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[Florilegio]: Meier sulla storia della redazione

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[Florilegio]: Meier sulla storia della redazione

Messaggiodi polymetis » 02/10/2016, 14:21

“Qual è dunque la nostra conclusione? Stiamo forse affermando di poter provare che la maggior parte della parabole dei Sinottici non provengono da Gesù? Certamente no. Prove decisive mancano anche per tale posizione. Piuttosto, come spesso capita nella ricerca su Gesù, restiamo con il giudizio frustrante ma onesto di «non liquet». Per la maggior parte delle parabole non abbiamo argomenti solidi e probanti in nessuna delle due direzioni e quindi dobbiamo affermare: «non chiaro in entrambi i casi». Questa è una conclusione irritante da raggiungere dopo tanto sforzo, ma tale è la natura della ricerca storica, specialmente quando riguarda il passato antico. Non ci sono risultati garantiti.

Si noti, allora, l’impressionante differenza tra una pura considerazione storico-critica delle parabole e l’ermeneutica cristologica, piena di fede, con cui Benedetto XVI legge le parabole nel suo «Gesù di Nazaret». Visto attraverso la lente della critica canonica e del Mistero Pasquale, Gesù è sia il seminatore che il seme seminato, colui che offre la sua vita per donare la vita eterna a tutti i credenti. Infatti, afferma Benedetto, è solamente attraverso la croce di Cristo che comprendiamo il pieno significato delle parabole di Gesù. Perciò, tanto i singoli fedeli quanto la comunità cristiana riunita per la celebrazione, ascoltano le parabole come la Parola di Dio ispirata che li guida nell’oggi. Che tale parola ispirata sia stata pronunciata la prima volta da Gesù di Nazaret nell’anno 30, oppure dall’evangelista luca nel 90, non è questione di grande interesse per i credenti impegnati nella celebrazione pubblica o nella preghiera privata. Essi ascoltano e ricevono le parabole come la parola viva, e portatrice di vita, di Dio, e questo è ciò che conta per la fede del cristiano e la riflessione del teologo.

Alla luce di questa visione di fede, ci si potrebbe quasi domandare a che scopo impegnarsi nell’investigazione storico-critica delle parabole. […] Al di là dell’utilità a livello della ricerca accademica e del dialogo interreligioso, io vorrei affermare che la ricerca sulla storicità delle parabole è di utilità anche per la vita spirituale dei credenti.
Il progetto stesso di distinguere i vari strati della tradizione evangelica ci rammenta che la Bibbia e le sue molteplici parti sono il risultato non solamente di isolati individui ispirati, ma di comunità ispirate, guidate dallo Spirito man mano che ricevevano, meditavano, sviluppavano e infine cristallizzavano la parola di Dio incarnata nelle parole umane. Invero, tale produzione storica, comunitaria e a più stadi della Scrittura rappresenta una comprensione assai cattolica della Bibbia in quanto processo storico-salvifico e incarnazionale. Afferrare i vari stadi di tradizione e redazione consente di sondare più profondamente i differenti livelli di significato in un testo, specialmente il testo sfaccettato di una parabola.
In tal modo, lungi dall’essere una minaccia per la fede, la critica delle forme, della tradizione e della redazione possono tutte contribuire a una ricezione e appropriazione, moderna e critica, dell’antica idea di «sensus plenior».

(J.P. Meier, “The Historical Figure of Jesus: The Historical Jesus and His Historical Parables”, in: B. Estrada – E. Manicardi – A. Puig i Tàrrech, eds., The Gospels History and Christology: The Search of Joseph Ratzinger-Benedict XVI / I Vangeli. Storia e Cristologia. La ricerca di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano, 2013, pp. 250-252).
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Messaggiodi Ray » 02/10/2016, 15:52

Non condivido ,la visione dal punto di vista della fede è una costante, è l'investigazione critica storica dei testi è una variabile che si aggiorna di continuo.
Buon Natale buon anno.
Ray

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