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Lo scopo di questo forum è quello di analizzare in chiave critica la dottrina e l'organizzazione dei Testimoni di Geova

Quando la libertà di religione è inammissibile

In questo spazio si discute di argomenti di vario genere relativi ai Testimoni di Geova e che non sono inclusi nelle altre sezioni

Moderatore: Cogitabonda

Quando la libertà di religione è inammissibile

Messaggiodi Roberto » 13/01/2011, 13:14

C’è un limite a tutte le libertà. Questo limite è segnato dalla frontiera che divide la libertà degli uni dai diritti degli altri.

Alla base, la libertà di religione e dunque dei suoi credi, è stata introdotta nella Costituzione delle nazioni democratiche e civilizzate e garantita dalla Dichiarazione dei Diritti Umani Fondamentali, per proteggere il cittadino da uno stato dittatoriale.

È a questa libertà che si sono appellati i Testimoni di Geova per fare valere il loro diritto al rifiuto del saluto alla bandiera nella prima metà del secolo scorso, in quanto tale saluto avrebbe significato violare uno dei loro credi o precetti che si vuole, basato sulla Bibbia.

È a questa stessa libertà che si sono appellati i Testimoni di Geova per fare valere il loro diritto ad essere riconosciuti come Ente morale rappresentante una fede, una religione, autorizzandone la costituzione formale e giuridica nel mondo democratico.

È a questa libertà che si sono appellati i Testimoni di Geova per fare valere il loro diritto a includere tra le loro disposizioni interne, quello di espulsione dei membri che non si adeguano ai requisiti stabiliti dalla loro fede, che si vuole basata sulla Bibbia.

È a questa stessa libertà che si sono appellati i Testimoni di Geova per far valere il loro diritto alla scelta medica che privilegia trattamenti sanitari alternativi all’uso delle emotrasfusioni, non solo per se, ma anche per i loro figli minorenni e perfino neonati.

Ma fino a dove va tale libertà?

Il caso recente di un neonato, figlio di Testimoni di Geova in Irlanda, mostra dove la libertà alla quale fanno appello i Testimoni ha un limite.

Il bambino è nato nell’autunno del 2010, mentre la sua sorellina gemella morì. Il bimbo è stato gravemente ammalato il giorno di Natale al punto che ha cessato di respirare e ha dovuto essere rianimato. Il giorno dopo il suo caso si è ancora aggravato con un ulteriore calo del livello già basso di emoglobina a causa della sua malattia che ostacolava le normali funzioni neurologiche. I medici decretarono che una trasfusione era assolutamente necessaria per mantenerlo in vita.

Purtroppo, i genitori si sono opposti, per rispettare il loro diritto alla libertà di religione che richiede il rifiuto assoluto delle emotrasfusioni, benché avessero acconsentito l’uso di prodotti sanguigni determinati.

A questo punto i medici hanno dovuto rivolgersi di urgenza alla magistratura per salvaguardare il diritto del neonato a ricevere il trattamento medico giudicato indispensabile dal corpo ospedaliero per mantenerlo in vita, ovvero l’emotrasfusione.

L’udienza straordinaria si è tenuta a casa del giudice il 27 dicembre, concludendosi alle 2.30 di mattino con la sentenza che autorizzava l’ospedale a procedere con l’emotrasfusione.

Quello che è significativo, in questo caso, è quanto ha affermato il giudice nel rendere il suo giudizio, con il quale ha riconosciuto il diritto del neonato a ricevere l’emotrasfusione, a discapito della libertà di religione invocata dai genitori per impedire al loro figlio l’uso del trattamento ritenuto indispensabile dal corpo medico.

Egli riconosce che i genitori erano chiaramente molto ansiosi di concedere al corpo medico di procedere nei migliori interessi del neonato, ma che, come Testimoni di Geova, benché disposti ad accettare certe frazioni di sangue, erano completamente opposti ad una trasfusione.

Il giudice ha aggiunto che “la Costituzione garantisce la libertà di coscienza e la libera pratica della religione. Da il diritto ai genitori di crescerei loro figli secondo i precetti della propria religione e delle proprie filosofie, ma che questo diritto non è assoluto”.

“Lo Stato ha il dovere di assicurarsi della protezione dei bambini e tale dovere va oltre i diritti costituzionali fondamentali dell’individuo”.

Il diritto dello Stato di intervenire e di ribaltare il diritto costituzionale dei genitori è espressamente circoscritto dall’articolo 42.5 che prevede i casi eccezionali di tale intervento che deve essere proporzionale alle circostanze e deve essere preceduto dall’inadempienza ai loro doveri da parte dei genitori.

Non esiste assolutamente nessun dubbio che la Corte ha il diritto di intervenire in casi come questo, quando la vita e il benessere del bambino è in gioco.

Il giudice ha aggiunto che “Visto il dovere dello Stato di proteggere con le sue leggi la vita e la persona di ciascun cittadino, è incontestabile che la Corte abbia giurisdizione, in verità il dovere di rifiutare le obiezioni religiose dei genitori quando l’adesione a tali obiezioni risultano nella messa in pericolo della vita e il benessere generale del bambino. In base a questo argomento, l’ospedale è nel pieno rispetto della legge quando amministra una trasfusione di sangue o altri preparati al bambino.

Vedere l’articolo integrale in inglese qui: http://www.irishtimes.com/newspaper/bre ... ing39.html" target="_blank

Questo episodio e il suo esordio riporta alla ribalta il conflitto sui limiti della libertà.

Mentre per la fede, “ubbidire a Dio anziché agli uomini” sia un dovere, per uno Stato di Diritto, è indubbio che il dovere di ogni cittadino e di ogni istituzione religiosa o di qualsiasi altra natura, è quello di “ubbidire allo Stato” quando i Diritti Fondamentali dell’individuo sono in gioco.

Non si può, a nome di una fede, sacrificare la vita di un neonato, come facevano gli adoratori di Baal nei tempi biblici a nome della loro religione.
La bibbia stesa ricorda la posizione di Dio in circostanze analoghe, ossia quando una religione chiede il sacrificio di bambini innocenti a nome di una deità qualsiasi.
Leggiamo in Geremia 9:5
“E hanno edificato gli alti luoghi del Baal per bruciare nel fuoco i loro figli come olocausti al Baal, cosa che io non avevo comandato e di cui non avevo parlato, e che non mi era salita in cuore”’.


La dirigenza dei Testimoni di Geova, in netta violazione della Parola di Dio, interpreta la volontà del loro Dio simile a “Baal”, che per essere propiziato richiede il sacrificio dei loro figli quando questi hanno la disgrazia di trovarsi in una situazione che richiede l’assoluto uso di emotrasfusioni.

Per tale motivo, i padri della Dichiarazione dei Diritti Umani Fondamentali e delle Costituzioni delle nazioni libere democratiche, basandosi sul vero significato dell’amore cristiano, hanno definito e promulgato i principi delle libertà fondamentali che devono essere custodite ad ogni costo e garantite a ogni cittadino, principi consoni con il vero Dio della Bibbia, non il “Baal”” che richiede il sacrificio di bambini per un concetto selvaggio e barbaro che mette il simbolo della vita, il sangue, al di sopra della vita stessa.

Lo stesso dicasi della discriminazione imposta dalla dirigenza dei Testimoni di Geova nei confronti dei fuoriusciti o espulsi.
Mentre non c’è nulla da eccepire sul diritto di ciascun ente morale, dunque anche religioso, di stabilire le proprie regole in materia di ammissione ed espulsione dall’ente stesso, per qualsivoglia motivo, nessun Ente, religioso o no, ha il diritto di stabilire discriminazioni che violano i Diritti Umani Fondamentali, come lo fanno i Testimoni di Geova come Ente.

Purtroppo, alla base delle regole inumane e barbare stabilite dalla dirigenza dei Testimoni di Geova, ritroviamo sempre un dio più simile a “Baal” che al Dio di Amore insegnato dalle Sacre Scritture.
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Messaggiodi Luciano » 13/01/2011, 15:50

ossia quando una religione chiede il sacrificio di bambini innocenti a nome di una deità qualsiasi.
Leggiamo in Geremia 9:5
“E hanno edificato gli alti luoghi del Baal per bruciare nel fuoco i loro figli come olocausti al Baal, cosa che io non avevo comandato e di cui non avevo parlato, e che non mi era salita in cuore”’.


La dirigenza dei Testimoni di Geova, in netta violazione della Parola di Dio, interpreta la volontà del loro Dio simile a “Baal”, che per essere propiziato richiede il sacrificio dei loro figli quando questi hanno la disgrazia di trovarsi in una situazione che richiede l’assoluto uso di emotrasfusioni

Credo chesia il nocciolo di questa riflessione, peraltro un concetto che non avevo ancora ben chiaro.
Grazie.
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Messaggiodi sconvolta » 13/01/2011, 16:00

Ottima riflessione,Roberto! Meditate TdG......meditate........
I principi di Brooklyn non possiedono la verità:questa è la causa reale che li ha costretti, e li costringe anche ora,a ritrattare continuamente ciò che hanno proclamato ieri o decine di anni addietro,come verità biblica e divina. (Gunther Pape)
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Messaggiodi Muscoril-Matisse » 13/01/2011, 16:41

Caro Roberto,

Ci voleva. Si, proprio ci voleva!

Ciao
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Messaggiodi Gabriella Prosperi » 13/01/2011, 16:45

Grazie Roberto, ottima riflessione, infatti, nulla distingue questo culto dai culti arcaici, se non....l'abito.
Credo che qualsiasi libertà smetta d'essere tale quando mette in pericolo l'esistenza d'un altro essere umano o leda un suo diritto.
Su queste convinzioni auspico si basi una società civile.
Gabriella
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Messaggiodi daniela47 » 13/01/2011, 17:59

Io però penso che non può sempre intervenire il giudice, c'è anche la grossa probabilità che il tempo e l'urgenza non possano aspettare la decisione del giudice per quanto questa può essere celere.


Non posso pensare a quante morti decretate continua ad avere sulla coscienza questa religione.
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Messaggiodi vichinga » 13/01/2011, 18:45

GRAZIE ROBERTO, RIFLETTERE SU QUESTE COSE è MOLTO IMPORTANTE. :ciao:
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è bello voler la propria libertà ma toglierla agli altri

Messaggiodi marcos » 13/01/2011, 19:27


è cosi proprio in casa WTS !!!!!!!!!!!!!!!!!
stamattina parlando con un mio amico si diceva proprio questo, dicono di casa in casa alle persone di non aver timore di conoscere la Verità che predicano... ma quando gli dici di esaminare altre realtà e verità che vengono fuori da altri si rifiutano e non vogliono neanche leggere un libro o rivista che parla di verità più chiare e sane.

è giusto dire il bue dice all'asino cornuto.

scusate ...sapete come bisogna fare per inserire un immagine sul post?
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IO AGGIUNGEREI UN'ULTERIORE ARGOMENTO

Messaggiodi Dingus JJ » 13/01/2011, 20:04

...DI RIFLESSIONE.
Prescindendo lo stato di vittime e di persone condizionate e quant'altro sappiamo e tolleriamo (anzi tollera comprensiva la maggior parte di voi che e' sicuramente piu' empatica di me riguardo i tdg e meno viscerale),riguardo i genitori "impotenti" ( aggiungerei incivili o barbari a piacere),
e' MORALMENTE (non dico umanamente che e' ovvio,soprattutto per il bimbo) GIUSTO,restituire a una codesta famiglia il figlio che avrebbero lasciato impunemente morire?
E' giusto che una societa' civile,che come abbiamo visto fortunatamente esonera il volere di costoro in merito alle decisioni sulla MORTE del loro figlio,li consideri poi alla stregua di normali genitori con facolta'educative,che daranno luogo al condizionamento di tale individuo indifeso ed in balia delle convinzioni SUPESTIZIOSE ED ARCAICHE contro cui si e' dovuto intervenire di forza?
CHIAMIAMO CINICO CHI NON CONDIVIDE LE NOSTRE ILLUSIONI.
IL CINICO E' COLUI CHE CONOSCE IL PREZZO DI TUTTE LE COSE MA IL VALORE DI NESSUNA.
LA VERITA STA SPESSO NEL MEZZO, MA MAI NELLE SALE DEL REGNO!

Le origini del Dingus
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vediamo se ci riesco a mettere l'immagine

Messaggiodi marcos » 13/01/2011, 20:47

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Messaggiodi daniela47 » 13/01/2011, 20:51

Dingus ha scritto:...DI RIFLESSIONE.
Prescindendo lo stato di vittime e di persone condizionate e quant'altro sappiamo e tolleriamo (anzi tollera comprensiva la maggior parte di voi che e' sicuramente piu' empatica di me riguardo i tdg e meno viscerale),riguardo i genitori "impotenti" ( aggiungerei incivili o barbari a piacere),
e' MORALMENTE (non dico umanamente che e' ovvio,soprattutto per il bimbo) GIUSTO,restituire a una codesta famiglia il figlio che avrebbero lasciato impunemente morire?
E' giusto che una societa' civile,che come abbiamo visto fortunatamente esonera il volere di costoro in merito alle decisioni sulla MORTE del loro figlio,li consideri poi alla stregua di normali genitori con facolta'educative,che daranno luogo al condizionamento di tale individuo indifeso ed in balia delle convinzioni SUPESTIZIOSE ED ARCAICHE contro cui si e' dovuto intervenire di forza?



Questa tua riflessione è veramente da considerare.
Non avevo mai pensato alla faccenda sotto questo profilo.
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Messaggiodi Roberto » 13/01/2011, 22:52

Dingus ha scritto:...DI RIFLESSIONE.
Prescindendo lo stato di vittime e di persone condizionate e quant'altro sappiamo e tolleriamo (anzi tollera comprensiva la maggior parte di voi che e' sicuramente piu' empatica di me riguardo i tdg e meno viscerale),riguardo i genitori "impotenti" ( aggiungerei incivili o barbari a piacere),
e' MORALMENTE (non dico umanamente che e' ovvio,soprattutto per il bimbo) GIUSTO,restituire a una codesta famiglia il figlio che avrebbero lasciato impunemente morire?
E' giusto che una societa' civile,che come abbiamo visto fortunatamente esonera il volere di costoro in merito alle decisioni sulla MORTE del loro figlio,li consideri poi alla stregua di normali genitori con facolta'educative,che daranno luogo al condizionamento di tale individuo indifeso ed in balia delle convinzioni SUPESTIZIOSE ED ARCAICHE contro cui si e' dovuto intervenire di forza?



Caro Dingus, non posso che essere d'accordo con te. Come ridare ai genitori la tutela e la curatela dei figli quando questi hanno messo a repentaglio la loro vita?

Purtroppo, la legge non sempre prevede tali disposizioni.

Infatti, se leggi per intero l'articolo originale inglese alla fonte dell’informazione, troverai che la legge irlandese alla quale il giudice si riferisce, in particolare alla disposizione invocata dell'articolo 42.5, circoscrive l'aspetto dell'eccezionalità del caso da esso contemplato. Perciò sottolinea che “tale trattamento deve essere proporzionato alle circostanze e non deve essere considerato un “fallimento” del ruolo dei genitori”

Il giudice poi va nei dettagli , spiegando perché, malgrado tutto, i genitori pensavano di fare ciò che era meglio per il loro figlio, non rendendosi conto che violavano i diritti fondamentali del neonato.

L’articolo ricorda anche che, il giudice aveva già dovuto ordinare una trasfusione di sangue alla sorellina gemella del bimbo, morta poco dopo la nascita. Essi dunque, malgrado il loro rifiuto di autorizzare la trasfusione di sangue al loro bambino, erano certi che il giudice l’avrebbe ordinata.

Una volta ho avuto una discussione sul soggetto del rifiuto delle trasfusioni di sangue ai minori con un giovane Testimone di Geova non sposato e dunque senza figli.
Molto candidamente mi ha detto “ma non è un problema perché tanto in casi del genere il giudice ordina la trasfusione e il bambino non muore”.
Ero scandalizzato dal ragionamento. È come dire, meno male che esiste il mondo di Satana a salvare i nostri figli, perché Geova, senza il mondo di Satana, lascerebbe morire i loro figli” ...

Per me è orrendo, perché smaschera veramente un dio più simile al Baal che si dilettava nell’olocausto dei figli dei suoi adoratori che non il Dio di amore incondizionato che ci ha rivelato il Cristo. Anzi, egli stesso, malgrado fosse giudeo, era disposto a violare la legge di Mosè sull’osservanza del sabato pur di salvare la vita non solo di un figlio, ma perfino di un asino caduto in un pozzo!

Ma smaschera anche l'ipocrisia di coloro che, rifiutano le trasfusioni di sangue, ma sperano che al più presto il giudice ordine di trasfondere il loro figlio impedendogli così di morire in quel momento.

La vita è sacra; non il sangue e tanto meno il sabato!
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Messaggiodi Lucio » 14/01/2011, 11:10

Aggiungo un'osservazione alla bella esposizione di Roberto.
Spesso, in "zona Cesarini" per usare la metafora calcistica, quando l'incedere delle argomentazioni si fa pressante e l'interlocutore Tdg è messo spalle al muro se ne esce con la frase "Ma non sono cose che capitano, o capitano molto raramente".

E' un po' la risposta che un portavoce dei Tdg diede (c'è un video su youtube, non ricordo il suo nome) alla domanda se un tdg fosse morto per aver rifiutato il trapianto di organi e ora sapesse che è consentito. La risposta "Non ho notizie che questo sia successo" non è un'attenuante.

Il fatto che per aver rifiutato tali interventi siano deceduti "solo" 1, 3, 5, 10 bambini piuttosto che 1000 non conta. Per quei genitori il figlio è uno e unico.

E se quel figlio una volta adulto non accettasse la dottrina e sapesse che suo fratello, o lui stesso, poteva essere morto per l'osservanza di una "legge divina", come la prenderebbe?
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