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Una riflessione sù Atti 21: 20-25

In questo spazio si discute di argomenti di vario genere relativi ai Testimoni di Geova e che non sono inclusi nelle altre sezioni

Moderatore: Cogitabonda

Una riflessione sù Atti 21: 20-25

Messaggiodi Romagnolo » 12/01/2019, 14:06

Giovedì sera durante una delle parti dell' inserto Vita e Ministero cristiano sono stati esaminati diversi capitoli di Atti tra cui Atti 21: 23-24 , a cui si è dovuto rispondere a questa domanda: " Dal momento che i cristiani non erano più sotto la legge Mosaica, perchè gli anziani di Gerusalemme diedero a Paolo queste istruzioni?
Per contestualizzare la domanda riporto il racconto per intero:
20 Dopo aver sentito queste cose, glorificarono Dio; poi dissero a Paolo: “Fratello, tu vedi quante migliaia di credenti ci sono fra i giudei, e sono tutti zelanti nella Legge. 21 Ecco, hanno sentito dire che hai insegnato a tutti i giudei sparsi fra le nazioni di abbandonare Mosè, dicendo loro di non circoncidere i loro figli e di non seguire le usanze tradizionali. 22 Cosa dovremmo fare al riguardo? Sicuramente verranno a sapere che sei arrivato. 23 Fa’ dunque quello che ti diciamo. Abbiamo quattro uomini che hanno fatto un voto. 24 Prendi questi uomini con te, purìficati cerimonialmente con loro e paga tu per loro perché si facciano radere la testa. Così tutti sapranno che non c’è nulla di vero in quello che si dice di te, ma che cammini ordinatamente e osservi anche tu la Legge. 25 Quanto ai credenti delle nazioni, abbiamo comunicato loro la nostra decisione scrivendo che si astengano da ciò che è sacrificato agli idoli, dal sangue, da ciò che è strangolato e dall’immoralità sessuale”.
La risposta era reperibele alle pagine 184-185 del libro Rendiamo completa testimonianza riguardo al Regno di Dio.
https://www.jw.org/it/pubblicazioni/lib ... no-di-Dio/
La risposta base sarebbe nel paragrafo 11 dove si legge: "...sebbene le voci sù Paolo fossero infondate, i cristiani ebrei ne erano comunque turbati. Per questa ragione gli anziani gli diedero queste istruzioni..."
Ora per come l' avvenimento è narrato nel libro WT, pare che quello del seguire la Legge mosaica fosse una fisima di molti cristiani di provenienza giudaica, che gli anziani di Gerusalemme cercassero di mediare tra la realtà che tale legge non fosse più in vigore e il diritto loro di pur continuare ad applicarne i precetti se volevano a patto di non credere che tali pratiche dessero la salvezza.
Il punto ora è...ma la narrazione di Atti rivela una realtà come quella esposta nel libro oppure cela ( ma mica tanto) una situazione ben più complessa?
Chiedo scusa se qualcuno la pensa diversamente ma non vi vedo nessuna consapevolezza da parte degli anziani di Gerusalemme ( non dimentichiamo che tra essi vi era pure Giacomo come riporta il versetto 18) riguardo agli insegnamenti diffusi da Paolo che l' osservanza della Legge fosse superata!
Teniamo presente che stando alla cronologia biblica saremmo attorno all' anno 56 E.V cioè 23 anni dopo Cristo e come mai tra questi anziani non si riportano pensieri in linea con quelli di Paolo ma anzi solo iniziative volte a farlo passare per un devoto ebreo osservante?
E' vero che quelle accuse erano ingigantite...Paolo non ha mai nei suoi scritti obbligato alcuno a rigettare in toto la Legge Mosaica, ma ne ha pur sempre proclamato l' ormai sopraggiunta inutilità per essere accetti a Dio.
Dalle parole conclusive del versetto 25 si capisce che quegli anziani stessi limitavano la non osservanza dei precetti Mosaici solo ai Cristiani ex pagani, per cui... si rivelano così pure loro aderenti al seguire la Legge.
Insomma....la risposta più precisa alla domanda della guida Vita e Ministero Cristiano è che ( come riconoscono tutti gli storici) nella comunità cristiana di Gerusalemme...e probabilmente della Giudea stessa, tutti erano osservanti della Legge; nessuno era convinto della sua inutilità ed era ancora così sacra che osare sminuirla era visto come un sacrilegio od una azione apostata.
Al chè mi domando...?
Ma questo benedetto corpo direttivo dell' epoca che l' Organizzazione tira sempre fuori per autenticare quello attuale, dov' era? Cosa insegnava? In cosa credeva?
A quanto pare tutte le più importanti verità cristiane provengono da un uomo ( Paolo) che neppure ne era membro,...ma come?
Non avrebbero dovuto essere gli Apostoli e gli anziani di allora lo strumento che Dio impiegava per far conoscere la verità sul suo conto?
Come mai dopo 23 anni c' era il rischio che Paolo passasse per apostata se in realtà avessero avuto in comune lo stesso intendimento?
La realtà a mio avviso è solo una, a Gerusalemme c' era un cristianesimo,....Paolo ne stava diffondendo un' altro!
Non entro però nel merito di quale fosse quello vero.
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Hai colto il punto Romagnolo.

Messaggiodi virtesto » 12/01/2019, 22:33

Io ho già scritto qui qualcosa su Paolo:" Il fantastico viaggio di Paolo apostolo a Roma" /viewtopic.php?f=18&t=24908, ma certo non tratta il punto in questione. Ho messo assieme un sacco di appunti e note per trattare il pensiero di Paolo ma poi mi spaventa sempre pensare alla quantità di pagine che dovrei scrivere per spiegare il tutto e quindi non parto mai a scrivere il testo in bella. Maledetta pigrizia.

Atti degli Apostoli è una' fiction' in ogni caso.Fu scritto nel II° secolo, dopo che i contendenti (Paolo da una parte e Pietro e Giacomo/l'ala giudeo-cristiana dall'altra) erano defunti.Fu scritto dail'ala vincente, ex-Pietro , per mostrare che non c'era dissidio con Paolo. Invece il dissidio c'era eccome. Lo puoi notare nelle Lettere di Paolo sicuramente sue: Romani -Galati - 1/2 Corinti. Il vero Paolo era contrario alla circoncisione.

Paolo fu definito 'l'apostolo eretico'; in una poco conosciuta "Lettera di Pietro a Giacomo" Pietro chiama Paolo: " Il mio nemico". Nella lettera ai Galati Paolo dice chiaramente a Pietro che "Aveva torto". Troppo poco , vero?

Vedrò di rimediare.
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Messaggiodi Romagnolo » 13/01/2019, 13:09

Dai Virtesto! ....la fatica di iniziare è sempre presente in tutte lo cose...anche io per tante ricerche ho dovuto dire "voglia di scrivere saltami addosso!" Però se può esserti di sprone ti incoraggio a realizzare un'opera compiuta di tutte le tue ricerche...anche perché sarei curiosissimo di leggerle. :occhiol:
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Messaggiodi Gianni27 » 14/01/2019, 0:14

Si parla della Chiesa di Cristo in Gerusalemme ai tempi di Paolo e di Giacomo fratello del Signore che era il pastore della Chiesa a quel tempo. Il luogo è la Giudea, e la legge di Mosè andava a gonfie vele. Paolo era un visitatore della Chiesa che annunziava la salvezza in Cristo per grazia mediante la fede in Cristo; lasciando agl’increduli la legge di Mosè che rompendola ti uccide e difatti, siccome tutti l’hanno rotta; tutti anche sono stati uccisi di morte spirituale. Quindi tutti erano persone da considerare morti. Anche Gesù disse: “lascia i morti seppellire i loro morti.(Mat.8:22) - La popolazione della Giudea non avendo creduto a Gesù, si atteneva fortemente alla legge di Mosè, che era la legge di Dio nella Giudea. Ora, Giacomo e la Chiesa da lui pasturata era costretto di sotto stare alla legge della nazione. Paolo invece, benché non annullava la legge, evangelizzava però, di essere sotto la grazia e non sotto la legge. Trovandosi poi nella Giudea, fra i zelanti della legge sarebbe il caso di sottostare alla legge di Mosè, per non causare danno alla chiesa Cristiana nella Giudea. Giacomo che aveva preso quella piega, parla a Paolo di fare qualcosa del rito di Mosè, e far apparir loro che non è contrario alla legge, anzi, la lascia agl'increduli, fino ad oggi, e la chiama, la legge della condanna e della morte (2Cor.3)
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