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Lo scopo di questo forum è quello di analizzare in chiave critica la dottrina e l'organizzazione dei Testimoni di Geova

I Testimoni di Geova e la speranza terrena della Grande Folla

In questo spazio si discute di argomenti di vario genere relativi ai Testimoni di Geova e che non sono inclusi nelle altre sezioni

Moderatore: Cogitabonda

I Testimoni di Geova e la speranza terrena della Grande Folla

Messaggiodi Roberto » 23/03/2013, 16:37

Secondo gli insegnamenti dei Testimoni di Geova, e contrariamente a quanto afferma l’apostolo Paolo in Efesini 4:4 che esiste “un’unica speranza”, Dio avrebbe offerto ad un ristretto e limitato numero reale di 144'000 persone una “speranza celeste”, mentre per il resto della stragrande maggioranza dei fedeli, identificati con il termine di “grande folla”, una “speranza terrestre”.


Basano la loro credenza sul capitolo 7 di Rivelazione o Apocalisse, che vede, da una parte, ai versetti 3 a 8, 12'000 eletti da ciascuna delle dodici tribù di Israele identificati come “schiavi del nostro Dio” che devono essere suggellati sulla terra e, ai versetti 9 e 10, una “grande folla” che sta dinanzi al trono e dinnanzi all’Agnello – vedi in calce la citazione dalla Bibbia.


Dall’esame dei versetti qui citati, è vero il contrario: da una parte i 144'000 si trovano … sulla terra mentre sono suggellati e, dall’altra, una grande folla che si trova … in cielo, dove si trova presumibilmente il trono di Dio!


A conferma del fatto che la “grande folla” si trova in cielo e non sulla terra, è sufficiente leggere la seguente scrittura:


(Rivelazione 19:1) ...Dopo queste cose udii ciò che era come l’alta voce di una grande folla nel cielo. Dicevano: “Lodate Iah! La salvezza e la gloria e la potenza appartengono al nostro Dio...


Per evitare che si faccia il ravvicinamento tra la “grande folla” di Rivelazione 7:9 e quella di Rivelazione 19:1, la Traduzione del Nuovo Mondo, edita dai Testimoni di Geova, aggiunge un esponente [M] dopo l’espressione “grande folla nel cielo” che riporta alla scrittura di Daniele 7:10 dove, non si parla di “grande folla” ma, riferendosi agli angeli, di “mille migliaia che lo servivano”, distogliendo così l’attenzione dell’ignaro lettore dal termine qui usato “grande folla” e concentrandolo sull'opinabile applicazione di “angeli”.



In questa scrittura di Rivelazione 19:1, la “grande folla” è intenta a promuovere la lode a Jah, e a lodarlo essa stessa, gridando “la salvezza e la gloria appartengono al nostro Dio”. Similmente, la solita “grande folla”, questa volta quella prediletta dai Testimoni di Geova come erede della speranza terrena, dice esattamente la stessa cosa in Rivelazione 7:10 “E continuano a gridare ad alta voce, dicendo: “La salvezza la dobbiamo al nostro Dio” e, per di più, lo fanno “davanti a Dio che siede sul trono”, davanti al quale essi sono in piedi, ossia in cielo!


Indipendentemente dalla credenza se ci sia o meno una speranza terrena, in nessun modo, come abbiamo visto, la scrittura di Rivelazione 7:9 può essere usata per provare tale credenza!


Riferimenti scritturali:

(Rivelazione 7:3) ...“Non danneggiate la terra né il mare né gli alberi, finché non abbiamo suggellato gli schiavi del nostro Dio sulle loro fronti”...
(Rivelazione 7:4) ...E udii il numero di quelli che erano suggellati, centoquarantaquattromila...
(Rivelazione 7:9) 9 Dopo queste cose vidi, ed ecco, una grande folla, che nessun uomo poteva numerare, di ogni nazione e tribù e popolo e lingua, che stavano in piedi dinanzi al trono e dinanzi all’Agnello, vestiti di lunghe vesti bianche...
(Rivelazione 19:1) ...Dopo queste cose udii ciò che era come l’alta voce di una grande folla nel cielo. Dicevano: “Lodate Iah! La salvezza e la gloria e la potenza appartengono al nostro Dio...
(Rivelazione 7:10) 10 E continuano a gridare ad alta voce, dicendo: “La salvezza la dobbiamo al nostro Dio, che siede sul trono, e all’Agnello”.
(Daniele 7:10) ...C’erano mille migliaia che lo servivano, e diecimila volte diecimila stavano in piedi proprio davanti a lui....
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Per corroborare...

Messaggiodi virtesto » 23/03/2013, 18:37

...quanto hai detto c'è da notare che questa Grande Folla ha :"Le vesti bianche"; cosa significa? Nel loro libro :" Rivelazione, il suo glorioso culmine ecc." , commentando Riv.6/11 - 19/14 - 4/4 ove si parla di persone/visioni tutti vestiti di bianco dicono chiaramente che siamo in presenza di Unti. Bianco è purezza ovviamente. Ma se vai a pag.126 ove commentano appunto le vesti bianche di Riv.7/14 non dicono assolutamente niente del fattop che la Grande Folla era vestita di bianco.

Poi Riv.7.15 dice che la Grande Folla presta servizio nel santuario; ma quale santuario? Il loro 'Ausiliario...' a pag 1133 dice:" ..siamo in presenza del Santuario Celeste, il luogo in cui Dio dimora nei cieli dal quale Giovanni vide uscire degli Angeli (Riv, 11/15.19 - 14/15,17 - 15/5.6 ) Prestarev servizio lì è il massimo dei privilegi. Svolgono una funzione sacerdotale e il loro 'Ausiliario' a pag 1104 dice:
" Il verbo greco 'iatrevo' viene usato a proposito del sacro servizio a Dio...nelle Scritture greche il sostantivo 'Iatreian' è usato unicamente a proposito del servizio reso a Dio...il privilegio di rendere sacro servizio quali figli di Dio generati dallo spirito e menmbri del 'regal sacerdozio' spetta...""" ( Indovina un po' a chi....) . Naturalmente non citano mai Riv.7.15 ove in greco c'è "Iatreyosin" che vuol dirre appunto 'fare servizio'

Poi si noti il privilegio di fare servizio nel santuario di Dio "Giorno e notte"; il contatto con Dio continuo!!! mentre nel tempio terreno il sacerdote entrava nel Santissimo una volta l'anno. Poi anche Riv. 7/14,15 ove si dice che Grande folla:"..Ha lavato le lunghe vesti nel sangue dell'agnello" fuor di metafora hanno usufruito in pieno del sacrificio di Cristo come dice anche in Timoteo. Quelli sono Unti!!!!!!! Nel cap.7 di Rivelazione non si parla di privilegi per i 144.000.
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Messaggiodi Ray » 23/03/2013, 19:12

Il fatto che l'autore si presenti con il nome di Giovanni (senza, tuttavia, identificarsi esplicitamente con l'evangelista) non fornisce una prova certa della sua identità. Un espediente letterario, infatti, caratteristico del genere letterario apocalittico è proprio la pseudoepigrafia; il fatto, cioè, che l'autore celi il proprio nome dietro quello di un personaggio del passato (anche molto remoto come Enoch) con il quale l'autore si dichiara così in sintonia. Lo stesso meccanismo è avvenuto con il re Salomone ad opera di tre libri della Bibbia (Cantico dei Cantici, Qoelet, Sapienza). Fra il II secolo a.C. e il IV d.C. furono redatte una trentina di opere apocalittiche attribuite ad esempio a profeti deceduti da secoli come Isaia o Baruc. Verso il 120-130 fu redatta anche un'apocalisse con il nome di Pietro, benché l'apostolo fosse morto da oltre mezzo secolo

http://it.wikipedia.org/wiki/Apocalisse_di_Giovanni

L'Apocalisse di Giovanni, comunemente conosciuta come Apocalisse o Rivelazione o Libro della Rivelazione (da ἀποκάλυψις, apokálypsis, termine greco che significa "rivelazione"), è l'ultimo libro del Nuovo Testamento ed è la sola apocalisse presente nel canone della Bibbia, di cui costituisce uno dei testi più controversi e difficili da interpretare.

In pratica prove non certe su altre prove non certe,"dopo 70 anni dalla morte di Gesù",questo autore scrive di una rivelazione.........e ancora oggi ci sono controversie, e difficili interpretazioni.....e questo dovrebbe secondo loro, essere la dottrina della grande folla ? :fronte: :fronte:
Ray

Le falsificazioni e le varianti involontarie si accumulano man mano che un testo è ricopiato attraverso i secoli. Ogni scriba riproduce gli errori degli scribi precedenti e ne aggiunge di propri. Non possediamo alcun originale dei libri del nuovo testamento, ma neppure copie eseguite direttamente sugli originali, né copie di copie...Bart D. Ehrman
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