Buone Feste (by MatrixRevolution)

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Natale cattolico

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Natale cattolico

Messaggiodi giova65 » 29/11/2017, 18:58

Tra poco sarà Natale e vorrei anch'io dire che sia la più solenne festa cristiana, ma in realtà è la Pasqua, cosa che emerge dalla ghematria greca di Πησχ (cade solo la vocale di pesach) coincidente con quella di Ιησουσ, ferme su 888.
Entrambi i lemmi non li troverete mai nel web, perchè cancellati dalle fonti. Rimane il fatto che S. Ireneo calcolava la ghematria greca di Ιησουσ (Gesù) 888 e dunque quella dizione soltanto è possibile, cioè non con uno stigma finale, ma un sigma, a meno che Ireneo non fosse dedito ad alcool e droghe.
Appare sin da subito evidente la falsificazione del testo greco dei Vangeli, la quale non si è fermata alla lettera perchè ancor più a falsificato il numero, compreso quello relativo al Natale, collocato nel mese di dicembre, quando il periodo oscilla tra luglio-agosto al massimo settembre. Vediamo perchè
Gesù e il tempio sono la stessa cosa, come scrive Giovanni in 2,20-21 dove Gesù stesso si equipara al ναος tanto che quei 46 anni occorsi per la costruzione del secondo tempio sono i suoi anni al momento del dialogo (storia lunga, taglio corto).
L'annuncio della nascita di Giovanni viene dato a Zaccaria che officiava nel tempio appartenendo alla classe di Abia, la quel era di turno nel mese di ziv. Ovvio che l'annuncio a Maria sia stato dato, seguendo le Scritture, 6 mesi dopo, cioè nel mese di bul.
Quel parallelismo tra la cronologia del tempio e Gesù risulta adesso evidente, perchè se leggete 1Re laddove si scrive del mese in cui furono gettate le fondamenta (ziv) e del mese in cui fu dedicato il tempio (bul), è chiaro che il tempio detta i tempi per l'annuncio a Zaccaria e Maria.
Quest'ultima è importante perchè o nove mesi dopo, o 10 mesi lunari dopo Ella partorisce per cui siamo nel mese di ab o elul, cioè luglio/agosto o agosto/settembre.
Infatti a riprova di ciò abbiamo i pastori che di notte facevano la guardia alle greggi, cosa che a 800 mt può avvenire, anzi, deve avvenire nei mesi caldi, quando le temperature torride del giorno lo impedirebbero. Immaginare pastori che il 25 dicembre di notte e in aperta campagna pascolano le greggi è follia perchè l'erba ghiacciata decimerebbe il gregge. Quindi:
o i Vangeli raccontano frottole sul Natale e frottole tali da tradire un'ignoranza abissale
o qualcuno ha inventato una storia assurda e priva di senso e senno, cioè una scemenza totale.
Crediamo valida l'ultima ipotesi perchè forti della già descritta falsificazione della lettera, quella stessa che compone Ιησουσ alla quale si è aggiunta una nota "pastorale" divenuta magistero: il Natale cattolico.
Ciò che cantano i bambini, cioè "Tu scendi dalle stelle" al freddo e al gelo è la più vergognosa menzogna che si potesse immaginare, perchè stupra l'innocenza, tanto che se nel periodo natalizio sentite cantare in chiesa quel canto fatevi il segno della croce: nessun horror, nemmeno il capolavoro de "L'esorcista" è arrivato a tanto e dire che è un film sul diavolo.
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Messaggiodi pasqualebucca » 29/11/2017, 19:24

E quindi?
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Messaggiodi giova65 » 29/11/2017, 19:42

pasqualebucca ha scritto:E quindi?
Quindi i 25 dicembre a mezzanotte in aperta campagna con il gregge può esserci solo uno ubriaco fradicio, perchè un matto sente freddo (molto) e neppure ci pensa a disturbare l'armento al calduccio; mentre l'ubriaco lo molesta cosa che, pur non trattandosi di donne, è reato poichè il codice prevede l'ubriachezza molesta e la crudeltà contro gli animali, costretti a brucare erba ghiacciata.
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Messaggiodi Quixote » 29/11/2017, 20:21

pasqualebucca ha scritto:E quindi?


E quindi Giova65 è già noto per la sua predisposizione alla numerologia e ad altre allegre parascienze, sul cui risultato ha già offerto eloquente prova di sé a questo thread,

https://forum.infotdgeova.it/viewtopic.php?f=25&t=18348

debitamente puntualmente confutato da chi scrive, che ovviamente non ha sempre tempo per indulgere a giochini d’asilo o a lunatici di turno. Quindi siate bravi ed educati, e indulgenti verso le altrui manie. Se avete da rispondere fatelo non a tono ma strettamente aderenti all’argomento, evitando modi polemici. Sulla questione si era già scritto, e con intelligenza, per es. da parte di Trianello, vd.:

https://forum.infotdgeova.it/viewtopic.php?f=27&t=1459

Vi avevo accennato, ma in maniera sorridente, a questo thread:

https://forum.infotdgeova.it/viewtopic.php?f=13&t=17185
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Messaggiodi giova65 » 29/11/2017, 20:40

Quixote ha scritto:
pasqualebucca ha scritto:E quindi?


E quindi Giova65 è già noto per la sua predisposizione alla numerologia e ad altre allegre parascienze, sul cui risultato ha già offerto eloquente prova di sé a questo thread,

https://forum.infotdgeova.it/viewtopic.php?f=25&t=18348

debitamente puntualmente confutato da chi scrive, che ovviamente non ha sempre tempo per indulgere a giochini d’asilo o a lunatici di turno. Quindi siate bravi ed educati, e indulgenti verso le altrui manie. Se avete da rispondere fatelo non a tono ma strettamente aderenti all’argomento, evitando modi polemici. Sulla questione si era già scritto, e con intelligenza, per es. da parte di Trianello, vd.:

https://forum.infotdgeova.it/viewtopic.php?f=27&t=1459

Vi avevo accennato, ma in maniera sorridente, a questo thread:

https://forum.infotdgeova.it/viewtopic.php?f=13&t=17185

Chiamando para scienza la ghematria dai dell'idiota a S. Ireneo e ci può stare, ma personalmente tra i due so chi scegliere. Inoltre abbi almeno un briciolo di onestà, se non hai pudore, e di' anche che le chiappe te le ha salvate Achille minacciandomi di ban quando non eri nell'angolo, ma sul cesso perchè quelle mura di cui discutemmo hanno una paternità di 49 anni attestata sia da Neemia che da Daniele, mentre tu hai solo l'assurdo: 52 giorni per un recinto murario di quelle dimensioni, che ha subito due anni d'assedio e oltre 100 d'abbandono. Se credi a questo, non mi meraviglio neppure di pastori ubriachi che fanno la guardia a un gregge il 25 di dicembre a 800 mt, quando io, adesso, in campagna, a 600 mt sono di fronte al fuoco e non mi sognerei nemmeno di prendere tracolla e bastone per portar fuori le pecore.
la guardia notturna è giustificata solo nei mesi caldi, in cui, come al sud, si riposa di giorno e si lavora di notte, specie con la luna piena. E' così che oltre al pane si porta a casa anche la pelle, perchè lavori pesanti con oltre 40 gradi sono inimmaginabili; come è inimmaginabile un pascolo sotto zero. Oltre a me lo scrive su wiki uno studioso israeliano che, ne converrai, s'intende di meteo ed escursione termica nei pressi di Gerusalemme più di te e me. Anche lui, sai, l'ha trovata una boiata pazzesca.
Per la stima che nutro nei confronti di Achille, evidentemente costretto obtorto collo a minacciarmi, spero vivamente che non si adotti la stessa linea seguita nella precedente discussione. Ne va del buon nome del forum, se non addirittura del canto di Natale, strozzato in gola ai bambini.
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Messaggiodi Quixote » 29/11/2017, 21:04

Poiché l’utente giova65 pare tornato sul forum, oltre che per offrire le risultanze esilaranti della sua para scienza, per insultare gli utenti dello stesso, che solo per occasionevole coincidenza sono anche moderatori, il moderatore, che già aveva in precedenza avvisato di non adoperare toni polemici nel thread, considerato che il suo invito è stato disatteso in maniera volgare e ostile, mettendo in dubbio l’operato di mod e admin, senza minimamente offrire alcun contributo alla discussione, sospende per sette giorni l’utente giova65 dal forum, scusandosi di non aver tempo da perdere per le sue vacue idiosincrasie, e rimandandolo, ove avesse qualche rimostranza nei miei confronti, a quell’Achille che sembra, a suo dire, tanto partecipe dei suoi deliri, quanto critico nei miei riguardi.

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Messaggiodi Achille » 30/11/2017, 16:28

Sull'argomento "Natale e 25 dicembre" suggerisco la lettura dell'ottimo studio di A. Nicolotti, pubblicato nel sito a questo link:

http://www.infotdgeova.it/dottrine/natale.php

Per quanto riguarda l'osservazione che Gesù non può essere nato in dicembre, in quanto in quel mese i pastori non starebbero di notte all'aperto, il dott. Nicolotti osserva:

«Il fatto che vi fossero dei pastori con le loro greggi all'aperto nella notte in cui nacque Gesù[44] non è un motivo per escludere che fosse inverno; ancor oggi a Betlemme è possibile vedere ovini al pascolo nei freddi giorni natalizi[45]. Certamente queste argomentazioni, in mancanza di documenti più precisi, non possono mai avere un valore assoluto».

Nelle note si legge:

[44] Lc 2,8: “C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge”.

[45] È quanto testimoniato ad esempio dal biblista Harry Mulder, che passò il Natale del 1967 a Betlemme e prestò attenzione a questo particolare, registrando la presenza di pecore ed agnelli nel villaggio, e concludendo con queste parole: “Non è impossibile che il Signore Gesù sia nato a Dicembre”. Lo scritto di Mulder è anche riportato nel commentario del Vangelo di Matteo di W. HENDRIKSEN, Exposition of the Gospel according to Matthew. New Testament Commentary, Baker Book House, 1973, vol. I, p. 182.
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Gerusalemme e Betlemme temperature medie durante l'anno...

Messaggiodi Vieri » 30/11/2017, 18:30

Scusatemi ma io sono andato a Betlemme a metà settembre del 2012 ed ero in maglietta e le temperature medie annuali di Gerusalemme che come è noto dista pochi km da Betlemme sono:

Clicca per vedere l'immagine a dimensioni originali


Con Dicembre che va da una minima di 8° a 14° di max.....quindi dubito fortemente che ci fosse erba gelata a parte il fatto che i pastori stavano dentro delle grotte dove ho assistito alla messa.

Ritengo quindi che fuori ci fosse stato un freddo cane e con quelle temperature le pecore potevano stare benissimo fuori anche di notte visto che negli alpeggi nostrani le pecore in estate vengono portate fino a 1.800- 2.000 mt.

Se Giova 65 prima di scrivere:
cosa che a 800 mt può avvenire, anzi, deve avvenire nei mesi caldi, quando le temperature torride del giorno lo impedirebbero. Immaginare pastori che il 25 dicembre di notte e in aperta campagna pascolano le greggi è follia perchè l'erba ghiacciata decimerebbe il gregge.

Si fosse informato meglio vedendo il meteo.....avrebbe evitato di scrivere delle cose assurde dove 29° di max in agosto non si possa definire "torrida" e l'erba non ghiaccia o + 8°....... :ironico:

PS. Ha ragione Quixote di non infierire....
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Messaggiodi Cogitabonda » 06/12/2017, 17:42

Ora che la sospensione di Giova65 è scaduta riprendo la conversazione su un punto in cui dissento fortemente.
Chiamando para scienza la ghematria dai dell'idiota a S. Ireneo

Oggi abbiamo un concetto di scienza in base al quale è corretto chiamare la gematria parascienza, senza con questo dare dell'idiota a chi la considerava scienza in un'altra epoca. Copernico e Galileo facevano oroscopi, eppure nessuno scienziato li considera idioti. Dire che Galileo era geniale non comporta automaticamente che si debba considerare scienza l'astrologia.
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Messaggiodi giova65 » 07/12/2017, 8:04

Cogitabonda, chiedo scusa ma ti prego di notare che ai ferri corti sono sempre con il solito, che ogni volta che faccio capolino aggredisce con commenti ironici e sprezzanti. Ireneo è un caposaldo della mia cronologia. Potrei scrivere pagine sul suo illuminato ricorso alla ghematria, tant'è che sono l'unico ad aver fatto notare che la distanza (200 cubiti) tra la barca con gli apostoli e la riva con Gesù (Gv 21,8) è, se ridotta in metri lineari, 888, cioè la stessa cifra che avremmo se calcolassimo ghematricamente Ιησουσ che si scriveva non lo stigma finale, ma il sigma, perchè solo così abbiamo 888 di valore. Adesso chiediamoci perchè tutto il web e i dizionari non conoscano quella dizione se Ireneo invece la considerava (sbagliava così tanto da storpiare il nome proprio della seconda persona della Santissima Trinità?). Potrei scrivere almeno una paio di pagine sul quell'888 e questo prova che Ireneo, il Santo, lo venero, mentre detesto i suoi successori che hanno stravolto il testo greco neo testamentario proprio per impedire il calcolo ghematrico, determinante per la comprensione dello stesso. Infatti Ireneo docet .
Ps: chiedo scusa per quel "para scienza". Andavo di fretta e alterato: si scrive - e volevo dire- pseudo scienza. ma si sa, quixi pur di attaccarmi si attacca pure alle caccol. (vedi? mi ha già fatto arrabbiare :risata: )
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Messaggiodi Cogitabonda » 07/12/2017, 12:44

Buongiorno Giovanni e grazie per la risposta. Mi farebbe piacere se non ci lasciassimo distrarre dalle polemiche e riuscissimo a mantenere l'attenzione sugli argomenti che invece possono essere d'interesse generale. La tua risposta ha stuzzicato la mia curiosità e quindi ora devi aspettarti nuove domande.
Premetto che il mio greco è solo quello del liceo, e che non ho mai letto nessuno scritto di Ireneo, quindi se avrai la gentilezza di rispondere potrò capirti solo se spiegando non salterai passaggi e non darai per scontate certe conoscenze. Ora la mia prima domanda è: esistono nelle Scritture delle versioni del nome di Gesù con lo stigma finale? Lo chiedo perché parli del nome scritto con il sigma finale e non con lo stigma, ma per quanto io sappia la lettera stigma veniva usata solo come carattere numerico (numero 6), quindi il nome di Gesù nelle Scritture era sempre scritto con il sigma finale, ovviamente nella grafia usata in fine di parola. Vedo che tu hai invece trascritto il nome usando in finale la grafia del sigma come si usa all'interno delle parole. Possibile che nella gematria due varianti grafiche della stessa lettera avessero valori diversi?
Mi accorgo che avrei dovuto fare un'ulteriore premessa: quel pochissimo che so di gematria riguarda i caratteri arabi e quelli ebraici, sul valore numerico dei caratteri greci conosco solo il loro uso nella matematica.
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Messaggiodi pasqualebucca » 07/12/2017, 17:10

giova65 ha scritto:Cogitabonda, chiedo scusa ma ti prego di notare che ai ferri corti sono sempre con il solito, che ogni volta che faccio capolino aggredisce con commenti ironici e sprezzanti. Ireneo è un caposaldo della mia cronologia. Potrei scrivere pagine sul suo illuminato ricorso alla ghematria, tant'è che sono l'unico ad aver fatto notare che la distanza (200 cubiti) tra la barca con gli apostoli e la riva con Gesù (Gv 21,8) è, se ridotta in metri lineari, 888, cioè la stessa cifra che avremmo se calcolassimo ghematricamente Ιησουσ che si scriveva non lo stigma finale, ma il sigma, perchè solo così abbiamo 888 di valore. Adesso chiediamoci perchè tutto il web e i dizionari non conoscano quella dizione se Ireneo invece la considerava (sbagliava così tanto da storpiare il nome proprio della seconda persona della Santissima Trinità?). Potrei scrivere almeno una paio di pagine sul quell'888 e questo prova che Ireneo, il Santo, lo venero, mentre detesto i suoi successori che hanno stravolto il testo greco neo testamentario proprio per impedire il calcolo ghematrico, determinante per la comprensione dello stesso. Infatti Ireneo docet .
Ps: chiedo scusa per quel "para scienza". Andavo di fretta e alterato: si scrive - e volevo dire- pseudo scienza. ma si sa, quixi pur di attaccarmi si attacca pure alle caccol. (vedi? mi ha già fatto arrabbiare :risata: )


Egregio,
ben rientrato, a parte la difficoltà a capire il suo intervento molto forbito e complesso per il sottoscritto, non ho capito bene le sue affermazioni sul Santo Natale.
Se può spiegarmi in maniera semplice cosa non la convince, della nostra (intendo per noi Cattolici e per una larga parte di Protestanti), festa più sentita(assieme alla Santa Pasqua ben inteso).
Evitando le fantavaccate geoviste relative al 25 Dicembre, al freddo, ai pascoli, e alla festa pagana del dio sole, che tutti noi ben conosciamo.
Le aggiungo che non parlo Greco e Latino, per cui se mi scrive e se ne ha voglia, per favore lo faccia in Italiano.
Grazie anticipate della lettura e buon week end lungo.
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Messaggiodi giova65 » 07/12/2017, 17:41

Cogitabonda ha scritto:Buongiorno Giovanni e grazie per la risposta. Mi farebbe piacere se non ci lasciassimo distrarre dalle polemiche e riuscissimo a mantenere l'attenzione sugli argomenti che invece possono essere d'interesse generale. La tua risposta ha stuzzicato la mia curiosità e quindi ora devi aspettarti nuove domande.
Premetto che il mio greco è solo quello del liceo, e che non ho mai letto nessuno scritto di Ireneo, quindi se avrai la gentilezza di rispondere potrò capirti solo se spiegando non salterai passaggi e non darai per scontate certe conoscenze. Ora la mia prima domanda è: esistono nelle Scritture delle versioni del nome di Gesù con lo stigma finale? Lo chiedo perché parli del nome scritto con il sigma finale e non con lo stigma, ma per quanto io sappia la lettera stigma veniva usata solo come carattere numerico (numero 6), quindi il nome di Gesù nelle Scritture era sempre scritto con il sigma finale, ovviamente nella grafia usata in fine di parola. Vedo che tu hai invece trascritto il nome usando in finale la grafia del sigma come si usa all'interno delle parole. Possibile che nella gematria due varianti grafiche della stessa lettera avessero valori diversi?
Mi accorgo che avrei dovuto fare un'ulteriore premessa: quel pochissimo che so di gematria riguarda i caratteri arabi e quelli ebraici, sul valore numerico dei caratteri greci conosco solo il loro uso nella matematica.
Devo ringraziarti, perchè ho fatto una ricerca particolare e forse quello stigma finale ha egualmente valore 200, dunque il lemma esatto è quello che compare nei dizionari. Tuttavia sono così tanti i casi di manipolazione del testo biblico (per non parlare della sua cronologia) che mi pare giustificabile il fatto che uno si possa far prendere la mano.
Ti scrivo subito che mi sarà impossibile -dico anche a lei signor Pasquale- rispondere punto per punto: sono tornato nel forum, come sono tornato in una chat, cose che non m'impegnano troppo.
una cosa però, cogitabonda, vorrei dirti: quell'888 non compare solo nella distanza tra la barca con gli apostoli e la riva con Gesù; non compare solo nel nome proprio di Gesù, ma anche nelle misure del tempio fornita da Ezechiele, dove il cortile interno ha nel cubito ebraico una misura complessiva di 888 (i calcoli sono facili: fateli). Quel cortile interno fu quello che distrusse Alcimo nell'anno 153 quindi abbiamo:
888 nel nome proprio
888 nel cortile interno
888 tra la riva e la barca
anno 153 distruzione da parte di Alcimo di quello stesso cortile (2Mac 9,54)
153 grossi pesci della pesca miracolosa
In pratica tutto nel capitolo 21 di Giovanni. Lo trovate interessante?
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Messaggiodi giova65 » 07/12/2017, 17:58

Vieri ha scritto:Scusatemi ma io sono andato a Betlemme a metà settembre del 2012 ed ero in maglietta e le temperature medie annuali di Gerusalemme che come è noto dista pochi km da Betlemme sono:

Clicca per vedere l'immagine a dimensioni originali


Con Dicembre che va da una minima di 8° a 14° di max.....quindi dubito fortemente che ci fosse erba gelata a parte il fatto che i pastori stavano dentro delle grotte dove ho assistito alla messa.

Ritengo quindi che fuori ci fosse stato un freddo cane e con quelle temperature le pecore potevano stare benissimo fuori anche di notte visto che negli alpeggi nostrani le pecore in estate vengono portate fino a 1.800- 2.000 mt.

Se Giova 65 prima di scrivere:
cosa che a 800 mt può avvenire, anzi, deve avvenire nei mesi caldi, quando le temperature torride del giorno lo impedirebbero. Immaginare pastori che il 25 dicembre di notte e in aperta campagna pascolano le greggi è follia perchè l'erba ghiacciata decimerebbe il gregge.

Si fosse informato meglio vedendo il meteo.....avrebbe evitato di scrivere delle cose assurde dove 29° di max in agosto non si possa definire "torrida" e l'erba non ghiaccia o + 8°....... :ironico:

PS. Ha ragione Quixote di non infierire....
Perdonami, ma chi ha mossa l'obiezione sull'escursione termica e la temperatura media di Betlemme, non era un turista, ma un israeliano, persino studioso. Con tutto il rispetto, ma non credo che tu sia più al corrente di lui.
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Messaggiodi Quixote » 07/12/2017, 18:18

giova65 ha scritto:[…] ai ferri corti sono sempre con il solito, che ogni volta che faccio capolino aggredisce con commenti ironici e sprezzanti […]


Non ti è concesso essere ai ferri corti con la moderazione, e fino a prova contraria Quixote la rappresenta, quando in esercizio delle sue funzioni; che questo fosse il caso, e che il caso fosse contemplato dal Regolamento, non ci piove: l’art. 5)a recita: «non sono ammessi messaggi dai toni insolenti e provocatori, attacchi personali, insulti e/o liti fra gli utenti», e nella fattispecie rientrava il tuo commento, personale, insolente e litigioso:

giova65 ha scritto:[…] abbi almeno un briciolo di onestà, se non hai pudore, e di' anche che le chiappe te le ha salvate Achille minacciandomi di ban quando non eri nell'angolo, ma sul cesso […]


il che oltre che offensivo è anche mendace, perché nel thread cui alludi è successo l’esatto contrario, ovvero io avevo solamente segnalato che avevi risposto due volte a un mod (Achille) nell’esercizio delle sue funzioni; comportamento vietato dal Regolamento, art. 12 (cfr. http://forum.infotdgeova.it/viewtopic.p ... 61#p334061), ma io, benevolo, ti ho graziato, e il warning te l’ha affibbiato Achille sua sponte, scrivendo testualmente:

Achille ha scritto:Questa è una risposta polemica agli interventi dei mod ed una palese violazione del regolamento del forum.
Abbiamo cercato di argomentare, chiedendo a questo utente di dare delle risposte oggettive, che non fossero il mero frutto delle sue... stravaganti interpretazioni.
Considerate le "risposte" ricevute ribadisco la mia convinzione che sia solo una perdita di tempo discutere "del nulla" - oggettivamente parlando - con questo utente, che dimostra, nei fatti, di aver il comportamento di un troll (più o meno consapevole).
Lo scopo del forum è quello di analizzare l'ideologia geovista, e non di dare spazio ad interpretazioni più o meno bizzarre della Bibbia.
Per il momento assegno un warning a questo utente per reiterata violazione del regolamento.


Quindi se mai avresti dovuto invertire i riferimenti, invece di denigrare me e adulare l’admin, oltretutto mettendo chiaramente in discussione il suo operato, motivandolo con bassi motivi di copertura di un mod. Che è poi la ragione della tua sospensione, ai sensi del menzionato art. 12: «Contestazioni L'operato dei Moderatori è insindacabile e può essere giudicato solo dall'Amministrazione del forum. È comunque permesso chiedere spiegazioni, non utilizzando però lo spazio pubblico del forum. Eventuali contestazioni vanno effettuate via e-mail oppure tramite i messaggi interni e comunque in forma privata.» Regolamento che eri tenuto a conoscere, come da iscrizione al forum, e che poi ora infrangi nuovamente scrivendo del moderatore – che era in esercizio delle sue funzioni e andava quindi eventualmente chiamato in causa in privato – che «quixi pur di attaccarmi si attacca pure alle caccol.», e poiché il moderatore non gradisce questa ennesima infrazione, come non gradisce commenti scatologici sulle sue decisioni, per stavolta non ti affibbia un altro warning, ma ti avvisa che alla prossima ti sbatte fuori senza complimenti, e a tempo indeterminato, quindi sappiti regolare.

Quanto sopra anche in riferimento, oltre che all’arroganza, all’assoluta insipienza biblica storica cronologica dell’utente:

1) Sulla mura

giova65 ha scritto:[…]quelle mura di cui discutemmo hanno una paternità di 49 anni attestata sia da Neemia che da Daniele, mentre tu hai solo l'assurdo: 52 giorni per un recinto murario di quelle dimensioni, che ha subito due anni d'assedio e oltre 100 d'abbandono


Col che si ignorano le mie ripetute e puntuali risposte nel thread in questione (viewtopic.php?f=25&t=18348), che sanciscono l’assurdità di tali elucubrazioni pseudo scientifiche, oltretutto attribuendomi in maniera mendace una tesi (mura in 52 giorni) che io ho espresso solo come ipotesi, e di minoranza:

Quixote ha scritto:mentre tu fantastichi di mura restaurate in 52 anni (grosso modo seconda metà del V sec.) nello stesso periodo (422-417 a. C., ovvero circa sei anni) sono state costruite, da zero, le mura piú possenti dell’antichità, quelle di Siracusa, con un perimetro murario all’incirca tre volte quello di Gerusalemme. Di fronte a ciò lo storico constaterà l’assurdità di 52 anni per riparare le mura di Gerusalemme. Constaterà che Ne 2, 1 parla di Nisan (mar-apr), che Id. 6, 15, a fine ricostruzione parla di Elul (ago-set), e vi sono altri riferimenti mensili, a un «settimo mese, e a Kislev, che ora non mi curo di controllare, ma è quanto basta perché davvero Neemia o chi per lui parlassero veramente di soli 52 giorni, forse per esaltare sopra il vero il suo operato, l’aiuto divino, o altro. Naturalmente lo storico serio dubiterà del dato troppo ottimistico, magari si domanderà se quel 52 non vada riferito alle settimane di un unico anno, cui logicamente si adatterebbe. Penserà che l’errore, voluto o meno, stia nella fonte. Di certo non proporrà cronografie alternative per motivi teologici di concordanza con altri libri. Concordanza che poi si rivela non che ipotetica, perfino anacronistica: Infatti tu ti servi di queste presunte e inverificabili concordanze per dire che Neemia dipende da Daniele, ma poiché la redazione di Neemia è del III-IV sec. , mentre quella di Daniele è del II, dire che Neemia dipende da Daniele sarebbe come dire che Napoleone dipende da Mussolini. Piú logico il contrario. Sicché, a chi lo sostenesse, l’onere della prova.


2) Sul natale

giova65 ha scritto:Se credi a questo, non mi meraviglio neppure di pastori ubriachi che fanno la guardia a un gregge il 25 di dicembre a 800 mt, quando io, adesso, in campagna, a 600 mt sono di fronte al fuoco e non mi sognerei nemmeno di prendere tracolla e bastone per portar fuori le pecore.
la guardia notturna è giustificata solo nei mesi caldi, in cui, come al sud, si riposa di giorno e si lavora di notte, specie con la luna piena. E' così che oltre al pane si porta a casa anche la pelle, perchè lavori pesanti con oltre 40 gradi sono inimmaginabili; come è inimmaginabile un pascolo sotto zero. Oltre a me lo scrive su wiki uno studioso israeliano che, ne converrai, s'intende di meteo ed escursione termica nei pressi di Gerusalemme più di te e me. Anche lui, sai, l'ha trovata una boiata pazzesca.


È ridicolo e irrispettoso che un utente possa scrivere simili lepidezze subito dopo un post, ove si citavano, tramite link, Trianello, Mulder e Nicolotti a smentirle in anticipo. Tanto piú che il dato non significa nulla, solo che dicembre non va escluso nel calcolo del giorno natalizio di Cristo. Mentre l’utente, come da modello geovista, viene a scrivere amenità come «Ne va del buon nome del forum, se non addirittura del canto di Natale, strozzato in gola ai bambini». Quasi che stabilire questa data fosse problema etico, e per giunta primario, con tutti i problemi che ci stanno al mondo: ovvero vita morte trasfusioni crisi economiche terrorismo esodi di massa guerre odi razzismi ostracismi ecc. Ma pensa ai bimbi che muoiono di fame, altro che Natale strozzato loro in gola, non hai vergogna di sfruttare queste tristezze per i tuoi tornaconti gematrici?

3) Sulla numerologia


Basterebbe un rimando a un celebre passo di Eco (ne Il pendolo di Foucault); Il metodo è di regola lo stesso usato da Pierre Bezuchov in Guerra e pace, a designarsi uccisore predestinato dell’Anticristo Napoleane: poiche la “traduzione” numerica proprio non ci stava, ecco che Bezuchov diventa miracolosamente Besuhof… comunque:

giova65 ha scritto:sono l'unico ad aver fatto notare che la distanza (200 cubiti) tra la barca con gli apostoli e la riva con Gesù (Gv 21,8) è, se ridotta in metri lineari, 888, cioè la stessa cifra che avremmo se calcolassimo ghematricamente Ιησουσ che si scriveva non lo stigma finale, ma il sigma, perchè solo così abbiamo 888 di valore


Nella fattispecie saremmo nel delirio assoluto: Ioh. 21, 8 dice ὡς ἀπὸ πηχῶν διακοσίων ovv. “circa 100 iarde”, cioè meno di 1/9 degli «888 metri» calcolati dall’utente: letteralmente pechys significa cubito, e che si aggiri sul mezzo metro, lo si memorizza subito se si pensa che da cubitum deriva l’ital. gomito, perché in sostanza pechys/cubitus sono denominazione dell’osso lungo dell’avambraccio, ovv. l’ulna. Quindi i circa duecento cubiti stanno per circa 90 metri (approssimati nella logica della frase, ma anche nella sua resa, che varia a seconda si tratti di cubito corto o lungo, o di cubito ebraico o greco; comunque nessuno d’essi darebbe 888, il piú vicino sarebbe l’ebraico corto che dà 88,9 metri, ma ciò ovviamente non ha senso, per la banale ragione che adoperare metri e decimetri su questi calcoli significa adoperare un anacronismo, in quanto decimetro e metro non esistevano all’epoca, né è detto esisteranno in futuro, perché altro non sono che una convenzione, come pure misure quali cubiti palmi spanne, parasanghe stadi ecc. Quanto alla barbara grafia Ιησουσ (filologicamente ΙΗΣΟΥΣ o ΙΗΣΟΥϹ,con sigma lunato) al posto della corretta Ιησους, minuscola a parte, in uso solo dal Medioevo e quindi teoricamente inutilizzabile: in realtà ς non cambia nulla, perché è anch’essa sigma, non stigma, che è altra cosa , perché connessa con l’originario digamma o vau (Ϝ, con suono di U intervocalico), che cadendo provoca spesso aspirazione (da qui il numero 6, Ϛ, "΄εξ, hex, con H- ovviamente aspirata). Da cui discende anche che stigma (Ϛ) non è la stessa cosa di sigma (ς) che neanche esiste come maiuscolo. Sicché non si comprende quale dizione i dizionari dovrebbero conoscere, stante che nessuno si è mai sognato di scrivere *Ιησουϛ con stigma, dal momento che al piú, come lettera – e non come numerale – si dovrebbe intendere come abbreviazione medievale della S impura davanti a dentale sorda (cioè il suono ST, ovviamente improponibile oltre che anacronistico). Per inciso il testo di Giovanni, stando al Nestle-Aland, non presenta problemi (al massimo esiste il dubbio se invece di πηχῶν non vi fosse la forma attica πηχέων) quindi ci troviamo nuovamente di fronte a calcoli alla Fomenko, e come nel caso delle mura l’interpretazione presentata è logisticamente impossibile astorica anacronistica, anzi, i commentatori annotano quanto adeguata sia la breve distanza al contesto (e difatti Pietro in 21, 7 la fa a nuoto, mica si doveva allenare per gli 800 stile libero). Mentre Ireneo non poteva scrivere *Ιησουσ/Ιησους perché banalmente ai suoi tempi si scriveva in maiuscolo, non in minuscolo. Le sue riflessioni al riguardo sono rilevanti per conoscere la numerologia e la tradizione pitagorica antica, ma fuor di questo hanno valore scientifico zero.
Καὶ ἠγάπησαν οἱ ἄνθρωποι μᾶλλον τὸ σκότος ἢ τὸ φῶς.
E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce.
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Messaggiodi giova65 » 07/12/2017, 18:31

Quixote ha scritto:
giova65 ha scritto:[…] ai ferri corti sono sempre con il solito, che ogni volta che faccio capolino aggredisce con commenti ironici e sprezzanti […]


Non ti è concesso essere ai ferri corti con la moderazione, e fino a prova contraria Quixote la rappresenta, quando in esercizio delle sue funzioni; che questo fosse il caso, e che il caso fosse contemplato dal Regolamento, non ci piove: l’art. 5)a recita: «non sono ammessi messaggi dai toni insolenti e provocatori, attacchi personali, insulti e/o liti fra gli utenti», e nella fattispecie rientrava il tuo commento, personale, insolente e litigioso:

giova65 ha scritto:[…] abbi almeno un briciolo di onestà, se non hai pudore, e di' anche che le chiappe te le ha salvate Achille minacciandomi di ban quando non eri nell'angolo, ma sul cesso […]


il che oltre che offensivo è anche mendace, perché nel thread cui alludi è successo l’esatto contrario, ovvero io avevo solamente segnalato che avevi risposto due volte a un mod (Achille) nell’esercizio delle sue funzioni; comportamento vietato dal Regolamento, art. 12 (cfr. viewtopic.php?p=334061#p334061), ma io, benevolo, ti ho graziato, e il warning te l’ha affibiato Achille sua sponte, scrivendo testualmente:

Achille ha scritto:Questa è una risposta polemica agli interventi dei mod ed una palese violazione del regolamento del forum.
Abbiamo cercato di argomentare, chiedendo a questo utente di dare delle risposte oggettive, che non fossero il mero frutto delle sue... stravaganti interpretazioni.
Considerate le "risposte" ricevute ribadisco la mia convinzione che sia solo una perdita di tempo discutere "del nulla" - oggettivamente parlando - con questo utente, che dimostra, nei fatti, di aver il comportamento di un troll (più o meno consapevole).
Lo scopo del forum è quello di analizzare l'ideologia geovista, e non di dare spazio ad interpretazioni più o meno bizzarre della Bibbia.
Per il momento assegno un warning a questo utente per reiterata violazione del regolamento.


Quindi se mai avresti dovuto invertire i riferimenti, invece di denigrare me e adulare l’admin, oltretutto mettendo chiaramente in discussione il suo operato, motivandolo con bassi motivi di copertura di un mod. Che è poi la ragione della tua sospensione, ai sensi del menzionato art. 12: «Contestazioni L'operato dei Moderatori è insindacabile e può essere giudicato solo dall'Amministrazione del forum. È comunque permesso chiedere spiegazioni, non utilizzando però lo spazio pubblico del forum. Eventuali contestazioni vanno effettuate via e-mail oppure tramite i messaggi interni e comunque in forma privata.» Regolamento che eri tenuto a conoscere, come da iscrizione al forum, e che poi ora infrangi nuovamente scrivendo del moderatore – che era in esercizio delle sue funzioni e andava quindi eventualmente chiamato in causa in privato – che «quixi pur di attaccarmi si attacca pure alle caccol.», e poiché il moderatore non gradisce questa ennesima infrazione, come non gradisce commenti scatologici sulle sue decisioni, per stavolta non ti affibbia un altro warning, ma ti avvisa che alla prossima ti sbatte fuori senza complimenti, quindi sappiti regolare.

Quanto sopra anche in riferimento, oltre che all’arroganza, all’assoluta insipienza biblica storica cronologica dell’utente:

1) Sulla mura

giova65 ha scritto:[…]quelle mura di cui discutemmo hanno una paternità di 49 anni attestata sia da Neemia che da Daniele, mentre tu hai solo l'assurdo: 52 giorni per un recinto murario di quelle dimensioni, che ha subito due anni d'assedio e oltre 100 d'abbandono


Col che si ignorano le mie ripetute e puntuali risposte nel thread in questione (https://forum.infotdgeova.it/viewtopic.php?f=25&t=18348), che sanciscono l’assurdità di tali elucubrazioni pseudo scientifiche, oltretutto attribuendomi in maniera mendace una tesi (mura in 52 giorni) che io ho espresso solo come ipotesi, e di minoranza:

Quixote ha scritto:mentre tu fantastichi di mura restaurate in 52 anni (grosso modo seconda metà del V sec.) nello stesso periodo (422-417 a. C., ovvero circa sei anni) sono state costruite, da zero, le mura piú possenti dell’antichità, quelle di Siracusa, con un perimetro murario all’incirca tre volte quello di Gerusalemme. Di fronte a ciò lo storico constaterà l’assurdità di 52 anni per riparare le mura di Gerusalemme. Constaterà che Ne 2, 1 parla di Nisan (mar-apr), che Id. 6, 15, a fine ricostruzione parla di Elul (ago-set), e vi sono altri riferimenti mensili, a un «settimo mese, e a Kislev, che ora non mi curo di controllare, ma è quanto basta perché davvero Neemia o chi per lui parlassero veramente di soli 52 giorni, forse per esaltare sopra il vero il suo operato, l’aiuto divino, o altro. Naturalmente lo storico serio dubiterà del dato troppo ottimistico, magari si domanderà se quel 52 non vada riferito alle settimane di un unico anno, cui logicamente si adatterebbe. Penserà che l’errore, voluto o meno, stia nella fonte. Di certo non proporrà cronografie alternative per motivi teologici di concordanza con altri libri. Concordanza che poi si rivela non che ipotetica, perfino anacronistica: Infatti tu ti servi di queste presunte e inverificabili concordanze per dire che Neemia dipende da Daniele, ma poiché la redazione di Neemia è del III-IV sec. , mentre quella di Daniele è del II, dire che Neemia dipende da Daniele sarebbe come dire che Napoleone dipende da Mussolini. Piú logico il contrario. Sicché, a chi lo sostenesse, l’onere della prova.


2) Sul natale

giova65 ha scritto:Se credi a questo, non mi meraviglio neppure di pastori ubriachi che fanno la guardia a un gregge il 25 di dicembre a 800 mt, quando io, adesso, in campagna, a 600 mt sono di fronte al fuoco e non mi sognerei nemmeno di prendere tracolla e bastone per portar fuori le pecore.
la guardia notturna è giustificata solo nei mesi caldi, in cui, come al sud, si riposa di giorno e si lavora di notte, specie con la luna piena. E' così che oltre al pane si porta a casa anche la pelle, perchè lavori pesanti con oltre 40 gradi sono inimmaginabili; come è inimmaginabile un pascolo sotto zero. Oltre a me lo scrive su wiki uno studioso israeliano che, ne converrai, s'intende di meteo ed escursione termica nei pressi di Gerusalemme più di te e me. Anche lui, sai, l'ha trovata una boiata pazzesca.


È ridicolo e irrispettoso che un utente possa scrivere simili lepidezze subito dopo un post, ove si citavano, tramite link, Trianello, Mulder e Nicolotti a smentire in anticipo queste amenità. Tanto piú che il dato non significa nulla, solo che dicembre non va escluso nel calcolo del giorno natalizio di Cristo. Mentre l’utente, come da modello geovista, viene a scrivere lepidezze come «Ne va del buon nome del forum, se non addirittura del canto di Natale, strozzato in gola ai bambini». Quasi che stabilire questa data fosse problema etico, e per giunta primario, con tutti i problemi che ci stanno al mondo: ovvero vita morte trasfusioni crisi economiche terrorismo esodi di massa guerre odi razzismi ostracismi ecc. Ma pensa ai bimbi che muoiono di fame, altro che Natale strozzato loro in gola, non hai vergogna di sfruttare queste tristezze per i tuoi tornaconti gematrici?

3) Sulla numerologia basterebbe un rimando a un celebre passo di Eco (ne Il pendolo di Foucault); Il metodo è di regola lo stesso usato da Pierre Bezuchov in Guerra e pace, a designarsi uccisore predestinato dell’Anticristo Napoleane: poiche la “traduzione” numerica proprio non ci stava, ecco che Bezuchov diventa miracolosamente Besuhof… comunque:

giova65 ha scritto:sono l'unico ad aver fatto notare che la distanza (200 cubiti) tra la barca con gli apostoli e la riva con Gesù (Gv 21,8) è, se ridotta in metri lineari, 888, cioè la stessa cifra che avremmo se calcolassimo ghematricamente Ιησουσ che si scriveva non lo stigma finale, ma il sigma, perchè solo così abbiamo 888 di valore


Nella fattispecie saremmo nel delirio assoluto: Ioh 21, 8 dice ὡς ἀπὸ πηχῶν διακοσίων ovv. “circa 100 iarde”, cioè meno di 1/9 degli «888 metri» calcolati dall’utente: letteralmente pechys significa cubito, e che si aggiri sul mezzo metro, lo si memorizza subito se si pensa che da cubitum deriva l’ital. gomito, perché in sostanza pechys/cubitus sono denominazione dell’osso lungo dell’avambraccio, ovv. l’ulna. Quindi i circa duecento cubiti stanno per circa 90 metri (approssimati nella logica della frase, ma anche nella sua resa, che varia a seconda si tratti di cubito corto o lungo, o di cubito ebraico o greco; comunque nessuno d’essi darebbe 888, il piú vicino sarebbe l’ebraico corto che dà 88,9 metri, ma ciò ovviamente non ha senso, per la banale ragione che adoperare metri e decimetri su questi calcoli significa adoperare un anacronismo, in quanto non esistevano all’epoca, né è detto esisteranno in futuro, perché altro non sono che una convenzione, come pure misure quali cubiti palmi spanne, parasanghe stadi ecc. Quanto alla barbara grafia Ιησουσ (filologicamente ΙΗΣΟΥΣ o ΙΗΣΟΥϹ,con sigma lunato) al posto della corretta Ιησους, minuscola a parte, in uso solo dal Medioevo e quindi teoricamente inutilizzabile: in realtà ς non cambia nulla, perché è anch’essa sigma, non stigma, che è altra cosa , perché connessa con l’originario digamma o vau (Ϝ, con suono di U intervocalico), che cadendo provoca spesso aspirazione (da qui il numero 6, Ϛ, "΄εξ, hex, con H- ovviamente aspirata). Da cui discende anche che stigma (Ϛ) non è la stessa cosa di sigma (ς) che νεανψηε esiste come maiuscolo. Sicche non si comprende quale dizione i dizionari dovrebbero conoscere, stante che nessuno si è mai sognato di scrivere *Ιησουϛ con stigma, dal momento che al piú, come lettera – e non come numerale – si dovrebbe intendere come abbreviazione medievale della S impura davanti a dentale sorda (cioè il suono ST, ovviamente improponibile oltre che anacronistico). Per inciso il testo di Giovanni, stando al Nestle-Aland, non presenta problemi (al massimo esiste il dubbio se invece di πηχῶν non vi fosse la forma attica πηχέων) quindi ci troviamo nuovamente di fronte a calcoli alla Fomenko, e come nel caso delle mura l’interpretazione presentata è logisticamente impossibile astorica anacronistica, anzi, i commentatori annotano quanto adeguata sia la breve distanza al contesto (e difatti Pietro in 21, 7 la fa a nuoto, mica si doveva allenare per gli 800 stile libero). Mentre Ireneo non poteva scrivere *Ιησουσ/Ιησους perché banalmente ai suoi tempi si scriveva in maiuscolo, non in minuscolo. Le sue riflessioni al riguardo sono rilevanti per conoscere la numerologia e la tradizione pitagorica antica, ma fuor di questo hanno valore scientifico zero.
Ti ammiro, mai riuscirei, in un forum, a scrivere un mattone di queste dimensioni. Colgo l'occasione per far comprendere che il "contare" non è senza conseguenze, neanche oggi: καταριθμεω (contare) e infatti i καταρι (Catari) lo facevano ma per far posto alla grande Babilonia delle divinità che si avvertono col cuore e non con la mente, così che il denaro è l'unico dio, si mise mano alla ramazza e si fece pulizia (qualcuno lo chiama genocidio). Non accusatemi: sono cattolico, ma appartengo a quel 10% di disperati che si ostinano a esserlo...finchè si può, oltre no
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Messaggiodi Cogitabonda » 07/12/2017, 20:15

Caro Giovanni, più andiamo avanti in questo thread più trovo bizzarri i tuoi collegamenti. Nel tuo ultimo post associ i Catari al verbo "contare", ma i Catari, se vogliamo scrivere il loro nome in greco, erano καθαρoι, parola che nulla ha a che fare col verbo καταριθμεω. Già il mondo è pieno di singolari coincidenze, ma scrivendo καταρι con la tau ne hai artificiosamente creato uno, e questo è barare al gioco.
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Messaggiodi Cogitabonda » 07/12/2017, 20:43

Torno ora a una mia domanda precedente cui non hai risposto, cioè hai risposto al mio post, ma non alla domanda se esistessero versioni del nome del Cristo non lo stigma finale. Grazie al web ho comunque trovato la risposta: non ce ne sono (fonte di riferimento: http://www.nestle-aland.com/en/read-na28-online/).
Sempre sul web ho trovato la tabella delle rispondenze numeriche dell'alfabeto greco, e così ho trovato la risposta all'altro mio dubbio: il valore della lettera sigma era 200 comunque la si scrivesse. Quindi Ireneo aveva compiuto il suo calcolo usando il nome del Cristo come riportato nelle Scritture, senza alcun bisogno di mettere un sigma al posto di uno stigma, e senza bisogno di scrivere come hai fatto tu Ιησουσ, che è un banale errore di ortografia.
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Messaggiodi giova65 » 07/12/2017, 20:52

Ciao, ti aspettavo, tanto che sono andato in chat nell'attesa. E' più complicato, credimi. Alcuni sostengono che la storia la scrivano i vincitori; gli ebrei la definiscono il velo con cui si copre quello che in realtà è successo; nel mio piccolo credo che ancora, come scrive Giovanni, "tutto il mondo (storia) giace sotto il potere del maligno".
Dimmi, che senso ha che la Stele di Mesha abbia un calco in gesso che non è mai stato pubblicato? Cosa cela mai l'originale perchè solo due studiosi ne abbiano avuto l'accesso? E un Jean Carmignac, sacerdote e biblista cattolico, perchè è stato perseguitato in vita e censurato in morte dalla sua stessa chiesa? Mi chiedi dei Catari, ma non è la tau a fare la differenza è katarithmeo (http://www.perseus.tufts.edu/hopper/text?doc=Perseus:text:1999.04.0057:entry=KATARIQME%2FW: il puro di cuore che vede Dio nel mondo che "giace sotto il potere del maligno" è abominio; è abominio la Stele di Mesha ed è abominio un Carmignac, sebbene non catari. La Bibbia contiene una storia che le è propria ma ogni volta che essa affiora scatta la censura, talvolta il genocidio. Perdonami se sono vago, ma affronto il forum con quella rilassatezza di chi sa che l'impresa è impossibile o che in ogni caso richiederebbe mani ben più grandi. Mi accontento di quei 5/6 disperati abbonati al feed (USA, Cina, Ucraina, Russia, Germania e Italia) che la pensano come me e ogni tanto vengo a rompere nel forum. Perdonatemi
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Messaggiodi giova65 » 07/12/2017, 21:13

Cogitabonda ha scritto:Torno ora a una mia domanda precedente cui non hai risposto, cioè hai risposto al mio post, ma non alla domanda se esistessero versioni del nome del Cristo non lo stigma finale. Grazie al web ho comunque trovato la risposta: non ce ne sono (fonte di riferimento: http://www.nestle-aland.com/en/read-na28-online/).
Sempre sul web ho trovato la tabella delle rispondenze numeriche dell'alfabeto greco, e così ho trovato la risposta all'altro mio dubbio: il valore della lettera sigma era 200 comunque la si scrivesse. Quindi Ireneo aveva compiuto il suo calcolo usando il nome del Cristo come riportato nelle Scritture, senza alcun bisogno di mettere un sigma al posto di uno stigma, e senza bisogno di scrivere come hai fatto tu Ιησουσ, che è un banale errore di ortografia.
Ti avevo rispsoto dicendo che forse mi ero sbagliato, anche se, non ricordo dove purtroppo, l'ho letto, riferito a Ireneo, scritto con il sigma. Ma non ha importanza, importante è quell'888 che collega l'anno di nascita di Noè (2863 A.M. a fronte di un 2862 A.M della Settanta) fino a Gesù (15 a.C.).
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Messaggiodi Quixote » 08/12/2017, 0:45

Cogitabonda ha scritto:Caro Giovanni, più andiamo avanti in questo thread più trovo bizzarri i tuoi collegamenti. Nel tuo ultimo post associ i Catari al verbo "contare", ma i Catari, se vogliamo scrivere il loro nome in greco, erano καθαρoι, parola che nulla ha a che fare col verbo καταριθμεω. Già il mondo è pieno di singolari coincidenze, ma scrivendo καταρι con la tau ne hai artificiosamente creato uno […]


Giusto perché il forum non guadagnerebbe da definizioni approssimate ed estemporanee: κατ-αριθμέω (da arithmos = numero) = ‘contare, enumerare, calcolare’ non ha assolutamente nulla a che vedere con καθαροί (forse corradicale al Lat. castus, castigatus) = ‘puri, immacolati, genuini’, mentre καταρι è grafia che non si capisce bene da qual barbaro solecismo sia scaturita. Viceversa va riconosciuto, a non stimmatizzare l’utente, che non ignora che il cubito ebraico poteva misurare cm. 44,5 e quindi che l’888 che ne derivava un po’ all’ingrosso non si riferiva a 888 metri. A parte l’allegra approssimazione, pare sfuggire agli eredi di Pitagora che il numero ricavato è valido solo in un sistema di misura, contingente e non necessario, che adoperi il metro, quindi puramente convenzionale, e con nulla di teosofico e costrittivo, salvo il banale esoterismo coloristico ad usum stultorum.

Similmente, postando il Liddle-Scott per katarithmeo era opportuno e doveroso fare lo stesso anche per katharós, se non altro per constatare – chi ne avesse le capacità, ché il lemma è assai succoso – ché i due termini stanno fra loro come cane e gatto:

http://www.perseus.tufts.edu/hopper/tex ... kaqaro%2Fs

Altresí opportuno sarebbe non fantasticare su nuove date e dati, saltando di palo in frasca, senza motivazione che non sia la confusione di chi scrive, o peggio, il desiderio di intorbidar le acque, in istile “geovo”; perché di fatto, la moltiplicazione di insussistenze, contribuisce solo a minare la rispettiva e comune credibilità. Tanto piú quando si sia costretti a constatare la faciloneria di chi vorrebbe far calcoli numerologici sul greco, senza nemmeno conoscerlo; che pare essere la regola anche su carta, come abbiamo constatato nella Bibbia prima del dogma di ambiente parimente “geovo” (Arduini-Pizzorni-Frattini), o come constatiamo da chi ha scritto testualmente la frivolezza «oggi sembra unanimemente concorde il fatto che Ιεσουσ si debba in realtà scrivere non con il sigma finale, ma con lo stigma, cioè Ιεσους», di cui taccio volutamente il puntuale riferimento per carità cristiana, ma del resto il poverino si basava onestamente su:

https://books.google.it/books?id=82U-qP-6kckC&pg=PA128&lpg=PA128&dq=888+gesu+ireneo&source=bl&ots=-onYZvl-Mo&sig=DyDJHZIzYpD5aArTYHL9OhhY4uc&hl=it&sa=X&ei=8HfvVKKfCYmsUYbuguAB&ved=0CCcQ6AEwAQ#v=onepage&q=888%20gesu%20ireneo&f=false

che alla nota 106 dice castronerie inenarrabili, scambiando valori numerici di eta e iota, e aggiungendo un’assurda grafia «Hta» per la prima su cui sto ancora a ridere convulso. Ma se ridere fa buon sangue, mi spiace tanto per loro, il forum non può indulgere sulla loro ignoranza, pena la sua credibilità.
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Messaggiodi Giovanni64 » 08/12/2017, 8:18

Anche a me, al di là di tutto, è sembrato veramente inopportuno quel tirare in ballo l'innocenza dei bambini.

Racconti, scritture, raccolta di scritture, dichiarazioni di ispirazione divina, canoni e così via, sono tutte opere umane che, prendendo anche spunto iniziale da accadimenti e persone di per sé irrilevanti, per tutta una serie di circostanze, hanno contribuito allo sviluppo del cristianesimo.
La stessa tradizione che ha reso rilevante una notte irrilevante ha messo le pecore e i pastori dove, secondo la scienza o la pseudo scienza, non dovrebbero o potrebbero esserci: e questo sarebbe motivo di incazzatura? Motivo per dolersi addirittura di una innocenza violata?
Insomma, al di là della questione specifica, è il modo, peraltro anche molto comune, di porsi nei confronti delle cose, che mi lascia molto perplesso.
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Messaggiodi giova65 » 08/12/2017, 11:19

Cogitabonda ha scritto:Torno ora a una mia domanda precedente cui non hai risposto, cioè hai risposto al mio post, ma non alla domanda se esistessero versioni del nome del Cristo non lo stigma finale. Grazie al web ho comunque trovato la risposta: non ce ne sono (fonte di riferimento: http://www.nestle-aland.com/en/read-na28-online/).
Sempre sul web ho trovato la tabella delle rispondenze numeriche dell'alfabeto greco, e così ho trovato la risposta all'altro mio dubbio: il valore della lettera sigma era 200 comunque la si scrivesse. Quindi Ireneo aveva compiuto il suo calcolo usando il nome del Cristo come riportato nelle Scritture, senza alcun bisogno di mettere un sigma al posto di uno stigma, e senza bisogno di scrivere come hai fatto tu Ιησουσ, che è un banale errore di ortografia.
Buongiorno cogitabonda, la tua acuta osservazione, che ha messo a nudo un punto debole del mio ragionamento, mi ha dato l'opportunità di riflettere. Tempo permettendo (in pratica sarò in ospedale tutto il giorno per le condizioni di mio padre e di mia madre), scriverò qualcosa stasera, ma sin da subito posso anticiparti che secondo me è imprroprio, alla luce della ghematria, sostenere che il sigma e lo stigma abbiano lo stesso valore, qualora segnino la fine di un lemma. Questo credo possa significare che molte parole, in origine, fossero scritte con il sigma di cui poi si è persa(cancellata?) traccia per impedire l'evidenza ghematrica.
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Messaggiodi Cogitabonda » 08/12/2017, 12:57

Caro Giovanni, mi dispiace sapere che trascorrerai in un ospedale questa giornata festiva. Poiché negli ultimi tempi ho passato anch'io molto tempo in ospedali e ambulatori per assistere una persona cara mi sento particolarmente vicina a te. Vicina sul piano emotivo, ma lontana su quello del pensiero.
Per quanto mi senta attratta, a volte affascinata, dalle connessioni strane, curiose e improbabili, relego sul piano del puro divertimento le connessioni impossibili. Voglio dire che mi diverte enormemente leggere i fumetti di Daniele Panebarco in cui lo scontro fra il Titanic e l'iceberg avviene per colpa di Stalin, o la diligenza di Ombre Rosse viene costruita usando pezzi della Potëmkin, ma le trovo godibili perché stanno sul piano del divertimento, ammettendo "connessioni" di senso senza pretendere di vederle come connessioni fattuali.
In questo forum, come sai, facciamo l'analisi di un culto in tutti i suoi aspetti. L'attenzione ai dettagli dunque è essenziale, come pure il controllo delle fonti, una certa severità nei confronti delle citazioni scorrette, e cerchiamo sempre di suonare l'allarme quando incontriamo fallacie logiche. Tutto questo ci impone di essere pedanti ogni volta che occorre. E' stato necessario in questo thread in cui tu hai portato sul Natale degli argomenti cari ai testimoni di Geova, argomenti che abbiamo ampiamente discusso in altre occasioni ma su cui vale la pena ritornare. Hai poi messo sul tavolo altri argomenti, con rilassatezza come tu stesso hai scritto, e questo non lo stigmatizziamo. Ma noi utenti abituali, e più ancora noi moderatori, abbiamo dei doveri verso chi legge, perciò se tu presenti un'immagine di "realtà aumentata" noi dobbiamo premurarci di indicare quali elementi sono reali e quali le tue aggiunte. Non prenderla dunque come una persecuzione se facciamo le pulci a quanto scrivi.
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Messaggiodi Valentino » 08/12/2017, 13:04

Scomodare la ghematria per dire che il natale non è la data di nascita di Gesù mi sembra alquanto singolare, oserei dire "superfluo". Ciò che in effetti sappiamo è che NON sappiamo esattamente quando sia nato Gesù. Ma come dire: ce lo sanno pure i cattolici e per loro non fa alcuna differenza sapere che probabilmente il natale è una festa pagana cristianizzata!
C'è da dire che di ipotesi su come si è arrivati in un certo ramo del cristianesimo a festeggiare il natale ce ne sono molte e nessuna di queste ipotesi si è mostrata "conclusiva". Parliamo comunque di ipotesi storiche che hanno il pregio di analizzare il problema secondo i canoni del metodo storico. Non credo che siano questioni "risolvibili" con cervellotici calcoli numerologici.
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Strano ma vero....

Messaggiodi Vieri » 08/12/2017, 17:31

Valentino ha scritto:Scomodare la ghematria per dire che il natale non è la data di nascita di Gesù mi sembra alquanto singolare, oserei dire "superfluo". Ciò che in effetti sappiamo è che NON sappiamo esattamente quando sia nato Gesù. Ma come dire: ce lo sanno pure i cattolici e per loro non fa alcuna differenza sapere che probabilmente il natale è una festa pagana cristianizzata!
C'è da dire che di ipotesi su come si è arrivati in un certo ramo del cristianesimo a festeggiare il natale ce ne sono molte e nessuna di queste ipotesi si è mostrata "conclusiva". Parliamo comunque di ipotesi storiche che hanno il pregio di analizzare il problema secondo i canoni del metodo storico. Non credo che siano questioni "risolvibili" con cervellotici calcoli numerologici.

Strano ma vero...e per una volta concordo con Valentino.

Si dice che tale data fosse ripresa da una precedente festività e che sicuramente non è ancora certa la data esatta della nascita di Gesù, ma che importa?
Quello che è importante e "sconvolgente" per i cristiani che ad un certo momento più o meno imprecisato della storia nacque il Figlio di Dio che con la sue parole, le sue opere e la sua resurrezione ha sconvolto buona parte del mondo occidentale.

L'importante è che il Santo Natale non diventi una festa pagana del regalo e del panettone ma rimanga come ricordo importante di questo evento meraviglioso.
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Messaggiodi pasqualebucca » 08/12/2017, 18:00

Ma non ci possiamo godere tutti, belli e brutti, ricchi e poveri , di un Santo Natale che ci faccia staccare la spina e rilassare facendo qualche cosa samaritana, magari segretamente, senza porsi domande senza risposte.
Magari....dico Magari....
È mai possibile che si vada a scavare per vedere se è vero o falso o giusto o sbagliato, in perfetta modalità geovista?

A me il Santo Natale ricorda quando ero bambino, l'albero di Natale, il presepe, i regali e lo spirito festoso, dopo i 18 anni mi ricordo solo il viaggio a Torino per diventare figlio di agnelli in Fiat.
Da allora solo prestiti, mutui, matrimonio, impegni, figli, traslochi e 12 ore al giorno di lavoro quando basta.
Perché non staccare la spina, pregare, e fare qualcosa di buono per i poveri, e soprattutto riposare.

Buona Serata a Tutti, comincio a pensare che sia io il diverso, il fuori epoca, il personaggio sbagliato nel posto sbagliato.
Scusate lo sfogo ma continuo a non capire i vostri discorsi, troppo complessi e difficili, ma ripeto il problema sono io e non voi.
Grazie
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Messaggiodi Giovanni64 » 08/12/2017, 18:47

pasqualebucca ha scritto:È mai possibile che si vada a scavare per vedere se è vero o falso o giusto o sbagliato, in perfetta modalità geovista?

Non so se la modalità geovista è migliore di quella di giova65. Considerando le elucubrazioni con i numeri fatte dalla Watchtower, ne dubito fortemente.
Quelli che credono letteralmente ad Adamo ed Eva e al diluvio universale "scavano per vedere se è vero o falso". E mica sono creduloni loro, noooooo... :risata: :risata:

Prendiamo cose più spicciole, ad esempio la pronuncia Geova: la Watchtower la ritiene esatta? Mi pare proprio di no. Non sapendo quale sia quella esatta, si affida alla tradizione, almendo secondo quello che disse Jackson in maniera molto esplicita.
Per la pronuncia del nome divino Jackson non si fa problemi ad affidarsi alla tradizione medievale cattolica, per le pecorelle invece si arrabbia, faceva troppo freddo, non potevano stare lì. Perché questa è gente che scava, mica crede tanto facilmente...

Supponiamo ora che la Watchtower si convinca che non si debba pronunciare il nome di Dio: a questo punto cosa fa la Watchtower, si mette a dire a quelli che vorrano continuare a seguire una certa tradizione che Geova è una pronuncia sbagliata?

E' quello che ha fatto con il Natale: quando ha deciso che non voleva festeggiarlo si è messa a dire che la data era sbagliata. Un piccolo esempio di comportamento incoerente e disonesto.
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Satana, il serpente e il mondo: il segno grafico fa la differenza

Messaggiodi giova65 » 08/12/2017, 19:23

In un forum mi hanno mossa un'obiezione molto pertinente circa il nome proprio di Gesù (Ἰησοῦς) che, nei dizionari e nel web tutto, compare con lo stigma che conclude la parola, mentre noi abbiamo sempre scritto che tutto dipende dalla falsificazione del lemma che in origine aveva un sigma (Ἰησοῦσ). Il problema si pone quando si affronta il calcolo ghematrico che varia totalmente se il valore è 6 (stigma) o 200 (sigma).

Se ho ben capito la mia interlocutrice sosteneva che stigma e sigma, se concludono la parola, hanno sempre un valore di 200, essendo la differenza da ricondursi solo alla grafia.Sulle prime sono stato preso un po' alla sprovvista, ma poi ho riflettuto sui casi sinora incontrati, i quali sono di avviso opposto.

Infatti quando abbiamo offerta la ghematria di ὄφις (serpente) abbiamo calcolato 586 e lo abbiamo collocato in un calendario, riducendolo al 586 a.C, anno dell'esilio babilonese secondo la cronologia ufficiale.

Inoltre abbiamo anche visto che colui che pose fine a quell'esilio fu Ciro, sempre secondo la cronologia ufficiale, e Ciro sale al potere nel 559 a.C., quando la ghematria di Σατανᾶς (Satana) è 559.

In entrambi i casi, che appartengono a un unico insieme cronologico e storico, è possibile ricondurre i valori ghematrici a un calendario solo se si assume lo stigma, cioè se il calcolo ghematrico si compone con un 6 e non con un sigma finale (200).

Questo credo ponga seriamente la questione su un altro piano: almeno stando a quell'ambito cronologico e ghematrico il segno grafico che segna la fine di ὄφις e Σατανᾶς è stigma il cui valore deve essere 6 e questo esclude che necessariamente lo stigma e il sigma abbiano, ai fini ghematrici, lo stesso valore.

Prova ne è che, se assumiamo la cronologia biblica, non necessariamente esatta, ma pur sempre biblica, sappiamo che quell'esilio si consuma in ben altra data (505 a.C.) e questo crea due opposti: da una parte la cronologia secolare con il suo 586 a.C.; dall'altra il 505 a.C. biblico.

Ciò costituisce la cornice dove s'inserisce un lemma caro a Giovanni, lo stesso apostolo che ci ha parlato del serpente (ὄφις) e di Satana (Σατανᾶς) in Ap 12,9, cioè "mondo" che nel greco testamentario -pensiamo nei dizionari in genere- compare scritto con uno stigma (κόσμος, Ap 11,5).

In questo caso, cioè scritto con lo stigma, il valore ghematrico che ne risulta è assolutamente indecifrabile, mentre se noi quello stesso lemma lo scriviamo con sigma in fine di parola (κόσμοσ) esso è 600, perchè la sigma finale ha quel valore e quel valore totale finale determina, cioè 600.

A parte il fatto che

ὄφις (serpente) riconduce al 586 a.C., l'esilio babilonese della cronologia secolare

Σατανᾶς (satana) riconduce al 559 a.C., primo anno di regno di Ciro che pone fine a quell'esilio

e κόσμος (mondo) a 600

creando così l' archetipo del male laddove il secolo ha il caposaldo della cronologia del Vicino Oriente Antico, è proprio κόσμοσ (mondo) con il suo 600 che riconduce al 666 cioè a χξς di Ap 13,18 in cui quella χ ha uno stesso valore (600) e indica Satana, prima della bestia (ξ) e del falso profeta (ς).

Credo che risulti allora evidente che in una logica ghematrica è fondamentale, affinchè tutto sia in relazione, sostenere che non necessariamente stigma e sigma abbiamo lo stesso valore, perchè i casi incontrati testimoniano una profonda diversità che non è solo grafica, ma simbolica e ghematrica, cioè numerica, la quale, rispondendo a un calendario, dove solitamente si collocano i valori ghematrici, diviene storica.

Il fatto che i dizionari non facciano differenza assumendo lo stigma in fine di parola, può avere ragioni nel greco che ha dimenticato la seconda natura dell'alfabeto greco, cioè quella numerica, tanto che viene da pensare che molti (tutti?) dei lemmi contenuti nei dizionari hanno subita una legge dettata dalla "necessità" di alcuni, più che dall'ortografia.

Ecco allora che il nome proprio della seconda persona della Santissima Trinità ne ha risentito negativamente concludendosi ortograficamente con stigma, ma componendosi ghematricamente di un due sigma, che non a caso S.Ireneo considerava quando attribuiva a Ἰησοῦσ un valore di 888, l'unico che può emergere dall'uso di un sigma finale, assolutamente da non confondersi con stigma, pena una discrezionalità del lettore che aprirebbe a diatribe senza fine e senza costrutto, più di quelle, già sterminate, sulla Santissima Trinità.
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Messaggiodi Valentino » 08/12/2017, 19:39

Vieri ha scritto:
Valentino ha scritto:Scomodare la ghematria per dire che il natale non è la data di nascita di Gesù mi sembra alquanto singolare, oserei dire "superfluo". Ciò che in effetti sappiamo è che NON sappiamo esattamente quando sia nato Gesù. Ma come dire: ce lo sanno pure i cattolici e per loro non fa alcuna differenza sapere che probabilmente il natale è una festa pagana cristianizzata!
C'è da dire che di ipotesi su come si è arrivati in un certo ramo del cristianesimo a festeggiare il natale ce ne sono molte e nessuna di queste ipotesi si è mostrata "conclusiva". Parliamo comunque di ipotesi storiche che hanno il pregio di analizzare il problema secondo i canoni del metodo storico. Non credo che siano questioni "risolvibili" con cervellotici calcoli numerologici.

Strano ma vero...e per una volta concordo con Valentino.

Si dice che tale data fosse ripresa da una precedente festività e che sicuramente non è ancora certa la data esatta della nascita di Gesù, ma che importa?
Quello che è importante e "sconvolgente" per i cristiani che ad un certo momento più o meno imprecisato della storia nacque il Figlio di Dio che con la sue parole, le sue opere e la sua resurrezione ha sconvolto buona parte del mondo occidentale.

L'importante è che il Santo Natale non diventi una festa pagana del regalo e del panettone ma rimanga come ricordo importante di questo evento meraviglioso.


C'è il fatto che per alcuni cristiani festeggiare il natale o ricordare la nascita di Gesù è in se stessa una "pratica pagana". Se i cattolici ritengono "cosa buona e giusta" festeggiare il natale altri cristiani lo ritengono superfluo se non addirittura sbagliato. Di certo non è una "usanza" che si può far risalire a Gesù o agli apostoli. Per generazioni i vari gruppi del cristianesimo antico ne hanno fatto a meno.
Presentazione: viewtopic.php?f=7&t=17403
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