
Moderatore: brunodb2

Detto ciò, Maria potrebbe avere avuto la visita, sempre di Gabriele, giorno dell’Annunciazione, proprio il 25 marzo. Infatti, quando Maria si reca da sua cugina Elisabetta, subito dopo le parole dell’Arcangelo, per comunicare la notizia del concepimento di Gesù, l’evangelista annota: “Elisabetta era al sesto mese di gravidanza”. (che cosa significa "sesto mese", primi giorni o ultimi giorni del mese?)
Passo evangelico che mette in evidenza la differenza di sei mesi tra Giovanni e Gesù. E allora, se Gesù è stato concepito il 25 marzo, la sua nascita può essere ragionevolmente commemorata il 25 dicembre, giorno più, giorno meno.
Se così stanno i fatti - e la fonte qumranica li documenta - possiamo affermare senza tema di smentita che grazie alla scoperta della prezioso testo, avvenuto appena sessant’anni fa, la plurimillenatria tradizione ecclesiastica è confermata: le ricorrenze liturgiche dei concepimenti e dei giorni di nascita, sia di Giovanni che soprattutto di Gesù, si sono rivelati pertanto compatibili con la scoperta archeologica del Deserto di Giuda. (Con tutte le formule dubitative che l'articolista stesso ha usato si deve concludere che quel "senza tema di smentita" è un'espressione del tutto contraddittoria).
In secondo luogo è bene precisare che la Chiesa primitiva, soprattutto d’Oriente, aveva fissato la data di nascita di Gesù al 25 dicembre già nei primissimi anni successivi alla sua morte.
Citocromo ha scritto:Carissimi amici del forum, su questo argomento si è già parlato moltissimo, però ieri ho letto questo articolo che riassume le cose scritte in altri thread. Vi inserisco il link: http://www.zenit.org/article-20824?l=italian" target="_blank" target="_blank
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Di SICURO, un tutto questo e "SENZA TEMA DI SMENTITA" c'è che il 25 dicembre era il giorno del "SOL INVICTUS".
Un'ulteriore considerazione di ordine pratico: le scritture ci dicono che alcuni pastori furono svegliati mentre dormivano all'addiaccio.Ti posso assicurare per esperienza personale che nelle campagne attorno a Gerusalemme il 25 Dicembre dormire all'addiaccio significa rischiare l'assideramento.
Ma l’indagine non è ancora terminata! Alcuni detrattori della storicità della data del Natale al 25 dicembre hanno, infatti, osservato che in quel mese - cioè in pieno inverno - gli angeli non potevano incontrare in aperta campagna e di notte greggi e pastori a cui dare la lieta notizia della nascita del Salvatore dell’umanità.
Eppure, quanti sostengono questa ipotesi dovrebbe sapere che nell’ebraismo tutto è soggetto alle norme di purità. Secondo non pochi antichi trattati ebraici, i giudei distinguono tre tipi di greggi.
Il primo, composto da sole pecore dalla lana bianca: considerate pure, possono rientrare, dopo i pascoli, nell’ovile del centro abitato. Un secondo gruppo è, invece, formato da pecore la cui lana è in parte bianca, in parte nera: questi ovini possono entrare a sera nell’ovile, ma il luogo del ricovero deve essere obbligatoriamente al di fuori del centro abitato.
Un terzo gruppo, infine, è formato da pecore la cui lana è nera: questi animali, ritenuti impuri, non possono entrare né in città né nell’ovile, neppure dopo il tramonto, quindi costretti a permanere all’aperto con i loro pastori sempre, giorno e notte, inverno e estate.
Non dimentichiamo, poi, che il testo evangelico riferisce che i pastori facevano turni di guardia: fatto che appare comprensibile solo se la notte è lunga e fredda, proprio come quelle d’inverno. Ricordo che Betlemme è ubicata a 800 metri sul livello del mare.
Trianello ha scritto:Agabo ha scritto:
A questo proposito, proprio nell’articolo citato da Citocromo leggiamo quanto segue:Ma l’indagine non è ancora terminata! Alcuni detrattori della storicità della data del Natale al 25 dicembre hanno, infatti, osservato che in quel mese - cioè in pieno inverno - gli angeli non potevano incontrare in aperta campagna e di notte greggi e pastori a cui dare la lieta notizia della nascita del Salvatore dell’umanità.
Eppure, quanti sostengono questa ipotesi dovrebbe sapere che nell’ebraismo tutto è soggetto alle norme di purità. Secondo non pochi antichi trattati ebraici, i giudei distinguono tre tipi di greggi.
Il primo, composto da sole pecore dalla lana bianca: considerate pure, possono rientrare, dopo i pascoli, nell’ovile del centro abitato. Un secondo gruppo è, invece, formato da pecore la cui lana è in parte bianca, in parte nera: questi ovini possono entrare a sera nell’ovile, ma il luogo del ricovero deve essere obbligatoriamente al di fuori del centro abitato.
Un terzo gruppo, infine, è formato da pecore la cui lana è nera: questi animali, ritenuti impuri, non possono entrare né in città né nell’ovile, neppure dopo il tramonto, quindi costretti a permanere all’aperto con i loro pastori sempre, giorno e notte, inverno e estate.
Non dimentichiamo, poi, che il testo evangelico riferisce che i pastori facevano turni di guardia: fatto che appare comprensibile solo se la notte è lunga e fredda, proprio come quelle d’inverno. Ricordo che Betlemme è ubicata a 800 metri sul livello del mare.
La procedura di tutela delle pecore in base al pigmento del manto è molto interessante, sta di fatto che comunque il pastore dormiente o di guardia si sarebbe trovato in uno stato di ipotermia.
opepo ha scritto:La procedura di tutela delle pecore in base al pigmento del manto è molto interessante, sta di fatto che comunque il pastore dormiente o di guardia si sarebbe trovato in uno stato di ipotermia.
E se quell'anno non avesse fatto freddo????

Gabriella Prosperi ha scritto:Può anche essere che Luca abbia rielaborato tradizioni precedenti, ma è anche molto accurato quando parla dell'incontro tra Maria ed Elisabetta e i calcoli sul "turno" di Zaccatia al Tempio, confermano quanto scrive.
Troppe coincidenze per una data che sarebbe stata confermata solo nel IV secolo (greggi a parte)
Gabriella

La sezione pagana della mia memoria mi induce a credere che Il natale sorse in Egitto nel II secolo, festeggiato il 6 gennaio (11 Tybi), giorno della nascita del dio Eone ovvero Osiride (vedi Plutarco: Iside e Osiride 12,355 E.)., cioè della mitica rappresentazione della nascita del nuovo sole(solstizio di inverno).
In tale circostanza, nella notte fra il 24 ed il 25 dicembre gli iniziati si raccoglievano in un adyton sotterraneo, per compiere i riti iniziatici intorno alla mezzanotte.
All'alba i fedeli lasciavano in processione il luogo sacro, portando con sé la statuetta di un bambino, simbolo del Figlio del dio del Sole appena nato dalla Vergine, la Dea Caelestis, e non appena sorgeva il sole recitavano in coro la formula liturgica: «La Vergine ha partorito, la luce cresce».
Il racconto cristiano del Natale ,da non dimenticare è presente soltanto in Luca"testis unus testis nullus", , il quale probabilmente ha rielaborato una tradizione veterotestamentaria e più ancora un patrimonio culturale pagano.
La procedura di tutela delle pecore in base al pigmento del manto è molto interessante, sta di fatto che comunque il pastore dormiente o di guardia si sarebbe trovato in uno stato di ipotermia.
piergiorgio ha scritto:opepo ha scritto:La procedura di tutela delle pecore in base al pigmento del manto è molto interessante, sta di fatto che comunque il pastore dormiente o di guardia si sarebbe trovato in uno stato di ipotermia.
E se quell'anno non avesse fatto freddo????
Alcuni scienziati ritengono che il buco nell'ozono sia dovuto ai gas metanoidi sviluppati dallo sterco delle vacche nel mondo.Considerando che in quel tempo esisteva un elevato numero di ovini e caprini, è probabile che un buchino nell'ozono si fosse già verificato.Non è da escludere che il natale di circa 2009-2010-2011 anni fa avesse fatto registrare una temperatura primaverile.![]()
Ma visto che non c'eri...ad esempio..http://www.meteogiornale.it/notizia/916 ... i-700-anni" target="_blankVisitano il forum: Nessuno e 1 ospite