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Lo scopo di questo forum è quello di analizzare in chiave critica la dottrina e l'organizzazione dei Testimoni di Geova

Di che fonte si tratta?

La Bibbia dei Testimoni di Geova è davvero una traduzione fedele ed accurata delle Sacre Scritture?

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Di che fonte si tratta?

Messaggiodi Romagnolo » 30/08/2016, 12:21

Leggendo la TNM con riferimenti ho trovato che il passo di Luca 24:12 ( quello dove Pietro corre al sepolcro e trova solo le bende) viene omesso da alcune fonti, riporto qui sotto la nota in calce della TNM
Secondo P75אABWVgSy; DItmss. omettono queste parole fra parentesi quadre.
Qualcuno sà di che fonte si tratta che non me ne intendo di queste sigle?
Grazie.
Ricordati che lo studio biblico è si gratuito, ma poi ricordati che la WT richiederà che tu le dia altrettanto gratis il tuo impegno, tempo e risorse.
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Messaggiodi Achille » 30/08/2016, 12:44

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Messaggiodi Cogitabonda » 30/08/2016, 13:12

P75= Papiro Bodmer XIV XV
A= Codice Alessandrino
B= Manoscritto Vaticano 1209
W= Codice di Freer
Vg= Vulgata
Sy= Siriaca
Compiacersi di aver ragione è sgradevole - Avere troppa coscienza di sé è odioso - Commiserarsi è infame
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Messaggiodi Mario70 » 30/08/2016, 16:25

Romagnolo ha scritto:Leggendo la TNM con riferimenti ho trovato che il passo di Luca 24:12 ( quello dove Pietro corre al sepolcro e trova solo le bende) viene omesso da alcune fonti, riporto qui sotto la nota in calce della TNM
Secondo P75אABWVgSy; DItmss. omettono queste parole fra parentesi quadre.
Qualcuno sà di che fonte si tratta che non me ne intendo di queste sigle?
Grazie.


Direi che vista l'autorità dei manoscritti che lo inseriscono, non vi siano dubbi che il passo fosse presente in originale, sia il codice di Beza (D) che le vetus latine (ita e itb) sono indubbiamente inaffidabili, ed infatti è presente in tutti i testi critici moderni dal NA all'UBS ecc...
La sua omissione è dovuta all'incongruenza con Giovanni 20:3-8 dove a fare tutto è Giovanni e non Pietro, addirittura Luca non menziona proprio Giovanni, probabilmente un copista del II secolo tagliò il passo di Luca per evitare l'evidente contraddizione, prassi più comune di quanto si pensi per l'epoca.
«È vero, in tempi passati vi sono stati alcuni che hanno predetto la "fine del mondo", annunciando perfino una data specifica. Alcuni hanno raccolto intorno a sé gruppi di persone ... aspettando la fine. Tuttavia non è accaduto nulla. La "fine" non è venuta. Si sono resi colpevoli di falsa profezia» (Svegliatevi!, 22/4/1969, p. 23).
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Basta fare una ricerca semplice su Wiki per capire cosa sono quelle "letterine" ...

Messaggiodi Ray » 30/08/2016, 16:30

Cogitabonda ha scritto:P75= Papiro Bodmer XIV XV
A= Codice Alessandrino
B= Manoscritto Vaticano 1209
W= Codice di Freer
Vg= Vulgata
Sy= Siriaca


I Papiri Bodmer sono un gruppo di ventidue papiri scoperti in Egitto nel 1952 e che prendono il nome di Martin Bodmer (1899-1971), il loro compratore, e sono conservati nella Bibliotheca Bodmeriana di Cologny, in Svizzera, ad eccezione del Papiro Bodmer XIV-XV ( {\displaystyle {\mathfrak {p}}} \mathfrak{p}75), donato alla Biblioteca Apostolica Vaticana.
I papiri contengono frammenti dal Vecchio e dal Nuovo Testamento, dalla letteratura paleocristiana, di Omero e di Menandro. Il più antico tra questi, il {\displaystyle {\mathfrak {p}}} \mathfrak{p}66, risale al 200 circa, mentre il più recente, {\displaystyle {\mathfrak {p}}} \mathfrak{p}74, risale al VI o VII secolo.

Il Codice Alessandrino, o Codex Alexandrinus (Londra, British Library, MS Royal 1. D. V-VIII; Gregory-Aland no. A o 02) è un manoscritto greco del IV secolo-V della Bibbia contenente la traduzione in greco dell'Antico Testamento detta Settanta e il Nuovo Testamento. Come il Codex Sinaiticus e il Codex Vaticanus, è uno dei più antichi e ampi manoscritti biblici. Trae il suo nome dalla città di Alessandria d'Egitto, dove rimase per lungo tempo prima di essere trasferito a Londra nel XVII secolo.

Il Codex Vaticanus (Bibl. Vat., Vat. gr. 1209; Gregory-Aland no. B o 03), o "Codice Vaticano", è uno dei più antichi manoscritti esistenti della Bibbia, trascritto nel IV secolo. È scritto in greco, su pergamena, con lettere onciali (maiuscole).

Il Codex Washingtonianus o Codex Sinaiticus (Gregory-Aland: W o 032; Soden: ε 014) è un manoscritto in greco onciale (cioè maiuscolo) datato al IV/V secolo. Contiene i quattro vangeli canonici.
Critica testuale
Il testo del codice contiene una miscela di diversi stili di rappresentazione per diversi vangeli.
Matteo 1-28; Luca 8:13-24:53 - bizantino;
Marco 1-5:30 - occidentale;
Marco 5:31-16:20 - Testo cesariense;
Luca 1:1 - 8:12 e J 5:12-21:25 - alessandrino;
Giovanni 1:1 - 5:11 - congiunta con occidentale-alessandrino.
Kurt Aland lo ha collocato nella Categoria V.
Il manoscritto manca della Pericope dell'adultera (Vangelo secondo Giovanni 8,1-11) e dei versetti relativi all'agonia di Gesù al Getsemani (Vangelo secondo Luca 22,43-44).

La Vulgata (IPA: [vul'gaːta]) o Volgata è una traduzione in latino della Bibbia dall'antica versione greca ed ebraica, realizzata alla fine del IV secolo da Sofronio Eusebio Girolamo. Il nome è dovuto alla dicitura latina vulgata editio, cioè "edizione per il popolo", che richiama sia l'ampia diffusione che ottenne (in precedenza con Vulgata si indicava la traduzione della versione dei Settanta, che ebbe anch'essa notevole diffusione), sia lo stile non eccessivamente raffinato e retorico, più alla portata del popolo (volgo).
Dalla proclamazione di ufficialità durante il Concilio di Trento (1545-1563) fino al Concilio Vaticano II (1962-1965), quando fu ulteriormente revisionata, la Vulgata ha rappresentato la traduzione canonica della Bibbia per l'intera Chiesa cattolica.

La Peshitta (leggi: pescittà) è una delle versioni siriache della Bibbia.
Il nome Peshitta deriva dall'espressione in lingua siriaca mappaqtâ pšîṭtâ, che significa letteralmente "traduzione semplice", ma può essere intesa anche come "comune", "genuina", "corretta".
Il termine fu attribuito da Mosè bar Kepha, probabilmente per indicare , analogamente al nome della Bibbia latina Vulgata, che fosse l'edizione di uso comune. Il termine potrebbe anche indicare una sua maggiore facilità di consultazione in confronto alla più complessa versione Siro-esaplare tradotta dalla Septuaginta.
La parola Peshitta può essere – ma di fatto non accade – translitterata in molti altri modi: Peshittâ, Pshitta, Pšittâ, Pshitto, Fshitto.Wiki

Quello che la società delle torri di carta scrive sulla Peshitta S.
https://www.jw.org/it/pubblicazioni/riv ... a-siriaca/

In pratica con parole povere ,sono le tante traduzioni della bibbia o manoscritti disseminati per il mondo ...vabbè mondo
e che naturalmente in alcune piccole parti non
coincidono con le altre traduzioni per molteplici aspetti ,quali errori di copiatura ,interpretazioni errate nelle traduzioni
ed ecc... :cer:

Ma PER la santa sanctorum jworg (si fa per dire )sono solo omissioni ,poi quando quella traduzione non cita un passo
consone con proprie dottrine è una manipolazione ,è così tappa la bocca dei propri adepti.

Come far credere che nel vangelo la chiesa abbia eliminato il nome di D-o .
Ma non dice come realmente stanno le cose.

:ciao:
Ray

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Messaggiodi Romagnolo » 31/08/2016, 6:52

Grazie mille a tutti per i vostri interventi :strettamano:
QUindi quel passo di Luca è da condiderrsi verosimilmente autentico giusto?
Dato che ci sono entro anche in merito al passo dell' adultera, dato che la WT con la sua recente traduzione del nuovo mondo ha eliminato come falso l' avvenimento narrato in Giovanni 8 , voi che ne pensate?
Il fatto che Il Codex Washingtonianus o Codex Sinaiticus l' omette, ciò ne giustifica il suo abbandono?
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Messaggiodi polymetis » 31/08/2016, 8:43

Dato che ci sono entro anche in merito al passo dell' adultera, dato che la WT con la sua recente traduzione del nuovo mondo ha eliminato come falso l' avvenimento narrato in Giovanni 8 , voi che ne pensate?

Cosa vuol dire falso? Se intendi "mai avvenuto", allora i Vangeli sono pieni di episodi mai avvenuti. Se intendi "non facente parte originariamente del Vangelo di Giovanni", può essere, del resto anche il cap. 21 è un'aggiunta. Ma che non facesse parte del Vangelo originario di Giovanni non ha nulla a che vedere col problema se debba considerarsi canonico o meno (l'ho spiegato proprio recentemente nella discussione "Commentario biblico" aperta da Nello80).

Questa è un'email sull'episodio dell'adultera che avevo scritto ad un nostro ex utente, Nevio63. Ve la incollo:

Caro nevio63, innanzitutto una parola sulla tua idea secondo cui la pericope dell'adultera potrebbe essere stata tolta da alcuni manoscritti perché troppo prorompente. Ti farà piacere sapere che Agostino era dello stesso parere. Egli scrive nella sua opera I connubi adulterini:

"Ma ora, dopo che Cristo ha detto all'adultera: Io non ti condannerò; va' e d'ora in poi non peccare più, chi non capirebbe che il marito ha il dovere di perdonare ciò che ha perdonato il Signore di ambedue? Anzi, non deve neppure più chiamarla adultera, se crede che la divina misericordia ha cancellato la colpa della donna pentita.

Tutto questo è inaccettabile, evidentemente, per l'intelletto dei non credenti: infatti alcuni di fede debole, o piuttosto nemici della fede autentica, per timore, io credo, di concedere alle loro mogli l'impunità di peccare, tolgono dai loro codici il gesto di indulgenza che il Signore compì verso l'adultera, come se colui che disse: d'ora in poi non peccare più avesse concesso il permesso di peccare, o come se la donna non dovesse essere guarita dal Dio risanatore con il perdono del suo peccato, perché non ne venissero offesi degli insensati. E infatti quelli ai quali non piace quel gesto del Signore non sono personalmente virtuosi, e non è certo la castità che li rende severi; ma piuttosto appartengono al numero di quegli uomini ai quali il Signore dice: Chi fra di voi è senza peccato, scagli contro di lei per primo la pietra . Solo che quelli, intimoriti dalla coscienza, si ritirarono, rinunciando a tentare Cristo e a punire l'adultera 14; questi invece sono malati e rimproverano il medico, commettono adulterio e sono implacabili contro le adultere. Ma se a costoro si dicesse, non la frase udita da quelli: Chi è senza peccato (infatti chi c'è senza peccato?), ma: Chi è senza questo peccato, scagli contro di lei per primo la pietra, allora forse, invece di sdegnarsi perché non avevano ucciso l'adultera, rifletterebbero alla grande misericordia del Signore, che li perdona e, per quanto adulteri, li lascia vivere." (II, 6,7)

Il testo dell'adultera non c'è pervenuto né nel P66 e p75 del II I secolo, né nei codici Sinaitico e Vaticano del IV, tuttavia entrambi tutti questi manoscritti in corrispondenza della fine del cap. 7 mettono il segno diacritico che segnala la presenza di una variante tralasciata, motivo per cui generalmente si ritiene che questi testimoni, sebbene scelgano di non riportare il passo, ne conoscano l'esistenza. La pericope infatti è conosciuta almeno già dal III secolo, visto che è citata dalla siriaca Disaskalia Apostolorum.
Come scrive Raymond Brown nell' Anchor Bible Commentary:

The 3rd century Didaskalia Apostolorum (II 24:6; Funk ed., I, 93) gives a clear reference to the story of the adulteress and uses it as a presumably well-known example of our Lord's gentleness; this work is of Syrian origin, and the reference means that the story was known (but not necessarily as Scripture) in 2nd-century Syria.' (Raymond Brown, (Anchor Bible/Commentary on John, 1966) p.355)

Non dobbiamo dimenticare poi una constatazione importante: il fatto che i due manoscritti a noi pervenuti del IV secolo non abbiano il testo, non implica che il testo non ci fosse in altri manoscritti coevi. Questo lo sappiamo niente meno che da Girolamo, il quale ci informa che il testo con la pericope dell'adultera era presente in molti antichi manoscritti presenti a Roma che lui aveva consultato, ed è per questo, dice, che ha scelto di tradurre il brano.

"In Evangelio secundum Johnnem in multis et Graecis et Latinis codicibus invenitur de adultera muliere, quae accusata est apud Dominum" (Contro Pelagio, II, 17, 4)

Se fossero sopravvissuti questi manoscritti del IV secolo, anziché il Sinaitico e il Vaticano, avremmo forse la pericope dell'adultera sul Nestle-Aland senza parentesi quadre doppie?

Quanto alla lettera agli Ebrei, se si dice che fu riconosciuto come canonica solo verso la fine del IV secolo, non si intende dire che nessuno prima di allora l'abbia ritenuta Parola di Dio, perché non è che l'autorità dei libri salti fuori dal nulla. Semplicemente si intende dire che è entrata in un canone condiviso, cioè accettato da tutti, solo nel IV secolo. Ad esempio a fine II secolo la lettera agli Ebrei manca nel canone muratoriano. Dunque perché rifarsi al canone di una regione, e non di un'altra?
Per avere l'attuale canone bisogna necessariamente passare per il IV secolo: il primo testo che cita tutti e soli gli attuali testi del NT come canonici è infatti la lettera festale di Atanasio del 367. Qualunque cosa precedente o è incompleta o sovrabbonda di libri.
Quanto all'obiezione che l'episodio non è storico perché i giudei lapidano l'adultera, mentre il diritto di mettere a morte era riservato alle autorità romane, occorre ricordare che i giudei spesso se ne infischiavano e risolvevano le cose tra di loro. Lo sappiamo da due ordini di considerazioni: 1)Stefano stesso viene lapidato da dei giudei, che non hanno chiesto ai romani il permesso. 2)Gesù, accusato di farsi Dio, durante i suoi discorsi corre il rischio di essere lapidato. Sta scritto "presero le pietre per lapidarlo", ma Gesù fugge. Ciò mostra che i giudei, quando volevano, agivano.
Se durante la festa di Pasqua Gesù viene consegnato alle autorità romane e non si agisce in modo illegale era perché, vista la festa, la città era piena e si voleva fare tutto nel modo più legale possibile per evitare tumulti e faide tra giudei, qualora i sinedriti avessero lapidato Gesù da soli.


Comunque sia ragazzi trovo oltremodo comico che i TdG nella loro NWT omettanola pericope dell'adultera perché assente nei migliori manoscritti (ma almeno c'è in qualcuno), ed invece ripristino, sulla base di NESSUN manoscritto, e di indizi allucinatori indiretti, ovunque un tetragramma divino che invece non c'è da nessuna parte. Doppio peso e doppia misura?
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Messaggiodi Romagnolo » 31/08/2016, 20:00

Grazie Poly, rispondo al tuo quesito la WT ha proprio cancellato il passo della Pericople perchè a detta delle più attuali ricerche di studiosi quel racconto non sarebbe mai esistito nel vangelo originale ed in quello dei primissimi secoli, e si tratterebbe quindi di una aggiunta successiva, come appunto ne testimonierebbe la sua assenza nei codici da te citati.
Io credo che tale decisione di purgare la TNM di tale passo abbia anche a che fare con la sua politica verso i disassociati/dissociati troppo imbarazzante un Gesù che perdona così...una peccatrice che dal racconto..non trovo affatto scritto fosse una peccatrice pentita inquanto colta in flagranza di adulterio.
Ora un Gesù che perdona e risparmia la vita ad una non pentita è alquanto imbarazzante quando si vuole dare la morte sociale a chi non ubbidisce all' Organizzazione.
Interessante l' aspetto dei segni diacritici,..ne ignoravo l'esistenza.
Comunque se cerchi la TNM 2013 in lingua inglese sul sito JW.org dovresti trovarci nelle schede di approfondimento a fine libro che spiegano perchè hanno deciso di epurarla dalle storie della Pericople e dei due finali ( corto e lungo) di Marco.
Io lessi lì i motivi di questa cancellazione.
PS: mi interessa molto circa il capitolo 21 di Giovanni...perchè dici che anche quello sia un' aggiunta?
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Messaggiodi Achille » 01/09/2016, 11:26

polymetis ha scritto:Comunque sia ragazzi trovo oltremodo comico che i TdG nella loro NWT omettanola pericope dell'adultera perché assente nei migliori manoscritti (ma almeno c'è in qualcuno), ed invece ripristino, sulla base di NESSUN manoscritto, e di indizi allucinatori indiretti, ovunque un tetragramma divino che invece non c'è da nessuna parte. Doppio peso e doppia misura?
Si sono permessi di togliere questo passo dalla Scrittura, hanno osato cancellare un passo conosciuto universalmente e quindi nella loro Bibbia queste parole ora non ci sono più.

Ricordo che in una mia lettera alla WTS, scritta una ventina di anni fa, citai il passo di Giov. 8, e lo commentai in questo modo: «* E' vero che questo passo non compare nei manoscritti più autorevoli, ma è certamente in armonia con lo spirito di Gesù. Si potrebbe dire, per assurdo, che se l'episodio non fosse vero, bisognerebbe inventarlo. Le parole di Giov. 8:6 sono certamente in accordo con altri episodi in cui Cristo ha privilegiato il rispetto per gli esseri umani, contro qualsiasi regola, legalismo o interpretazione di legge».
http://www.infotdgeova.it/dottrine/pena4.php
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Messaggiodi Romagnolo » 01/09/2016, 15:26

Ciao Achille, concordo con te che un passo del genere si sarebbe certamente potuto aspettarselo da Gesù, un particolare però l' ho sempre trovato strano...il fatto che mentre attende si mette a scrivere per terra. :blu: :boh:
Ora un comportamento del genere mi suona più coerente in un contesto da Vangelo gnostico che in altri, comunque è solo una mia sensazione.
Di tutt' altra idea invece l'azione del perdono operato da Cristo e l' effetto delle sue parole sulla folla, per alcuni ( anche tdg) di cui ho potuto sentire il parere, quello dell'adultera è uno dei passi più toccanti dei Vangeli, ora se fosse un falso sarebbe come dimostrare che esseri umani imperfetti e non ispirati abbiano inventato un racconto che surclassa in Pathos e ed insegnamento molto di quelli del Maestro stesso.
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Messaggiodi Ray » 01/09/2016, 17:21

Romagnolo ha scritto:Ora un comportamento del genere mi suona più coerente in un contesto da Vangelo gnostico che in altri


Un pizzico di gnosi non guasta :ironico:
Lo era anche Paolo ?


http://www.filosofiaelogos.it/News/Lo-g ... Tarso.html
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Messaggiodi Mario70 » 01/09/2016, 18:14

Che lo scrittore di Giovanni (che poi ancora non si è certi chi sia) non inserì l'epicope non vedo cosa diavolo centri con la sua autenticità o veridicità, accettano Ebrei che è del II secolo e autore anonimo, accettano l'inno di Filippesi 2 non certo di Paolo inserito chissà quando, accettano Efesini, 1 e 2 Timoteo, Tito, che sono tutte pseudoepigrafi ovvero scritte da qualcuno insignificante e poco conosciuto che ha inserito il nome di Paolo per dare autorità a quello che aveva scritto, vogliamo parlare di 2 Pietro o l'apocalisse sempre pseudoepigrafe? E stanno a preoccuparsi di questo capitolo?
Che brutta cosa l'ignoranza e a quanto pare la malafede, perché se avesse parlato di altro di certo sarebbe rimasta al suo posto.
«È vero, in tempi passati vi sono stati alcuni che hanno predetto la "fine del mondo", annunciando perfino una data specifica. Alcuni hanno raccolto intorno a sé gruppi di persone ... aspettando la fine. Tuttavia non è accaduto nulla. La "fine" non è venuta. Si sono resi colpevoli di falsa profezia» (Svegliatevi!, 22/4/1969, p. 23).
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Messaggiodi Quixote » 01/09/2016, 20:26

Romagnolo ha scritto:
un particolare però l' ho sempre trovato strano...il fatto che mentre attende si mette a scrivere per terra. :blu: :boh:
Ora un comportamento del genere mi suona più coerente in un contesto da Vangelo gnostico che in altri, comunque è solo una mia sensazione.


Mi sono inrerrogato su questo, perchè m’intrigava il fatto che Gesú sapesse scrivere, in quei tempi e in quei luoghi. Cosí traduce Gv. 8 ss. una Bibbia CEI on line:

[1] Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi.
[2] Ma all'alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava.
[3] Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo,
[4] gli dicono: "Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio.
[5] Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?".
[6] Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra.
[7] E siccome insistevano nell'interrogarlo, alzò il capo e disse loro: "Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei".
[8] E chinatosi di nuovo, scriveva per terra.
[9] Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi.
Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo.
[10] Alzatosi allora Gesù le disse: "Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?".
[11] Ed essa rispose: "Nessuno, Signore". E Gesù le disse: "Neanch'io ti condanno; và e d'ora in poi non peccare più".


Ora non ho nemmeno sottomano quei pochi libri di esegesi che mi ritrovo a casa mia, in collina, e che oltretutto sono risibili se raffrontati a quelli che avrà un Polymetis, o un Polidori. Quindi mi limito alle mie impressioni estemporanee.

La Bibbia, per sua natura, è estremamente concisa, non scrive una parola piú del necessario. Per capirlo basti pensare alla cicatrice di Ulisse, nell’Odissea: Omero, o chi per lui, interrompe il racconto per spiegare, con una settantina di versi, vita morte e miracoli di quella cicatrice, cosa che non fa di un solo iota progredire l’azione. Viceversa qui ci troviamo di fronte a un qualcosa che nel racconto ha sicuramente un senso, ma è appena accennato: Gesú scrive; ma cosa scrive, e perché l’evangelista non ci tramanda quel che ha scritto? Si possono fare varie ipotesi:

1) Gesú scrive adultera in 8, 6, ma aggiunge poi assolta in 8,8.
2) Gesú scrive amore in 8,6, ma aggiunge come fate a non capirlo? in 8, 8.
3) Gesú non scrive nulla di sensato, come a dire come fate a non intendere la vostra insipienza?

O altro del genere, ma il senso rimane grossomodo lo stesso. Tanto piú che il greco recita: τῷ δακτύλῳ ἔγραφεν εἰς τὴν γῆν (8, 6) “col dito scriveva in terra”. Provatevi a scrivere con un dito sulla terra, per vedere qual traccia rimane. Ancora ancora fosse sabbia, e il senso non cambierebbe: quanto scritto, similmente ai vostri farisei pregiudizi, svanirà presto nella sabbia in cui è scritto. Ma ripeto, sono solo riflessioni estemporanee.
Καὶ ἠγάπησαν οἱ ἄνθρωποι μᾶλλον τὸ σκότος ἢ τὸ φῶς.
E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce.
GIOVANNI, III, 19. (G. Leopardi, La ginestra, esergo)
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Messaggiodi Romagnolo » 02/09/2016, 11:44

Grazie Quxi :strettamano: interessanti osservazioni.
Resto ancora curioso di sapere cosa porterebbe a pensare che anche Giovanni21 sia una aggiunta.
Ho letto meglio il contesto e mi pare che il finale del capitolo 20 sia già di per se un finale degno di concludere quel Vangelo, oltretutto anche il finale del 21 sembra molto simile.
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