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I babilonesi avranno capito che i loro dei non valevano nulla?

Un'analisi delle pubblicazioni passate e presenti dei TdG

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I babilonesi avranno capito che i loro dei non valevano nulla?

Messaggiodi Romagnolo » 11/05/2020, 20:56

La pura adorazione di Geova: finalmente ristabilita! Capitolo 9 p. 100
14 Comunque c’era una ragione più importante per cui Geova avrebbe liberato e ristabilito il suo popolo. Il lungo esilio sarebbe finito non perché gli ebrei meritassero di essere liberati, ma perché era giunto il momento per Geova di santificare il suo nome davanti a tutte le nazioni (Ezec. 36:22). I babilonesi avrebbero dovuto riconoscere una volta per tutte che i loro falsi dèi, tra cui Marduk, non valevano nulla in confronto al Sovrano Signore Geova.

https://wol.jw.org/it/wol/d/r6/lp-i/1102017169
Questo è quanto si legge in una degli ultimi libri prodotti dalla Watchtower, secondo la sua interpretazione la caduta dell' impero Babilonese e il ristabilimento degli ebrei nella loro terra d' origine avrebbe dovuto in modo inequivocabile agli occhi di un babilonese dimostrare che i dei di quell' impero erano falsi ed inutili.
Forse però chi scrive queste parole non ha mai letto il famoso cilindro di Ciro dove è descritto il perchè la città venne conquistata e la considerazione che la popolazione avrebbe continuato ad avere verso la platea di divinità in essa adorate.
https://www.academia.edu/2901943/Il_Cil ... babilonese
Lascio a ciascuno la formulazione di una propria idea al riguardo sù quanto la WT ci abbia indovinato, poi magari ci scambiamo i punti di vista.
Termino segnalando questa nota in calce che và a riconfermare quanto scrissi in un precedente post sui sacrifici Sumeri, anche gli dei pagani accettavano sacrifici di volatili,..esattamente come anche il Dio Biblico
1 L’offerta di uccelli nei templi era comune nel Vicino Oriente antico. Si veda adesempio B. J
ANKOVIC Vogelzucht und Vogelfang in Sippar im 1. Jahrtausend v. Chr.
(AlterOrient und Altes Testament 315), Münster 2004, per le offerte di Sippar.
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Messaggiodi deliverance1979 » 12/05/2020, 15:07

Prima ti rispondo sulla devozione agli Dei, relativa ai popoli antichi...

Qui si parla di sacrifici umani, siamo nell'antica Roma, un pò dopo Babilonia, ma il senso di sacrificare verso la propria divinità, considerandola un atto di fede, rimane la stessa.
https://mediterraneoantico.it/articoli/news/i-sacrifici-umani-nell-antica-roma/

Ma nota questo passaggio...

"Anche il console Decio Mure, durante la battaglia di Sentino che oppose i Romani ad una coalizione di Etruschi, Sanniti e Galli, fece ricorso al sacrificio ma in questo caso si trattò di un’offerta personale agli dei Mani e alla Terra. Dopo aver indossato per ordine del pontefice massimo la toga praetexta, il console Decio Mure avrebbe dovuto appoggiare un piede su una lancia ed invocare gli dei perché lo aiutassero a salvare la patria sconfiggendo il nemico, sia pure al prezzo della sua vita. E fu ciò che accadde: ce la racconta Tito Livio, descrivendoci nei suoi Ab urbe condita libri l’atto della devotio ducis, ossia del sacrificio personale e volontario agli dei da parte del condottiero. Non era la prima volta che un rappresentante della famiglia dei Deci (famiglia, tra l’altro, di origine plebea e di nobiltà recente, che suppliva alle sue oscure origini con una devozione indefessa allo stato romano) si sacrificava per la salvezza di Roma, poiché era già avvenuto a tre generazioni diverse (un padre, un figlio e un nipote):

Si consacrò in voto recitando la stessa preghiera, indossando lo stesso abbigliamento con cui presso il fiume Veseri si era consacrato il padre Publio Decio durante la guerra contro i Latini, e avendo aggiunto alla formula di rito la propria intenzione di gettare di fronte a sé la paura, la fuga, il massacro, il sangue, il risentimento degli dèi celesti e di quelli infernali, e quella di funestare con imprecazioni di morte le insegne, le armi e le difese dei nemici, e aggiungendo ancora che lo stesso luogo avrebbe unito la sua rovina e quella di Galli e Sanniti – lanciate dunque tutte queste maledizioni sulla propria persona e sui nemici, spronò il cavallo là dove vedeva che le schiere dei Galli erano più compatte, e trovò la morte offrendo il proprio corpo alle frecce nemiche."


Secondo te, uno che raggiunge un livello di convinzione tale da dare la propria vita in battaglia, non crede alle divinità in cui si offre egli stesso in sacrificio? :boh: :fronte:
Quindi, penso che gli antichi, i fedeli per lo meno, credessero veramente negli dei, tanto che, gli scontri tra pagani e cristiani si protrassero per diversi secoli dopo la morte di Cristo.

Ma la rivista, che tu hai citato caro Romagnolo, ha un retrogusto amaro per la WTS.
Hai notato la storia di sottofondo che gli scrittori della rivista hanno inserito in tale contesto biblico?
Ovvero quella dell'ebreo fedele che legge Ezechiele e spera nella prossima liberazione del popolo d'Israele da parte di Geova, mentre ci sono gli israeliti apostati che invece non credono in tutto questo?
Non ti sembra una stoccata nei confronti dei tempi moderni, dove forse, con il revisited relativo al nuovo intendimento sulla generazione, quello del 2008, e visti gli scandali di pedofilia ed altre problematiche economiche che hanno interessato la WTS, in giro, nel mondo dei TDG siano veramente iniziati dei movimenti interni di dissenso, di protesta o di dubbio, che devono essere arginati?

Io ho percepito questo clima in tale argomentazione.
Ed in molte riviste e pubblicazioni degli ultimi anni, si nota molto questo.
E' vero che il problema dell'apostasia c'era anche 20 anni fa, ma oggi, dopo l'ennesimo revisited sugli unti, poi sulla generazione e via dicendo, la credibilità del Corpo Direttivo inizia a cedere.
L'attesa della fine si protrae da 150 anni.

Anche perchè, se andiamo ad analizzare il libro di Ezechiele in chiave profetica, questo risulta essere l'ennesima tegola che cade in testa alla WTS.
https://wol.jw.org/it/wol/d/r6/lp-i/1200001470?q=libro+di+ezechiele&p=par

Nota come inizia "Libro straordinario che porta il nome del profeta che lo scrisse.
"Ezechiele, figlio del sacerdote Buzi, potrebbe aver terminato di scriverlo in Babilonia verso il 591 a.E.V. Il libro abbraccia un periodo di circa 22 anni, dal 613 al 591 a.E.V. circa. — Ez 1:1-3; 29:17."

Quindi, se consideri che sempre secondo la WTS la fine della cattività israelita sarebbe terminata nel 537 A.E.V. Ezechiele, fini di scrivere tale libro profetico nel 591, questo ci porta a dire che egli completò tale opera 54 anni prima che il popolo d'Israele venisse liberato da Geova tramite Ciro.
Quindi, se vogliamo fare l'ennesimo parallelismo moderno, dal 1914 anno profetico per la WTS ed i TDG dove dicono che siano iniziati gli ultimi giorni, sono passati 106 anni.... :mirror: :mirror: :mirror:
Altro che 54.

Ecco perchè è meglio non ascoltare gli apostati, che poi scoprono gli altarini della WTS. :ironico:
« Senza aver visto la Cappella Sistina non è possibile formare un'idea apprezzabile di cosa un uomo solo sia in grado di ottenere. »
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Messaggiodi Romagnolo » 13/05/2020, 22:05

Ciao Deliv, scusa se arrivò solo ora.
Si sì dici bene nel rapportare l' Esempio dell' ebreo che aspetta l' adempimento di Ezechiele coi tdg moderni, penso pure io che questo libro sia stato fatto proprio con un occhio di riguardo verso noi apostatacci che come si sa non abbiamo capito nulla,...del resto i fatti hanno sempre dimostrato che loro ci indovinano e noi mai vero?
A proposito....complimenti per quando predicesti l' evoluzione dell' Organizzazione dalla carta stampata ai contenuti digitali. :strettamano: quando ancora nessun tdg medio si aspettava tutti questi cambiamenti.
Un' altra idea mi è sopraggiunta sul libro di Ezechiele, non è che ciclicamente il Corpo Direttivo produca libri sui testi profetici per tenere appositamente alta la tensione tra i seguaci?
A fine anni 80 se ne uscirono con Rivelazione, a metà dei 90 con Daniele, a inizio 2000 con Isaia, e ora dopo un bel po' di stacco...eccoti Ezechiele!
Tra 10 anni ricominceranno il giro di sicuro. :ironico:
Comunque venendo al mio post, a me ha stupito come nel cilindro di Ciro si esalti il Dio Marduk e come Ciro esalti lui.
Ma non era il messia scelto da Geova e che perfino anticipatamente chiamò per nome?
Come mai questo re invece si presenta come prescelto....addirittura dal Dio degli sconfitti?
Mi viene quasi da pensare,...non è che ciascun popolo facente parte del suo impero abbia infine pensato che fosse il proprio Dio ad averlo messo in quella posizione di dominatore del mondo?
A questo punto nulla di strano se magari anche gli ebrei avessero fatto altrettanto creando successivamente profezie sul suo conto :blu: ....ma vabbè questa è soltanto una mia idea.
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Il famoso cilindro di Ciro ed altro.

Messaggiodi virtesto » 14/05/2020, 23:06

In quel cilindro non è scritto bene come e perchè Babilonia cadde nelle mani di Ciro il persiano. Le vaccate scritte dalla WTS su questo argomento sono numerose ,ci vorrebbe un grosso lenzuolo per contenerle tutte.

Purtroppo devo tirare via veloce. Il re a Babilonia a quell'epoca era Nabonedo figlio della sacerdotessa del dio SIN, si chiamava Adda-Guppi oppure Adagupi-Adad. In tutta la letteratura della WTS questa non viene mai citata. Perchè? A causa di queste iscrizioni cuneiformi su una stele rinvenuta ad Harran:
"Dall'anno 20 di Assurbanipal, re di Assiria, in cui io sono nata,fino all'anno 42 di Assurbanipal, al 3° anno di Assur-etel-ili, suo figlio, al 21° anno di Nabopalassar, al 43° anno di Nabucodonosor , al 2° anno di Avel-Marduk, al 4° anno di Neriglissar, in 95 aani del dio Sin, signore degli dei del cielo e della terra..." poi c'è la seconda iscrizione:
" Dal tempo di Assurbanipal, re d'Assiria, fino al 9 anno di Nabonedo, re di Babilonia, mio figlio, frutto del mio ventre, 104 anni di felicità" Aveva la veneranda età di 104 anni. La terza iscrizione indica i periodi di regno dei re babilonesi ma , ragazzi miei , è troppo lunga.
Quello che volevo spiegare è il fatto che Adda-Guppi con le sue iscrizioni farebbe ragionare troppo i TdG. e smentirebbero la cronologia tanto cara alla WTS.

Nabonedo era quindi re a Babilonia ma era anche un po' un corpo estraneo alla città. Si assentava spesso ma, soprattutto lui, come sua madre adorava il dio SIN. Babilonia e la sua classe sacerdotale adoravano una trinità con a capo il dio MARDUK. Marduk-Nabu-Girra. Nell'antichità una bella trinità se la permettevano tutti. Anche la Chiesa non potè farne a meno. C'era quindi un grande conflitto fra Nabonedo ed i sacerdoti babilonesi, non andavano assolutamente d'accordo. Fino al punto che, pur di eliminare Nabonedo, i sacerdoti si misero d'accordo con Ciro di Persia nel modo seguente: noi ti lasciamo aperte le porte d'ingresso in modo che tu puoi entrare col tuo esercito, risparmi la città e mandi a quel paese Nabonedo. Detto e fatto. Senza spargimenti di sangue.
Poi la WTS si bea con l'Editto di Ciro che permetteva agli ebrei di tornare in patria ma l'Editto non riguardava solamente gli ebrei, per esempio erano inclusi gli abitanti di Tiro che a suo tempo subì il famoso e lungo assedio da parte di Nabucodonosor.
Vedete invece cosa scrive la WTS: " ...all'insaputa del re Ciro, che probabilmente era zoroastriano, Geova Dio aveva figurativamente "preso la sua destra" per guidarlo o rafforzarlo, cingendolo e preparandogli la via per attuare il suo proposito di conquistare Babilonia...l'Iddio Onnipotente aveva determinato le circostanze delle vicende umane in modo da portare a termine il suo consiglio. Aveva chiamato Ciro "Dal Levante" dalla Persia"

Il lecca-lecca della WTS continua sulla TNM dove nel DeuteroIsaia (45.1,2) chiama Ciro come il SUO UNTO!!! Da notare anche che fra i Manoscritti trovati a Qumran c'è anche la "Preghiera di Nabunai" (Nabonedo) nella quale si dice che prese una infiammazione maligna e " ..lungi dagli uomini fui relegato per sette anni.." Nabonedo passava , ingiustamente, per pazzo. Comunque chi scrisse il Libro di Daniele, prese questa storiella su Nabonedo e la applicò come se fosse accaduta a Nabucodonosor nel famoso cap. 4 , quello dei 7 tempi (1914...). Per spiegare ancora una volta l'odio che gli ebrei avevano per Nabucodonosor.

Ancora dovreste leggere il cap. 51 di Geremia dove il "profeta" annuncia una dettagliata e puntigliosa profezia sulla distruzione di Babilonia. Non avvenne niente di quanto profetizzato. Un flop. Tutto sopra per dire che Geova non ha fatto un tubo circa la conquista di Babilonia da parte di Ciro.
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Da aggiungere.

Messaggiodi virtesto » 15/05/2020, 9:33

Ho citato Adda-Guppi , la madre di Nabonedo, mai citata dalla WTS da sempre. Invece C. Olof Jonsson nel suo famoso (per noi) libro:" I tempi dei gentili" cita Adda-Guppi appunto per smentire la cronologia targata WTS. E' citata a pag. 75, 104, 107, 271, 272. Per dire della sua importante testimonianza.

Poi nel Post ho citato il DeuteroIsaia cap 45.1 dicendo che è sulla TNM. No. E' su tutte le Bibbie, nel senso che anche i "profeti" che scrissero le Sacre Scritture partecipavano attivamente a manipolare la storia e gonfiare gli attributi del popolo ebraico ed il loro dio Geova. Paolo scriveva che "Tutta la Scrittura è ispirata da Dio" ma doveva aggiungere anche che a volte, durante la giornata, Dio andava in pausa e quindi i "profeti" si permettevano alcune libertà nello scrivere.
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Messaggiodi Romagnolo » 15/05/2020, 21:14

Grazie Virtesto per la tua precisazione :sorriso: , infatti come fanno anche notare alcuni siti che fanno il conteggio a ritroso dal 539 a.E.V fino al primo anno di regno di Nabucodonosor ( specifico che gli anni di regno di Nabonedo furono 17 ma al tempo dell' iscrizione sulla stele ovviamente ne erano passati solo 9 ) si arriva al 605 a.E.V quindi come poteva Nabucodonosor in qualità di rè distruggere Gerusalemme nel 607 nel suo diciottesimo anno di regno se ancora non era divenuto rè?
E sì ...bella gatta da pelare!
Comunque riguardo a Geremia 51, è un pò troppo dire che non ci azzeccò!
Predisse la distruzione e rovina di Babilonia cosa che poi nei secoli è comunque avvenuto, certo però che da come scrive, lui si aspettava che i Medi la radessero al suolo fin da subito...cosa per nulla avvenuta, tanto è vero che gli ebrei continuarono a viverci volontariamente per molto tempo ancora dopo ciò.
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Nessuno distrusse Babilonia....

Messaggiodi virtesto » 15/05/2020, 23:28

...morì di morte naturale all'inizio dell'era cristiana. Antioco Epifane , quindi siamo verso il 150 a.C., insedia a Babilonia una colonia greca, vi fa costruire un ginnasio ed un teatro. Ma quando i Seleucidi entrano in conflitto con i Parti la città viene, oggi diremmo per questioni di logistica, abbandonata e comincia la desolazione. Ma nessuno la distrusse come diceva Geremia o Isaia. Da Plinio sappiamo che nel 116 D.C. Traiano nel corso della spedizione contro i Parti svernò a Babilonia, seppur abbandonata. Nel 1° secolo l'Esagila di Marduk esisteva ancora.
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Messaggiodi Achille » 17/05/2020, 8:27

virtesto ha scritto:Ho citato Adda-Guppi , la madre di Nabonedo, mai citata dalla WTS da sempre. Invece C. Olof Jonsson nel suo famoso (per noi) libro:" I tempi dei gentili" cita Adda-Guppi appunto per smentire la cronologia targata WTS. E' citata a pag. 75, 104, 107, 271, 272. Per dire della sua importante testimonianza.
A proposito di Adda Guppi: https://www.infotdgeova.it/cronologia-n ... onese.html
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