio,
quello che vorrei dire, non sto affermando nessuna verità ma mi sono espresso su di un terreno probabilistico, :lingua: ;
non volermene anch io sembra che sto spulcianodo, ma in fondo così stiamo ponendo molti quesiti, per un introspezione ,credo,molto fortificante :strettamano:
BUONA SERATA


EMET :felice:
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Messaggiodi deliverance1979 » 13/08/2011, 9:30

Per quanto riguarda il sesso, noi esseri umani a differenza di molte specie animali che hanno un determinato periodo in cui il loro corpo produce feromoni o altri fenomeni chimici utili per l'accoppiamento, noi possiamo accoppiarci come e quando vogliamo.
Quindi a mio modesto parere la nostra sessualità è molto diversa da la stragrande maggioranza degli esseri viventi.....

che poi questo sia il frutto di millenni di evoluzione o che siamo stati progettati proprio cosi questo è un'altro discorso.....

Per quanto riguarda quello che diceva girella circa il fatto della golosità, qui si potrebbe aprire una parentesi, perchè innanzi tutto si mangia per sopravvivere (ed in tempo di fame nera o carestia gli uomini hanno mangiato veramente di tutto anche i simili), mentre la golosità è la ricercatezza del cibo che nella sua varietà o preparazione ci appaga la nostra chimica degustativa e psicologica, ma sostanzialmente è un dippiù, la cosidettà ciliegina sulla torta..... :risata:

La nostra sessualità ci è stata data cosi e non capisco a che serve dotare un essere di una cosa per poi privarlo.......
per farlo diventare spirituale???
ed allora perchè Dio non ci ha fatto direttamente angeli, a cosa serve tutta questa pantomima......sulla terra, prima nasci, vivi come comune essere umano e poi muori, vai in cielo e ti purifichi e poi ritorni in vita qui sulla terra con la risurrezione della carne.....c'è qualcosa di contorto in tutto questo...... :boh: :boh: :boh:
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Messaggiodi ..Anna.. » 13/08/2011, 9:57

mauroz ha scritto:nascere sulla terra come uomo, anche se perfetto, ma con tutte le caratteristiche carnali degli uomini, provando sentimenti, propulsioni, desideri, e non poterle soddisfare, e' un atto di crudelta' in aggiunta alla gia' spiacevole situazionei psicologica di chi sa di essere condannato a morte. Non doveva essere certamente facile per lui!!!


Mi hai fatto venire in mente una frase di un film.

Non mi ricordo il titolo e nemmeno gli attori, ma quella sì...

Diceva: Perchè mi hai dato un cuore se poi non mi permetti di usarlo?

La cosa davvero insolita di Dio, per come viene descritto e per quello che sembra richiedere, è che tutte le cose belle della vita rientrano nella sfera dei "peccati".


La mortificazione della carne in tutti i sensi va benone. Digiuno ogni tanto, castità.... e dulcis in fundo malattia e morte. E manco quella cancella la colpa.

Insomma tradotto suona più o meno: passa una vita da schifo e forse ti mando in paradiso. :sorriso:

:sorriso:
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Messaggiodi Cogitabonda » 13/08/2011, 10:01

Veramente ero stata io a parlare di golosità, non Girella. :risata:

Quanto alla tua domanda
deliverance1979 ha scritto:La nostra sessualità ci è stata data cosi e non capisco a che serve dotare un essere di una cosa per poi privarlo.......
per farlo diventare spirituale???
ti suggerisco di riflettere sul fatto che prima di essere partoriti noi avevamo un cordone ombelicale da cui ricevevamo l'ossigeno e tutto il nutrimento per il nostro sviluppo. Poi lo abbiamo perso nel momento in cui siamo passati da un certo ambiente a un altro. Dall'istante in cui i nostri polmoni cominciano a funzionare il cordone ombelicale diventa inutile. Non credi che potrebbe accadere qualcosa di analogo passando ad un altro stadio dell'esistenza?
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Messaggiodi deliverance1979 » 13/08/2011, 10:41

Mi sà che il nick mi ha tradito.......e quei pochi neuroni che ho hanno fatto il resto..... :boh: :conf: :help: :risata: :risata: :risata:

Bè vedi, quello che tu dici rimane sempre nella sfera dello spazio e del tempo, del campo materiale.....il fatto di tagliare il cordone ombellicale è come se staccassimo una protesi organica....

Tuttavia un bambino è sempre un essere di carne e sangue.....

Ora se uno mi dicesse che Dio che ci ha creati umani ci trasformasse in altre creature tangibili ma migliori, una sorta di homos sapiens al quadrato, tutto questo avrebbe una logica....

Ma per un essere a cui noi diamo la paternità della creazione dell'universo, delle leggi fisiche, della prescienza e preconoscienza che fà un'operazione del genere e senza una spiegazione logica per lo meno per noi esseri umani che dobbiamo accontentarci degli scritti di altri esseri umani......bè tutta la faccenda mi sembra un tantino grottesca.... :ok: :strettamano:
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Messaggiodi Cogitabonda » 13/08/2011, 11:24

Io non ho nessuna teoria su come sia l'aldilà. Se Dio avesse voluto farcelo sapere, Gesù ne avrebbe parlato chiaramente, invece la sola volta che lo hanno interpellato al riguardo ha dato una risposta che equivaleva a un "lasciate stare, perchè è tutto diverso da come l'immaginate".

Le obiezioni che ti ho fatto erano solo su aspetti contingenti del tuo discorso, sui quali non mi trovo d'accordo con te. Il primo era quello di voler vedere la sessualità come qualcosa di per sè più elevato delle altre pulsioni fisiche. L'altro era quello del "se siamo stati fatti in un certo modo, perchè cambiarci in una fase successiva?" e secondo me la risposta è nel paragone con le fasi della nostra vita terrena: i primi tempi li viviamo in un ambiente liquido, e siamo dotati di ciò che serve in quell'ambiente; poi passiamo ad un ambiente diverso, e ci sbarazziamo di quello che non serve più; quindi arriva la fase tre, da vivere in un ambiente che ancora non conosciamo, ed entrando in quella ci sbarazziamo non solo di qualche organo ma dell'intero organismo che abbiamo usato finora. Anche se non credi che questa sia la verità, non trovi che la teoria abbia una sua logica interna?
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Messaggiodi Girella » 13/08/2011, 13:11

Ho trovato questo:

http://medjugorje.altervista.org/doc/pa ... natura.php

NATURA DELLE GIOIE SENSIBILI DEL PARADISO

Non sono sconvenienti

«Ciò che Dio ha fatto puro, tu cessa di ritenerlo immondo» (At. 10,15). Con questa ingiunzione Gesù acquietò la riluttanza di S. Pietro, il quale da buon ebreo non sapeva decidersi a cibarsi di carne classificata «impura» nella legge antica. La stessa cosa potrebbe dirsi a coloro che ritengono le soddisfazioni dei sensi essere troppo materiali per accordarsi con la vita celeste, che, a loro parere, trascende ogni materialità.
Ma non è forse vero che tutta la nostra attività umana, esplicata e vissuta in pieno da Gesù, si è, tramite Lui, come santificata e divinizzata? Persino le soddisfazioni del sesso, che un puritanesimo esagerato ha qualificato come bassezze animalesche, diventano, attraverso il sacramento dei Matrimonio, l’espressione più viva d’amore per nulla sconveniente all’essere ragionevole e meritoria soprannaturalmente. Se Gesù ha detto che in Paradiso non ci saranno più soddisfazioni sessuali, questo non vuoi dire che i corpi resuscitati dei Beati avranno sensi inutili e privati di tutta la loro sensibilità. Gesù, partecipando persino ai pranzi solenni degli uomini, mostrò che neppure essi disdicono alla Maestà infinita di un Dio e sono compatibili con la Visione beatificata, a Lui abituale come uomo, e allora con quale pretesa aprioristica si pretende sostenere che l’appagamento dei sensi sia indecoroso e quindi incompatibile con la vita beata del Paradiso? E se non è sconveniente neppure per il Figlio di Dio rimanere in eterno immedesimato con la materia in unità di persona, perché in Paradiso dovrebbe essere sconveniente per noi rimanervi a contatto e servircene non più per necessità ma per godimento? Perciò possiamo essere certi di trovare nei viali fioriti del Paradiso cosmico tutto ciò che onestamente può appagare e deliziare i nostri sensi. San Tommaso afferma che anche se la soddisfazione di un senso, per esempio del gusto, non è più necessaria, perché in Paradiso saremo liberati dalla schiavitù del nutrimento, tuttavia Dio provvederebbe ad accontentare anche il gusto non per necessità, ma per dilettazione. La natura fisica è opera di Dio né più nè meno di quella spirituale. Ora se l’uso dei sensi e il godimento delle soddisfazioni cosiddette «inferiori» possono essere onesti e meritori, e possono servire all’acquisto della vita eterna, perché dovrebbero essere sconvenienti a farcela godere, specialmente che in Paradiso cercheremo questi piaceri non per preferirli a Dio, come capita purtroppo in terra, ma per glorificarlo di più facendo buon viso a tutte le portate di felicità che Egli stesso ci ha preparato e cercando in esse nuovi incentivi di amarlo?
Perciò la nostra vita futura trascorrerà sempre a contatto della materia mediante il nostro corpo, che sarà sempre provvisto di sensi, ma purificati, affinati, sopraelevati, dotati di gusti assai più nobili, più squisiti, più esigenti, grazie ai quali possederemo una capacità di godere fisicamente inimmaginabile.
Il motivo profondo della presenza in Paradiso delle gioie sensibili è che la vita sensitiva e quella vegetativa giovano non soltanto a conservare l’individuo e la specie umana, ma innanzitutto e direttamente a perfezionare l’individuo con l’attuazione e l’appagamento delle sue capacità naturali. Chi può dunque sapere mai quali, quante e quanto intense gioie sensibili ci offriranno i «nuovi cieli e nuova terra»? Dio infonderà in tutti gli esseri materiali, posti a nostra disposizione, l’aroma che dà le vertigini della gioia suprema. Eppure tutto questo non sarà che una goccia di quell’oceano beatifico promesso per saziare in eterno la nostra sete: la Visione beatifica e il possesso eterno dell’Amore infinito.

Felicità di tipo umano
Il Catechismo Romano (P.I. - cap. 13, n. 12), parlando delle gioie del Paradiso, dice testualmente così: «Siano ben persuasi i fedeli che qualunque soddisfazione ci capita di godere in questa terra, o anche si possa solo desiderare, sia per l’appagamento della mente, sia al benessere pieno del corpo, la vita beata dei Celesti è immersa nell’abbondanza di tutto questo, benché ciò vada inteso in una maniera veramente superiore a quanto l’occhio mai vide, l’orecchio mai udì, o l’uomo poté mai immaginare». Un’affermazione così autorevole ci fa comprendere che, nonostante siano belle ed estasianti le immagini con cui cerchiamo di spiegare le gioie del Paradiso, la realtà supera sempre e di gran lunga qualunque supposizione o fantasia. L’affermazione del Catechismo Romano incoraggia anche noi a rappresentarci la beatitudine celeste con i colori più vivi possibili. Però per non rischiare di andare troppo lontano dal vero, conviene attenerci alle informazioni, anche sommarie, forniteci dalla stessa Rivelazione. Questa, per farci intendere le realtà celesti soprannaturali, parlando agli uomini è costretta a servirsi di espressioni umane, di immagini di felicità terrena. Perciò se la Rivelazione Divina annunzia cieli nuovi e terra nuova, se parla di casa del Padre, di banchetto, di nozze, di regno, di una città celeste smagliante di bellezze e ricchezze, ecc., simili espressioni nelle intenzioni di Dio hanno certamente lo scopo di metterci a fuoco in qualche modo la natura del Paradiso, e non di sfocarla. Si comprende che dobbiamo pensare tali immagini di gran lunga più nobili, più perfette, più seducenti di come sogliono realizzarsi su questa terra. Ma è un errore sollevarle così in alto con l’astrazione fino a far quasi perdere loro ogni contatto e relazione con le corrispondenti realtà presenti.

Paradiso del corpo
La visione e il possesso di Dio farà completamente felice la nostra anima. E il nostro corpo? L’uomo, composto di anima e corpo, che nel servizio di Dio impiega e sacrifica anche il suo corpo, dovrà appagarsi di un solo premio, quello spirituale dell’anima? Certamente no, perché noi non siamo Angeli, puri spiriti, ma siamo uomini formati di spirito e materia, perciò, dovremo essere appagati anche col premio sensibile proprio del corpo. Per essere pienamente felice l’anima aspetta la resurrezione del suo corpo. In Paradiso l’istinto d’integrità somatica è molto esigente. La grazia in questa terra e la gloria in Cielo non alterano la natura dell’uomo, anzi la presuppongono, la elevano e la perfezionano. I Beati godranno la felicità celeste con tutto il loro essere umano: anima e corpo. Ed allora in Paradiso quale sarà il piatto di felicità appropriato al corpo? Non è facile precisano per mancanza di notizie esplicite e dirette, per cui bisogna aiutarsi con la ragione e con un po’ di fantasia, escludendo, come ci ha detto Gesù stesso, il piacere sessuale di cui il corpo risorto ha perduto ogni attrattiva e gusto. Però è certo che il corpo glorioso avrà le sue delizie immensamente superiori a qualsiasi piacere terreno, anche il più intenso e vivo.

Non piaceri sensuali, ma molto superiori
Nessuno ignora che i piaceri sensibili sono così vivi da essere la causa più frequente dei nostri peccati. Tali soddisfazioni sensibili però non sono propri dell’uomo come tale, bensì dell’animale, con cui l’uomo le condivide in quanto nel suo fisico è insediata l’animalità. Per esempio: aver bisogno di cibo e di bevanda è conseguenza della sua partecipazione alla vita animale. Nella vita futura l’uomo, assunto a partecipare alla vita divina, non proverà più queste necessità fisiche, di cui sarà liberato per sempre. E dei godimenti che accompagnano la soddisfazione ditali necessità che ne sarà? San Tommaso (Suppi. III - Qu. 82) esclude l’attività del gusto come necessità per nutrirsi, ma l’ammette come godimento di sapore.
Il piacere sessuale, invece, scomparirà del tutto perché, completato il numero dei Beati stabilito da Dio, non ci sarà più bisogno di altri concepimenti e nascite, di conseguenza nel corpo cesserà per sempre lo stimolo all’atto generativo e al piacere sensibile che l’accompagna. Il piacere sessuale, come abbiamo già detto, sarà sostituito da piaceri sensibili molto più vivi e intensi di esso, piaceri proporzionali alla raffinata sensibilità del corpo risorto, sensibilità immensamente superiore a quella che esso aveva sulla terra.
Non si può mai credere che l’Onnipotenza e la Sapienza divina avrebbe messo sulla terra a disposizione dell’uomo (che l’offende molto per l’uso illecito e disordinato del piacere sessuale) tutto il piacere più prelibato della felicità fisica nelle espressioni più ardenti dell’amore umano, senza riservare piaceri molto migliori e prelibati per la festa eterna con i suoi figli più cari, i Beati.
Se saranno esclusi i piaceri sessuali, non sarà certamente per lasciare vuoti, al banchetto della felicità eterna, i calici dei nostri sensi, ma per colmarli di piaceri immensamente più inebrianti. Il cumulo dei godimenti sensibili raggiungerà proporzioni tali che sulla terra neppure è dato immaginare e tanto meno sperimentare.
La Visione Beatifica di Dio è sufficiente per fare felici i Beati, ma Egli, per l’amore infinito che porta loro, vuole che i suoi figli godano appieno anche la loro felicità secondaria, cioè quella del corpo. Quindi, oltre a uno sconfinato numero di amori umani, angelici, scientifici, ed altri ancora, sconosciuti sulla terra, i Beati godono di incalcolabili piaceri della vista, dell’udito, dell’odorato, del tatto e del gusto.
Ultima modifica di Girella il 13/08/2011, 13:33, modificato 1 volta in totale.
"Il dovere di evitare lo scandalo spesso esige una discrezione rigorosa. Nessuno è tenuto a palesare la verità a chi non ha il diritto di conoscerla". Catechismo della chiesa cattolica, 2489
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Messaggiodi Girella » 13/08/2011, 13:16

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Messaggiodi Girella » 13/08/2011, 13:30

Ho trovato la risposta che cercavo nella Somma Teologica di San Tommaso D'Aquino che allego di seguito, è un po' lunga ma risponde bene alla domanda e conferma almeno una cosa, i sensi del tatto, del gusto, della vista e dell'olfatto continueranno ad esistere anche dopo la risurrezione.
Ho allegato tutto all'interno di uno spoiler, così lo potrà leggere solo chi lo desidera :timido:


Supplemento
Questione 82
Proemio

Passiamo ora a considerare le condizioni dei beati dopo la resurrezione. Primo, l'impassibilità dei loro corpi; secondo, la loro sottilità; terzo, l'agilità; quarto la luminosità.
Sul primo argomento si pongono quattro quesiti:
1. Se nel risorgere i santi quanto al corpo siano impassibili;
2. Se tutti siano impassibili ugualmente;
3. Se tale impassibilità escluda nei corpi gloriosi l'esercizio della sensibilità;
4. Se in essi tutti i sensi esercitino le loro funzioni.


Supplemento
Questione 82
Articolo 1

SEMBRA che dopo la resurrezione i corpi dei santi non diventeranno impassibili.
Infatti:
1. Ogni essere mortale è passibile. Ma l'uomo anche dopo la resurrezione sarà "un animale razionale mortale": poiché questa è la definizione dell'uomo, che non può mai separarsi da lui. Dunque il corpo sarà passibile.

2. Ciò che è in potenza alla forma di un altro essere è passibile rispetto ad esso: poiché è in tal senso, come spiega Aristotele, che si manifesta la sua passibilità. Ora, i corpi dei santi dopo la resurrezione saranno in potenza alla forma di altri esseri: infatti la materia per il fatto che è attuata da una forma non perde la sua potenzialità ad altre forme. Ma dopo la resurrezione i corpi dei santi avranno la stessa materia degli elementi: poiché verranno restaurati con la stessa materia di cui sono formati adesso. Quindi saranno in potenza ad altre forme, e di conseguenza saranno passibili.

3. "I contrari sono fatti per affrontarsi in azioni e passioni reciproche", come insegna il Filosofo. Ma i corpi dei santi anche dopo la resurrezione saranno composti di elementi contrari, come attualmente. Dunque essi saranno passibili.

4. Nel corpo umano risorgeranno, come abbiamo detto, sia il sangue che gli altri umori. Ma dalla lotta reciproca dei diversi umori nascono nel corpo le infermità e le altre sofferenze. Dunque dopo la resurrezione i corpi dei santi saranno passibili.

5. Con la perfezione è più intollerabile un difetto attuale che un difetto in potenza. Ora, la passibilità implica soltanto un difetto in potenza. Perciò, siccome nei corpi dei beati ci saranno dei difetti in atto, quali le cicatrici delle ferite nei corpi dei martiri, come ci furono in quello di Cristo, è evidente che non toglie nulla alla loro perfezione avere dei corpi passibili.

IN CONTRARIO: 1. Tutto ciò che è passibile è corruttibile: perché "la passione nell'accentuarsi distrugge la natura". Ma dopo la resurrezione i corpi dei santi saranno incorruttibili, come insegna S. Paolo: "Sono seminati nella corruzione, e risorgeranno nella incorruzione". Quindi essi saranno impassibili.

2. Ciò che è più forte non subisce l'azione di quanto è più debole. Ma nessun corpo sarà più forte di quello dei santi, del quale sta scritto: "Viene seminato nell'infermità, e risorge nel pieno vigore". Dunque i corpi dei santi saranno impassibili.

RISPONDO: Il termine passione può avere due significati. Primo, quello comune, secondo il quale qualsiasi recettività e denominata passione: sia nel caso in cui quanto si riceve è conveniente e perfettivo per chi lo riceve, sia nel caso in cui è contrario e distruttivo. Ebbene, i corpi gloriosi non si dicono impassibili per la negazione di questo tipo di passione: poiché non si deve togliere loro niente di quanto può essere una perfezione.
Secondo, può avere il significato proprio, che il Damasceno così definisce: "La passione è un moto in contrasto con la natura". Cosicché il moto eccessivo del cuore può dirsi una passione di esso: mentre il moto normale ne è un'operazione. Questo perché quanto è passibile rientra nell'ambito dell'agente, poiché l'agente tende ad assimilare il paziente: perciò il paziente come tale viene strappato dal proprio ambito in cui si trovava. Ora, se prendiamo così in senso proprio il termine passione, dobbiamo escludere tale potenzialità dai corpi dei santi dopo la resurrezione. E quindi essi vanno denominati impassibili.
Ma la ragione di questa impassibilità è ben diversa nei vari autori. Alcuni infatti l'attribuiscono alla condizione degli elementi, che allora sarà ben diversa da quella attuale. Poiché a loro giudizio gli elementi allora rimarranno quanto alla sostanza, ma senza le qualità attive e passive proprie degli elementi.
Questo però non può esser vero. Perché le qualità attive e passive costituiscono la perfezione degli elementi. Perciò, qualora nel corpo dei risorti gli elementi venissero ricostruiti senza di esse, codesti corpi sarebbero meno perfetti di ora. - Inoltre, essendo codeste qualità gli accidenti propri degli elementi, causati dalla loro forma e dalla loro materia, è davvero assurdo che rimanga la causa e non ne rimangano gli effetti.
Ecco perché altri dicono che rimarranno le qualità, però la potenza di Dio farà in modo che non abbiano le funzioni loro proprie, per non pregiudicare la conservazione del corpo umano.
Ma anche questo non regge. Perché la costituzione di un corpo misto richiede le funzioni delle qualità attive e passive: e secondo il predominio dell'una e dell'altra codesti corpi ottengono la diversa loro complessione. E questo si richiede anche nel corpo dei risorti: poiché in esso ci saranno le carni, le ossa e le altre parti che non hanno tutte l'identica complessione. - Inoltre stando a questa opinione non si potrebbe parlare per tali corpi della dote dell'impassibilità. Poiché essa non ammette in tal senso nessuna disposizione in tale sostanza impassibile, ma la sola preservazione da una passibilità dall'esterno in forza della potenza di Dio, la quale potrebbe produrre lo stesso effetto sul corpo umano anche nello stato della vita presente.
Perciò altri affermano che nel corpo stesso ci sarà qualche cosa che impedirà il patire dei corpi gloriosi, cioè la materia della quinta essenza, che secondo loro sarebbe tra i componenti del corpo umano per conciliare i quattro elementi in una certa armonia, così da renderli materia adatta dell'anima razionale. Però nello stato della vita presente, per il predominio dei quattro elementi, il corpo umano è passibile come gli altri corpi elementari; mentre con la resurrezione dominerà la natura della quinta essenza. E allora il corpo umano diventerà impassibile, come quello dei corpi celesti.
Ma questa opinione non regge. Perché la quinta essenza non può essere uno dei componenti del corpo umano, come abbiamo già dimostrato nel 2 Sent. [d. 17, q. 3, a. 1]. 2 - Inoltre è impossibile affermare che una virtù naturale, quale è appunto la virtù dei corpi celesti, trasformi il corpo umano in una di quelle proprietà della gloria, quale è l'impassibilità del corpo glorioso: perché tale trasformazione l'Apostolo l'attribuisce alla virtù di Cristo: poiché "quale è il celeste [nuovo Adamo] tali saranno anche i celesti"; ed "egli [Cristo] trasformerà il corpo della nostra miseria. ecc.". - Dopo tutto nel corpo umano, la materia dei corpi celesti non potrebbe predominare al punto da eliminare quella degli elementi, che nei loro principii essenziali implicano la passibilità.
Perciò bisogna rispondere diversamente, ricordando che la passio consiste nella vittoria dell'agente sul paziente: altrimenti non potrebbe attrarlo nella sua sfera d'influenza. Ora, è impossibile che una data cosa influisca sul paziente, se non perché in quest'ultimo il dominio della propria forma sulla materia è venuto a debilitarsi, quando si tratti, come al presente, di passioni che sono contrarie alla natura. Infatti la materia non può subire l'influsso di un elemento contrario, senza che venga eliminato, o per lo meno diminuito quello dell'elemento opposto. Ebbene [nella resurrezione] il corpo umano con quanto in esso si trova sarà perfettamente soggetto all'anima razionale, come quest'ultima lo sarà a Dio. Perciò nei corpi gloriosi non ci potrà essere nessuna mutazione contro le disposizioni che ricevono dall'anima. Per questo codesti corpi saranno impassibili.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Si può rispondere con S. Anselmo, che mortale "fu posto nella definizione dell'uomo dai filosofi, i quali non credevano che tutta l'umanità un tempo sarebbe stata immortale", poiché essi non conobbero gli uomini che nello stato presente di mortalità.
Oppure possiamo rispondere, che essendo per noi ignote le differenze essenziali, talora, come nota il Filosofo, noi ci serviamo delle differenze accidentali per indicare quelle essenziali, dalle quali dipendono. Perciò il termine mortale, è posto nella definizione dell'uomo non perché la mortalità rientra nella sua essenza; bensì perché quanto attualmente è causa della passibilità e della mortalità, ossia la composizione di elementi contrari, appartiene all'essenza dell'uomo. Ma dopo la resurrezione tale composizione non ne sarà più causa, per la vittoria dell'anima sul corpo.

2. La potenza può trovarsi in due condizioni diverse: legata e libera. E questo è vero non solo per la potenza attiva, ma anche per quella passiva: poiché la forma lega la potenza della materia, determinandola a una data cosa ed esercitando così un dominio su di essa. Ma poiché negli esseri corruttibili la forma non domina perfettamente la materia, non è in grado di legarla perfettamente, così da impedirle di ricevere da certe passioni qualche disposizione contraria alla forma. Invece nei santi dopo la resurrezione l'anima avrà un dominio totale sul corpo: né tale dominio le potrà essere in qualche modo sottratto, perché essa sarà soggetta a Dio in maniera immutabile, diversamente da come era nello stato d'innocenza. Cosicché in quei corpi rimarrà sostanzialmente la stessa potenzialità ad altre forme che esiste in essi attualmente: ma sarà legata per la vittoria dell'anima sul corpo, in modo da non poter mai subire attualmente una tale passione.

3. Le qualità degli elementi sono strumenti dell'anima: cosicché come spiega Aristotele, il calore del fuoco nel corpo umano viene regolato sulla virtù dell'anima nell'atto della nutrizione. Ora,
quando l'agente principale è perfetto, e lo strumento non è difettoso, dallo strumento non può procedere nessun'operazione che non sia secondo la disposizione dell'agente principale. Ecco perché nei corpi dei santi dopo la resurrezione non potrà scaturire dalle qualità elementari nessuna azione o passione che sia contraria alla disposizione dell'anima, che tende a conservare il proprio corpo.

4. Come spiega S. Agostino, "la potenza divina è in grado di togliere da questi corpi visibili e tangibili certe loro qualità, lasciandovene altre". Perciò come tolse al fuoco della fornace dei Caldei la virtù di bruciare certe cose, perché i corpi dei tre fanciulli vi furono conservati illesi, e invece gli conservò quella di bruciarne altre, perché quel fuoco bruciava le legna; così toglierà agli umori la loro passibilità, e ne conserverà la natura. Sul modo in cui questo avverrà abbiamo già parlato sopra.

5. Le cicatrici delle ferite non ci saranno nei santi come non ci furono in Cristo in quanto implicano un difetto, ma in quanto sono segni di quella costantissima virtù per cui hanno sofferto per la giustizia e per la fede, in modo da accrescere con esse la gioia sia in loro che negli altri. Di qui le parole di S. Agostino: "Non so come sia che noi siamo presi da tanto amore per i santi martiri, da desiderare di vedere nel regno dei beati le cicatrici delle ferite da essi sofferte nei loro corpi per il nome di Cristo. E forse noi le vedremo realmente. Per essi non saranno uno sfregio, ma un onore; e da esse brillerà, sia pure nel corpo, una bellezza che non sarà del corpo ma della virtù. Tuttavia se ad essi furono amputate o asportate delle membra, non resteranno senza di esse nella resurrezione dai morti, poiché in proposito si legge: 'Non perirà un capello dal vostro capo'".



Supplemento
Questione 82
Articolo 2

SEMBRA che l'impassibilità sarà uguale in tutti. Infatti:
1. Una Glossa afferma che tutti i beati avranno ugualmente il privilegio di non poter patire. Ora, questo dipende dalla dote dell'impassibilità. Dunque l'impassibilità è uguale per tutti.

2. La negazione non è suscettibile di gradazioni. Ma l'impassibilità è negazione o privazione di passibilità. Quindi non può essere in uno maggiore che in un altro.

3. Una cosa si dice più bianca perché ha meno mescolanza di nero. Ma in nessuno dei corpi gloriosi si mescoleranno degli elementi di passibilità. Dunque tutti saranno ugualmente impassibili.

IN CONTRARIO: 1. Il premio deve essere proporzionato al merito. Ora, certi santi furono nel merito superiori ad altri. Perciò, essendo l'impassibilità un premio, è chiaro che in alcuni sarà maggiore che in altri.

2. L'impassibilità è tra le doti dei beati come la luminosità. Ma questa, come dice S. Paolo, non sarà uguale per tutti. Dunque neppure l'impassibilità.

RISPONDO: L'impassibilità si può considerare sotto due aspetti; in se stessa, o nella sua causa. Se la consideriamo in se stessa, poiché implica soltanto negazione o privazione, non può essere maggiore o minore, ma è uguale in tutti i beati. Se invece la consideriamo nella sua causa, allora in uno può essere maggiore che in un altro. Infatti causa di essa è il dominio dell'anima sul corpo, il quale dominio è causato dalla fruizione imperturbabile di Dio. Perciò in colui che ne fruisce più perfettamente, la causa dell'impassibilità è più forte.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. La Glossa riferita parla dell'impossibilità in se stessa, e non nella sua causa.

2. Sebbene negazioni e privazioni considerate in se stesse non ammettono gradazioni, tuttavia le ammettono nelle loro cause: cosicché un luogo si dice più tenebroso qualora presenti ostacoli più numerosi alla penetrazione della luce.

3. Certe qualità possono essere più intense non solo per il loro allontanarsi dai contrari, ma per l'avvicinamento al loro termine: è così, p. es., che s'intensifica la luce. Per questo anche l'impassibilità può essere in uno maggiore che in un altro, sebbene in nessuno di essi si riscontri qualche passibilità.



Supplemento
Questione 82
Articolo 3

SEMBRA che l'impassibilità impedisca nei corpi gloriosi l'esercizio dei sensi. Infatti:
1. "Sentire è un certo patire", come dice il Filosofo. Ora, i corpi gloriosi sono impassibili. Quindi neppure potranno sentire.

2. La trasmutazione animale o sensibile è preceduta da quella fisica, come l'essere intenzionale è preceduto da quello fisico. Ma i corpi gloriosi a motivo della loro impassibilità non subiscono trasmutazioni fisiche. Perciò neppure subiscono la trasmutazione animale richiesta per la sensazione.

3. In ogni sensazione a ogni nuova impressione si produce un nuovo giudizio. Ma dopo la resurrezione non ci saranno nuovi giudizi: perché "allora non ci saranno pensieri fluttuanti". Dunque non ci saranno sensazioni in atto.

4. Quando l'anima esercita attualmente una data facoltà è meno attenta alle funzioni delle altre. Ma allora l'anima sarà tutta presa dall'atto della facoltà intellettiva, in cui contemplerà Dio stesso. Quindi in nessun modo attenderà alle funzioni delle potenze sensitive.

IN CONTRARIO: 1. Nell'Apocalisse si legge: "Ogni occhio lo contemplerà". Dunque allora ci sarà l'esercizio dei sensi.

2. Il Filosofo insegna, che "un corpo animato si distingue da quello inanimato dalla sensazione e dal moto". Ma allora non mancherà l'esercizio del moto: poiché, a detta della Sapienza. "[i santi] dilagheranno come le scintille in un canneto". Quindi non mancherà neppure l'esercizio dei sensi.

RISPONDO: Tutti ammettono che nei beati ci sarà la sensazione. Altrimenti la vita corporea dei santi dopo la resurrezione somiglierebbe più al sonno che alla veglia. Il che non si addice a quello stato di perfezione: perché nel sonno il corpo non è nel suo atto vitale ultimo, essendo il sonno, come si esprime Aristotele "una mezza vita". Però molte sono le opinioni circa il modo in cui avverrà la sensazione.
Alcuni infatti affermano che non ci sarà la sensazione mediante una recezione di immagini dalle cose sensibili, ma piuttosto mediante una loro proiezione; perché i corpi gloriosi saranno impassibili, e quindi "refrattari a impressioni estranee" molto più dei corpi celesti.
Ma questo non è ammissibile. Perché nella resurrezione la natura specifica resterà identica e nell'uomo e in tutte le sue parti. Ora, la natura del senso è di essere una potenza passiva, come il Filosofo dimostra. Perciò se nella resurrezione i santi dovessero sentire mediante un'emissione, piuttosto che mediante una recezione, i loro sensi non sarebbero potenze passive, ma attive. E allora questi non sarebbero della medesima specie dei sensi attuali, ma facoltà nuove loro connesse: poiché come la materia non diventerà mai forma, così una potenza passiva non diventerà mai attiva.
Per questo altri dicono che i sensi eserciteranno le loro funzioni mediante una recezione, ma non dai corpi sensibili esterni, bensì per l'influsso delle facoltà superiori; e cioè, come adesso le facoltà superiori ricevono il loro oggetto dalle inferiori, così al contrario allora le facoltà inferiori lo riceverebbero da quelle superiori.
Ma codesto metodo recettivo non è sufficiente a dare una vera sensazione. Poiché ogni potenza passiva in forza della sua natura specifica è proporzionata a una qualità attiva speciale: infatti la potenza in quanto tale dice ordine al proprio agente correlativo. Perciò essendo l'agente proprio correlativo della sensazione la realtà esistente fuori dell'anima, e non la sua rappresentazione esistente nella fantasia o nella ragione, se l'organo della sensazione non è mosso dalle cose esterne, ma dalla fantasia o dalle altre facoltà superiori, il suo non sarà un vero sentire. Infatti parlando dei pazzi in cui la forza dell'immaginativa ne imprime le immagini negli organi dei sensi, non diciamo che sentono realmente, ma che hanno l'impressione di sentire.
Perciò dobbiamo concludere con altri che la sensazione dei corpi gloriosi avverrà mediante l'influsso delle cose esistenti fuori dell'anima. Si noti però che gli organi sensitivi vengono trasmutati dalle cose esistenti fuori dell'anima in due maniere. Primo, con una trasmutazione fisica; e questo avviene quando l'organo subisce la medesima qualità fisica della realtà esterna, la quale agisce su di esso; come quando la mano diventa calda o scottante per il contatto di una cosa calda, come diviene odorosa a contatto col profumo. Secondo, con una trasmutazione spirituale: e questo avviene quando una qualità sensibile viene ricevuta nell'organo secondo il proprio essere spirituale, che è l'immagine oppure l'idea della qualità, e non la qualità stessa; ossia come quando la pupilla riceve l'immagine della bianchezza, senza che essa diventi bianca. A tutto rigore, non è il primo tipo di recezione a causare la sensazione: perché, come dice Aristotele, "il senso è fatto per ricevere le specie" materiali, "senza la materia", cioè senza la materialità che hanno fuori dell'anima. Una tale recezione infatti trasmuta la natura di chi la riceve; perché allora la qualità viene ricevuta secondo il proprio essere materiale. Perciò una tale recezione va esclusa nei corpi gloriosi: mentre ci sarà in essi la seconda, che per se stessa causa l'atto della sensazione, e non altera la natura di chi la riceve.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Come abbiamo già spiegato, con la passione che si riscontra nell'esercizio dei sensi, che è un ricevere di ordine conoscitivo, il corpo non viene alterato nelle sue qualità naturali, ma viene perfezionato spiritualmente. Perciò l'impassibilità dei corpi gloriosi non esclude una simile passione.

2. Tutto ciò che è passivo riceve l'azione dell'agente in conformità con la propria natura. Se quindi una cosa e fatta per ricevere una trasmutazione fisica e insieme quella spirituale, la trasmutazione fisica precede quella spirituale, come l'essere fisico precede l'essere intenzionale. Ma se è fatta per essere trasmutata solo spiritualmente, non è necessario che lo sia anche fisicamente. Valga l'esempio dell'aria, la quale non è fatta per ricevere il colore secondo il suo essere fisico, ma secondo il suo essere spirituale, e quindi viene trasmutata solo in questo modo. Al contrario i corpi inanimati vengono alterati dalle qualità sensibili solo fisicamente, e non spiritualmente. Ebbene, nei corpi gloriosi non potrà esserci nessuna trasmutazione fisica; e quindi in essi ci sarà solo una trasmutazione spirituale.

3. Con l'esercizio della sensibilità, come ci saranno nuove recezioni di specie nei vari organi sensitivi, così ci saranno nuovi giudizi del senso comune, ma non nuovi giudizi dell'intelletto in proposito: ossia avviene come in chi vede una cosa che già conosceva. L'affermazione poi di S. Agostino che esclude allora "pensieri fluttuanti", si riferisce alle facoltà intellettive. Perciò essa non è a proposito.

4. Quando di due cose una è la ragione dell'altra, l'attenzione dell'anima verso l'una non impedisce né riduce la sua attenzione per l'altra. Il medico, p. es., nell'esaminare le orine non pensa di meno, ma di più ancora alle regole della sua arte circa i colori delle orine. E poiché Dio viene contemplato dai santi come la ragione di quanto essi compiono e conoscono, il loro interessamento per le cose sensibili, o per le altre cose da considerare o da compiere, in nessun modo impedisce loro la contemplazione di Dio, né viceversa.
Oppure si può anche rispondere che una facoltà viene ostacolata nelle sue funzioni quando l'altra si applica con forza, perché una data facoltà di suo non basta a un'operazione così intensa, senza che il principio vitale influisca convogliando su di essa l'energia sparsa nelle altre potenze e nelle altre membra. Ma poiché nei santi tutte le facoltà saranno perfettissime, ognuna potrà agire intensamente, senza essere di impedimento alle altre: esattamente come avveniva in Cristo.

Supplemento
Questione 82
Articolo 4

SEMBRA che nei santi risorti non tutti i sensi eserciteranno le loro funzioni.
Infatti:
1. Tra tutti i sensi il primo, come insegna Aristotele, è quello del tatto. Ora, i corpi gloriosi non potranno esercitarlo; perché il tatto si esercita mediante una trasmutazione fisica del corpo, prodotta da un corpo esterno col predominio di qualcuna delle qualità attive o passive, che il tatto ha la capacità di discernere. Ma tale trasmutazione va esclusa dopo la resurrezione. Perciò allora non tutti i sensi eserciteranno le loro funzioni.

2. Il senso del gusto serve alle funzioni della nutrizione. Ma nei risorti tali funzioni non ci saranno. Quindi allora il gusto sarebbe inutile.

3. Dopo la resurrezione niente potrà corrompersi: poiché tutte le creature si rivestiranno di una certa incorruttibilità. Ora, il senso dell'odorato non può funzionare senza che ci sia qualche corruzione: perché l'odore scaturisce solo da un'evaporazione, che si riduce a un dissolvimento. Dunque allora non potrà esserci in atto il senso dell'odorato.

4. "L'udito serve per imparare", ha scritto Aristotele. Ma dopo la resurrezione i beati non avranno bisogno d'imparare nulla attraverso i sensi: perché saranno riempiti di sapienza divina dalla visione diretta di Dio. Quindi allora non ci sarà l'udito.

5. Per vederci bisogna che l'immagine dell'oggetto sia ricevuta nella pupilla. Ora, nei beati dopo la resurrezione questo sarà impossibile. Dunque essi non potranno avere l'esercizio della vista, che pure è il più nobile dei sensi. - Ed ecco la dimostrazione del termine medio [del sillogismo]. Ciò che è luminoso in atto non può ricevere un'immagine visiva: uno specchio, p. es., esposto direttamente ai raggi del sole, non riflette l'immagine del corpo che gli è posto dinanzi. Ora, nei risorti sia la pupilla che le altre parti del corpo saranno dotate di luminosità. Quindi in essa non potrà essere ricevuta nessuna immagine di corpi colorati.

6. Stando agli studiosi di prospettiva, tutto ciò che vediamo lo si vede sotto un dato angolo. Ma questo non può valere per i corpi gloriosi. Perciò a questi non si può attribuire l'esercizio della vista. - Prova del termine medio [del sillogismo]. Quando una cosa si vede sotto un dato angolo è necessario che ci sia una proporzione di angolatura con la distanza della cosa vista: perché quanto si vede più di lontano è visto sotto un angolo più ristretto. Cosicché codesto angolo potrebbe essere così piccolo da non vedere affatto una data cosa. Perciò se l'occhio glorificato vedesse sotto un dato angolo, bisognerebbe che vedesse a una determinata distanza: e quindi, come adesso, non potrebbe vedere certi oggetti troppo distanti. Ma questo è inammissibile. Dunque nei corpi gloriosi non potrà esserci l'esercizio della vista.

IN CONTRARIO: 1. Una facoltà è più perfetta quando è in atto di quando è solo in potenza. Ma nei beati la natura umana sarà nella sua massima perfezione. Dunque in essi tutti i sensi saranno nell'esercizio dei loro atti.

2. All'anima sono più prossime le potenze sensitive che il corpo. Ora, il corpo sarà premiato o punito per i meriti o per i demeriti dell'anima. Quindi anche i sensi nei beati saranno tutti premiati e nei cattivi tutti puniti mediante il piacere o il dolore connesso con l'esercizio delle loro funzioni.

RISPONDO: Esistono sull'argomento due opinioni. Alcuni affermano che nei corpi gloriosi ci saranno tutte le potenze sensitive, ma che due soli sensi saranno in esercizio: il tatto e la vista. E questo non per difetto dei sensi, ma per mancanza del medio ambiente e dell'oggetto. E tuttavia queste facoltà non saranno inutili, perché contribuiranno all'integrità della natura umana, e alla glorificazione della sapienza del Creatore.
Questa opinione però non sembra vera. Perché ciò che costituisce il medio ambiente per codesti sensi, lo è anche per gli altri. Per la vista infatti il medio ambiente è l'aria, la quale lo è pure per l'udito e per l'odorato, come spiega Aristotele. Così il gusto ha il corpo come medio congiunto, al pari del tatto, non essendo, secondo l'affermazione aristotelica, che "una specie di tatto". Inoltre avremo allora anche gli odori, che sono oggetto dell'odorato: poiché secondo la liturgia della Chiesa i corpi dei santi saranno un soavissimo odore. Inoltre nella patria non mancherà la lode vocale: infatti S. Agostino nel commentare le parole del Salmo, "Le esaltazioni di Dio [saranno] nella loro gola", afferma che "il cuore e la lingua" loro non cesseranno di lodare Dio. Lo stesso si riscontra nella Glossa su un passo di Esdra.
Perciò secondo altri si deve ritenere che allora avremo l'esercizio anche dell'odorato e dell'udito. Mentre non ci sarà l'esercizio del gusto mediante l'ingerimento di cibi o di bevande, come risulta dalle cose già dette: a meno che non si dica che ci sarà l'esercizio del gusto per una certa gradevole umidità da cui sarebbe trasmutata la lingua.

SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. Le qualità che il tatto percepisce sono quelle che costituiscono il corpo animale, o sensibile. Ecco perché nello stato presente, le qualità tangibili alterano il corpo e fisicamente e spiritualmente quale oggetto del tatto. Per questo il tatto è il più materiale tra i vari sensi: perché implica di più una trasmutazione materiale. Tuttavia l'alterazione fisica nell'atto della sensazione, che si compie mediante una trasmutazione spirituale, è solo accidentale. Perciò nei corpi gloriosi, dai quali l'impassibilità esclude l'alterazione fisica, ci sarà solo l'alterazione spirituale da parte delle qualità sensibili: come c'era nel corpo di Adamo, il quale non poteva essere né bruciato dal fuoco, né ferito da una spada, e tuttavia di tali cose avrebbe avuto la sensazione.

2. Il gusto allora non sarà in esercizio quale senso dell'alimentazione. Ma quale discernimento dei vari sapori forse potrà funzionare nel modo che abbiamo accennato.

3. Alcuni ritengono che l'odore non sia altro che una specie di evaporazione. La loro opinione però non può esser vera: il che è evidente dal fatto che gli avvoltoi corrono verso i cadaveri, dopo averne percepito l'odore, da luoghi lontanissimi, e d'altra parte non è possibile che un'evaporazione giunga a luoghi così remoti, anche se il cadavere si risolvesse tutto in vapore; soprattutto se pensiamo che i corpi sensibili trasmutano lo spazio circostante a uguale distanza da tutte le parti. Perciò l'odore talora trasmuta il medio ambiente e gli organi della sensazione con una trasmutazione spirituale, senza che nessuna evaporazione raggiunga il senso.
L'esigenza di un'evaporazione deriva dal fatto che l'odore adesso è impregnato di umidità: e quindi bisogna che si dissolva per essere percepito.
Ma nei corpi gloriosi l'odore sarà nella sua ultima perfezione e in nessun modo condizionato dall'umidità. Esso quindi darà solo una trasmutazione spirituale, come fa l'odore dei vapori. E il senso dell'odorato, poiché nei santi non sarà impedito da nessuna umidità, non solo conoscerà gli odori più intensi, come avviene ora per noi, data l'eccessiva umidità del cervello; ma ne percepirà anche le più piccole differenze.

4. Nella patria beata non mancherà la lode vocale, sebbene altri dicano il contrario, pensando che nei beati l'organo dell'udito sarà alterato solo da una trasmutazione spirituale. Questi suoni non avranno lo scopo di far acquistare la scienza, ma quello di dare ai sensi perfezione e diletto. In che modo potrà allora formarsi la voce l'abbiamo già spiegato in precedenza.

5. L'intensità della luce non impedisce la recezione spirituale del colore, purché essa rimanga in un corpo trasparente. Infatti per quanto l'aria venga illuminata, può sempre servire quale mezzo per la vista; anzi, quanto più essa viene illuminata tanto più chiaramente ci si vede, a meno che non ci sia un difetto nella vista. Il fatto poi che nello specchio esposto direttamente al raggio del sole non appare l'immagine del corpo che c'è dinanzi non si deve all'impossibilità di riceverla, ma al fatto che viene impedita la rifrazione. Infatti perché un'immagine possa comparire nello specchio è necessario che essa venga riflessa su di un corpo oscuro: ecco perché negli specchi il vetro viene placcato col piombo. Ora, il raggio solare elimina tale oscurità: e per questo nello specchio non può apparire nulla. Ma la luminosità del corpo glorioso non toglie la trasparenza della pupilla: perché la gloria non eliminerà la natura. Perciò l'intensa luminosità della pupilla servirà di più ad acuire la vista che ad attutirla.

6. Più il senso è perfetto, più è capace di percepire il proprio oggetto con una trasmutazione minore. Ora, più si restringe l'angolo visuale, tanto minore è la trasmutazione visiva: ecco perché una vista più perfetta è in grado di vedere una cosa lontana meglio di una vista più debole, perché quando più si vede di lontano, tanto più si restringe l'angolo visuale. Ma poiché la vista nei corpi gloriosi sarà perfettissima, essa potrà vedere con una trasmutazione minima. Ecco perché allora sarà possibile vederci sotto un angolo visuale molto minore di adesso, e quindi molto più lontano.
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Messaggiodi deliverance1979 » 13/08/2011, 13:34

Cara cogitabonda, io trovo stupido (non riferito a te logicamente) creare un essere di carne, sangue e pulsioni chimico-elettriche per uno scopo, per poi farlo evolvere in un corpo immateriale, per poi riportarlo nella condizione iniziale.....

Non ha senso...

Quello che tu dici riguardo alla crescita e sviluppo di un essere umano, è solo un upgrade fisico e mentale di una creatura che si sviluppa migliorandosi per le sue reali ed effettive potenzialità, ma rimane sempre e comunque nella sfera per cui è stato creato e per la quale egli deve svilupparsi....l'ambiente spazio-tempo tangibile......

Ora se il processo di sviluppo che Dio ha ideato per noi fosse il farci passare da uno stato di esseri umani normali che nascono, vivono e muoiono dopo 80-90 anni e dopo la morte il corpo vecchio partorisce o si trasforma in un uomo nuovo che è migliore, una sorta di evoluzione di ciò che era, ma pur sempre di carne e sangue (una sorta di bruco che diventa farfalla tangibile e non creatura astratta).....questo avrebbe una logica....parliamo sempre di esseri di carne e sangue che ogni volta che muono si migliorano mantenendo quelle potenzialità mentali di autocoscienza legate al cervello che tra l'altro avrebbe potenzialità di vita ed immagazzinamento maggiori dei normali 80 anni di vita...... :ok:

Ma dire che uno da vivo muore e và in un posto in attesa di una ipotetica purificazione dell'anima per una risurrezione futura ipotetica, senza avere:
1 - uno straccio di prova nè che esista Dio..... :boh: :conf: :help:
2 - uno straccio di prova che l'anima esista e sia staccata dalla nostra autocoscienza che in realtà è il nostro cervello..... :boh: :conf: :help:
3 - ed ancor meno uno straccio di prova che questa purificazione spirituale in vista della risurrezione di nuovo nella carne sia vera..... :boh: :conf: :help:

bè la cosa mi sembra molto più stupida di come la penso io, anche se nei secoli ci sono stati migliaia di pensatori che hanno scritto quintali di pagine di seghe mentali su un mondo che nè loro, nè i loro antenati e nè tantomeno noi abbiamo visto o siamo riusciti a provare minimanente se non a chiacchiere (però poi Tolkien o i fratelli Grim scrivevano favolette per bambini).... :ok: :strettamano:
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Messaggiodi Trianello » 13/08/2011, 15:35

Girella ha scritto:Ho trovato la risposta che cercavo nella Somma Teologica di San Tommaso D'Aquino che allego di seguito, è un po' lunga ma risponde bene alla domanda e conferma almeno una cosa, i sensi del tatto, del gusto, della vista e dell'olfatto continueranno ad esistere anche dopo la risurrezione.
Ho allegato tutto all'interno di uno spoiler, così lo potrà leggere solo chi lo desidera :timido:


Il senso delle argomentazioni del Dottore Angelico (che Angelocoladarci aveva già citato in breve qualche post fa) diventa però chiaro solo alla luce del suo trattato sulla Beatitudine, che trovi nelle prime cinque questioni della I sezione della II parte della Somma Telogica (dalle quali si evince anche perché il paradiso terrestre dei TdG non ha nessun senso).
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Messaggiodi Girella » 13/08/2011, 17:02

Trianello ha scritto:
Girella ha scritto:Ho trovato la risposta che cercavo nella Somma Teologica di San Tommaso D'Aquino che allego di seguito, è un po' lunga ma risponde bene alla domanda e conferma almeno una cosa, i sensi del tatto, del gusto, della vista e dell'olfatto continueranno ad esistere anche dopo la risurrezione.
Ho allegato tutto all'interno di uno spoiler, così lo potrà leggere solo chi lo desidera :timido:


Il senso delle argomentazioni del Dottore Angelico (che Angelocoladarci aveva già citato in breve qualche post fa) diventa però chiaro solo alla luce del suo trattato sulla Beatitudine, che trovi nelle prime cinque questioni della I sezione della II parte della Somma Telogica (dalle quali si evince anche perché il paradiso terrestre dei TdG non ha nessun senso).



Ehm... caro Trianello, le possibilità sono due.

Prima possibilità

Se come dici tu Il trattato sulla beatitudine afferma che ogni sensibilità (vista,udito,olfatto,etc.) andrà a scomparire ne consegue che contraddice il supplemento da me integralmente citato (che invece afferma l'esistenza di questi sensi nel corpo dei risorti)



Seconda possibilità

Il supplemento da me citato è frutto di una cospirazione giudaico-massonica, in quanto afferma quello che appunto afferma, e cioè:
a) nei corpi gloriosi, dai quali l'impassibilità esclude l'alterazione fisica, ci sarà solo l'alterazione spirituale da parte delle qualità sensibili: come c'era nel corpo di Adamo, il quale non poteva essere né bruciato dal fuoco, né ferito da una spada, e tuttavia di tali cose avrebbe avuto la sensazione.

b) Il gusto allora non sarà in esercizio quale senso dell'alimentazione. Ma quale discernimento dei vari sapori forse potrà funzionare nel modo che abbiamo accennato.

c) nei corpi gloriosi l'odore sarà nella sua ultima perfezione e in nessun modo condizionato dall'umidità. Esso quindi darà solo una trasmutazione spirituale, come fa l'odore dei vapori. E il senso dell'odorato, poiché nei santi non sarà impedito da nessuna umidità, non solo conoscerà gli odori più intensi, come avviene ora per noi, data l'eccessiva umidità del cervello; ma ne percepirà anche le più piccole differenze.

d) Nella patria beata non mancherà la lode vocale, sebbene altri dicano il contrario, pensando che nei beati l'organo dell'udito sarà alterato solo da una trasmutazione spirituale. Questi suoni non avranno lo scopo di far acquistare la scienza, ma quello di dare ai sensi perfezione e diletto.

e) l'intensa luminosità della pupilla servirà di più ad acuire la vista che ad attutirla. poiché la vista nei corpi gloriosi sarà perfettissima, essa potrà vedere con una trasmutazione minima.
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Messaggiodi Trianello » 13/08/2011, 17:43

Girella ha scritto:
Ehm... caro Trianello, le possibilità sono due.



Io aggiungerei una terza possibilità: tu non hai capito molto del senso del mio intervento.

Il perfezionamento corpereo inerente alla beatidine (da cui anche il perfezionamento dei cinque sensi) non ha lo scopo di rendere il beati "più" beati, ma e gli eventuali piaceri corporei avranno un valore assolutamente accessorio rispetto alla beatitudine stessa, che consiste nella visione beatifica di Dio. Tra questi piaceri non ci sarà ovviamente quello legato all'espletamento della funzione sessuale, né quello legato all'espletamento della funzione nutritiva, perché i beati non avranno bisogno di riprodursi (al fine di far sopravvivere la specie) né di mangiare (al fine di far sopravvivere se stessi) e la loro beatidine non sarà turbata né dal bisogno impellente di sfregare le proprie mucose sessuali con quelle di altri né dalla fame.
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Messaggiodi Girella » 13/08/2011, 18:02

Trianello ha scritto:
Girella ha scritto:
Ehm... caro Trianello, le possibilità sono due.



Io aggiungerei una terza possibilità: tu non hai capito molto del senso del mio intervento.

Il perfezionamento corpereo inerente alla beatidine (da cui anche il perfezionamento dei cinque sensi) non ha lo scopo di rendere il beati "più" beati, ma e gli eventuali piaceri corporei avranno un valore assolutamente accessorio rispetto alla beatitudine stessa, che consiste nella visione beatifica di Dio. Tra questi piaceri non ci sarà ovviamente quello legato all'espletamento della funzione sessuale, né quello legato all'espletamento della funzione nutritiva, perché i beati non avranno bisogno di riprodursi (al fine di far sopravvivere la specie) né di mangiare (al fine di far sopravvivere se stessi) e la loro beatidine non sarà turbata né dal bisogno impellente di sfregare le proprie mucose sessuali con quelle di altri né dalla fame.


Bel modo per darti ragione da solo :risata:

Scommetto che con questo metodo sei persino più bello di Brad Pitt :fiori e bacio:

Interessante però l'evoluzione del tuo linguaggio. Prima escludevi del tutto persino la possibilità di piaceri corporei dopo la risurrezione, ora invece hai cambiato versione e dici che "gli eventuali piaceri corporei avranno un valore assolutamente accessorio"...

ma come, non erano impossibili? non erano metafisicamente inattuabili? ora a quanto pare sembra che tu abbia cambiato del tutto la tua metafisica. Pensa, mi è bastato copiaincollare San Tommaso e come per magia ... zac... ti ho fatto cambiare idea! :felice:
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Messaggiodi Trianello » 13/08/2011, 18:13

Girella ha scritto:
Bel modo per darti ragione da solo :risata:

Scommetto che con questo metodo sei persino più bello dei Brad Pitt :fiori e bacio:


Ora, a prescindere dal fatto che io sono più bello di Brad Pitt in qualsiasi modo la vogliamo mettere, mi sono limitato a riportarti cosa dice la dottrina cattolica, sulla quale (se non altro perché io Tommaso d'Aquino lo studio da dieci anni e la Somma Teologica la so quasi a memoria, essendomi imposto ormai da anni di leggerne almento una questione ogni giorno per poi ricominciare da capo quando la finisco) mi reputo (forse peccando di immodestia) un tantinellino più competente di chi pensa che ci sia una qualche analogia tra il paradiso in terra dei TdG e quello cattolico.
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Messaggiodi Francesco Franco Coladarci » 13/08/2011, 18:18

In breve, il fatto che si parli di “Vista, Udito, Olfatto ecc.” non dimostra che tali proprietà siano esclusivamente sensoriali, l'essere umano è un composto di anima e corpo, di sensibile e sovrasensibile, è evidente che la maggior parte delle conoscenze possono essere acquisite con i sensi, sensi i quali si relazionano con ciò che è fisico, e l’udito, l’olfatto, la vista e i vari piaceri si relazionano solo con la materia, se uno diventa cieco è evidente che perde questa caratteristica così diverrebbe "cieco" se dovesse mancare la luce, in modo simile dicasi per gli altri sensi, questo riguarda esclusivamente ciò che siamo ora e non ciò che saremo in un futuro (risurrezione).

Il corpo del risorto, è diverso, certo non sappiamo molte cose, ma alcune le possiamo dedurre da ciò che è la primizia dei risuscitati ossia Gesù Cristo, egli risorse con lo stesso corpo ma con proprietà diverse, un corpo fisico come lo abbiamo ora soggiace completamente alle leggi fisiche, con tutte le necessità fisiche, il corpo del risuscitato anche se di "carne e sangue" non soggiace più alle leggi fisiche, Gesù apparve ai suoi apostoli “Toccatemi sono io, un fantasma non può avere carne e ossa”, “ Datemi qualcosa da mangiare” sicché Gesù mangiò con loro, camminò insieme con i due discepoli di Emmaus mangiando con loro.

Ora il fatto che Gesù poté mangiare, camminare, parlare, udire ecc, non era dovuto alla necessità fisica, ma dominava quello che erano gli aspetti fisici, Egli mangiava ma poteva benissimo non mangiare il suo corpo non aveva più questa necessità, Gesù camminava con i suoi discepoli ma poteva benissimo non camminare ed apparire a suo piacimento come già aveva fatto precedentemente, possiamo dire che il corpo risuscitato benché sia carne e sangue non soggiace più alla corruzione, la medesima che dominava e domina il corpo portandolo alla fine nella tomba.

Le proprietà che oggi ricadono nel “sensoriale” rimarranno ma non saranno più soggette ai sensi, ad esempio il suono si trasmette nell’aria ma se manca mancherebbe anche l’udito, il corpo del risorto udrà non avendo la necessità dell’aria, e tale ragionamento vale per tutti i sensi fisici.
Il corpo risorto è un corpo “Spirituale” esso è glorioso in quanto viene investito dall’anima glorificata ubbidendogli in modo completo, ossia non ci sarà più quel combattimento interiore che a volte rende difficile la vita della persona, San Paolo disse “Il bene che voglio fare non faccio, il male che non voglio fare, faccio” da ciò la sofferenza interiore l’incapacità del dominio completo di se stessi, nella risurrezione questo combattimento tra la “carne e lo spirito” tra ciò che è il corpo ed il proprio io non sussisterà.
Certo ciò che possiamo conoscere è infinitesimale rispetto a quello che effettivamente sarà, ma un certo grado di conoscenza la possiamo avere grazie agli avvenimenti di Cristo.
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“Al di sopra del Papa, come espressione della pretesa vincolante dell’autorità ecclesiastica, resta comunque la coscienza di ciascuno, che deve essere obbedita prima di ogni altra cosa, se necessario anche contro le richieste dell’autorità ecclesiastica.”
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Messaggiodi Girella » 13/08/2011, 18:19

Trianello ha scritto:
Girella ha scritto:
Bel modo per darti ragione da solo :risata:

Scommetto che con questo metodo sei persino più bello dei Brad Pitt :fiori e bacio:


Ora, a prescindere dal fatto che io sono più bello di Brad Pitt in qualsiasi modo la vogliamo mettere, mi sono limitato a riportarti cosa dice la dottrina cattolica, sulla quale (se non altro perché io Tommaso d'Aquino lo studio da dieci anni e la Somma Teologica la so quasi a memoria, essendomi imposto ormai da anni di leggerne almento una questione ogni giorno per poi ricominciare da capo quando la finisco) mi reputo (forse peccando di immodestia) un tantinellino più competente di chi pensa che ci sia una qualche analogia tra il paradiso in terra dei TdG e quello cattolico.



Analogie o non analogie, che ti prego di portare alla mia attenzione visto che la cosa mi incuriosisce, il punto è che tu prima negavi l'esistenza dei sensi corporei per i risorti, invece dopo che ti ho citato un'opera che evidentemente conoscevi già ha fornito una versione leggermente diversa.

Questo mi fa capire che il tuo scopo non è tanto dire le cose come stanno ma indurre il lettore a pensare che tra il paradiso dei TdG e quello cattolico non vi sia alcuna analogia. Che le due visioni escatologiche non siano riconducibili in alcun modo è cosa che mi interessa relativamente, anzi quasi per niente, tra l'altro questo 3d l'ho aperto su indicazione di Franco Coladarci e non di mia spontenea iniziativa.

Ricapitolando

Nel paradiso cattolico i risorti avranno il senso della vista, dell'olfatto, del gusto, del tatto e dell'udito?

Risposta di San Tommaso D'Aquino: SI

Risposta di Trianello: NO (in realtà risponderebbe sì anche lui, ma per fare un torto ai TdG preferisce rispondere NO) :appl:
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Messaggiodi Gabriella Prosperi » 13/08/2011, 18:25

Girella, non sai proprio argomentare senza attaccare le persone? Non ti rendi conto che va solo a tuo detrimento?
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Messaggiodi Girella » 13/08/2011, 18:26

Che bello aver ragione! :timido:
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Messaggiodi Gabriella Prosperi » 13/08/2011, 18:27

Mha, se proprio lo desideri, eccolo il warning
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Messaggiodi Girella » 13/08/2011, 18:27

Girella ha scritto:Che bello aver ragione! :timido:



Che bella giornata oggi! :risata:
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Messaggiodi Girella » 13/08/2011, 18:28

Gabriella Prosperi ha scritto:Mha, se proprio lo desideri, eccolo il warning
Gabriella/mod.


:risata:
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Messaggiodi Girella » 13/08/2011, 18:29

Me ne dai un altro? Dai gabriella dammi il warning! :risata:
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Messaggiodi Gabriella Prosperi » 13/08/2011, 18:29

Pronto il secondo.
Gabriella
PS: Ah, dimenticavo, al terzo sei fuori
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Messaggiodi Girella » 13/08/2011, 18:30

Gabriella Prosperi ha scritto:Pronto il secondo.
Gabriella
PS: Ah, dimenticavo, al terzo sei fuori



Si dai Gabriella

Buttami fuori! è giusto così! Me lo merito sono maleducata! :appl:


Dammi anche l'ultimo warning! :felice:
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Messaggiodi Girella » 13/08/2011, 18:32

Gabryyyyyyyy ... me lo dai il warning????? :felice:
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Messaggiodi Girella » 13/08/2011, 18:34

Dai! Non vedi come sono indisciplinata?

Merito di essere bannata! :mrgreen:
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Messaggiodi Girella » 13/08/2011, 18:35

:witdg: :witdg:
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