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Lo scopo di questo forum è quello di analizzare in chiave critica la dottrina e l'organizzazione dei Testimoni di Geova

Considerazioni personali sull'apostolo Paolo

In questo spazio si discute di argomenti di vario genere relativi ai Testimoni di Geova e che non sono inclusi nelle altre sezioni

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Considerazioni personali sull'apostolo Paolo

Messaggiodi deep-blue-sea » 01/10/2009, 23:04

L’apostolo Paolo, mi dà un po…tanto sui nervi ! Secondo me è abbastanza rigido e estremista. È entrato in scena dopo il Cristo e ha scritto tante lettere a diversi credenti. Lettere che contengono innnumerevoli consigli sul condurre una vita cristiana, ma aggiunge tanti di quei cavilli e dettagli dei quali Gesù non ne aveva parlato ! Gesù disse solo vi do 2 comandamenti : Amare Dio con tutt…….e amare il prossimo STOP !
Paolo da bravo fariseo ha portato con se il bagaglio farisaico nel cristianesimo fatto di piccoli dettagli, aggiunte, barriere, condanne, messa in causa delle diverse posizioni, tra le quali quello della sottomissione della donna, dello sposarsi solo nel Signore, dello sposarsi si o no, a quale età, o secondo le regole da lui stabilite.

Cosa dire : ha più ragione lui che Gesù, visto che é venuto dopo il Cristo ? Il cristiano aveva bisogno dei cavilli aggiuntivi di Paolo sennò non sarebbe stato un buon seguace del Cristo, o doveva anche essere seguace di Paolo = paulista ?

Se allora il metro per giudicare chi ha più ragione é quello di scegliere l’ultimo ad essersi pronunciato, che si fà allora ? Si dovrebbe seguire i comandi di Maometto che si è presentato se non erro, 600 anni dopo ? :triste:
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Messaggiodi Gabriella Prosperi » 02/10/2009, 5:03

deep-blue-sea ha scritto:L’apostolo Paolo, mi dà un po…tanto sui nervi ! Secondo me è abbastanza rigido e estremista. È entrato in scena dopo il Cristo e ha scritto tante lettere a diversi credenti. Lettere che contengono innnumerevoli consigli sul condurre una vita cristiana, ma aggiunge tanti di quei cavilli e dettagli dei quali Gesù non ne aveva parlato ! Gesù disse solo vi do 2 comandamenti : Amare Dio con tutt…….e amare il prossimo STOP !
Paolo da bravo fariseo ha portato con se il bagaglio farisaico nel cristianesimo fatto di piccoli dettagli, aggiunte, barriere, condanne, messa in causa delle diverse posizioni, tra le quali quello della sottomissione della donna, dello sposarsi solo nel Signore, dello sposarsi si o no, a quale età, o secondo le regole da lui stabilite.

Cosa dire : ha più ragione lui che Gesù, visto che é venuto dopo il Cristo ? Il cristiano aveva bisogno dei cavilli aggiuntivi di Paolo sennò non sarebbe stato un buon seguace del Cristo, o doveva anche essere seguace di Paolo = paulista ?

Se allora il metro per giudicare chi ha più ragione é quello di scegliere l’ultimo ad essersi pronunciato, che si fà allora ? Si dovrebbe seguire i comandi di Maometto che si è presentato se non erro, 600 anni dopo ? :triste:

L'opera di evangelizzazione di Paolo è stata immensa.
Indubbiamente era uomo di grende forza e carisma: diplomatico con i poteni ed inflessibile con sè stesso e con la Chiesa nascente.
Tante erano le convinzioni morali che doveva modificare, per questo credo, oggi ci appare così puntiglioso.
Il Cristo aveva dato il Messaggio, ma lui si doveva sforzare affinchè venisse applicato senza sbandamenti o sbavature.
Certo, aveva i suoi convincimenti, ad esempio, una certa misoginia non la si può negare.
Ma era figlio del suo tempo.
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Messaggiodi jwscientist » 02/10/2009, 5:57

Ma era figlio del suo tempo.



Era figlio si un figlio ......................
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Messaggiodi Aquarivs » 02/10/2009, 6:18

Paolo ha completamente stravolto il pensiero di Cristo. L'ho ha esteso a suo piacimento. Per questo credo che i cristiani avrebbero dovuto chiamarsi Paolini..
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Una visione manicheistica del cristianesimo

Messaggiodi agabo » 02/10/2009, 6:21

Cara deep-blue-sea, penso tu abbia una concezione manicheistica del cristianesimo: Paolo contro Cristo ecc... La religione cristiana è una religione RIVELATA, almeno per i credenti; non c'è difformità o rivalità tra i vari scrittori dei libri del Nuovo Testamento perchè tutto è rivelato da Dio attraverso lo Spirito Santo.
Comunque, se leggi bene anche soltanto i Vangeli, sono molte le norme morali (e non solo quelle!) che Cristo ha dato. Che tali e tante norme possano essere sintetizzate nei due comandamenti dell'amore, che tu hai ricordato, questo non le annulla; sintetizzare non significa annullare.

Gli apostoli che hanno scritto dopo la morte e risurrezione di Cristo, specie Paolo che ha iniziato a scrivere ancor prima dei 'vangelisti', hanno scritto soprattutto perchè nella chiesa nascente, fatta di esseri umani con i loro difetti, iniziavano a sorgere i primi piccoli e grandi problemi ... problemi che gli apostoli, Paolo compreso, hanno cercato di affrontare con le loro visite alle chiese e le loro lettere. Alcune di queste lettere sono giunte fino a noi e ci aiutano a comprendere com'era fatta la chiesa di quei tempi, ma ci aiutano a comprendere anche come è fatto il cristianesimo, quello al quale diciamo di appartenere.

Complicato? Forse sì, ma è perché l'uomo è complicato, i suoi rapporti con i suoi simili e col mondo sono complessi.

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Messaggiodi jwscientist » 02/10/2009, 6:42

Paolo ha completamente stravolto il pensiero di Cristo. L'ho ha esteso a suo piacimento. Per questo credo che i cristiani avrebbero dovuto chiamarsi Paolini..



Infati viene chiamata revisione Paolina
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Messaggiodi polymetis » 02/10/2009, 9:40

Paolo è stata una personalità grande ed impetuosa, la sua personalità è complessa quasi quanto quella di Cristo, sarebbe meglio cercare di capirlo prima di dare giudizi così trancianti. La morale di Paolo sulle donne e sul matrimonio era immensamente più evoluta delle altre morali pagane a lui coeve, e comunque Paolo non è la Chiesa. Oggi come allora è la Chiesa che intepreta Paolo e ci dice come vada preso affinché le anime possano trarne profitto.
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Alla base delle scelte fondamentali del Nolano - a Londra come a Roma -, c'era il convincimento di appartenere alla "casa" dei filosofi, e che ad essa bisogna essere sempre fedeli, anche nei rapporti con i potenti della Chiesa e dello Stato, perché la casa della filosofia è la casa della verità: in un modo intelligente e anche astuto, certo, ma sempre fedeli. (Michele Ciliberto)
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Messaggiodi araldo73 » 02/10/2009, 11:49

jwscientist ha scritto:
Ma era figlio del suo tempo.



Era figlio si un figlio ......................


??????? :boh:
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Messaggiodi Alba » 02/10/2009, 15:42

In effetti il nostro caro Paolo ne ha lasciate di parole scritte e non so quante siano da interpretare quali ispirate....
Purtroppo il Signore Nostro Gesù Cristo non ha scritto nulla di suo pugno! Ci rimane la Sua storia raccontata che ci dice che Lui pensava a farsi pane per l'altro, a donarsi per l'altro, a morire per l'Uomo, dandone esempio e dicendo fate questo in memoria di me, dicendo di essere il compimento, l'Alfa e l'Omega, la Via, la Verità e la Vita. Forse qualcosa di più di quache regola da seguire. :test:
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Messaggiodi Cicciobello » 02/10/2009, 16:06

deep-blue-sea ha scritto:L’apostolo Paolo, mi dà un po…tanto sui nervi ! Secondo me è abbastanza rigido e estremista. È entrato in scena dopo il Cristo e ha scritto tante lettere a diversi credenti. Lettere che contengono innnumerevoli consigli sul condurre una vita cristiana, ma aggiunge tanti di quei cavilli e dettagli dei quali Gesù non ne aveva parlato ! Gesù disse solo vi do 2 comandamenti : Amare Dio con tutt…….e amare il prossimo STOP !
Paolo da bravo fariseo ha portato con se il bagaglio farisaico nel cristianesimo fatto di piccoli dettagli, aggiunte, barriere, condanne, messa in causa delle diverse posizioni, tra le quali quello della sottomissione della donna, dello sposarsi solo nel Signore, dello sposarsi si o no, a quale età, o secondo le regole da lui stabilite.

Cosa dire : ha più ragione lui che Gesù, visto che é venuto dopo il Cristo ? Il cristiano aveva bisogno dei cavilli aggiuntivi di Paolo sennò non sarebbe stato un buon seguace del Cristo, o doveva anche essere seguace di Paolo = paulista ?

Se allora il metro per giudicare chi ha più ragione é quello di scegliere l’ultimo ad essersi pronunciato, che si fà allora ? Si dovrebbe seguire i comandi di Maometto che si è presentato se non erro, 600 anni dopo ? :triste:

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cara claudia sono quasi d'accordo con te.
perchè se leggiamo i scritti di paolo dopo la lettera ai galati, cambia atteggiamento verso le congregazioni.
da quel momento stabilisce delle regole di comportamento, cosa che il cristo fa ma inmodo molto dolce.
invece paolo lo fa con autorità. ed è questo che mia fatto riflettere ultimamente, perchè questo cambiamento?
con quale autorita stabilisce regole,( come i farisei) verso i servitori di DIO???
sto cercando di capire tutto questo, tramite la bibbia e ricerche. :saggio: :saggio: :ciao: :ciao: salvatore
Cicciobello
 

Messaggiodi Francesco Franco Coladarci » 02/10/2009, 18:52

In merito all’apostolo Paolo c’è da ricordare che egli fu scelto da Cristo, quindi il suo apostolato è dato da Gesù stesso.

Cristo racchiuse nei due comandamenti, di amare Dio ed il prossimo l’essenza del cristianesimo, ma in seno alla Chiesa nascente confluirono persone di diversa cultura e provenienza, religiosamente parlando molti convertiti al cristianesimo manifestarono in seguito pensieri propri, in netto contrasto con gli insegnamenti apostolici, bastavano forse quei due “nuovi” comandamenti a risolvere le difficoltà nascenti in seno alla comunità cristiana?.

L’apostolo Paolo è stato un uomo vigoroso, leale alla missione datagli dal Cristo, ha elogiato quando c’era da elogiare, ha rimproverato quando c’era da farlo, il suo obbiettivo era di seguire il modello di Cristo, di mantenere la Chiesa nascente incontaminata da pensieri e insegnamenti puramente umani, e tale condotta dovevano avere tutti coloro che si definivano cristiani, ecco allora che le sue lettere ci aiutano a percorrere quella strada”stretta”, ma che porta all’essere seguaci di Cristo, a mettere il nostro piede sull’orma da Lui lasciata.

Le lettere di S. Paolo sono lettere di incoraggiamento all’unità cristiana, all’amore per gli insegnamenti del Cristo e all’amore fraterno, e questo in una misura maggiore di chi aveva responsabilità di “custodire il gregge”, era l’apostolo Paolo un “duro”?, no, egli era una persona che amava in grande misura i suoi fratelli, e questo suo amore lo mostra anche a noi tramite le sue lettere.

Prima di “partire” esorta i suoi fratelli con questo accorato appello.
“25 Ecco, ora so che non vedrete più il mio volto, voi tutti tra i quali sono passato annunziando il regno di Dio. 26 Per questo dichiaro solennemente oggi davanti a voi che io sono senza colpa riguardo a coloro che si perdessero, 27 perché non mi sono sottratto al compito di annunziarvi tutta la volontà di Dio. 28 Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha posti come vescovi a pascere la Chiesa di Dio, che egli si è acquistata con il suo sangue. 29 Io so che dopo la mia partenza entreranno fra voi lupi rapaci, che non risparmieranno il gregge; 30 perfino di mezzo a voi sorgeranno alcuni a insegnare dottrine perverse per attirare discepoli dietro di sé. 31 Per questo vigilate, ricordando che per tre anni, notte e giorno, io non ho cessato di esortare fra le lacrime ciascuno di voi.”
Atti 20; 25-31

Ed effettivamente molti lupi tentarono di contaminare la Chiesa nei primi secoli del cristianesimo, per questo motivo le lettere Paoline sono tuttora a protezione della fede cristiana dai falsi “profeti”.

Franco
“Al di sopra del Papa, come espressione della pretesa vincolante dell’autorità ecclesiastica, resta comunque la coscienza di ciascuno, che deve essere obbedita prima di ogni altra cosa, se necessario anche contro le richieste dell’autorità ecclesiastica.”
(Cardinal Joseph Ratzinger )

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Messaggiodi Sal80 » 02/10/2009, 19:57

Francoladarci: Cristo racchiuse nei due comandamenti, di amare Dio ed il prossimo l’essenza del cristianesimo, ma in seno alla Chiesa nascente confluirono persone di diversa cultura e provenienza, religiosamente parlando molti convertiti al cristianesimo manifestarono in seguito pensieri propri, in netto contrasto con gli insegnamenti apostolici, bastavano forse quei due “nuovi” comandamenti a risolvere le difficoltà nascenti in seno alla comunità cristiana?.


Sono d`accordo con te su questo punto.
Quindi si potrebbe categoricamente dire che Cristo è l`esempio da seguire come singolo cristiano ed invece Paolo l`esempio come collettività? Una religione consiste anche di un insieme di persone che pensano, dottrinalmente parlando, allo stesso modo. Cristo ci dà una mentalità aperta invece Paolo ci fa rinunciare a delle cose legittime (es. libertà dalla schiavitù) pur di mantenere l`unità della chiesa. Paolo seguì l`insegnamento di Gesù, ma anche lui faceva errori, quindi perchè concentrarci nelle cose negative? Isoliamo tutte le cose belle che ha detto. Le "interpretazioni" di Paolo saranno stati sicuramente utili a quel tempo.
Ci sono due errori che si possono fare lungo la via verso la verità...non andare fino in fondo, e non iniziare.
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Messaggiodi Mario70 » 02/10/2009, 20:07

Paolo... non è mai stato simpatico neanche a me, come descriverlo... vediamo un pò, misogeno? omofobico? presuntuoso?
Non so che cosa nostro Signore ci abbia trovato di tanto speciale, avrà avuto i suoi buoni motivi, come era la storia delle righe storte sulle quali Dio scrive diritto?
Certo è che se Paolo si fosse risparmiato certe uscite... sarebbe stato meglio, lo so che i fondamentalisti o i dententori della verità si scandalizzano davanti a queste affermazioni, ma ringraziando Dio non devo certo rendere conto a loro, è quello che penso punto.

ciao
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Messaggiodi amico0405 » 02/10/2009, 21:47

Galati 5:14 poiché tutta la legge è adempiuta in quest'unica parola: «Ama il tuo prossimo come te stesso».
L'postolo Paolo ,pari a tutti gli altri apostoli,è stato scelto dal Signore Gesù. Questo lo pone a riparo dalle nostre simpatie o antipadie, (anzi ,per inciso,non lo vedo molto rispettoso un certo linguaggio quasi di "scherno" verso questo servo che ha data la vita per Cristo), figlio di .....????
Le Epistole , a differenza dell'evangelo, sono state scritte per corregere degli errori sorti davant e sotto gli occhi di testimoni oculari ,che erano gli apostli.
Cristo ha detto e corretto molte cose senza scendere ,a volte nei particolari,pechè Sapeva che se l'uomo avesse vissuto secondo galati 5:14 non ci sarebbe stato bisogno di correrzioni.Pensate voi che Paolo avrebbe detto di non essere violento a chi vive galati5:14? O di non essere avaro?O di amare la moglie (o il marito)? Ogni regola che lui consigliava era una mancanza d'amore in quella linea! Nessuno come lui a insistito tanto sulla grazia di DIO!TUTTI l'hanno fatto, ma lui di più!
Perchè lui cosciente di quel che era ha TUONATO "

Efesini 2:8 Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio.
Quando il credente ,per grazia e non per merito, vivra la legge dell'amore,non solo Paolo non gli dirà piu niente,ma ,dico di piu,neanche il Signore non gli "citerà " neanche i dieci comandamenti,i quali sono "passati" per l'uomo che fa vivere Gesù dentro di lui ,perchè non sarà piu lui ad amare ma Gesù in lui!
Questo è la somma del ministerio di Paolo!


Ebrei 10:16 «Questo è il patto che farò con loro
dopo quei giorni, dice il Signore,
metterò le mie leggi nei loro cuori
e le scriverò nelle loro menti»,

Paolo ha lavorato ,e il suo ministerio, lavora per questo;preparare il cuore di ogni credente sincero a farsi scrivere "quelle leggi"

Un saluto sincero a tutti.
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Messaggiodi Gabriella Prosperi » 03/10/2009, 9:29

Mario70 ha scritto:Paolo... non è mai stato simpatico neanche a me, come descriverlo... vediamo un pò, misogeno? omofobico? presuntuoso?
Non so che cosa nostro Signore ci abbia trovato di tanto speciale, avrà avuto i suoi buoni motivi, come era la storia delle righe storte sulle quali Dio scrive diritto?
Certo è che se Paolo si fosse risparmiato certe uscite... sarebbe stato meglio, lo so che i fondamentalisti o i dententori della verità si scandalizzano davanti a queste affermazioni, ma ringraziando Dio non devo certo rendere conto a loro, è quello che penso punto.

ciao

Bhe, se lo leggo solo come donna----non sta simpatico neppure a me.
Ma proviamo a pensare al contesto storico-religioso e alla missione di Paolo.
Roma dominava il mondo comosciuto, assorbiva i costumi dei popoli dominati e li modificava per governare.
La maggioranza delle popolazioni erano pagane.
In quel contesto, una religione appena nata, doveva, passami il termine "sgomitare" non tanto per espandersi, quanto per sopravvivere.
C'era bisogno della forza e del carisma di Paolo, pur con i suoi limiti umani.
Non dimentichiamo che, per chi ha fede, paragonare Paolo al Cristo è quantomeno azzardato.
Diciamo che Cristo ha lasciato il seme e che Paolo è il seminatore.
Semza nulla togliere agli altri Apostoli.
Era, intanto, l'unico ad avere la cultura necessaria per muoversi disinvoltamente nei diversi ambienti culturali dell'epoca ed era avvantaggiato nell'essere cittadino romano.
Un uomo con una missione così problematica non poteva essere (nè permettersi di essere) nè mite nè umile (non inteso in senso sentimental- pseudo-cristiano)
Lette con una mentalità attuale, certe sue prese di posizione appaiono eccessive, ma a ben guardare, nessun organizzatore può permettersi di andare per il sottile.
Si deve estrapolare il Messaggio dal contesto, non come suggerisce la WTS, o non se ne viene fuori.
Gabriella
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Messaggiodi Aquarivs » 03/10/2009, 12:48

In merito all’apostolo Paolo c’è da ricordare che egli fu scelto da Cristo, quindi il suo apostolato è dato da Gesù stesso.


Questa dichiarazione è opinabile. Non abbiamo prove esterne al fatto che egli fosse stato chiamato da Cristo in persona, nè che egli fosse stato chiamato proprio. Ci sono mille possibilità al fatto che potesse non essere Gesù a chiamare a sè Paolo e molte concordanze col pensiero di Cristo che fanno suggerire che la scelta di Paolo non rientrasse nell'entità di Gesù e del suo Piano.
Egli scelse i suoi 12 apostoli prima di morire per affidare loro l'opera. Se aveva bisogno di altri schiavetti dalle suole consumate l'avrebbe fatto lui stesso. Egli chiese l'aiuto del padre per fare una scelta ponderata. Credete forse che mentre se ne saliva in cielo pensasse: "Ops mi sono scordato di chiamare quel futuro assassino dei miei apostoli del cuore!" ?
In 33 anni di tempo non egli fece quel che doveva fare. Gli altri dovevano essere convertiti dai suoi seguaci!
Ma ammettiamo che Gesù abbia visto Paolo perseguitare a destra e a manca e abbia pensato: "Ma, uno così bravo quasi quasi lo faccio passare dalla mia parte!".
Intanto non è mai stata la tipologia del Cristo nè di Dio quella di una conversione forzata. Per non parlare di dio che aveva più volte dichiarato che chi attaccava il proprio popolo avrebbe fatto una brutta fine. Ma ammettiamo che Paolo aveva il jolly per uscire di prigione, come è possibile che tutti gli incarichi più importanti, i più difficili, le lettere più numerose le abbia affidate a lui????? Dopo che i 12 apostoli si erano fatti i piedi come due cucuzze per seguire la sua volontà! Dopo che aveva affidato a Giovanni la rivelazione e a pietro le chiavi della sua villa in Toscana.. con quale criterio scelse un persecutore, assassino e FARISEO per compiere i più gravosi incarichi??? Il criterio è Mosè servì Dio per decenni e per una parolina fu punito e gli fu tolta la cosa che desiderava di più. Ma Paolo, assassino e fariseo viene ricompensato con una missione quasi più grande di quella del Cristo??? Uhm...
Aquarivs
 

Messaggiodi Gabriella Prosperi » 03/10/2009, 14:16

Aquarivs ha scritto: Ma Paolo, assassino e fariseo viene ricompensato con una missione quasi più grande di quella del Cristo??? Uhm...

Pensa un pò, invece per me è qui che si rivela la potenza di Dio.
Gabriella
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Messaggiodi Roberto » 04/10/2009, 12:26

A coloro per i quali non esiste nessuna religione rivelata, ma che esaminano il fenomeno “cristianesimo”, come esaminerebbero il fenomeno “islamismo” o perfino un fenomeno politico, si ritrovano davanti il solito modello di “fondatore” dell’ideologia che finisce per vedere la stessa “ritoccata” da coloro che in seguito dicono di essere i suoi seguaci. Questo accade non solo in ambito religioso, ma anche politico; vedi Karl Marx.

È dunque un modello “umano”, non necessariamente un evidenza della saggezza “divina”.
Così va la vita, purtroppo.

I “credenti”non possono essere che “di parte”, altrimenti non sarebbero “credenti”, indipendentemente dalla religione o dall’ideologia politica a cui appartengono.

Perciò, limitandomi a QUESTO solo argomento, esattamente come fanno i Testimoni di Geova, che condanno, così si fa in qualsiasi altra religione; non importa quanto può essere negativo il giudizio di un “non credente”, con argomenti alla prova, qualsiasi evento, osservazione, ingiustizia, sarà facilmente razionalizzata dal “credente” a causa della famosa “dissonanza cognitiva”, come “corretto”, “giusto”, “sublime”, “dimostrazione di amore”, “dimostrazione di potenza” e via dicendo, considerando “l’altro”, come “non credente” o “infedele” (definizione sovente usata dagli islamici fondamentalisti), “apostata” e simili, anche se appartenente ad un altro “credo”.

Perciò penso che, ma è solo una mia personale opinione, se non si depone ogni precedente pregiudizio secondo il quale le cose non possono essere che come noi le abbiamo conosciute o vissute, come per esempio l’interpretazione di un libro “sacro”, come lo hanno fatto molti Testimoni che hanno dovuto farsi violenza per abbandonare il loro precedente credo, o come la scelta o meno di un libro considerato sacro come “rivelato”, sarà difficile guardare alle nostre proprie credenze senza essere “di parte”.

Per tale ragione, quando due persone “di parte”, ma opposta, si confrontano, sarà difficile che arrivino ad accordarsi su tutte le posizioni che riguardano un dato soggetto.
Sarà probabilmente verace il detto attribuito all’economista Stuard Chase “Per il credente, nessuna prova è necessaria. Per coloro che non credono, nessuna prova è possibile”

Su questo soggetto, penso, non ci resta che essere tolleranti sia che siamo “credenti cristiani” o non, altrimenti vedremo un folto gruppo di “credenti”, “folto” a causa della natura del forum, sostenersi l’un altro e un altro gruppo forse non così folto, sempre a causa della natura del forum e con idee differenti, fare altrettanto.

Tutto ciò non impedisce che si possa avere degli eccellenti rapporti tra individui di entrambi i gruppi che grazie a questi confronti arricchiscono la propria conoscenza e allargano i loro orizzonti.
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Messaggiodi Gabriella Prosperi » 04/10/2009, 12:39

Roberto ha scritto:A coloro per i quali non esiste nessuna religione rivelata, ma che esaminano il fenomeno “cristianesimo”, come esaminerebbero il fenomeno “islamismo” o perfino un fenomeno politico, si ritrovano davanti il solito modello di “fondatore” dell’ideologia che finisce per vedere la stessa “ritoccata” da coloro che in seguito dicono di essere i suoi seguaci. Questo accade non solo in ambito religioso, ma anche politico; vedi Karl Marx.

È dunque un modello “umano”, non necessariamente un evidenza della saggezza “divina”.
Così va la vita, purtroppo.

I “credenti”non possono essere che “di parte”, altrimenti non sarebbero “credenti”, indipendentemente dalla religione o dall’ideologia politica a cui appartengono.

Perciò, limitandomi a QUESTO solo argomento, esattamente come fanno i Testimoni di Geova, che condanno, così si fa in qualsiasi altra religione; non importa quanto può essere negativo il giudizio di un “non credente”, con argomenti alla prova, qualsiasi evento, osservazione, ingiustizia, sarà facilmente razionalizzata dal “credente” a causa della famosa “dissonanza cognitiva”, come “corretto”, “giusto”, “sublime”, “dimostrazione di amore”, “dimostrazione di potenza” e via dicendo, considerando “l’altro”, come “non credente” o “infedele” (definizione sovente usata dagli islamici fondamentalisti), “apostata” e simili, anche se appartenente ad un altro “credo”.

Perciò penso che, ma è solo una mia personale opinione, se non si depone ogni precedente pregiudizio secondo il quale le cose non possono essere che come noi le abbiamo conosciute o vissute, come per esempio l’interpretazione di un libro “sacro”, come lo hanno fatto molti Testimoni che hanno dovuto farsi violenza per abbandonare il loro precedente credo, o come la scelta o meno di un libro considerato sacro come “rivelato”, sarà difficile guardare alle nostre proprie credenze senza essere “di parte”.

Per tale ragione, quando due persone “di parte”, ma opposta, si confrontano, sarà difficile che arrivino ad accordarsi su tutte le posizioni che riguardano un dato soggetto.
Sarà probabilmente verace il detto attribuito all’economista Stuard Chase “Per il credente, nessuna prova è necessaria. Per coloro che non credono, nessuna prova è possibile”
Su questo soggetto, penso, non ci resta che essere tolleranti sia che siamo “credenti cristiani” o non, altrimenti vedremo un folto gruppo di “credenti”, “folto” a causa della natura del forum, sostenersi l’un altro e un altro gruppo forse non così folto, sempre a causa della natura del forum e con idee differenti, fare altrettanto.

Tutto ciò non impedisce che si possa avere degli eccellenti rapporti tra individui di entrambi i gruppi che grazie a questi confronti arricchiscono la propria conoscenza e allargano i loro orizzonti.

Se la frase di S. Chase fosse vera in assoluto, probabilmente saremmo ancora Testimoni.
Tutto è relativo per la mente umana.
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