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Immigrazione ed integrazione

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Immigrazione ed integrazione

Messaggiodi Vieri » 01/06/2018, 16:40

Senza alcun commento al fine di non innescare polemiche al riguardo ma solo a scopo di informazione ho trovato questo interessante articolo che ritengo possa essere degno di approfondita riflessione.
Immigrazione, Svezia e Islam: qualche cifra per ragionare e capire
https://www.rischiocalcolato.it/2015/09 ... apire.html

...............Danimarca e Norvegia vedrebbero la percentuale di popolazione di fede islamica raddoppiata rispetto alle previsioni ufficiali e la Svezia passerebbe dal 12% al quasi 18% del totale. Sostenibile, vista le differenze abissali degli stili di vita tra occidentali e islamici e la poca propensione all’integrazione e all’accettazione dei valori liberali di questi ultimi? Vedete e leggete questi dati come volete, tranquillizzandovi o preoccupandovi ma non restate indifferenti. Perché l’indifferenza può portare a questo nei casi più estremi ma anche sempre più frequenti in Europa,

Immagine

ovvero alle “sharia patrols” in servizio nell’East End londinese, soprattutto nell’area di Whitechapel, Shoreditch e Bethnal Green. Sono gruppi di giovani islamici estremisti che controllano che le “loro” zone vedano rispettata la sharia e lo fanno prendendo di mira prostitute, persone che bevono alcolici, coppie che si tengono la mano o si baciano, donne vestite in modo non conforme alle loro visioni e omosessuali.

E lo scorso anno, bande simili hanno creato problemi anche a Wuppertal in Germania, tanto che la polizia del Nord Reno-Westfalia ha dovuto ammettere che dei circa 1800 salafiti presenti nella regione, oltre il 10% è da considerarsi come estremisti violenti. Ancora pochi. Per ora. Attenti quindi a cosa vogliamo, potremmo ottenerlo se lasceremo che buonismo e logica dell’emergenza dettino l’agenda di un tema epocale che potrebbe cambiare la radice stessa dell’Europa. Per sempre

Svezia, il boom dei migranti mette in crisi il welfare nordico
Nonostante un'economia in ottima salute, per la prima volta dal 2013 il numero di disoccupati "ufficiali" nel Paese è in crescita a causa del flusso migratorio in entrata, con enormi disparità nella popolazione. I senza lavoro sono il 4% tra gli svedesi e il 22% tra chi viene dall'estero

http://www.repubblica.it/economia/2017/ ... 165427336/
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Messaggiodi deliverance1979 » 01/06/2018, 20:06

Certi atteggiamenti buonisti, lassisti ed idioti, stratificati negli anni, da parte di una certa politica sinistroide-naif, avrà sulla propria coscienza la responsabilità di far ritornare loro....

Immagine


Poi hai voglia a piangere e sperare di tornare indietro....
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Messaggiodi Romagnolo » 01/06/2018, 21:44

Per il no alla droga e alle slot machines sono con loro!
Per tutto il resto no assolutamente!
Se non gli piace che una doppietta si baci...che si girino dall' altra parte; il collo Hallha glielo ha dato anche per quello.
Che imparino a usarlo!
Comunque sono sempre più dell' idea che esista un piano ai vertici per destabilizzare la stabilità delle società europee.
Ricordati che lo studio biblico è si gratuito, ma poi ricordati che la WT richiederà che tu le dia altrettanto gratis il tuo impegno, tempo e risorse.
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Messaggiodi deliverance1979 » 02/06/2018, 8:43

Questa gente mi fa veramente schifo, e vi spiego anche perchè.

Primo, considerano l'occidente e noi occidentali degli escrementi, salvo però, venire a rompere le palle qui da noi. Se la loro cultura islamica è cosi superiore, ed Allah è un grande, cosa vengono a fare qui. Io la loro cultura la considero tutta l'opposto, ed infatti non vado a casa loro.

Secondo, vengono qui con le loro fanta vaccate teologiche, (e fino a qui può anche starmi bene visto che oramai accettiamo tutti, ma proprio tutti) e battono i pugni sul tavolo circa il loro diritto di avere garantita la libertà di espressione, (i diritti fanno sempre parte di tutte quelle cosette partorite dalla NOSTRA civiltà, che come sempre si dimostra puntualmente SUPERIORE alla loro, che però loro schifano se non per i vantaggi), di cui, riempiendosi la bocca di tutte queste cose che cosa fanno?
Le utilizzano per prendere forza e vietare a noi la nostra libertà perchè a loro urta il nostro stile di vita... :boh: :conf: :ciuccio: :fronte:
Ma che è una barzelletta.... :inca: :inca: :inca:

Passiamo ai vizi ed alle virtù del mondo occidentale.

Amici miei, qui dobbiamo un attimo fare pace con il cervello (noi occidentali, italiani in primis) e decidere se vogliamo assumerci le responsabilità delle nostre azioni, e quindi anche dei vizi quali droga, alcol, sesso e gioco d'azzardo, oppure se passare sempre da perenni "handicappati mentali pseudo furbi ad intermittenza" dove una volta ci piace il lusso di godere dei benefici di bacco tabacco e venere, ma poi quando non sappiamo contenerci, piagnucolare aiuto al sistema nel momento in cui queste cose ci sfuggono di mano e pretendiamo di chiedere allo Stato che, in funzione paternalista deve aiutarci con risorse della comunità. :ciuccio: :ciuccio: :ciuccio:
Quando poi lo Stato paternalista interviene e per limitare costi di aiuti che non dovrebbero essere dati, ma che per la famosa "vaccata della civiltà" li si da a iosa, di conseguenza poi limita molte di queste cose, e qui, ci si lamenta che non è giusto e che vogliamo più libertà.... :ciuccio: :ciuccio: :ciuccio:

Boh....
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Messaggiodi Valentino » 02/06/2018, 9:51

Vieri ha scritto:Svezia, il boom dei migranti mette in crisi il welfare nordico
Nonostante un'economia in ottima salute, per la prima volta dal 2013 il numero di disoccupati "ufficiali" nel Paese è in crescita a causa del flusso migratorio in entrata, con enormi disparità nella popolazione. I senza lavoro sono il 4% tra gli svedesi e il 22% tra chi viene dall'estero

http://www.repubblica.it/economia/2017/ ... 165427336/


Si legge nell'articolo che tu stesso hai riportato:

I risultati si vedono, il 50 per cento del pil viene da export industriale di eccellenza solo per dirne una. La sfida migranti (nessun altro paese nella Ue in proporzione ai cittadini ne ha accolti tanti), in contemporanea con la necessità imposta dalla politica aggressiva della Russia di Putin di aumentare del 15 per cento le spese per la Difesa e restaurare la leva obbligatoria per donne e uomini, sono problemi reali. Eppure la Svezia storicamente socialdemocratica e insieme globalista nella Weltanschauung, come ci ha detto di recente Fredrik Sjöberg, uno dei piú influenti scrittori impegnati, ha un animo ottimista, sicuro di farcela. Lo abbiamo visto sul posto l´ultima volta il giorno dopo l´attentato islamista: non un solo slogan contro musulmani o stranieri. Via, altrove sarebbe stato diverso.
http://www.repubblica.it/economia/2017/ ... 165427336/

"Non un solo slogan contro musulmani o stranieri...altrove sarebbe stato diverso". A quanto sembra anche a fronte di certi problemi gli svedesi riescono a non scadere nell'islamofobia o, peggio, nel razzismo.
Presentazione: viewtopic.php?f=7&t=17403
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Messaggiodi deliverance1979 » 02/06/2018, 13:46

Valentino ha scritto:"Non un solo slogan contro musulmani o stranieri...altrove sarebbe stato diverso". A quanto sembra anche a fronte di certi problemi gli svedesi riescono a non scadere nell'islamofobia o, peggio, nel razzismo.


Caro Valentino, ma cosa significa essere islamofobo?
Cioè, cerchiamo di capire alcuni punti chiave, onde fare fraintendimenti.

Un islamico, che viene a "casa mia", inteso come nazione, regione, paese, quartiere, via, ma anche nato qui in occidente, e che vuole impormi una religione o comunque un suo modo di vedere la vita diciamo estraneo dalla nostra cultura, e lo fa attraverso dei divieti religiosi che a lui stanno bene, ma che a me sembrano delle vaccate inenarrabili, questo è un suo problema.
Se poi io, entrando in quel quartiere occidentale, dove gli islamici in maggioranza, si arrogano il diritto di impormi anche con la forza la loro idea e la loro morale, allora qui c'è un problemino un pò più grosso....
Poi, giustamente, sarebbe da applicare nei loro stessi confronti il loro stesso metro di misura.
E poichè viviamo in una nazione laica ed occidentale, dove il loro ridicolo quartiere e cultura è una minoranza, poi, dovremmo essere noi a posizionarci oltre i confini di quel quartiere, con adesivi dissacranti sulla solo fede e sul loro ridicolo stile di vita, e non appena escono, attraverso il loro stesso sistema violento e di coercizione, uno dovrebbe costringerli ad uniformarsi a noi ed alla nostra cultura.

Oppure questo è razzismo ed islamofobia... :boh: :boh: :boh:

O come sempre, se usano la violenza loro, poverini sono giustificati perchè sono da comprendere, sono dei poveri cavernicoli arretrati da aiutare, mentre invece, se invece la violenza la usiamo noi contro il loro credo astratto, intangibile ed indimostrabile, siamo dei nazisti...
Perchè a forza di fare sempre due pesi e due misure, poi i nazisti tornano.

Io che vengo da una religione oscurantista come i TDG, l'islam mi sembra una vaccata al pari dei TDG e di molte altre religioni.
Forse una vaccata ancora più ridicola.
Se poi qualcuno si offende, io mi sento ancora più offeso di lui nel tollerare come sempre vaccate astratte che però con la loro presenza, a tratti pure sgradevole, vorrebbero imporre a me, ed a casa mia, delle regole che vorrebbero conformare la mia vita e la mia libertà alla loro teologia "rivelata da Allah a Maometto".... :ciuccio: :ciuccio: :ciuccio:

Che monnezza...
Dopo 20 anni di oscurantismo geovista, pure l'islam non se abbozza...
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Valentino il "mistico".....

Messaggiodi Vieri » 02/06/2018, 16:41

Valentino ha scritto:
"Non un solo slogan contro musulmani o stranieri...altrove sarebbe stato diverso". A quanto sembra anche a fronte di certi problemi gli svedesi riescono a non scadere nell'islamofobia o, peggio, nel razzismo."

:test: :test: :test:
Qual è il Paese più razzista d'Europa?
https://www.vice.com/it/article/3bxpmw/razzismo-europa

Svezia:
il luogo comune


Il Paese del pensiero illuminato e progressista, che si fa in quattro per il rispetto delle diversità.

I fatti

La Svezia è stato il primo Paese ad avere un centro di ricerca in biologia razziale, sito nella città di Upsalla. È lì che l'idea di sterilizzazione forzata per malati di mente, disabili, gay e minoranze etniche ha trovato per prima una credibilità scientifica, completa di avallo da parte del governo—tanto che fino a poco tempo fa la pratica era legale. Prima del 1975, se venivi beccato dalla polizia con un paio di forbici insanguinate vicino agli attributi di un somalo gay, tecnicamente la polizia non poteva fare nulla.

Un recente studio ha dimostrato che chi cerca lavoro in Svezia ha il 50 percento di possibilità in più di essere chiamato per un colloquio se ha un cognome svedese e non arabo........

L'ultima dell'Onu: accusa la Svezia di razzismo
ESTERI18-05-2018
http://lanuovabq.it/it/lultima-dellonu- ... i-razzismo

L’Onu è da poco andata in Svezia, ha redatto un rapporto e bacchettato (per razzismo) il Paese dell’accoglienza. Il rapporto della polizia svedese di quest'anno, al contrario, fotografa una realtà in cui lo Stato sta perdendo il controllo di intere aree, finite nelle mani di criminali e radicali islamici.

Svezia, "nazi" all'assalto dei migranti: nel Nord Europa è emergenza razzismo

http://www.today.it/mondo/svezia-stocco ... editi.html
Da un lato le politiche di chiusura delle frontiere dei Paesi scandinavi, Danimarca in testa. Dall'altro il rischio di un'escalation di violenze firmate estrema destra: venerdì sera a Stoccolma è stata "caccia al profugo"

Terrorismo, la tranquilla Svezia in realtà è una pentola a pressione

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/0 ... e/3507327/

Il terrorismo non è questione di latitudine. Anche i territori che nell’immaginario collettivo sono l’habitat della serenità devono fare i conti con minacce e insidie che per anni sono state geograficamente localizzate in aree “tradizionali”.

Le lande scandinave sono lontane e climaticamente difformi dai consueti scenari cui il moderno configgere ci ha abituato. Eppure, ancor prima che la cronaca di queste ore catturasse la nostra attenzione, la pacifica e democratica Svezia già aveva la leadership europea nell’esportazione di jihadisti con oltre 300 aspiranti combattenti che hanno scelto come destinazione Siria e Iraq.

Nelle fredde città svedesi un terzo della popolazione non ha radici locali, ma è arrivata lì con i flussi migratori (160mila le richieste di asilo nel solo 2015) ed è di fede musulmana. Ad Angered, sobborgo nordoccidentale di Göteborg, la proporzione assume valori ancor più sbalorditivi e non si fatica a constatare che i non indigeni sono oltre il 70 per cento e da quelle parti si respira più malcontento che aria fresca.
............


:risata: :risata: :risata: :risata: :risata: :risata: :risata: :risata:
Ultima modifica di Vieri il 02/06/2018, 17:08, modificato 1 volta in totale.
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Messaggiodi Valentino » 02/06/2018, 17:08

deliverance1979 ha scritto:Caro Valentino, ma cosa significa essere islamofobo?


Cito:

Islamofobia è un neologismo che indica pregiudizio e discriminazione verso l'islam come religione e verso i musulmani come credenti
(https://it.wikipedia.org/wiki/Islamofobia)

islamofobìa s. f. [comp. di islam e -fobia]. – Forte avversione, dettata da ragioni pregiudiziali, verso la cultura e la religione islamica.
(http://www.treccani.it/vocabolario/islamofobia/)

deliverance1979 ha scritto:Cioè, cerchiamo di capire alcuni punti chiave, onde fare fraintendimenti. Un islamico, che viene a "casa mia", inteso come nazione, regione, paese, quartiere, via, ma anche nato qui in occidente, e che vuole impormi una religione o comunque un suo modo di vedere la vita diciamo estraneo dalla nostra cultura, e lo fa attraverso dei divieti religiosi che a lui stanno bene, ma che a me sembrano delle vaccate inenarrabili, questo è un suo problema.


Per esperienza nessun musulmano che risiede qui in Italia o che ci è nato ha mai cercato di "impormi" la sua religione. L'unica religione che mi sia mai stata "imposta" è stata la religione cattolica. Se mai dovesse capitarmi che un musulmano cercasse di impormi una conversione forzata all'islam prenderei gli opportuni provvedimenti del caso. Tra l'altro mi chiedo in che modo un musulmano potrebbe impormi una conversione forzata!?!?! Qui in Italia c'è libertà di culto: ognuno professa la religione che preferisce. Il mio amico marocchino non mi ha mai imposto nulla, non ha mai nemmeno cercato di "persuadermi" a convertirmi all'Islam, non ha mai nemmeno accennato alle sue credenze religiose e se non ero io a chiedergli qualcosa (e questo solo per pura curiosità in quanto non sono, non sono mai stato e non sarò mai musulmano) non ha mai detto nulla sulla sua fede.

deliverance1979 ha scritto:Se poi io, entrando in quel quartiere occidentale, dove gli islamici in maggioranza, si arrogano il diritto di impormi anche con la forza la loro idea e la loro morale, allora qui c'è un problemino un pò più grosso


Ovvio che c'è un problema. Un comportamento del genere è intollerabile e va sicuramente perseguito proprio in virtù del pluralismo religioso sancito dalla nostra Costituzione. Io non giustifico certo quelle specie di "ronde" di cui si parlava prima: certamente non le tollero come non tollero le "ronde" dei neo-nazi-fascisti!!!

deliverance1979 ha scritto:Poi, giustamente, sarebbe da applicare nei loro stessi confronti il loro stesso metro di misura.


Va semplicemente applicata la legge: la legge in Italia (come nella stragrande maggioranza delle democrazie) sancisce libertà di culto. Nessuno può o deve essere forzato ad aderire a pratiche religiose contro la sua volontà. Chi non rispetta questa legge va certamente perseguito.

deliverance1979 ha scritto:E poichè viviamo in una nazione laica ed occidentale, dove il loro ridicolo quartiere e cultura è una minoranza, poi, dovremmo essere noi a posizionarci oltre i confini di quel quartiere, con adesivi dissacranti sulla solo fede e sul loro ridicolo stile di vita, e non appena escono, attraverso il loro stesso sistema violento e di coercizione, uno dovrebbe costringerli ad uniformarsi a noi ed alla nostra cultura.


Stai generalizzando un fenomeno che mi appare alquanto marginale. Ripeto che chi appiccica questi adesivi o, peggio, si macchia di atti violenti contro terzi va certamente perseguito.

deliverance1979 ha scritto:Oppure questo è razzismo ed islamofobia... :boh: :boh: :boh:
O come sempre, se usano la violenza loro, poverini sono giustificati perchè sono da comprendere, sono dei poveri cavernicoli arretrati da aiutare, mentre invece, se invece la violenza la usiamo noi contro il loro credo astratto, intangibile ed indimostrabile, siamo dei nazisti...
Perchè a forza di fare sempre due pesi e due misure, poi i nazisti tornano.


Qui nessuno "deve usare la violenza". Non la devono usare i musulmani, non la dobbiamo usare noi. Dobbiamo semplicemente applicare la legge. Libertà di culto garantita a tutti nel rispetto delle leggi vigenti. Nothing more, nothing less. Mi sembra che sia tu che voglia usare "due pesi e due misure" in maniera pregiudizievole.

deliverance1979 ha scritto:Io che vengo da una religione oscurantista come i TDG, l'islam mi sembra una vaccata al pari dei TDG e di molte altre religioni.
Forse una vaccata ancora più ridicola.


Ed hai tutto il diritto di pensarla così allo stesso modo di come i musulmani hanno il diritto di praticare la loro religione in Italia nel rispetto delle leggi vigenti.

deliverance1979 ha scritto:Se poi qualcuno si offende, io mi sento ancora più offeso di lui nel tollerare come sempre vaccate astratte che però con la loro presenza, a tratti pure sgradevole, vorrebbero imporre a me, ed a casa mia, delle regole che vorrebbero conformare la mia vita e la mia libertà alla loro teologia "rivelata da Allah a Maometto"


Ma di nuovo: nessuno può importi regole religiose che non ti aggradano. Ma nemmeno tu puoi impedire ai musulmani di credere alla loro teologia e praticare la loro religione. Come detto poiché ci troviamo in uno stato laico e democratico la cui Costituzione sancisce il principio di libertà religiosa ciò che va conservato è appunto il principio di libertà: la tua libertà a non essere religioso e la libertà altrui di praticare la religione che più gli aggrada.

deliverance1979 ha scritto:Che monnezza...Dopo 20 anni di oscurantismo geovista, pure l'islam non se abbozza


Beh ne sei uscito. Hai scelto di non essere più tdG. Ed ovviamente nessuno ti obbliga a diventare musulmano! A me avevano imposto fin dalla nascita la religione cattolica, ma nessuno mi ha costretto a rimanere cattolico. Sono uscito dal cattolicesimo liberamente e liberamente mi sono convertito al monoteismo della religione ebraica. Certamente neanch'io vorrei che mi venisse "imposta" la religione islamica, ma ciò non significa che dovremmo negare ai musulmani la libertà di praticare la loro religione.
Ultima modifica di Valentino il 02/06/2018, 17:22, modificato 3 volte in totale.
Presentazione: viewtopic.php?f=7&t=17403
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Messaggiodi Valentino » 02/06/2018, 17:11

Vieri ha scritto:
Valentino ha scritto:
"Non un solo slogan contro musulmani o stranieri...altrove sarebbe stato diverso". A quanto sembra anche a fronte di certi problemi gli svedesi riescono a non scadere nell'islamofobia o, peggio, nel razzismo."

:test: :test: :test:
Qual è il Paese più razzista d'Europa?
https://www.vice.com/it/article/3bxpmw/razzismo-europa


Vieri io citavo l'articolo che tu stesso hai riportato. Se poi gli svedesi sono, o sono diventati, razzisti, xenofobi ed islamofobici mi spiace per loro.
PS: scusa la domanda: perché mi hai chiamato "il mistico"?!?! Cos'è questa tua nuova "invenzione"?!?!?
Presentazione: viewtopic.php?f=7&t=17403
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Precisazioni non polemiche...

Messaggiodi Vieri » 02/06/2018, 17:24

Valentino scrive:
liberamente mi sono convertito al monoteismo della religione ebraica. Certamente neanch'io vorrei che mi venisse "imposta" la religione islamica, ma ciò non significa che dovremmo negare ai musulmani la libertà di praticare la loro religione.

Prima osservazione. Scusami Valentino ma i cristiani allora secondo te sono "politeisti" poichè credono in un solo Dio Uno e Trino?..... :ironico:

Seconda osservazione.
Il problema con i rapporti con l'ISLAM risiede principalmente nel numero degli aderenti presenti nel paese.

Assodato che il loro livello di integrazione nella civiltà occidentale è pari a zero, se la loro presenza è ancora limitata "sopportano pacificamente" ma quando il loro numero cresce a dismisura compreso anche il loro alto numero di figli ( leggi le esortazioni in proposito di Erdogan....) allora è ACCERTATO che desiderino creare nei loro quartieri uno stato all'interno dello stato dove si parla solo di DIRITTI e mai di DOVERI di assecondare le regole e le leggi statali.

Ps. per "pacificamente" specifico che non voglio dire "non fare attentati" ma di "non protestare violentemente" (rivolte nelle banlieu francesi...) quando si desiderano (giustamente) imporre le nostre leggi e non le loro.....
I fatti parlano chiaro in tutta Europa dove la loro presenza è maggiore.
Islam e integrazione: Francia e Inghilterra bocciate, Germania promossa
I musulmani tedeschi sono molti e ben integrati. Francia e Regno Unito? Approcci diversi, convivenza difficile. L’Italia? Presto per dirlo.
http://www.linkiesta.it/it/article/2015 ... ssa/28271/

La ragione della maggiore integrazione in Germania deriva come è possibile notare dalla notevole presenza di turchi arrivati in Germania in epoche diverse e da una nazione che prima di Erdogan era principalmente laica....
Ma ora anche loro hanno problemi....
Islam e integrazione sono incompatibili
https://www.rightsreporter.org/islam-e- ... mpatibili/
Ammettere che Islam e integrazione sono incompatibili non è un esercizio di islamofobia, è un modo diretto di affrontare una verità che purtroppo ancora in tanti si ostinano a negare. La differenza culturale tra noi e il mondo islamico è così profonda che non può essere nascosta sotto la comoda coperta dell’accoglienza né dalla volontà, più che legittima, di integrare coloro che arrivano dal mondo islamico.

I fatti di Colonia sono solo l’ultimo di una serie di atti di violenza commessi da immigrati musulmani in Europa, per non parlare poi degli attacchi terroristici di matrice islamica che hanno insanguinato le strade europee. Occidente è Islam hanno un serio problema di convivenza, negarlo è ridicolo.

Leggevo proprio ieri un articolo sul The Telegraph nel quale si affermava che “la differenza culturale non è una scusa per lo stupro”, un articolo nel quale si riportava un caso di stupro per mano di alcuni libici avvenuto il 26 ottobre 2014 a Cambridge, in Gran Bretagna. Ebbene, dopo che i responsabili dello stupro sono stati arrestati un portavoce libico è andato in TV per scusarsi dei fatti e ha detto che si era trattato di “uno spiacevole fraintendimento culturale”. Ecco, in quelle parole c’è tutto il succo del discorso. Per un musulmano (o per molti di essi, per fortuna non tutti) violentare una donna, pretendere la sua sottomissione è un fatto culturale, cioè qualcosa di terribilmente normale.

Già in passato abbiamo affrontato il problema della impossibilità (o delle difficoltà) per un musulmano di integrarsi a causa delle loro credenze e in particolare a causa della Dichiarazione Islamica dei Diritti Umani nella quale, tra le altre cose, si afferma che “nessuno ha il diritto di costringere un musulmano ad obbedire ad una legge che sia contraria alla Legge islamica” (art. 4 al punto 5). Ecco, se quindi in occidente abbiamo una legge contraria alla legge islamica, come potrebbe essere quella della parità dei Diritti tra uomo e donna, un musulmano non è tenuto a obbedire a quella legge. E molto spesso non lo fa infischiandosene delle nostre leggi. E qui torniamo a quelle parole del rappresentate libico a allo “spiacevole fraintendimento culturale” che è servito a giustificare uno stupro. C’è una distanza abissale tra occidente e Islam, una distanza che impedisce qualsiasi forma di integrazione.

La cosa paradossale (e persino ridicola se non fosse così grave) è che nella mente bacata di alcuni cosiddetti “progressisti” il termine integrazione non viene visto come qualcosa che avvicini i musulmani alla nostra cultura e alle nostre leggi, ma viene visto come l’esatto contrario dove dovremmo essere noi occidentali ad adattarci alla loro cultura. Persino dopo i gravissimi fatti di Colonia è successo, quando la Sindaca della città tedesca pretendeva di dettare alle donne una sorta di codice di comportamento oppure molti siti web “progressisti” si sono affannati nel tentativo di sminuire i fatti. Masochismo allo stato puro.

Non ho nulla in contrario al fatto che musulmani entrino in Europa a condizione però che rispettino le nostre leggi, cioè che ripudino la legge islamica la quale impedisce di fatto qualsiasi forma di integrazione. Anzi, come abbiamo più volte chiesto, sarebbe il caso che gli organismi europei si pronuncino contro la Sharia in quanto profondamente contraria alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Solo quando avverrà questo forse Islam e integrazione non saranno più due parole incompatibili tra di loro.

Scritto da Lila C. Ashuryan

PS. Valentino, scusami ma non volevo offenderti chiamandoti "il mistico" ma indicare solo il fatto che su certi fatti e su certi avvenimenti sia "poco con i piedi per terra"..... :santo: senza vedere la realtà dei fatti.
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Messaggiodi deliverance1979 » 02/06/2018, 17:55

Valentino ha scritto:Io non giustifico certo quelle specie di "ronde" di cui si parlava prima: certamente non le tollero come non tollero le "ronde" dei neo-nazi-fascisti!!!


Sostanzialmente applicano con lo stesso metodo, ma su frange diverse, un'ideologia da indottrinati, a cui hanno "dedicato la loro vita"...


Valentino ha scritto: Sono uscito dal cattolicesimo liberamente e liberamente mi sono convertito al monoteismo della religione ebraica.


Ecco, diciamo che da agnostico, forse è l'ebraismo la religione che mi incuriosisce di più...

E tornando proprio al fenomeno degli ebrei, saprai benissimo di come diversi ebrei, vestiti con il tipico abbigliamento da credente, per le strade di Parigi, o se non erro di altre grandi città francesi, siano stati aggrediti in diverse occasioni o con insulti o anche fisicamente, da ragazzotti-bulli "islamici".

Quindi, il problema dell'islam e delle sue deviazioni c'è.

Anche una utente del forum che vive a Parigi, ora non mi sovviene il nome (Amalia?, sperio di non sbagliarmi, perdonatemi per l'errore), ma ne abbiamo parlato diverse altre volte, ha avuto delle serie difficoltà nel vivere e spostarsi in quartieri francesi ma a maggioranza islamica.

Il problema, è quando uno diventa una minoranza all'interno di certe aree che potremmo definire borderline, dove la legge e lo Stato non sempre si fa garante di chi ha la sfortuna di viverci, e dove spesso molte situazioni disdicevoli vengono passate in cavalleria.

Di conseguenza, che poi si formino per cosi dire delle ronde nazi o di spirito nazionalista, non c'è da stupirsi.
Quando lo Stato è debole e poco credibile, viene presto rimpiazzato da mafie, gang, ideologie religiose o politiche che si auto gestiscono.
E sappiamo benissimo che in molti quartieri metropolitani accade proprio questo.

La cosa però che mi ha sempre dato fastidio, è l'ipocrita doppio pesismo che spesso traspare dai media, giornali e televisione, dove quando a commettere qualche reato è una frangia musulmana, immediatamente si cerca di smorzare i toni, di fare premesse dai mille distinguo, di cercare di abbonire la pillola.
Se invece a compiere un reato è un europeo o indigeno nazionalista, subito si parla di fascismo, di nazismo.
Basti pensare alle molestie di massa avvenute a capodanno a Colonia un paio di anni fa se non erro.
Fin da subito si sapeva chi aveva compiuto tale atto, subito i media hanno taciuto parlando di fantomatici spettri molestatori venuti da non si sa dove.
Similmente per lo stupro di Rimini ai danni della coppia di polacchi, si sapeva chi erano gli autori, ma subito è scattata la censura.
Questo poi alla lunga indigna e quando succede qualcosa e si vede straniero+islamico=problema.

Il problema è che alla lunga, se si continua a dare in pasto alla massa questa visione della vita, poi non c'è legge o costituzione che tenga, perchè l'islam verrà sempre di più considerato come una religione ed una cultura che crea problemi e dove alcuni suoi fedeli, quando gli conviene fanno i prepotenti e quando non gli conviene fanno le vittime, con una massa di riempimento che non si sa mai da che parte stia...

Mentre invece, i movimenti di destra o di estrema destra o nazionalisti, vengono visti come gli unici difensori della cultura occidentale, e quindi, si rischia poi di riscoprire il nazismo o il fascismo in chiave eroica.
« Senza aver visto la Cappella Sistina non è possibile formare un'idea apprezzabile di cosa un uomo solo sia in grado di ottenere. »
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L'"amore (islamico) per gli ebrei".......

Messaggiodi Vieri » 02/06/2018, 20:07

Quel grido a Milano: “Ebrei tremate”
A Piazza Cavour risuona lo slogan del terrore islamista: “Khaybar, ebrei, l’armata di Maometto ritornerà”. E’ il motto dei jihadisti e dei missili di Hezbollah che ricorda la strage e la schiavitù degli ebrei. Spunti per Minniti

https://www.ilfoglio.it/cronache/2017/1 ... te-170947/
LaPresse/Matteo Corner

Roma. Malmö nelle scorse settimane è finita sui giornali di tutto il mondo per gli slogan antisemiti scanditi nelle piazze della terza città svedese durante le proteste per il riconoscimento di Gerusalemme capitale di Israele da parte degli Stati Uniti. Il New York Times gli ha dedicato un editoriale a firma di Paulina Neuding, direttrice del magazine svedese Kvartal, in cui racconta la “verità sull’antisemitismo svedese”.

Poi è stata la volta di Berlino, dove sotto la Porta di Brandeburgo i manifestanti hanno usato lo stesso slogan di Malmö. Anche il Financial Times è andato a occuparsene con una lunga inchiesta, raccontando il timore tedesco di questa rinascita dell’antisemitismo nel paese che ha orchestrato la Shoah. Ma nei giorni scorsi anche a Milano si sono sentiti gli stessi slogan nelle due manifestazioni organizzate contro il riconoscimento di Gerusalemme capitale di Israele.

Siamo oltre la ragazza che portava il cartello “i nazisti sono ancora in giro e ora si fanno chiamare sionisti”, oltre agli inni alla “vittoria dell’Intifada”, oltre agli striscioni contro il sionismo, oltre ai canti “un sasso qua un sasso là un sasso per la libertà”, a sostegno della violenza palestinese. Quasi ovunque le stesse scene: Milano, Roma, Torino, Napoli, Firenze. “Il potere politico nasce dalla canna del fucile” recitava uno striscione a Roma. A Napoli si reclamava il “diritto alla resistenza palestinese”. A Milano c’erano imam in testa alla manifestazione organizzata dall’Associazione palestinesi in Italia, con tanti cittadini non soltanto musulmani che marciavano dietro. Alla manifestazione del 16 dicembre a Milano c’era anche l’imam di Firenze e presidente dell’Ucoii, Izzeddin Elzir.

Ma è alla manifestazione-presidio di Piazza Cavour, il 9 dicembre scorso, che è risuonato lo stesso terribile slogan antisemita di Malmö: “Khaybar, khaybar ya yahud, jaish Muhammad saya’ud”. La traduzione è questa: “Khaybar, Khaybar, o ebrei, l’armata di Maometto ritornerà”. Un coro fragoroso ripetuto otto volte dai manifestanti a Piazza Cavour (il video è online sul sito del Foglio). E a chiudere il takbir, il grido di battaglia islamista: “Allah Akbar! Allah Akbar!”.

Khaybar è il nome dell’oasi dell’Hegiaz abitata da ebrei che Maometto conquistò nel 628. Il luogo ha assunto un significato leggendario e mitico nella prospettiva islamista di una sottomissione finale e violenta degli ebrei. Maometto, a capo di un esercito di milleseicento uomini, scandendo la parola d’ordine “Fino alla vittoria! Uccidi! Uccidi! Uccidi!”, aggredì gli ebrei insediati nell’oasi di Khaybar, a nord di Medina, completando l’opera di “pulizia etnica” degli ebrei.

Il motto usato da Hamas e Iran

A questo proposito Robert S. Wistrich, il massimo studioso di antisemitismo al mondo, ha scritto nel suo capolavoro “A lethal obsession”: “Ci sono video di Hamas in cui ‘martiri’ contemporanei proclamano che la ‘chiamata del jihad, la chiamata di Allah Akbar, il tempo di Khaybar è giunto!’. Le canzoni evocano entusiasticamente il massacro degli ebrei (‘i figli di Khaibar’) come una specie di atto sacrificale. Le ‘guerre ebraiche’ del Profeta a Medina e Khaibar sono assunte come una conclusione esemplare dell’espulsione e dello sterminio delle tribù ebraiche nell’Arabia del VII secolo”. La battaglia portò̀ all’uccisione di numerosi ebrei mentre le loro donne e i loro figli furono portati via come schiavi. Khaybar è uno dei primi atti di pulizia etnica che si ricordi nella storia.

La battaglia di Khaybar contro gli ebrei viene evocata anche nei canti di vittoria alle manifestazioni di Hezbollah: “Khaybar, Khaybar, ebrei, l’esercito di Maometto tornerà”, e “Khaybar 1” è il nome di uno dei razzi di Hezbollah lanciati su Israele. Esiste una serie tv in Siria contro gli ebrei intitolata “Khaybar”. Un religioso salafita egiziano, Hazem Shuman, in tv ha detto che “gli ebrei di Khaybar del VII secolo sono la replica dello stato di Israele”. Migliaia di salafiti tunisini hanno scandito lo slogan “Khaybar” sventolando la bandiera nera del Califfato. Imam di Gaza hanno brandito un coltello in moschea e invitato i fedeli a seguire “l’esempio di Khaybar”, quando Maometto partecipò di persona all’uccisione degli ebrei. Nella tradizione islamista oggi il canto “Khaybar Khaybar, ya yahud, Jaish Muhammad, sa yahud” è usato come grido di battaglia quando si attaccano ebrei o israeliani.

Il segretario del Consiglio dei Guardiani iraniani, l’Ayatollah Ahmad Janati, in un sermone a Teheran in onda sul primo canale ha spiegato che il conflitto fra Hezbollah e Israele ricorda la battaglia tra i discendenti di Ali (gli sciiti guidati da Hassan Nasrallah) e gli ebrei di Khaibar. I musulmani che hanno umiliato gli ebrei “vanitosi e arroganti” di Khaibar, proprio come Nasrallah sta facendo con Israele. Il messaggio di quello slogan è chiaro: l’armata islamista sta per colpire nuovamente gli ebrei. Per questo oggi in tutta Italia sinagoghe, scuole e centri ebraici sono protette dalle camionette dell’esercito.

Nel 2009, la manifestazione a Milano contro Israele culminò nella vasta, silenziosa distesa di fedeli musulmani raccolta in preghiera davanti al Duomo. Lanciarono strali contro lo stato ebraico, bruciarono i drappi con la stella di David su sfondo bianco, come se fosse una effige satanica. Non era mai successo prima. Adesso Milano si intesta un nuovo record. Scandire in una delle sue piazze più importanti quello slogan sinistro, vera e propria chiamata all’omicidio degli ebrei. Possono le autorità italiane, dal Prefetto di Milano Luciana Lamorgese al ministro dell’Interno Marco Minniti, consentire che a Milano si scandiscano questi slogan antisemiti usati dalle organizzazioni terroristiche? Cosa ne è della lotta all’antisemitismo? E tutte le nostre leggi contro l’incitamento all’odio e alla violenza?
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