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No alla trasfusione per una 13enne, Testimoni di Geova si difendono: “Non era in pericolo”

Segnalazioni di giornali, riviste, trasmissioni radio-televisive che riguardino i TdG

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No alla trasfusione per una 13enne, Testimoni di Geova si difendono: “Non era in pericolo”

Messaggiodi anima » 30/04/2018, 12:48

https://www.lameziainstrada.com/cronaca ... n-pericolo


La notizia era rimbalzata una decina di giorni fa, quando il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale, aveva messo in contatto il presidente del Tribunale dei Minorenni di Catanzaro, Luciano Trovato, con i medici di un ospedale calabrese autorizzandoli ad intervenire nel caso di una ragazza adolescente a cui i genitori, Testimoni di Geova, avevano negato l’esecuzione di una trasfusione di sangue, nonostante la giovane ne avesse urgente necessità.
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Messaggiodi Achille » 30/04/2018, 14:21

Una risposta che provoca indignazione.
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Messaggiodi Achille » 01/05/2018, 16:57

Achille ha scritto:Una risposta che provoca indignazione.
Per esempio, che dire di una dichiarazione come questa?:

“In materia di cure mediche, le decisioni prese dai singoli testimoni di Geova sono assolutamente personali e libere: non vengono affatto imposte dalla confessione”

Come si dovrebbe considerare? È vero quanto affermano? O è una dichiarazione ingannevole?
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Messaggiodi Achille » 02/05/2018, 8:46

Alcune altre osservazioni su questo articolo. Il fatto che la bambina ribadisse di non volere le trasfusioni non ha alcun valore giuridico: un bambino non può, infatti, prendere decisioni di questo genere, che riguardano la sua sopravvivenza. Anche perché i figli dei Testimoni di Geova (TdG), sin dalla più tenera età, vengono sottoposti ad un indottrinamento martellante; viene loro inculcato il concetto che le trasfusioni sono condannate da Dio e che accettare una trasfusione necessaria a salvare la vita sarebbe come lasciarsi violentare sessualmente. Inoltre a questi piccoli - come del resto anche agli adulti, ma nel loro caso dovrebbe esserci una maggiore capacità di giudizio… - viene detto che accettando una trasfusione volontariamente si perde “il favore di Geova” e la possibilità di ricevere la vita eterna, a meno che non ci si penta per il “peccato” commesso. Questi bambini hanno sentito solo la versione "dottrinale" dei TdG, non hanno mai avuto la possibilità di confrontarsi con altre interpretazioni dei testi biblici, più ragionevoli e meno estremiste. Giustamente i medici, come pure il giudice, non hanno tenuto in nessun conto il rifiuto della bambina, come pure quello dei genitori.
La conclusione dei TdG è che la trasfusione non fosse necessaria in quanto la bambina non era in pericolo di vita. Su cosa si basa questa loro “diagnosi”? Sul fatto che i medici, anziché praticare immediatamente la trasfusione, si sono rivolti al giudice per ottenere l’autorizzazione a trasfondere. Questo, scrivono i TdG, “fa pensare” (sic) che la bambina non fosse in pericolo di vita. In realtà quello che si può invece pensare è che i medici, a fronte del rischio di subire una denuncia da parte dei TdG (come avviene spesso) per aver praticato la trasfusione, si siano voluti semplicemente tutelare, ottenendo preventivamente il benestare del giudice.

Per quanto riguarda poi il fatto che le trasfusioni siano solo ”uno dei diversi trattamenti medici praticabili in situazioni di emergenza” riporto le parole di un medico che opera nel centro ospedaliero di Melegnano, ospedale a cui i TdG si rivolgono spesso in quanto la struttura è disponibile in molti casi a operare e curare i TdG senza far uso di trasfusioni. Il dott. Ruggero Rocchi, direttore sanitario pro-tempore di questa Azienda ospedaliera, ha sottolineato che «in caso di necessità, cioè quando la persona si trova in pericolo di vita o in stato di totale incoscienza, il ricorso alla trasfusione diventa però inevitabile, non ci sono alternative di sorta». Qui l’articolo in cui viene riportata tale dichiarazione: http://www.infotdgeova.it/img/giorno9806.jpg

Per quanto riguarda infine le osservazioni della Congregazione secondo cui «in materia di cure mediche, le decisioni prese dai singoli testimoni di Geova sono assolutamente personali e libere: non vengono affatto imposte dalla confessione», ci sarebbero da fare delle precisazioni. Una scelta davvero libera e del tutto volontaria e spontanea dovrebbe essere del tutto esente da forme di pressione e di sanzioni disciplinari di alcun genere. In altre parole, se un TdG accettasse una trasfusione di sangue, necessaria a salvare la sua vita, non dovrebbe cambiare niente nei suoi rapporti con la congregazione geovista. In realtà, se un Testimone accetta una trasfusione, e di ce di averlo fatto consapevolmente, senza mostrare segni di pentimento, viene a trovarsi escluso (dissociato) dalla comunità. La dissociazione comprometterà in maniera gravissima i rapporti sociali che aveva avuto fino a quel momento con i membri del gruppo: tutti costoro infatti cesseranno di avere con lui qualsiasi rapporto, smetteranno di salutarlo e di rivolgergli la parola. Anche i parenti e familiari (figli o genitori compresi) nel caso il “peccatore” non vivesse sotto lo stesso tetto, non lo frequenteranno più. Una situazione davvero drammatica, in quanto la vita sociale dei TdG si svolge prevalentemente all’interno del gruppo. Essere un dissociato significa quindi trovarsi completamente isolati, una sorta di “morti viventi” per gli altri membri della congregazione. Per cui, dire che il rifiuto della trasfusione è una scelta assolutamente libera contrasta con la realtà dei fatti. Cito a questo proposito la testimonianza di una donna, che avendo accettato una trasfusione salvavita, viene evitata perfino dalle stesse figlie rimaste nella congregazione: http://www.cronachesalerno.it/io-martir ... asfusione/
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Messaggiodi anima » 02/05/2018, 12:14

Achille ha scritto:
Achille ha scritto:Una risposta che provoca indignazione.
Per esempio, che dire di una dichiarazione come questa?:

“In materia di cure mediche, le decisioni prese dai singoli testimoni di Geova sono assolutamente personali e libere: non vengono affatto imposte dalla confessione”

Come si dovrebbe considerare? È vero quanto affermano? O è una dichiarazione ingannevole?


e' un ingannevole perche' la WTS espelle chi si fa trasfondere :cer:
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Messaggiodi nelly24 » 02/05/2018, 13:19

LIALA ha scritto:e' un ingannevole perche' la WTS espelle chi si fa trasfondere :cer:
:ok:
É nostro dovere informare le persone che i tdg non sono liberi di scegliere (prendere decisioni personali) senza subire le conseguenze dettate dai vertici della JW.ORG.
«Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana, ma riguardo l'universo ho ancora dei dubbi.»
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Messaggiodi Achille » 11/05/2018, 9:08

Lettera dei genitori al quotidiano "Il Mattino":
https://m.ilmattino.it/lettere_al_diret ... 23000.html

Quasi certamente la lettera è stata scritta su "suggerimento" della Betel o degli "anziani".
Di solito quando ci sono casi che hanno risonanza mediatica i TdG cercano di attenuare l'impatto negativo che simili notizie possono avere sull'opinione pubblica, e lo fanno anche scrivendo simili lettere.

Colpisce il fatto che si voglia far credere che la bambina di 13 anni avesse espresso una scelta matura e consapevole, che riguardava la sua sopravvivenza.

Visto dall'esterno un simile comportamento suona semplicemente come un atto di fanatismo religioso.
Non c'è nessuna base biblica che giustifichi il rifiuto di una terapia medica come la trasfusione di sangue. E' solo una folle e a dir poco estremistica interpretazione di un gruppetto di fondamentalisti americani che porta a simili comportamenti.
Se non ci fossero le sanzioni (la dissociazione) ed il conseguente ostracismo in caso di mancato "pentimento" (sic) per chi accetta una trasfusione, i singoli TdG potrebbero fare scelte ben diverse, più ragionevoli e sensate.
Ma purtroppo ai TdG non è consentito trarre conclusioni o giungere ad interpretazioni personali. Possono solo accettare e credere a ciò che viene detto attualmente dai loro capi.
Questa povera bambina è vissuta in quel micro mondo che è la sua "setta" e ha sempre sentito dire che "Geova non vuole che si accettino trasfusioni".
La sua "scelta" è quindi il risultato di un indottrinamento settario a senso unico, privo di qualsiasi possibilità di confronto.
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Scusatemi ma...

Messaggiodi Vieri » 14/05/2018, 15:56

Achille ha scritto:
Achille ha scritto:Una risposta che provoca indignazione.
Per esempio, che dire di una dichiarazione come questa?:

“In materia di cure mediche, le decisioni prese dai singoli testimoni di Geova sono assolutamente personali e libere: non vengono affatto imposte dalla confessione”

Come si dovrebbe considerare? È vero quanto affermano? O è una dichiarazione ingannevole?

Poi scusatemi ma mi trovo in altro thread sullo stesso argomento un altro pezzo di articolo relativo al pensiero di questa famiglia tdG:
......proprio a motivo del nostro credo di Testimoni di Geova, consideriamo sacra la vita e vogliamo il meglio per nostra figlia, anche per quanto riguarda le cure sanitarie.

Certo che la vita è sacra ma se è allora "sacra", delle regole bibliche di 3000 anni fa interpretate a modo loro devono prevalere sulla vita stessa?
Ma Gesù non guariva anche nel giorno di sabato e per questo era criticato per voler infrangere le "regole" ?.....

Quanta ipocrisia....
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