Buone Feste (by MatrixRevolution)

Infotdgeova - LiberaMente - Il Forum


Lo scopo di questo forum è quello di analizzare in chiave critica la dottrina e l'organizzazione dei Testimoni di Geova

Libro La Bibbia prima del dogma

Per discutere di temi ed argomenti di vario genere.

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Messaggiodi Cogitabonda » 17/01/2014, 16:21

Giovanni64 ha scritto:
teodoro studita ha scritto:una vera catastrofe, quasi come le faccine di questo forum.

Noto una certa furia...emoticonoclasta. A parte gli scherzi e le parole inventate da me che non conosco il greco se non un briciolo di quello tardo-americano, devo dire che neanch'io stravedo per le emoticon.
Sapete che si può disabilitare la visualizzazione delle emoticon?
Dal pannello di controllo Utente bisogna selezionare "Preferenze" e poi "Opzioni di visualizzazione".

Ho visto che il libro di Arduini e Pizzorni è già stato inserito nella bibliografia in questa pagina di Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Traduzione_del_Nuovo_Mondo_delle_Sacre_Scritture
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Messaggiodi Giovanni64 » 17/01/2014, 18:15

Cogitabonda ha scritto:Dal pannello di controllo Utente bisogna selezionare "Preferenze" e poi "Opzioni di visualizzazione".

Non lo sapevo e ti ringrazio. In ogni caso però a me non danno fastidio le faccine. Semplicemente io le utilizzo raramente. Può darsi che il "problema" di Teodoro sia dovuto magari all'utilizzo di qualche dispositivo che per qualche ragione non lavora bene quando ci sono le emoticon. In tal caso l'opzione che hai segnalato tu potrebbe rivelarsi molto utile.

Comunque ho appena controllato e devo proprio dire che a questo mondo è difficile inventare qualcosa di nuovo...C'è sempre qualche altro che l'ha fatto prima di te:
http://www.urbandictionary.com/define.p ... iconoclast
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Messaggiodi teodoro studita » 17/01/2014, 19:14

Cogitabonda ha scritto:Sapete che si può disabilitare la visualizzazione delle emoticon?
Dal pannello di controllo Utente bisogna selezionare "Preferenze" e poi "Opzioni di visualizzazione".


Il problema è che tutta questa roba totalmente inutile che si agita nella parte inferiore dello schermo mentre provo a digitare fa si' che il tempo di latenza tra quando digito e quando appare ciò che ho scritto sia totalmente patologico, e ti assicuro che non sto scrivendo con una Olivetti Lettera 22 ma con un Macbook, e la stessa cosa accade con l'ipad.
Ho provato la tua soluzione ma non è cambiato nulla.
Fine dell'offtopic.
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Messaggiodi Gabriella Prosperi » 17/01/2014, 19:50

Scrivere con un altro programma e poi incollare ti creerebbe troppi problemi?
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Messaggiodi Quixote » 17/01/2014, 23:04

Io ho la fortuna, o la sfortuna, a seconda da come la si veda, di avere una formazione “accademica“. Conosco decentemente l’italiano, conosco i suoi trucchetti, e credo di riuscire ad esprimermi decentemente, e chiaramente, senza adoperare inutili emoticon. Altri ha avuto una formazione diversa. Magari per un culto che gli insegnava a privilegiare altro, invece che lo studio. O semplicemente perché la vita lo ha costretto a scelte diverse, magari a essere un buon ciabattino, paragone che faccio spesso, invece che un buon scrittore. Questo ciabattino supplisce, alla sua difficoltà di espressione, come può, cosa di cui io non solo per scelta, ma per circostanze della vita, o, diciamolo pure, per sola fortuna, non necessito. Non solo; c’è gente, come il mio amico Mauro, che non scrive certamente secondo le regole di un buon italiano, ma pure è molto più espressivo, e chiaro, e “poetico“ di quanto non sia io. Lo stesso potrebbe dirsi per Dingus, AXL, e altri. Chemmifrega se mi rallentano il mio amato PowerPc, cui ancora non riesco a rinunciare? Io avverto la loro anima, non sono qui a dover segnare con matita rosso/blu i loro errori. Oggi sono stato a una conferenza su Boccaccio; il tono era alto, gli interventi alti, il linguaggio eletto e forbito. Qui invece sono su un forum, ove tutti hanno diritto di scrivere, e di esprimersi come sanno, e se faticano a farlo, e per farlo necessitano di un aiuto, che a me non serve, non sarò io a negarglielo, non sarò io a lamentarmene.

Salvo non si tratti di un troll… :ironico: :ironico: :ironico:
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Messaggiodi Mauro1971 » 18/01/2014, 8:39

Quixote ha scritto: Non solo; c’è gente, come il mio amico Mauro, che non scrive certamente secondo le regole di un buon italiano,


:piange: :piange: :piange: :piange: :piange: :piange: :piange: :piange:

:ironico: :ironico: :ironico: :ironico: :ironico: :ironico: :ironico:

:abbr: :abbr: :abbr: :abbr: :abbr: :abbr: :abbr:
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Messaggiodi Cicciuzzo » 18/01/2014, 9:03

Quixote ha scritto:Io ho la fortuna, o la sfortuna, a seconda da come la si veda, di avere una formazione “accademica“. Conosco decentemente l’italiano, conosco i suoi trucchetti, e credo di riuscire ad esprimermi decentemente, e chiaramente, senza adoperare inutili emoticon. Altri ha avuto una formazione diversa. Magari per un culto che gli insegnava a privilegiare altro, invece che lo studio. O semplicemente perché la vita lo ha costretto a scelte diverse, magari a essere un buon ciabattino, paragone che faccio spesso, invece che un buon scrittore. Questo ciabattino supplisce, alla sua difficoltà di espressione, come può, cosa di cui io non solo per scelta, ma per circostanze della vita, o, diciamolo pure, per sola fortuna, non necessito. Non solo; c’è gente, come il mio amico Mauro, che non scrive certamente secondo le regole di un buon italiano, ma pure è molto più espressivo, e chiaro, e “poetico“ di quanto non sia io. Lo stesso potrebbe dirsi per Dingus, AXL, e altri. Chemmifrega se mi rallentano il mio amato PowerPc, cui ancora non riesco a rinunciare? Io avverto la loro anima, non sono qui a dover segnare con matita rosso/blu i loro errori. Oggi sono stato a una conferenza su Boccaccio; il tono era alto, gli interventi alti, il linguaggio eletto e forbito. Qui invece sono su un forum, ove tutti hanno diritto di scrivere, e di esprimersi come sanno, e se faticano a farlo, e per farlo necessitano di un aiuto, che a me non serve, non sarò io a negarglielo, non sarò io a lamentarmene.

Salvo non si tratti di un troll… :ironico: :ironico: :ironico:


Ciao carissimo Quixote,
Ho seguito la presente discussione con vivo interesse,mi vorrei collegare al tuo ultimo post per rispondere,a costo di andare fuori tema.
Personalmente avrei preferito essere un buon scrittore che un buon ciabattino,ma come hai detto tu le circostanze mi hanno costretto,sia per motivi economici sia per motivi religiosi ad interrompere gli studi al termine delle scuole medie.
Il mio più grande sogno,frequentare il liceo classico,fu liquidato dietro la scusa di non meglio precisati problemi economici e da una situazione familiare disgraziata. Piuttosto fai il pioniere regolare,e' la scuola migliore,fu l'incoraggiamento successivo.
Solo dopo anni ho capito l'inganno,il solo risultato ottenuto e' che ho sprecato mani e testa dietro ideali sbagliati,e il mio italiano,per quanto m sforzi di parlar lo bene e per quanto ami leggere,lo trovo appena sufficiente.
Comunque ho una figlia piccola alla quale non farò mancare sostegno emotivo ed intellettuale,questa e' una promessa!!!
Un saluto,Cicciuzzo
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Messaggiodi Mauro1971 » 18/01/2014, 10:01

Cicciuzzo ha scritto:Comunque ho una figlia piccola alla quale non farò mancare sostegno emotivo ed intellettuale,questa e' una promessa!!!
Un saluto,Cicciuzzo


Questa è la cosa più importante, ti da valore come essere umano al di la di qualsiasi studio tu possa aver fatto.

:ok:
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Messaggiodi Cicciuzzo » 18/01/2014, 10:58

Mauro1971 ha scritto:
Cicciuzzo ha scritto:Comunque ho una figlia piccola alla quale non farò mancare sostegno emotivo ed intellettuale,questa e' una promessa!!!
Un saluto,Cicciuzzo


Questa è la cosa più importante, ti da valore come essere umano al di la di qualsiasi studio tu possa aver fatto.

:ok:


:abbr: :abbr: :abbr:
Con buona pace di chi ritiene che le emoticon facciano pena (senza offesa,eh?!?) :risata:
Fine del fuori tema,un saluto a tutti!!!
Cicciuzzo
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Messaggiodi cercaverità » 18/01/2014, 13:57

E alla vista di κύλον, mentre noi ci chiediamo chi abbia revisionato questo libro, rammentandoci delle lezioni da me già fatte sulla pronuncia italiana dello ipsilon, ci sorge il sospetto che questo saggio sia fatto col “kulo”. Ovviamente, nel senso greco del termine, giacché κύλον in greco vuol dire “solco”, e questo libro lascerà senz’altro un segno nella storia.


Fantasico poly! Scusa, ma non è che avresti voglia di scrivere un libro su questi argomenti? Magari raccogliere in un PDF tutti i tuoi interventi! Hai una qwerty tagliente quando vuoi :bravo:
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Dt 18:21,22 Se tu pensi: Come riconosceremo la parola che il Signore non ha detta? Quando il profeta parlerà in nome del Signore e la cosa non accadrà e non si realizzerà, quella parola non l'ha detta il Signore; l'ha detta il profeta per presunzione: di lui non devi aver paura.

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Messaggiodi cercaverità » 19/01/2014, 9:11

Uno degli autori di questo libro ha tradotto quello di Beduhn e visto il modo come citano le fonti ecc. mi è venuto il dubbio che la versione italiana sia per così dire addomesticata nei punti in cui Beduhn critica la TNM. Non ho letto il suo libro, ma mi piacerebbe sapere cosa dice per esempio del verbo prostrarsi che dice giusto lasciarlo così riguardo Gesù. Quando c'è Dio o satana che si vuol fare adorare allora i Tdg lo traducono adorare; lì se il Beduhn fosse coerente dovrebbe dire che sarebbe da lasciare nella forma prostrarsi, altrimenti anche lui si lascia trascinare dalle sue convinzioni dicendo di fatto che Gesù lo ritiene solo un uomo. Quindi anche l'imparzialità di Beduhn sarebbe compromessa.
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Messaggiodi polymetis » 19/01/2014, 12:26

Prostrarsi non è una cattiva traduzione di proskyneo, anzi, è quello che il verbo significa dal punto di vista fisico. Il fatto che proskyneo significhi anche adorare dipende dal fatto che in molte culture prostrarsi a qualcuno è un segno che indica l'adorazione verso quel qualcuno. Sicché proskyneo venne a significare anche "adorare".
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Alla base delle scelte fondamentali del Nolano - a Londra come a Roma -, c'era il convincimento di appartenere alla "casa" dei filosofi, e che ad essa bisogna essere sempre fedeli, anche nei rapporti con i potenti della Chiesa e dello Stato, perché la casa della filosofia è la casa della verità: in un modo intelligente e anche astuto, certo, ma sempre fedeli. (Michele Ciliberto)
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Messaggiodi cercaverità » 19/01/2014, 17:45

Ciao poly. Ti ringrazio della precisazione, ma ho una domanda da perfetto ignorante in greco antico. Nella versione Cei anteriore alla attuale in Matteo 2:11 c'è prostrare e adorare, ho visto nella interlineare che adorare come radice ha quella di prostrare che vorrebbe dire esattamente? Ho trovato su internet che vuol dire letteralmente prostrarsi con la faccia a terra. Significa forse che quel termine è rivolto solo a dei o esseri che si pensa abbiano qualità divine come i faraoni egizi ecc.?
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Messaggiodi Quixote » 19/01/2014, 18:48

proskyneo è composto di pros = ‘presso, davanti’ e kyneo, propr. ‘io bacio’, da una prob. radice *kus (cfr. ingl. kiss, ted. Kuss). L’idea dell’adorare vien forse dall’usanza pagana di inviare un bacio al simulacro del dio (cosí accade, mi par di ricordare, nell’Ottavio di Minucio Felice). Da qui i vari traslati ‘ossequiare venerare supplicare’, ecc. In particolare la proskynesis è proprio l’atto di adorazione e prostrazione. Ricordo che fu un motivo di malcontento, all’epoca della conquista di Alessandro Magno, in quanto i suoi generali non concepivano e non accettavano, per la loro mentalità greca, a differenza di quella persiana, che un uomo ricevesse onori divini.

Nel passo in questione, data la varietà di significati del verbo, è difficile capire quanto possa essere preso in senso stretto, o in senso metaforico. Anch’io posso dire a qualcuno (be’, meglio qualcuna :-) «ti adoro», magari solo perché ha postato una bella canzone… Vero è che il confronto con Matth. 2, 2 mi fa pensare a un’adorazione vera e propria, ma data la provenienza dei Magi, vien da pensare che essa venga fatta a Gesú non in quanto Dio, ma in quanto re (dei Giudei, cfr. appunto 2, 2, ove è usato lo stesso verbo).
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Messaggiodi cercaverità » 20/01/2014, 15:09

Grazie Quixote, quindi riassumendo l'uso di omaggiare o adorare è influenzato dal contesto e dalle proprie convinzioni. I Re Magi venendo da un luogo dove si pensava che un re avesse qualità divine usarono certamente adorare non perchè Gesù figlio di Dio, ma perché re.
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Messaggiodi Trianello » 20/01/2014, 15:29

cercaverità ha scritto:Grazie Quixote, quindi riassumendo l'uso di omaggiare o adorare è influenzato dal contesto e dalle proprie convinzioni. I Re Magi venendo da un luogo dove si pensava che un re avesse qualità divine usarono certamente adorare non perchè Gesù figlio di Dio, ma perché re.


Io direi che nel pensiero orientale il re veniva omaggiato in quanto, comunque, era considerato come avente natura divina, per cui il prostrarsi davanti ad un sovrano era, il più delle volte, un prostrarsi di fronte ad un dio. Ovviamente, in questo caso, essendo i magi dei sacerdoti di mazdei e non essendo del tutto chiara la natura del culto mazdeo a cavallo tra il primo secolo a.C. ed il primo secolo d.C., rimane incerto se degli eventuali "magi", al cospetto di un bimbo "speciale", avrebbero potuto pensare al medesimo come avente natura divina (nel senso giudaico-cristiano dell'espressione).
Sta di fatto, però, che l'episodio della visita dei magi non ha un grosso fondamento storico, essendo stato inserito nella narrazione di Matteo più che altro per fini teologici. In relazione al contesto giudaizzante in cui l'episodio compare (tutto il vangelo dell'infanzia di Matteo, secondo gli esegeti, è da inquadrare nel genere letterario dell'haggadah ebraico, visti anche i suoi voluti parallelismi con l'Antico Testamento), la traduzione più corretta, da un punto di vista esegetico, è pertanto "adorare". Ma questa è un'altra storia... diceva quello.
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Messaggiodi polymetis » 20/01/2014, 16:34

In effetti, mettersi a speculare su che cosa avrebbero fatto dei sacerdoti mazdei nel I secolo d.C., che cosa avrebbero potuto intendere, ecc. è del tutto irrilevante se prima non chiariamo la storicità dell'episodio. Più pertinente è dunque la domanda su che cosa l'autore del Vangelo poteva sapere dei sacerdoti mazdei (più utile di sapere che cosa i sacerdoti mazdei potessero davvero pensare di se stessi), e sopratutto, è interessante indagare che senso ha questo brano all'interno della teologia e del progetto matteano.
Ma queste considerazioni scientifiche, sono fuori dalla portata di qualsiasi discussione coi TdG, perché essi debbono partire, in ragione dell'idea dall'inerranza delle Scritture, dall'assunto aprioristico che quest'episodio sia storico.
La libertà scevra da pregiudizio dell'esegeta dovrebbe invece poter soppesare liberamente tanto la possibilità della storicità quanto quella della non storicità dell'evento narrato, senza aver nessuna risposta pre-confezionata cui dover arrivare per forza. Ed è un motivo per cui non è possibile una vera scienza esegetica di marca geovista.
Se avesse poche probabilità di essere storico, le considerazioni da fare per una buona esegesi diventano altre, cioè non più lambiccarsi la mente su che cosa dei magi del I secolo pensassero di sé, ma semmai che cosa volesse comunicare l'evangelista modificando un fatto ereditato ed incorporandolo nella sua cornice narrativa.
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Messaggiodi polymetis » 20/01/2014, 16:41

L’idea dell’adorare vien forse dall’usanza pagana di inviare un bacio al simulacro del dio (cosí accade, mi par di ricordare, nell’Ottavio di Minucio Felice.


La Bibbia registra quest'usanza, mettendo in segna l'ipotesi di un gesto d'adorazione idolatrica rivolto agli astri (che notoriamente, in molte tradizioni sono assimilati a Dèi):

"se vedendo il sole risplendere e la luna chiara avanzare, si è lasciato sedurre in segreto il mio cuore e con la mano alla bocca ho mandato un bacio, anche questo sarebbe stato un delitto da tribunale "Giobbe 31,27

Il fatto che proskyneo rimandi etimologica a pros = "presso, davanti" e kyneo, "io bacio" ne fa un perfetto corrispondete etimologico di "adorare". "Ad-orare" è infatti composto da "ad" e da "orare", che è il denominativo di os, oris (la bocca).

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Messaggiodi Bicchiere mezzo pieno » 22/01/2014, 14:34

Nel libro di Arduini ci sono errori, ma anche nelle opere più serie possono esserci dei refusi, dovuti alla distrazione. Ha senso dunque soffermarsi sugli errori di greco di quest'opera in questa maniera? Forse lo si fa perchè ci sono errori storici e di metodo?
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Messaggiodi polymetis » 22/01/2014, 15:16

Ciao Bicchiere, spero vorrai scusare la mia brevità, ma fino a lunedì sono piuttosto impegnato, a causa di un seminario che sto preparando. Mi limito dunque ad alcune osservazioni:

1)I refusi possono capitare a chiunque, io stesso rileggendo la tesi di laurea a distanza di anni ne ho visti alcuni, eppure era stata revisionata da ben due persone. Semplicemente è fisiologico, per qualsiasi essere umano, l’essere fallibile. Tuttavia: un conto sono degli sparuti refusi, due o tre, altro è il disastro di questo libro. Io ho letto solo il capitolo sulla crocifissione, trovando il macello di cui ho già parlato nell’arco di poche pagine. Se quella di Teo non era un’iperbole, ci sarebbero circa 70 errori nel solo greco del testo. Il che, mi permetti , permette di fare delle considerazioni ben precise: un paio di refusi possono essere distrazione, 70 sono incompetenza conclamata. Tanto più se, come presumo, si verrà a sapere che gli autori non hanno una formazione classica, non saprebbero cioè tradurre un testo greco posto sotto i loro occhi, e si tratta cioè di dilettanti che si improvvisano a scrivere di una lingua che non conoscono. In questa prospettiva, i 70 errori denunciati da Teo sono perfettamente coerenti con quello che ci si aspetta da autori che scrivono su materie in cui non sono competenti. Al contrario, se un grecista scrive un testo, e commette degli errori di grammatica, possiamo arguire che probabilmente siano distrazioni, visto che il suo curriculum accademico ci certifica una conoscenza della lingua.

2)Il testo in questione, come avrai letto nei miei post, non si segnala solo per errori nella trascrizione del greco. Direi che, nei post da me scritti, questi aspetti siano marginali. Non voglio infatti ridurmi come i Testimoni di Geova internettiani che, anni fa, allorché Teo pubblicò la prima edizione del suo libro sulla TNM, non sapendo entrare granché nel merito delle sue argomentazioni, si misero a criticare dei refusi. Ricordo una discussione, veramente campata sul nulla, dove si continuava ad insistere sul presunto errore di un sigma finale scritto σ anziché ς. Già allora dissi che a mio avviso non era neppure da considerarsi un errore, infatti è una convenzione tarda quella di distinguere graficamente i due sigma, nata probabilmente per facilitare il lettore a capire dove finisse una parola e ne iniziasse un’altra (nei manoscritti infatti, generalmente non v’è spazio tra le parole). Ma si tratta sempre della medesima lettera, ed infatti per secoli s’è scritta la σ anche a fine di parola, come documentai con opportune scansioni di manoscritti che avevo ripescato dai miei appunti universitari di paleografia greca. Dunque al massimo si trattava di una non intenzionale violazione di una convenzione scrittoria tarda.
Questi errori nel testo greco del capitolo sulla crocifissione sono invece di tutt’altro genere. Vengono scambiate lettere che nulla hanno a che fare tra di loro con una frequenza che lascia interdetti, e a ciò si affiancano errori di concetto che vanno ben oltre il mero refuso grafico (ad esempio il non capire che la “e” di ave- non fa parte del prefisso, ma del verbo, di cui costituisce l’aumento, cioè la marca del tempo imperfetto).
A questi errori grammaticali si affiancano quelli storici (ad esempio la datazione delle fonti), quelli metodologici (l’irrilevante distinzione delle fonti in reali ed immaginarie), quelli di selezione del materiale (strane omissioni di passi invero assai pertinenti di Flavio e Luciano), ecc.

3) Da ultimo, quando una persona ribadisce banalmente quello che tutto il mondo accademico crede, cioè che Cristo sia morto su una croce, eventuali refusi sono un tantino irrilevanti, visto che la tesi non è sua, ma dell’intero mondo accademico, dalle enciclopedie oxoniensi in giù. Se invece un testo vuole contestare quello che è il consensus accademico generale, ci si aspetta che il suo lavoro sia impeccabile ed inattaccabile, altrimenti viene da chiedersi perché dovremmo buttarci tra le braccia dei dilettanti e lasciare quelle del mondo scientifico. Fa dunque assai specie che un libro con la pretesa di contestare delle solide acquisizioni accademiche, si presenti in uno stato così disastroso (70 errori nel solo testo greco, di cui parla Teo, danno quasi a pensare che il revisore dormisse mentre rileggeva il manoscritto). La povertà del prodotto finito, stride cioè in maniera intollerabile con l’enormità del compito che gli autori s’erano prefissi. Difendere una traduzione notoriamente falsificata, e mettersi a sostenere che non esisterebbe un modo romano di crocifiggere, sono imprese così colossali, che chi si appresti ad esse mostrando una tale scarsità di mezzi può fare solo una magra figura. Diverso come ripeto invece è il caso di chi si limiti a riportare quando il mondo accademico generalmente crede, ed ha costruito nell’arco di decenni di approfondimento. In quel caso, che importanza può avere qualche refuso?

Ad maiora
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Messaggiodi teodoro studita » 22/01/2014, 19:05

Nessuna iperbole, davvero il greco di quel libro è un disastro.

Aggiungo che mentre aggiustavo la recensione (dovrei inviarla nelle prossime 24-48 ore) mi hanno fatto notare che in una vecchia discussione sul forum dei tdg, il nostro Barnabino rispondeva a un tale che chiedeva perché mai egli si fosse sottratto a un confronto live col sottoscritto, ricevendo questa risposta:

A dire il vero c'era un testimone di Geova con titoli accademici disposto a questo live, ma Teodoro non si è mai fatto vivo. Personalmente posso dirti ho ben poca voglia di partecipare a discussioni con persone che si permettono di usare toni insultati nei miei confronti e della mia religione, l'impressione è che quello che si cerchi non è il dibattito scientifico.


Piccolo dettaglio: nessuno mi ha mai fatto presente che ci fosse "un tdg con titoli accademici" (già di per sé sarebbe uno scoop) disposto a un confronto. Utilizzo questo canale (che i nostri monitorano con attenzione) per comunicare che sono sempre disponibile a un confronto pubblico, quando vogliono.
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Messaggiodi teodoro studita » 22/01/2014, 22:23

Tornando al testo di Arduini, vi voglio offrire questa chicca, giacché non potrò inserirla nella recensione per mere questioni di spazio. I due autori sostengono (pp.69-70)

Inoltre, abbiamo già visto che gli scribi ebrei, per il timore di sbagliare il nome di Dio o di cancellarne qualche lettera per errore, avevano la consuetudine di lasciare uno spazio bianco oppure mettere quattro punti (i cosiddetti tetrapuncta) laddove doveva essere inserito il tetragrammaton che in seguito veniva aggiunto da un secondo copista*

* E. TOV, The Greek Minor Prophets scroll from Nahal Hever (8HevXIIgr), Oxford University Press, New York 1990, pp. 12-13 ed E. TOV, Scribal Practices, p. 245.


Non ho trovato questa affermazione al riferimento dato, ma nello stesso volume si afferma che questi quattro punti erano vergati in luogo del tetragramma, e non per essere poi sostituiti da un tetragramma, come nella vulgata geovista:

Four dots (named Tetrapuncta by Stegemann, KURIOS, 152) in texts written in the square script represent the Tetragrammaton in eight nonbiblical and biblical texts written in the Qumran scribal practice, as well as in four additional Qumran texts (in one: strokes) and XH≥ev/SeEschat Hymn (XH≥ev/Se 6) 2 7 (four diagonal strokes). These dots and strokes were positioned level with the tops of the letters; see, e.g. 4QTest (4Q175) 1, 19 and 4QTb (4Q524) 6–13 4. For an example, see fig. 1919 and for the evidence, see TABLE 19. This practice undoubtedly reflects reverence for the divine name, considered so sacred that it was not to be written with regular characters lest an error be made or lest it be erased by mistake. Possibly, the dots or strokes were also meant to alert against pronouncing the divine name. It is unlikely that these dots or strokes were intended to be replaced by paleo-Hebrew characters, since the scribes did not leave sufficient space for this purpose.
(TOV, Scribal Practices, p.206)


Non mi sono mai occupato di paleografia qumranica ma di primo acchito sembrerebbe che il lupo perda il pelo ma non il vizio (della pseudo-citazione).
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Messaggiodi teodoro studita » 22/01/2014, 23:42

Interessante che dopo questa piccola segnalazione sembra essersi letteralmente vaporizzato il post sui "detrattori asini" che mi piaceva tanto.
L'episodio mi ricorda tanto quando vennero su Cristianesimo Primitivo dicendo che un noto docente della Sapienza di Roma aveva sostenuto non so quale loro balzana idea, salvo che poi raccontando allo stesso docente (che naturalmente conoscevo) di questo fatto, questi balzasse dalla sedia e mi consegnasse una secca smentita che fece svanire barnabino e i suoi in un millisecondo (e non sono mai più tornati).
Se la sono cercata loro, eppure la dovrebbero conoscere la storia del cavaliere nero.
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Messaggiodi Julian » 22/01/2014, 23:51

Interessante che dopo questa piccola segnalazione sembra essersi letteralmente vaporizzato il post sui "detrattori asini" che mi piaceva tanto.
L'episodio mi ricorda tanto quando vennero su Cristianesimo Primitivo dicendo che un noto docente della Sapienza di Roma aveva sostenuto non so quale loro balzana idea, salvo che poi raccontando allo stesso docente (che naturalmente conoscevo) di questo fatto, questi balzasse dalla sedia e mi consegnasse una secca smentita che fece svanire barnabino e i suoi in un millisecondo (e non sono mai più tornati).
Se la sono cercata loro, eppure la dovrebbero conoscere la storia del cavaliere nero.


Non credo si sia vaporizzato. Il post in questione è in una sezione, quella dei lettori anonimi, che dopo un certo orario non è più visibile.

Pace.
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Messaggiodi cercaverità » 23/01/2014, 16:18

Ancora a parlare di altri siti? Mi sono fatto un giro in quel sito e ho trovato che a uno gli hanno detto proprio somaro! :risatina: Certa gente ci gode a farsi insultare. Criticheranno, ma qui almeno non intitoliamo post con espressioni tipo "Libro La Bibbia prima del dogma e asini TDG". In fondo parlando di questo forum fanno venire gente che vede e giudica da sola. :spieg:
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Messaggiodi Achille » 24/02/2014, 6:46

Non mi pare che questo libro sia stato recensito da qualche fonte autorevole.

Intanto "loro" si pubblicizzano su facebook:

sponsar.jpg
sponsar.jpg (19.57 KiB) Osservato 1411 volte


Gli oltre 20.000 "mi piace" sono certamente il risultato di un passa parola fra gli adepti.
Si autoreferenziano anche su FB... :triste:

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Messaggiodi Cogitabonda » 24/02/2014, 11:46

Più di 21.000 "mi piace", neanche i libri di Camilleri!

Potenza dell'amore fraterno!
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Messaggiodi minstrel » 27/02/2014, 14:19

Cogitabonda ha scritto:Più di 21.000 "mi piace", neanche i libri di Camilleri!

Potenza dell'amore fraterno!


Almeno sappiamo quanti contravvengono al precetto di usare fb... :ironico:
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Messaggiodi Trianello » 27/02/2014, 15:57

Cogitabonda ha scritto:Più di 21.000 "mi piace", neanche i libri di Camilleri!

Potenza dell'amore fraterno!


Quanti di questi 21.000 avranno letto il libro in oggetto? Molto pochi, suppongo; perché se tutti e 21.000 lo avessero fatto, il testo in oggetto sarebbe sarebbe in una buona posizione nella classifica dei libri più venduti, cosa che non mi sembra essere. Come si fa a mettere "mi piace" ad un testo se non lo si è letto?
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Messaggiodi nello80 » 27/02/2014, 18:42

minstrel ha scritto:
Cogitabonda ha scritto:Più di 21.000 "mi piace", neanche i libri di Camilleri!

Potenza dell'amore fraterno!


Almeno sappiamo quanti contravvengono al precetto di usare fb... :ironico:



Dove viene detto che è vietato usare fb?
(xè ti voglio ricordare he precetto significa "vietare un'azione)

Da wikipedia:
Il precetto (praeceptum legis in latino) è inteso come comando o divieto di compiere una data azione od omissione.

Il precetto contiene la fattispecie astratta, cioè la descrizione del fare o non fare, e assume la forma di un comando nei reati a condotta omissiva e di divieto nei reati a condotta commissiva
Nel buio totale una voce d'uomo mi disse: "Vieni verso di me, non voglio farti del male...", ma io accesi un cerino e vidi ch'ero sul margine di un precipizio, e l'uomo che mi parlava era, invece, dalla parte opposta...

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