Buone Feste (by MatrixRevolution)

Infotdgeova - LiberaMente - Il Forum


Lo scopo di questo forum è quello di analizzare in chiave critica la dottrina e l'organizzazione dei Testimoni di Geova

Omofobia

In questo spazio si discute di argomenti di vario genere relativi ai Testimoni di Geova e che non sono inclusi nelle altre sezioni

Moderatore: Cogitabonda

Messaggiodi Achille » 05/10/2016, 6:58

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Perdonatemi ma....

Messaggiodi Vieri » 05/10/2016, 9:11

Ha più valore secondo voi la parola di un papa o di 4 forumisti fuori di testa che sputano anonimamente il loro veleno di intolleranza bypassando tranquillamente dei moderatori disattenti?
Fare un articolo su questi 4 gatti come se fosse il parere di una intera collettività mi sembra a sua volta cadere nel ridicolo mettendosi poi al loro pari....
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Messaggiodi mr-shadow » 05/10/2016, 10:16

I forumisti saranno anche fuori di testa ma almeno dicono quello che pensano. Le parole del papa non hanno alcun valore perché lui fa politica, e si arrampica sugli specchi per far credere che nella religione ci sia posto per tutti.
il credente si inalbera per tre motivi: 1) se deve a turbare la pace in cui è immerso, dovendosi chiedere come mai esista ancora qualche folle istigato da Satana a "combattere l'Onnipotente"; 2) quando si sente stupido se il critico dimostra d'aver ragione con argomentazioni serie e sensate; 3) quando è costretto ad ascoltare frasi di negazione, dato che dio è il "Si"
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Messaggiodi minstrel » 05/10/2016, 10:30

mr-shadow ha scritto:I forumisti saranno anche fuori di testa ma almeno dicono quello che pensano. Le parole del papa non hanno alcun valore perché lui fa politica, e si arrampica sugli specchi per far credere che nella religione ci sia posto per tutti.


C'è posto per tutti, non per tutti i desiderata.
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Messaggiodi mr-shadow » 05/10/2016, 10:32

il credente si inalbera per tre motivi: 1) se deve a turbare la pace in cui è immerso, dovendosi chiedere come mai esista ancora qualche folle istigato da Satana a "combattere l'Onnipotente"; 2) quando si sente stupido se il critico dimostra d'aver ragione con argomentazioni serie e sensate; 3) quando è costretto ad ascoltare frasi di negazione, dato che dio è il "Si"
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Messaggiodi Achille » 05/10/2016, 10:38

Vieri ha scritto:Ha più valore secondo voi la parola di un papa o di 4 forumisti fuori di testa che sputano anonimamente il loro veleno di intolleranza bypassando tranquillamente dei moderatori disattenti?
Fare un articolo su questi 4 gatti come se fosse il parere di una intera collettività mi sembra a sua volta cadere nel ridicolo mettendosi poi al loro pari....
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Non capisco di chi stai parlando. Ti riferisci per caso a utenti e alla moderazione di questo forum? ....
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Messaggiodi minstrel » 05/10/2016, 10:48



Eccerto! D'altra parte si osservi la risposta del Vaticano mal interpretato dalla Pardi: "auspica [..] diffusione degli autentici valori umani e cristiani." Leggere: presenza di una natura umana, finalismo teleologico, legge naturale. Che poi per una strana prospettiva antropologica queste tre paroline fanno necessariamente rima con "omofobia" si sa... e pace amen.
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Messaggiodi mr-shadow » 05/10/2016, 10:57

Achille ha scritto:
Vieri ha scritto:Ha più valore secondo voi la parola di un papa o di 4 forumisti fuori di testa che sputano anonimamente il loro veleno di intolleranza bypassando tranquillamente dei moderatori disattenti?
Fare un articolo su questi 4 gatti come se fosse il parere di una intera collettività mi sembra a sua volta cadere nel ridicolo mettendosi poi al loro pari....
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No tranquillo, si riferisce ai commentatori del giornale...
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Messaggiodi Achille » 05/10/2016, 11:21

mr-shadow ha scritto:No tranquillo, si riferisce ai commentatori del giornale...
Sì, mi ha confuso il fatto che si parla di forumisti... sono commenti dei lettori non discussioni di un forum.
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Precisazione...

Messaggiodi Vieri » 05/10/2016, 13:33

Achille ha scritto:
Vieri ha scritto:Ha più valore secondo voi la parola di un papa o di 4 forumisti fuori di testa che sputano anonimamente il loro veleno di intolleranza bypassando tranquillamente dei moderatori disattenti?
Fare un articolo su questi 4 gatti come se fosse il parere di una intera collettività mi sembra a sua volta cadere nel ridicolo mettendosi poi al loro pari....
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Non capisco di chi stai parlando. Ti riferisci per caso a utenti e alla moderazione di questo forum? ....

Caro Achille, nessuno delle persone di questo forum ha ovviamente espresso opinioni di carattere offensivo ed avendo letto l'articolo che hai inserito era chiarissimo, come dal titolo, che si riferiva esclusivamente all'opinioni di alcuni forumisti de "Il Giornale"......

I lettori de Il Giornale: «Accoglienza? Bergoglio predica il Vangelo di Satana: noi veri cristiani sappiamo che i gay vanno messi a morte»

Mi sembrava, a questo punto che se uno avesse almeno letto il titolo...... :ironico:, il mio commento in merito fosse stato particolarmente ovvio.....
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Messaggiodi mr-shadow » 08/12/2016, 23:31

L’85% degli omosessuali è posseduto da spiriti malvagi

Un gruppo di ricercatori sul paranormale ritiene di aver scoperto la causa principale dell’omosessualità. Non è genetica. Non è il risultato di un trauma infantile. È colpa dei fantasmi.
Secondo quel che viene detto sul loro sito web, Spiritual Science Foundation Research sarebbe un “leader mondiale nella ricerca spirituale.” In un nuovo articolo pubblicato dal gruppo, si sostiene che un sorprendente 85% delle persone omosessuali sarebbero possedute da entità spettrali.
“La ragione principale dietro l’orientamento gay di alcuni uomini è che essi sono posseduti da fantasmi femminili“, l’articolo afferma. “È il fantasma femminile in loro che è attratto da altri uomini”. Al contrario, l’articolo continua, le lesbiche sono donne che soffrono “la presenza di fantasmi maschili“.
“La coscienza del fantasma vince sul comportamento normale della persona nel produrre l’attrazione omosessuale”, l’articolo spiega. “La ricerca spirituale ha dimostrato che la causa delle preferenze omosessuali si trovano prevalentemente nel regno spirituale“.
“Proprio a causa della possessione spettrale”, dice l’articolo, “la maggior parte della popolazione LGBT è influenzata da energie negative che danno loro pensieri che portano a esibire la loro omosessualità in maniera spudorata e persino aggressivo“. Questo include cose come i gay pride, le sfilate, i raduni, le marce, e altri “vetrine” pubbliche di “esibizionismo narcisismo”.
I pride sono particolarmente negativi, i ricercatori sostengono, perché “emettono energia negativa per anche a 10 km di distanza. L’energia oscura nelle città aumenta e si diffonde nel territorio circostante”.
Cosa propongono questi ricercatori per evitare tutta questa sofferenza? Ecco la risposta: “Così come ci insegnano sin da bambini di non giocare nell’acqua sporca e di non mangiare il fango, allo stesso modo abbiamo bisogno di educare la società ciò che è corretto dal punto di vista spirituale“, concludono i ricercatori. “Omettendo di farlo, si corre il rischio di un ulteriore calo della giustizia e di conseguenza le persone diventeranno più infelice”.

http://www.gay.it/curiosita/news/omoses ... ne-spiriti
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Messaggiodi Achille » 14/12/2016, 14:58

http://gayburg.blogspot.it/2016/12/intr ... e-per.html

Ma qualcuno non aveva detto "chi sono io per giudicare"?
Adesso si escludono queste persone solo per le "tendenze"? Cioè per quello che sono e non per quello che fanno?
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Messaggiodi Ray » 14/12/2016, 16:17

Achille ha scritto:http://gayburg.blogspot.it/2016/12/introvigne-il-papa-dice-che-per.html

Ma qualcuno non aveva detto "chi sono io per giudicare"?
Adesso si escludono queste persone solo per le "tendenze"? Cioè per quello che sono e non per quello che fanno?


Caspita ne rimarranno solo pochi...

Se escludiamo chi ha tendenze ,chi invece lo manifesta,i pedofili,chi ha comari con figli
ne resteranno pochi,è questa benedetta messa chi la deve officiare, IO ? :ironico:

:risata: :risata:
:ciao:
Ray

Le falsificazioni e le varianti involontarie si accumulano man mano che un testo è ricopiato attraverso i secoli. Ogni scriba riproduce gli errori degli scribi precedenti e ne aggiunge di propri. Non possediamo alcun originale dei libri del nuovo testamento, ma neppure copie eseguite direttamente sugli originali, né copie di copie...Bart D. Ehrman
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Messaggiodi mr-shadow » 16/12/2016, 12:35

GENTILONI/ VALERIA FEDELI ALL’ISTRUZIONE: UN INSULTO AL FAMILY DAY
di GIUSEPPE RUSCONI – su www.rossoporpora.org – 12 dicembre 2016

Stasera ha giurato il nuovo governo italiano presieduto da Paolo Gentiloni. A prescindere da ogni altra considerazione, si evidenzia la nomina all’Istruzione della vicepresidente Pd del Senato Valeria Fedeli, una nemica dichiarata del ‘Family day’: è un atto ostile alle famiglie che renderà ancora più arduo il cammino di un governo nato male e cui auguriamo vita brevissima.
La lista dei ministri è ormai nota. Al di là di ogni altra e doverosa considerazione su come è nato il nuovo esecutivo italiano, Paolo Gentiloni ha avuto l’incommensurabile sprovvedutezza o facciatosta di nominare al Ministero dell’Istruzione, della Ricerca e dell’Università (MIUR) Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato e nemica acerrima di quel vasto movimento di popolo che nel 2015 e nel 2016 ha portato in piazza centinaia di migliaia di persone contro la ‘legge sulle unioni civili’ (firmata dalla Garrula e Sciagurata Ministra, divenuta sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, un incarico tutt’altro che di secondo piano) e contro la diffusione (constatabile quotidianamente) di quella che si può ben chiamare l’ideologia del gender nelle scuole di ogni ordine e grado, attraverso i cavalli di Troia della lotta contro l’omofobia, il bullismo e per la parità di genere. Libri, video, corsi promossi dalla nota lobby ormai dilagano in ogni parte d’Italia e saranno un fiore all’occhiello della nuova ministra, la cui concezione della democrazia lascia molto a desiderare, come emerge ad esempio dalle parole pronunciate (vedi il Fatto Quotidiano del 24 giugno 2015) dopo il Family Day di piazza San Giovanni: “Ho visto un linguaggio da parte di insegnanti, educatori e genitori che non mi aspettavo, è stata una piazza violenta quella del Family Day”.

Il succo del ‘pensiero’ di Valeria Fedeli - prima firmataria del disegno di legge 1680 del 18 novembre 2014 per diffondere l'ideologia gender nelle scuole, 'aggiornando' in particolare i libri di testo - è poi espresso incisivamente dal saluto che la stessa ha portato a un Convegno in Campidoglio il 2 ottobre 2015. Eccone ampi stralci.

Titolo: I fraintendimenti del nulla.
Teoria gender: una distorsione propagandistica

(…) Ora che la “Buona scuola” è legge, comincia una nuova fase di applicazione e monitoraggio della riforma, ed è il caso di sottolineare quanto sia importante che anche il nostro Paese abbia finalmente una scuola che promuova, nei propri piani formativi, i princìpi di educazione alla parità di genere e dunque di prevenzione delle violenze e delle discriminazioni. Princìpi che sono entrati a far parte della riforma dando seguito a quanto previsto in materia già dalle nostre leggi, dalla nostra Costituzione e dal più avanzato diritto europeo.
Ciò che è previsto nella riforma della scuola, è bene ricordarlo, è l’attuazione dei principi di pari opportunità “promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità di genere, la prevenzione alla violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle relative tematiche”; e questo nulla ha a che vedere con la tanto citata teoria gender. ( NdR: No, ma proprio no… i libri, libretti, video, corsi lgbt sono delle invenzioni, anzi delle allucinazioni allo stato puro di centinaia di migliaia di genitori, nel migliore dei casi sprovveduti, negli altri casi in malafede).
Trovo positivo che il Miur abbia fornito, in un’apposita circolare di quindici giorni fa, indicazioni per una corretta interpretazione di quanto previsto nella Buona Scuola per assicurare, nell’offerta formativa, l’attuazione dei principi di pari opportunità: credo sia una importante operazione di chiarezza che ancora una volta conferma motivazioni e obiettivi dell’educazione alla parità di genere, che non c’entra nulla con la teoria gender ma che è invece una concreta azione di prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni.
È il segno di una volontà di chiarezza molto importante, che può contribuire a disincentivare la disinformazione e la paura che ne consegue. La stessa circolare, avente in oggetto “Chiarimenti e riferimenti normativi a supporto dell’art. 1 comma 16 della Legge 107/2015”, parla espressamente di una forte preoccupazione, riscontrata soprattutto tra i genitori, “derivante anche dalla risonanza mediatica di informazioni non sempre corrette e obiettive”, e fa giustamente riferimento all’esigenza di dare attuazione sia ai principi di pari dignità e non discriminazione presenti nella nostra Costituzione, che al più avanzato diritto europeo e internazionale, compresa la campagna dell’Alleanza parlamentare contro l’istigazione all’odio, del Consiglio d’Europa, e così facendo ribadisce l’estraneità di ideologie di qualsivoglia natura.
È bene sottolineare che il raggiungimento della parità, il superamento delle discriminazioni sessuali, nonché delle varie forme di violenza di cui le donne e le ragazze sono vittime, sono in primo luogo da costruirsi attraverso un cambiamento culturale, per questo sono fondamentali la corretta informazione e il coinvolgimento di tutta la comunità scolastica: molto bene ha fatto, dunque, il Miur, a ribadire sia il diritto e il dovere delle famiglie di conoscere i contenuti dell’offerta formativa, che il supporto al personale scolastico, che deve essere a sua volta debitamente formato e aggiornato.
Buona parte della disinformazione diffusa è cominciata, come noto, dalle false notizie comunicate su presunti incitamenti alla masturbazione che sarebbero presenti nelle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sull’educazione sessuale nelle scuole; linee guida che di fatto si limitano a fare un importante lavoro di rilevazione su quanto accade tra ragazze e ragazzi in ambito affettivo e sessuale. (NdR: ma com’è rassicurante la nuova ministra… peccato che la realtà sia molto diversa!)
(…) In questo ambito viene spesso legato il documento dell’Oms alla cosiddetta “teoria gender”, e questa alla riforma della scuola, eppure sia quelle linee guida che questa presunta teoria non vengono mai citate nella riforma. (NdR: è forse necessario citare esplicitamente per concretizzare nella realtà?)
La scuola può essere fondamentale per superare il modello culturale maschilista, che non concepisce le donne in posizioni di pari potere, nel riconoscimento della differenza di genere, anche nella famiglia, dove si riproduce spesso una concezione dei rapporti fondata sulla gerarchia e sul possesso. E per dire basta all’educazione ai luoghi comuni, come quelli, ancora molto diffusi, secondo i quali se un ragazzo piange, oppure ama cucinare, è una “femminuccia”, e se una bambina vuole giocare a calcio, o alle costruzioni, è una “maschiaccia”.
(…) Educatori, educatrici, docenti conoscono questi temi e già li trattano senza clamore (NdR: a volte si guardano bene dal coinvolgere le famiglie).
Non è possibile, in nome della “difesa dei nostri figli” e della “famiglia naturale” o “tradizionale”, contestare il diritto di ragazze e ragazzi di crescere nella consapevolezza di sé e sentendosi accolti e riconosciuti per ciò che sono.
C’è nel cambiamento in corso la definizione di una chiara scelta politica da portare a termine per promuovere un’educazione al rispetto delle diversità, ai sentimenti, agli affetti. Se l’educazione di genere è contro qualcosa, questo qualcosa sono gli stereotipi, i pregiudizi, le discriminazioni, il bullismo omofobico, e nient’altro.
Proprio l’educazione alla parità di genere può essere uno degli strumenti più efficaci per valorizzare le differenze, e contrastare l’omologazione dilagante. E chi vede in questo l’introduzione di una diabolica teoria gender, compie un doppio grave errore di disinformazione.
In primo luogo, come detto e ripetuto da tante e tanti scienziati e intellettuali di diverse discipline e di diversi orientamenti culturali, compresi eminenti teologi, non esiste una “Teoria Gender”: esistono invece gli studi di genere, che si prefiggono di cancellare le discriminazioni riprodotte, a tutti i livelli della società, in base alle differenze (NdR: Un bell’esempio di potere manipolatorio delle parole).
(…) In secondo luogo, chi chiama in causa la teoria gender quando si parla di educazione di genere mistifica quella che è un’azione di grande valore pedagogico, rappresentandola come il prodotto ideologico di questa o quella componente politica, speculando sulla paura del cambiamento. Alla base dell’educazione di genere, invece, vi sono obiettivi trasparenti e assolutamente condivisibili da tutti.
È oramai un sapere diffuso che il problema della violenza di genere ha una radice culturale profondissima, che viene da lontano: la politica ha il dovere di recidere queste radici. (…)
Non vedo quale altro luogo possa essere migliore della scuola per intraprendere, insieme a chi in questa comunità vive e agisce – studenti, famiglie, insegnanti – un intervento educativo in grado di restituire, alla nostra rappresentazione dei generi, la profondità e la complessità che meritano.
(…) Perché riconoscere le differenze senza lasciare che sesso, genere, orientamento sessuale, riproducano una visione totalizzante e gerarchica dell’essere umano, vuol dire riconoscere quelle potenzialità della persona e quelle legittime aspirazioni alla libertà che sono il fondamento stesso della democrazia.
Ognuno legga, valuti e risponda alla domanda: era proprio il caso di nominare Valeria Fedeli all’Istruzione? O non è una vera provocazione (consapevole o, perfino più grave, inconsapevole)?

P.S. Pietà, Signor, dell' Avvenire di martedì 13 dicembre 2016! E' quanto ci sorge spontaneo dopo aver letto l'edizione odierna del quotidiano galantino, un tempo voce vera della Cei. Nei titoli, sottotitoli, occhielli di prima pagina nemmeno un cenno alla nomina di Valeria Fedeli all'Istruzione. Nell'editoriale, così solenne e pensoso fin dal titolo ("Il Governo dei doveri"), l'ineffabile direttore Marco Tarquinio si presenta in veste di tappetino lodando Gentiloni per il suo "stile misurato e consapevole". E alla nomina della Fedeli a capo di un Ministero importante come quello dell'Istruzione dedica le parole seguenti: "Un debutto: Valeria Fedeli all'Istruzione". Allora una delle due: o il direttore tappetino ignora chi è e che fa la Fedeli oppure sorvola, glissa consapevolmente (proprio da 'cattolico' alla Gentiloni). Anche nelle pagine interne non si ritrovano tracce significative della Fedeli: le uniche annotazioni non tecniche riguardano la sua 'chioma purpurea' o il fatto che la nomina "sa tanto di bocciatura" della Giannini). Come definire l'atteggiamento dell'Avvenire galantin-gentilone di oggi, così fedele al politicamente corretto e cattolicamente inaccettabile? Basta una sola parola e il lettore non faticherà a trovarla.

P.S./2 Pietà, Signor, del Forum delle Famiglie. Speravamo di non dover aggiungere altro al primo Post Scriptum riguardante l'Avvenire galantino. Che errore! Dovevamo immaginare che anche il galantino Forum delle Famiglie avrebbe cercato di far sentire la sua voce e invece avevamo trascurato la possibilità che a ruota si sarebbero materializzati altri tappetini galantini. Infatti alle 13.42, a firma dell'ineffabile vicepresidente Maria Grazia Colombo, è comparso un comunicato da Oscar del tappetino: non solo l'ineffabile Colombo - in nome dello screditato Forum - augura inizialmente buon lavoro alla Fedeli, ma offre la disponibilità a collaborare, si dichiara a sua disposizione e, per chiudere - casomai non fosse ben chiaro - ripete gli auguri di buon lavoro. Ecco quel che si dice fedeltà alle istituzioni!
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Messaggiodi minstrel » 16/12/2016, 13:05

Che dire... alle parole di Rusconi manca giusto giusto l'accenno al fatto che la Ministra (mi raccomando, altrimenti chi la sente la Boldrini) non solo non ha la decantata laurea in Scienze Sociali, ma pare non abbia manco fatto l'esame di maturità. Beh, buon lavoro!
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Messaggiodi mr-shadow » 01/01/2017, 14:41

Famiglia Cristiana: «Si vietino i gay in tv prima delle 22.30 perché urtano la sensibilità dei più piccoli»

Prosegue senza sosta la crociata integralista contro i gay e le loro famiglie. Secondo il cattolicesimo di Mari Adinolfi, Gesù è ormai superato e è preferibile sostituirlo con l'ideologia di chi sostiene che essere "cristiani" significhi disprezzare e perseguitare il prossimo in un'ottica di negazione di quanto scritto nei Vangeli. L'amore pare ormai cosa superata per chi preferisce usare Dio come oggetto di profitto, magari speculando pure sulla promozione di torture psicologiche che potrebbero ammazzare qualche adolescente gay.
Ad unirsi al fronte integralista è ora anche Famiglia Cristiana che, in un articolo di Marco Deriu dal titolo "Quel reality sulle coppie sposate in fascia protetta", afferma:

In questi giorni dopo il Natale – per antonomasia la festa della famiglia – i vertici di Rai 3 hanno deciso di riproporre le storie del programma nella fascia preserale, collocando le repliche alle 20.05 del 26, 27, 28, 29 e 30 dicembre, dopo il Tg3 e prima di Un posto al sole. È proprio la scelta dell'orario a suscitare perplessità: riproporre temi ancora scottanti in una collocazione di largo ascolto e di fruizione famigliare è una decisione per molti aspetti dirompente.

Precisato che il Natale debba essere la festa di Gandolfini e dei suoi figli adottati o di Adinolfi e delle sue due mogli, si precisa che loro esigono che le famiglie gay siano incluse in virtù dell'odio irrazionale che sprizzano da ogni poro contro di loro.
Si passa così a dare spazio all'opinione dell'Aiart, ossia l'associazione di telespettatori cattolici che fecero indebitamente sospendere "Fisica o chimica" e che cercarono di impedire la partecipazione di Conchita Wurst. A loro nome Massimiliano Padula ha rivolto alla Rai «un vero e proprio appello, perché ci spieghino i motivi di una scelta che sa di forzato e di "costruito ad arte". Non possiamo non farci portavoce di una domanda di senso a cui il Servizio pubblico non può non dare una risposta». Ed è sistenendo che sarebbe meglio parlare di come Adinolfi abbia cristianamente ingravidato le sue due mogli, domanda «perché Rai 3 non scrive e realizza un format che riesca a raccontare la fatica e la gioia delle famiglie eterosessuali, a dare spazio alle contraddizioni e alle imperfezioni che oggi una coppia uomo-donna (sposata in chiesa o civilmente) vive, nonostante le tante iniquità sociali ed economiche che spesso impediscono di generare figli e progettare il futuro?».
Insomma, come sempre questa gente vuole essere al centro dell'attenzione, chiedendo la censura altrui per poter propogandare a senso unico le loro opinioni quasi si trattassero di una verità rivelata.
Dal canto suo Famiglia Cristiana benedice l'ipotesi di programmi che esaltino la famiglia tradizionale contrapponendola alle altre, asserendo che:

La proposta è ragionevole e la facciamo nostra, aggiungendo un ulteriore elemento utile alla riflessione: le norme di autoregolamentazione della televisione italiana prevedono che le trasmissioni in onda sulle reti nazionali generaliste (Rai 3 lo è) nella fascia oraria compresa fra le 7.00 e le 22.30 siano destinate a una fruizione famigliare. La scelta di Rai 3 di inserire nel preserale di questi giorni le repliche del programma delega alle famiglie una responsabilità in più nella valutazione dell’adeguatezza di contenuti e forma alla sensibilità spettatoriale dei più piccoli.

Come sempre, i bambini diventano un oggetto con cui alcuni adulti cercano di nascondere e giustificare i loro pregiudizi. Ma dato che questi sedicenti "cristiani" non hanno manco il coraggio di ammettere che sono loro ad avere problemi con i gay, ecco che usano degli innocenti come scudo umano utile a peggiorare il mondo che si lascerà loro.
Interessante sarebbe anche comprendere in quale modo l'amore di una famiglia spaventa così tanto gli integralisti sino a ridurli a sostenere che l'amore debba essere censurato alla fruizione familiare mentre paiono non avere problemi con i programmi che promuovono il razzismo, l'odio o il sessismo.

L'articolo in questione: https://4.bp.blogspot.com/-XVdMPbXKiiw/ ... 231900.jpg
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Messaggiodi mr-shadow » 01/01/2017, 14:47

L'integralismo lancia una petizione per chiedere la censura mediatica dei gay

Quella stessa gente che va in giro a sostenere che l'omofobia sia «un diritto di opinione» e che la violenza contro i gay sia «una libertà di espressione», ora è impegnata a raccogliere firme per chiedere che sia impedito dare visibilità ai gay e alle loro famiglie. Come in epoca nazista, l'integralismo ha dunque deciso di inneggiare alla censura quale strumento per impedire che l'informazione e la conoscenza possa mettere in dubbio la loro ideologia. Ironicamente la richiesta giunge da chi parla di «gaystapo» e di «pensiero unico» ogni qualvolta qualcuno osi avere opinioni diverse dalle loro.
Dinnanzi ad una Rai che usa soldi pubblici per finanziare una Rai Vaticano che sia al servizio di un'unica confessione religiosa, che trasmette messe in diretta televisiva e che propone continuamente preti e suore anche nelle sue fiction, l'integralismo afferma:

La dirigenza di Rai3, guidata da Daria Bignardi, ha deciso di trasmettere di nuovo dal 26 dicembre una serie di ben 5 puntate consecutive dedicate interamente alla celebrazione di unioni gay rese possibili con la legge Cirinnà approvata la scorsa estate per la pressione del Governo Renzi.
Dopo la forzatura politica in Parlamento, ecco la forzautura mediatica sulla tv pubblica, finanziata coi soldi di tutti noi contribuenti.
Non è assolutamente in discussione il rispetto umano per le persone coinvolte e per le le loro vite. Il problema, grave e serio per la democrazia, è quando si usa la televisione pubblica come mezzo di propaganda culturale e politica unidirezionale e ideologica. Si è mai vista la RAI raccontare con tanta cura, in uno spazio così seguito come quello tra Natale e Capodanno, la bellezza della famiglia fondata sul matrimonio, aperta alla vita, interamente dedicata all'accoglienza e alla crescita di figli? Mai.
Le scelte della RAI in questi ultimi anni sono dirette escusivamente a sovvertire il senso comune popolare sui temi della famiglia e della filiazione, col tentativo di scardinare, in questo secondo caso, la naturale consapevolezza che ogni figlio ha una mamma e un papà, e ha diritto di fare esperienza della maternità e della paternità nel rifiuto di ogni pratica commerciale come la fecondazione artificiale o peggio l'utero in affitto.
Firmando questa petizione chiediamo ai vertici della RAI e di Rai3 in particolare di sospendere la nuova messa in onda del programma e di smettere di usare i soldi di tutti per fare propaganda ideologica sulla televisione pubblica.


Insomma, dicono che non sua in discussione la dignità dei gay purché li si censuri e si dica che siano inferiori agli etero. Il tutto come conseguenza dei rantoli d'odio di quel Mario Adinolfi(1) che ha innescato la polemica in quella sua certezza che le sue due famiglie e le sue molteplici mogli siano la massima espressione dell'«unica famiglia» gratita a Dio e dunque meritevole di diritti civili in uno stato laico come l'Italia.
Questa non è la prima volta in cui l'integralismo inneggia ad una censura dei gay: in passato pretesero la censura di Concita Wrust e un esplicito divieto alla partecipazione dei gay ai talent show. Quest'anno Adinolfi ha anche già avviato una delle sue solite campagne diffamatorie contro la partecipazione di Tiziano Ferro al festival di Sanremo.
Nessuno di questi personaggi si è lamentato per l'ampio spazio concesso dalla televisione pubblica alla propaganda Adinolfi in rappresentanza del suo misero 0,6% di popolazione, per l'uso del canone a vantaggio eslusivo del Vaticano o ad una Rai che per compiacere i vescovi ha promosso le famiglie numerose dal palco di Sanremo (arrivando sino ad invitarw a fare figli senza programmarli, sostenendo che sarebbe stata la provvidenza a farli crescere).

(1) Da ricordare che una delle bandiere del moralismo cattolico è (secondo la morale che difende) divorziato, pubblico concubino e fornicatore.
il credente si inalbera per tre motivi: 1) se deve a turbare la pace in cui è immerso, dovendosi chiedere come mai esista ancora qualche folle istigato da Satana a "combattere l'Onnipotente"; 2) quando si sente stupido se il critico dimostra d'aver ragione con argomentazioni serie e sensate; 3) quando è costretto ad ascoltare frasi di negazione, dato che dio è il "Si"
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Messaggiodi mr-shadow » 03/01/2017, 22:58

È per compiacere i vescovi che il National Geographic ha tolto la transessuale dalla copertina italiana

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È il quotidiano di vescovi ad aver ottenuto rassicurazioni sul fatto che l'edizione italiana del National Geographic non pubblicherà la copertina intenzionale con al presenza di una transessuale. Una bambina che non piace ai vescovi e che i la curia indica come una malata mentale priva di qualunque dignità umana perché non conforma al modello ariano che la chiesa cattolica sostiene si basi sulla penetrazione vaginale di una donna da parte del pene di un uomo.
L'offensiva dei vescovi aveva avuto inizio attraverso un vergognoso articolo di Luciano Moia dal titolo «Bambini sbattuti in prima pagina per la propaganda transgender». Come da prassi della propaganda integralista., tutto ciò che non mira a sostenere la superiorità degli eterosessuali sugli omosessuali (o dell'uomo sulla donna) viene accusato di essere "propaganda" secondo il gergo coniato da Putin. E la ferocia della curia appare sottolineata a fronte di come Avvenire ci tenga molto a modificare qualunque riferimento all'identità di genere con un più patologico riferimento alla «disforia di genere in età pediatrica» ad indicare che i preti reputano quei bambini dei malati.
In una lettera scritta ad Avvenire dal direttore del National Geographic, si spiega come la rivista «affronta la questione dal punto di vista scientifico, psicologico, sociale, etico e naturalmente etnico, considerando anche gli stereotipi di genere presenti nelle diverse culture umane. E illustra anche, non solo, casi di bambini, tra cui Avery Jackson, la ragazzina che compare nella copertina americana ma non in quella italiana, che le allego». Ed è in riferimento all'aggressione della curia che sottolinea anche che: «Mi pare invece che l’autore dell’articolo apparso su “Avvenire” abbia trattato il numero con superficialità, senza approfondirne con attenzione i contenuti. Perché National Geographic prende atto di una situazione di grande attualità, molto dibattuta, e la analizza da tutti i punti di vista, senza pregiudizi né posizioni dogmatiche, come è caratteristica di una rivista che racconta il mondo per ciò che è, senza piegarlo ad alcun tipo di propaganda, come invece si vorrebbe far credere».
Ma è sostenendo che i transessuali siano dei malati e che i bambini transessuali non meritino alcun rispetto da parte di una Chiesa che li ha già condannati a priori, è sempre dalle pagine di Avvenire Luciano Moia aggiunge:

Non so, gentile direttore Cattaneo, se lei ha figli. Se ne ha, potrà –come padre, oltre che come collega– comprendere più facilmente le nostre riflessioni. In caso contrario sono certo che ne intuirà, almeno idealmente, gli obiettivi che – proprio per sgombrare subito il campo da riferimenti inopportuni che lei solleva con garbo, ma anche pregiudizio – non hanno alcuna prospettiva «dogmatica». Per valutare il vostro ampio dossier, siamo infatti partiti da un punto di vista umano. Di fronte a bambini afflitti da disturbi della differenziazione sessuale – che la pediatria considera patologie – è giusto far riferimento a sovrastrutture cariche di ambiguità come quelle che pretendono di «superare la “binarietà” maschile e femminile» (sono parole che leggo nella vostra rivista)? A noi sembra che da un lato ci sia un serio problema medico-scientifico, dall’altro quello che la vostra caporedattrice Susan Goldberg sintetizza come l’obiettivo di «rivolgere uno sguardo nuovo al problema del genere». E quale sarebbe questo sguardo nuovo? Quello che pretende di dissolvere la bellezza e la verità del genere femminile e di quello maschile in un indistinto “middle sex” o “gender fluid” (uso ancora termini che leggo nel vostro dossier)? Se ne può discutere. Ma se lei parla con i pochi psicologi che, coraggiosamente, accolgono e accompagnano i ragazzi alle prese con disturbi dell’identità di genere, sentirà solo storie di disagio, malessere, ribellione, insoddisfazione. Altro che “sguardo nuovo”.

Insomma, da parte il signor Moia dice chiaramente che lui non accetterebbe mai la transessualità di un figlio e che gli direbbe in faccia che lui non tollera possa vivere secondo natura in un sistema che lui ha deciso debba essere binario perché binaria è la sua vita. Moia si sostituisce dunque a Dio e condanna chiunque non rientri nei suoi schemi in quell'ottica in cui pare voler sostenere che sia Dio a dover essere fatto ad immagine e somiglianza dei suoi pregiudizi. Il tutto, peraltro, in un contesto in cui appare sempre più faticoso poter parlare di qualcosa mentre i sedicenti "cattolici" si premurano di attribuire curiose definizioni alle parole in modo da cercare di cambiare le carte in tavola per ottenere più facilmente la ragione.
Ma è sventolando assurde teorie basate sul sentito dire (e facilmente confutabili da qualunque comunità scientifica) che Moia proclama che i transessuali sono malati che si curerebbero da sé se gli si dicesse che la loro sessualità disgusta Dio e non verrà mai accettata dai cattolici in virtù del loro culto pagano per il rapporto vaginale quale mezzo per compiacere Dio. Scrive:

Attenzione, qui l’omosessualità non c’entra nulla. Siamo ancora a una fase prodromica che, come le ricerche ci attestano, in 8 casi su 10 si risolve con l’accettazione del proprio sesso biologico. Parliamo di scienza, non di ideologia. È la pretesa di confondere i due aspetti che alimenta i nostri dubbi sul vostro approccio. I bambini afflitti da quello che viene anche definito “sesso incerto” – come quelli appunto che lamentano disturbi di identità di genere – vanno accompagnati con tenerezza e rispetto, attenzione e competenza. La loro sofferenza non si risolverà sbandierando e propagandando rivoluzioni antropologiche che sono tali solo nelle pretese di un’ideologia ignara dell’umano e tesa soltanto a inseguire chimere – non a caso Goldberg parla di “spettro” – che tradotte in dinamiche esistenziali aprono la strada a problemi ancora in parte inesplorati.

E se simili affermazioni paiono la conseguenza di un integralismo che strumentalizza dato e si dà ragione a vicenda sino a basare le loro successive elucubrazioni su tesi tutt'altro che provate, immancabile giunge poi il sostenere che il rifiuto della transessualità sarebbe una modalità per "difendere" i bambini anche se spesso si traduce in una violenza che potrebbe spingerli al suicidio. Dice Moggia:

Lei è libero di non frequentare le nostre pagine, non di presumere con qualche sussiego che cosa scriviamo in esse, nutrendo informazioni e valutazioni di conoscenze, approfondimenti, verifiche, confronti che non datano da ieri e che mettono sempre al primo posto il diritto dei più deboli e più sfortunati. E questi bambini tali sono, e hanno il diritto di veder salvaguardata la propria speranza di crescere nel modo più sereno e tranquillo possibile, accanto ad adulti disposti a offrire loro le migliori condizioni sociali, economiche e ambientali (e in questo caso anche medicoscientifiche). Lei è sicuro che gli adulti che hanno trasformato la piccola Avery Jackson in una testimonial dell’ideologia transgender, inducendola a riferire concetti del tutto incredibili per una bambina di nove anni, possano rientrare in questo novero? Noi – proprio perché attenti da sempre ai diritti dell’infanzia – abbiamo molte, molte perplessità. E, come genitori, non possiamo che rivolgere alla piccola Avery la nostra affettuosa e partecipe vicinanza. Con l’augurio di poter trascorrere un Natale lieto e spensierato, come tutti i bambini della sua età. Senza essere sbattuta in prima pagina, cosa che almeno lei – qui in Italia – ha evitato di fare, differenziandosi dai suoi omologhi d’Oltreoceano. Ricambio il suo saluto anche a nome del direttore di questo giornale.

Ed è per difendere la piccola che Avvenire dice ai suoi seguaci che la si deve ritenere malata, peccaminosa, inaccettabile e immeritevole di vita. Ma forse la vera domanda è come faccia questa gente a guardarsi nello specchio dinnanzi all'evidenza di come il loro pregiudizio e il loro integralismo danneggi tangibilmente la vita altrui. Il solo fatto che suggerisca di "curare" la transessualità la dice lunga sulla vergogna di una Chiesa che vuole negare la natura e che vuole sostituitesi a Dio per imporre diktat basati sull'ignoranza di chi giudica senza conoscere.

http://gayburg.blogspot.it/2016/12/e-pe ... he-il.html
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Messaggiodi mr-shadow » 03/01/2017, 23:05

Adinolfi contro la Bigtnardi: raccontare l'amore dei gay è un'offesa per chi li odia

È intollerabile, eppure pare proprio che la Bignardi abbia osato contestare il pensiero unico di Mario Adinolfi. Siamo dinnanzi ad un fatto intollerabile, dato che Adinolfi è stato molto chiaro nel sostenere che lui è il più bravo dei giornalisti, il migliore fra i cristiani nonché la massima espressione dell'uomo ariano. Inoltre il suo aver acquistato il marchio "Croce" gli dà pieno diritto di sostenere che Dio sia fatto a sua immagine a somiglianza, dato che ormai il sacrificio di Gesù è stato violentato e bestemmiato a profitto di un solo uomo. E se lui decide che Dio lo ha eletto messia e che i ragazzi gay devono subire indicibili violenze nel suo nome, così dev'essere. Punto. E che non si dica che quei luridi froci hanno dei diritti. Non è vero. Adinolfi ha deciso che sono inferiori e che la loro vita debba valere meno della sua.
E se la Bignardi racconterà le storie d'amore tra gay che hanno deciso di unirsi civilmente, Adinolfi dice che il racconto dell'amore è intollerabile. Con la sua solita arroganza e violenza, scrive:

A partire da stasera e per cinque prime serate consecutive, con un'operazione televisiva di indottrinamento forzato che non ha precedenti nella storia della TV Italiana, Raitre manderà in onda nell'orario di massimo ascolto il programma Stato Civile, dedicato alle unioni gay in Italia e alla propaganda dell'omogenitorialità. Ripeto, nella storia del servizio pubblico radiotelevisivo pagato dai soldi di milioni di famiglie italiane, ma si era osato mandare per cinque prime serate consecutive in onda la stessa produzione esterna, prodotta dalla Panama Film di Francesco Siciliano, figlio dell'ex presidente della Rai e esponente del PD, amico di Monica Cirinnà che già si è sbracciata per sostenere l'operazione voluta e pagata coi nostri soldi da Daria Bignardi. Questa vergogna di Stato è denunciata e rifiutata dal Popolo della Famiglia, non si fa indottrinamento gender a spese delle famiglie italiane nei giorni delle festività natalizie per offendere in maniera così provocatoria radici e sentimenti del popolo italiano per compiacere una piccola lobby di potenti e di amici degli amici. Questa operazione senza precedenti deve essere immediatamente fermata e ci appelliamo al presidente della Rai Monica Maggioni quale garante del servizio pubblico radiotelevisivo e al consigliere del Cda Paolo Messa che se facesse ogni tanto sentire la sua voce potrebbe persino trovare un senso nella propria permanenza a viale Mazzini. Chiediamo inoltre trasparenza sui costi dell'operazione, visto che ci risulta che il minutaggio di Stato Civile sia stato pagato il triplo di minutaggi analoghi per progetti di seconda serata di Raitre.
Insomma, quell'amore deve essere censurato perché non rappresenta l'odio che lui vende e con cui cerca di ottenere soldi e potere politico attraverso la persecuzione altrui. E poi si parla di froci, mica di cristiani! Quindi perché mai non si dovrebbe sostenere che la vita altrui sia da intendersi come una "propaganda" dato che lui basa il suo intero fatturato su un commercio di odio attraverso la promozione dell'intolleranza? In fono è doveroso che lui abbia potuto presenziare a tutte le trasmissioni televisive per dire che quei luridi froci valgono meno di lui e che le loro sodomitiche unioni non rappresentano la sacralità dei suoi due matrimoni. Perché mai quei luridi esseri dovrebbero avere il diritto di raccontare qualcosa di diverso quasi fossero anche loro esseri umani paragonabili a lui? Lui ha parlato e tanto basta, sia mai che in democrazia ci debba essere la possibilità di non sottomettersi al suo pensiero unico!
E se lui chiede a gran voce che i gay siano obbligati a pagare contribuito che gli garantiscano una reversibilità che vuole per sé, se esige che la Rai sia spazio a lui e altri integralisti che mentono dinnanzi alle telecamere e se non tollera che qualcuno sovvenzioni un pensiero che non sia il suo, ecco che il Dio denaro è l'altro appiglio con cui cerca di far presa fra la sua gente. In fondo basta non avare alcuna etica e alcuna morale e tutto diventa sostenibile...
Diventa libertà di opinione in sostenere che il servizio pubblico debba dare spazio solo a lui, diventa sostenibile il dire che la sua famiglia valga più degli altri, che il suo amore conti più di quello degli altri e che la sua ideologia sia legge perché è fastidioso dover ascoltatore gli altri quando li si più condannare a priori.
Interessante sarebbe anche comprendere con quale coraggio Adinolfi si auto-proclami rappresentanza delle famiglie italiane, ma si sa che in propaganda è essenziale attribuirsi falsi crediti per cercare di ottenere il massimo profitto da quei ragazzi che lui è disposto ad uccidere attraverso la promozione di quelle barbare torture che vanno sotto al nome di "terapie riparative".
Quindi Adinolfi ci dica: cosa devono fare i gay per non infastidirlo? Devono ammazzarsi? se ne devono andare dall'Italia dato che è terra sua? O magari cui penserà lui e la sua gente a creare campi di sterminio mentre inneggeranno a false "lobby gay" e a fantomatiche "ideologie gender" come legittimazione di quel nuovo fascisti che Mario Adinolfi vuole lasciare alle sue sventurate figlie dato che poi saranno cavoli loro vivere in quella merda di mondo che lui avrà creato per suo diletto e profitto?
Di certo ci vuole un gran coraggio a mettere al mondo qualcuno in un mondo in cui Adinolfi viene ascoltato e in cui la sua propaganda ha pure dei seguaci.... Così come il segretario del suo partito non esiterebbe a dir contro i gay, pare evidente che Satana sarebbe sicuramente orgoglioso della sua opera.

http://gayburg.blogspot.it/2016/12/adin ... ntare.html
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Messaggiodi deliverance1979 » 04/01/2017, 21:37

Se Adinolfi é la massima espressione dell'uomo ariano passo con i jihadisti, e questa é una promessa, altro che minaccia.
Mi semvra piú un individuo ruffiano che solleticando certi tasti ecclesiastici, guarda caso, riceve fama, gloria ed onori e li spaccia come per sue conquiste sul campo.
É un fenomeno da baraccone supportato haimé da certi ambienti religiosi.
Ma questa é solo una mia opinione da povero osservatore alla finestra ignorante ed incompetente.
Eccetto la moglie (se ancora stanno insieme) ad Adinolfi non c'é da invidiargli altro.
Oooops, ma questa era una discussione sui gay... :ironico: :cer:
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Messaggiodi mr-shadow » 05/01/2017, 15:40

deliverance1979 ha scritto:un individuo ruffiano che solleticando certi tasti ecclesiastici, guarda caso, riceve fama, gloria ed onori e li spaccia come per sue conquiste sul campo.


http://gayburg.blogspot.it/2017/01/mari ... ign=buffer

non so perchè, ma mi ricorda certe farneticazioni lette su questo forum sulla necessità di condannare i bambini per le colpe dei genitori :blu:
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Messaggiodi deliverance1979 » 05/01/2017, 20:16

Pensa se si mettessero degli standard fisici per stabilire chi é degno di procreare e\o vivere e chi no...(tanto per rimanere in tema di razza ariana)... Chissá che fine farebbe il nostro caro Adinolfi... :fronte:
Per citare una una massima delle mie parti (che ben si addice alla fisionomia del soggetto).... Bella non é! disse il pollo dentro il forno, e adesso chi se le mangia tutte ste patate.... :ironico:
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Messaggiodi mr-shadow » 13/01/2017, 18:46

Omofobia in famiglia: uccide il figlio a coltellate e poi brucia il cadavere

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Un’altra storia di violenza omofobica, consumata tra le pareti domestiche. Notizia che arriva da oltre oceano e che riguarda la vita del giovane Itaberlly Lozano, ucciso dalla madre con la complicità del compagno di lei perché non accettava la sua omosessualità. Lo riporta la sezione brasiliana dell’Huffington post. È successo a Cravinhos, nella regione metropolitana di
L’omicidio è stato consumato il 29 dicembre dello scorso anno, ma la confessione – dopo le dovute indagini – è arrivata solo nei giorni scorsi. Tatiana Lozano Pereira, madre della vittima, ha accoltellato il figlio e con l’aiuto del marito ha prima bruciato il cadavere per poi occultarlo in un campo.
La donna ha provato a giustificare il suo gesto: il figlio, secondo la sua versione, stava diventando aggressivo, portava uomini a casa e consumava droga, fino ad arrivare alle minacce di morte contro i suoi genitori. Saranno gli inquirenti a verificare la verità di queste affermazioni. Itaberlly aveva diciannove anni e aveva lavorato nel supermercato gestito proprio dalla donna.
Casi come questo ricordano altri episodi di uguale violenza, accaduti proprio in contesti in cui gli aggressori sono proprio coloro che invece dovrebbero tutelare i propri figli: pensiamo, infatti, ad Amir Issa ucciso dal padre a Los Angeles, sempre per omofobia. E pensiamo, per fare un esempio a noi geograficamente più vicino, al caso del ragazzo palermitano aggredito sempre in famiglia, mentre faceva la doccia a casa, e fortunatamente scampato alla morte.
Di fronte a fatti come questi, ci si chiede davvero se la cosiddetta famiglia “tradizionale” non debba essere sottoposta a una profonda revisione, a partire dai suoi valori e dalle credenze su cui si fonda. Credenze e valori che, a quanto pare, non sono sempre funzionali per la pacifica convivenza tra le diversità che la compongono.

http://www.gaypost.it/omofobia-famiglia ... lly-lozano
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Precisazioni.....

Messaggiodi Vieri » 14/01/2017, 12:34

Di fronte a fatti come questi, ci si chiede davvero se la cosiddetta famiglia “tradizionale” non debba essere sottoposta a una profonda revisione, a partire dai suoi valori e dalle credenze su cui si fonda. Credenze e valori che, a quanto pare, non sono sempre funzionali per la pacifica convivenza tra le diversità che la compongono.

La "famiglia tradizionale" è fonte della vita che regola tramite la procreazione, da centinaia di millenni l'esistenza dell'uomo e che non c'entra nulla con l'intolleranza verso chi ha comportamenti diversi.

In tutto il mondo esiste una intolleranza verso il "diverso" compreso gli albini che vengono uccisi nelle tribù primitive oltre all'Islam integralista che mette a morte tali persone come per le donne in India che vengono ripudiate o peggio uccise o sfregiate per motivi passionali diversi....

Fatti anche atroci nella civilissima Italia dove la superbia, l'arroganza ed il desiderio passionale di possesso portano anche recentemente a compiere atti di inaudita violenza in genere vero il più debole.
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Messaggiodi mr-shadow » 14/01/2017, 12:47

Vieri ha scritto:[
La "famiglia tradizionale" è fonte della vita che regola tramite la procreazione


Veramente la fonte della vita è l'unione uomo-donna.
il credente si inalbera per tre motivi: 1) se deve a turbare la pace in cui è immerso, dovendosi chiedere come mai esista ancora qualche folle istigato da Satana a "combattere l'Onnipotente"; 2) quando si sente stupido se il critico dimostra d'aver ragione con argomentazioni serie e sensate; 3) quando è costretto ad ascoltare frasi di negazione, dato che dio è il "Si"
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Mario Adinolfi...(sigh !)

Messaggiodi Vieri » 14/01/2017, 12:54

Ho avuo modo di leggere qualche cosa su questo "paladino" che onestamente a me, da cattolico, mi sembra un po' "fuori di testa"....
Se "chi è senza peccato scagli la prima pietra" non dovrebbe alla fine da divorziato e risposato a Las Vegas (???), da giocatore incallito di Poker e politico "banderuola" pensare un po' a sé stesso prima di "sparare" cavolate?

Un conto è condividere dei valori cristiani basati sulla famiglia ed un conto è fare guerra a tutti in una maniera così meschina ed oltraggiosa....
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Scusa...

Messaggiodi Vieri » 14/01/2017, 12:56

mr-shadow ha scritto:
Vieri ha scritto:[
La "famiglia tradizionale" è fonte della vita che regola tramite la procreazione


Veramente la fonte della vita è l'unione uomo-donna.

Ma non ho detto la stessa cosa? :boh:
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Messaggiodi mr-shadow » 14/01/2017, 21:16

No, perché gli atti d'amore prescindono dal contesto esterno...
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Messaggiodi Vieri » 14/01/2017, 23:32

mr-shadow ha scritto:No, perché gli atti d'amore prescindono dal contesto esterno...

Scusami ma continuo a non capire..... puoi spiegarti meglio ?
Un "atto d'amore" si può sviluppare in tante maniere compreso quello di sacrificarsi e donare sé stessi per il bene degli altri (leggi volontariato) e non solo inteso come semplice rapporto fisico....
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Messaggiodi mr-shadow » 15/01/2017, 5:56

Per quelli come te l'atto di amore in se stesso ha una relativa importanza... Voi date importanza prima al contesto ("famiglia tradizionale" nel caso di questa discussione)
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