Buone Feste (by MatrixRevolution)

Infotdgeova - LiberaMente - Il Forum


Lo scopo di questo forum è quello di analizzare in chiave critica la dottrina e l'organizzazione dei Testimoni di Geova

apologisti internettiani apostati!

In questo spazio si discute di argomenti di vario genere relativi ai Testimoni di Geova e che non sono inclusi nelle altre sezioni

Moderatore: Cogitabonda

apologisti internettiani apostati!

Messaggiodi Mario70 » 30/08/2010, 19:14

Nel corso degli ultimi anni è nata una nuova specie di tdg i quali hanno aperto forum per cercare di smentire l'accurata analisi critica che il nostro forum ha fatto nei confronti della watch tower, nel cercare di difendersi hanno scritto cose che neanche la WT insegna e a volte sono andati anche oltre (per non dire contro) il punto di vista ufficiale, la cosa mi fa piacere perchè dimostra che cper difendere certe tematiche bisogna uscire dagli schemi semplicistici della WT, però secondo me non se ne rendono conto, a tal proposito è mia intenzione usare questo spazio per sbattergli in faccia la loro apostasia.
Nel far questo dobbiamo rispettare il regolamento il quale dice:

"9. Copia/incolla Sono sconsigliati i copia/incolla di interi testi o pagine web. Vanno eventualmente riportati nel forum solo quei punti che si intendono discutere od analizzare. Non sono consentiti copia/incolla di messaggi inviati in altri forum, se non dopo aver chiesto il permesso all'Amministratore e/o ai Moderatori delle sezioni specifiche in cui si vuole inserire il messaggio. Questo perché le discussioni che avvengono in altri forum sarebbe bene continuassero appunto nei rispettivi forum; e anche perché nel forum infotdgeova non è consentito ad utenti anonimi, e quindi non iscritti, di postare le loro argomentazioni, nemmeno indirettamente. Se qualcuno vuole intervenire nel forum infotdgeova lo può fare personalmente, compilando l'apposito modulo di iscrizione. "

Anche se sono co-amministratore anche io devo sottostare al regolamento quindi ahime non potrò copia incollare testi ma li dovrò riassumere.
Invito anche voi a fare altrettanto (basta cmabiare poche parole :lingua: ).
Anche voi potete riportare soggetti apostati da parte di questi neo apologeti internettiani se lo vorrete.

Palo /croce

Il nostro amico polymetis li ha messi KO con un articolo ben fatto al quale hanno contribuito anche alcuni di voi, nel confutare questo articolo i tdg internettiani si sono inventati delle cose interessanti.
Prima di vedere cosa si sono inventati ecco cosa dice ufficialmente sia perspicacia che la TNM a proposito del palo di tortura:
TNM alla voce "palo di tortira":

"Nel greco classico la parola stauròs significava semplicemente un palo verticale, come quelli usati per le fondamenta. Il verbo stauròo significava recintare con pali, o fare una palizzata. Gli ispirati scrittori delle Scritture Greche Cristiane scrissero nel greco comune (koinè) e usarono la parola stauròs con lo stesso significato del greco classico, quello cioè di palo semplice, senza alcuna specie di braccio trasversale incrociato in alcun modo. Non c’è nessuna prova del contrario. Gli apostoli Pietro e Paolo usarono anche la parola xỳlon per riferirsi allo strumento di tortura sul quale fu inchiodato Gesù, e ciò dimostra che era un palo verticale senza braccio trasversale, poiché questo è ciò che significa xỳlon in questa particolare accezione.
...
Perciò manca completamente la prova che Gesù Cristo sia stato crocifisso su due pezzi di legno incrociati. Noi non vogliamo aggiungere nulla alla Parola scritta di Dio inserendo nelle Scritture ispirate il concetto pagano della croce, ma rendiamo stauròs e xỳlon secondo i significati più semplici. Poiché Gesù usò stauròs per rappresentare la sofferenza e la vergogna o la tortura dei suoi seguaci (Mt 16:24), abbiamo tradotto stauròs “palo di tortura”, per distinguerlo da xỳlon, che abbiamo tradotto “palo” o, nelle note in calce, “legno” o “albero”, come in At 5:30. "

Perspicacia stessa voce:
"Strumento come quello su cui fu messo a morte Gesù Cristo. (Mt 27:32-40; Mr 15:21-30; Lu 23:26; Gv 19:17-19, 25; vedi PALO, METTERE AL). Nel greco classico il sostantivo stauròs, reso “palo di tortura” nella Traduzione del Nuovo Mondo, indica principalmente un’asta o palo diritto, e non c’è nessuna prova che gli scrittori delle Scritture Greche Cristiane lo usassero per indicare un palo con un braccio trasversale. "
...
Il fatto che Luca, Pietro e Paolo abbiano usato anche xỳlon come sinonimo di stauròs è un’ulteriore prova che Gesù fu messo al palo su un legno diritto senza un braccio trasversale, poiché tale è il significato di xỳlon in questo particolare contesto. (At 5:30; 10:39; 13:29; Gal 3:13; 1Pt 2:24) Xỳlon ricorre anche nella Settanta greca in Esdra 6:11, dove si parla di un’unica trave o pezzo di legno su cui doveva essere messo al palo il violatore della legge.
Perciò la Traduzione del Nuovo Mondo trasmette fedelmente al lettore l’idea basilare del testo greco traducendo stauròs “palo di tortura”, e il verbo stauròo “mettere al palo”. In questo modo non è possibile confondere stauròs con la croce della tradizione ecclesiastica. Che il palo di tortura fosse portato da un solo uomo, Simone di Cirene, come dicono le Scritture, è del tutto ragionevole, poiché se era lungo 3,5 m e aveva un diametro di 15 cm pesava probabilmente poco più di 45 kg. — Mr 15:21.

Veniamo ora ai nostri apostati internettiani, a grandi linee dicono che Traducendo "palo di tortura" (nel contesto non è solo "palo") si ricalca non tanto la genericità ma la specificità minima dello stauros. Perché indipedententemente da come vi fosse appeso il condannato (direttamente, tramite un patibulum, ecc...) il "palo di tortura" resta l'elemento minimo che costituisce lo strumento impiegato per l'esecuzione. Il condannato, qualunque sia la forma finale che assume lo stauros è comunque appeso ad un palo di tortura che identifica inequivocabilmente lo stauros greco.
Un palo conficcato a terra ad hoc per infliggere una punizione appendendovi il condannato era già uno stauros, indipendentemente dalla modalità con cui vi era appeso il condannato, con le braccia aperte, allungate, a testa in giù o altro ancora..."palo di tortura" non esclude la "croce" perché nel testo greco non si fa riferimento ad una "forma" ma si fa riferimento a quel particolare palo a cui il condannato veniva appeso, poi leggendo il contesto possiamo dedurre se vi venne appeso attaccato ad un patibulum, a testa in giù, a braccia conserte, ecc... ma "palo di tortura" resta il modo più semplice e meno connotato geometricamente per definire lo stauros.
...
viceversa "palo di tortura" rispetta il campo semantico di stauros, poiché l'emento minimo che fa di un oggetto uno stauros non sono due, tre o più pali incrociati, ma un palo verticale a cui con varie modalità viene appeso il condannato. Seppure la forma finale dello stauros è una "croce" rimane sempre un "palo di tortura" a cui il condannato è appeso con un patibulum. Sarà il testo stesso a guidare il lettore alla forma finale, ammesso che sia importamnte indoviduarne una.
C'è addirittura uno che dice che Il corpo direttivo “sfrutta” la traduzione “palo di tortura” per veicolare una ben definita forma, ma non gli risulta che il comitato dei traduttori della TNM faccia la stessa cosa. L'appendice della traduzione infatti non propone mai una forma specifica ma al contrario si limita ad evidenziare l'assenza di prove per la versione a T e non parla affatto di prove di un'ipotetica versione a I.


Insomma capito? per loro i tdg possono credere benissimo che Cristo possa essere morto su una croce e dicono chiaramente che la TNM non indica che Cristo morì su un palo!
Non ho parole!!!
continua...
«È vero, in tempi passati vi sono stati alcuni che hanno predetto la "fine del mondo", annunciando perfino una data specifica. Alcuni hanno raccolto intorno a sé gruppi di persone ... aspettando la fine. Tuttavia non è accaduto nulla. La "fine" non è venuta. Si sono resi colpevoli di falsa profezia» (Svegliatevi!, 22/4/1969, p. 23).
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Messaggiodi Mario70 » 30/08/2010, 19:24

jan hus ha scritto:Allora potremmo anche noi a smascherare simili modi di fare da parte di TDg che vanno oltre cio che scrive la WTS aprendo nuove discussioni ?

non aprendo nuove discussioni, ma inserendole qui di seguito e rispettando il regolamento.
ciao bello
«È vero, in tempi passati vi sono stati alcuni che hanno predetto la "fine del mondo", annunciando perfino una data specifica. Alcuni hanno raccolto intorno a sé gruppi di persone ... aspettando la fine. Tuttavia non è accaduto nulla. La "fine" non è venuta. Si sono resi colpevoli di falsa profezia» (Svegliatevi!, 22/4/1969, p. 23).
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Messaggiodi Lucio » 30/08/2010, 19:35

Purtroppo questi Tdg Internettiani 2.0 mostrano la loro ubbidienza limitata agli stessi comandi che il tanto difeso CD da loro.
In che modo?

Bhe il CD vieta esplicitamente di dibattere con apostati (anche con non apostati che però farebbero solo perdere tempo viene consigliato ai proclamatori che però non sanno rinunciare alla VU e al caffettino comodo tutte le settimane...) Quindi per quanto io sia apologetico nei confronti della WTS e del suo insegnamento nello stesso momento in cui leggo queste pagine sto disubbedendo.
Fa sorridere se ci pensate... perchè più si ostinano a ribattere più mostrano che contravvengono a comandi specifici e quindi sono essi stessi nell'errore.

Se io ho un sito strabello di difesa della dottrina dei testimoni di Geova e in quel sito cito riferimenti di un sito "apostata" per confutare quello che il sito stesso dice sto peccando! Dovrei andare dagli anziani e dirlo e farmi aiutare. Questo i Tdg proprio non lo capiscono... e anzi si ostinano a farlo alzando la spada in difesa di comandi che loro stessi violano.

Più onesti i forumisti registrati che dicono chiaramente di essere Tdg e che sanno "il reato" che stanno compiendo.

Tra parentesi questi tdg free-lance dell'editoria online devono tenere per se gli esiti positivi delle loro battaglie teocratiche. Perchè ovviamente se in sala si sapesse che Tizio gestisce un forum pro-Tdg che riprende pagine di un sito apostata qualcuno farebbe la spia e lui avrebbe guai. Quindi sono costretti a fare gli zorro-proclamatori: combattere e a volte vincere ma non poter condividere con nessuno i propri successi o le ferite delle proprie battaglie.

Se sono offensivo con queste parole? Assolutamente no, anzi. Ragioniamoci su: può esistere che io per esprimere la mia opinione mi debba nascondere? Può accadere che nel 2010 io tenga un forum o un blog sulla mia religione (che è la mia vita, la mia missione e che occupa i miei pensieri costantamente) e non lo possa dire al mio amico o fratello? Se fossimo in Cina o nell'URSS di altri tempi forse sì, ma siamo in Italia... la risposta dovrebbe essere un'altra.
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Messaggiodi Citocromo » 30/08/2010, 20:00

Caro Mario, quando ho iniziato ad interessarmi di geovismo, i primi siti internet da me visitati sono stati proprio quelli gestiti da tdg (sempre gli stessi). Dopo due o tre mesi ho scoperto l'esistenza di infotdgeova.it e ho incominciato a seguire e a partecipare al forum. La prima cosa che ho fatto è stata quella di non visitare più quei siti e sono convinto che tutti farebbero bene a ignorarli. Ciò per due motivi: in primo luogo, perchè l'analisi critica e documentata che noi facciamo riguarda la dottrina ufficiale della WTS (che troviamo solo nelle pubblicazioni); in secondo luogo, perchè a me personalmente non interessano le idee personali dei tdg (ricordo che si sostenevano l'un l'altro con ragionamenti fittizzi, senza alcun senso). L'unica cosa buona che possiamo e dobbiamo fare è analizzare le dottrine della WTS, mettendo in risalto le assurdità, le contraddizioni, le astuzie e i trucchi "travestiti da ragionamenti", ecc... Sono convinto che chi legge i nostri 3D e i loro comprende subito chi dei due ha ragione. I tdg sono liberi di difendere le dottrine della WTS, però, a mio avviso, nei siti internet da loro gestiti non fanno altro che continuare ad autoingannarsi. Io mi ricordo ancora con quali argomentazioni difendevano le loro posizioni...roba da mettersi le mani nei capelli!
Per quanto riguarda il discorso croce/palo, a mio avviso già don Minuti ha dimostrato che il "palo" è insostenibile perchè frutto di invenzione corroborata da citazioni artatamente tagliate del Liddle-Scott. L'articolo di Polymetis serve a far tacere la WTS una volta per sempre. Per il discorso sulla Trinità, il tuo 3D è chiarissimo e farebbero bene a leggerlo tutti.
:grazie: :ciao:
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Dio e l'eternita

Messaggiodi Mario70 » 30/08/2010, 20:39

L'ultimo articolo dove si parla del luogo di dimora di Dio che ho trovato è quello di Svegliatevi 8/03/2005 pag 20:

"Dov’è Dio?
Alcuni versetti della Bibbia indicano che i “cieli” sono lo “stabilito luogo di dimora” di Dio. (1 Re 8:39, 43, 49; 2 Cronache 6:33, 39) Un brano biblico, però, descrive la grandezza di Geova Dio in questi termini: “Dimorerà veramente Dio col genere umano sulla terra? Ecco, il cielo, sì, il cielo dei cieli stessi, non ti può contenere”. — 2 Cronache 6:18.
“Dio è uno Spirito”, dichiara la Bibbia. (Giovanni 4:24) Perciò risiede in un reame spirituale distinto dall’universo fisico. Dicendo che i “cieli” sono la sua dimora, la Bibbia mette in contrapposizione la posizione elevata del luogo in cui Dio risiede all’ambiente materiale in cui vive l’uomo. La Bibbia, quindi, insegna che la dimora di Dio è chiaramente distinta dall’universo fisico, ma allo stesso tempo ne parla come di un luogo definito. — Giobbe 2:1, 2.
...
Dio è una persona:
Gesù parlò del luogo di dimora di Geova quando disse ai discepoli: “Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore. . . . Vado a prepararvi un luogo”. (Giovanni 14:2) Dove andò Gesù? A tempo debito ‘entrò nel cielo stesso, per comparire dinanzi alla persona di Dio per noi’. (Ebrei 9:24) Questo brano ci insegna due cose importanti riguardo a Geova Dio. Primo, che ha un luogo di dimora specifico e, secondo, che è una persona, non semplicemente una forza indefinibile che risiede in ogni luogo.
Per questo Gesù insegnò ai suoi seguaci a pregare: “Padre nostro che sei nei cieli”, e a rivolgere così le loro preghiere a una persona, Geova, che si trova in un luogo, i cieli spirituali. (Matteo 6:9; 12:50) Questo insegnamento era in armonia con il modo in cui il popolo di Dio pregava da oltre 1.500 anni. I più antichi scritti ispirati contenevano la seguente preghiera: “Dalla tua santa dimora, dai cieli, sì, guarda e benedici il tuo popolo”. — Deuteronomio 26:15.
...
Quando parla di Dio, la Bibbia dice sempre che ha un luogo di dimora specifico, mentre in relazione allo spirito santo dichiara spesso che si trova in più luoghi. “Dove posso andarmene dal tuo spirito, e dove posso fuggire dalla tua faccia?”, chiese il salmista Davide. (Salmo 139:7) Passi come questo hanno confuso alcuni, che forse concludono che Dio sia onnipresente. Tuttavia, quando si esamina il contesto di questo e di altri versetti, è evidente che dalla sua dimora Geova può inviare il suo spirito santo, la sua potenza all’opera, in qualsiasi luogo dell’universo materiale."

Da quanto sopra capiamo che Geova benchè non risieda nel nostro universo fisico o materiale ha un suo luogo di dimora specifico dal quale manda il suo spirito (la sua energia) nel nostro universo fisico.
Nel tempo hanno cambiato intendimento perchè come sappiamo in passato avevano stabilito che il suo luogo di dimora si trovasse nelle Pleiadi, vediamo cosa credono invece i moderni apologeti internettiani:

qualche tdg crede che La dimora di Dio è una dimora che molto probabilmente è senza spazio (adimensionale) e senza tempo (atemporale), dove passato, presente e futuro coesistono allo stesso tempo. Una dimora che è infinita ed eterna...DIO VIVE "D'ETERNITA' IN ETERNITA' " DA UN PUNTO DI VISTA UMANO ... MA IN REALTA' VIVE IN UNA DIMENSIONE ATEMPORALE ... SENZA TEMPO.

Ma questo è quello che crede la cristianità, se togliamo lo spazio e il tempo a Dio non possiamo parlare di "dimora" perchè non ci sarebbe uno spazio da occupare, senza rendersene conto hanno postulato la base per i discorsi trinitari del IV secolo, manca solo che parlino della generazione eterna del logos e...
Ma veramente non ne hanno mai parlato? :risatina:

In un post chiamato "Gv 1:1 "In Principio"" si arrivò a dire che Giovanni presenta la Parola come l’Artefice della creazione narrata in Genesi 1:1, infatti attesta che [C]“Tutte le cose son venute all’esistenza per mezzo di lui, e senza di lui neppure una cosa è venuta all’esistenza”[/C] (Gv 1:3). (vedi anche la narrazione fatta in Pr 8:22-31 e Colossesi 1:15-17)
La materia e lo spazio-tempo furono portate all’esistenza fuori da quell’eternità concepita come tale dal punto di vista dell'uomo, considerato che, sia il Creatore Onnipotente che la Parola, esistevano già da prima che il mondo fosse. Dal punto di vista dell'uomo, la Parola è quindi "eterna", in quanto esisteva da tempi di lunga durata, ed essa stessa è all’origine della vita, permettendo l’esistenza delle cose che esistono: “[C]per mezzo di lui era vita, e la vita era la luce degli uomini[/C]” (Gv 1:4). La Parola, avendo vita in sé, (Gv 14:6) diede la vita, divenendo fonte di vita. Il legame che poi fa Giovanni tra la vita e la luce, trova un chiaro collegamento con i luminari della creazione descritta nella Genesi: in questo caso però, egli interpone Cristo come vera luce per gli uomini. (Gv 1:9; 8:12; 9:5; 12:46)
...
Dio attraverso Gesù ha voluto relazionarsi con l’uomo, e vuole essere presente nella vita dell’uomo. (Mt 1:23)E’ per tale ragione che la Parola, benché fosse “Dio” o “divina”, in quanto generata dal solo vero Dio, ed “eterna”, in quanto esisteva già da prima che fosse dato origine al “principio”, lasciò la sua divinità e la sua eternità (Fil 2:6-8) per divenire in tutto e per tutto simile a noi (Ebr 2:17), meno che nell’imperfezione (Ebr 4:15), vista la sua origine per diretto intervento dello Spirito santo del solo e Onnipotente Dio.


Questo mio amico tdg (a proposito è un secolo che non lo sento) senza rendersene pienamente conto è stato ad un passo dal concetto origeniano di eternità del logos, se unissimo i due punti di vista del Dio aspaziale e atemporale e la generazione eterna del logos ecco che la trinità prende forma, manca solo lo spirito santo ma il più è fatto.

continua...
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Messaggiodi Mario70 » 30/08/2010, 20:52

Citocromo ha scritto:Caro Mario, quando ho iniziato ad interessarmi di geovismo, i primi siti internet da me visitati sono stati proprio quelli gestiti da tdg (sempre gli stessi). Dopo due o tre mesi ho scoperto l'esistenza di infotdgeova.it e ho incominciato a seguire e a partecipare al forum. La prima cosa che ho fatto è stata quella di non visitare più quei siti e sono convinto che tutti farebbero bene a ignorarli. Ciò per due motivi: in primo luogo, perchè l'analisi critica e documentata che noi facciamo riguarda la dottrina ufficiale della WTS (che troviamo solo nelle pubblicazioni); in secondo luogo, perchè a me personalmente non interessano le idee personali dei tdg (ricordo che si sostenevano l'un l'altro con ragionamenti fittizzi, senza alcun senso). L'unica cosa buona che possiamo e dobbiamo fare è analizzare le dottrine della WTS, mettendo in risalto le assurdità, le contraddizioni, le astuzie e i trucchi "travestiti da ragionamenti", ecc... Sono convinto che chi legge i nostri 3D e i loro comprende subito chi dei due ha ragione. I tdg sono liberi di difendere le dottrine della WTS, però, a mio avviso, nei siti internet da loro gestiti non fanno altro che continuare ad autoingannarsi. Io mi ricordo ancora con quali argomentazioni difendevano le loro posizioni...roba da mettersi le mani nei capelli!
Per quanto riguarda il discorso croce/palo, a mio avviso già don Minuti ha dimostrato che il "palo" è insostenibile perchè frutto di invenzione corroborata da citazioni artatamente tagliate del Liddle-Scott. L'articolo di Polymetis serve a far tacere la WTS una volta per sempre. Per il discorso sulla Trinità, il tuo 3D è chiarissimo e farebbero bene a leggerlo tutti.
:grazie: :ciao:


A grandi linee hai ragione, ma molte persone che leggono quei forum non sono in grado di sapere se quanto stanno leggendo è opinione di singoli o è quello che insegna la WTS, con questo post voglio far capire che il loro lavoro in tutti questi anni di controinformazione li ha portati fuori rotta e molte delle cose che asseriscono se venissero dette nelle loro sale del regno, sarebbero tacciate di apostasia, insomma sono come il bove che da del cornuto all'asino... vogliono proteggere i loro frastelli dagli apostati mentre lo stanno diventando loro stessi!

Ciao

Ciao
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Messaggiodi Citocromo » 30/08/2010, 20:59

Lo scopo del tuo 3D è lodevole. Continua pure. Ti leggo volentieri. Mettilo in evidenza se lo ritieni opportuno.
:grazie: :ciao:
Le verità della fede sono una collana di perle preziose, tenute insieme da un filo che è la divinità di Cristo. Tagliato il filo perdete tutta la collana. (padre A. Gasparino)
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nome divino Geova

Messaggiodi Mario70 » 30/08/2010, 21:49

Credo che il massimo della differenza che vi è tra i tdg internettiani e il loro SFD stia nel nome divino Geova,
Vi starete domandando se io sia impazzito, ma come un caposaldo del genre è visto in maniera diversa dai tdg internettiani?
Vediamo cosa dice l'opuscolo nome divino a pagina 7:

"Come si pronuncia il nome di Dio?
A dir la verità nessuno sa con certezza come si pronunciasse in origine il nome di Dio. Perché? Perché la prima lingua usata per scrivere la Bibbia fu l’ebraico, lingua in cui si scrivevano solo le consonanti, senza vocali. Perciò, quando gli scrittori ispirati scrivevano il nome di Dio, facevano ovviamente la stessa cosa, scrivendo soltanto le consonanti.
Finché l’ebraico antico continuò a essere una lingua d’uso quotidiano, non ci fu nessun problema. La pronuncia di questo nome era nota agli israeliti, per cui quando lo vedevano scritto vi aggiungevano automaticamente le vocali (così come per il lettore italiano, ad esempio, l’abbreviazione “cfr” sta per “confronta”, e “btg” per “battaglione”).
Ma accaddero due fatti che modificarono la situazione. Primo, fra gli ebrei nacque una superstizione secondo cui non si doveva pronunciare udibilmente il nome di Dio; così quando lo incontravano nella lettura della Bibbia pronunciavano al suo posto la parola ebraica ’Adhonày (“Sovrano Signore”). Secondo, col passar del tempo l’ebraico antico cessò di essere una lingua d’uso quotidiano, e così l’originale pronuncia ebraica del nome di Dio fu infine dimenticata.
Per far sì che la pronuncia della lingua ebraica nell’insieme non andasse perduta, studiosi ebrei della seconda metà del primo millennio E.V. escogitarono un sistema di punti per rappresentare le vocali mancanti, e li collocarono vicino alle consonanti nella Bibbia ebraica. Così vennero scritte sia le vocali che le consonanti, preservando la pronuncia comune a quell’epoca.
Per quanto riguarda il nome di Dio, invece di mettervi i segni vocalici giusti, nella maggioranza dei casi vi misero altri segni vocalici per ricordare al lettore di leggere ’Adhonày. Da ciò derivò la grafia Iehouah, diventata poi “Geova”, la tradizionale pronuncia del nome di Dio in italiano."

perspicacia pag 1025:
"Qual è la corretta pronuncia del nome di Dio?
Nella seconda metà del I millennio E.V. studiosi ebrei introdussero un sistema di vocalizzazione del testo consonantico ebraico. Quando si arrivava al nome di Dio, invece di inserire i corrispondenti segni vocalici se ne mettevano altri per ricordare al lettore che doveva dire ʼAdhonài (Sovrano Signore) o ʼElohìm (Dio).
Il codice di Leningrado B 19A, dell’XI secolo E.V., vocalizza il Tetragramma in modo da leggere Yehwàh, Yehwìh e Yehowàh. L’edizione di Ginsburg del testo masoretico vocalizza il nome divino in modo da leggere Yehowàh. (Ge 3:14, nt.) Gli ebraicisti in genere preferiscono “Yahweh” ritenendola la pronuncia più probabile. Fanno rilevare che la forma abbreviata del nome è Yah (Iah nella forma italianizzata), che ricorre nel Salmo 89:8 e nell’espressione Halelu-Yàh (Lodate Iah!). (Sl 104:35; 150:1, 6) Anche le forme Yehòh, Yoh, Yah e Yàhu che si trovano nella grafia ebraica dei nomi Giosafat, Iosafat, Sefatia e altri, possono tutte essere derivate da Yahweh. Le traslitterazioni greche del nome ad opera dei primi scrittori cristiani seguono una tendenza simile con la grafia Iabè e Iaouè, che per la loro pronuncia in greco assomigliano a Yahweh."

Uno di questi tdg internettiani obietta che tali pubblicazioni sono vecchie che le cose stanno cambiando...
Nella torre di guardia del 1/9/2008 (due anni fa!!!) è scritto:

"Secondo, l’ebraico antico si scriveva senza vocali, come si fa con alcune abbreviazioni in italiano o in altre lingue. Chi leggeva aggiungeva a memoria le vocali. Col tempo fu ideato un sistema per impedire che la giusta pronuncia delle parole ebraiche venisse completamente dimenticata. Nella Bibbia ebraica furono aggiunti a ciascuna parola dei segni vocalici. Nel caso del nome divino, però, o non venne aggiunto alcun segno vocalico o vennero aggiunti quelli della parola ebraica per “Signore”, in modo da ricordare al lettore di pronunciare quest’ultima."

Sembra chiaro no?
La stessa WTS fino ad oggi insegna che la parola GEOVA è un ibrido che ha le consonanti giuste YHWH ma le vocali sbagliate ovvero quelle di Signore (adonay)
Ma che dicono i tdg apostati internettiani?

Si sono messi a vendere e a comprare i libri di due sconosciuti ovvero Gérard Gertoux e Didier Fontaine (testimoni di geova ovviamente e chi credevate che fossero? ) i quali contestano quanto asserisce la WT, per loro ( e dai tdg internettiani che li seguono) se al tetragramma sono state affibbiate le vocali d’Adonai, esso dovrebbe presentare sotto lo yod lo stesso chataf patach iniziale, se il nome non era pronunciato, e le vocali del nome da pronunciare erano quelle di adonai non vi era ragione di far cadere il patach in un nome che non era da pronunciare. Gertoux, tra le altre spiegazioni si rende conto di quanto la situazione sia ridicola: "quando i Masoreti indicano che una parola da leggere (il qeré) è diverso dalla parola scritta (kétib) è proprio per indicare che questa parola è differente, e che non ci sono legami tra le due parole... asserisce inoltre che una ragione in più per trovare assurda la spiegazione delle vocali di Adonai sovrapposte, visto che le vocali erano diverse da Adonai secondo costoro prima dei Masoreti, che introdussero i segni vocalici nel testo, ci si serviva di consonanti usate come vocali: Y, H, e W avevano proprio questo scopo. La Y si pronunciava I o E, la H si pronunciava A alla fine della parola, la W si pronunciava U (o O) Per sentire la H si aggiungeva una e muta insomma alla fine YHWH secondo loro si pronunciava guarda caso ieoua...

Alla faccia di quanto afferma la WTS della sovrapposizione delle vocali di adonay e del fatto che la pronuncia più probabile sia YAHWEH

Notate come per il tdg internettiano quello che ancora oggi insegna la WTS è ridicolo e assurdo!!!
continua...
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Messaggiodi abuonconsiglio » 30/08/2010, 23:59

Come sempre caro Mario sei molto buono.

Premesso che notoriamente per la WT chiunque faccia un sito pro WT odora di apostasia,

tu li chiami apologisti internettiani apostati, e a dire il vero molti corrispondono alquanto bene a questa definizione, anche se io l'avrei sostituita con la frase folli apologisti internettiani perchè un uomo sano di mente non può mai fare una apologia a favore della WT a causa dei suoi continui voltafaccia dottrinali che costringono l'apologista a acrobazie mentali assolutamente suicide per la sanità di mente prima di essere sbattuto fuori per manifesta e congenita apostasia.

Alcuni però sono dei degni compari delle 12 spie che Gedeone sguinzagliò nella terra promessa (lor signori devono giustificarsi in qualche modo con chi fa i lavori sporchi) e non hanno nulla da temere.

Esiste comunque nel loro seno una terza categoria.
Si dà il caso che come tutte le guerre letterali e teocratiche (Il vero tdg è in guerra con il mondo e per sua fortuna fa il "civile" attendendo gli angeli di Geova che da buoni soldati distruggeranno i cattivi di questo mondo, cioè quasi tutti mentre fortunatamente il mondo non lo sa e vive felice) tra di loro esistono gli infiltrati apostati apologisti internettiani, cioè coloro che pur sapendo di essere apostati si nascondono in tali siti con danni inimmaginabili. Per esempio dicono assurdità dottrinali che sono contro sia gli insegnamenti cristiani che quelli del CD e presentano materiale di dubbia provenienza, cose da far rizzare i capelli ad un leale proclamatore. Che dite? Un vero tdg accetta materiale apostata che magari ha a che fare con lo spiritismo? Certo che no. E allora che ci va a fare su quei siti? Se non altro questo ha dichiarato chiaramente i suoi scopi, per cui danni occulti non ne fa.

Chiaramente riderete di questa mia facezia, perchè indipendentemente dal fatto che sia inventata o vera a voi tutti non ve ne importa un tubo. Ma a un tdg sincero la cosa dovrebbe far riflettere... basti pensare che per esempio non accetterà nemmeno una figurina di un puffo prodotto da una fabbrica per non cadere vittima dello spiritismo... e se non mi crede abbia bontà che entro pochi anni qualche rivista edita dal nostro illuminato CD avvertirà di questo subdolo pericolo.
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corpo anima spirito

Messaggiodi Mario70 » 31/08/2010, 8:12

Sappiamo bene che una delle dottrine centrali della WTS è l'annullamento dell'anima alla morte dell'individuo, per la WT l'anima è semplicemente l'unione tra il corpo e lo spirito vitale, il quale è una sorta di energia che da vita alle cellule, alla morte la persona "semplicemente cessa di esistere" "non rimane nulla di lui" (queste sono tipiche frasi che ha scritto il CD come ben sapete), l'unica cosa che aggiunge la WT è che il ricordo della persona rimane nella mente di Dio, in modo che essa possa essere ricreata nel nuovo mondo:
*** w90 1/9 p. 5 L’anima sopravvive alla morte? ***

Cosa accade dopo la morte?

È chiaro, quindi, che la Bibbia è in contrasto con il concetto pagano secondo cui l’uomo possiede un’anima immortale. Chi pensate abbia insegnato la verità a questo riguardo? I filosofi pagani greci o il popolo del patto di Dio stesso? Senz’altro il popolo di Dio, a cui Egli diede la sua Parola ispirata.

Tuttavia, non abbiamo ancora risposto alla domanda: Cosa accade all’anima dopo la morte? Visto che l’anima è la persona, è chiaro che quando muore la persona muore anche l’anima. In altre parole, una persona morta è un’anima morta. Questo è confermato da tantissime scritture. “L’anima che pecca, essa stessa morirà”, dice Ezechiele 18:4. In Giudici 16:30 leggiamo: “E Sansone diceva: ‘Muoia la mia anima con i filistei’”. Altri versetti mostrano che le anime possono essere stroncate (Genesi 17:14), uccise con la spada (Giosuè 10:37), soffocate (Giobbe 7:15), oppure possono annegare (Giona 2:5). Un’anima deceduta, o un’anima morta, è una persona morta. — Levitico 19:28; 21:1, 11.

Qual è, allora, la condizione delle anime morte? Detto semplicemente, la morte è l’opposto della vita. Tutti i nostri sensi sono legati al corpo fisico. La nostra capacità di vedere, udire e pensare dipende dal corretto funzionamento di occhi, orecchi e cervello. Senza occhi non possiamo vedere. Senza orecchi non possiamo udire. Senza cervello non possiamo fare nulla. Quando si muore, tutti questi organi cessano di funzionare. Noi cessiamo di esistere.

In armonia con questo, Ecclesiaste 9:5, 10 dice: “In quanto ai morti, non sono consci di nulla . . . Non c’è lavoro né disegno né conoscenza né sapienza nello Sceol [la tomba], il luogo al quale vai”. In maniera analoga, Salmo 146:3, 4 afferma: “Non confidate nei nobili, né nel figlio dell’uomo terreno, a cui non appartiene alcuna salvezza. Il suo spirito [la forza vitale] se ne esce, egli torna al suo suolo; in quel giorno periscono in effetti i suoi pensieri”. Così quando le persone (le anime) muoiono, semplicemente cessano di esistere.


Capirete bene che questo tipo di "teologia" presta il fianco a diverse critiche, intanto rende improprio l'uso del termine risurrezione, perchè in realtà manca una base da far risorgere (lett. rialzare in piedi) è più appropriato il termine ricreazione perchè alla fine la persona del nuovo mondo sarà ricreata ex novo, nei tempi moderni questo tipo di ricreazione viene chiamata clonazione, ergo i ricreati saranno copie identiche dei loro predecessori o meglio degli originali morti.
Normalmente il tdg non si sofferma in simili riflessioni, ma ringraziando Dio c'è qualcuno che riesce a muovere il cervello in senso costruttivo e non riesce ad accettare questa posizione del clone ricreato.
Cosa hanno speculato costoro?
In una discussione chiamata "risurrezione del corpo o clonazione" cercano in tutti i modi di trovare una continuità tra la morte e la risurrezione in modo da cercare di confutare le nostre ovvie critiche.

Costoro asseriscono che esiste una continuità, A loro parere chi li accusa di assenza di continuità dell'individuo risorto rispetto alla precedente condizione di vita in primis dimostra di non conoscere approfonditamente la loro dottrina, come spiegato sopra, in secundis non prende per l'appunto in considerazione l'ipotesi che la persona sia un insieme di parti e non una monade. La ricomposizione delle parti non è quindi una duplicazione ma un vero e proprio continuum dell'individuo.
Molto interessante, dunque mi pare che possiamo dire che anche per i TdG vi è continuità, l'anima (la persona) è in un certo senso immortale perché sopravvive come individuo nella mente di Dio, anche se incosciente.
un altro "apologeta" va oltre asserendo che La sintesi della continuità la rispose Cristo rispondendo ai farisei che Dio non è l'Iddio dei morti ma dei vivi.
Poichè quelle persone individualmente continuano a esistere in lui anche se in modo passivo o di assenza di una propria attività o autonomia.
Come dire che dormono..e a cui Dio gli ridarà un corpo per divenire di nuovo coscienti, cioè vive nel senso cosciente...
dunque, benché inconsci e inattivi, le persone morte sono in un certo qual senso viventi in Dio. ..La prima morte dunque non è annientamento totale, come la seconda morte, ma è per grazia divina uno stato transitorio, in cui l'individuo, inconscio, come in un sonno, per usare la metafora di Paolo e Gesù, continua a sussistere in Dio, che ne garantisce la continuità. In questo senso che potremmo parlare di una "immortalità"
...c'è qualcosa riguardo l'inclinazione mentale naturale dello spirito, la potremmo definire personalità. Dipende poi cosa si intende per personalità...Questo è quello che credono i TdG, la risurrezione dell'anima, anima che resta in "attesa" nella mente di Dio, inconscia ma viva in quanto Dio è vivente ed in sé porta il "ricordo" (uso questo termine solo per semplificare, ma non saprei come definirlo) tale anima, tale vita umana, tale individuo nella sua interezza. ..questa componente spirituale deve essere per forza l'anima immortale? Ed il rapporto dialogico implica necessariamente la presenza di una "entità" cosciente? Magari Dio può "dialogare" anche con la persona incosciente ma conservata nella sua mente, perché per Dio non esiste frattura temporale ad impedirlo.


Insomma avete notato come il semplice "ricordo della persona nella mente di Dio" annunciato dalla WT piano piano acquista consistenza e anche se non vogliono chiamarlo "anima immortale" alla fine si avvicinano molto al concetto attuale che la CC ha dato all'anima, del resto non c'è scampo o esiste una continuità tra la morte e la resurrezione o si deve parlare di ricreazione, di clonazione, mandando a pezzi una delle dottrine fondamentali del cristianesimo.
continua...
«È vero, in tempi passati vi sono stati alcuni che hanno predetto la "fine del mondo", annunciando perfino una data specifica. Alcuni hanno raccolto intorno a sé gruppi di persone ... aspettando la fine. Tuttavia non è accaduto nulla. La "fine" non è venuta. Si sono resi colpevoli di falsa profezia» (Svegliatevi!, 22/4/1969, p. 23).
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Messaggiodi Topsy » 31/08/2010, 9:02

...alla fine YHWH secondo loro si pronunciava guarda caso ieoua


Le disquisizioni sono simili a quelle per le quali il nome Yahwe` non puo` costituire la reale pronuncia del nome divno perche`i nomi teoforici che riprendono la parte iniziale del tetagramma cominciano con Yeho, Yehu, Yo, ect, ma mai con Yah o Ya. Pero` questo non corrisponde affatto al vero. Occorre rassegnarsi all`idea che la pronuncia del nome divino ci resta sconosciuta ( se desideriamo anche non tener conto di quelle correnti mistiche ebraiche, le quali sostengono che oggi, solo alcuni Kohanim si sono tramandati in gran segreto il Nome affinche` non andasse perduto, ne`contemporaneamente profanato da bocche impure, in attesa che il Santuario venga ricostruito, e possa essere nominato nuovamente a Yom Kippur dal Kohen Gadol).
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Messaggiodi Citocromo » 31/08/2010, 10:44

l'anima (la persona) è in un certo senso immortale perché sopravvive come individuo nella mente di Dio, anche se incosciente.

Noto con piacere che anche i tdg si rendono conto che per avere una risurrezione ci sia bisogno di una continuità (i cristiani parlano di anima immortale in cui sussiste l'io dell'individuo). Il problema è che la WTS non la pensa così. Ultimamente, nella w1-11-2009 si diceva che la dottrina "l'anima è immortale" è un "concetto errato" sul cristianesimo. E non c'erano asserzioni del fatto che "l'anima è in un certo senso immortale".
La buona notizia per renderti felice, 1977, cap. 10 pp. 93-94 parr. 16-17
Cosa ci accade quando moriamo


16 Che dire se il vero Dio decide di ridare lo “spirito” di vita a quella persona? Con la Sua perfetta memoria Dio può ricordare con esattezza com’era la persona. È simile a quello che oggi fanno gli uomini quando usano nastri magnetici per registrare voci e azioni e poi le riproducono per radio o sullo schermo televisivo molto tempo dopo che queste persone sono morte. Non sarà davvero difficile a Dio, il Creatore, con la Sua infinita memoria, rifare un uomo dalla polvere della terra, rimettere in lui ogni particolare della precedente personalità e mentalità, e ridargli lo spirito, o forza vitale, così che torni a vivere. A Dio questo non sarà più difficile di quanto non lo fu la creazione del primo uomo. E la Bibbia ci assicura che Dio “desta i morti e li rende viventi”. — Giovanni 5:21.
17 Cos’è che Dio “desta”? Nella maggioranza dei casi, del corpo della persona morta non rimane nulla. Il cadavere può essere stato perfino bruciato o forse divorato dalle bestie. Comunque alla risurrezione Dio crea daglelementi della terra un corpo interamente nuovo, vi pone l’identità personale della precedente vita dell’individuo e ripristina la forza vitale per far tornare in vita quell’anima. Se rimaniamo nell’amore del Creatore, possiamo avere l’assoluta certezza che, anche se moriamo, Dio ci riporterà in vita nella risurrezione. Farà questo per il genere umano dopo aver purificato questa terra, rendendola un luogo adatto a vivervi per sempre.


L'errore sta in quel "rimettere" e "vi pone l'identità personale della precedente vita dell'individuo". Dell'individuo è rimasto solo il ricordo nella memoria di Geova. Sono solo dati in memoria, l'originale è distrutto. Dai dati si può riprodurre solo copie. Quindi, non si tratta dell'identità personale dell'individuo ma della copia dell'identità personale, della copia della sua mentalità. Facciamo un'ipotesi. Se Geova dal ricordo di un individuo decidesse di ricrearne due, come la mettiamo? Sono due copie dell'originale, che non esiste più!

La Torre di Guardia, 15 luglio 2002, pp. 5-6
Cos’è realmente l’inferno?

Vita dopo la morte?


C’è qualcosa dentro di noi, ad esempio un’anima o uno spirito, che sopravvive alla morte del corpo? Esaminiamo come venne alla vita il primo uomo, Adamo. La Bibbia dice: “Geova Dio formava l’uomo dalla polvere del suolo e gli soffiava nelle narici l’alito della vita”. (Genesi 2:7) Benché la sua vita fosse sostenuta dalla respirazione, il fatto di soffiargli nelle narici “l’alito della vita” implicò molto di più del semplice insufflargli aria nei polmoni. Significò che Dio aveva infuso nel corpo senza vita di Adamo la scintilla vitale, “la forza della vita”, che agisce in tutte le creature terrestri. (Genesi 6:17; 7:22) La Bibbia chiama questa forza vitale “spirito”. (Giacomo 2:26) Tale spirito può essere paragonato alla corrente elettrica che fa funzionare una macchina o un elettrodomestico permettendogli di assolvere la sua funzione. Come la corrente non assume le caratteristiche dell’apparecchio che fa funzionare, così la forza vitale non assume nessuna delle caratteristiche delle creature che anima. Non ha personalità né facoltà razionali.

E, infatti, è impersonale. E' uguale nell'uomo, negli animali e nelle piante.
Cosa accade allo spirito quando la persona muore? Salmo 146:4 dice: “Il suo spirito se ne esce, egli torna al suo suolo; in quel giorno periscono in effetti i suoi pensieri”. Quando l’individuo muore, il suo spirito impersonale non continua a esistere in un altro reame come creatura spirituale. “Torna al vero Dio che l’ha dato”. (Ecclesiaste 12:7) Ciò significa che adesso per quella persona qualunque speranza di vita futura dipende esclusivamente da Dio.
Gli antichi filosofi greci Socrate e Platone sostenevano che l’uomo ha un’anima immortale che sopravvive alla morte. Cosa insegna la Bibbia in merito all’anima? Adamo “divenne un’anima vivente”, dice Genesi 2:7. Non ricevette un’anima: era un’anima, una persona nella sua totalità. Le Scritture parlano dell’anima che lavora, che brama mangiare, che viene rapita, che è insonne e via dicendo. (Levitico 23:30; Deuteronomio 12:20; 24:7; Salmo 119:28) Sì, l’uomo stesso è un’anima. Quando la persona muore, quell’anima muore. — Ezechiele 18:4.
Qual è dunque la condizione dei morti? Pronunciando la sentenza contro Adamo, Geova disse: “Poiché polvere sei e in polvere tornerai”. (Genesi 3:19) Dov’era Adamo prima che Dio lo formasse dalla polvere del suolo e gli desse la vita? Semplicemente non esisteva! Quando morì, Adamo tornò in quello stato di totale inesistenza. La condizione dei morti è ben illustrata in Ecclesiaste 9:5, 10, dove si legge: “I morti non sanno nulla . . . Nel soggiorno dei morti dove vai, non c’è più né lavoro, né pensiero, né scienza, né saggezza”. (La Nuova Riveduta) Scritturalmente, la morte è uno stato di inesistenza. I morti non hanno consapevolezza né sentimenti né pensieri.

Infatti, sono inconsci perchè non esistono più. E vi ricordo che, secondo la dottrina della WTS, per "morti" non si intende il ricordo della persona nella mente di Geova, ma il cadavere. E' quest'ultimo che non è conscio di alcuna cosa.
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Messaggiodi Trianello » 31/08/2010, 11:43

Citocromo ha scritto:L'errore sta in quel "rimettere" e "vi pone l'identità personale della precedente vita dell'individuo". Dell'individuo è rimasto solo il ricordo nella memoria di Geova. Sono solo dati in memoria, l'originale è distrutto. Dai dati si può riprodurre solo copie. Quindi, non si tratta dell'identità personale dell'individuo ma della copia dell'identità personale, della copia della sua mentalità. Facciamo un'ipotesi. Se Geova dal ricordo di un individuo decidesse di ricrearne due, come la mettiamo? Sono due copie dell'originale, che non esiste più!


Relativamente a questo argomento, a me piace rimandare i TdG al film "Il sesto giorno", quello Schwarzenegger in cui, per errore, il protagonista viene clonato ed al suo clone vengono caricati tutti i ricordi dell'originale, così ci si ritrova al cospetto di due persone identiche di cui, però, solo la prima è l'originale, e la seconda solo una copia conforme. Ecco perché non ha senso parlare di risurrezione se del morto non rimane che una serie di dati, una "forma" astratta nella mente di Dio, e non una "forma sussistente", un'anima.
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Messaggiodi polymetis » 31/08/2010, 13:08

Mi aiutate, vista l'assurda discussione palo\croce, dove c'è gente che cerca seriamente di far passare l'idea che la traduzione "palo" possa includere anche le croci, a compilare un florilegio di citazioni della WTS in cui si dice che fu un palo, e NON una croce? Qualcosa di simile a questa:

“A dimostrare che fu una pertica o un palo semplice è il fatto che tanto l’apostolo Paolo che l’apostolo Pietro dicono che Gesu fu messo su uno xylon, che significa semplicemente pezzo di legno. Infatti leggiamo in Atti 5:30 “Iddio dei vostri padri ha risuscitato Gesu, che voi avete ucciso, appendendolo al legno” (…) Se Gesu fosse stato appeso a una croce costituita di due pezzi di legno, messi in modo da avere una forma precisa, sarebbero stati descritti come un semplice pezzo di legno?”( Svegliatevi! 22/09/1963, p. 30. Il corsivo e il grassetto sono miei)

Bisogna sbatter loro in faccia la loro apostasia ed eresia nel modo più clamoroso possibile, sperando che desistano da questo inutile sofisma, per paura di contraddire la Società davanti ai loro fratelli meno "disinibiti" di loro...
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Alla base delle scelte fondamentali del Nolano - a Londra come a Roma -, c'era il convincimento di appartenere alla "casa" dei filosofi, e che ad essa bisogna essere sempre fedeli, anche nei rapporti con i potenti della Chiesa e dello Stato, perché la casa della filosofia è la casa della verità: in un modo intelligente e anche astuto, certo, ma sempre fedeli. (Michele Ciliberto)
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Messaggiodi Mario70 » 31/08/2010, 13:25

polymetis ha scritto:Mi aiutate, vista l'assurda discussione palo\croce, dove c'è gente che cerca seriamente di far passare l'idea che la traduzione "palo" possa includere anche le croci, a compilare un florilegio di citazioni della WTS in cui si dice che fu un palo, e NON una croce? Qualcosa di simile a questa:

“A dimostrare che fu una pertica o un palo semplice è il fatto che tanto l’apostolo Paolo che l’apostolo Pietro dicono che Gesu fu messo su uno xylon, che significa semplicemente pezzo di legno. Infatti leggiamo in Atti 5:30 “Iddio dei vostri padri ha risuscitato Gesu, che voi avete ucciso, appendendolo al legno” (…) Se Gesu fosse stato appeso a una croce costituita di due pezzi di legno, messi in modo da avere una forma precisa, sarebbero stati descritti come un semplice pezzo di legno?”( Svegliatevi! 22/09/1963, p. 30. Il corsivo e il grassetto sono miei)

Bisogna sbatter loro in faccia la loro apostasia ed eresia nel modo più clamoroso possibile, sperando che desistano da questo inutile sofisma, per paura di contraddire la Società davanti ai loro fratelli meno "disinibiti" di loro...


Ma è una cosa talmente tanto ovvia da essere imbarazzante solo il parlarne!
Basta leggere la TNM o il perspicacia per non avere dubbi, questi tdg hanno veramente superato ogni decenza!

Ciao
«È vero, in tempi passati vi sono stati alcuni che hanno predetto la "fine del mondo", annunciando perfino una data specifica. Alcuni hanno raccolto intorno a sé gruppi di persone ... aspettando la fine. Tuttavia non è accaduto nulla. La "fine" non è venuta. Si sono resi colpevoli di falsa profezia» (Svegliatevi!, 22/4/1969, p. 23).
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Messaggiodi polymetis » 31/08/2010, 13:26

E allora mettiamoli davanti alla loro indecenza....purtroppo non ho con me il cd-rom delle pubblicazioni altrimenti lo farei da solo...
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Alla base delle scelte fondamentali del Nolano - a Londra come a Roma -, c'era il convincimento di appartenere alla "casa" dei filosofi, e che ad essa bisogna essere sempre fedeli, anche nei rapporti con i potenti della Chiesa e dello Stato, perché la casa della filosofia è la casa della verità: in un modo intelligente e anche astuto, certo, ma sempre fedeli. (Michele Ciliberto)
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Croce/palo

Messaggiodi Citocromo » 31/08/2010, 14:59

Caro Poly, questa citazione è tratta dal loro catechismo ufficiale "Cosa insegna realmente la Bibbia?" alle pp. 204-205 (sottolineature mie):
Perché i veri cristiani non usano la croce nell’adorazione?

LA CROCE è venerata e rispettata da milioni di persone. Il Grande Dizionario della Lingua Italiana di S. Battaglia, alla voce “croce”, contiene questa definizione: “Simbolo della fede, della religione cristiana”. Tuttavia i veri cristiani non usano la croce nell’adorazione. Perché? Un motivo importante è che Gesù Cristo non morì su una croce. Il termine greco generalmente tradotto “croce” è stauròs, che fondamentalmente indica “un’asta o palo diritto”. Una fonte rileva: “[Stauròs] non significa mai due pezzi di legno messi l’uno di traverso all’altro ... Nel greco del [Nuovo Testamento] non c’è nulla che faccia anche solo pensare a due pezzi di legno”. — The Companion Bible. In diverse occasioni gli scrittori biblici usano un altro termine per indicare lo strumento impiegato per mettere a morte Gesù, il sostantivo greco xylon. (Atti 5:30; 10:39; 13:29; Galati 3:13; 1 Pietro 2:24) Questo termine significa semplicemente “legno” oppure “bastone, mazza o albero”. Spiegando perché nelle esecuzioni capitali venisse spesso usato un semplice palo, Hermann Fulda nel suo libro Das Kreuz und die Kreuzigung (La croce e la crocifissione) afferma: “Gli alberi non erano disponibili dappertutto nei luoghi scelti per l’esecuzione capitale pubblica. Perciò si conficcava nel terreno un semplice palo. Su questo i fuorilegge venivano legati o inchiodati con le mani levate verso l’alto, e spesso venivano loro inchiodati anche i piedi”. La prova più convincente di tutte viene comunque dalla Parola di Dio. L’apostolo Paolo dice: “Cristo ci liberò mediante acquisto dalla maledizione della Legge, divenendo una maledizione invece di noi, perché è scritto: ‘Maledetto ogni uomo appeso al palo [“a un legno”, Parola del Signore]’”. (Galati 3:13) Qui Paolo cita Deuteronomio 21:22, 23, dove si fa chiaramente riferimento a un palo, non a una croce. Dal momento che questo metodo di esecuzione rendeva la persona “una maledizione”, non sarebbe appropriato che i cristiani esponessero in casa propria immagini di Cristo al palo.

Non possiedo il cd della WTS. Dovremmo chiedere aiuto a brunodb2 e a ilnonnosa.
:grazie: :ciao:
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Messaggiodi Luciano » 31/08/2010, 15:15

...o a Luciano.
g 22/10/77 p 28
Quindi, l’evidenza indica che Gesù non morì su una croce tradizionale. Perciò i Testimoni di Geova, che un tempo avevano la figura della croce sulla copertina della loro rivista La Torre di Guardia, non usano più tale simbolo. Né venerano il palo.


rs 1990 p. 86
Il peso dell’evidenza indica quindi che Gesù morì su un palo verticale e non sulla croce tradizionale.



W 15/8/87 p23

Anche dopo aver considerato queste testimonianze del fatto che Cristo morì in realtà su un palo, alcuni continueranno forse a non vedere nulla di male nel portare una croce.

g 22/11/84 p. 17
A conferma di ciò, l’appendice n. 162 della Companion Bible, parlando di stauròs, dice che “indica un palo diritto, su cui erano inchiodati i criminali per essere giustiziati. . . . Non significa mai due pezzi di legno posti in croce l’uno ad alcun angolo rispetto all’altro, ma sempre un pezzo solo”. (Il corsivo è loro). L’appendice termina dicendo: “L’evidenza è pertanto completa, che il Signore fu messo a morte su un palo diritto, e non su due pezzi di legno posti ad alcun angolo

W 15/5/95 p. 20
20 Il libro Ricchezza, pubblicato dalla Società nel 1936, spiegò chiaramente che Gesù Cristo non era stato messo a morte su una croce, ma su un palo diritto. Secondo uno studioso, la parola greca (stauròs) resa “croce” nella “Bibbia del re Giacomo” “indica principalmente un’asta o palo diritto

Ciao
Ultima modifica di Luciano il 31/08/2010, 15:26, modificato 2 volte in totale.
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Messaggiodi Mario70 » 31/08/2010, 15:24

polymetis ha scritto:E allora mettiamoli davanti alla loro indecenza....purtroppo non ho con me il cd-rom delle pubblicazioni altrimenti lo farei da solo...


W 15/8/1987 pag 23:

"Cristo morì su una croce?
‘Ma non insegna la Bibbia che Cristo morì effettivamente su una croce?’, chiederà qualcuno. Per rispondere a questa domanda, dobbiamo analizzare il significato delle due parole greche usate dagli scrittori biblici per descrivere lo strumento della morte di Cristo: stauròs e xỳlon.
Alla voce “Cross [Croce]”, l’International Standard Bible Encyclopedia (1979) afferma: “In origine il gr. stauròs indicava un palo di legno appuntito verticale saldamente confitto nel suolo. . . . Venivano posti l’uno accanto all’altro in file, in modo da formare recinzioni o palizzate difensive intorno agli insediamenti, oppure eretti singolarmente come strumenti di supplizio su cui individui colpevoli di gravi reati venivano pubblicamente appesi per lasciarveli morire (o, se già uccisi, per disonorarne completamente i cadaveri)”.
È vero che i romani usavano uno strumento di esecuzione chiamato in latino crux. E nel tradurre la Bibbia in latino la parola crux fu usata per rendere stauròs. Dato che la parola latina crux e quella italiana croce sono simili, molti presumono a torto che una crux dovesse necessariamente consistere in un palo con un braccio trasversale. Ma l’Imperial Bible-Dictionary dice: “Anche tra i Romani la crux (da cui deriva la nostra [parola] croce) pare fosse in origine un palo verticale, che costituì sempre l’elemento principale”.
Il libro The Non-Christian Cross aggiunge: “In nessuno dei numerosi scritti che formano il Nuovo Testamento esiste una sola frase che, nel greco originale, costituisca anche una prova indiretta che lo stauros usato nel caso di Gesù fosse altro che un ordinario stauros [palo]; tanto meno che consistesse non di un solo pezzo di legno, ma di due inchiodati insieme a forma di croce”. Può ben darsi che Cristo sia stato messo al palo su un tipo di crux (stauròs) chiamato crux simplex. Un palo del genere fu illustrato da Giusto Lipsio, studioso cattolico del XVI secolo.
Che dire dell’altra parola greca, xỳlon? La troviamo in Esdra 6:11 nella traduzione biblica greca detta dei Settanta. Nella Traduzione del Nuovo Mondo questo passo legge: “Ed è stato emanato da me l’ordine che, in quanto a chiunque violi questo decreto, sia tolta una trave dalla sua casa ed egli vi sia messo al palo, e la sua casa sia per questo trasformata in latrina pubblica”. Chiaramente in questo caso si trattava di un singolo pezzo di legno, di una “trave”.
Alcuni traduttori delle Scritture Greche Cristiane (Nuovo Testamento) rendono quindi così le parole di Pietro in Atti 5:30: “L’Iddio dei nostri antenati ha destato Gesù, che voi avete ucciso, appendendolo a un palo [o “legno”, secondo La Bibbia Concordata, Diodati, Nardoni, Versione Riveduta e altre]”. Volendo, potreste controllare come la vostra Bibbia traduce xỳlon in Atti 10:39; 13:29; Galati 3:13 e 1 Pietro 2:24.

Camminiamo per fede, non per visione
Anche dopo aver considerato queste testimonianze del fatto che Cristo morì in realtà su un palo, alcuni continueranno forse a non vedere nulla di male nel portare una croce. ‘È solo un ornamento’, possono dire.
Ricordate però come è stata usata la croce nel corso della storia, cioè come oggetto di culto pagano e di timore superstizioso. È possibile conciliare il portare una croce, anche come semplice ornamento, con questa ammonizione dell’apostolo Paolo in 1 Corinti 10:14: “Perciò, diletti miei, fuggite l’idolatria”?
Che dire dei veri cristiani oggi? Anch’essi dovrebbero essere coscienti della necessità di ‘guardarsi dagli idoli’, come consiglia la Bibbia. (1 Giovanni 5:21) Perciò non considerano la croce un ornamento appropriato. Ricordano le parole di Paolo: “Maledetto ogni uomo appeso al palo”, e quindi preferiscono pensare a Cristo come a un glorioso Re intronizzato! — Galati 3:13; Rivelazione 6:2.
Pur non portando croci, questi cristiani apprezzano profondamente il fatto che Cristo è morto per loro. Sanno che il sacrificio di Cristo è una meravigliosa dimostrazione della “potenza di Dio” e del Suo eterno amore. (1 Corinti 1:18; Giovanni 3:16) Ma non hanno bisogno dell’ausilio di alcun oggetto materiale, come una croce, per adorare questo Dio d’amore. Infatti, come esortò Paolo, ‘camminano per fede, non per visione’. — 2 Corinti 5:7.""


W 15/5/1971 pag 293:

“GESÙ MORÌ SULLA ‘CROCE’”
“So che Gesù morì sulla croce”, dirà uno. “L’ho letto molte volte”.
Ma, con grande sorpresa di molti, nella Bibbia non c’è nulla che indichi che il palo su cui fu giustiziato Gesù avesse un braccio trasversale. Infatti, l’evidenza indica il contrario. Louis Réau, famosa autorità francese nel campo dell’arte religiosa, scrisse: “I Vangeli non ci dicono nulla di specifico circa la forma della croce. La parola greca stauros può significare un semplice palo, e non implica, come il latino crux, l’incrocio di due bracci. Pare che in origine Cristo fosse rappresentato affisso a un palo”. — Si veda Atti 5:30; 10:39.
La “croce” era un simbolo religioso molto prima del tempo di Cristo. Un dizionario cattolico francese ammette: “Non si può negare che la croce era stata impiegata come simbolo religioso dai pagani. Si trova in diverse forme in un gran numero di monumenti asiatici, europei e perfino americani”.
Giacché la Bibbia non ne descrive la forma e le parole greche usate nella Bibbia significavano “palo” o “albero”, anziché “croce”, allora quelli che dicono che il palo su cui morì Cristo aveva un braccio trasversale hanno la responsabilità di dimostrarlo. E poiché negli scritti degli apostoli di Gesù non fu descritta nessuna “adorazione della croce”, ma questo era un simbolo “sacro” ai pagani, oggi non se ne può raccomandare ai veri cristiani l’adorazione."

G 4/6/2006 pag 12:
"Qual è il significato della croce?
Molto prima dell’era cristiana la croce era utilizzata dagli antichi babilonesi come simbolo di Tammuz, dio della fertilità. Si diffuse anche in Egitto, India, Siria e Cina. Secoli dopo, gli israeliti adulterarono l’adorazione di Geova con atti di venerazione del falso dio Tammuz. La Bibbia definisce questa forma di adorazione una ‘cosa detestabile’. — Ezechiele 8:13, 14.
In riferimento allo strumento su cui fu messo a morte Gesù, i Vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni usano il termine greco stauròs. (Matteo 27:40; Marco 15:30; Luca 23:26) Stauròs si riferisce a un palo diritto. John D. Parsons spiega: “In nessuno dei numerosi scritti che formano il Nuovo Testamento esiste una sola frase che, nel greco originale, costituisca anche una prova indiretta che lo stauros usato nel caso di Gesù fosse altro che un ordinario stauros; tanto meno che consistesse non di un solo pezzo di legno, ma di due inchiodati insieme a forma di croce”. — The Non-Christian Cross.
Come riportato in Atti 5:30 l’apostolo Pietro usò il termine xỳlon, che significa “legno” o “albero”, come sinonimo di stauròs, indicando non una croce a due bracci, ma un normale pezzo di legno diritto o un albero. Solamente tre secoli dopo la morte di Gesù alcuni che si professavano cristiani fecero propria l’idea che fosse stato messo a morte su una croce a due bracci. Questa opinione tuttavia era legata alla tradizione e a un uso scorretto del termine greco stauròs. È da notare che in alcuni antichi disegni raffiguranti esecuzioni in epoca romana figura un singolo palo di legno."


ragioniamo pag 85:

"Perché le pubblicazioni della Watch Tower rappresentano Gesù su un palo con le mani sopra la testa, invece che sulla croce tradizionale?
La parola greca tradotta “croce” in molte versioni bibliche moderne (“palo di tortura” in NM) è stauròs. Nel greco classico questa parola indica semplicemente un palo verticale. In seguito si cominciò a usarla anche per indicare un palo d’esecuzione con un braccio trasversale. Un dizionario biblico ne dà atto, dicendo: “La parola greca per croce, [stauròs], significava propriamente un palo verticale, o un elemento di una palizzata, a cui si poteva appendere qualsiasi cosa, o che si poteva usare per recintare un appezzamento di terra. . . . Anche tra i Romani la crux (da cui deriva la nostra croce) pare fosse in origine un palo verticale”. — The Imperial Bible-Dictionary, a cura di P. Fairbairn, Londra, 1874, Vol. I, p. 376.
Che dire dello strumento usato per mettere a morte il Figlio di Dio? È interessante che la Bibbia usa anche il termine xỳlon per identificare lo strumento usato. Il Dizionario illustrato greco-italiano di Liddell e Scott ne dà questa definizione: “Legno tagliato e pronto per l’uso, sia legna da ardere, sia legname da costruzione, . . . pezzo di legno, tronco, trave, palo, . . . bastone, clava, randello, . . . asse o trave a cui erano legati i malfattori, la Croce, N.T. . . . di legno vivo, pianta, albero”. (Le Monnier, 1975, p. 875) Per illustrare l’accezione “la Croce”, l’edizione inglese di questo dizionario, più ampia, cita Atti 5:30 e 10:39. In questi versetti, comunque, xỳlon è tradotto “legno” da Con, Di, EP, Mar, Na, VR e “albero” da KJ, RS. (Confronta questi significati con Galati 3:13; Deuteronomio 21:22, 23; vedi anche la nota ad Atti 5:30 in Ge).
Il libro The Non-Christian Cross (J. D. Parsons, Londra, 1896), dice: “In nessuno dei numerosi scritti che formano il Nuovo Testamento esiste una sola frase che, nel greco originale, costituisca anche una prova indiretta che lo stauros usato nel caso di Gesù fosse altro che un ordinario stauros; tanto meno che consistesse non di un solo pezzo di legno, ma di due inchiodati insieme a forma di croce. . . . Non poco capzioso da parte dei nostri insegnanti è il tradurre il termine stauros ‘croce’ per rendere nella nostra lingua i documenti greci della Chiesa, e il sostenere tale azione inserendo ‘croce’ nei nostri dizionari quale significato di stauros senza spiegare bene che tale non era affatto il significato principale del termine all’epoca degli Apostoli, non diventò il significato principale che molto tempo dopo, e diventò tale, se mai, solo perché, nonostante l’assenza di ulteriori prove, per una ragione o per l’altra si presumeva che il particolare stauros su cui fu messo a morte Gesù avesse quella particolare forma”. — Pp. 23, 24; vedi anche The Companion Bible, Londra, 1885, Appendice n. 162.
Il peso dell’evidenza indica quindi che Gesù morì su un palo verticale e non sulla croce tradizionale
"

ciao
«È vero, in tempi passati vi sono stati alcuni che hanno predetto la "fine del mondo", annunciando perfino una data specifica. Alcuni hanno raccolto intorno a sé gruppi di persone ... aspettando la fine. Tuttavia non è accaduto nulla. La "fine" non è venuta. Si sono resi colpevoli di falsa profezia» (Svegliatevi!, 22/4/1969, p. 23).
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Messaggiodi geovologo » 31/08/2010, 16:33

polymetis ha scritto:Mi aiutate, vista l'assurda discussione palo\croce, dove c'è gente che cerca seriamente di far passare l'idea che la traduzione "palo" possa includere anche le croci, a compilare un florilegio di citazioni della WTS in cui si dice che fu un palo, e NON una croce? Qualcosa di simile a questa:

“A dimostrare che fu una pertica o un palo semplice è il fatto che tanto l’apostolo Paolo che l’apostolo Pietro dicono che Gesu fu messo su uno xylon, che significa semplicemente pezzo di legno. Infatti leggiamo in Atti 5:30 “Iddio dei vostri padri ha risuscitato Gesu, che voi avete ucciso, appendendolo al legno” (…) Se Gesu fosse stato appeso a una croce costituita di due pezzi di legno, messi in modo da avere una forma precisa, sarebbero stati descritti come un semplice pezzo di legno?”( Svegliatevi! 22/09/1963, p. 30. Il corsivo e il grassetto sono miei)

Bisogna sbatter loro in faccia la loro apostasia ed eresia nel modo più clamoroso possibile, sperando che desistano da questo inutile sofisma, per paura di contraddire la Società davanti ai loro fratelli meno "disinibiti" di loro...


Forse potrebbe essere utile evidenziare che nella KIT (edizione 1969), a pag. 1155, menzionando un'illustrazione tratta dal testo "De Cruce Liber Primus" di Justo Lipsio - precisamente quella di pag. 647, colonna 2^ (riprodotta nella stessa KIT a pag. 1156) - il CD scriveva: "Questo è il modo in cui Gesù fu messo al palo". Va da sé che l'illustrazione riproduce un uomo inchiodato a un palo.
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Messaggiodi brunodb2 » 31/08/2010, 17:04

geovologo ha scritto:
polymetis ha scritto:Mi aiutate, vista l'assurda discussione palo\croce, dove c'è gente che cerca seriamente di far passare l'idea che la traduzione "palo" possa includere anche le croci, a compilare un florilegio di citazioni della WTS in cui si dice che fu un palo, e NON una croce? Qualcosa di simile a questa:

“A dimostrare che fu una pertica o un palo semplice è il fatto che tanto l’apostolo Paolo che l’apostolo Pietro dicono che Gesu fu messo su uno xylon, che significa semplicemente pezzo di legno. Infatti leggiamo in Atti 5:30 “Iddio dei vostri padri ha risuscitato Gesu, che voi avete ucciso, appendendolo al legno” (…) Se Gesu fosse stato appeso a una croce costituita di due pezzi di legno, messi in modo da avere una forma precisa, sarebbero stati descritti come un semplice pezzo di legno?”( Svegliatevi! 22/09/1963, p. 30. Il corsivo e il grassetto sono miei)

Bisogna sbatter loro in faccia la loro apostasia ed eresia nel modo più clamoroso possibile, sperando che desistano da questo inutile sofisma, per paura di contraddire la Società davanti ai loro fratelli meno "disinibiti" di loro...


Forse potrebbe essere utile evidenziare che nella KIT (edizione 1969), a pag. 1155, menzionando un'illustrazione tratta dal testo "De Cruce Liber Primus" di Justo Lipsio - precisamente quella di pag. 647, colonna 2^ (riprodotta nella stessa KIT a pag. 1156) - il CD scriveva: "Questo è il modo in cui Gesù fu messo al palo". Va da sé che l'illustrazione riproduce un uomo inchiodato a un palo.

Di seguito, le pagine citate da geovologo:
KIT 1969 p. 1155.jpg
KIT 1969 p. 1155.jpg (692.75 KiB) Osservato 7979 volte

KIT 1969 p. 1156.jpg
KIT 1969 p. 1156.jpg (556.68 KiB) Osservato 7979 volte


:ciao:

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Messaggiodi polymetis » 31/08/2010, 21:46

Forse potrebbe essere utile evidenziare che nella KIT (edizione 1969), a pag. 1155, menzionando un'illustrazione tratta dal testo "De Cruce Liber Primus" di Justo Lipsio - precisamente quella di pag. 647, colonna 2^ (riprodotta nella stessa KIT a pag. 1156) - il CD scriveva: "Questo è il modo in cui Gesù fu messo al palo". Va da sé che l'illustrazione riproduce un uomo inchiodato a un palo.


Grazie infinite. In realtà credo che, visto che mi hanno messo in pre-moderazione, questa citazione non potrò mai postarla...
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Messaggiodi Voyager65 » 31/08/2010, 22:09

Da quel che leggo capisco che è assurdo vietare l'accesso ai disassociati/dissociati in quel forum, li dentro ci sono già personaggi che come apostasia dagli insegnamenti WTS non temono confronti! :appl:
Credo che forse sia il caso di chiudere questo forum, ci penseranno i Tdg internettiani a "scoraggiare" i Tdg convinti! :felice: :risata: :mrgreen:
Spirulino e soci, amati colleghi miei! :risata:
Se la sapienza di questo mondo è stoltezza presso Dio, l'ignoranza lo è ancora di più!
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Messaggiodi polymetis » 31/08/2010, 23:40

Quel forum è una farsa, ora non posso neanche più postare, ogni volta che clicco su "rispondi" mi esce "autorizzazione non consentita", e per di più sono in pre-moderazione. Per quanto mi riguarda con me hanno chiuso, li lascio volentieri alle loro fantasie e alle loro eresie, è impossibile discutere se ogni volta che vorrei replicare non posso farlo.
Abite in malam rem...
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Messaggiodi polymetis » 31/08/2010, 23:55

Aprirò magari un blog, dove potrò pubblicare quello che mi pare e proseguire là quella discussione che sto avendo su TdGonlineforum forum, tanto so benissimo che mi leggerebbero anche là, se solo dessi loro il link. Devo pensarci, devo stabilire se mi meritano, oppure se dovrei lasciarli nella loro melma dilettantistica, in mano ai loro esperti di greco che non sanno neppure l'alfabeto di questa lingua...
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Messaggiodi Achille » 01/09/2010, 5:54

geovologo ha scritto:Forse potrebbe essere utile evidenziare che nella KIT (edizione 1969), a pag. 1155, menzionando un'illustrazione tratta dal testo "De Cruce Liber Primus" di Justo Lipsio - precisamente quella di pag. 647, colonna 2^ (riprodotta nella stessa KIT a pag. 1156) - il CD scriveva: "Questo è il modo in cui Gesù fu messo al palo". Va da sé che l'illustrazione riproduce un uomo inchiodato a un palo.
Se ne parla anche qui: http://www.infotdgeova.it/dottrine/croce3.php

Nella pagina si fa notare come nel libro di Justo Lipsio viene riprodotta anche una croce dalla forma tradizionale:

Immagine

Lipsio credeva che Gesù fosse morto su tale croce.
La pubblicazione del "palo" tratto dal suo libro, con il commento "Questo è il modo in cui Gesù fu messo al palo", è ingannevole in quanto lascia intendere che tale studioso credesse che Gesù appunto è morto su un palo.
Dopo che tale inganno è stato scoperto, nella successiva edizione della KIT, il commento è stato omesso, lasciando solo l'immagine, senza però precisare che Lipsio nella sua opera aveva riportato varie forme di strumenti di esecuzione, precisando che lo "stauros" su cui venne appeso Gesù era cruciforme:

«Per il fatto che è morto in riscatto di tutto il mondo - e questo è avvenuto non senza qualche misteriosa intenzione - il nostro Salvatore stette appeso proprio in quella croce che abbraccia l'intero universo con le sue quattro estremitàDe cruce libro primo, cap. X.

L'immagine riprodotta nella KIT tratta dall'opera di Lipsio rimane quindi sempre fuorviante.
Ma nell'ingannare e sviare i loro lettori i TdG internettiani hanno superato i loro maestri (la WTS), essendo, per usare un'espressione biblica, veri e propri "maestri di inganno".
Ma la capacità e la volontà deliberata di ingannare non sono la sola caratteristica deteriore che li contraddistingue.

Achille
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Messaggiodi ilnonnosa » 01/09/2010, 8:34

brunodb2 ha scritto:
geovologo ha scritto:
polymetis ha scritto:Mi aiutate, vista l'assurda discussione palo\croce, dove c'è gente che cerca seriamente di far passare l'idea che la traduzione "palo" possa includere anche le croci, a compilare un florilegio di citazioni della WTS in cui si dice che fu un palo, e NON una croce? Qualcosa di simile a questa:

“A dimostrare che fu una pertica o un palo semplice è il fatto che tanto l’apostolo Paolo che l’apostolo Pietro dicono che Gesu fu messo su uno xylon, che significa semplicemente pezzo di legno. Infatti leggiamo in Atti 5:30 “Iddio dei vostri padri ha risuscitato Gesu, che voi avete ucciso, appendendolo al legno” (…) Se Gesu fosse stato appeso a una croce costituita di due pezzi di legno, messi in modo da avere una forma precisa, sarebbero stati descritti come un semplice pezzo di legno?”( Svegliatevi! 22/09/1963, p. 30. Il corsivo e il grassetto sono miei)

Bisogna sbatter loro in faccia la loro apostasia ed eresia nel modo più clamoroso possibile, sperando che desistano da questo inutile sofisma, per paura di contraddire la Società davanti ai loro fratelli meno "disinibiti" di loro...


Forse potrebbe essere utile evidenziare che nella KIT (edizione 1969), a pag. 1155, menzionando un'illustrazione tratta dal testo "De Cruce Liber Primus" di Justo Lipsio - precisamente quella di pag. 647, colonna 2^ (riprodotta nella stessa KIT a pag. 1156) - il CD scriveva: "Questo è il modo in cui Gesù fu messo al palo". Va da sé che l'illustrazione riproduce un uomo inchiodato a un palo.

Di seguito, le pagine citate da geovologo:
KIT 1969 p. 1155.jpg

KIT 1969 p. 1156.jpg


:ciao:

Bruno


I dirigenti geovisti nella loro seconda edizione Interlineare: “The Kingdom Interlinear Translation of the Greek Scriptures” – 1985 a pp. 1149, 1150 e nella loro “Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture” con riferimenti Edizione (grande) 1987 a pp. 1579,1580, citano ancora lo studioso cattolico Giusto Lipsio. Gli estensori dell’articolo a p. 1155 dell’Interlineare del 1969, sapevano benissimo di avere fatto dire a Lipsio ciò che questi non pensava, emerge chiaramente dal fatto che hanno ritenuto, dopo che la frode è stata evidenziata da più parti, di stampare una nuova edizione (1985) ed in italiano nell’edizione del 1987 con i riferimenti, dove a pagina 1579, 1580 dell’appendice 5c, sempre alla voce “palo di tortura”, scompare la frase:”Questa è la maniera in cui Gesù fu impalato” a commento della figura dell’uomo appeso al palo, che viene sostituita dalla seguente espressione che non è assolutamente compromettente: “Un simile strumento di tortura (cioè il palo dell’illustrazione) è illustrato da Giusto Lipsio (1547-1606) nel suo libro De Cruce libri Tres, Anversa, 1629 pag. 29. La fotografia della crux simplex in questa pagina è stata riprodotta dal suo libro.”

Ciao. Ilnonnosa
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Messaggiodi polymetis » 01/09/2010, 13:29

Ho appena scritto queste righe su TdGonline forum, sempre che me le pubblichino:

Salve a tutti, questo è il mio ultimo post per comunicarvi che non ho intenzione di partecipare ulteriormente questo forum viste le condizioni di scrittura che mi vengono imposte e che non mi lasciano libero di scrivere quello che vorrei. Tanto più che è assurdo che io debba rispondere in 10.000 caratteri se devo replicare contemporaneamente a 5 persone, nessuna delle quali sa nulla delle materie di cui vorrebbe discettare, che capiscono poco delle fonti che leggono, e dunque che sarebbero da correggere riga per riga. Non è onesto che gente che risponde solo a me abbia 10.000 caratteri, e che il sottoscritto, che deve rispondere a Simon, Barnabino, Felio ecc., cioè più persone, ne abbia a disposizione ugualmente solo 10.000! Per di più, mentre gli altri utenti possono inviare più messaggi al giorno e continuare a replicare se qualcuno risponde loro, a quanto pare con le attuali impostazioni questo non mi è possibile, visto che dopo un messaggio non posso più aggiungere nulla, né aprire discussione, anche se fosse passata mezz’ora. Questo modo di discutere è impossibile, una vera e propria forma di mobbing.
Continuerò rispondere a questa discussione sulla croce da un blog che creerò appena avrò imparato come si fa, mi è già stato offerto aiuto per imparare a farlo. So che non posso linkare l'indirizzo di tale blog su questo forum, ma appena sarà creato ne darò notizia su quell' “altro forum” che voi conoscete bene, e che so che tutti leggono. Che approviate o no questo mio messaggio, la pubblicazione del link che su quell'altro forum sarà fatta ugualmente, e questa eventuale vostra piccola ennesima censura si aggiungerà alla lista dei capi di accusa che compariranno in quella discussione (non avete dunque alcun interesse a non pubblicare questo mio messaggio).
Prevedo che entro una settimana circa sarò perfettamente in grado di maneggiare i comandi informatici necessari per aprire un blog, fino ad allora saluto tutti i fan della libertà di espressione, che mi hanno incoraggiato via mail: ci rivediamo prestissimo!


La chiusura di un capitolo...
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Messaggiodi Mario70 » 01/09/2010, 15:48

polymetis ha scritto:Ho appena scritto queste righe su TdGonline forum, sempre che me le pubblichino:

Salve a tutti, questo è il mio ultimo post per comunicarvi che non ho intenzione di partecipare ulteriormente questo forum viste le condizioni di scrittura che mi vengono imposte e che non mi lasciano libero di scrivere quello che vorrei. Tanto più che è assurdo che io debba rispondere in 10.000 caratteri se devo replicare contemporaneamente a 5 persone, nessuna delle quali sa nulla delle materie di cui vorrebbe discettare, che capiscono poco delle fonti che leggono, e dunque che sarebbero da correggere riga per riga. Non è onesto che gente che risponde solo a me abbia 10.000 caratteri, e che il sottoscritto, che deve rispondere a Simon, Barnabino, Felio ecc., cioè più persone, ne abbia a disposizione ugualmente solo 10.000! Per di più, mentre gli altri utenti possono inviare più messaggi al giorno e continuare a replicare se qualcuno risponde loro, a quanto pare con le attuali impostazioni questo non mi è possibile, visto che dopo un messaggio non posso più aggiungere nulla, né aprire discussione, anche se fosse passata mezz’ora. Questo modo di discutere è impossibile, una vera e propria forma di mobbing.
Continuerò rispondere a questa discussione sulla croce da un blog che creerò appena avrò imparato come si fa, mi è già stato offerto aiuto per imparare a farlo. So che non posso linkare l'indirizzo di tale blog su questo forum, ma appena sarà creato ne darò notizia su quell' “altro forum” che voi conoscete bene, e che so che tutti leggono. Che approviate o no questo mio messaggio, la pubblicazione del link che su quell'altro forum sarà fatta ugualmente, e questa eventuale vostra piccola ennesima censura si aggiungerà alla lista dei capi di accusa che compariranno in quella discussione (non avete dunque alcun interesse a non pubblicare questo mio messaggio).
Prevedo che entro una settimana circa sarò perfettamente in grado di maneggiare i comandi informatici necessari per aprire un blog, fino ad allora saluto tutti i fan della libertà di espressione, che mi hanno incoraggiato via mail: ci rivediamo prestissimo!


La chiusura di un capitolo...

Quello che non riescono ad accettare è il fatto che quando ci sei tu o Teodoro o Ortodox si arriva a superare le 7000 visite, cosa dimostra questo fatto?
La gente che li segue conosce gia il punto di vista dei tdg, si tratta sempre della solita minestra riscaldata, il bello è proprio il vedere la demolizione del loro castello di sabbia ad opera di chi certe materie le conosce bene come voi e il numero delle visite è la verifica di questa mia osservazione.
ciao
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Messaggiodi Gabriella Prosperi » 01/09/2010, 15:50

Bravo Polymetis, come dire...li ha fatti verdi! :mrgreen:
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