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Lo scopo di questo forum è quello di analizzare in chiave critica la dottrina e l'organizzazione dei Testimoni di Geova

Ispirazione biblica secondo la Chiesa cattolica

Sezione dove porre domande sulla Bibbia e sulla sua interpretazione

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Messaggiodi polymetis » 06/11/2017, 23:08

I genitori non fanno leggere ai bambini trattati sulla filosofia morale scritti da Kant. E' possibile che Dio, abile pedagogo, abbia fatto scrivere le cose così come ora sono scritte per la semplicissima ragione che questo era il modo migliore per veicolare quei concetti. Infatti ci sono due variabili che mutano ed una costante: la costante è la mente di Dio col suo messaggio, le variabili sono la capacità mentale dell'agiografo e la capacità ricettiva del suo pubblico. Può darsi che per l'epoca dell'agiografo quella forma fosse semplicemente la più comprensibile. Noi oggi possiamo farci guidare dall'evangelo, e dunque vedere come il Nuovo Testamento sia racchiuso nell'antico, e prefigurato da esso. Vedere cioè i semi dell'evangelo nei racconti antico-testamentari, e concepirli come una lunga pedagogia che prepara ad essi, esattamente come leggi ai bambini le fiabe con una morale per poi far loro discorsi più seri quando sono divenuti adulti.
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Alla base delle scelte fondamentali del Nolano - a Londra come a Roma -, c'era il convincimento di appartenere alla "casa" dei filosofi, e che ad essa bisogna essere sempre fedeli, anche nei rapporti con i potenti della Chiesa e dello Stato, perché la casa della filosofia è la casa della verità: in un modo intelligente e anche astuto, certo, ma sempre fedeli. (Michele Ciliberto)
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Messaggiodi Vera Icona » 07/11/2017, 10:33

polymetis ha scritto:I genitori non fanno leggere ai bambini trattati sulla filosofia morale scritti da Kant. E' possibile che Dio, abile pedagogo, abbia fatto scrivere le cose così come ora sono scritte per la semplicissima ragione che questo era il modo migliore per veicolare quei concetti. Infatti ci sono due variabili che mutano ed una costante: la costante è la mente di Dio col suo messaggio, le variabili sono la capacità mentale dell'agiografo e la capacità ricettiva del suo pubblico. Può darsi che per l'epoca dell'agiografo quella forma fosse semplicemente la più comprensibile. Noi oggi possiamo farci guidare dall'evangelo, e dunque vedere come il Nuovo Testamento sia racchiuso nell'antico, e prefigurato da esso. Vedere cioè i semi dell'evangelo nei racconti antico-testamentari, e concepirli come una lunga pedagogia che prepara ad essi, esattamente come leggi ai bambini le fiabe con una morale per poi far loro discorsi più seri quando sono divenuti adulti.


E' possibile e può darsi. Credere in questo è l'unico modo per salvare il salvabile.
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Messaggiodi gabbiano74 » 07/11/2017, 10:56

Vera Icona ha scritto:E' possibile e può darsi. Credere in questo è l'unico modo per salvare il salvabile.


Secondo me non c'è niente da salvare, bisogna solo studiare la bibbia in modo scientifico liberandosi da ogni condizionamento
farsi delle domande e trovare delle risposte mediante l'approfondimento. Ti avverto che questo è un cammino che non finisce mai
ma è sempre appassionante. Certamente una approccio al cristianesimo che implichi l'inerranza della bibbia e il suo letteralismo, o
peggio ancora la pretesa che tutte le sue parti sottendano la stessa teologia è assolutamente insostenibile.Per evitare ogni tipo di fraintendimento,
nei miei precedenti post ho solo cercato ti farti capire cosa si intende in ambito cattolico per ispirazione divina, e quali sono i "paletti"
che tale modo di procedere mette all'esegesi cattolica.Molta gente crede che le contraddizioni presenti nella bibbia siano problemi insormontabili per il cattolicesimo, i
in realtà non lo sono per le ragioni che ti ho elencato. Questo non implica affatto che le risposte che il cattolicesimo da debbano esser per forza assunte come
esaustive e verità assoluta, non era assolutamente questo lo scopo dei miei post. Tu sei sempre libera di non accettare questa visione e di criticarla,
volevo solo illustrartela per sommi capi.Un discorso più esaustivo lo trovi al seguente link del buon Poly.

http://forum.infotdgeova.it/viewtopic.php?f=21&t=6753

Saluti
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Messaggiodi Giovanni64 » 07/11/2017, 12:07

La rappresentazione del "divino" per me, di fatto, è quella veicolata della cultura e della storia in cui sono nato. Da una parte ritengo ovvio che essa, più o meno come altre "rappresentazioni", abbia molto poco di ragionevole, e dall'altra, però, non ritengo scandaloso credere a cose irragionevoli.

Per le cose per le quali serve la ragione (ad esempio costruire un cellulare) utilizzo ragione. Per le cose per le quali la ragione (almeno la mia) non dà risposte o ritiene che le risposte siano fuori della sua portata, se mi va, utilizzo la fede. Utilizzo cioè una fede "ragionata" perché, ad esempio, "approvata" dal ragionamento che sto facendo ma non perché credo solo a cose ragionevoli.

Naturalmente sono cosciente che per una fede "debbano" esistere dei teologi che, in modo simile a dei grammatici, definiscono quale sia la fede corretta, ma questo non vuol dire che, in ultima analisi, i pilastri di una fede così come quelli di una lingua siano intrinsecamente più ragionevoli di altri.

Noto di solito un atteggiamento contrario al mio e quindi: dove la ragione potrebbe dare risultati, perché sono risultati difficili ma a portata di ragione, ci si impigrisce e non si usa la ragione, e dove la ragione non serve ci si intestardisce ad usarla, anche perché dove la ragione non serve è anche più facile avere la sensazione di aver ottenuto dei risultati.
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Ah! Mi mancava...

Messaggiodi virtesto » 07/11/2017, 15:57

..mi mancava da un po' di tempo di assistere al gioco delle tre carte.Andate avanti così , che mi diverto un sacco.
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Ciao Giovanni64

Messaggiodi Vieri » 07/11/2017, 16:07

Da una parte ritengo ovvio che essa, più o meno come altre "rappresentazioni", abbia molto poco di ragionevole, e dall'altra, però, non ritengo scandaloso credere a cose irragionevoli.

Per le cose per le quali serve la ragione (ad esempio costruire un cellulare) utilizzo ragione. Per le cose per le quali la ragione (almeno la mia) non dà risposte o ritiene che le risposte siano fuori della sua portata, se mi va, utilizzo la fede. Utilizzo cioè una fede "ragionata" perché, ad esempio, "approvata" dal ragionamento che sto facendo ma non perché credo solo a cose ragionevoli.

:ok: Concordo e sono anch'io sono della stessa idea anche se alcuni ritengono che sia "razionale" tutto quello che può essere provato ed "irrazionale" quello che non può essere provato come ad esempio la fede......

L'amore, la disponibilità la fede, l'intuito,.....non si possono provare ma anch'io "non ritengo scandaloso credere a cose irragionevoli"......
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Messaggiodi Vera Icona » 07/11/2017, 18:06

virtesto ha scritto:..mi mancava da un po' di tempo di assistere al gioco delle tre carte.Andate avanti così , che mi diverto un sacco.



????????
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Messaggiodi nello80 » 07/11/2017, 18:18

polymetis ha scritto:I genitori non fanno leggere ai bambini trattati sulla filosofia morale scritti da Kant. E' possibile che Dio, abile pedagogo, abbia fatto scrivere le cose così come ora sono scritte per la semplicissima ragione che questo era il modo migliore per veicolare quei concetti. Infatti ci sono due variabili che mutano ed una costante: la costante è la mente di Dio col suo messaggio, le variabili sono la capacità mentale dell'agiografo e la capacità ricettiva del suo pubblico. Può darsi che per l'epoca dell'agiografo quella forma fosse semplicemente la più comprensibile. Noi oggi possiamo farci guidare dall'evangelo, e dunque vedere come il Nuovo Testamento sia racchiuso nell'antico, e prefigurato da esso. Vedere cioè i semi dell'evangelo nei racconti antico-testamentari, e concepirli come una lunga pedagogia che prepara ad essi, esattamente come leggi ai bambini le fiabe con una morale per poi far loro discorsi più seri quando sono divenuti adulti.




Oggi da libero pensatore l'unica cosa che riesco a vedere nell'antico testamento è un "Dio" sanguinario e violento, il quale ordinava frequentemente di massacrare uomini, donne, vecchi e bambini..........!
Come se non bastasse, per far comprendere il messaggio della Bibbia, ci sono voluti km e km di trattati teologici.........e nonostante tutto ancora non si sono messi d'accordo.......!
Come pedagogo non saprei dire se è stato davvero tanto abile come tu dici.......!
Nel buio totale una voce d'uomo mi disse: "Vieni verso di me, non voglio farti del male...", ma io accesi un cerino e vidi ch'ero sul margine di un precipizio, e l'uomo che mi parlava era, invece, dalla parte opposta...

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Messaggiodi Mauro1971 » 07/11/2017, 18:25

virtesto ha scritto:..mi mancava da un po' di tempo di assistere al gioco delle tre carte.Andate avanti così , che mi diverto un sacco.

:risata: :risata: :risata: :risata: :risata: :risata: :risata: :risata: :risata: :risata: :risata: :risata: :risata: :risata:
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Messaggiodi Trianello » 07/11/2017, 20:22

Per interpretare un testo, è necessario prima di tutto ricondurlo al proprio contesto specifico. Ora, quando noi leggiamo l'Antico Testamento non lo facciamo in modo neutro, ma in ragione di quelli che sono i nostri preconcetti, i quali sono il frutto della storia della cultura in cui siamo cresciuti. Noi diamo per scontati tutta una serie di valori (che il più delle volte sono proprio un derivato della tradizione cristiana che ha forgiato la morale occidentale) che non è detto che gli antichi popoli e, pertanto, i lettori originali dei testi biblici condividessero. Per gli antichi la "forza" era in sé un valore e, al contempo, costoro non avevano un concetto di responsabilità individuale paragonabile a quello che abbiamo noi. L'azione del singolo non era dissociabile da quella della sua famiglia, della sua tribù e del suo popolo ed il valore del singolo si misurava in ragione della sua "forza" e di quella della tribù e del popolo di cui era espressione. Basta leggere le steli commemorative degli antichi sovrani mediorientali per capire l'abisso culturale che ci separa da costoro. Questi si gloriano delle loro imprese belliche e dei massacri di uomini, donne e bambini come un politico contemporaneo si glorierebbe di aver sanato il deficit o di aver promulgato una legge a favore delle classi meno abbienti. Nulla di strano quindi che gli antichi agiografi per affermare l'unicità di Dio, la sua potenza e l'esclusività del suo culto (il messaggio che volevano far passare in questi testi era infatti questo) lo abbiano fatto ricorrendo a storie di massacri ordinati dal Signore degli eserciti e compiutamente eseguiti dal suo devoto popolo.
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Ciao Nello...

Messaggiodi Vieri » 07/11/2017, 20:26

Una ragione particolare per la quale nella Chiesa Cattolica si è voluto sempre ignorare quei passi e racconti truci probabilmente c'era:
Non esprimevano certamente "la parola di Dio", come espresso chiaramente dalla Commissione Pontificia.
Come accennato in precedenza ritengo che la Bibbia, essendo stata scritta in epoche diverse e da scrittori diversi sia un documento molto difficile da leggere ed interpretare e non certamente da prendere alla lettera.... :ironico:

E' sicuramente probabile che per affermare la presenza di Dio nella storia del popolo ebraico, Questo dovesse anche assecondare in ogni occasione tutte le guerre che a quei tempi prevedevano "per abitudine" delitti immani....con una nota evoluzione leggendo la Bibbia di questo Dio fino ad assumere i connotati attuali e descritti nel Vangelo. di amore e perdono universale e non più di vendetta e di punizione.....
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Messaggiodi nello80 » 08/11/2017, 9:42

Trianello ha scritto:Per interpretare un testo, è necessario prima di tutto ricondurlo al proprio contesto specifico. Ora, quando noi leggiamo l'Antico Testamento non lo facciamo in modo neutro, ma in ragione di quelli che sono i nostri preconcetti, i quali sono il frutto della storia della cultura in cui siamo cresciuti. Noi diamo per scontati tutta una serie di valori (che il più delle volte sono proprio un derivato della tradizione cristiana che ha forgiato la morale occidentale) che non è detto che gli antichi popoli e, pertanto, i lettori originali dei testi biblici condividessero. Per gli antichi la "forza" era in sé un valore e, al contempo, costoro non avevano un concetto di responsabilità individuale paragonabile a quello che abbiamo noi. L'azione del singolo non era dissociabile da quella della sua famiglia, della sua tribù e del suo popolo ed il valore del singolo si misurava in ragione della sua "forza" e di quella della tribù e del popolo di cui era espressione. Basta leggere le steli commemorative degli antichi sovrani mediorientali per capire l'abisso culturale che ci separa da costoro. Questi si gloriano delle loro imprese belliche e dei massacri di uomini, donne e bambini come un politico contemporaneo si glorierebbe di aver sanato il deficit o di aver promulgato una legge a favore delle classi meno abbienti. Nulla di strano quindi che gli antichi agiografi per affermare l'unicità di Dio, la sua potenza e l'esclusività del suo culto (il messaggio che volevano far passare in questi testi era infatti questo) lo abbiano fatto ricorrendo a storie di massacri ordinati dal Signore degli eserciti e compiutamente eseguiti dal suo devoto popolo.


Ecco, come diceva qualcuno, questo mi pare proprio il gioco delle tre carte........!
Qui non stiamo parlando del racconto di "qualche storia di massacri ordinati dal Signore degli eserciti e compiutamente eseguiti dal suo devoto popolo", ma di un'intera bibbia, nello specifico il VT che parla di un Dio semitico, geloso, vendicativo, arrogante, violento, completamente diverso dal Dio predicato da Gesù di Nazareth.
Infatti gli studiosi quantificano in oltre 1.000 i passi del Vecchio Testamento nei quali si mostra tutta la violenza, la malvagità e la spietatezza di questo Dio.
Quindi non stiamo parlando di un caso isolato, ma proprio di quello che era il modus operandi di questo "Dio"!
Detto questo, credo che la bibbia sia un normalissimo libro (come tanti altri), il quale parla della storia di un popolo che ha lottato per appropriarsi di un territorio già occupato da altri attribuendo infine tutto alla volontà di Dio......!
Un po' come fa oggi l'ISIS, (consentitemi il paragone), giustificando le loro azioni terroristiche attribuendo tutto alla volontà di Dio giustificandole con la cosiddetta "guerra santa".....!
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Messaggiodi Vera Icona » 08/11/2017, 10:02

Trianello ha scritto:Per interpretare un testo, è necessario prima di tutto ricondurlo al proprio contesto specifico. Ora, quando noi leggiamo l'Antico Testamento non lo facciamo in modo neutro, ma in ragione di quelli che sono i nostri preconcetti, i quali sono il frutto della storia della cultura in cui siamo cresciuti. Noi diamo per scontati tutta una serie di valori (che il più delle volte sono proprio un derivato della tradizione cristiana che ha forgiato la morale occidentale) che non è detto che gli antichi popoli e, pertanto, i lettori originali dei testi biblici condividessero. Per gli antichi la "forza" era in sé un valore e, al contempo, costoro non avevano un concetto di responsabilità individuale paragonabile a quello che abbiamo noi. L'azione del singolo non era dissociabile da quella della sua famiglia, della sua tribù e del suo popolo ed il valore del singolo si misurava in ragione della sua "forza" e di quella della tribù e del popolo di cui era espressione. Basta leggere le steli commemorative degli antichi sovrani mediorientali per capire l'abisso culturale che ci separa da costoro. Questi si gloriano delle loro imprese belliche e dei massacri di uomini, donne e bambini come un politico contemporaneo si glorierebbe di aver sanato il deficit o di aver promulgato una legge a favore delle classi meno abbienti. Nulla di strano quindi che gli antichi agiografi per affermare l'unicità di Dio, la sua potenza e l'esclusività del suo culto (il messaggio che volevano far passare in questi testi era infatti questo) lo abbiano fatto ricorrendo a storie di massacri ordinati dal Signore degli eserciti e compiutamente eseguiti dal suo devoto popolo.


Dunque tutto balle inventate per farci capire che Dio è onnipotente, onnisciente ed eterno. Ma come si fa sorry di credere che questi scritti di sanguinari guerre siano stati voluti da un Dio cosi. Come si fa a credere che ogni parola sia stata voluto cosi. Ma ti rendi conto? E semplicemente assurdo.
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Nello, Nello,....e Vera Icona.....

Messaggiodi Vieri » 08/11/2017, 11:30

Ma è possibile che debba ripetermi e dirlo in tutte le salse che la Bibbia bisogna interpretarla e non leggerla alla lettera pensando da un lato a tutte le esagerazioni e dall'altro al fatto che il concetto di Dio per gli ebrei nei secoli aveva subito una notevole evoluzione passando da un Dio esclusivo e sempre a fianco in ogni occasione (anche delittuosa) del popolo ebraico fino ad un Dio di misericordia e di perdono universale.

Io non sono un biblista ma ho notato che questa visione di Dio nel libro dei Giudici dove si narrano guerre e battaglie giustificate dagli uomini perchè "volere di Dio"......alle parole successive dei profeti notevolmente diverse.....

Ma non riusciamo a capire che la Bibbia è stata scritta nell'arco di numerosi secoli e che questo ragionamento:
- Se commetti un singolo omicidio o una strage per il tuo potere sei un assassino......
- Ma se questa strage la "vuole Dio" allora beh ! è un altro paio di maniche e sono oltre che "giustificato" aver fatto il suo volere... :piange:

Ma non ci accorgiamo che questa "tecnica giustificatoria" iniziata nemmeno con la Bibbia ma ancora prima è continuata e continua ancora oggi dove l'ISIS , ad esempio, compie stupri ed omicidi di massa "sempre per volere di Dio"?......Ma ovviamente con una interpretazione settaria e tutta particolare per giustificare la loro sete di sangue?.....

Dio, per l'interpretazione sia nei millenni precedenti sia oggi è stato sempre preso spesso a PRETESTO da UNA RELIGIONE ADATTATA ALL'UOMO e non dove l'uomo si è adattato ai GIUSTI PRINCIPI della religione.

Ma se sono secoli che i condottieri prima di intraprendere una battaglia ascoltavano gli "oracoli" che naturalmente se non erano cause perse in partenza, mettevano sempre gli dei in questione sempre a fianco del re di turno il quale poi, così "autorizzato", poteva rubare ed ammazzare chiunque ......

Nello 80 scrive.
Ecco, come diceva qualcuno, questo mi pare proprio il gioco delle tre carte........!
Qui non stiamo parlando del racconto di "qualche storia di massacri ordinati dal Signore degli eserciti e compiutamente eseguiti dal suo devoto popolo", ma di un'intera bibbia, nello specifico il VT che parla di un Dio semitico, geloso, vendicativo, arrogante, violento, completamente diverso dal Dio predicato da Gesù di Nazareth.
Infatti gli studiosi quantificano in oltre 1.000 i passi del Vecchio Testamento nei quali si mostra tutta la violenza, la malvagità e la spietatezza di questo Dio.
Quindi non stiamo parlando di un caso isolato, ma proprio di quello che era il modus operandi di questo "Dio"!

Detto questo, credo che la bibbia sia un normalissimo libro (come tanti altri), il quale parla della storia di un popolo che ha lottato per appropriarsi di un territorio già occupato da altri attribuendo infine tutto alla volontà di Dio......!
Un po' come fa oggi l'ISIS, (consentitemi il paragone), giustificando le loro azioni terroristiche attribuendo tutto alla volontà di Dio giustificandole con la cosiddetta "guerra santa".....!

A nello80 volevo ripetere ancora una volta che NON era il modus operandi di questo Dio ma quello dei popoli del tempo che per giustificare le loro azioni mettevano in mezzo un "dio"....che del resto parlava solo allora per profeti o per "oracoli"....(UMANI).....
NON TUTTA LA BIBBIA E' PAROLA DI DIO e difatti se vai a rileggerti le note relative alla Commissione Biblica Pontificia lo potrai capire....

Relativamente poi al ragionamento dicendo che il Dio di Gesù fosse diverso dal Dio biblico, sicuramente lo era come lo INTERPRETAVANO allora nel libro dei giudici, ma non certo il Dio di Isaia o di altri profeti.

Luca 4-16
Gesù a Nazaret

16 Si recò a Nazaret, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere. 17Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto:

18Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio,
per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista;per rimettere in libertà gli oppressi,

19e predicare un anno di grazia del Signore.


La tua osservazione mi ricorda inoltre il vescovo Marcione e la sua dottrina:
La premessa necessaria per comprendere il marcionismo è il fatto che per Marcione gli insegnamenti di Cristo sono incompatibili con le azioni del Dio dell'Antico Testamento. Marcione, concentrandosi soprattutto sulle lettere paoline, percepiva che tutte le altre concezioni del Vangelo e qualunque associazione all'ebraismo fossero fallimentari e lontane dalla verità del cristianesimo.

In seguito Marcione considerò i discorsi di Paolo su legge e Vangelo, rabbia e grazia, opere e fede, carne e spirito, peccato e giustizia, morte e vita come l'essenza della verità religiosa. Egli attribuiva questi aspetti e caratteristiche a due principi: un primo Dio giustiziere e iracondo dell'Antico Testamento, che è allo stesso tempo il creatore dell'universo, mentre il secondo Dio del Vangelo, sconosciuto prima dell'arrivo di Gesù, è solo amore e pietà[2].

Marcione rifiutava completamente la tradizione ebraica e l'Antico Testamento, interpretandolo alla lettera e identificando nel Dio d'Israele una divinità malvagia e progenitrice del male, che si limita ad applicare punizioni severe per ogni mancanza da parte dell'uomo, che ha creato pieno di difetti e capace di qualsivoglia ripugnanza. Egli considerava quindi un Dio crudele e dispotico quello della vecchia Alleanza, mentre interpretava in maniera del tutto originale gli insegnamenti di Gesù, ritenendo che il Dio predicato da quest'ultimo sia un Dio straniero, lo stesso (secondo l'idea di Marcione) a cui si riferiva Paolo parlando con gli ateniesi nell'agorà, il quale, essendo un Dio d'amore e pace, incline alla misericordia e al perdono, dev'essere per forza una divinità diversa da quella d'Israele.

Marcione non riusciva a conciliare le personalità di questi due personaggi, arrivando perciò a considerarli divinità opposte: la prima, ingiusta, è il creatore, cui si contrappone il Dio d'Amore predicato da Gesù (il salvatore secondo Marcione), che libera l'uomo dal peccato tramite la nuova Alleanza. Oltre tutto Marcione vedeva in Paolo la salvezza della cristianità, essendo quest'ultimo l'unico apostolo ad aver accantonato la legge mosaica per sottolineare l'universalità del messaggio di Cristo.

I marcioniti sostenevano che il Dio ebraico (conosciuto da alcuni gruppi gnostici come Yaldabaoth) è inconsistente, geloso, rabbioso e perpetratore di massacri, e che il mondo materiale creato da lui è difettoso, un luogo pieno di sola sofferenza. Il creatore, per i marcioniti, doveva essere necessariamente un incompetente o un maligno demiurgo.

Fin dall'inizio Marcione è stato aspramente criticato dagli altri vescovi per le sue teorie, al punto di essere scomunicato. I marcioniti hanno mostrato una notevole capacità di diffusione e di resistenza alle dure repressioni cui sono stati soggetti. Per la Chiesa primitiva Marcione ha rappresentato un gravissimo pericolo, dal momento che, con la sua teologia e interpretazione del Vangelo, rischiava di minare la coesione e le basi stesse della Chiesa. Nulla rimane dei libri dei marcioniti e la loro memoria è stata a lungo offuscata attribuendo loro posizione manichee e comportamenti antisociali.

Non per niente poi fu scomunicato....
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Cero Vieri

Messaggiodi nello80 » 08/11/2017, 11:41

che NON era il modus operandi di questo Dio ma quello dei popoli del tempo che per giustificare le loro azioni mettevano in mezzo un "dio"


Esatto! :ok:
Infatti come ho detto prima, è esattamente quello che fa oggi l'ISIS et similia.....!

NON TUTTA LA BIBBIA E' PAROLA DI DIO........


E con quale metro si giudica quello che è parola di Dio e quello che non lo è?
Forse lo giudichiamo in base alle nostre "esigenze" o "convenienze"?
Se sulla bibbia c'è scritto "sacre scritture" allora per me è tutto "sacro" e tutto "parola di Dio"!
Diversamente è come ho detto sopra, ovvero: credo che la bibbia sia un normalissimo libro (come tanti altri), il quale parla della storia di un popolo che ha lottato per appropriarsi di un territorio già occupato da altri attribuendo infine tutto alla volontà di Dio......!

Saluti
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Messaggiodi Mauro1971 » 08/11/2017, 12:07

nello80 ha scritto:E con quale metro si giudica quello che è parola di Dio e quello che non lo è?


Prendi quello che è in linea con le tue idee e tutto il resto lo scarti, ovvio. :ok:
ATTENZIONE: ALTA POSSIBILITA' DI CONTENUTI FORTEMENTE DISSACRANTI.


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Messaggiodi nello80 » 08/11/2017, 12:13

Mauro1971 ha scritto:
nello80 ha scritto:E con quale metro si giudica quello che è parola di Dio e quello che non lo è?


Prendi quello che è in linea con le tue idee e tutto il resto lo scarti, ovvio. :ok:



:ironico: :ironico: :ironico: :ironico: :ironico:
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Caro Nello...

Messaggiodi Vieri » 08/11/2017, 12:13

Caro Nello,
La ragione delle deifferenze di interpretazione della Bibbia derivano, ritengo, principalmente dalla mia cultura cattolica dove da sempre non vengono mai citati, per non dire ignorati, tutti i passi biblici "truci".
le ragioni di questo le puoi trovare se hai voglia e tempo di leggerti:
L'interpretazione della Bibbia da parte della Commissione Pontificia.

http://www.vatican.va/roman_curia/congr ... ne_it.html

Per informarti meglio circa l'evoluzione del concetto di Dio nel popolo ebraico ho trovato questo sito che reputo molto interessante:

https://www.urantia.org/it/il-libro-di- ... -gli-ebrei

Se volessi poi, bontà tua, leggerti anche le mie personali considerazioni presenti nel mio sito:
http://www.pensieri.info
Da uno studio della Bibbia mi sono posto queste domande:

Domana A - la Bibbia è solo un libro di storia ?

Domana B - la Bibbia è un libro di insegnamenti dettati da Dio basati su avvenimenti solo storici ?

Domana C - la Bibbia è un libro di insegnamenti dettati da Dio basati su avvenimenti storici mitizzati?

Domana D - la Bibbia è un libro di insegnamenti dettati da Dio basati su racconti mitici, avvenimenti storici e storici mitizzati?

Una domanda ulteriore:

Se tu fossi stato 2500- 3000 anni fa un profeta o una persona illuminata da Dio e se le persone intorno a te, semplici pastori analfabeti, ti avessero fatto queste domande:

1 - Quando è nato l'uomo?

2 - perchè c'è tanta cattiveria e uomini malvagi nel mondo?

3 - Il nostro popolo di Israele da dove viene e come si è formato?

4 - Perchè mi parli di un Dio unico ?

5 - Per quale ragione dovremmo credergli rispetto alle nostre credenze?

6 - Perchè ci dici che questo tuo Dio ci vuole bene e ci protegge se gli obbediamo?


Cosa gli saresti andato a rispondere, visti i tempi?

1- L'uomo è nato da una evoluzione di una scimmia ? .....
Oppure gli avresti raccontato la storia istruttiva di Adamo ed Eva ?


2- C'è tanto male nel mondo perchè siamo alla fine nati tutti cattivi ed ognuno pensa solo a sé stesso ?
Oppure che quando Adamo ed Eva ( che stavano in un paradiso terrestre tipo un bellissimo giardino come quelli che avete forse visto in Mesopotamia ai tempi di Nabucodonosor, dove anche gli animali erano tutti mansueti ( "vegetariani" perchè non uccidevano) hanno voluto per superbia disobbedire a Dio, rendendosi autonomi da lui, e quindi essere allontanati e conoscere le vere difficoltà della vita?

3 - Probabilmente una serie di tribù diverse nei secoli si sono raccolte in questo territorio scacciando i popoli precedenti ed insediandosi stabilmente in Israele.
Oppure .Voi, cari fratelli, siete, nelle vostre disgrazie (messaggio di infondere speranza) il popolo eletto da Dio e siete venuti tutti dall'opera di un miracolo dove Dio si era manifestato un giorno ad un uomo di grande fede ( e che ha sempre creduto in lui) ed al quale nonostante fosse vecchio ha dato una grande progenie come le stelle del cielo... Siete quindi tutti provenienti da un uomo pio..


4 - Ti parlo di un Dio unico poichè per me è impensabile che ci siano stati tanti dei specializzati a fare tante cose belle e riprendiamo la tradizione e..del resto anche in Egitto hanno creduto per molti anni in un solo dio.."Ra"....che è superiore a tutti..
Ra è il dio sole di Eliopoli nell'antico Egitto. Emerse dalle acque primordiali del Nun, portato tra le corna della vacca celeste, la dea Mehetueret. È spesso rappresentato simbolicamente con un occhio (l'occhio di Ra). A partire dalla dodicesima dinastia (ca 1990 a.C.) in avanti fu congiunto con il dio tebano Amon fino a diventare la più importante divinità del pantheon egizio con il nome di Amon-Ra. Egli rimase per secoli il dio supremo, tranne per un breve periodo durante il periodo diAkhenaton (1350 a.C. - 1334 a.C.) quando fu imposta nell'Egitto l'esclusiva adorazione di Aton, il disco solare stesso. In tempi più recenti, fu associato a Heryshaf.
Oppure Vedete cari fratelli, a differenza di Ra, il nostro Dio è speciale e "diverso" poichè è quello che aveva promesso ad Abramo la terra di Israele che ha generato poi tutto il nostro popolo e deve vivere come Abramo sempre nella fede in lui.


5 - Dovreste credergli perchè è il sole che illumina e da la vita a tutti noi e poi è talmentegrande ebuono che non lo puoi osservare senza bruciarti gli occhi....La sera nche lui si riposa lasciando però la Luna sempre vigile su di noi.....
Oppure .Questo nostro Dio è buono e misericordioso ed ha sempre aiutato il nostro popolo a vincere nei vari secoli tante battaglie......(bla, bla,...) .e restare un popolo unito.


6- Questo Dio però vuole giustizia e ama il suo popolo ma e pronto a dsitruggere e bruciare chi non gli è fedele....
Oppure. Un Dio però che è anche geloso del suo popolo e non vuole che disobbedisca alle sue leggi. in tal caso ci ha dato prova come per Noè, prima di Abramo di terribili conseguenze come un diluvio che ha affogato tutta "lumanità" perversa ....o della distruzione di città peccaminose come Sodoma e Gomorra....Quindi siategli fedeli sempre ......


Conclusioni personali:

Ritengo in breve che alla fine i vari autori biblici per esporre dei concetti importanti per l'uomo come l'esistenza di un Dio unico, l'amore e la sua misericordia, fedeltà al popolo ebraico, ecc.in relazione al livello culturale del loro popolo (ed anche per generare un maggior impatto emotivo) dovevano NECESSARIAMENTE basarsi su fatti probabilmente storici ma spesso ingigantiti e resi "epici" e "leggendari" e collegati in genere anche a persone, date, numeri, genealogie, ecc. (non controllabili da nessuno...) per dare maggiore enfasi e consistenza a questi fatti ed avvenimenti che magari potevano risultare dubbi o contestabili.

Nel Vangelo o Nuovo Testamento ritengo però che la lettura e l'interpretazione sia decisamente più facilitata dal fatto che fatti ed avvenimenti sono stati reali e storicamente domostrati oltre alle "parabole" educative di Gesù.

La Bibbia, secondo la mia opinione è da ritenersi pertanto un libro di grandi insegnamenti divini, da scrittori diversi nelle varie epoche, illuminati da Dio, legato alla storia del popolo ebraico ma non necessariamente un libro storico poichè il fine della Bibbia non è di rappresentare un libro storico da interpretare alla lettera negli avvenimenti, nelle cifre, nelle età e genealogie, ecc.ma di essere un libro di grandi insegnamenti divini.

Tra l'altro le parole:
(dalla Commissione Biblica Pontificia..)
"innanzi tutto come parola che proviene da Dio, ma anche come parola che parla di Dio".

...mi hanno colpito sul fatto che non sia il caso di approfondire ulteriormente quei passi biblici dove per l'esposizione di dettagli secondari o di truci battagle non si intravede la Parola di Dio...

Buona giornata...
:strettamano:
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Messaggiodi Vieri » 08/11/2017, 12:36

Sempre dal sito:
https://www.urantia.org/it/il-libro-di- ... -gli-ebrei

Relativaente alle conclusioni sulla storia del popolo ebraico trovo:

Così la verità sul popolo ebreo rivela che molti avvenimenti considerati come storia sacra risultano essere poco più che la cronaca di un’ordinaria storia profana. Il Giudaismo fu il terreno nel quale crebbe il Cristianesimo, ma gli Ebrei non furono un popolo miracoloso

9. La storia degli Ebrei

(1071.6) 97:9.1 Non ci furono mai dodici tribù d’Israeliti — soltanto tre o quattro tribù stabilite in Palestina. La nazione ebraica prese corpo a seguito dell’unione dei cosiddetti Israeliti con i Cananei. “Ed i figli d’Israele abitarono tra i Cananei. E presero le loro figlie per mogli e diedero le loro figlie ai figli dei Cananei.” Gli Ebrei non cacciarono mai i Cananei fuori della Palestina, nonostante che le cronache dei sacerdoti di questi avvenimenti affermino decisamente che lo fecero.

(1071.7) 97:9.2 La coscienza israelitica ebbe origine nella contrada montuosa di Efraim; la coscienza ebraica successiva nacque nel clan meridionale di Giuda. Gli Ebrei (i Giudei) cercarono sempre di diffamare e di denigrare la storia degli Israeliti del nord (gli Efraimiti).

(1072.1) 97:9.3 La storia pretenziosa degli Ebrei comincia con Saul che raduna i clan del nord per resistere ad un attacco portato dagli Ammoniti contro i membri di una tribù simile — i Galaaditi — ad est del Giordano. Con un esercito di poco più di tremila uomini egli sconfisse il nemico, e fu questo risultato che portò le tribù delle colline a farlo re. Quando i sacerdoti esiliati riscrissero questa storia, elevarono l’esercito di Saul a 330.000 uomini ed aggiunsero “Giuda” alla lista delle tribù che parteciparono alla battaglia.

(1072.2) 97:9.4 Immediatamente dopo la sconfitta degli Ammoniti, Saul fu fatto re dalle sue truppe per elezione popolare. Nessun sacerdote o profeta partecipò a questo avvenimento. Ma i sacerdoti inserirono più tardi nelle cronache che Saul fu incoronato re dal profeta Samuele conformemente agli ordini divini. Essi fecero questo allo scopo di stabilire una “linea divina di discendenza” per la regalità giudaica di Davide.

(1072.3) 97:9.5 La più grande di tutte le distorsioni della storia ebraica concerne Davide. Dopo la vittoria di Saul sugli Ammoniti (che egli attribuì a Yahweh) i Filistei si allarmarono e cominciarono ad attaccare i clan del nord. Davide e Saul non andarono mai d’accordo. Davide, con seicento uomini, concluse un’alleanza con i Filistei e risalì la costa fino ad Esdraelon. A Gat i Filistei ordinarono a Davide di lasciare il campo; essi temevano che potesse passare con Saul. Davide si ritirò; i Filistei attaccarono e sconfissero Saul. Essi non avrebbero potuto fare questo se Davide fosse rimasto fedele ad Israele. L’esercito di Davide era un insieme poliglotta di scontenti, composto in maggior parte di disadattati sociali e d’individui che sfuggivano la giustizia.

(1072.4) 97:9.6 La tragica sconfitta di Saul a Gelboe da parte dei Filistei portò Yahweh ad un livello basso tra gli dei agli occhi dei Cananei circostanti. Ordinariamente la sconfitta di Saul sarebbe stata attribuita ad un’apostasia di Yahweh, ma questa volta gli editori giudaiti l’attribuirono ad errori di rituale. Essi avevano bisogno del tradimento di Saul e di Samuele come sfondo per il regno di Davide.

(1072.5) 97:9.7 Davide, con il suo piccolo esercito, stabilì il suo quartier generale nella città non ebrea di Hebron. I suoi compatrioti lo proclamarono subito re del nuovo regno di Giuda. Giuda era principalmente composto di elementi non ebrei — Keniti, Calebiti, Jebusiti ed altri Cananei. Essi erano dei nomadi — dei pastori — e quindi fedeli all’idea ebraica sulla proprietà della terra. Essi appoggiavano le ideologie dei clan del deserto.

(1072.6) 97:9.8 La differenza tra la storia sacra e quella profana è bene illustrata dai due differenti racconti concernenti l’incoronazione di Davide a re che si trovano nell’Antico Testamento. Una parte della storia profana su come i suoi diretti seguaci (il suo esercito) lo fecero re fu lasciata inavvertitamente nei documenti dai sacerdoti, i quali prepararono in seguito la lunga e prosaica versione della storia sacra in cui è descritto come il profeta Samuele, per ordine divino, scelse Davide tra i suoi compagni e procedette ufficialmente, con elaborate e solenni cerimonie, ad ungerlo re degli Ebrei e a proclamarlo poi successore di Saul.

(1072.7) 97:9.9 Così molte volte i sacerdoti, dopo aver preparato i loro falsi racconti sui rapporti miracolosi di Dio con Israele, dimenticarono di cancellare completamente i resoconti chiari e realistici già inclusi nei documenti.

(1072.8) 97:9.10 Davide cercò di rafforzarsi politicamente sposando prima la figlia di Saul, poi la vedova di Nabal, il ricco Edomita, ed in seguito la figlia di Talmai, re di Gesur. Egli prese sei mogli tra le donne di Jebus, senza contare Betsabea, la moglie dell’Hittita.

(1073.1) 97:9.11 E fu con tali metodi e su questi personaggi che Davide costruì l’invenzione di un regno divino di Giuda, quale successore dell’eredità e delle tradizioni del regno settentrionale efraimita d’Israele che stava scomparendo. La cosmopolita tribù giudea di Davide era composta più da Gentili che da Ebrei; ciò nonostante gli anziani oppressi di Efraim scesero dalle montagne e “lo unsero re d’Israele”. Dopo una minaccia militare, Davide fece un patto con gli Jebusiti e stabilì la sua capitale del regno unito a Jebus (Gerusalemme), che era una città ben fortificata a metà strada tra Giuda e Israele. I Filistei ne furono irritati ed attaccarono subito Davide. Dopo un’aspra battaglia essi furono vinti, ed ancora una volta Yahweh fu stabilito come “Il Signore Dio degli Eserciti”.

(1073.2) 97:9.12 Ma Yahweh doveva necessariamente condividere parte di questa gloria con gli dei cananei, perché il grosso dell’esercito di Davide non era ebreo. E così appare nei vostri scritti (non rilevata dagli editori giudaiti) questa espressione rivelatrice: “Yahweh ha sbaragliato i miei nemici davanti a me. Per questo diede a questo luogo il nome di Baal Perazim.” Ed essi fecero questo perché l’ottanta per cento dei soldati di Davide erano Baaliti.

(1073.3) 97:9.13 Davide spiegò la sconfitta di Saul a Gelboe facendo rimarcare che Saul aveva attaccato una città cananea, Gibeon, la cui popolazione aveva un trattato di pace con gli Efraimiti. A causa di ciò Yahweh l’aveva abbandonato. Anche al tempo di Saul, Davide aveva difeso la città cananea di Keila contro i Filistei e poi aveva posto la sua capitale in una città cananea. Fedele alla sua politica di compromesso con i Cananei, Davide inviò sette discendenti di Saul ai Gibeoniti per essere impiccati.

(1073.4) 97:9.14 Dopo la sconfitta dei Filistei, Davide prese possesso dell’ “arca di Yahweh”, la portò a Gerusalemme e rese ufficiale l’adorazione di Yahweh nel suo regno. Impose poi pesanti tributi alle popolazioni vicine — gli Edomiti, i Moabiti, gli Ammoniti ed i Siriani.

(1073.5) 97:9.15 Il corrotto apparato politico di Davide cominciò a prendere personale possesso delle terre del nord in violazione dei costumi ebraici ed acquisì ben presto il controllo delle tasse sulle carovane, precedentemente riscosse dai Filistei. Avvenne poi una serie di atrocità culminate nell’assassinio di Uria. Tutte le cause giudiziarie erano risolte a Gerusalemme; “gli anziani” non poterono più giudicare. Naturalmente scoppiò la ribellione. Oggi Absalom potrebbe essere definito un demagogo; sua madre era una Cananea. C’erano una mezza dozzina di pretendenti al trono oltre al figlio di Betsabea, Salomone.

(1073.6) 97:9.16 Dopo la morte di Davide, Salomone depurò l’apparato politico da ogni influenza del nord, ma proseguì totalmente la tirannia e la tassazione del regime di suo padre. Salomone mandò in rovina la nazione con la sua munifica corte ed il suo elaborato programma di costruzioni, comprendente la dimora del Libano, il palazzo della figlia del Faraone, il tempio di Yahweh, il palazzo del re e la restaurazione delle mura di numerose città. Salomone creò una vasta flotta ebraica, condotta da marinai siriani, che commerciava con tutto il mondo. Il suo harem contava quasi mille mogli.

(1073.7) 97:9.17 In quest’epoca il tempio di Yahweh a Siloe cadde in discredito e tutto il culto della nazione fu concentrato a Jebus nella fastosa cappella reale. Il regno del nord ritornò in misura maggiore all’adorazione di Elohim. Esso godeva del favore del Faraone, che successivamente ridusse in schiavitù Giuda, sottoponendo il regno del sud a tributo.

(1073.8) 97:9.18 Ci furono alti e bassi — delle guerre tra Israele e Giuda. Dopo quattro anni di guerra civile e tre dinastie, Israele cadde sotto il governo di despoti cittadini che cominciarono a fare commercio delle terre. Anche re Omri tentò di acquistare le terre di Shemer. Ma la fine si avvicinò rapidamente quando Salmanassar III decise di controllare la costa mediterranea. Il re Acab di Efraim riunì altri dieci gruppi e resisté a Karkar; la battaglia finì in parità. L’Assiro fu fermato ma gli alleati furono decimati. Questa grande battaglia non è nemmeno menzionata nell’Antico Testamento.

(1074.1) 97:9.19 Nuove difficoltà sorsero quando re Acab tentò di acquistare delle terre da Nabot. Sua moglie fenicia falsificò la firma di Acab sui documenti ordinando che le terre di Nabot fossero confiscate in quanto accusato di aver bestemmiato i nomi “di Elohim e del re”. Lui ed i suoi figli furono immediatamente messi a morte. Il vigoroso Elia apparve sulla scena accusando Acab dell’assassinio dei Nabot. In tal modo Elia, uno dei più grandi profeti, cominciò il suo insegnamento come difensore degli antichi costumi terrieri in opposizione al comportamento dei venditori di terre Baalim, contro il tentativo delle città di dominare il paese. Ma la riforma non avvenne fino a che il proprietario terriero Jeu non unì le sue forze a quelle del capo nomade Jonadab per distruggere i profeti (agenti di beni immobili) di Baal in Samaria.

(1074.2) 97:9.20 Una nuova vita apparve quando Joas e suo figlio Geroboamo liberarono Israele dai suoi nemici. Ma in quest’epoca governava in Samaria una nobiltà di briganti le cui spoliazioni rivaleggiavano con quelle dell’antica dinastia di Davide. Stato e Chiesa collaboravano strettamente. Il tentativo di sopprimere la libertà di parola indusse Elia, Amos e Osea ad iniziare a scrivere in segreto, e questo fu il vero inizio delle Bibbie ebrea e cristiana.

(1074.3) 97:9.21 Ma il regno del nord non scomparve dalla storia fino a quando il re d’Israele non cospirò con il re d’Egitto e rifiutò di pagare ulteriori tributi all’Assiria. Allora cominciò l’assedio di tre anni seguito dalla dispersione totale del regno del nord. Efraim (Israele) in tal modo scomparve. Giuda — gli Ebrei, il “resto d’Israele” — aveva cominciato a concentrare le terre nelle mani di pochi, come disse Isaia, “accumulando casa su casa e campo su campo.” Vi fu ben presto a Gerusalemme un tempio di Baal a fianco del tempio di Yahweh. Questo regno di terrore terminò con una rivolta monoteista condotta dal giovanissimo re Joas, che bandì una crociata a favore di Yahweh durata trentacinque anni.

(1074.4) 97:9.22 Il successivo re, Amazia, ebbe delle difficoltà con i contribuenti Edomiti in rivolta e con i loro vicini. Dopo una significativa vittoria egli diresse il suo attacco verso i suoi vicini del nord e fu altrettanto pesantemente sconfitto. Allora i contadini si rivoltarono; assassinarono il re e misero sul trono suo figlio di sedici anni. Questi era Azaria, chiamato Uzza da Isaia. Dopo Uzza le cose andarono di male in peggio e Giuda visse per cento anni pagando tributi ai re dell’Assiria. Il primo Isaia disse loro che Gerusalemme, essendo la città di Yahweh, non sarebbe mai caduta. Ma Geremia non esitò a proclamare la sua caduta.

(1074.5) 97:9.23 La vera rovina di Giuda fu causata da una cricca di politici ricchi e corrotti operanti sotto il governo di un re fanciullo, Manasse. L’economia in trasformazione favorì il ritorno all’adorazione di Baal, il cui atteggiamento sulle terre private era contrario all’ideologia di Yahweh. La caduta dell’Assiria e l’ascesa dell’Egitto portarono per un certo tempo alla liberazione di Giuda, e la gente di campagna prese il potere. Sotto Giosia essi distrussero la cricca di politici corrotti di Gerusalemme.

(1074.6) 97:9.24 Ma quest’era finì tragicamente quando Giosia pretese di uscire per intercettare il potente esercito di Necao mentre risaliva la costa proveniente dall’Egitto per aiutare l’Assiria contro Babilonia. Egli fu annientato e Giuda fu assoggettato a tributo dall’Egitto. Il partito politico di Baal ritornò al potere a Gerusalemme ed in tal modo cominciò la vera schiavitù egiziana. Seguì poi un periodo in cui i politici di Baal controllarono sia i tribunali che il clero. L’adorazione di Baal era un sistema economico e sociale concernente i diritti di proprietà come pure la fertilità del suolo.

(1075.1) 97:9.25 Con il rovesciamento di Necao da parte di Nabucodonosor, Giuda cadde sotto il dominio di Babilonia e godette di dieci anni di grazia, ma non tardò a ribellarsi. Quando Nabucodonosor venne contro di loro, i Giudaiti cominciarono delle riforme sociali, quali l’affrancamento degli schiavi, per influenzare Yahweh. Quando l’esercito babilonese si ritirò temporaneamente, gli Ebrei si rallegrarono che la magia della riforma li avesse liberati. Fu durante questo periodo che Geremia annunciò loro la rovina incombente, e ben presto Nabucodonosor ritornò.

(1075.2) 97:9.26 Così la fine di Giuda giunse improvvisamente. La città fu distrutta ed il popolo fu condotto a Babilonia. La lotta tra Yahweh e Baal terminò con la cattività. E la cattività spinse il resto d’Israele al monoteismo.

(1075.3) 97:9.27 A Babilonia gli Ebrei giunsero alla conclusione che non potevano sussistere come piccolo gruppo in Palestina con i loro peculiari costumi sociali ed economici, e che, se le loro ideologie dovevano prevalere, essi dovevano convertire i Gentili. Così ebbe origine il loro nuovo concetto del destino — l’idea che gli Ebrei dovevano diventare i servitori eletti di Yahweh. La religione ebraica dell’Antico Testamento si sviluppò in realtà a Babilonia durante la cattività.

(1075.4) 97:9.28 La dottrina dell’immortalità prese egualmente forma a Babilonia. Gli Ebrei avevano creduto che l’idea della vita futura avrebbe sminuito l’importanza del loro vangelo di giustizia sociale. Ora, per la prima volta, la teologia rimpiazzava la sociologia e l’economia. La religione stava prendendo forma come sistema di pensiero e di condotta umani sempre più separato dalla politica, dalla sociologia e dall’economia.

(1075.5) 97:9.29 Così la verità sul popolo ebreo rivela che molti avvenimenti considerati come storia sacra risultano essere poco più che la cronaca di un’ordinaria storia profana. Il Giudaismo fu il terreno nel quale crebbe il Cristianesimo, ma gli Ebrei non furono un popolo miracoloso.

Buona lettura...
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Messaggiodi Mauro1971 » 08/11/2017, 13:24

Vieri ha scritto:Così la verità sul popolo ebreo rivela che molti avvenimenti considerati come storia sacra risultano essere poco più che la cronaca di un’ordinaria storia profana. Il Giudaismo fu il terreno nel quale crebbe il Cristianesimo, ma gli Ebrei non furono un popolo miracoloso


Tranquillo, su questo siamo tutti d'accordo.
Ma anche i Cristiani di "miracoloso" hanno davvero molto poco, come tutte le altri popolazioni e fedeli di qualsivoglia credo. La non-miracolosità è equanime. :risata:
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Note aggiuntive ed attenzione d'uso...

Messaggiodi Vieri » 08/11/2017, 14:02

ATTENZIONE.

Scusatemi ma le informazioni sopra citate le ho riprese dal sito di Urantia
In linea di massima quanto descritto mi è sembrato potabile e possibile ma prima di essere preso per un "pollo" ho visto poi il sito di questa fondazione:
https://it.wikipedia.org/wiki/Il_libro_di_Urantia
Che pare sia quasi una nuova religione americana e che rimanderò poi ad altro thread e quindi quanto postato prendetelo solo "con le molle" ...
:grazie:
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Messaggiodi Vera Icona » 08/11/2017, 14:33

nello80 ha scritto:
che NON era il modus operandi di questo Dio ma quello dei popoli del tempo che per giustificare le loro azioni mettevano in mezzo un "dio"


Esatto! :ok:
Infatti come ho detto prima, è esattamente quello che fa oggi l'ISIS et similia.....!

NON TUTTA LA BIBBIA E' PAROLA DI DIO........


E con quale metro si giudica quello che è parola di Dio e quello che non lo è?
Forse lo giudichiamo in base alle nostre "esigenze" o "convenienze"?
Se sulla bibbia c'è scritto "sacre scritture" allora per me è tutto "sacro" e tutto "parola di Dio"!
Diversamente è come ho detto sopra, ovvero: credo che la bibbia sia un normalissimo libro (come tanti altri), il quale parla della storia di un popolo che ha lottato per appropriarsi di un territorio già occupato da altri attribuendo infine tutto alla volontà di Dio......!

Saluti



Legge altri interventi dove gli altri utenti hanno detto che tutta la bibbia è parola di Dio.

Nel momento che tutti dicono il contrario di tutto, e nel momento in cui chiedi di interpretare avvenimenti specifici con la tanto decantatattesa allegoria, rimane il vuoto.
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Messaggiodi Mario70 » 08/11/2017, 15:20

nello80 ha scritto:
Mauro1971 ha scritto:
nello80 ha scritto:E con quale metro si giudica quello che è parola di Dio e quello che non lo è?


Prendi quello che è in linea con le tue idee e tutto il resto lo scarti, ovvio. :ok:



:ironico: :ironico: :ironico: :ironico: :ironico:

Bisognerebbe fare come i tdg fanno con il loro CD:
Ci si inventa la distinzione tra guidato e ispirato
:risatina:
«È vero, in tempi passati vi sono stati alcuni che hanno predetto la "fine del mondo", annunciando perfino una data specifica. Alcuni hanno raccolto intorno a sé gruppi di persone ... aspettando la fine. Tuttavia non è accaduto nulla. La "fine" non è venuta. Si sono resi colpevoli di falsa profezia» (Svegliatevi!, 22/4/1969, p. 23).
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Messaggiodi Mauro1971 » 08/11/2017, 16:01

Vieri ha scritto:ATTENZIONE.

Scusatemi ma le informazioni sopra citate le ho riprese dal sito di Urantia
In linea di massima quanto descritto mi è sembrato potabile e possibile ma prima di essere preso per un "pollo" ho visto poi il sito di questa fondazione:
https://it.wikipedia.org/wiki/Il_libro_di_Urantia
Che pare sia quasi una nuova religione americana e che rimanderò poi ad altro thread e quindi quanto postato prendetelo solo "con le molle" ...
:grazie:


Grazie per la precisazione Vieri.

Restiamo comunque d'accordo sulla non miracolosità delle varie popolazioni e/o gruppi religiosi. :risata:
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Messaggiodi Mauro1971 » 08/11/2017, 16:04

Mario70 ha scritto:Bisognerebbe fare come i tdg fanno con il loro CD:
Ci si inventa la distinzione tra guidato e ispirato
:risatina:


Aspirato e turbo, hanno più senso. :risata:
ATTENZIONE: ALTA POSSIBILITA' DI CONTENUTI FORTEMENTE DISSACRANTI.


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Messaggiodi Mauro1971 » 08/11/2017, 16:35

Vera Icona ha scritto: rimane il vuoto.


Quel momento in cui o accetti che c'è il vuoto, oppure giustifichi il vuoto arrivando a pensare che sia pieno anche se è vuoto.

Non è un momento semplice, se è questo che stai passando, non ti invidio affatto. :ok:
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Messaggiodi Vera Icona » 08/11/2017, 19:16

Mauro1971 ha scritto:
Vera Icona ha scritto: rimane il vuoto.


Quel momento in cui o accetti che c'è il vuoto, oppure giustifichi il vuoto arrivando a pensare che sia pieno anche se è vuoto.

Non è un momento semplice, se è questo che stai passando, non ti invidio affatto. :ok:


Con vuoto intendevo che di risposte sensate e che concordano tra di loro non ci sono oppure non ci sono per niente risposte.
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Vera Icona ...

Messaggiodi Vieri » 08/11/2017, 20:53

Legge altri interventi dove gli altri utenti hanno detto che tutta la bibbia è parola di Dio.

Nel momento che tutti dicono il contrario di tutto, e nel momento in cui chiedi di interpretare avvenimenti specifici con la tanto decantatattesa allegoria, rimane il vuoto.

Se pensi di essere cattolica dovresti rileggere quanto ho già postato circa l'opinione della Commissione Biblica Pontificia.:
Come interpretare correttamente la Bibbia

La vita della Chiesa si fonda sulla Parola di Dio. Essa viene tramandata nella Sacra Scrittura, ossia negli scritti dell’Antico e del Nuovo Testamento.
Secondo la fede della Chiesa, tutti questi scritti sono ispirati, hanno Dio per autore, il quale si è servito di uomini da lui scelti per la loro stesura. A causa della loro ispirazione divina, i libri biblici comunicano la verità.

Gli Scritti che non provengono da Dio non possono comunicare la Parola di Dio e scritti che non sono veri non possono fondare e animare la vita e la missione della Chiesa. Tuttavia la verità presente nei testi sacri non sempre è facilmente riconoscibile.

Talvolta vi sono, almeno apparentemente, dei contrasti fra ciò che si legge nei racconti biblici e i risultati delle scienze naturali e storiche. Queste sembrano contraddire ciò che affermano gli scritti biblici e metterne in dubbio la verità.
È ovvio che questa situazione coinvolge anche l’ispirazione biblica: se ciò che viene comunicato nella Bibbia non è vero, come può avere Dio per autore?

A partire da questi interrogativi la Pontificia Commissione Biblica si è sforzata di indagare sul rapporto che esiste tra ispirazione e verità e di verificare in quale modo gli stessi scritti biblici trattano questi concetti.

Si deve anzitutto constatare che raramente gli scritti sacri parlano direttamente di ispirazione (cf. 2Tm 3,16; 2Pt 1,20-21), ma mostrano continuamente il rapporto tra i loro autori umani e Dio ed esprimono in tal modo la loro provenienza da Dio e nell’Antico Testamento questo rapporto che lega l’autore umano a Dio e viceversa viene attestato in forme e caratteristiche diverse.

La Commissione Biblica si è soffermata a esaminare alcune difficoltà che sembrano problematiche dal punto di vista storico o etico-sociale.
Per rispondere a questi interrogativi è necessario leggere e comprendere in maniera adeguata i testi che pongono difficoltà, tenendo conto dei risultati delle scienze moderne e al contempo del loro argomento principale, ossia Dio e il suo piano salvifico. Tale approccio mostra come i dubbi che si sollevano contro la verità e la provenienza da Dio possono essere spiegati e superati.

Il contesto dello studio dell’ispirazione e della verità della Bibbia

Nella proclamazione dei brani biblici si afferma sempre che sono «Parola di Dio» (o «Parola del Signore»). Questa affermazione può essere compresa in un duplice senso: innanzitutto come parola che proviene da Dio, ma anche come parola che parla di Dio.

Questi due significati sono intimamente connessi tra loro. Solo Dio conosce Dio; di conseguenza, solo Dio può parlare di Dio in un modo adeguato e affidabile. Perciò soltanto una parola che proviene da Dio può parlare giustamente di Dio.

Non esiste il "vuoto" ma una corretta ed approfondita interpretazione di tali testi.....e non certo presi alla lettera....
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Messaggiodi Vera Icona » 08/11/2017, 21:13

Ho letto un po' tutte le cose e niente mi torna. Secondo te perché cerco qui un confronto serio? Per farmi mandare altre lenzuolata che non provengono dai vostri ragionamenti. ?

Questo poi è bello:

"
Questi due significati sono intimamente connessi tra loro. Solo Dio conosce Dio; di conseguenza, solo Dio può parlare di Dio in un modo adeguato e affidabile. Perciò soltanto una parola che proviene da Dio può parlare giustamente di Dio."

E non vedi, che tu dici prima delle cose e poi mandi in onda altri che contraddicono ciò che prima hai affermato.

Prima hai detto che non tutta la Bibbia è parola di Dio ed ora questo.

Ma renditi almeno conto. Se non sei in grado di essermi d'aiuto in modo serio, allora lascia perdere, che aggravi solo la situazione.
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Nuova Icona ...Scusa ma...

Messaggiodi Vieri » 08/11/2017, 21:30

"Perciò "soltanto una parola che proviene da Dio può parlare giustamente di Dio"."

Per me ne consegue pertanto che che quando NON si parla giustamente di Dio ...."non tutta la Bibbia è parola di Dio"

PS. per me come "giustamente" ritengo che si debba parlare del suo messaggio di amore e di perdono come più volte rimarcato dai diversi profeti....e non per niente il libro dei Giudici, pur presente, non viene mai citato nelle omelie.

Quindi: nessuna contraddizione.
:ciao:
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