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la politica: la più alta ed esigente forma di carità

In questo spazio si discute di argomenti di vario genere relativi ai Testimoni di Geova e che non sono inclusi nelle altre sezioni

Moderatore: Cogitabonda

la politica: la più alta ed esigente forma di carità

Messaggiodi Igor » 02/02/2013, 0:50

Ciao,
stasera guardavo Lerner e il suo Z su LA7, c'era il buon Ciotti come ospite, il quale, a un certo punto dice:

"la più alta ed esigente forma di carità, perché la politica è un impegno al servizio del bene comune"

Ah, che belle parole "dovrebbero essere dette a tutti quei poveri TdG che non vanno nemmeno a votare", mi sono detto.

Vi passo un link di un bel pdf che ho trovato sull'argomento:
http://www.informacristo.org/pdf/Ciotti_vangelo_politica.pdf?phpMyAdmin..

Ma come fanno tutti quei poveri schiavi della Watch Tower a non comprendere che la richiesta (o l'imposizione) di non partecipare alla vita politica, e addirittura di non recarsi alle urne è una vera e propria violenza, una richiesta anticostituzionale. Ma come si fa a non capirlo da soli? Possibile che mentre vanno in giro di casa in casa con le loro stupide, patetiche, ripetitive ed ossessive rivistucole sottobraccio non si rendano conto di nulla?

Bah, buonanotte.
Igor

Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero. (Proverbio Arabo)

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Messaggiodi Mauro1971 » 02/02/2013, 18:39

Igor ha scritto:Ciao,
stasera guardavo Lerner e il suo Z su LA7, c'era il buon Ciotti come ospite, il quale, a un certo punto dice:

"la più alta ed esigente forma di carità, perché la politica è un impegno al servizio del bene comune"

Ah, che belle parole "dovrebbero essere dette a tutti quei poveri TdG che non vanno nemmeno a votare", mi sono detto.

Vi passo un link di un bel pdf che ho trovato sull'argomento:
http://www.informacristo.org/pdf/Ciotti_vangelo_politica.pdf?phpMyAdmin..

Ma come fanno tutti quei poveri schiavi della Watch Tower a non comprendere che la richiesta (o l'imposizione) di non partecipare alla vita politica, e addirittura di non recarsi alle urne è una vera e propria violenza, una richiesta anticostituzionale. Ma come si fa a non capirlo da soli? Possibile che mentre vanno in giro di casa in casa con le loro stupide, patetiche, ripetitive ed ossessive rivistucole sottobraccio non si rendano conto di nulla?

Bah, buonanotte.


..solo ai TDG??? In Italia???

Dovrebbe essere detta a tutti i senatori, deputati, sottosegreterai, ministri, tutti gli eletti nelle regione, province e comuni.
Dovrebbe essere detta a tutti quelli che votano, che dovrebbero farsi una bella analisi di coscienza sul perchè continuano a votare i soliti 4 delinquenti dei soliti 4 partiti, o Monti questo giro.
Dovrebbe essere detta a tutti quelli che non votano, che il paese è in un momento critico ed è necessario scardinare il sistema presente.

Dovrebbe essere detta a tutti quei politici che colludonocon le mafie, a quelli che intascano tangenti monetarie o in forme di favori.

Credo sarebbe bene prima se lo comprendessero prima tutti questi sopracitati, dei tdg.

Anche perchè se vai a dire ad un TDG che la politica é "la più alta ed esigente forma di carità, perché la politica è un impegno al servizio del bene comune" con la situazione politica attuale, quello ti ride dietro, ed ha anche ragione eh...
ATTENZIONE: ALTA POSSIBILITA' DI CONTENUTI FORTEMENTE DISSACRANTI.


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Messaggiodi Mamy » 02/02/2013, 18:54

Mauro1971 ha scritto:
Igor ha scritto:Ciao,
stasera guardavo Lerner e il suo Z su LA7, c'era il buon Ciotti come ospite, il quale, a un certo punto dice:

"la più alta ed esigente forma di carità, perché la politica è un impegno al servizio del bene comune"

Ah, che belle parole "dovrebbero essere dette a tutti quei poveri TdG che non vanno nemmeno a votare", mi sono detto.

Vi passo un link di un bel pdf che ho trovato sull'argomento:
http://www.informacristo.org/pdf/Ciotti_vangelo_politica.pdf?phpMyAdmin..

Ma come fanno tutti quei poveri schiavi della Watch Tower a non comprendere che la richiesta (o l'imposizione) di non partecipare alla vita politica, e addirittura di non recarsi alle urne è una vera e propria violenza, una richiesta anticostituzionale. Ma come si fa a non capirlo da soli? Possibile che mentre vanno in giro di casa in casa con le loro stupide, patetiche, ripetitive ed ossessive rivistucole sottobraccio non si rendano conto di nulla?

Bah, buonanotte.


..solo ai TDG??? In Italia???

Dovrebbe essere detta a tutti i senatori, deputati, sottosegreterai, ministri, tutti gli eletti nelle regione, province e comuni.
Dovrebbe essere detta a tutti quelli che votano, che dovrebbero farsi una bella analisi di coscienza sul perchè continuano a votare i soliti 4 delinquenti dei soliti 4 partiti, o Monti questo giro.
Dovrebbe essere detta a tutti quelli che non votano, che il paese è in un momento critico ed è necessario scardinare il sistema presente.

Dovrebbe essere detta a tutti quei politici che colludonocon le mafie, a quelli che intascano tangenti monetarie o in forme di favori.

Credo sarebbe bene prima se lo comprendessero prima tutti questi sopracitati, dei tdg.

Anche perchè se vai a dire ad un TDG che la politica é "la più alta ed esigente forma di carità, perché la politica è un impegno al servizio del bene comune" con la situazione politica attuale, quello ti ride dietro, ed ha anche ragione eh...






:quoto100:
Questo momento delicatissimo della nostra epoca :triste:
tutti e dico tutti,dobbiamo fare il nostro dovere di cittadini :triste: ,non possiamo declinare davanti a queste responsabilità
anche se è dura trovare persone qualificate ed oneste alla luce degli ultimi fatti :blu:


Ma i tdg,dovrebbero fare altrettanto ,è facile andare in giro a predicare che nessun governo è all'altezza del governo di Geova .

Mamy :saggio:
Mamy
 

Messaggiodi Quixote » 02/02/2013, 21:44

Un paese ha la classe politica che si merita. Quando sento criticare i politici, non so, ho come l’impressione che chi lo faccia si ritenga migliore di loro. Del che dubito assai, ma o colpa del “sistema”, o della nostra imperfezione, il risultato è che la politica esprime i risultati che conosciamo. Quindi non votare può essere una scelta, condivisibile o meno, a seconda della fiducia che si ha del sistema politico. Paradossalmente credo, visto che tanti di noi sembrano criticare senza mezzi termini il mondo politico, la scelta di non votare potrebbe essere, razionalmente, quella giusta. Continuare a votare persone e partiti in cui non si crede, continuare a criticarli dopo averli votati, è una contraddizione in termini.

Ergo, la posizione TdG non sarebbe disprezzabile; naturalmente se motivata razionalmente. Perché i TdG non votano? Non mi risulta essere per le ragioni su esposte; essi non vogliono mischiarsi col mondo; di cui pure però, volenti o nolenti, fanno parte, per cui la loro è pura utopia. Nella realtà sono costretti a continui compromessi col mondo, esempio eclatante le frazioni di sangue rispetto al sangue. O la questione dell’8 x 1000, e mille altre, che riguardano aspetti eminentemente politici, che incoerentemente respingono dalla porta per farli rientrare dalla finestra. Base dottrinale? forse il famoso logon «Rendete a Cesrae quel che di Cesare, e a Dio quel che di Dio»? Frutto di una lettura afilologica del Vangelo: nel mondo antico la moneta era proprietà di chi la produceva; tutto qui, il resto è interpretazione, discutibile e discussa. E comunque, come nel caso del sangue, Dio/Geova non comanda affatto di non andare a votare. Detta volgarmente, Dio/Geova, comanda di usar la testa, e di usarla bene; naturalmente ciò vale per chi, la testa, ce l’ha.

per Mamy — Se questo dicono i TdG, che nessun governo vale quello di Geova/Dio, si può essere tranquillamente d’accordo, ma ciò non significa affatto vietare a qualcuno la possibilità di esprimersi, a prescindere dalla mera constatazione che il governo di Geova è nel futuro, mentre quello degli uomini è nel presente; per cui la scelta diviene non agire nel presente, reale, in nome di un futuro ipotetico. Dante l’avrebbe chiamata ignavia, e punita in modo che nemmeno i diavoli ci si sarebbero voluti sporcare le mani (Inf. III). Delegare agli altri è isolarsi dagli altri: al limite è scelta rispettabile, come quella degli anacoreti; ma è scelta individuale, che non impone agli altri quello che devono fare.

Infine, la frase in sé:«la politica: la più alta ed esigente forma di carità»: troppo savonaroliana, la politica non è mai stata, né mai sarà questo. Ciò non toglie che con questo debba confrontarsi; meglio sarebbe stato dire «dovrebbe essere», sapendo bene che non può esserlo; frase ad effetto, nella buona tradizione italiana adusa alla cattiva retorica; magari da meditare, finanche ispirarcisi, ma che nella patria di Machiavelli fa solo sorridere.
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Messaggiodi Ray » 02/02/2013, 21:50

:quoto100: TUTTO

ma che nella patria di Machiavelli fa solo sorridere.

Sorry.....solo ridere... :occhiol:
Ray

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Messaggiodi Giovanni da Fasano » 02/02/2013, 22:06

Igor ha scritto: "la più alta ed esigente forma di carità, perché la politica è un impegno al servizio del bene comune"

.
Premesso che, i politici (tutti di qualsiasi colore)nn hanno fatto un colpo di stato x governare, ma spesso,ci sono delle brave e buone persone ,che amministrano la cosa pubblica
http://affaritaliani.libero.it/veneto/s ... 90113.html
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Messaggiodi Mauro1971 » 02/02/2013, 22:14

Quixote ha scritto:Un paese ha la classe politica che si merita. Quando sento criticare i politici, non so, ho come l’impressione che chi lo faccia si ritenga migliore di loro. Del che dubito assai, ma o colpa del “sistema”, o della nostra imperfezione, il risultato è che la politica esprime i risultati che conosciamo. Quindi non votare può essere una scelta, condivisibile o meno, a seconda della fiducia che si ha del sistema politico. Paradossalmente credo, visto che tanti di noi sembrano criticare senza mezzi termini il mondo politico, la scelta di non votare potrebbe essere, razionalmente, quella giusta. Continuare a votare persone e partiti in cui non si crede, continuare a criticarli dopo averli votati, è una contraddizione in termini.

Ergo, la posizione TdG non sarebbe disprezzabile; naturalmente se motivata razionalmente. Perché i TdG non votano? Non mi risulta essere per le ragioni su esposte; essi non vogliono mischiarsi col mondo; di cui pure però, volenti o nolenti, fanno parte, per cui la loro è pura utopia. Nella realtà sono costretti a continui compromessi col mondo, esempio eclatante le frazioni di sangue rispetto al sangue. O la questione dell’8 x 1000, e mille altre, che riguardano aspetti eminentemente politici, che incoerentemente respingono dalla porta per farli rientrare dalla finestra. Base dottrinale? forse il famoso logon «Rendete a Cesrae quel che di Cesare, e a Dio quel che di Dio»? Frutto di una lettura afilologica del Vangelo: nel mondo antico la moneta era proprietà di chi la produceva; tutto qui, il resto è interpretazione, discutibile e discussa. E comunque, come nel caso del sangue, Dio/Geova non comanda affatto di non andare a votare. Detta volgarmente, Dio/Geova, comanda di usar la testa, e di usarla bene; naturalmente ciò vale per chi, la testa, ce l’ha.

per Mamy — Se questo dicono i TdG, che nessun governo vale quello di Geova/Dio, si può essere tranquillamente d’accordo, ma ciò non significa affatto vietare a qualcuno la possibilità di esprimersi, a prescindere dalla mera constatazione che il governo di Geova è nel futuro, mentre quello degli uomini è nel presente; per cui la scelta diviene non agire nel presente, reale, in nome di un futuro ipotetico. Dante l’avrebbe chiamata ignavia, e punita in modo che nemmeno i diavoli ci si sarebbero voluti sporcare le mani (Inf. III). Delegare agli altri è isolarsi dagli altri: al limite è scelta rispettabile, come quella degli anacoreti; ma è scelta individuale, che non impone agli altri quello che devono fare.

Infine, la frase in sé:«la politica: la più alta ed esigente forma di carità»: troppo savonaroliana, la politica non è mai stata, né mai sarà questo. Ciò non toglie che con questo debba confrontarsi; meglio sarebbe stato dire «dovrebbe essere», sapendo bene che non può esserlo; frase ad effetto, nella buona tradizione italiana adusa alla cattiva retorica; magari da meditare, finanche ispirarcisi, ma che nella patria di Machiavelli fa solo sorridere.


:quoto100:
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Messaggiodi Igor » 03/02/2013, 1:15

Quixote ha scritto:...Infine, la frase in sé:«la politica: la più alta ed esigente forma di carità»: troppo savonaroliana, la politica non è mai stata, né mai sarà questo. Ciò non toglie che con questo debba confrontarsi; meglio sarebbe stato dire «dovrebbe essere», sapendo bene che non può esserlo; frase ad effetto, nella buona tradizione italiana adusa alla cattiva retorica; magari da meditare, finanche ispirarcisi, ma che nella patria di Machiavelli fa solo sorridere.


Infatti, sarebbe stato meglio dire "dovrebbe essere".

Avevo pensato di scriverlo, poi devo essermi dimenticato...

Concordo pure con Mauro1971, quando dice che il TdG si metterebbe a ridere sentendo quella frase, ma si metterebbe a ridere proprio perché è fondamentalmente un ignorante politico, un grande ignorante politico. Avrebbe poco da ridere se fosse in grado di capire, anche solo per un istante, che se la politica attuale è quella che è, è proprio grazie alla gente come loro, inutili indifferenti e sempliciotti creduloni.

Libertà è partecipazione... cantava un certo Gaber.
:grazie:

Saluti e buonanotte,
Igor

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Messaggiodi Giovanni64 » 03/02/2013, 9:29

Mi piacciono varie cose che sono state scritte (soprattutto quelle di Quixote).

Qualche mio pensiero.
Uno dei difetti peggiori della politica è proprio quello di voler sembrare la più alta ed esigente forma di carità, un impegno al servizio del bene comune. A mio avviso, il massimo che si può chiedere alla politica è che essa sia il "luogo" dove interessi conflittuali visibili ed in qualche modo misurabili trovano una loro composizione "democratica". Purtroppo, invece, gli interessi vengono sepolti sotto una marea di retorica e per il cittadino risulta spesso difficile misurare, valutare e scegliere fra pacchetti di interessi più o meno in conflitto.

Anche se gli interessi possono essere molto vari e non solo strettamente economici, sicuramente la politica e religione non sono la stessa cosa. Confondere troppo i campi non fa bene né alla politica né alla religione. La politica per me diventa religione quando per esempio cerca ossessivamente di identificare univocamente il "bene comune", di stabilire cosa è giusto in assoluto e cosa non lo è. E mentre la politica finge di occuparsi di tutte queste belle cose vanno avanti allegramente tanti colossali interessi che vengono sottratti alla valutazione del cittadino. Gli interessi non sono mostri di per sé. Lo diventano quando sono mascherati da impegno al servizio del bene comune.

La scelta di non votare è sicuramente una scelta possibile. Se invece è un dogma stabilito a priori allora non è più una scelta...
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Messaggiodi Igor » 03/02/2013, 18:15

Giovanni64 ha scritto:...
La scelta di non votare è sicuramente una scelta possibile. Se invece è un dogma stabilito a priori allora non è più una scelta...


Quoto, soprattutto il secondo capoverso.
Per quanto riguarda invece "La scelta di non votare è sicuramente una scelta possibile", caro Giovanni, ovvio che è una scelta possibile, ma lo è proprio perché siamo in democrazia. Potrebbe invece non essere più così possibile se nessuno si recasse più alle urne per esprimere il proprio voto. La scelta di non votare è possibile fintanto che permane una buona maggioranza di popolazione responsabile in grado di scegliere almeno decentemente anche per coloro che scelgono di non votare.
Questo è ovviamente un ragionamento per estremi, ma che rende - secondo me - bene l'idea di quanto, alla fine, la scelta di non votare non sia molto valida.

Saluti,
Igor

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Messaggiodi Quixote » 03/02/2013, 20:21

A rigor di logica no, Igor: la scelta di non andare a votare può essere rispettabile quanto e più della contraria. E non è la maggioranza, che è cardine della democrazia, che stabilisce il valore di una scelta. In democrazia vanno egualmente rispettati e considerati i diritti delle minoranze, per quanto esigue possano essere. Si decide sulla maggioranza, ma la scelta della minoranza, anche se perdente, ha la stessa dignità della vincente. Che «una buona maggioranza di popolazione responsabile in grado di scegliere almeno decentemente anche per coloro che scelgono di non votare» non significa affatto che essa sia più responsabile, che sappia scegliere, e che sia più decente di chi ha una posizione contraria. Semplicemente la parte minoritaria è storicamente perdente in un periodo; ma non significa né che la sua posizione non fosse quella più opportuna, né che lo sarà per sempre: nel lungo periodo il suffragio universale è un attimo nella storia dell’uomo, né è detto che durerà, solo perché è in vigore ora. E del resto non sarebbe la prima volta che una legge votata a maggioranza, in una successiva legislatura venga ribaltata; per cui, chi aveva ragione? la maggioranza di ieri o quella dell’oggi, ieri minoritaria? E ciò vale anche per il voto, che fa comodo a un sistema che finora lo ha considerato solo un serbatoio per portare avanti la propria politica distorta. Mancasse il voto, questo sistema non si reggerebbe, non avrebbe più la legittimità per farlo. Date le critiche allo stesso, non so fino a che punto ciò potrebbe essere considerato un male. Naturalmente questo non ha nulla a che fare coi TdG, la cui posizione al riguardo nasce da presupposti completamente diversi.
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Messaggiodi Igor » 04/02/2013, 1:42

Hai assolutamente ragione Quixote, quando dici «non significa affatto che essa sia più responsabile, che sappia scegliere...» lo prova, almeno per quanto mi riguarda, nella storia politica più recente, la "democratica" elezione a capo del Governo di un certo mr. Berlusconi. Di certo lui è stato la più lampante evidenza di come la maggioranza non abbia sempre ragione. Il fatto però che sia stata "mondialmente" dimostrata l'erroneità dei voti che lo hanno portato a governare, non significa certo che sarebbe stato meglio non andare a votare per nulla. C'è comunque stata una controparte che non lo ha votato, che lo ha osteggiato e che ha saputo mettere in evidenza che non era degno di quella carica. Chi lo avrebbe fatto in un sistema basato sulla mancanza della possibilità di votazione?
Poi, ok, si sa bene quanto la propaganda riesca a dirigere le menti, i voti. Anche Hitler, alla fine, andò al potere democraticamente, ma quanto avevano influito sulle masse i suoi potenti mezzi propoagandistici?
Tu chiedi allora «E del resto non sarebbe la prima volta che una legge votata a maggioranza, in una successiva legislatura venga ribaltata; per cui, chi aveva ragione? la maggioranza di ieri o quella dell’oggi, ieri minoritaria?». Io ti rispondo: nessuna delle due, o entrambe, avevano ragione. La ragione sta proprio nel fatto che ci sia stata la possibilità di cambiare idea e che quel cambio di idea possa essere stato reso effettivo grazie alla possibilità di poterlo esprimere democraticamente, quel mutamento di pensiero.
In definitiva, quale altro sistema democratico metteresti in atto se dovesse venir meno la possibilità di votare?
Quale altra modalità vedresti valida per consentire alla gente (a tutta le gente) di poter esprimere comunque quello che pensa?
Per quanto criticabile e migliorabile sia il voto, io non vedo al momento alcun altro modo per consentire all'essere umano di non farsi completamente travolgere dalle prepotenze e dalle arroganze dei potenti di turno.

La politica non è distorta, o perlomeno non lo è fintanto che ognuno ha la volontà e la possibilità di informarsi, decidere e votare autonomamente. La politica (e l'informazione) si distorce in maniera direttamente proporzionale al valore dell'indifferenza e l'indifferenza, quasi sempre, porta al voto superficiale, o al non-voto.

Una delle più deplorevoli forme di indifferenza è quella messa in atto dai TdG, i quali, da taciturni creduloni, non votano perché "gli viene chiesto dall'alto", senza comprendere che l'unica vera ragione per la quale gli viene posta questa incostituzionale richiesta è quella di mantenerli distanti dall'impegno e dall'ideale politico: meglio che dedichino tutto il tempo, tutta la vita ad andare di casa in casa a ditribuire baggianate, ripetendo a nastro frasi fatte di cui non hanno nemmeno capito il significato.

In tutta la mia vita credo di non aver mai votato per qualcuno che, alla fine, prendesse più del 10%. Ma la mia minoranza concorreva comunque a far parte della maggioranza più importante: quella di coloro che esprimevano un voto valido e meditato.

I TdG devono solo continuare a sperare che non tutti divengano come loro e che ci sia sempre qualcuno che dedichi un po' del proprio tempo a capire cosa è giusto e cosa non lo è. Continuino pure a non votare loro: gli indifferenti, gli odiati indifferenti.
Igor

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Messaggiodi gemmasimona » 04/02/2013, 15:18

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Quixote ha scritto:A rigor di logica no, Igor: la scelta di non andare a votare può essere rispettabile quanto e più della contraria. E non è la maggioranza, che è cardine della democrazia, che stabilisce il valore di una scelta. In democrazia vanno egualmente rispettati e considerati i diritti delle minoranze, per quanto esigue possano essere. Si decide sulla maggioranza, ma la scelta della minoranza, anche se perdente, ha la stessa dignità della vincente. Che «una buona maggioranza di popolazione responsabile in grado di scegliere almeno decentemente anche per coloro che scelgono di non votare» non significa affatto che essa sia più responsabile, che sappia scegliere, e che sia più decente di chi ha una posizione contraria. Semplicemente la parte minoritaria è storicamente perdente in un periodo; ma non significa né che la sua posizione non fosse quella più opportuna, né che lo sarà per sempre: nel lungo periodo il suffragio universale è un attimo nella storia dell’uomo, né è detto che durerà, solo perché è in vigore ora. E del resto non sarebbe la prima volta che una legge votata a maggioranza, in una successiva legislatura venga ribaltata; per cui, chi aveva ragione? la maggioranza di ieri o quella dell’oggi, ieri minoritaria? E ciò vale anche per il voto, che fa comodo a un sistema che finora lo ha considerato solo un serbatoio per portare avanti la propria politica distorta. Mancasse il voto, questo sistema non si reggerebbe, non avrebbe più la legittimità per farlo. Date le critiche allo stesso, non so fino a che punto ciò potrebbe essere considerato un male. Naturalmente questo non ha nulla a che fare coi TdG, la cui posizione al riguardo nasce da presupposti completamente diversi.
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Messaggiodi phoenix74 » 05/02/2013, 1:04

Quixote ha scritto:Un paese ha la classe politica che si merita. Quando sento criticare i politici, non so, ho come l’impressione che chi lo faccia si ritenga migliore di loro.


Non lo condivido... in teoria un politico, ovvero il raggruppamento politico di cui fa parte, fa un piano elettorale (dettagliato con progetti, riforme) e poi a fine mandato dovrebbe rispondere come singolo e come gruppo.

In pratica non è mai così: in Italia perchè senza maggioritario alla fine più partiti devono "annaquare" il programma, spesso vago e poco definito mentre durante la legislatura alcuni progetti finiscono solo abbozzati tra mille scuse (lotta a corruzione, fisco equo) ... all'estero poi tra promesse e realizzazioni concrete a volte ci sono corrispondenze a volte no (si veda USA e Francia).

Criticare uno o più politici penso si chiami DEMOCRAZIA, poi chiaramente bisogna vedere quali sono le critiche e quali i populismi, con politici che urlano, si insultano, persino in comuni (del Nord) usano frasi razziste o persino che richiamano ad odi razziali di 70 anni fa.

Inoltre... il sostenere che un paese ha la classe politica che si merita mi pare ASSURDO.
1) perchè ci sono enormi interessi, basti pensare alle grandi banche e gruppi industriali che possono corrompere o influenzare pesantemente la politica. Se un grosso gruppo industriale chiede ai principali partiti o fate queste riforme o io dirotto qualche decina di miliardi di euro all'estero, fabbriche, sedi (legalmente possono farlo)... quanti cittadini con un reddito normale possono raccogliere certe cifre?!
Per questo si parla di POTERI FORTI... o ELITES. Perchè questi grossi gruppi raccolgono enormi agglomerati di capitali, mass media e dipendenti... condivido a riguardo le opinioni di scrittori e giornalisti come Chomsky e la Noemi Klein (No Logo, Shock Economy)

2) ci sono paesi in cui certi sistemi elettorali semplificano molto, vedi il maggioritario (paesi anglosassoni) o quello a doppio turno (Francia)... in Italia invece c'è molta frammentazione e si è visto in tante legislature precedenti i risultati. Per non parlare delle ingerenze diretti di altri Stati potenti... basti vedere la guerra valutaria (extra Europa/Euro) o certi accordi commerciali.

Quixote ha scritto: la politica: la più alta ed esigente forma di carità»: troppo savonaroliana, la politica non è mai stata, né mai sarà questo.


Concordo con te... la frase mi sembra un pò troppo buonista: a parte i recenti scandali (in Italia ma non solo... si veda ad esempio Strauss Khan) ci sono molti interessi, alcuni leciti (rappresentare una o più classi sociali) altri invece illeciti (corruzione, mafia ...).

La parola CARITA' poi accostata a tragedie mai chiarite, con indagini ostacolate dalla Politica, come USTICA ed altri fatti simili stona decisamente.

Per i Tdg infine il divieto (morale e sociale) di votare fa parte dell'indottrinamento del gruppo... per isolarsi dalla società e ovviamente soggiogare meglio le menti dei seguaci.
Ultima modifica di phoenix74 il 05/02/2013, 1:08, modificato 1 volta in totale.
"Ci sono prigioni senza sbarre, ne guardiani. in cui Guide spirituali comandano. Possibile?
La realtà la percepisci dalle informazioni, comportamento ed emozioni derivano dalle relazioni dell'ambiente sociale.
Se cambi questi quattro elementi modificherai la prospettiva in cui la persona vede sè stessa ed il mondo esterno."

Steve Hassan "Mentalmente liberi"
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“L’analfabeta politico” di Bertolt Brecht

Messaggiodi Igor » 05/02/2013, 1:06

Grazie gemmasimona,
bellissimo riferimento, che riporto per esteso qui di seguito:


“L’analfabeta politico”
di Bertolt Brecht

Il peggiore analfabeta
è l’analfabeta politico.
Egli non sente, non parla,
nè s’importa degli avvenimenti politici.

Egli non sa che il costo della vita,
il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina,
dell’affitto, delle scarpe e delle medicine
dipendono dalle decisioni politiche.

L’analfabeta politico è così somaro
che si vanta e si gonfia il petto
dicendo che odia la politica.

Non sa l’imbecille che dalla sua
ignoranza politica nasce la prostituta,
il bambino abbandonato,
l’assaltante, il peggiore di tutti i banditi,
che è il politico imbroglione,
il mafioso corrotto,
il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali.


Bertolt Brecht



http://www.letteratu.it/2012/08/lanalfabeta-politico-di-bertolt-brecht/
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Messaggiodi Igor » 05/02/2013, 1:18

phoenix74 ha scritto:Per i Tdg infine il divieto (morale e sociale) di votare fa parte dell'indottrinamento del gruppo... per isolarsi dalla società e ovviamente soggiogare meglio le menti dei seguaci.


Ed è proprio questo il fatto più mostruoso, più assurdo, più incivile ed incostituzionale:

--------------------------------------------------------------------------------------------------
Articolo 48
Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.

Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.

La legge stabilisce requisiti e modalità per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all'estero e ne assicura l'effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l'elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge.

Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.
--------------------------------------------------------------------------------------------------
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Come motivano la loro scelta di non dover votare?

Messaggiodi Igor » 06/02/2013, 11:36

Ma poi,
mi spiegate qual è la ragione per cui la WT insegna che non bisogna votare?

Su quale versetto biblico si aggancia per giustificare una simile stupidaggine?

Io non credo proprio che un Gesù Cristo dei nostri giorni non si interesserebbe alla politica...

Grazie,
Igor

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Messaggiodi gemmasimona » 09/02/2013, 16:02

voto.jpg
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:risata: :risata: :risata:
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Messaggiodi Quixote » 09/02/2013, 21:59

gemmasimona ha scritto:
voto.jpg

:risata: :risata: :risata:

Carina la vignetta, ma non spiega perché finora, chi ha votato, non sia parimenti riuscito a pararsi il fondo schiena. Ergo la testa nella sabbia, se veramente fosse tale, rimane una variabile che non pregiudica il risultato.
Καὶ ἠγάπησαν οἱ ἄνθρωποι μᾶλλον τὸ σκότος ἢ τὸ φῶς.
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Messaggiodi gemmasimona » 10/02/2013, 8:17

...purtroppo il non andare a votare non ci mette al riparo comunque...bisognerebbe essere elettori consapevoli, informarsi, analizzare, avere valori etici e scegliere di conseguenza (e non è vero che sono TUTTI..., sicuramente lo è la maggior parte, ma c'è ancora qualche politico per bene, solo che non fa audience)...Nella mia Regione si ricandida alla carica di Governatore colui che ha lasciato nella stessa un buco di 10 miliardi di deficit nella sanità. Eppure migliaia di laziali lo rivoteranno, mentre protestano per il taglio dei posti letto, la chiusura degli ospedali, l'aumento del ticket...ieri sera, in una discoteca della mia zona, era "ospite" Nicole Minetti: ci sono persone che l'hanno ingaggiata, altre che hanno pubblicizzato l'evento, moltissime che hanno pagato per andare ad ammirare un siffatto esemplare di decadente immoralità. E allora, con chi vogliamo prendercela? Diceva Martin Luther King "Sii TU il cambiamento che vuoi vedere nella società"
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Messaggiodi Igor » 10/02/2013, 10:57

gemmasimona ha scritto:...purtroppo il non andare a votare non ci mette al riparo comunque...bisognerebbe essere elettori consapevoli, informarsi, analizzare, avere valori etici e scegliere di conseguenza (e non è vero che sono TUTTI..., sicuramente lo è la maggior parte, ma c'è ancora qualche politico per bene, solo che non fa audience)...Nella mia Regione si ricandida alla carica di Governatore colui che ha lasciato nella stessa un buco di 10 miliardi di deficit nella sanità. Eppure migliaia di laziali lo rivoteranno, mentre protestano per il taglio dei posti letto, la chiusura degli ospedali, l'aumento del ticket...ieri sera, in una discoteca della mia zona, era "ospite" Nicole Minetti: ci sono persone che l'hanno ingaggiata, altre che hanno pubblicizzato l'evento, moltissime che hanno pagato per andare ad ammirare un siffatto esemplare di decadente immoralità. E allora, con chi vogliamo prendercela? Diceva Martin Luther King "Sii TU il cambiamento che vuoi vedere nella società"


:quoto100:

Quoto al 100%, perché è proprio questo che rappresenta da troppo il nostro paese: la mancanza di volontà di partecipazione reale, il lavarsene le mani, tanto poi "ci penserà qualcun altro", il pensare poco al bene comune e tanto al proprio tornaconto, per non essere mai inferiori al vicino, e possedere il casone, il macchinone, il vestitino all'ultimo grido, ecc...

Balle!
Come diceva Monicelli, ci vorrebbe una bella botta, una bella rivoluzione, quella che non c'è mai stata davvero in Italia. Se no, come diceva sempre il grande maestro, che se ne vada in malora questo paese, che è quello che si merita.
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Messaggiodi gemmasimona » 10/02/2013, 14:51

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Igor ha scritto:
:quoto100:

Quoto al 100%, perché è proprio questo che rappresenta da troppo il nostro paese: la mancanza di volontà di partecipazione reale, il lavarsene le mani, tanto poi "ci penserà qualcun altro", il pensare poco al bene comune e tanto al proprio tornaconto, per non essere mai inferiori al vicino, e possedere il casone, il macchinone, il vestitino all'ultimo grido, ecc...

Balle!
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Messaggiodi Amalia » 10/02/2013, 16:10

Igor ha scritto:Ma poi,
mi spiegate qual è la ragione per cui la WT insegna che non bisogna votare?

Su quale versetto biblico si aggancia per giustificare una simile stupidaggine?

Io non credo proprio che un Gesù Cristo dei nostri giorni non si interesserebbe alla politica...

Grazie,


Non votano perchè loro hanno già votato una sola volta e gli basta: hanno scelto come loro Re e Governante Cristo che regna in modo invisibile dal 1914...
Inoltre credono che supportare un candidato equivalga a rendersi corresponsabili delle sue azioni future e complici di ciò che il governo votato farà (magari guerre o persecuzione degli stessi Testimoni).
Ed ancora tutti i Testimoni sono soggetti alle leggi di Cesare ma "non appartengono a questo mondo", e le cose del mondo non devono interessarli, men che mai la politica...

Saluto alla bandiera, voto e servizio civile
Saluto alla bandiera. Per i testimoni di Geova inchinar- si davanti a una bandiera o salutarla, in genere mentre viene suonatol’innonazionale,e` unattoreligiosoconilqualesiat- tribuisce salvezza non a Dio ma allo Stato o ai suoi capi. (Isaia 43:11; 1 Corinti 10:14; 1 Giovanni 5:21) Pensiamo ad esem- pio a Nabucodonosor, re dell’antica Babilonia. Per ostentare la sua maesta` e il suo fervore religioso, quel potente monar- ca eresse una grande immagine e ingiunse ai suoi sudditi di inchinarsi davanti a essa mentre veniva suonata della mu- sica, una sorta di inno. Tuttavia tre ebrei, Sadrac, Mesac e Abednego, rifiutarono di inchinarsi davanti all’immagine, ri- schiando persino la vita. — Daniele, capitolo 3.
In epoca moderna “il principale simbolo di fede e ogget- to di culto del nazionalismo e` la bandiera”, scrisse lo storico Carlton Hayes. “Gli uomini si tolgono il cappello al passaggio della bandiera, e in suo onore poeti compongono odi e ragaz- zi cantano inni”. Hayes aggiunse che il nazionalismo ha le sue “festivita` ”, come il 4 luglio negli Stati Uniti, nonche ́ i suoi “santi ed eroi” e i suoi “templi”, o sacrari. Durante una ceri- monia pubblica in Brasile il capo delle forze armate affermo` : “La bandiera viene adorata e venerata . . . come viene adora- ta la Patria”. “La bandiera, come la croce, e` sacra”, osservava l’Encyclopedia Americana.
In un’edizione piu` recente la stessa enciclopedia afferma che gli inni nazionali “sono espressioni ́ di patriottismo e spesso includono invocazioni a Dio perche guidi e protegga il popolo o i suoi governanti”. Pertanto non e` irragionevole da parte dei testimoni di Geova attribuire un carattere religioso alle cerimonie patriottiche in cui si saluta la bandiera e si in- tona l’inno nazionale. In effetti, commentando il rifiuto dei figli dei testimoni di Geova iscritti alle scuole statunitensi di rendereomaggioallabandieraogiurarefedelta` alloStato,un libro affermava: “Che questi riti quotidiani siano religiosi e` stato alla fine affermato dalla Corte Suprema in una serie di cause”. — The American Character.
Ovviamente, pur non partecipando a cerimonie che riten- gono antiscritturali, i servitori di Geova rispettano il diritto degli altri di farlo. Rispettano anche la bandiera come simbo- lo nazionale e `riconoscono i governi debitamente ` costituiti come “autorita superiori” che servono in qualita di “mi- nistro di Dio”. (Romani 13:1-4) I testimoni di Geova danno ascolto all’esortazione di pregare “riguardo a re e a tutti quel- li che sono altolocati”, ma lo fanno per poter continuare a “condurre una vita calma e quieta con piena santa devozione e serieta` ”. — 1 Timoteo 2:2.
Voto alle elezioni politiche. I veri cristiani rispettano il diritto altrui di votare. Non fanno campagne astensionisti- che, e cooperano con le autorita` che vengono elette. Tuttavia rimangono risolutamente neutrali negli affari poli- tici delle nazioni. (Matteo 22:21; 1 Pietro 3`:16) Ma cosa dovrebbe fare un cristiano in un paese in cui e obbligatorio andare a votare o in una situazione in cui c’e` forte ostilita` nei confronti di chi non lo fa? In tali circostanze, ricordan- do che Sadrac, Mesac e Abednego si recarono nella pianura di Dura, un cristiano la cui coscienza glielo permette potreb- be decidere di recarsi alle urne. Tuttavia stara` attento a non violar`elasuaneutralita`.Dovra` tenerepresentiiseguentisei princıpi:

1. I seguaci di Gesu` ‘non fanno parte del mondo’. — Gio- vanni 15:19.
2. I cristiani rappresentano Cristo e il suo Regno. — Gio- vanni 18:36; 2 Corinti 5:20.
3. Nella congregazione cristiana c’e` unita` di pensiero e i suoi componenti sono legati gli uni agli altri da un amore si- mile a quello di Cristo. — 1 Corinti 1:10; Colossesi 3:14.
4. Chi elegge un certo rappresentante condivide la respon- sabilita` di cio` che questi fara` . — Notate i princı` pi alla base delle parole riportate in 1 Samuele 8:5, 10-18 e 1 Timoteo 5:22.
5. Geova considero` il desiderio di Israele di avere un re umano come un segno che avevano rigettato Lui. — 1 Samuele 8:7.
6. I cristiani devono avere liberta` di parola quando parlano del Regno di Dio a persone di ogni convinzione politica. — Matteo 24:14; 28:19, 20; Ebrei 10:35.

Servizio civile. In alcuni paesi lo Stato esige che chi rifiu- ta di compiere il servizio militare svolga per un certo periodo qualche forma di servizio civile. Chi si trova in una simi- le circostanza dovrebbe pregare al riguardo, parlarne magari con un cristiano maturo e, dopo aver raccolto sufficienti in- formazioni, prendere una decisione guidata dalla coscienza. — Proverbi 2:1-5; Filippesi 4:5.
La Parola di Dio ci dice “di essere ubbidienti ai gover- ni e alle autorita` come governanti, di essere pronti per ogni opera buona, . . . di essere ragionevoli”. (Tito 3:1, 2) Tenendo presente questo potremmo chiederci: ‘Accettand`o di svolge- re questo servizio civile violerei la mia neutralita cristiana o sarei coinvolto nelle attivita` della falsa religione?’ (Michea 4: 3, 5; 2 Corinti 6:16, 17) ‘Questo servizio mi renderebbe dif- ficile o addirittura impossibile assolvere le mie responsabilita` cristiane?’ (Matteo 28:19, 20; Efesini 6:4; Ebrei 10:24, 25) ‘O`, viceversa, svolgendo questo servizio riuscirei a dedicare piu tempo alle attivita` spirituali, forse intraprendendo il ministero a tempo pieno?’ — Ebrei 6:11, 12.
Se un cristiano in coscienza si sente di svolgere il servizio civile anziche ́ andare in prigione, i compagni di fede dovreb- bero rispettare la sua decisione. (Romani 14:10) Se invece conclude di non poterlo svolgere, gli altri dovrebbero comun- que rispettare la sua presa di posizione. — 1 Corinti 10:29; 2 Corinti 1:24.

Da "Mantenetevi nell'amore di Dio" pagine 212-214

Ti consiglio di scaricarti il pdf completo del libro qui http://www.jw.org/it/pubblicazioni/libri/?start=24
è gratuito, ed è uno dei manuali di studio dei TdG (il secondo per chi studia, dopo "Cosa insegna realmente la Bibbia") dove potrai trovare molte risposte su quali sono le idee geoviste e le regole da rispettare nella vita da un TdG.
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Messaggiodi Quixote » 11/02/2013, 0:11

Igor ha scritto:
Tu chiedi allora «E del resto non sarebbe la prima volta che una legge votata a maggioranza, in una successiva legislatura venga ribaltata; per cui, chi aveva ragione? la maggioranza di ieri o quella dell’oggi, ieri minoritaria?». Io ti rispondo: nessuna delle due, o entrambe, avevano ragione. La ragione sta proprio nel fatto che ci sia stata la possibilità di cambiare idea e che quel cambio di idea possa essere stato reso effettivo grazie alla possibilità di poterlo esprimere democraticamente, quel mutamento di pensiero.


Hai idea che quanto hai scritto somiglia maledettamente alla cosidetta “luce progressiva" dei TdG?

Phoenix ha scrito:
Inoltre... il sostenere che un paese ha la classe politica che si merita mi pare ASSURDO.


Assurdo: sinonimo di ‘stonato’. Purtroppo è più frequente la stonatura al mondo dell’accordo: cantantini ne ho sentiti tanti. Cantanti veri… che? lo è Venditti? De Gregori? Pupo?? Dalla lo era, e per rimanere sui cantautori, De Andrè lo era: voce calda, baritonale, stupenda. Per il resto lasciamo perdere: magari bella la canzone, pietoso chi la interpreta. Quasi quasi meglio tornare a Claudio Villa, per chi ha orecchio, oltre che naso. Vorresti forse sostenere che noi siamo tutti “buoni”, ma chi ci governa è un cane? Be’, io ti risponderei semplicemente che un cane sei tu, che li hai votati. E purtroppo anch’io, perché ogni volta devo fare una scelta che mi ripugna, sapendo benissimo come andrà a finire. Ma con un punto fermo: non considero l’eletto peggiore dell’elettore.
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Messaggiodi phoenix74 » 11/02/2013, 0:28

Quixote ha scritto:. . .
Vorresti forse sostenere che noi siamo tutti “buoni”, ma chi ci governa è un cane? Be’, io ti risponderei semplicemente che un cane sei tu, che li hai votati. E purtroppo anch’io, perché ogni volta devo fare una scelta che mi ripugna, sapendo benissimo come andrà a finire. Ma con un punto fermo: non considero l’eletto peggiore dell’elettore.


Parlare di politica è sempre difficile... anche perchè ci sono tanti temi difficili.

Per principio non bollo nessuno (buono, cattivo...), fermo restando che dovrebbe essere il politico responsabile delle proprie azioni... voti, proposte di legge, cambio di partito... visto che è stato delegato dal popolo. Se non è responsabile, si dimette e si scelga un sostituto.
"Ci sono prigioni senza sbarre, ne guardiani. in cui Guide spirituali comandano. Possibile?
La realtà la percepisci dalle informazioni, comportamento ed emozioni derivano dalle relazioni dell'ambiente sociale.
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Messaggiodi Quixote » 11/02/2013, 1:14

phoenix74 ha scritto:Per principio non bollo nessuno (buono, cattivo...), fermo restando che dovrebbe essere il politico responsabile delle proprie azioni... voti, proposte di legge, cambio di partito... visto che è stato delegato dal popolo. Se non è responsabile, si dimette e si scelga un sostituto.

Hai ragione Phoenix caro. Ma ti rispondo con una battuta tratta da Gladiator, all’inizio, nella foresta, quando l’amico nemico di Maximus gli dice: sono proprio stupidi questi Germani a combattere una battaglia persa in partenza; più opportuno evitarlo. Al che Maximus risponde: «Io lo farei? Tu lo faresti?»
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Messaggiodi Igor » 11/02/2013, 1:46

Quixote ha scritto:Igor ha scritto:
Tu chiedi allora «E del resto non sarebbe la prima volta che una legge votata a maggioranza, in una successiva legislatura venga ribaltata; per cui, chi aveva ragione? la maggioranza di ieri o quella dell’oggi, ieri minoritaria?». Io ti rispondo: nessuna delle due, o entrambe, avevano ragione. La ragione sta proprio nel fatto che ci sia stata la possibilità di cambiare idea e che quel cambio di idea possa essere stato reso effettivo grazie alla possibilità di poterlo esprimere democraticamente, quel mutamento di pensiero.


Hai idea che quanto hai scritto somiglia maledettamente alla cosidetta “luce progressiva" dei TdG?



Ah sì?
E cosa sarebbe 'sta "luce progressiva"?
Beh, ad ogni modo non mi rende tanto sereno sapere che i miei ragionamenti "somiglino maledettamente" a qualcosa espresso dai TdG. Ma va bene, l'importante è dire ciò che si pensa. :timido:

Ciao,
Igor

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Messaggiodi Quixote » 11/02/2013, 2:04

Igor, amico, era una battuta, non un giudizio. Altrimenti non me la sarei sbrigata in due parole. Vorrei che ti fosse chiaro. Ciao. :sorriso: :strettamano: :santo:
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Messaggiodi Igor » 11/02/2013, 14:29

Caro Quixote, l'avevo capito; dai, non sono (ancora) così lesso... :lingua:

:ok: :strettamano: :ok:

Ciao,
Igor

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Messaggiodi phoenix74 » 12/02/2013, 19:45

Quixote ha scritto:
phoenix74 ha scritto:Per principio non bollo nessuno (buono, cattivo...), fermo restando che dovrebbe essere il politico responsabile delle proprie azioni... voti, proposte di legge, cambio di partito... visto che è stato delegato dal popolo. Se non è responsabile, si dimette e si scelga un sostituto.

Hai ragione Phoenix caro. Ma ti rispondo con una battuta tratta da Gladiator, all’inizio, nella foresta, quando l’amico nemico di Maximus gli dice: sono proprio stupidi questi Germani a combattere una battaglia persa in partenza; più opportuno evitarlo. Al che Maximus risponde: «Io lo farei? Tu lo faresti?»


Per principio evito di parlare di politica (prima ho citato principi generali) anche perchè in Italia la situazione è confusa e frammentata, e si presta facilmente a strumentalizzazioni o generalizzazioni.

Più che massime o citazioni penso che ci vorrebbe buon senso e senso civico da parte dei politici (tutti) per risollevare il Paese... a volte sembra di assistere ad un cabaret piuttosto che a confronti politici seri e degni di un paese moderno.

Leggo spesso siti di giornali esteri e per quanto problemi, crisi e difetti non manchino all'estero, la differenza si vede... a partire dalla serietà per arrivare ai risultati concreti; provate a leggere i commenti dei connazionali emigrati all'estero :blu: .
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