Infotdgeova - LiberaMente - Il Forum


Lo scopo di questo forum è quello di analizzare in chiave critica la dottrina e l'organizzazione dei Testimoni di Geova

Lilith: Colei che venne creata Prima di Eva?

Per discutere di temi ed argomenti di vario genere.

Moderatore: Quixote

Lilith: Colei che venne creata Prima di Eva?

Messaggiodi Aquarivs » 29/12/2010, 9:51

Lilith è un nome che solo di recente ho scoperto. Sapevo di alcune leggende che gravitano intorno ad una figura simile da qualche anno, ma mai mi ero spinto nella ricerca. Ultimamente ho letto "Libro de los seres imaginarios" di Jorge Luis Borge che esordisce descrivendo Lilith così:

"Perchè prima di Eva fu Lilith, si legge in un testo ebraico. Fu la prima sposa di Adamo.Lilith era un serpente; Dio in seguito creò Eva; Lilith per vendicarsi della moglie umana di Adamo, la spinse ad assaggiare il frutto proibito. Questa è la forma primitiva del mito."

Questo è tutto quello che sono riuscito a trovare:

Ancora prima di Eva comparve Lilith, figura pronta a reincarnare la Madre Terra ormai scomparsa in quelle che si sarebbero affermate come grandi religioni, anche se sopravvissuta fino a noi attraverso le religioni pagane (viene festeggiata durante Luna Nova come Ecate).

Lilith, narra la leggenda, fu la prima moglie di Adamo.
Creata dalla polvere e dall'argilla come lui, gli si ribellò perché non voleva giacergli sottomessa (l'uomo prono e la donna supina).
Fu così scacciata, secondo altri fuggi, dal paradiso terrestre (Eden). Dio le mandò tre angeli nel deserto dei Mar Rosso dove si era rifugiata, ma inutilmente.
Vi sono molte interpretazioni su cosa successe dopo: divenne la moglie di Satana, la prima vampira, demone primo che si accoppia con umani che poi uccide, generando demoni, Dea guerriera amante degli animali.

Così la Dea Madre, carica di tutti i frutti generosi si materializza come perversione e sensualità dettata dall'eterno terrore che la forza creatrice incute al primitivo popolo maschile.

Lilith viene ora venerata di nascosto come Madre o come diavolo se non come equivalente di Satana.

Ovviamente togliendo tutto il parciame leggendario, qual è il fondo di verità? Esiste veramente questa tradizione ebraica che riconosce in Lilith la prima moglie di Adamo?
Aquarivs
 

Messaggiodi Gabriella Prosperi » 29/12/2010, 10:08

Riporto un post di Topsy ricavato dalla discussione linkata:

http://freeforumzone.leonardo.it/discus ... dd=7761748" target="_blank

''Non sò se hai mai avuto tra le mani una qualche "Bibbia rabbinica", quelle in cui un'ampia antologia di commenti accompagna la lettura del testo aiutando il lettore nella comprensione, arricchendolo con nuovi spunti di riflessione. Il modo ebraico di accostarsi alle Scritture è cmq assai diverso da quello cristiano. Si lascia in genere ampio spazio alle molteplicità di interpretazioni, e spesso non si avverte neppure la necessità di coordinarle tra loro, o di definire quale sia quella più "autentica" e quale no.
Nel testo ebraico, come dicevo, appare in realtà, proprio l'epressione "questa volta è ossa delle mie ossa...". Allora, i maestri che hanno memoria di tradizioni interpretative antichissime le annotano tutte, anche quelle che a noi oggi possano apparire davvero dissacranti. Si riporta in nota, ad esempio, che Adàm, aveva persino avuto dei "rapporti" con "tutti" gli animali dell'Eden e non ne era rimasto soddisfatto (poveraccio lui o poveraccie le bestie?!) finchè (questa volta) non si era finalmente unito a Chavà (Eva). Questo almeno il commento di Rashì.
Ma Gur Aryè, Maharsha ed altri, rigettano fortemente questa posizione e interpretano l'espressione in senso figurato. Secondo l'ordine naturale delle cose, l'uomo nasce dalla donna, e non il contrario. Ma solo "questa volta" , per eccezione, la donna è "ossa delle mie ossa e carne della mia carne". Solo questa volta è lei a essere generata dall'uomo.
L'uomo si è voluto prendere questa bella rivincita sulla donna, su Eva, la madre e generatrice di tutti i viventi :-)
Altre tradizioni interpretative parlono invece di Lilith, prima e originaria compagna di Adamo, tratta anch'essa dalla polvere. Ma in questo mito, Adamo non accoglie affatto la pretesa di Lilith di un rapporto paritario e così Lilith si infuria: si ribella a lui e a Dio e fugge via...ect...se ne hai l'occasione prova a sfogliare "La saggezza velata: il femminile nella Torà" di una nota autrice ebrea, Yarona Pinhas (laureata in storia dell'arte e linguistica all'Universistà Ebraica di Gerusalemme e lettrice all'Orientale di Napoli ).''


Gabriella
La cosa più difficile a questo mondo? Vivere! Molta gente esiste, ecco tutto.Oscar Wilde
Presentazione
Avatar utente
Gabriella Prosperi
Utente Platinium
 
Messaggi: 14678
Iscritto il: 11/06/2009, 5:16

Messaggiodi Aquarivs » 29/12/2010, 10:12

Grazie.. resta da vedere in che misura questa possibilità sia cresciuta con tempo essendo solo un mito o sia sparita nel tempo come una verità sepolta dai millenni..
Aquarivs
 

Messaggiodi Aquarivs » 29/12/2010, 17:52

Up per Trianello e Polymetis :mi sono spieg:
Aquarivs
 

Messaggiodi brian67 » 29/12/2010, 18:15

Qualche anno fa, quando ho letto per la prima volta la storia di Lilith, vera o mito che sia, mi sono tornati un po’ di “conti” sul racconto della creazione.
Prima della sua presunta esistenza, non comprendevo come mai certi versetti della creazione cozzavo uno con l’altro.

Per esempio:
(Genesi 1:27) “...E Dio creava l’uomo a sua immagine, lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina..”
Senza aspettare chissà quanto, qui si legge che Dio creò l’uomo maschio e femmina. Come del resto aveva fatto con tutti gli animali.

(Genesi 2:18) “ ...“Non è bene che l’uomo stia solo. Gli farò un aiuto, come suo complemento”.
Mentre qui si legge che Dio si accorse che “non è bene che l’uomo stia solo . . . “.

Ma come ! ? Ma se aveva creato tutti gli animali e anche l’uomo, maschio e femmina, come mai Adamo si trovò da solo nel secondo capitolo della genesi?
Se la storia di Lilith è vera, il racconto della donna (Eva), Adamo si sentì solo etc . . . assume un significato più logico.

Prima che Eva entrasse in scena, la compagna di Adamo (o la prima moglie) era semplicemente un “uomo femmina” stando a Gen.1:17. Perché anche lei era stata creata dalla polvere come Adamo.

Mentre Eva, visto che è stata creata dalla metà (o costola) di Adamo, non era considerata più “uomo femmina” ma “Donna”. (Genesi 2:23) ...Questa sarà chiamata Donna, Perché dall’uomo questa è stata tratta”.

Vera o falsa che sia la storia di Lilith, senza la sua comparsa questi versetti citati potrebbero avere . . .
:boh: :boh:
Avatar utente
brian67
Nuovo Utente
 
Messaggi: 67
Iscritto il: 16/07/2009, 12:59

Messaggiodi Luciano » 29/12/2010, 18:43

Povero Adamo!
Se fosse vera sta' storia, fu fregato due volte!
Ciao
Avatar utente
Luciano
Veterano del Forum
 
Messaggi: 3390
Iscritto il: 25/08/2009, 16:59

Messaggiodi Lucifero il Figlio dell'Aurora » 29/12/2010, 18:53

Voglio far notare che Lilith viene testualmente citata nella stessa Bibbia:

Le bestie del deserto vi incontreranno i cani selvatici,
le capre selvatiche vi chiameranno le compagne;
Lilith farà la sua abitazione,
e vi troverà il suo luogo di riposo.

(Isaia 34:14)

Questa citazione non la potrete trovare cosi' com'è in tutte le traduzioni. Ad esempio la CEI del 74', la Nuova Diodati ed altre traducono qua Lilith con civetta, ma in ebraico per indicare quel volatile esiste già un'altra parola yanšup. La Riveduta lo rende spettro notturno, la LXX la chiama Lamia (si, la famosa donna mitologica mezzo serpente), ma ancora non ci siamo, queste sono delle interpretazioni su cosa voglia dire il testo ebraico masoretico, e non sono fedeli traduzioni del testo stesso. Fortunatamente le più moderne e aggiornate traduzioni hanno deciso di far rimanere la parola traslitterata cosi' com'è. Questo verso è citato dalla Nuova Riveduta, ma rende Lilith anche la CEI del 2008, la TILC addirittura la chiama "demonio Lilith"

La tradizione ebraica non è parca riguardo Lilith e cito ora alcuni passi talmudici dove essa viene nominata:

Rab Judah citando Samuele dice: Se un aborto ha somiglianza con Lilith, sua madre è impura a causa della nascita, perché è un bimbo ma ha le ali. »
(Niddah 24b)

In un Baraitha è insegnato: Le crescono lunghi capelli come a Lilith, siede a bere acqua come le bestie e serve da cuscino a suo marito. »
(‘Erubin 100b)

R. Hanina disse: non si può dormire soli in casa solitaria,e chiunque dorma in una casa da solo è preso da Lilith. »
(Shabbath 151b)



Inoltre Lilith compare nei Rotoli di Qumran del Mar Morto con chiari riferimenti ai Testi Biblici;

Ed io, il Maestro,proclamo il Suo glorioso splendore così da atterrire e terrorizzare tutti gli spiriti degli angeli distruttori, gli spiriti dei bastardi, demoni, Lilith, urlatori,e coloro che cadono sugli uomini senza avvertimento per sviarli da uno spirito di comprensione e per rendere i loro cuori e i loro desolati durante l'attuale dominio di malvagità ed il predeterminato tempo di umiliazione per i figli della luce, attraverso la colpa, nelle ere, di coloro che sono afflitti dall'iniquità- non per la distruzione eterna, ma per un'era di umiliazione per la trasgressione.
(frammento 4Q510-511)



Un altro testo scoperto a Qumran,associato al Libro dei Proverbi, si appropria del mito di Lilith nella sua descrizione di una donna pericolosa ed attraente- la Seduttrice:


La sua casa sprofonda nella morte,
Ed il seguirla porta alle ombre.
Tutti coloro che la seguono non possono tornare
E trovare ancora le vie della vita. »
(Proverbi 2:18-19)


I suoi cancelli sono cancelli di morte
e dall'entrata della casa
se ne va verso Sheol.
Nessun che entri tornerà mai,
e coloro che la possiedono scenderanno l'Abisso. »
( frammento 4Q184)



Comunque sia i motivi per cui sembra esserci una doppia ripetizione della creazione della donna nei primi due capitoli di Genesi, è secondo me per un altro motivo. Infatti se confrontate con attenzione Genesi da 1:1 fino 2:4a e Genesi 2:4b fino la fine del capitolo vedrete che si ripete per due volte la creazione, in maniera sorprendentemente, diversa. In Genesi 1 Dio è chiamato Elohim (residuo politeistico di una pluralità divina), in Genesi 2 ha il nome proprio YHWH. Nel primo capitolo vengono create prima le piante, poi gli animali e infine l'uomo, nel secondo capitolo viene creato dalla polvere prima Adamo, poi le piante, poi gli animali perchè Adamo si sentiva solo e infine la donna, Eva, perchè nessun animale gli era utile come compagno. Nel primo capitolo gli Elohim danno in dono di ogni albero e frutto del giardino, nel secondo YHWH proibisce l'accesso a quello della Conoscenza del Bene e del Male.
Questo schema illustra bene la situazione:
http://www.utopia.it/genesi1.htm" target="_blank

Dunque perchè due versioni diverse e contrastanti? Gli esegeti sostengono che questo sia per via che Genesi 1 e 2 appartengano a due antiche tradizioni orali diverse riguardo la genesi della creazione. Poi, quando si decise di mettere tutto per iscritto, si accorpò insieme tutte le tradizioni raccolte, senza badare tanto alle incongruenze presenti tra le differenti versioni.
Per questo, penso, alcuni esegeti rabbinici introdussero la figura di Lilith, per spiegare, almeno parzialmente, la discrepanza tra le due fonti.



Saluti
Avatar utente
Lucifero il Figlio dell'Aurora
Nuovo Utente
 
Messaggi: 287
Iscritto il: 08/04/2010, 2:26

Messaggiodi Aquarivs » 29/12/2010, 21:11

Quindi seppur non inerente alla doppia genesi, l'ebraismo confermerebbe una tale figura..
Aquarivs
 

Messaggiodi Lucifero il Figlio dell'Aurora » 29/12/2010, 21:38

Quindi seppur non inerente alla doppia genesi, l'ebraismo confermerebbe una tale figura..


Lo conferma anche con la doppia Genesi. Ma dipende quali fonti si vuole prendere. L'esegesi rabbinica è talmente vasta, multiforme e variegata che nella cultura ebraica esiste perfino il detto "due ebrei, tre opinioni" :mrgreen:

Quindi esistono sostanzialmente due linee interpretative riguardo la figura e l'origine di Lilith nell'ebraismo. Una la vuole prima compagna ribelle di Adamo, un'altra come spauracchio demoniaco notturno che seduce gli uomini e succhia loro l'energia vitale tramite rapporti sessuali (diviene in tal caso molto affine con la figura della Succube latina)

Cito Wikipedia che mi sembra nella voce Lilith piuttosto attendibile e ben documentata in merito:

la concezione più innovativa di Lilith offerta dal Talmud appare in Erubin, ed è più che probabile che sia responsabile del mito di Lilith per i secoli a venire: « R. Jeremiah b. Eleazar disse inoltre: in tutti quegli anni [130 anni dall'espulsione dal giardino dell'Eden] durante i quali era bandito, Adamo generò fantasmi e demoni maligni e demoni femmina [demoni della notte], come è detto nelle Scritture: "E Adamo visse cento e trenta anni e generò un figlio a lui somigliante (Shet, come Abele, è fratello di Caino), fatto a sua immagine, e da ciò segue che prima di quel tempo non avesse generato a sua immagine... quando vide che attraverso di lui la morte era divenuta punizione spese cento e trenta anni in dissolutezze, tagliò i ponti con sua moglie per 130 anni, indossò vestiti di fico per 130 anni." Questa citazione [di R. Jeremiah] fu fatta in riferimento al seme che Adamo emise accidentalmente. » (‘Erubin 18b)

Confrontando ‘Erubin 18b e Shabbath 151b con il brano dallo Zohar: "Ella vaga a notte fonda, vessando i figli degli uomini e spingendoli a rendersi impuri" (19b), sembra chiaro che questo passaggio del Talmud indica una unione tra Adamo e Lilith.

Una fonte nella storia che descrive Lilith come la prima figura femminile vista da Adamo è L'alfabeto di Ben-Sira, intitolato a Yeshua ben Sira (II secolo a.C.), ma in realtà di autore anonimo, scritto nel X secolo d.C.

Nel libro viene raccontato che Lilith, mentre in un primo momento provocò Adamo, poi fu spiritualmente vinta da quest'ultimo ed abbandonò il Giardino dell'Eden. Come prova della superiorità morale ed etica, spirituale e sapienziale del genere umano sui demoni, che stanno sul mondo dell'impurità conosciuto come l'altro lato, è scritto:
« Ella disse 'Non starò sotto di te,' ed egli disse 'E io non giacerò sotto di te, ma solo sopra. Per te è adatto stare solamente sotto, mentre io sono fatto per stare sopra. »


Lilith pronunciò infuriata il nome di Dio, prese il volo ed abbandonò il giardino del Paradiso, rifugiandosi sulle coste del Mar Rosso. Lilith abbandonò il Paradiso di propria iniziativa, prima della caduta dell'uomo e non avendo toccato l'Albero della Conoscenza non fu condannata alla mortalità.

In seguito Lilith si accoppiò con Asmodai e vari demoni che trovò oltre il Mar Rosso, creando una infinita generazione di Jinn. Adamo chiese a Dio di riportare indietro Lilith, cosi tre angeli, chiamati Senoy, Sansenoy e Semangelof, furono mandati per ricercarla. Quando i tre angeli trovarono Lilith e le ingiunsero di tornare minacciandola di morte, lei rispose che non sarebbe potuta tornare da Adamo dopo aver avuto relazioni con i demoni, e che non sarebbe potuta morire in quanto immortale. Ma quando gli angeli minacciarono di uccidere i figli che lei aveva generato con i demoni, lei li supplicò di non farlo, promettendo che non avrebbe toccato i discendenti di Adamo ed Eva, se solo si fossero pronunciati i nomi dei tre angeli.

I precedenti e lo scopo dell'Alfabeto di Ben-Sira non sono chiari. È una raccolta di storie su eroi della Bibbia e del Talmud e potrebbe essere una raccolta di racconti popolari, una confutazione del Giudaismo, della Cristianità, o di altri movimenti separatisti. I suoi contenuti sembrano offensivi riguardo al giudaismo contemporaneo, alcuni ritengono che sia una satira anti-giudaica. Tramandato dai mistici ebrei della Germania medievale. Diventa ampiamente conosciuto con il Lexicon Talmudicum di Johannes Buxtorf del XVII secolo.

http://it.wikipedia.org/wiki/Lilith" target="_blank


Quindi, ricapitolando, Lilith, che era poi un'antica Dèa sumera, fu importata nell'ebraismo e trasformata in un demone notturno da cui tenersi alla larga, in seguito, esegesi rabbiniche tarde iniziarono a speculare sulla doppia creazione della donna presente nei capitoli di Genesi, ipotizzando proprio la figura di Lilith come prima moglie, poi ripudiata, di Adamo. La tradizione in merito non è mai stata ben definita, ed è per questo che esistono tantevarianti riguardo Lilith, molte delle quali sono state accorpate e rese complementari in modo da dare vita ad un unico corpus narrativo e descrittivo caratteristico di Lilith.




Saluti
Avatar utente
Lucifero il Figlio dell'Aurora
Nuovo Utente
 
Messaggi: 287
Iscritto il: 08/04/2010, 2:26

Messaggiodi Aquarivs » 30/12/2010, 8:29

:grazie: E' un argomento sul quale desideravo proprio ulteriori spiegazioni. :bravo:
Aquarivs
 

Messaggiodi Trianello » 31/12/2010, 0:45

In questo periodo non ho molto tempo da dedicare al Forum, ergo mi limito a postare il contenuto della voce Lilith dell'Encyclopedia Judaica (edizione 2007), Vol. 13 pp. 17-19 (il testo è in inglese).

LILITH, a female demon assigned a central position in Jewish
demonology. She appears briefly in the Sumerian Gilgamesh
epic and is found in Babylonian demonology, which identifies
similar male and female spirits – Lilu and Lilitu respectively
– which are etymologically unrelated to the Hebrew
word laylah (“night”). These mazikim (“harmful spirits”) have
various roles: one of them – the Ardat-Lilith – preys on males,
while others imperil women in childbirth and their children.
An example of the latter kind is Lamashtu, against whom incantation
formulas have been preserved in Assyrian. Winged
female demons who strangle children are known from a Hebrew
or Canaanite inscription found at Arslan-Tash in northern
Syria and dating from about the seventh or eighth century
B.C.E. Whether or not Lilith is mentioned in this incantation,
which adjures the stranglers not to enter the house, is a moot
point, depending on the addition of a missing letter: “To her
that flies in rooms of darkness – pass quickly, quickly, Lil[ith].”
In Scripture there is only one reference to Lilith (Isa. 34:14),
among the beasts of prey and the spirits that will lay waste the
land on the day of vengeance. In sources dating from earlier
centuries, traditions concerning the female demon who endangers
women in childbirth and who assumes many guises
and names are distinct from the explicit tradition on Lilith recorded
in the Talmud. Whereas the Babylonian Lilu is mentioned
as some kind of male demon with no defined function,
Lilith appears as a female demon with a woman’s face,
long hair, and wings (Er. 100b; Nid. 24b). A man sleeping in a
house alone may be seized by Lilith (Shab. 151b); while the demon
Hormiz, or Ormuzd, is mentioned as one of her sons (BB
73b). There is no foundation to the later commentaries that
identify Lilith with the demon Agrath, daughter of Mahalath,
who goes abroad at night with 180,000 pernicious angels (Pes.
112b). Nevertheless, a female demon who is known by tens of
thousands of names and moves about the world at night, visiting
women in childbirth and endeavoring to strangle their
newborn babies, is mentioned in the Testament of Solomon,
a Greek work of about the third century. Although preserved
in a Christian version, this work is certainly based on Judeo-
Hellenistic magic. Here the female demon is called Obizoth,
and it is related that one of the mystical names of the angel
Raphael inscribed on an amulet prevents her from inflicting
injury. Lilith is identified as a demon in the Dead Sea Scrolls
(11QpsAp). The name Lilith was also inscribed on incantation
bowls of Sassanian Babylonia. Although such bowls were not
an exclusively Jewish phenomenon, some invoke rabbinic divorce
formulas to exorcize demons.
Midrashic literature expands the legend that Adam,
having parted from his wife after it had been ordained that
they should die, begat demons from spirits that had attached
themselves to him. It is said that “he was encountered by a
Lilith named Piznai who, taken by his beauty, lay with him
and bore male and female demons.” The firstborn son of this
demonic union was Agrimas (see the Midrash published in
Ha-Goren, 9 (1914), 66–68; Dvir, 1 (1923), 138; and L. Ginzberg,
Legends of the Jews, 5 (1925), 166). The offspring of this Lilith
fill the world. A transmuted version of this legend appears
in the Alphabet of Ben Sira, a Midrash of the geonic period,
which sets out to explain the already widespread custom of
writing amulets against Lilith. Here she is identified with the
“first Eve,” who was created from the earth at the same time
as Adam, and who, unwilling to forgo her equality, disputed
with him the manner of their intercourse. Pronouncing the
Ineffable Name, she flew off into the air. On Adam’s request,
the Almighty sent after her the three angels Snwy, Snsnwy,
and Smnglf; finding her in the Red Sea, the angels threatened
that if she did not return, 100 of her sons would die every day.
She refused, claiming that she was expressly created to harm
newborn infants. However, she had to swear that whenever
she saw the image of those angels in an amulet, she would lose
her power over the infant. Here the legend concerning the wife
of Adam who preceded the creation of Eve (Gen. 2) merges
with the earlier legend of Lilith as a demon who kills infants
and endangers women in childbirth. This later version of the
myth has many parallels in Christian literature from Byzantine
(which probably preceded it) and later periods. The female demon
is known by different names, many of which reappear in
the same or in slightly altered forms in the literature of practical
Kabbalah (as, for example, the name Obizoth from the
Testament of Solomon), and the place of the angels is taken by
three saints – Sines, Sisinnios, and Synodoros. The legend also
found its way into Arabic demonology, where Lilith is known
as Karina, Tabi’a, or “the mother of the infants.” The personification
of Lilith as a strangler of babies is already clear in Jewish
incantations, written in Babylonian Aramaic, which predate
the Alphabet of Ben Sira. A late Midrash (Ba-Midbar Rabbah,
end of ch. 16) also mentions her in this respect: “When Lilith
finds no children born, she turns on her own” – a motif which
relates her to the Babylonian Lamashtu.
From these ancient traditions, the image of Lilith was
fixed in kabbalistic demonology. Here, too, she has two primary
roles: the strangler of children (sometimes replaced in
the Zohar by Naamah), and the seducer of men, from whose
nocturnal emissions she bears an infinite number of demonic
sons. In this latter role she appears at the head of a vast host,
who share in her activities. Belief in her erotic powers led
some Jewish communities to adopt the custom of sons not
accompanying their dead father’s body to the cemetery because
they would be shamed by the hovering presence of their
demon step-siblings, born of their father’s seduction by Lilith.
In the Zohar, as in other sources, she is known by such
appellations as Lilith, the harlot, the wicked, the false, or the
black. (The above-mentioned combination of motifs appears
in the Zohar I, 14b, 54b; II, 96a, 111a; III, 19a, 76b.) She is generally
numbered among the four mothers of the demons, the
others being Agrat, Mahalath, and Naamah. Wholly new in
the kabbalistic concept of Lilith is her appearance as the permanent
partner of Samael, queen of the realm of the forces of
evil (the sitra ahra). In that world (the world of the kelippot)
she fulfills a function parallel to that of the Shekhinah (“Divine
Presence”) in the world of sanctity: just as the Shekhinah
is the mother of the House of Israel, so Lilith is the mother of
the unholy folk who constituted the “mixed multitude” (the
erev-rav) and ruled over all that is impure. This conception
is first found in the sources used by Isaac b. Jacob ha-Kohen,
and later in Ammud ha-Semali by his disciple, Moses b. Solomon
b. Simeon of Burgos. Both here, and later in the Tikkunei
Zohar, there crystallizes the conception of various degrees of
Lilith, internal and external. Likewise we find Lilith the older,
the wife of Samael, and Lilith the younger, the wife of Asmodeus
(see Tarbiz, 4 (1932/33), 72) in the writings of Isaac ha-
Kohen and thereafter in the writings of most kabbalists. Some
of these identify the two harlots who appeared in judgment
before Solomon with Lilith and Naamah or Lilith and Agrat,
an idea which is already hinted at in the Zohar and in contemporary
writings (see Tarbiz, 19 (1947/48), 172–5).
Widespread, too, is the identification of Lilith with the
Queen of Sheba – a notion with many ramifications in Jewish
folklore. It originates in the Targum to Job 1:15 based on a Jewish
and Arab myth that the Queen of Sheba was actually a jinn,
half human and half demon. This view was known to Moses
b. Shem Tov de Leon and is also mentioned in the Zohar. In
Livnat ba-Sappir Joseph Angelino maintains that the riddles
which the Queen of Sheba posed to Solomon are a repetition
of the words of seduction which the first Lilith spoke to Adam.
In Ashkenazi folklore, this figure coalesced with the popular
image of Helen of Troy or the Frau Venus of German mythology.
Until recent generations the Queen of Sheba was popularly
pictured as a snatcher of children and a demonic witch.
It is probable that there is a residue of the image of Lilith as
Satan’s partner in popular late medieval European notions of
Satan’s concubine, or wife in English folklore – “the Devil’s
Dame” – and of Satan’s grandmother in German folklore. In
the German drama on the female pope Jutta (Johanna), which
was printed in 1565 though according to its publisher it was
written in 1480, the grandmother’s name is Lilith. Here she is
depicted as a seductive dancer, a motif commonly found in
Ashkenazi Jewish incantations involving the Queen of Sheba.
In the writings of Hayyim Vital (Sefer ha-Likkutim (1913), 6b),
Lilith sometimes appears to people in the form of a cat, goose
or other creature, and she holds sway not for eight days alone
in the case of a male infant and 20 for a female (as recorded in
the Alphabet of Ben Sira), but for 40 and 60 days respectively.
In the Kabbalah, influenced by astrology, Lilith is related to
the planet Saturn, and all those of a melancholy disposition –
of a “black humor” – are her sons (Zohar, Ra’aya Meheimna
III, 227b). From the 16t century it was commonly believed
that if an infant laughed in his sleep it was an indication that
Lilith was playing with him, and it was therefore advisable to
tap him on the nose to avert the danger (H. Vital, Sefer ha-
Likkutim (1913), 78c; Emek ha-Melekh, 130b).
It was very common to protect women who were giving
birth from the power of Lilith by affixing amulets over
the bed or on all four walls of the room. The earliest forms of
these, in Aramaic, are included in Montgomery’s collection
(see bibl.). The first Hebrew version appears in the Alphabet
of Ben Sira, which states that the amulet should contain not
only the names of the three angels who prevail over Lilith, but
also “their form, wings, hands, and legs.” This version gained
wide acceptance, and amulets of this type were even printed
by the 18t century. According to Shimmush Tehillim, a book
dating from the geonic period, amulets written for women
who used to lose their children customarily included Psalm
126 (later replaced by Ps. 121) and the names of these three
angels. In the Orient, also amulets representing Lilith herself
“bound in chains” were current. Many amulets include
the story of the prophet Elijah meeting Lilith on her way to
the house of a woman in childbirth “to give her the sleep of
death, to take her son and drink his blood, to suck the marrow
of his bones and to eat his flesh” (in other versions: “to
leave his flesh”). Elijah excommunicated her, whereupon she
undertook not to harm women in childbirth whenever she
saw or heard her names. This version is doubtless taken from a
Christian Byzantine formula against the female demon Gyllo,
who was exorcised by the three saints mentioned above. The
transfer from the Greek to the Hebrew version is clearly seen
in the formula of the 15t-century Hebrew incantation from
Candia (see Crete), which was published by Cassuto (RSO, 15
(1935), 260), in which it is not Elijah but the archangel Michael
who, coming from Sinai, encounters Lilith. Though the Greek
names were progressively corrupted as time elapsed, by the
14t century new Greek names for “Lilith’s entourage” appear
in a manuscript of practical Kabbalah which includes material
from a much earlier date (British Museum Add. Ms. 15299,
fol. 84b). The story of Elijah and Lilith included in the second
edition of David Lida’s Sod ha-Shem (Berlin, 1710, p. 20a) is
found in the majority of the later amulets against Lilith, one
of her names being Striga – an enchantress, either woman or
demon – or Astriga. In one of its mutations this name appears
as the angel Astaribo, whom Elijah also encountered; in many
incantations he takes the place of Lilith, a substitution found
in a Yiddish version of the story dating from 1695. Also extant
are versions of the incantation in which Lilith is replaced
by the Evil Eye, the star Margalya, or the demon familiar in
Jewish and Arab literature, Maimon the Black. In European
belles lettres, the Lilith story in various versions has been a
fruitful narrative theme.

[Gershom Scholem]

Lilith is identified as a demon in the Dead Sea Scrolls
(11QpsAp). The name Lilith was also inscribed on incantation
bowls of Sassanian Babylonia. Although such bowls were not
an exclusively Jewish phenomenon, some invoke rabbinic divorce
formulas to exorcise demons. Belief in her erotic powers
led some Jewish communities to adopt the custom of sons not
accompanying their dead father’s body to the cemetery because
they would be shamed by the hovering presence of their demon
step-siblings, born of their father’s seduction by Lilith.
Medieval Christian theology shows no explicit awareness
of the Lilith of the Alphabet of Ben Sira, but its emphasis
on female responsibility for the seduction and fall of Adam
and Eve and the association of women with temptation and
sin reflects a similar tradition. Christian literary texts allude
to Lilith, usually in relation to Satan, but sometimes in relation
to figures who are sexually miscast. For example, Lilith
is the grandmother of the female pope described in a 15t-
century German drama by Theodoricus Schernberg; she appears
as Adam’s first wife in poems and art by Dante Gabriel
Rossetti; in Victor Hugo’s La Fin de Satan; in a play by Achim
von Arnim; and in Goethe’s Faust.
In recent years, feminists have reconfigured the Lilith
myth, claiming it reveals male anxiety about women who cannot
be kept under patriarchal control. Lilith is admired as a
woman who opposed Adam’s attempts at hegemony over her,
who had a firm will, and who possessed the power of secret
knowledge to assert her autonomy. In feminist versions of the
creation story, Lilith demands equality with Adam. Her expulsion
from the Garden of Eden indicates not her evil, but
the intolerance of male entities, Adam and God, who insist
on defining and controlling women. Her independence and
knowledge reveal not her demonic nature or sexual miscasting,
but represent all women seeking liberation from the imposition
of narrow gender roles. In a feminist Midrash, Judith
Plaskow imagined Lilith returning to the Garden of Eden and
forming a friendship with Eve, who now began to question her
subservience to Adam. Plaskow’s story concludes with God
and Adam left in confusion, fearing “the day Eve and Lilith
returned to the garden, bursting with possibilities, ready to
rebuild it together.”
Feminist reclamations of Lilith in the last quarter of the
20t century include the Lilith Fair, an annual summer women’s
music festival; Lilith Magazine, the first Jewish feminist
periodical, founded in 1976; and a women’s bookstore in Berlin
named Lilith. Lilith is also the subject of art, poetry, and
even new religious rituals designed to affirm women’s strength
and spirituality.

[Susannah Heschel (2nd ed.)]
Presentazione

Deus non deserit si non deseratur

Augustinus Hipponensis (De nat. et gr. 26, 29)
Avatar utente
Trianello
Moderatore
 
Messaggi: 3335
Iscritto il: 10/06/2009, 22:45


Torna a Fuori Tema

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 4 ospiti

Crisi di coscienza

Crisi di coscienza. Fedeltà a Dio o alla propria religione?
Parole franche di un testimone di Geova

Il libro biografia di un ex-membro del corpo direttivo tradotto in tutto il mondo che svela i segreti interni del gruppo. Ordinalo subito!
Sostienici