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Violenza nelle Sale del Regno

Racconti di vita, esperienze, consigli.

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Violenza nelle Sale del Regno

Messaggiodi Roberto » 20/10/2009, 10:23

Vi è mai capitato di dover affrontare, come anziani, situazioni di palese violenza o rischio di grave violenza nelle Sale del Regno o nelle Sale d’Assemblea?

A me, durante il periodo che sono stato anziano, non solo di congregazione, ma anche come Sorvegliante d’Assemblea di Circoscrizione, ricordo molto bene 4 episodi:

1. Minacce e presenze minacciose da parte di marito incredulo in Sala - Ginevra
2. Minacce e presenze minacciose da parte di marito incredulo nella Sala d’Assemblee - Ginevra
3. Minacce da parte di un finto proclamatore - Copenhagen Danimarca
4. Minacce da parte di un vero proclamatore – Ginevra

A voi vi è mai capitato?
Vi racconterò le esperienze separatamente.
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Messaggiodi Cicciobello » 20/10/2009, 12:28

Roberto ha scritto:Vi è mai capitato di dover affrontare, come anziani, situazioni di palese violenza o rischio di grave violenza nelle Sale del Regno o nelle Sale d’Assemblea?

A me, durante il periodo che sono stato anziano, non solo di congregazione, ma anche come Sorvegliante d’Assemblea di Circoscrizione, ricordo molto bene 4 episodi:

1. Minacce e presenze minacciose da parte di marito incredulo in Sala - Ginevra
2. Minacce e presenze minacciose da parte di marito incredulo nella Sala d’Assemblee - Ginevra
3. Minacce da parte di un finto proclamatore - Copenhagen Danimarca
4. Minacce da parte di un vero proclamatore – Ginevra

A voi vi è mai capitato?
Vi racconterò le esperienze separatamente.



non come nominato ma come usciere. sia in sala che in assemblea.
una sera due uomini, vennero per portare via la moglie di uno di loro. erano arrabiati con la persona che non aveva rispettato il divieto del marito.
cercai di far venire fuori prima la tdg che aveva combinato il guaio, poi chiamai la moglie.
quando vide la mia disponibilita hà mettere le cose in chiaro, si calmo mi chiese scusa e poi disse che voleva un chiarimento sulla religione dei tdg.
sono andato a trovarlo ma parlando chiaramente con lui, gli disse che non potevo obblicare le persone a pensarla come mè.
ma lui poteva rispettare il modo di vivere degli altri. ancora oggi che sa che sono venuto fuori dai tdg, mi saluta gentilmente. :saggio: :saggio: :ciao: :ciao:
Cicciobello
 

Messaggiodi Giovanni da Fasano » 20/10/2009, 19:04

io nn sono mai stato tdg, ma vi garantisco che quando un coniuge sta nella torre di guardia l incredulo è disperato ed è capace di tutto , io sono a conoscenza di storie drammatiche e queste persone le capisco
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Messaggiodi Cicciobello » 26/10/2009, 17:39

Roberto ha scritto:Vi è mai capitato di dover affrontare, come anziani, situazioni di palese violenza o rischio di grave violenza nelle Sale del Regno o nelle Sale d’Assemblea?

A me, durante il periodo che sono stato anziano, non solo di congregazione, ma anche come Sorvegliante d’Assemblea di Circoscrizione, ricordo molto bene 4 episodi:

1. Minacce e presenze minacciose da parte di marito incredulo in Sala - Ginevra
2. Minacce e presenze minacciose da parte di marito incredulo nella Sala d’Assemblee - Ginevra
3. Minacce da parte di un finto proclamatore - Copenhagen Danimarca
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A voi vi è mai capitato?
Vi racconterò le esperienze separatamente.


scusa roberto: ma mie venuta in mente una storia, che ho visto in una sale assembblee.
finita l'assembblea due corpi di anziani, con dietro i proclamatori ognuno della loro sala del regno.
hanno cominciato ad insulttarsi dalla sala delle assembblee sino al parcheggio. arrivati al parcheggio che cerano degli alberi di melo.
è incominciata la battaglia, si sono tirati tante di quelle mele adosso, che meta bastavano. io ero usciere al parcheggio, puoi immagginare come sono rimasto a vedere questa scena.. :saggio: :saggio: :ciao: salvatore :ciao:
Cicciobello
 

Messaggiodi Emiro » 26/10/2009, 18:25

scusa ma mi hai fatto ridere...
si tiravano le mele.... :risata:

peggio dei bambini !!! non ci posso credere

Mi piacerebbe sentire il parere di eventuali ex anziani presenti sul forum o altri sugli episodi di violenza nelle sale del regno, quanti ne avete visti ?
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Messaggiodi Gabriella Prosperi » 26/10/2009, 19:16

Cicciobello ha scritto:scusa roberto: ma mie venuta in mente una storia, che ho visto in una sale assembblee.
finita l'assembblea due corpi di anziani, con dietro i proclamatori ognuno della loro sala del regno.
hanno cominciato ad insulttarsi dalla sala delle assembblee sino al parcheggio. arrivati al parcheggio che cerano degli alberi di melo.
è incominciata la battaglia, si sono tirati tante di quelle mele adosso, che meta bastavano. io ero usciere al parcheggio, puoi immagginare come sono rimasto a vedere questa scena.. :saggio: :saggio: :ciao: salvatore :ciao:

Ma come, le assemblee non servono per rigenerarsi spiritualmente? :mrgreen:
Gabriella
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Messaggiodi Italia » 26/10/2009, 19:32

Emiro ha scritto:scusa ma mi hai fatto ridere...
si tiravano le mele.... :risata:

peggio dei bambini !!! non ci posso credere

Mi piacerebbe sentire il parere di eventuali ex anziani presenti sul forum o altri sugli episodi di violenza nelle sale del regno, quanti ne avete visti ?

durante una riunione gli anziani hanno tentato di lanciarsi le sedie :conf:
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Messaggiodi Selassie80 » 26/10/2009, 21:29

durante una seduta in un corpo di anziani nella mia zona, un anziano indispettito ha lanciato un violento pugno in faccia ad un altro anziano.
Purtroppo la cosa era agli addetti ai lavori non è stata resa di dominio pubblico, anche se si sa che le voci girano...
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Messaggiodi Giovanni da Fasano » 26/10/2009, 21:34

Selassie80 ha scritto:durante una seduta in un corpo di anziani nella mia zona, un anziano indispettito ha lanciato un violento pugno in faccia ad un altro anziano.
Purtroppo la cosa era agli addetti ai lavori non è stata resa di dominio pubblico, anche se si sa che le voci girano...

e poi dicono che loro nn fanno parte del mondo , almeno noi increduli facciamo tutto alla luce del sole :senzaparole:
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Messaggiodi Muscoril-Matisse » 26/10/2009, 22:46

Caro Roberto,

Si' casi di coniugi arrabbiatissimi fuori della Sala, bande di bulletti in occasioni di assemblee.

Ricordo un'assemblea in cui le minacce da parte di questi ultimi sembravano abbastanza serie. Furono chiamati quelli di noi di corporatura piu' robusta e/o con precdenti ''mondani'' di arti marziali o simili. Fummo schierati all'ingresso del locale, e ahime' non si presento' nessuno. :triste:

Durante un ''comitato'' il trasgessore divenne fisicamente molto violento. Guarda caso in due avevamo ''nel mondo'' praticato arti marziali. Ne fu sufficnte uno solo, quello che era stato istruttore e cintura nera.

Morale: la WTS condanna certe pratiche, ma sembra che all'occorrenza vengano bene. :cer:

Matisse
La verita' non danneggia mai una giusta causa. M. K. GANDHI
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Messaggiodi Cicciobello » 27/10/2009, 14:47

Gabriella Prosperi ha scritto:
Cicciobello ha scritto:scusa roberto: ma mie venuta in mente una storia, che ho visto in una sale assembblee.
finita l'assembblea due corpi di anziani, con dietro i proclamatori ognuno della loro sala del regno.
hanno cominciato ad insulttarsi dalla sala delle assembblee sino al parcheggio. arrivati al parcheggio che cerano degli alberi di melo.
è incominciata la battaglia, si sono tirati tante di quelle mele adosso, che meta bastavano. io ero usciere al parcheggio, puoi immagginare come sono rimasto a vedere questa scena.. :saggio: :saggio: :ciao: salvatore :ciao:

Ma come, le assemblee non servono per rigenerarsi spiritualmente? :mrgreen:
Gabriella



si vede che seguivano il consiglio: una mela al giorno toglie il medico di torno. :risata: :risata:
solo che loro senesono tirati un vagone, e ben indirizzati. :risatina: :risatina: :ciao:
Cicciobello
 

Messaggiodi Giovanni da Fasano » 27/10/2009, 17:04

Muscoril-Matisse ha scritto:Caro Roberto,

Si' casi di coniugi arrabbiatissimi fuori della Sala, bande di bulletti in occasioni di assemblee.

Ricordo un'assemblea in cui le minacce da parte di questi ultimi sembravano abbastanza serie. Furono chiamati quelli di noi di corporatura piu' robusta e/o con precdenti ''mondani'' di arti marziali o simili. Fummo schierati all'ingresso del locale, e ahime' non si presento' nessuno. :triste:

Durante un ''comitato'' il trasgessore divenne fisicamente molto violento. Guarda caso in due avevamo ''nel mondo'' praticato arti marziali. Ne fu sufficnte uno solo, quello che era stato istruttore e cintura nera.

Morale: la WTS condanna certe pratiche, ma sembra che all'occorrenza vengano bene. :cer:

Matisse

perche nn chiamavate polizia o carabinieri ? t immagini che scandalo,vedi che se succede a noi del mondo :pace: :pace: una cosa del genere è la prima cosa che facciamo
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Messaggiodi Roberto » 03/11/2009, 22:12

Roberto ha scritto:Vi è mai capitato di dover affrontare, come anziani, situazioni di palese violenza o rischio di grave violenza nelle Sale del Regno o nelle Sale d’Assemblea?

A me, durante il periodo che sono stato anziano, non solo di congregazione, ma anche come Sorvegliante d’Assemblea di Circoscrizione, ricordo molto bene 4 episodi:

1. Minacce e presenze minacciose da parte di marito incredulo in Sala - Ginevra
2. Minacce e presenze minacciose da parte di marito incredulo nella Sala d’Assemblee - Ginevra
3. Minacce da parte di un finto proclamatore - Copenhagen Danimarca
4. Minacce da parte di un vero proclamatore – Ginevra

A voi vi è mai capitato?
Vi racconterò le esperienze separatamente.



Come promesso, ritorno per narrarvi dei casi da me menzionati.

Per quanto riguarda il primo caso, ossia “minacce e presenze minacciose da parte di marito incredulo", devo dire che di mariti “infuriati” a causa del fatto che la moglie frequentava le adunanze ce ne sono stati tanti. Ma di questi, uno, in particolare, ebbe il coraggio di mettere ad esecuzione le sue minacce.

Aveva chiesto a sua moglie di smettere di andare alle adunanze altrimenti sarebbe venuto in Sala a prenderla di forza e portarla via. Ovviamente, la moglie non voleva stare ad ascoltarlo e continuò a frequentare le adunanze, ma ci aveva avvertito delle minacce del marito.
Così, noi anziani, ce eravamo preparati per evento. Avevamo incaricato due uscieri di corporatura maxi, di essere pronti a far fronte alla situazione. Le istruzioni erano di non usare la forza, con le mani, ma di essere pronti ad intervenire nel caso fosse stato lui ad iniziare le ostilità.
Se poi le cose si fossero messe male, non era il tempo dei cellulari (è un caso di 30 anni fa) avevamo il telefono in sala, ed essi erano pronti a chiamare la polizia per disturbo al culto.

Così ecco che una sera di adunanza, il marito, che poi era un ometto piccolino di origine leccese, si presenta dopo che l’adunanza era iniziata, chiedendo di sua moglie. Gli fu detto che sua moglie stava ascoltando l’adunanza e che non voleva essere disturbata. Lui voleva che uscisse. Gli uscieri lo invitarono a prendere posto e aspettare la fine dell’adunanza. Era molto irrequieto, e parlava ad alta voce. Finì per sedersi ma poi inizio di nuovo ad agitarsi e fare rumore, così i due uscieri finirono per tenerlo tra le loro “pance” e spingerlo fuori. Dopo un po’ finì per comprendere la situazione e se ne andò.
Dunque, in questo primo caso, le cose andarono abbastanza bene.

Ripercorrendo la situazione, mi rendo conto della posizione sia della moglie, sorella battezzata, che del marito.
Siamo in un paese libero, e se una persona desidera cambiare religione, e frequentare delle libere riunioni non lo si dovrebbe impedire con la forza. Dunque, la moglie, aveva le sue buone ragioni, aveva “scoperto la verità”.
Quello che noi sapevamo, però, è che i problemi di questa sorella con il marito non erano iniziati con la sua conversione al geovismo. La “verità” era solo una nuova ragione di disputa. Lui la tradiva, da quanto ci diceva la sorella e, con gli anni, hanno finito per divorziare.

Ma gli altri tre casi, sono meno banali di questo e non sempre i Testimoni avevano ragione …
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Messaggiodi Giovanni da Fasano » 04/11/2009, 16:05

Roberto ha scritto:
Roberto ha scritto:Vi è mai capitato di dover affrontare, come anziani, situazioni di palese violenza o rischio di grave violenza nelle Sale del Regno o nelle Sale d’Assemblea?

A me, durante il periodo che sono stato anziano, non solo di congregazione, ma anche come Sorvegliante d’Assemblea di Circoscrizione, ricordo molto bene 4 episodi:

1. Minacce e presenze minacciose da parte di marito incredulo in Sala - Ginevra
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A voi vi è mai capitato?
Vi racconterò le esperienze separatamente.



Come promesso, ritorno per narrarvi dei casi da me menzionati.

Per quanto riguarda il primo caso, ossia “minacce e presenze minacciose da parte di marito incredulo", devo dire che di mariti “infuriati” a causa del fatto che la moglie frequentava le adunanze ce ne sono stati tanti. Ma di questi, uno, in particolare, ebbe il coraggio di mettere ad esecuzione le sue minacce.

Aveva chiesto a sua moglie di smettere di andare alle adunanze altrimenti sarebbe venuto in Sala a prenderla di forza e portarla via. Ovviamente, la moglie non voleva stare ad ascoltarlo e continuò a frequentare le adunanze, ma ci aveva avvertito delle minacce del marito.
Così, noi anziani, ce eravamo preparati per evento. Avevamo incaricato due uscieri di corporatura maxi, di essere pronti a far fronte alla situazione. Le istruzioni erano di non usare la forza, con le mani, ma di essere pronti ad intervenire nel caso fosse stato lui ad iniziare le ostilità.
Se poi le cose si fossero messe male, non era il tempo dei cellulari (è un caso di 30 anni fa) avevamo il telefono in sala, ed essi erano pronti a chiamare la polizia per disturbo al culto.

Così ecco che una sera di adunanza, il marito, che poi era un ometto piccolino di origine leccese, si presenta dopo che l’adunanza era iniziata, chiedendo di sua moglie. Gli fu detto che sua moglie stava ascoltando l’adunanza e che non voleva essere disturbata. Lui voleva che uscisse. Gli uscieri lo invitarono a prendere posto e aspettare la fine dell’adunanza. Era molto irrequieto, e parlava ad alta voce. Finì per sedersi ma poi inizio di nuovo ad agitarsi e fare rumore, così i due uscieri finirono per tenerlo tra le loro “pance” e spingerlo fuori. Dopo un po’ finì per comprendere la situazione e se ne andò.
Dunque, in questo primo caso, le cose andarono abbastanza bene.

Ripercorrendo la situazione, mi rendo conto della posizione sia della moglie, sorella battezzata, che del marito.
Siamo in un paese libero, e se una persona desidera cambiare religione, e frequentare delle libere riunioni non lo si dovrebbe impedire con la forza. Dunque, la moglie, aveva le sue buone ragioni, aveva “scoperto la verità”.
Quello che noi sapevamo, però, è che i problemi di questa sorella con il marito non erano iniziati con la sua conversione al geovismo. La “verità” era solo una nuova ragione di disputa. Lui la tradiva, da quanto ci diceva la sorella e, con gli anni, hanno finito per divorziare.

Ma gli altri tre casi, sono meno banali di questo e non sempre i Testimoni avevano ragione …

caro roberto ti devo dire una cosa da me vissuta: io sono l incredulo la mia ex moglie la "pura adoratrice" finche io subivo stavo buono come una pecorella andava bene ; come ha incominciato a documentarmi ad accertarmi del credo e delle contradizioni della torre di guardia e perfino a controbbatere con gli anziani su tutto con prove alla mano , x incanto ero diventato un adultero , percio quando nn sanno cosa dire tutto va bene x mettere in cattiva luce il coniuge nn tdg :mi sono spieg: :mi sono spieg:
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Messaggiodi Cicciobello » 04/11/2009, 16:15

:ciao: giovanni: se non basta, cercano gli anziani a far divorziare le coppie.
se la moglie ho il marito crea problemi al coniuge, ho alla congregazione. incominciano a dire che scritturalmente puoi divorziare,
perchè non ti lascia libera/o di adorare GEOVA. cosi mettono la pulce nelle orecchie.
dopo dicono, non preoccuparti tanto cè la congregazione!!! quando la persona ha divorziato, cosa succede?
rimana da sola, perchè loro sono impegnati con le loro famiglie è non hanno tempo per tè. :saggio: :saggio: .....CAPITO MI AI... :saggio: :saggio:
Cicciobello
 

Messaggiodi Giovanni da Fasano » 04/11/2009, 16:44

Cicciobello ha scritto::ciao: giovanni: se non basta, cercano gli anziani a far divorziare le coppie.
se la moglie ho il marito crea problemi al coniuge, ho alla congregazione. incominciano a dire che scritturalmente puoi divorziare,
perchè non ti lascia libera/o di adorare GEOVA. cosi mettono la pulce nelle orecchie.
dopo dicono, non preoccuparti tanto cè la congregazione!!! quando la persona ha divorziato, cosa succede?
rimana da sola, perchè loro sono impegnati con le loro famiglie è non hanno tempo per tè. :saggio: :saggio: .....CAPITO MI AI... :saggio: :saggio:

caro salvatore? a me cioche dice l anziano nn m interessa xche nella maggior parte dei casi sono dei semi analfabeti in materia , a me interessa combattere l errore nn l errante , percio vedi cosa scrive la societa in questo libro con questo caricaturale titolo "la felicità familiare"a pg 161trattano un intero capitolo dove mettono in evidenza i motivi di separazione cito parola x parola :inoltre se un coniuge cerca in continuazione di costringere l altro a infrangere in qualche modo i comandi di dio il coniuge minaccato potrebbe pensare alla separazione , specie se le cose arrivano al punto che la vita spirituale è messa in pericolo .Potrebbe concludere che l unico modo di ubbidire a dio anziche agli uomini sia quello di ottenere la separazione atti 5 .29 adesso qualcuno di voi ex tdg che difendete ancora la societa e vi sentite chiamati in causa datemi una risposta chiara ed esaudiente :mi sono spieg: :sala regno:
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Messaggiodi Roberto » 04/11/2009, 17:12

Caro giovanni,
Scrivi
caro roberto ti devo dire una cosa da me vissuta: io sono l incredulo la mia ex moglie la "pura adoratrice" finche io subivo stavo buono come una pecorella andava bene ; come ha incominciato a documentarmi ad accertarmi del credo e delle contradizioni della torre di guardia e perfino a controbbatere con gli anziani su tutto con prove alla mano , x incanto ero diventato un adultero , percio quando nn sanno cosa dire tutto va bene x mettere in cattiva luce il coniuge nn tdg


non metto in dubbio la tua esperienza. Sono certo che in molti casi le cose stiano proprio come hai detto.
Ma per esperienza personale in questo campo, come anziano per quasi 30, ho potuto costatare di persona in ben 4 diverse congregazioni che, sovente, quando una coppia andava male, il problema non era dovuto alla religione, né quella del credente né quella del cosiddetto non-credente.
Anzi, sovente i problemi nelle coppie erano molto comuni anche tra coniugi entrambi testimoni, dunque la religione non c’entrava proprio.


Ma questo, penso, sia un altro soggetto, che non ha necessariamente qualcosa a che vedere con la “violenza nelle Sale del Regno”.
Magari sarebbe appropriato aprire una nuova discussione sul tema “problemi di coppia, tra i testimoni e non”.

Rimanendo, dunque, sul soggetto della violenza nelle Sale, posso raccontarvi, in breve, l’esperienza numero due, ossia
2. Minacce e presenze minacciose da parte di marito incredulo nella Sala d’Assemblee - Ginevra


Avevamo, in Sala, una giovane donna sposata che studiava con una testimone, sua cognata.
Aveva iniziato a venire regolarmente alle adunanze, quando un bel giorno, il marito ha iniziato a fare un sacco di storie “a causa della religione”.
Personalmente, non avevo mai parlato con questo marito “incredulo”, ma lo sapevamo delle angherie che faceva subire a sua moglie e che lei ci raccontava, e ne eravamo molto indignati.

Poi un giorno, un anziano della nostra stessa congregazione, ha incominciato a dirci a noi altri del Corpo degli Anziani, che il marito di questa giovane signora, ce l’aveva con lui in particolare e lo accusava di avergli graffiato la macchina sportiva che aveva, e di avergli bucato le gomme, oltre ad importunarlo.
Così noi, fiduciosi di avere ragione e di voler proteggere la signora avevamo messo in guardia gli uscieri di un suo possibile intervento violento durante le adunanze.
Così passarono i mesi fino a quando non avemmo la nostra assemblea di circoscrizione nella città stessa di Ginevra. Tra gli altri incarichi, ero anche Sorvegliante di Assemblea di Circoscrizione. Così sapendo del pericolo che potevano correre i fratelli, riunii il Sorvegliante degli Uscieri, il suo assistente e tutta la squadra di uscieri, per metterli in guardia contro tale persona e di essere pronti ad intervenire se si fosse mostrata violenta verso i fratelli.

Il primo giorno d’assemblea, il sabato mattino, ecco che, come temuto, l’uomo si era presentato davanti all’ingresso della sala comunale che affittavamo per l’occasione dell’Assemblea, e iniziò a dare sfogo delle sue rimostranze, facendo un sacco di baccano. Appena avvertito dal Sorvegliante degli Uscieri, insieme al mio Assistente, abbiamo chiamato la Polizia che è subito intervenuta e si è portata via il “disturbatore”.

Non molto tempo dopo, però, un altro anziano, un carissimo amico mio con il quale andavamo regolarmente a funghi insieme alle nostre mogli, si era trovato a rientrare dalla raccolta di funghi con sua moglie verso le 10 del mattino (a funghi ci si andava verso le 6 del mattino per essere certi di trovarne alcuni …) e, attraversando un paesetto vicino a Ginevra, in Francia, si è visto davanti ad uscire da un albergo, avete indovinato chi, la giovane signora che studiava e … il famoso anziano del nostro Corpo degli Anziani, in allegra compagnia.
Il mio amico anziano, rispettando le “disposizioni teocratiche”, non ha esitato a fermarsi insieme a sua moglie e a salutare la coppia che era uscita dall’albergo e che si avviava a prendere la macchina.

Come potete aspettarvelo, dunque, l’anziano fu chiamato davanti ad un comitato giudiziario e non c’è voluto molto a dimostrargli il suo peccato. Dato che non solo aveva peccato numerose volte, ma aveva avuto perfino la sfacciataggine di venire ad accusare il marito della giovane signora che si era permesso di usare violenza contro la sua auto, e verbalmente per telefono e altrimenti direttamente contro di lui.
Fu quindi disassociato e lo studio con la giovane signora fu così interrotto in quanto si era compreso che era più interessata al nostro anziano scapolone che non allo studio della Bibbia.

Per la cronaca, alcuni anni dopo, l’ex anziano è stato riassociato e dopo qualche anno si è ritirato nel nord-est dell’Italia, dove era di origine, e … a finito per sposarsi con una brava sorella che conosceva già dalla gioventù prima di espatriare per la Germania.

Morale della storia: non sempre quando un uomo (“incredulo”) è violento è per colpa della religione.
Se non si conoscono i fatti è facile poi pensare che è stata la religione a farlo diventare violento.
In questo caso, la religione era stata per la giovane donna, solo l’occasione d’incontro con l’uomo che finì per diventare il suo amante. La reazione del marito, dato il suo carattere, sarebbe stata la stessa, secondo me, se invece del testimone, sua moglie si fosse innamorata di un giovane ed aitante pizzaiolo appena sbarcato nella sua zona.
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Messaggiodi Gabriella Prosperi » 04/11/2009, 17:33

Due cose mi turbano in questi racconti.
Uno è che in una crisi di coppia, anzichè affrontare i problemi, ci si rifugi in una religione.
La seconde è che si vada a raccontare delle vere o presunte discordie, non a parenti o ai migliori amici, ma agli anziani di questa religione.
La terza sarebbe che gli anziani ascoltano e si intromettono, ma capisco che lo ritengono un dovere, quindi mi astengo dal commentare.
Insomma, questa nostra vecchia europa, poichè gli esempi vengono da un altro paese, non posso parlare solo di Italia, pare non sia cresciuta.
E' una provincia, nel senso riduttivo del termine, allargata.
Dove, maturità e senso di responsabilità son rimaste quelle delle beghine che si confessavano col parroco o con la perpetua.
Triste.
Gabriella
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Messaggiodi Giovanni da Fasano » 04/11/2009, 18:04

caro roberto la vita matrimoniale in alcuni periodi della vita è come una barca in mezzo al mare in tempesta che vuole essere portata in un porto accogliente dove deve stare serena pero guai se arrivano 2 proclamatori geovisti la barca finisce di affondare percio io volevo chiarire che se succede qualcosa nelle sale del regno che tu narri una buona parte di colpa è della tdg io adesso in questo argomento nn intervengo + perche nn ho argomenti di prima ma :pace: :strettamano: no
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Messaggiodi Roberto » 04/11/2009, 18:41

Gabriella Prosperi ha scritto:Due cose mi turbano in questi racconti.
Uno è che in una crisi di coppia, anzichè affrontare i problemi, ci si rifugi in una religione.
La seconde è che si vada a raccontare delle vere o presunte discordie, non a parenti o ai migliori amici, ma agli anziani di questa religione.
La terza sarebbe che gli anziani ascoltano e si intromettono, ma capisco che lo ritengono un dovere, quindi mi astengo dal commentare.
Insomma, questa nostra vecchia europa, poichè gli esempi vengono da un altro paese, non posso parlare solo di Italia, pare non sia cresciuta.
E' una provincia, nel senso riduttivo del termine, allargata.
Dove, maturità e senso di responsabilità son rimaste quelle delle beghine che si confessavano col parroco o con la perpetua.
Triste.
Gabriella


Cara Gabriella,
dal tuo commento si vede che non sei mai stata una Testimone, ciò non si vede, lo vedono i Testimoni.
Dici che ci sono due cose che ti turbano … e poi ne menzione tre. Devono averti veramente turbato.

Permettimi di cercare di dipingere l’atmosfera, le disposizioni, la mentalità che regna tra i Testimoni, anzi, diciamolo, il Mondo dei Testimoni.

Il primo punto che citi è il tuo disappunto nel vedere che “quando esiste una crisi di coppia, invece di affrontare i problemi, ci si rifugi in una religione”.
Beh, nell’opera di proselitismo dei Testimoni, come di molti altri movimenti religiosi e non, sono proprio questi i candidati ideali alla conversione.
Se nessuno avesse dei problemi, difficilmente cercherebbe rifugio in un ideale nuovo, bello, attraente come può essere il mondo presentato dai Testimoni ed altri movimenti religiosi e non.
Dunque, qui, il monito sarebbe “se uno attraversa un momento di debolezza emotiva, fisica, psichica o secolare” dovrebbe stare in guardia a non cadere nelle trappole di chi vorrebbe “aiutarlo”.

Il secondo punto che ti ha turbato è il fatto che “si vada a raccontare delle vere o presunte discordie, non a parenti o ai migliori amici, ma agli anziani di questa religione”.
Ebbene, per un Testimone, i “veri fratelli” (parenti) o “veri amici” sono proprio i fratelli spirituali, non la famiglia naturale (non citano i Testimoni ti le parole del Cristo che disse “non riceva ora, in questo periodo di tempo, cento volte tanto, di case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel sistema di cose avvenire la vita eterna” ?).
E chi, meglio degli anziani, nominati per “pascere il gregge” dovrebbero consultare per i loro problemi?
Non dice Giacomo 5:14-15
“C’è qualcuno malato fra voi? Chiami gli anziani della congregazione presso [di sé], e preghino su di lui, spalmando[lo] d’olio nel nome di Geova. 15 E la preghiera della fede farà star bene l’indisposto e Geova lo desterà. E se ha commesso dei peccati, gli sarà perdonato.”


Ed infine, il terzo punto, sul quale ti astieni dal commentare, riguarda il fatto che “gli anziani ascoltano e si intromettono”.
Cosa dirti? Non è proprio questo il compito degli anziani? Anzi, se non lo facessero non dovrebbero neppure essere nominati.
Il vero problema, cara Gabriella, è che la maggior parte degli anziani non ha assolutamente nessuna capacità per gestire situazioni difficili, non per cattiveria o altro, ma non sono preparati e molti sono solo ignoranti di tutto, incluso delle scritture.
Quando poi i problemi sono gravissimi, come per esempio i casi di pedofilia, oltre a non essere preparati sono anche succubi di disposizioni e regole che vanno contro il buon senso, l’amore, la dignità la legge!

Io, in coscienza, ho sempre cercato di dare il meglio di me stesso per risolvere realmente i problemi dei fratelli, sovente poi erano delle sorelle.
Ma oggi, a distanza di anni e avendo aperto gli occhi in quanto alle pretese della WT, so di essere stato colpevole di avere dato consigli che avrei fatto meglio a tenere per me.
Ma, nella posizione che avevo, quelli dati erano in armonia con quanto veniva e viene insegnato nell’Organizzazione.

Comunque, anziano o no, Testimone di Geova o no, quando qualcuno che soffre viene a chiedere aiuto, penso sia sempre tuo dovere dare quanto puoi, se non altro dare il consiglio di andare a vedere uno specialista, un professionista del soggetto in questione.
Non possiamo conoscere tutto su tutto e dobbiamo avere l’umiltà di ammetterlo e indirizzare le persone dove di dovere, benché anche li, di consigli errati e cure non appropriate se ne sono viste tante.
Gli anziani, però, sovente pensano di dover dare risposta a tutto, come fanno quando sono in predicazione, perché se sono stati nominati le capacità devono averle, no?
Ecco come finisce che alcuni anziani, pensando di avere il diritto di pronunciare una conferenza pubblica come fanno gli altri, finiscono per addormentare tutto l’uditorio, e non solo nelle Sale del Regno, ma perfino nelle Assemblee con migliaia di presenti!
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Messaggiodi Roberto » 04/11/2009, 19:28

Giovanni da Fasano ha scritto:caro roberto la vita matrimoniale in alcuni periodi della vita è come una barca in mezzo al mare in tempesta che vuole essere portata in un porto accogliente dove deve stare serena pero guai se arrivano 2 proclamatori geovisti la barca finisce di affondare percio io volevo chiarire che se succede qualcosa nelle sale del regno che tu narri una buona parte di colpa è della tdg io adesso in questo argomento nn intervengo + perche nn ho argomenti di prima ma :pace: :strettamano: no


Cosa dirti caro Giovanni,

molto probabilmente hai ragione, almeno in alcuni casi specifici e nessuno può negarlo.
Il pericolo è, secondo me, che di un caso o di alcuni casi, se ne faccia un sol fascio.

Ecco perché, parlando della violenza nelle Sale del Regno e d’Assemblea, che è il tema di questa discussione, invece di fare un affermazione generale, preferisco citare casi specifici che dimostrano come a volte, in alcuni di essi, il problema era dell’incredulo (marito o meno) e in altri, invece, era proprio quello del credente, anzi a volte dell’anziano in questione, come dimostrato nell’ultimo esempio che ho citato.

Penso che ogni caso, fa caso a se, ma ci da l’opportunità di vedere le cose da diversi punti di vista e dunque di non prendere una posizione univoca.

Ora per quanto riguarda il problema delle crisi matrimoniali, forse è meglio aprire una nuova discussione, come ho già proposto, visto che questa discussione si limita alle violenze nelle Sale del Regno e Sale d’Assemblea.


Comunque, volendo spendere solo due parole in questa discussione, riferendomi anche alla pagina 161 del libro “Felicità familiare” che hai citato, l’obiettivo è sempre quello di aiutare a risolvere i problemi, non compromettendo il legame matrimoniale.
Ma, Testimoni di Geova o non, a volte i matrimoni non sono fatti per durare.
Quando in Italia non c’era il divorzio, Testimoni e non, dovevano tenersi il coniuge.
Quando è stato introdotto, Testimoni e non, ne hanno usato le libertà.
A differenza degli altri, i Testimoni accettano il divorzio SOLO per questione di adulterio.
Se adulterio c’è, sta al coniuge innocente a decidere se perdonare o meno, come lo fanno anche i non-Testimoni.

Se invece non c’è un caso di adulterio, allora il Testimone non può divorziare.
Se la vita diventa impossibile, per mille ragioni, mentre gli altri possono divorziare liberamente, il Testimone può solo separarsi e anche se per qualche ragione possa ottenere un divorzio per ragioni altre che l’adulterio.
Il capitolo in questione “Se il matrimonio è in crisi”, che contiene il verso da te citato, vuole dare delle direttive generali. Anzitutto, dopo aver speso 5 pagine a spiegare come risolvere le crisi, spende tre paragrafi per spiegare quali sono i motivi di divorzio, e altri tre paragrafi per spiegare che in casi gravi, anche se non esistono motivi validi di divorzio, ci sono delle situazioni che permettono, non incoraggiano, la separazione.
È da notare che questa disposizione della separazione è relativamente nuova, in quanto nel passato, se non c’erano motivi validi di divorzio, la WT non accettava neppure la separazione legale.
In altri termini, è stato un bene l’aver introdotto questa disposizione, anche se non permette di risposarsi e anche se, è capitato, che alcuni ne hanno abusato.


Ma come dicevo, è un soggetto molto più complesso e merita un ampia trattazione in una discussione dedicata al soggetto.
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Ed ecco il terzo racconto: riguarda un finto proclamatore

Messaggiodi Roberto » 04/11/2009, 21:36

Circa 35 anni fa, ero in viaggio d’affari in Danimarca.
Anzi, ci tornavo sovente in quel tempo per seguire un certo progetto.

Durante la mia carriera di quasi 40 anni, ho viaggiato enormemente per affari in Europa, Canada e Stati Uniti. Non importa dove mi trovavo, cercavo sempre di mettermi in contatto con i fratelli locali e frequentavo li le adunanze. A volte mi trovavo per intere settimane all’estero e non potevo semplicemente saltare le adunanze. Andavo in sala perfino dove non comprendevo la lingua, come mi è capitato in Olanda e in Danimarca.

Comunque, nei paesi dove non parlavo la lingua cercavo se ci fossero delle congregazioni in lingua italiana, francese o inglese, così mi era più facile seguire le adunanze che non rimanere seduto per due ore senza capire nulla o quasi.

Era la prima volta che cercavo di entrare in contatto con i fratelli a Copenhagen.
Cercai nell’elenco telefonico sotto la voce Jehovah, Yehovah, Jéhovah e via dicendo fino a che caddi su un contatto in lingua inglese. Gli dissi che ero un anziano di lingua italiana della congregazione di Ginevra e che avrei desiderato partecipare alle adunanze in lingua inglese, se possibile.
L’anziano che mi ha risposto e che parlava perfettamente inglese, non volle darmi informazioni via telefono. Disse che preferiva venire ad incontrarmi di persona allo Sheraton dove alloggiavo.

Così prendemmo appuntamento per l’indomani in serata e ci incontrammo al bar dell’albergo.
Era un uomo più vecchio di me, pacato e serio, molto grande di statura.
Volle sapere molte cose su di me, il mio lavoro, cosa facevo in congregazione e così la conversazione andò avanti per un oretta circa, ma ancora non mi dava né l’indirizzo della sala né gli orari.
Alla fine disse che sarebbe venuto a prendermi l’indomani verso le 6 per andare a casa sua prima di proseguire con l’adunanza nella Sala del Regno.

Trovai strano la sua riservatezza e mi dava l’aria di essere veramente molto misterioso.
L’indomani venne a prendermi e andammo a casa sua, dove ci aspettava la moglie che aveva preparato uno spuntino da prendere prima della riunione.
Finii per dirgli che trovavo strano il suo atteggiamento, così finì per confessarmi che avevano avuto non molto tempo prima un grosso problema con un tizio che si era fatto passare per un fratello venuto da Londra per affari.
Mi disse che questo sembrava abbastanza sospetto come individuo, dal modo di parlare e di agire.
Infatti, se uno è stato testimone, soprattutto se è stato anziano per parecchi anni, non dovrebbe essere difficile scoprire se uno è veramente un fratello o meno, dal dialogo che si ha con lui, a meno che, comunque, lo sia stato una volta.

Per dirvene una, una volta ero in California per 15 giorni, sempre per affari e appena arrivato telefonai al numero che si riferiva ai Testimoni e, subito, fui invitato ad andare a casa del fratello, si chiamava Sample (proprio come “campione” in inglese). Molto simpatico lui e sua moglie. Anche li, vi andai prima dell’adunanza e pranzammo prima di andarvi (era domenica mattina). Con mia sorpresa, non appena inizia l’adunanza in inglese, lui che era Sorvegliane che Presiede, mi invita a pronunciare la preghiera.
Immaginatevi un pò se non fossi stato un vero Testimone, come avrei potuto pronunciarla?!
Dunque, non è difficile scoprire se uno è o è stato un Testimone, basta stare attenti ai vocaboli particolari usati dai testimoni, i pensieri espressi e gli atteggiamenti (non basta non fumare e non usare parole sconce).

Ma torniamo al caso di violenza a Copenhagen.
L’anziano che era venuto a prendermi e che era anche lui Sorvegliante che Presiede, mi raccontò che l’individuo che pretendeva essere un Testimone venuto da Londra, cominciò ad essere invadente e chiedere aiuto a destra e a manca nella congregazione inglese di Copenhagen.
Ad un certo punto, dopo averlo interrogato circa il nome della sua congregazione a Londra e il nome degli anziani che ivi servivano, telefonarono alla filiale di Londra per accertarsi se la congregazione e gli anziani nominati dall’individuo esistevano realmente.
Furono fornite le informazioni richieste e il Sorvegliante che Presiedeva a Copenhagen telefonò agli anziani londinesi che dissero di conoscere l’individuo ma che nono era mai stato battezzato e che aveva già dato loro molti grattacapi, e di stare molto attenti perché oltretutto era anche violento.

Quando gli anziani di Copenhagen lo misero davanti ai fatti, dicendogli che non era il benvenuto in Sala, egli incominciò ad essere arrabbiato e scontroso.
L’adunanza successiva, venne nuovamente in Sala e quando gli anziani gli si avvicinarono, disse loro che aveva una bomba nella borsa e che se non gli davano i soldi che aveva chiesto in prestito, avrebbe fatto saltare la congregazione in aria!
Meno male che gli anziani erano preparati e che avevano già previsto come agire nel caso si fosse ripresentato in Sala con cattive intenzioni.
Venne chiamata al Polizia, e questa si portò via l’individuo che non è mai più stato rivisto.

Questa esperienza è solo un'altra dimostrazione di come gli anziani a volte devono stare molto attenti con chi hanno a che fare. Personalmente abbiamo avuto a che fare con italiani venuti alle nostre adunanze dall’Italia e che non erano affatto interessati, ma volevano solo cercare di estorcere denaro ai poveri fratelli ignari. Sovente questi individui hanno frequentato i Testimoni e cercano occasioni per poter estorcere denaro infiltrandosi nelle congregazioni.
in genere, questo non è possibile in quanto, quando uno si trasferisce, il Corpo degli Anziani della congregazione che lascia inviano una lettera al Corpo degli Anziani della congregazione dove andrà a trasferirsi il proclamatore. In questa maniera si evitano un sacco di problemi.

Ma non sempre questa disposizione è applicabile. Quando uno, come me, è in viaggio di affari, non ha bisogno di nessuna lettera di raccomandazione per frequentare le adunanze all’estro. Lo stesso dicasi di coloro che sono in vacanze in un territorio lontano da casa.
In questi casi, il pericolo che l’individuo non sia un vero testimone e che vuole solo approfittare della situazione o, peggio, mostrarsi violento nei riguardi dei Testimoni, esiste veramente.
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Messaggiodi Gabriella Prosperi » 05/11/2009, 6:25

Roberto ha scritto:Cara Gabriella,
dal tuo commento si vede che non sei mai stata una Testimone, ciò non si vede, lo vedono i Testimoni.
Dici che ci sono due cose che ti turbano … e poi ne menzione tre. Devono averti veramente turbato.

Permettimi di cercare di dipingere l’atmosfera, le disposizioni, la mentalità che regna tra i Testimoni, anzi, diciamolo, il Mondo dei Testimoni.

Ti ringrazio delle precisazioni.
Ho studiato cinque anni la dottrina della ccTdG, ho frequentato molti Testimoni, e ho visto chr tra loro era normale confidarsi esperienze molto intime.
Tuttavia, sarà perchè il mio apprendistato è iniziato in età matura, sarà perchè ho un diverso concetto dell'amicizia, concetto in cui non basta avere un fine o una fede in comune, ma occorrono anni di reciproca conoscenza, tuttavia, dicevo non ho mai pensato di confidarmi.
E se devo essere sincera, mi davano anche fastidio certe confidenze ricevute forzatamente, così come il fatto che in una pixxola comunità tutti si sentissero in dovere di sapere tutto di tutti, poichè, purtroppo, nelle comunità dei Testimoni si ignora la privacy e non esiste non dico un segreto confessionale, ma neppure professionale
Questione di indole e di educazione, forse, che non mi faceva apprezzare questo lato del "sistema".
Il mio commento non era indirizzato però principalmente a chi è nell'organizzazione, ma più generalmente era una considerazione che spesso, molti di noi, preferiscono delegare le proprie responsabilità ad una struttura organizzata anzichè risolverle personamente.
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Messaggiodi Roberto » 05/11/2009, 11:43

Gabriella Prosperi ha scritto:
Roberto ha scritto:Cara Gabriella,
dal tuo commento si vede che non sei mai stata una Testimone, ciò non si vede, lo vedono i Testimoni.
Dici che ci sono due cose che ti turbano … e poi ne menzione tre. Devono averti veramente turbato.

Permettimi di cercare di dipingere l’atmosfera, le disposizioni, la mentalità che regna tra i Testimoni, anzi, diciamolo, il Mondo dei Testimoni.

Ti ringrazio delle precisazioni.
Ho studiato cinque anni la dottrina della ccTdG, ho frequentato molti Testimoni, e ho visto chr tra loro era normale confidarsi esperienze molto intime.
Tuttavia, sarà perchè il mio apprendistato è iniziato in età matura, sarà perchè ho un diverso concetto dell'amicizia, concetto in cui non basta avere un fine o una fede in comune, ma occorrono anni di reciproca conoscenza, tuttavia, dicevo non ho mai pensato di confidarmi.
E se devo essere sincera, mi davano anche fastidio certe confidenze ricevute forzatamente, così come il fatto che in una pixxola comunità tutti si sentissero in dovere di sapere tutto di tutti, poichè, purtroppo, nelle comunità dei Testimoni si ignora la privacy e non esiste non dico un segreto confessionale, ma neppure professionale
Questione di indole e di educazione, forse, che non mi faceva apprezzare questo lato del "sistema".
Il mio commento non era indirizzato però principalmente a chi è nell'organizzazione, ma più generalmente era una considerazione che spesso, molti di noi, preferiscono delegare le proprie responsabilità ad una struttura organizzata anzichè risolverle personamente.
Gabriella



Ti ringrazio delle precisazioni.
Ho studiato cinque anni la dottrina della ccTdG, ho frequentato molti Testimoni, e ho visto chr tra loro era normale confidarsi esperienze molto intime.
Tuttavia, sarà perchè il mio apprendistato è iniziato in età matura, sarà perchè ho un diverso concetto dell'amicizia, concetto in cui non basta avere un fine o una fede in comune, ma occorrono anni di reciproca conoscenza, tuttavia, dicevo non ho mai pensato di confidarmi.
E se devo essere sincera, mi davano anche fastidio certe confidenze ricevute forzatamente, così come il fatto che in una pixxola comunità tutti si sentissero in dovere di sapere tutto di tutti, poichè, purtroppo, nelle comunità dei Testimoni si ignora la privacy e non esiste non dico un segreto confessionale, ma neppure professionale
Questione di indole e di educazione, forse, che non mi faceva apprezzare questo lato del "sistema".
Il mio commento non era indirizzato però principalmente a chi è nell'organizzazione, ma più generalmente era una considerazione che spesso, molti di noi, preferiscono delegare le proprie responsabilità ad una struttura organizzata anzichè risolverle personamente.
Gabriella


Comprendo benissimo la tua impressione.

Se volessi suddividere il “problema”, direi quanto segue:

Da una parte, abbiamo un Ente religioso che, basandosi sulla Bibbia, insegna a praticare l’amore, il reciproco aiuto e che identifica alcune persone (gli anziani) abilitati, in base a certi criteri detti “biblici”, a provvedere “aiuto” di vario genere.
Tutto ciò mi sembra lodevole.

Il problema, in questo primo aspetto della questione, risiede, secondo me in vari punti:

- Coloro che sono preposti alle raccomandazioni per l’incarico di anziani, non hanno sempre le qualifiche per farlo, e non parlo solo dei membri del Corpo degli Anziani che propone, ma anche di alcuni Sorveglianti di Circoscrizione, che approvano la raccomandazione.

- Il Comitato di Filiale, che “valida” le raccomandazioni e fa l’effettiva nomina, non conosce nemmeno i candidati, e dunque il loro intervento è puramente burocratico in quanto, raramente, sono a conoscenza, grazie ad altre fonti, di informazioni non disponibili al Corpo degli Anziani o al Sorvegliante Viaggiante che ne fanno la raccomandazione.


- Il “campo” nel quale ci si aspetta operino gli anziani così nominati esula sovente dal soggetto prettamente spirituale, sul quale sono basati i famosi “requisiti”.
Basta che i candidati abbiano una “buona reputazione spirituale e di vita sociale”, per ricevere la nomina, ma poi sono tenuti a dare consigli a persone o famiglie su soggetti nei quali forse non hanno nessuna esperienza o perfino conoscenza.
Non di rado, alcuni “anziani” sono solo dei ragazzi di meno di 30 anni, senza figli e sovente celibi, che si ritrovano a dover trattare problemi più grossi di loro che hanno come protagonisti famiglie con figli che possono essere la causa del problema, o coppie con problemi di natura intima, dei quali l’”anziano” non ha ovviamente nessuna esperienza e che poco sa, oltre quanto possa avere pubblicato al WT sul soggetto.
Immaginiamoci se il problema concerne depressioni, bipolarità, pedofilia, senilità, fallimenti, estorsioni e via dicendo. Quale aiuto potranno provvedere?


- L’ultimo aspetto riguarda la confidenzialità. Benché questa sia raccomandata dall’Organizzazione, capita che del problema, già l’individuo stesso possa averne parlato ad altri prima di indirizzarsi all’anziano.
Poi, non sempre gli anziani sanno tenere la bocca chiusa. Sovente, dopo che ti sei confidata con UN anziano, egli si senti in dovere, forse a causa della sua stessa instabilità e per bisogno di collegialità nel dare un consiglio, la cosa venga trattata, in segreto, da più anziani.
E come sempre, più sono le persone a conoscenza di un fatto più si ha il pericolo che venga divulgato.
Non di rado, poi, alcuni anziani hanno l’abitudine di raccontare fatti confidenziali dei quali sono venuti a conoscenza alla propria moglie e li, addio confidenzialità!



Dall’altra parte, che non ha nulla a che vedere con l’incarico di anziani, è che in una comunità ristretta che si frequenta a lunghezza di giornate ora per un motivo e ora per un altro (adunanze, predicazione …), per di più, chiusa su se stessa dove i rapporti con il mondo reale sono limitati al massimo, ecco che sorge il fenomeno di cui hai parlato, ossia che tutti finiscono per sapere tutto di tutti.

Ma, come sempre, siamo usciti dal soggetto della violenza nelle Sale del Regno e d’Assemblea …
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Messaggiodi Gabriella Prosperi » 05/11/2009, 11:53

Roberto ha scritto:Ma, come sempre, siamo usciti dal soggetto della violenza nelle Sale del Regno e d’Assemblea …

Non del tutto se pensi che molti dei problemi di violenza possano nascere proprio dalla "cassa di risonanza" provocata dalla divulgazione e dalle "modifiche" via via inserite dal gossip.
Concordo che alcuni anziani non abbiano esperienza in molte problematiche, chi ne ha? Ma questa è una lacuna che i vertici lasciano colpevolmente, forse perchè in tal modo la vita della comunità è più controllabile e forse anche perchè ogni episodio violento può dare conferma alla "persecuzione" tanto spesso sottolieata.
In parole povere, pecore e pastori vengono, in egual misura, dati in pasto ai lupi.
Gabriella

PS_ grazie per la tua pazienza e disponibilità
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Per Gabriella

Messaggiodi Roberto » 05/11/2009, 15:39

Hai scritto

PS_ grazie per la tua pazienza e disponibilità


Sempre a disposizione ... quando ne ho il tempo e lo spirito per farlo.
Purtroppo, alcuni soggetti, se vuoi trattarli dovutamente, richiedono tempo per meditarci sopra e non scrivere spropositi che possono facilmente passare per la testa.
In verità è che se non ho tutto il tempo necessario, preferisco astenermi completamente dal commentare invece di mettere giù due righe senza pensare alle possibili differenti interpretazioni che potresti dare con quanto scrivi o omettendo aspetti importanti, in mancanza dei quali, la risposta perde del suo reale valore.
È un po il mio problema a volte ...

Come vedi, questi giorni mi sono preso un po più di tempo per il forum e quindi ...
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