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Lo scopo di questo forum è quello di analizzare in chiave critica la dottrina e l'organizzazione dei Testimoni di Geova

ESEMPI DI FOBIE INDOTTE DALLA TORRE DI GUARDIA

Sezione in cui si analizzano le vicende storiche dell'organizzazione

Moderatore: Achille

ESEMPI DI FOBIE INDOTTE DALLA TORRE DI GUARDIA

Messaggiodi ilnonnosa » 03/01/2014, 14:47

ESEMPI DI FOBIE INDOTTE DALLA TORRE DI GUARDIA

LA PAURA DEL DUBBIO

Inizialmente i testimoni affrontano spesso una vera e propria lotta con il dubbio, devono rimuovere ciò che viene detto in contrasto con La Torre di Guardia. Imparano presto a scacciare i dubbi, ma raramente risolvono le contraddizioni che la loro mente si trova a fronteggiare. Ogni volta che qualcosa provoca dubbi oppure ciò in cui credono viene minacciato, si spaventano. La loro fede si basa su una dottrina invece che sulla relazione con Gesù cristo. Il dubbio causa estrema ansietà e sarà fatto ogni sforzo per evitare di mettersi in situazioni che lo creino.

“Anche i dubbi possono avere un effetto dannoso sia sui cristiani maturi che su quelli che fanno progresso verso la maturità”. (La Torre di Guardia, 1/8/1974 p. 464)

“Forse una pubblicazione della Torre di Guardia dice qualcosa che non afferri o che modifica il nostro precedente intendimento di certi soggetti. Come lo consideri? Lascerai nascere i dubbi?”.
(La Torre di Guardia, 1/1/1975 p. 22)

LA PAURA DELLE ‘PERSONE DEL MONDO’

Poiché solo il ‘popolo di Geova’ sarà salvato, tutti gli altri saranno distrutti ad Armaghedon. Inculcati di come possano sembrare le altre persone, religiose o timorate di Dio, esse fanno parte ‘del mondo’ e sono ‘cattive compagnie’; corrompono la buona moralità dei testimoni di Geova e sono usate dal Diavolo per intaccare, con dubbi sull’Organizzazione, la mente dei testimoni e indurli a rallentare la loro predicazione.

“Per ottenere il proprio nome scritto nel Libro della Vita, dipenderà dal proprio lavoro”.
(WT 1/4/1947 p. 204)

“Quelli che desiderano salvarsi devono cercare l’Organizzazione di Dio, trovarne l’ingresso e rimanervi perennemente”. (La Torre di Guardia 15/3/1953 p. 91)

LA PAURA DEL SUCCESSO

Ai testimoni di Geova viene detto che perseguire una carriera in questo sistema di cose è pericoloso giacchè ciò li espone a subire il richiamo di ogni genere di attrattiva, prima fra tutte l’amore per il denaro.
Spesso li si fa sentire in colpa se intendono conseguire un titolo di studio superiore, poiché è meglio che impieghino il tempo andando di casa in casa nel ‘breve tempo che rimane prima della fine di questo sistema di cose’. Ministero del Regno, 11/73 p. 1 § 2).
Se un testimone di Geova già possiede denaro o un buon titolo di studio, l’atteggiamento nei suoi confronti dipende dallo spirito che regna nella congregazione cui si associa: o viene trattato con disprezzo per essere così ‘materialista’, oppure lo si guarda come esempio di persona che ha una posizione di rilievo nel mondo e ha successo anche ‘nella verità’, il che significa apparentemente – per chi non appartiene all’Organizzazione – essere un buon testimone. Che sfacciataggine!

“L’amore per le ricchezze è un padrone esigente. Pretende tempo, forza e impegno, e soffoca la santa devozione. Di solito spinge a cercare ricchezze e prestigio sempre maggiori, e in questo modo fa allontanare sempre di più alla fede”. (La Torre di Guardia, 1578/1988 p. 6)

LA PAURA DI LASCIARE L’ORGANIZZAZIONE

Forse la più grande paura tra i testimoni è causata dal cambiamento radicale nella loro vita sociale. Non solo il testimone che pensa di ‘buttare la spugna’ si sentirà colpevole, peccatore e avrà propositi suicidi, ma saprà di perdere i propri amici testimoni e che ogni membro della famiglia, affiliato all’Organizzazione, non gli rivolgerebbe la parola. Il peggior sospetto su di lui diverrebbe realtà. Con ogni probabilità, Armaghedon arriverebbe mentre egli è disassociato. Non saprebbe dove andare e il resto della sua vita sarebbe infelice e malinconico.

LA PAURA DELLA CULTURA

I testimoni sono messi in guardia dal non ‘andare oltre ciò che è scritto’, che viene interpretato in modo tale da impedire ai testimoni di pensare ciò che il Corpo Direttivo non ha ancora pensato o che possa essere contrario alla sua dottrina o politica.
Le tecniche usate per impedire di pensare non permettono al dubbio di insinuarsi maggiormente nella mente del testimone e creargli dissonanza interiore. Al testimone viene insegnato che più cultura si ha ‘più critici’ si è verso la verità de La Torre di Guardia e si è portati a rifiutare l’autorità dell’Organizzazione. Leggere libri che non sono stampati da La Torre di Guardia, mette l’individuo nel pericolo di essere influenzato da modi di pensare sbagliati che possono inquinare la ‘lingua pura’ parlata dal ‘popolo di Geova’.

LA PAURA DEL DIAVOLO

Il Diavolo è colui che cercò inaspettatamente di opporsi al progetto di Dio nell’Eden e che ha avuto successo nel creare un problema a Dio. Dio non può distruggere il diavolo perché gli angeli potrebbero dubitare delle Sue ragioni. Dio ha le mani legate ed è costretto a lasciare il Diavolo libero nello svolgere il suo progetto. Poiché Dio è limitato dal Diavolo, quest’ultimo viene visto come qualcuno che ha potere sul testimone, il quale ne è spesso spaventato.

LA PAURA DEGLI ‘APOSTATI’

Chi lascia l’Organizzazione viene descritto nel peggiore dei modi. Si tratta di persone superbe ed egoiste, odiano l’autorità, sono bugiardi, fornicatori e temuti dai testimoni di Geova.
I testimoni devono essere molto prudenti ed evitare anche gli sguardi degli ex fratelli, cambiando domicilio, se necessario.

LA PAURA DELL’AMICIZIA

Una spiacevole caratteristica, che viene incoraggiata dai capi dell’Organizzazione nei rapporti interpersonali fra testimoni, è la pratica delatoria. Se commettono qualcosa di particolarmente grave nella loro vita, i testimoni devono affrontare gli ‘anziani’ o vengono accusati dinanzi a loro.
Esiste uno ‘schema di riferimento’ nell’Organizzazione, con al vertice il Corpo Direttivo, seguito dal personale delle filiali, e dai sorveglianti di circoscrizione e di distretto, dagli ‘anziani’ locali, dai pionieri, dai servitori di ministero ed, infine, dai ‘proclamatori’(le donne non risultano privilegiate).(Vedi foto in La Torre di Guardia, 15/5/1972 p. 301)
Poiché ufficialmente non ci sono segreti e le beghe personali sono ammesse, rischiando però di essere o puniti o ‘consigliati’, i testimoni non possono confidarsi gli uni gli altri, ma ironicamente devono rivolgersi altrove.

LA PAURA DI DIO

Nelle sue pubblicazioni La Torre di Guardia può presentare un Dio amorevole, ma nella sostanza è un Dio austero ed esigente fin dal battesimo. La salvezza non è mai sicura e i testimoni di Geova possono solo sperare di essere salvati in base ad una decisione presa all’istante. Poiché non viene incoraggiata una relazione con Cristo e non viene insegnato che nel credente dimora lo Spirito Santo, il fedele non riceve la vera gioia che dà l’amicizia con dio. Il vuoto viene riempito dall’orgoglio per i risultati conseguiti, sia personalmente sia dall’Organizzazione, e da uno spirito elitario.

LA PAURA DELLE ALTRE RELIGIONI

Tutte le altre religioni fanno parte di ‘Babilonia la grande’, l’impero mondiale della falsa religione. Tra breve Dio la distruggerà con i suoi ‘amanti’, cioè i suoi fedeli e simpatizzanti.
Tutte le cerimonie religiose e i relativi oggetti sono considerati demoniaci e pericolosi, così da evitare ogni tipo di contatto con essi. I testimoni non possono assistere a matrimoni o funerali in chiese, partecipare alle festività tradizionali, fare regali a Natale. Le versioni della Bibbia, che non siano la “Traduzione del Nuovo Mondo”, sono considerate contaminate dagli eruditi o studiosi della cristianità.

“Che cosa dovrebbe guidare il cristiano nel determinare se debba disfarsi di certi oggetti a causa della loro relazione idolatrica? … se un cristiano pensasse che la presenza di una certa immagine o oggetto potrebbe suscitare sentimenti di adorazione a causa della sua antica relazione idolatrica, sarebbe disposto a disfarsene. Questo potrebbe includere ornamenti personali, gioielli e simili. E, certo, non vorrebbe tenere cose che attualmente hanno un supposto significato sacro o che sono specificamente designate per l’uso nei falsi riti religiosi. Questo avverrebbe anche se gli oggetti in questione non avessero più per lui nessun significato religioso. Come i cristiani nell’antica Efeso, egli distruggerebbe gli ausili della falsa religione, senza tener conto di quanto possano essere stati costosi, affinché non li possa usare nessun altro. … Quindi la persona che desidera l’approvazione di Dio fa bene a esaminare le immagini e gli oggetti nella sua casa per vedere se dovrebbe fare qualche cambiamento. … la condotta saggia sarebbe quella di eliminare dalla propria casa qualsiasi possibile causa d’inciampo per sé o per altri”.
(La Torre di Guardia, 1/11/1972 pp. 647, 648)

“La Chiesa Cattolica incoraggia ufficialmente i laici a leggere la Bibbia. … molte affermazioni dei suoi studiosi tradiscono in effetti una mancanza di lealtà alla Bibbia. … Ma non farebbero bene tutti quelli che amano la verità ad accertarsi che coloro ai quali si rivolgono per essere aiutati a capire la parola di dio siano veramente leali ad essa?”
(La Torre di Guardia, 15/2/1984 p. 31)

Ciao. Ilnonnosa
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“Non c’è nulla di male se una persona cerca di confutare gli insegnamenti e le pratiche di un gruppo religioso che ritiene in errore”. (Svegliatevi! 8 settembre 1997, pagina 6)
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Messaggiodi anima » 03/01/2014, 15:27

l anno scorso o quasi vinto la paura "delle persone del mondo", "degli apostati" ,"dell amicizia" e "delle altre religioni"

anche se piu' che paura degli apostati direi non provare odio per loro ,intolleranza da parte di altre religioni
Mi presento
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Messaggiodi Cogitabonda » 03/01/2014, 15:49

ilnonnosa ha scritto:LA PAURA DELL’AMICIZIA

Una spiacevole caratteristica, che viene incoraggiata dai capi dell’Organizzazione nei rapporti interpersonali fra testimoni, è la pratica delatoria. Se commettono qualcosa di particolarmente grave nella loro vita, i testimoni devono affrontare gli ‘anziani’ o vengono accusati dinanzi a loro.
Esiste uno ‘schema di riferimento’ nell’Organizzazione, con al vertice il Corpo Direttivo, seguito dal personale delle filiali, e dai sorveglianti di circoscrizione e di distretto, dagli ‘anziani’ locali, dai pionieri, dai servitori di ministero ed, infine, dai ‘proclamatori’(le donne non risultano privilegiate).(Vedi foto in La Torre di Guardia, 15/5/1972 p. 301)
Poiché ufficialmente non ci sono segreti e le beghe personali sono ammesse, rischiando però di essere o puniti o ‘consigliati’, i testimoni non possono confidarsi gli uni gli altri, ma ironicamente devono rivolgersi altrove.
A proposito di questo argomento ero rimasta molto colpita da una cosa sentita in un'intervista televisiva a una coppia di ex-TdG. La moglie raccontava che a volte lei e suo marito si sorprendevano a spiarsi a vicenda, com'erano abituati a fare quando erano ancora nell'organizzazione, per rilevare eventuali comportamenti "poco consoni".
Non è allucinante?
Compiacersi di aver ragione è sgradevole - Avere troppa coscienza di sé è odioso - Commiserarsi è infame
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Messaggiodi eros&thanatos » 03/01/2014, 18:51

@Cogi.
Non è allucinante, è triste...
Come si può controllarsi e spiarsi a vicenda, quando si vive insieme?
"onen i-Estel Edain, u-chebin Estel anim". Elfico Quenya, da The lord of the rings
"ho dato la mia speranza agli uomini, non ne ho conservata per me"

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Messaggiodi deliverance1979 » 04/01/2014, 8:51

Ma difatti se fate una proporzione logica, di tutte le persone che fuoriescono solo una minima, molto minima parte ritorna tra i TDG.....

come mai se si sta cosi bene e se quella è la felice religione che Dio approva?

Se poi analizziamo chi rientra tra le fila dei TDG una volta fuoriuscito c'è veramente da mettersi le mani sui capelli.
Una maggioranza è solo perchè fuori, nel mondo, grazie ai tagli (ehm consigli) impostigli dai TDG non ha più nessuno....

Altri perchè sono divorati dai sensi di colpa e paure indotte....

altri perchè sono deboli psicologicamente e perennemente insicuri, per non dire instabili.....

Che allegra compagnia si sono creati i TDG..... :fronte:
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Johann Wolfgang von Goethe

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Messaggiodi daniela47 » 04/01/2014, 9:35

deliverance1979 ha scritto:Ma difatti se fate una proporzione logica, di tutte le persone che fuoriescono solo una minima, molto minima parte ritorna tra i TDG.....

come mai se si sta cosi bene e se quella è la felice religione che Dio approva?

Se poi analizziamo chi rientra tra le fila dei TDG una volta fuoriuscito c'è veramente da mettersi le mani sui capelli.
Una maggioranza è solo perchè fuori, nel mondo, grazie ai tagli (ehm consigli) impostigli dai TDG non ha più nessuno....

Altri perchè sono divorati dai sensi di colpa e paure indotte....

altri perchè sono deboli psicologicamente e perennemente insicuri, per non dire instabili.....

Che allegra compagnia si sono creati i TDG..... :fronte:

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”altri perchè sono deboli psicologicamente e perennemente insicuri, per non dire instabili.....”


Ecco questo concetto espresso più o meno con parole un po’ diverse, fanno parte dei giudizi che danno le persone dal di fuori, geovisticamente chiamate “quelli del mondo”.
Ebbene spesso le persone con un libero raziocino definendo i TDG hanno questo pensiero, che se chi rientra, non per ricatti morali e familiari, che sono i rientri più numerosi, altrimenti lo fanno perché molto, troppo fragili, per non dire instabili, che marchiati a fuoco dalle paure e dalla fobia del mondo instillata nelle Sale del regno, non sanno affrontare se stessi, al di fuori del guscio chiuso e telecomandato del geovismo.

Su questi rientri di persone in tali condizioni di psicologica fragilità, si fonda la vanteria che vanno declamando i TDG, parlando dei rientri nell’organizzazione.
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