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Le dottrine degli Avventisti simili a quelle dei TdG

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Le dottrine degli Avventisti simili a quelle dei TdG

Messaggiodi Francesco Franco Coladarci » 19/11/2013, 15:29

Premessa
Visto che Agabo non perde mai l'occasione di scagliarsi verso la Chiesa Cattolica, additandola come una "prostituta", e visto che tale chiesa a suo dire insegna dottrine false per merli e creduloni vari, e visto che per molte e molte volte nessuno si è permesso di contestare le dottrine avventiste, questa discussione è fatta per esaminare ciò che Agabo pensa di credere, partendo dalle radici, le quali non si fondano sulla successione apostolica(a loro sconosciuta) ma su poche persone vissute nel XIX secolo, le quali dottrine hanno vari aspetti comuni con i TdG.

Le varie documentazioni sono prese da varie fonti, comprese ovviamente quelle avventiste.

Un po della loro Storia

Franco
“Al di sopra del Papa, come espressione della pretesa vincolante dell’autorità ecclesiastica, resta comunque la coscienza di ciascuno, che deve essere obbedita prima di ogni altra cosa, se necessario anche contro le richieste dell’autorità ecclesiastica.”
(Cardinal Joseph Ratzinger )

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Francesco Franco Coladarci
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Il protestantesimo avventista - Introduzione all'avventismo

Messaggiodi Francesco Franco Coladarci » 19/11/2013, 15:36

Per Agabo
Sei invitato a rispondere al contenuto della discussione, non tergiversando su chi l'abbia scritto.

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La componente avventista – che sottolinea l'imminenza della fine di questo mondo – percorre, trasversalmente, tutto il protestantesimo. Dai romanzi ai trattati di teologia, testi che annunciano la fine imminente diventano spesso best seller, specie nei paesi di lingua inglese. I loro lettori provengono da tutte le correnti del protestantesimo, in particolare da quelle evangelical. Esistono tuttavia anche denominazioni di tipo "avventista" che si sono costituite come Chiese o comunità separate. Esse affondano le loro radici nelle speculazioni sulla fine di questo mondo e sulla sua data possibile o probabile, ricavate soprattutto dal Libro di Daniele e dall'Apocalisse. I brani più spesso scrutati per il loro significato numerologico sono:

- Apocalisse 11, 3, che menziona 1.260 "giorni" (interpretati come "anni" nelle speculazioni numerologiche sulla base di Numeri 14, 34 ed Ezechiele 4, 6), tempo della testimonianza di "due profeti vestiti di sacco", con cui sono fatti coincidere anche testi di Daniele dove di parla di "un tempo, più tempi e metà di un tempo";

- Daniele 12, 11, che parla di un periodo di 1.290 "giorni" a partire dalla "abolizione del sacrificio";

- Daniele 12, 12, che contiene un riferimento a 1.335 "giorni";

- Apocalisse 11, 2, che si riferisce a quarantadue "mesi" (quindi 2.260 "giorni", cioè anni), durante i quali "i Gentili calpesteranno la Città Santa", periodo messo in relazione con i "tempi dei Gentili" di Luca 21, 24;

- Daniele 8, 14, che menziona un periodo di 2.300 "giorni" tra la "desolazione" e la "purificazione" del santuario;

- Daniele 4: il resoconto del sogno di Nabucodonosor (630-561 a.C.), in cui un albero gigantesco abbattuto resta a terra, prima di venire rialzato, per sette "tempi" (interpretati come "anni" di 360 "giorni" ciascuno, per un totale di 2.520 "giorni" simbolici, cioè 2.520 anni).

Questi e altri brani offrono dei periodi (in anni) al termine dei quali si attendono avvenimenti straordinari. Naturalmente, per poter applicare profeticamente questi testi, è necessario reperire un termine da cui fare partire il calcolo, e anche su questo punto le interpretazioni dei testi biblici divergono.

Movimenti di tipo lato sensu avventista si sono sviluppati nel mondo protestante (e occasionalmente – ma meno spesso – in quello cattolico) a partire, almeno, dalla Rivoluzione francese, un avvenimento dalla portata così straordinaria da essere spesso messo in relazione con le profezie bibliche. Il maggiore movimento avventista – il predecessore immediato delle attuali denominazioni di questa corrente – è tuttavia l'avventismo millerita, o millerismo, che prende il nome da un predicatore laico battista, William Miller (1782-1849). Nel 1834 Miller abbandona la sua attività di agricoltore per dedicarsi alla predicazione a tempo pieno. Sulla base dei diversi calcoli convergenti, egli ritiene che i 2.300 "giorni" (anni) di Daniele 8, 14 termineranno nel 1843. L'annuncio profetico di avvenimenti apocalittici per questa data suscita uno dei più spettacolari movimenti di risveglio dell'intera storia religiosa americana, coinvolgendo centinaia di migliaia (forse milioni) di persone, e raggiungendo dagli Stati Uniti anche l'Inghilterra, l'Europa continentale e persino l'India e l'Africa.

Quando l'anno 1843 trascorre senza che nulla sia accaduto, Miller corregge i calcoli, fissando la fine del presente ordine di cose dapprima alla primavera del 1844, quindi – sotto l'influenza di Samuel Snow (1806-1870) – alla data esatta del 22 ottobre 1844. L'attesa della fine per quest'ultima data è stata spesso esagerata da storici forse troppo attenti alle frange più estreme, ma è certamente contrassegnata da notevole fervore. La storiografia religiosa statunitense parla di una "Grande Delusione" con riferimento all'alba del 23 ottobre 1844, quando il sole si leva senza che nulla di visibile sia accaduto.

La sociologia contemporanea insegna che, "quando la profezia fallisce", difficilmente un movimento di disperde. Se qualcuno ammetterà di essersi semplicemente sbagliato (come fece, dopo il 1844, lo stesso Miller), i più cercheranno di razionalizzare la delusione (cosiddetta "sindrome di Festinger", dal nome del sociologo Leon Festinger [1919-1990] che per primo studiò il fenomeno nel 1956) convincendosi che si era attesa o la cosa giusta per la data sbagliata, o qualche cosa di sbagliato per la data giusta. Dopo la Grande Delusione la prima spiegazione – che incita a ricalcolare le date – si diffonde intorno a due gruppi milleriti, l'Unione della Vita e dell'Avvento fondata nel 1863 da George Storrs (1796-1879), e l'Associazione Cristiana Avventista. Queste due denominazioni si sono fuse nel 1964 nella Chiesa Cristiana Avventista, che ha una teologia di tipo battista e non è presente in Italia. L'Associazione Cristiana Avventista è oggi principalmente nota perché da una sua dissidenza è nato il movimento degli Studenti Biblici, che – particolarmente nel gruppo maggiore che ne è derivato, i Testimoni di Geova – ha adottato una teologia che esce decisamente dall'ambito protestante.

Quanto alla seconda reazione – ritenere che per la data giusta (1844) si fosse attesa la cosa sbagliata –, la si ritrova nell'avventismo sabatista, il cui filone principale è stato organizzato nella Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno, alla cui origine si trova il ministero profetico di Ellen G. White (1827-1915). Nella sua storia, questa grande denominazione ha patito un certo numero di scismi, alcuni dei quali sono collegati al "Movimento di Riforma" sorto all'epoca della Prima guerra mondiale intorno alla questione del servizio militare. Tutte le denominazioni di questo filone sono sabatiste, cioè considerano "giorno del Signore" il sabato e non la domenica, secondo una dottrina di origine antica con cui i primi avventisti erano venuti in contatto tramite una minoranza battista, i Battisti del Settimo Giorno.

La maggioranza delle denominazioni avventiste sono anche condizionaliste, cioè accettano la teoria dell'immortalità condizionata dell'anima, secondo cui al momento della morte l'anima entra in uno stato di "sonno" da cui si "risveglia" solo al giudizio finale, in cui l'immortalità è garantita alle sole anime dei giusti. Questa teoria ha una lunga serie di predecessori, ma è stata accolta dall'ambiente avventista soprattutto sulla base di un best seller teologico del 1842, I Sei Sermoni del già citato George Storrs.

Per contro, non tutte le denominazioni avventiste sabatiste accettano il ministero profetico di Ellen G. White. Gilbert Cranmer (1814-1904) fonda nel 1860 una Chiesa di Dio (Settimo Giorno) che, pur essendo sabatista, adotta tutta una serie di pratiche “giudaizzanti” ispirate all'Antico Testamento, che costituiscono il segno distintivo delle numerose denominazioni che derivano, direttamente o indirettamente, dal suo ministero. Le Chiese di Dio (Settimo Giorno), la più antica delle quali – che ha oggi sede a Denver – è presente anche in Italia, hanno una complicata storia di scismi, da cui emerge nel 1937 come gruppo di dimensioni maggiori la Chiesa Radiofonica di Dio, poi denominata Chiesa di Dio Universale (oggi Grace Communion International), fondata da Herbert W. Armstrong (1892-1986).

L'intera famiglia delle Chiese avventiste ha mostrato, nella sua storia, una singolare capacità di riconquistare molti aspetti della teologia protestante classica, in parte rifiutati dai fondatori. Un processo di questo genere si è verificato tra gli Avventisti del Settimo Giorno, e anche nella Grace Communion International) dopo la morte del fondatore Armstrong. Come spesso accade, il processo che ha ricondotto la Chiesa di Dio Universale (oggi Grace Communion International) nell'ambito del protestantesimo evangelico, con la rinuncia alle innovazioni dottrinali più controverse di Armstrong, ha provocato la nascita di un buon centinaio di scismi "armstrongiti", il più grande dei quali, la Chiesa di Dio Unita, è presente anche in Italia. L'altro principale gruppo "armstrongita", la Global Church of God, ha dovuto dichiarare fallimento nel settembre 1999 dopo un tentativo del suo consiglio di amministrazione, nel novembre 1998, di estromettere il fondatore, Roderick C. Meredith. Quest'ultimo ha fondato una Living Church of God, che ha ripreso missioni in Germania e in Francia e cerca di stabilire una presenza anche in Italia.

B.: Sulle origini dell'avventismo e la Rivoluzione francese, importanti sono i testi di Clarke Garrett, Respectable Folly. Millennarians and the French Revolution in France and England, Johns Hopkins University Press, Baltimora-Londra 1975; e John S.C. Harrison, The Second Coming. Popular Millenarianism 1750-1850, Routledge & Kegan Paul, Londra-Henley 1979. Sulla corrente avventista in genere, fondamentale è lo studio dello storico (egli stesso avventista del Settimo Giorno) LeRoy Edwin Froom, The Prophetic Faith of Our Fathers. The Historical Development of Prophetic Interpretation, 4 voll., Review and Herald, Washington, 1ª ed. 1950-1954; 2ª ed. 1978-1982. Lo stesso autore ha ricostruito la storia del condizionalismo in The Conditionalist Faith of Our Fathers, 2 voll., Review & Herald, Washington 19652. Sul millerismo la letteratura è molto vasta: si potrà partire da David L. Rowe, God’s Strange Work. William Miller and the End of the World, William B. Eerdmans, Grand Rapids (Michigan) 2008; Ronald L. Numbers - Jonathan M. Butler (a cura di), The Disappointed: Millerism and Millenarianism in the Nineteenth Century, Indiana University Press, Bloomington (Indiana) 1977; e Ruth Alden Doan, The Miller Heresy. Millennialism and American Culture, Temple University Press, Philadelphia 1987. Sulla corrente delle Chiese di Dio (Settimo Giorno), un importante strumento di lavoro è la bibliografia di Joel Bjorling, The Churches of God, Seventh Day. A Bibliography, Garland, New York-Londra 1987. Sulle decine di scismi "armstrongiti", una fonte indispensabile è la rivista The Journal: News of the Churches of God (indipendente, ma con molti redattori che fanno parte della Chiesa di Dio Unita), che dispone di un sito Internet: www.thejournal.org. Sul rapporto fra protestantesimo e avventismo, cfr. Fabrice Desplan - Régis Dericquebourg (a cura di), Ces protestants que l’on dit adventistes, L’Harmattan, Parigi 2008.

Tratto da
http://www.cesnur.org/religioni_italia/ ... sta_01.htm
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Gli Avventisti del Settimo Giorno

Messaggiodi Francesco Franco Coladarci » 19/11/2013, 15:38

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Gli Avventisti del Settimo Giorno affondano le loro radici nell’avventismo millerita. Dopo la Grande Delusione, Owen R. L. Crosier (1820-1913) – che peraltro non aderirà alla nuova denominazione – elabora una spiegazione di quanto era avvenuto nel 1844, sostenendo che alla data del 22 ottobre un evento importantissimo si è effettivamente verificato, ma in modo invisibile e in Cielo. Nel frattempo, altri importanti milleriti fra cui Joseph Bates (1792-1872) e John Nevins Andrews (1829-1883) avevano abbracciato il sabatismo. Altri sostenevano la dottrina della “porta chiusa” secondo cui solo chi nel 1844 aveva creduto all’imminente Secondo Avvento avrebbe potuto salvarsi. Il periodo di confusione dottrinale successivo alla Grande Delusione è superato grazie al talento organizzativo di James White (1821-1881) e alle doti profetiche della moglie, Ellen G. Harmon White, che aveva sposato nel 1846. Le origini dell’attuale denominazione risalgono al 1855, con la pubblicazione del periodico Review and Herald; il nome Avventisti del Settimo Giorno è adottato nel 1860 e una Chiesa con questo nome è fondata nel 1863 con circa 3.500 membri. Il successo è rapido, grazie anche all’interesse per le teorie vegetariane, la medicina naturale e la dietologia promossa in particolare dal medico John H. Kellogg (1852-1943 – il celebre inventore dei fiocchi d’avena), la cui inclinazione per teorie panteistiche lo condurrà peraltro alla rottura con la Chiesa avventista nel 1907. L’espansione missionaria coinvolge anche l’Europa – e l’Italia – grazie, originariamente, a un personaggio singolare e indipendente, il polacco Michat Belina Czechowski (1818-1876). Un momento di difficoltà – e insieme di approfondimento teologico – nella storia della Chiesa avventista è la Conferenza Generale di Minneapolis (1888), caratterizzata dal “messaggio” di Ellet J. Waggoner (1855-1916) e Alonzo T. Jones (1850-1923), che tende a reintrodurre nella teologia avventista una insistenza sul classico tema protestante della giustificazione grazie alla sola fede, accompagnata da un entusiasmo revivalistico che dovrebbe trasformare la giustificazione per fede in un’esperienza personale. Ellen G. White interviene personalmente per impedire che il “messaggio” di Waggoner e Jones sia condannato, anche se entrambi finiranno per abbandonare la denominazione. Problemi simili hanno accompagnato, nel XX secolo, quella che molti osservatori considerano una marcia, compiuta con successo, verso un’integrazione del mondo avventista nel protestantesimo evangelico. Una frangia liberale vorrebbe spingersi più oltre su temi come la moralità sessuale o il femminismo, mentre non mancano gruppi conservatori che insistono per una fedeltà letterale anche agli aspetti secondari del messaggio di Ellen G. White. La Chiesa avventista è coordinata da una Conferenza generale, che ha sede a Silver Spring, nel Maryland, i cui dirigenti – guidati dal presidente – sono eletti da una Assemblea generale che si tiene ogni cinque anni. Alla Conferenza generale fanno capo le varie Divisioni in cui è diviso il territorio mondiale. I membri di ciascuna Chiesa locale si riuniscono al sabato per lo studio biblico e il “culto”.

La Chiesa avventista conta oltre sedici milioni di membri battezzati nel mondo. In Italia i membri di Chiesa registrati come tali sono – con centonove chiese – oltre novemila, ma questo numero non indica se non una frazione della comunità avventista nel suo insieme; le riunioni di culto sono frequentate da circa quindicimila persone e le scelte valide dell’otto per mille che designano la Chiesa avventista sono annualmente oltre quarantamila. Queste ultime, peraltro, derivano in parte anche da non avventisti che hanno simpatia per quell’ampia serie di istituzioni educative, caritative, sociali ed editoriali attraverso le quali gli avventisti sono presenti e noti nel nostro Paese. La presenza nel nostro Paese della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno risale al 1864, ed essa è stata riconosciuta come ente di culto con D.P.R. 13 aprile 1978, ai termini della legge del 1929. Nel 1986 è stata firmata l’Intesa con il governo italiano, poi ulteriormente recepita nel 1988 – legge 22/11/1988 –, alcune modifiche della quale sono state oggetto di un accordo firmato dal Presidente del Consiglio Romano Prodi il 4 aprile 2007 e in attesa di ratifica da parte del Parlamento. La Repubblica Italiana garantisce alla Chiesa Avventista l’autonomia e la libera organizzazione, secondo i propri ordinamenti, nonché la libera nomina dei propri ministri di culto e missionari. Prima dell’abolizione della leva obbligatoria ai giovani avventisti – che per ragioni di fede non portano le armi – era garantito il diritto all’obiezione di coscienza. L’Unione Italiana Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno è inoltre autorizzata a svolgere liberamente assistenza spirituale negli istituti ospedalieri e penitenziari, può istituire scuole di ogni ordine e grado, ed è stato riconosciuto legalmente il titolo offerto dall’Istituto Avventista di Cultura Biblica “Villa Aurora”, il seminario in cui si formano i pastori e il personale. Nell’Intesa, un importante rilievo ha il riconoscimento del diritto all’osservanza del sabato in tutti i settori, compreso quello lavorativo e scolastico; i matrimoni celebrati da ministri di culto avventisti sono riconosciuti agli effetti civili. Gli enti riconosciuti dall’Intesa come “ecclesiastici”, facenti capo all’Unione Italiana delle Chiese Avventiste, sono: l’Ente UICCA (Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste), l’Ente Patrimoniale, che gestisce gli immobili dell’UICCA, e l’Ente Istituto Avventista di Cultura Biblica, che fa capo al seminario di Villa Aurora. Lo Stato riconosce inoltre agli avventisti il diritto ad avere radio locali e alla piena libertà di stampa, affissione e promozione. Per quanto riguarda gli aspetti economici, lo Stato ha preso atto che la Chiesa Avventista si sostiene autonomamente attraverso le decime e le offerte dei propri membri; la Chiesa è stata inserita nella ripartizione dell’otto per mille dell’IRPEF – con esclusione della quota relativa alle scelte non espresse dai contribuenti, cui ha espressamente rinunciato –, che destina per scopi sociali, culturali, umanitari e assistenziali, per opere da realizzare in Italia e soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, attraverso l’ONG denominata ADRA, che fa capo alla Chiesa Avventista. In Italia gli avventisti svolgono un’ampia rete di attività sanitarie e sociali: vanno ricordate la Casa di Riposo “Casa Mia” di Forlì; l’associazione umanitaria ADRA-Italia, che realizza progetti a favore dell’infanzia, degli anziani, e nel settore dell’accoglienza, dell’aiuto ai profughi e con interventi nel Terzo Mondo; l’associazione Lega Vita e Salute che, in collaborazione con la casa editrice ADV – importante a questo riguardo la rivista Vita & Salute –, opera per la difesa della salute nel campo dell’educazione e della prevenzione sia in campo alimentare sia con i famosi “Piani dei Cinque Giorni” per smettere di fumare, e con corsi anti-alcool e anti-stress. La Fondazione Adventum è stata inoltre istituita per prevenire e combattere l’usura in Italia e per promuovere il lavoro giovanile, ottenendo importanti riconoscimenti da parte delle istituzioni. Molto esteso è l’impegno a favore dei giovani, per i quali è stata fondata AISA – Associazione Italiana Scout Avventisti –, che opera nel campo dello scoutismo, della formazione e prevenzione del disagio, organizzando campeggi e attività a favore dell’ambiente. Un forte impegno è stato sviluppato anche nell’ambito della difesa della libertà religiosa, in cui opera l’associazione non confessionale AIDLR (Associazione Internazionale per la Difesa della Libertà Religiosa), rappresentata anche presso l’ONU, che pubblica a livello internazionale la rivista Coscienza e Libertà.

La dottrina avventista – fino al 1980 radicata nelle “trentasei tesi” del 1957, e dal 1980 nelle “ventisette dottrine fondamentali” che sintetizzano le credenze della Chiesa, come esposto nel documento SDAs believe... A Biblical exposition of 27 fundamental doctrines, attualmente il documento ufficiale di riferimento per l’identificazione del corpus dottrinale avventista – parte dall’affermazione della Trinità, della divinità di Gesù Cristo, della giustificazione per sola fede, cui si aggiunge la fiducia in un “imminente Secondo Avvento”. Specifici della teologia avventista sono il condizionalismo, con conseguente negazione dell’Inferno, in quanto – dopo il giudizio – i peccatori saranno puniti con la “completa distruzione” e il sabatismo. Si aggiungono il rifiuto della predestinazione, il battesimo per immersione, il principio della decima, la necessità di continuare il rito della lavanda dei piedi, l’astensione dall’alcool e dal tabacco, la rigorosa separazione della Chiesa dallo Stato, la verità letterale del racconto della Creazione, anche se all’interno della Chiesa Avventista esiste un’ampia gamma di interpretazioni su questo e altri soggetti legati all’ermeneutica biblica, che fanno capo al dibattito più ampio – e ancora piuttosto “fluido” – tra posizioni letteraliste e liberali, come dimostra la discussione in corso, nella quale anche voci autorevoli del mondo avventista si sono pronunciate a favore di una interpretazione non letterale della Creazione. Cruciale per la definizione dell’identità avventista è la “dottrina del Santuario”, la risposta storica dei “pionieri” avventisti alla crisi del 1844. Vi è un Santuario celeste – di cui il santuario del tempio di Gerusalemme rappresenta l’antitipo vetero-testamentario –, che ha una parte superiore, il “luogo santissimo”, e una parte inferiore. Il 22 ottobre 1844 Gesù Cristo è asceso nel “luogo santissimo” dove ministra a favore degli uomini. Da allora è iniziato un “giudizio investigativo”, una “grande inchiesta” che esamina i meriti di ogni singola persona umana. Il “giudizio investigativo” precede immediatamente i tempi ultimi, e il ritorno di Cristo è imminente, come annunciato dallo “Spirito di Profezia” che si è manifestato nell’opera di Ellen G. White, i cui scritti non sono peraltro considerati sullo stesso piano della Bibbia. Prima che Cristo ritorni, vi sarà un “grande conflitto” fra il bene e il male, identificati rispettivamente dal “suggello di Dio” – l’osservanza del sabato – e dal “marchio della bestia”, cioè la sua diabolica sostituzione con la domenica, la cui osservanza sarà presto imposta da un potere politico collegato all’Anticristo dell’Apocalisse. Se questa “seconda Bestia” è un potere di tipo politico, a lungo nella letteratura avventista la “prima Bestia” “religiosa” è stata identificata con la Chiesa di Roma e con il pontificato, anche se più recentemente le affermazioni anti-cattoliche sono state notevolmente sfumate e un cauto dialogo è stato avviato anche con il mondo cattolico, così come con quello protestante maggioritario. Il timore della “seconda Bestia” è alle radici dell’impegno avventista nelle istituzioni e associazioni internazionali che promuovono la libertà religiosa con particolare impegno. In ogni caso, secondo gli Avventisti, nessuno ha ancora ricevuto il “marchio della Bestia”, che sarà imposto soltanto quando la “seconda Bestia” avrà resa obbligatoria per legge l’osservanza della domenica. Il regno della Bestia avrà termine con il ritorno in gloria, personale e visibile di Cristo che inaugurerà il Millennio, in cui gli eletti morti risorgeranno e, insieme con gli eletti viventi, ascenderanno al Cielo, dove parteciperanno al giudizio degli empi diretto da Cristo. Nel frattempo, la Terra rimarrà per mille anni deserta e desolata. Al termine del Millennio, la Gerusalemme celeste riscenderà di nuovo sulla Terra: i malvagi “risorgeranno” per udire la sentenza che li condanna alla “distruzione”, insieme con Satana e i suoi angeli ribelli, mentre i buoni conosceranno la vita eterna in un mondo di gioia perfetta.

Tratto dal
http://www.cesnur.org/religioni_italia/ ... sta_02.htm
“Al di sopra del Papa, come espressione della pretesa vincolante dell’autorità ecclesiastica, resta comunque la coscienza di ciascuno, che deve essere obbedita prima di ogni altra cosa, se necessario anche contro le richieste dell’autorità ecclesiastica.”
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Il Movimento di Riforma

Messaggiodi Francesco Franco Coladarci » 19/11/2013, 15:43

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Il "Movimento di Riforma" avventista risale alla Prima guerra mondiale, e al conflitto all'interno degli avventisti europei sulla questione dell'obiezione di coscienza. Nonostante una precedente tradizione orientata in senso pacifista, di fronte ai concreti rischi di scioglimento della denominazione, chiusura di chiese, arresto e fucilazione di membri coscritti renitenti alla leva, la Divisione Europea guidata da Louis Richard Conradi (1856-1939) chiede ai coscritti avventisti di accettare il servizio militare, e li invita a partecipare senza riserve ad attività militari e belliche anche nel giorno del sabato. Alcuni giovani rifiutano questa decisione ed entrano in clandestinità. La resistenza alla decisione di Conradi coinvolge circa il due per cento degli avventisti tedeschi, con un'importante presenza anche in altri paesi.

Questo "Movimento di Riforma" sorge da laici e da alcuni anziani di Chiesa, inizialmente indipendenti gli uni dagli altri, in diversi paesi. Per evitare che la posizione avventista ufficiale sia confusa con quella di questi "riformisti", la Chiesa Avventista procede rapidamente alla loro espulsione, e ben presto i "riformisti" sono emarginati. Dopo la guerra, la dirigenza avventista internazionale cerca un compromesso, criticando sia Conradi (che nel 1922 perderà la presidenza della Divisione europea), sia il "Movimento di Riforma" per le sue tendenze separatiste. Ricucire lo strappo si rivela ultimamente impossibile. Nel 1920 a Friedensau, in Germania, si svolge una storica conferenza, con la presenza di "riformisti" e di importanti dirigenti avventisti provenienti dagli Stati Uniti. Le critiche ai responsabili europei non soddisfano i "riformisti", in quanto i rappresentanti della Conferenza Generale avventista mantengono il principio secondo cui, particolarmente in tempo di guerra, gli avventisti possono prestare servizio militare. Alla Conferenza Generale tenuta a San Francisco nel 1922 i "riformisti" chiedono un riesame della questione, ma la loro richiesta è respinta, e la separazione dalla Chiesa Avventista diventa definitiva. Va peraltro segnalato che nel 2005 la Chiesa Avventista, in un gesto di riconciliazione storica, ha chiesto perdono a quanti fossero stati offesi dalle posizioni e decisioni di Conradi intema di obiezione di coscienza e ai loro discendenti.

La prima sessione ufficiale della Conferenza Generale riformista, che approva gli Articoli di fede e adotta il nome di Avventisti del Settimo Giorno - Movimento di Riforma, si tiene a Gotha (Germania) dal 14 al 20 luglio 1925. Sul succedersi di vari nomi nel riformismo delle origini c’è oggi peraltro dibattito, e versioni leggermente diverse sono fornite dalle due branche in cui è diviso il movimento. Nel periodo successivo si conseguono importanti successi missionari nell'America del Nord (Stati Uniti e Canada) e del Sud (Argentina e Brasile), in Australia, in Sud Africa e in Rhodesia. Il Movimento di Riforma deve ancora patire dure persecuzioni per il suo atteggiamento pacifista durante la Seconda guerra mondiale (e già in precedenza nella Germania nazista, dove il movimento è sciolto e i suoi beni confiscati). Le persecuzioni continuano dopo la guerra nei paesi a regime comunista.

Nel 1951 il Movimento di Riforma si divide in due branche: le Missioni Cristiane Internazionali – Avventisti del Settimo Giorno – Movimento di Riforma e gli Avventisti del Settimo Giorno Movimento di Riforma. Entrambe le branche sostengono di rappresentare la continuità del Movimento di Riforma originario: ci si riferirà alla loro letteratura citata in bibliografia per i rispettivi argomenti. In entrambe le branche, il riformismo condivide, in generale, la teologia della Chiesa Avventista. A prescindere dal rifiuto del servizio militare (ma, oggi, non di forme di servizio civile sostitutivo), il Movimento di Riforma si differenzia dall'avventismo maggioritario anche per un'applicazione rigorosa delle prescrizioni di Ellen G. White (1827-1915) in materia dietetica e igienica. Tutti i riformisti sono vegetariani.

Tratto da
http://www.cesnur.org/religioni_italia/ ... sta_03.htm
“Al di sopra del Papa, come espressione della pretesa vincolante dell’autorità ecclesiastica, resta comunque la coscienza di ciascuno, che deve essere obbedita prima di ogni altra cosa, se necessario anche contro le richieste dell’autorità ecclesiastica.”
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I suoi fondatori - WILLIAM MILLER

Messaggiodi Francesco Franco Coladarci » 19/11/2013, 15:55

Per parlare dell’origine degli Avventisti del Settimo giorno occorre innanzi tutto parlare di William Miller (1782-1849) e delle sue predizioni concernenti la venuta del Signore: la ragione è perché la Chiesa Avventista del settimo giorno, come vedremo in seguito, nacque dalla fusione di alcuni gruppi milleristi-avventisti venutisi a formare dopo che le predizioni di Miller non si adempirono.

Miller nacque nel 1782 in Pittsfield, nello Stato del Massachusetts. Si convertì nel 1816 e dopo due anni di intenso studio delle Scritture arrivò alla conclusione che la fine del mondo sarebbe arrivata nel 1843. Ecco quello che lui stesso scrisse a tale riguardo: ‘Io fui portato, nel 1818, alla fine del mio studio delle Scritture di due anni, alla solenne conclusione che nello spazio di circa venticinque anni da quel tempo [ 1818] tutti gli affari del nostro presente stato sarebbero stati conclusi (would be wound up)’ (Francis D. Nichol, The Midnight Cry [Il Grido di Mezzanotte], Washington, D. C. 1944, pag. 35; citato da Walter R. Martin, The Kingdom of the cults [Il Regno dei culti], Minneapolis, Minnesota 1977, 24esima ediz. (riveduta), pag. 361). Più tardi Miller specificò il tempo del ritorno di Cristo in questi termini: ‘Io credo che il tempo può essere conosciuto da tutti coloro che desiderano capire ed essere pronti per la Sua venuta. E io sono pienamente convinto che in un tempo fra il 21 Marzo 1843 e il 21 Marzo 1844, in base al modo dei Giudei di computare il tempo, Cristo verrà e porterà tutti i suoi santi con Lui; e che poi egli ricompenserà ogni uomo a secondo di quel che sarà l’opera sua’ (Signs of the Times [Segni dei Tempi], 25 Gennaio 1843; citato da Walter Martin, op. cit., pag. 361). Ma come fece Miller a giungere a questa conclusione? In questa maniera. Egli stabilì che l’anno 457 a. C., l’anno in cui fu emanato il decreto di Artaserse che permise ad Esdra di tornare a Gerusalemme (cfr. Esd. 7:11-26), era il punto di partenza da cui occorreva calcolare le settanta settimane di cui aveva parlato il profeta Daniele (cfr. Dan. 9:24-26). Attribuendo ad ogni giorno il significato di un anno, i 490 giorni equivalevano a 490 anni, per cui sommandoli alla data del 457 a. C. egli arrivò alla data del 33 d. C. data in cui sarebbe avvenuta la crocifissione di Cristo. In Daniele questo evento sarebbe stato predetto con queste parole: "Dopo le sessantadue settimane, un unto sarà soppresso…" (Dan. 9:26). Sempre basandosi su Daniele egli prese anche le duemila trecento sere e mattine di cui parlava il profeta Daniele alla fine dei quali il santuario sarebbe stato purificato (cfr. Dan. 8:14), e sempre attribuendo ad ogni giorno il significato di un anno sommò i duemila trecento anni alla data del 457 a. C. e arrivò alla data del 1843 d.C. Qualcuno dirà: ‘Ma lì nelle parole di Daniele si parla della purificazione del santuario, che centra dunque la venuta del Signore? In effetti in quelle parole di Daniele non si parla della venuta del Signore ma della purificazione del santuario, ma Miller, e quelli che lo seguirono, in quell’evento ci videro il ritorno del Signore perché essi pensavano che la terra fosse il santuario, perciò ritenevano che la purificazione del santuario fosse la purificazione della terra col fuoco dell’ultimo giorno e che ciò sarebbe avvenuto al secondo avvento di Cristo. Di qui la conclusione che Cristo sarebbe ritornato tra la primavera del 1843 e quella del 1844 [1]. Miller si diede a predicare questo messaggio del secondo avvento di Cristo in quel preciso periodo di tempo e migliaia di persone gli credettero. Ma la mancata apparizione di Cristo in quell’anno fissato da Miller, provocò una grande delusione. Miller riconobbe il suo errore ma persistette nel dire che il giorno del Signore era imminente; ecco come si espresse: ‘Confesso il mio errore, e riconosco la mia delusione; comunque io credo ancora che il giorno del Signore è vicino, cioè alle porte; e vi esorto, fratelli miei, ad essere vigilanti e a non permettere che quel giorno venga su voi ignari’ (Sylvester Bliss, Memoirs of William Miller [Memorie di William Miller], pag. 256; citato da Anthony A. Hoekema, The Four Major Cults [I Quattro Maggiori Culti], Exeter, Devon England, 1975, pag. 91). Dopo la mancata apparizione di Cristo in quell’anno, Samuel S. Snow, uno dei collaboratori di Miller, spostò la data del ritorno di Cristo all’autunno del 1844, e precisamente al 22 Ottobre di quell’anno (perché quel giorno in quell’anno coincideva nel calendario ebraico con la celebrazione del Giorno dell’Espiazione); e molti dei seguaci di Miller accettarono questa nuova data, e alla fine l’accettò pure Miller. Come si approssimava quel giorno, molti vendettero le loro proprietà, degli agricoltori lasciarono le loro raccolte non mietute e alcuni che possedevano dei negozi li chiusero in onore del Re dei re, e tutti si prepararono in vista di quell’evento. Gruppi di Milleriti si radunarono nelle loro case e nei loro luoghi di riunione per aspettare il ritorno del Signore in quel giorno (in tutto viene detto che i seguaci di Miller si aggiravano sui 50.000). Ma in quel giorno il Signore non tornò: e fu così grande la delusione che molti abbandonarono la fede nell’avvento di Cristo.

Per quanto riguarda William Miller occorre dire che egli, in base a quanto dice LeRoy Froom, si oppose alle varie e nuove teorie sorte dopo il 22 Ottobre 1844 per spiegare la delusione (per cui non accettò la dottrina del santuario e quella del giudizio investigativo). Oltre a ciò egli non accettò mai la dottrina dell’osservanza del sabato, del ‘sonno dell’anima’ e dell’annichilimento dei malvagi (cfr. LeRoy Edwin Froom, The Prophetic Faith of our Fathers [La Fede Profetica dei nostri Padri], Takoma Park, Washington, D.C. 1950, vol. IV, pag. 828-829), dottrine che sono insegnate dalla Chiesa Avventista.

A questo punto occorre parlare di altre tre persone che hanno contribuito alla formazione della chiesa avventista; sono Hiram Edson, Joseph Bates e Ellen Gould White.

la fonte verrà messa in ultimo
“Al di sopra del Papa, come espressione della pretesa vincolante dell’autorità ecclesiastica, resta comunque la coscienza di ciascuno, che deve essere obbedita prima di ogni altra cosa, se necessario anche contro le richieste dell’autorità ecclesiastica.”
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HIRAM EDSON

Messaggiodi Francesco Franco Coladarci » 19/11/2013, 16:07

Hiram Edson (1806-1882) che aveva atteso il ritorno del Signore per il 22 Ottobre 1844, il giorno dopo il 22 Ottobre 1844, mentre andava con un suo compagno (che viene detto essere O. R. L. Crosier) a trovare degli Avventisti per confortarli giunse alla conclusione che in quel giorno del 22 Ottobre 1844 Cristo era passato dal luogo santo al luogo santissimo nel santuario celeste, ossia che aveva cambiato posto. Ecco le sue stesse parole: ‘Ci incamminammo, e mentre passavamo attraverso un grande campo io mi fermai a metà circa del campo. Mi sembrò che il cielo si aprisse alla mia vista, e vidi distintamente e chiaramente che invece dell’uscita del nostro Sommo Sacerdote dal luogo Santissimo del santuario celeste per venire su questa terra il decimo giorno del settimo mese, alla fine dei 2300 giorni, Egli per la prima volta entrò in quel giorno nel secondo appartamento di quel santuario; e che Egli aveva un’opera da compiere nel luogo santissimo prima di ritornare su questa terra’ (Da un frammento di un manoscritto della sua vita e delle sue esperienze scritto da Hiram Edson citato da Francis D. Nichol, The Midnight Cry, pag. 458). Questa ‘rivelazione’ fu in seguito rafforzata da quello che Crosier, compagno di Edson, scrisse sul Day-Star, una pubblicazione avventista, nel Febbraio 1846. Crosier in sostanza spiegò che come sotto la legge i sacerdoti quando offrivano quotidianamente i sacrifici per i peccati del popolo aspergendo con il sangue le corna dell’altare dell’incenso che si trovava nel luogo santo davanti al velo, trasferivano le iniquità del popolo dalle persone al santuario, e solo nel giorno dell’espiazione veniva purificato il santuario mediante il sangue dei sacrifici che il Sommo Sacerdote portava nel luogo santissimo, e dopo questa purificazione del santuario i peccati venivano posti sul capro destinato a Azazel - che rappresentava Satana - che veniva mandato nel deserto; così, anche il ministerio celeste di Cristo, il Sommo Sacerdote, fu caratterizzato da due fasi. La prima fase durò dalla sua ascensione al 1844 e mediante di essa perdonava i peccati ma non li cancellava (questa è rappresentata dal ministerio che i sacerdoti compivano quotidianamente); la seconda fase cominciò nel 1844 quando Cristo entrò nel luogo santissimo per purificare il santuario celeste e mediante di essa verranno cancellati i peccati (fase rappresentata dal ministerio che il Sommo Sacerdote compiva nel giorno dell’espiazione). Ma siccome la purificazione del santuario veniva completata solo quando le iniquità venivano poste sul capro destinato ad Azazel, così l’ultima parte del ministerio di Cristo consisterà nel trasferire le iniquità dal santuario sul capo di Satana. Allora, e solo allora, Cristo ritornerà. Ecco quindi l’origine della dottrina del santuario proclamata dalla Chiesa Avventista; essa si basa su una ‘visione’ di questo Hiram Edson secondo la quale Gesù Cristo il 22 Ottobre 1844 passò dal luogo santo al luogo santissimo nel santuario celeste per compiere la seconda fase del suo ministerio celeste; e da una spiegazione data a questo evento da Crosier (va però tenuto presente che Miller, che ancora era vivo a quel tempo, non accettò mai gli insegnamenti di Crosier, e che Crosier stesso in seguito ripudiò i suoi insegnamenti sul santuario). Queste idee di Hiram e Crosier furono accettate anche da Joseph Bates e Ellen G. White dei quali parleremo dopo.

Quindi, alla luce di quello che dissero Hiram Edson e Crosier, Miller non aveva affatto sbagliato i calcoli ma aveva sbagliato solo nel dire che alla fine dei 2300 anni doveva essere purificata la terra; perché in realtà alla fine di quei giorni doveva iniziare la purificazione del santuario in cielo [2]! E questa è la spiegazione che tuttora viene data dagli Avventisti al mancato adempimento delle predizioni di Miller. In sostanza essi riconoscono che nel 1844 Cristo non è tornato sulla terra, e che perciò Miller si era sbagliato; ma nello stesso tempo affermano con forza che lo sbaglio non risiedeva nel calcolo del periodo profetico, ma nella natura dell’evento che doveva avvenire alla fine dei duemila trecento giorni. In altre parole secondo loro nell’autunno del 1844 si verificò un’altro grande evento, di natura diverso da quello predetto da Miller, che è il passaggio del Signore Gesù dal luogo santo al luogo santissimo nel cielo, dove da quell’anno il Signore ha cominciato la seconda fase della sua mediazione, la purificazione del santuario celeste. Ma su questa dottrina, chiamata ‘del santuario celeste’ torneremo nel corso della nostra esposizione delle dottrine avventiste perché essa rappresenta il fulcro del loro messaggio.


Non sembra di leggere le pseudo profezie fasulle dei TdG? non sembra esserci nessuna differenza
Franco
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JOSEPH BATES

Messaggiodi Francesco Franco Coladarci » 19/11/2013, 16:09

Anche Joseph Bates (1792-1872) ha contribuito alla nascita della Chiesa Avventista. Egli aderì al movimento dell’Avvento nel 1839 e si convinse che il sabato era il settimo giorno che doveva essere ancora osservato dai Cristiani. Nel 1846 scrisse un trattato intitolato The Seventh-day Sabbath, a Perpetual Sign (Il Sabato del Settimo Giorno, un Segno Perpetuo) nel quale affermava che il settimo giorno del sabato era stato ordinato nel giardino dell’Eden e confermato al Monte Sinai. Nel 1847 egli scrisse una seconda edizione di questo trattato nel quale asseriva che la bestia dell’Apocalisse era il Papato che aveva mutato il sabato dal settimo giorno al primo giorno della settimana e che coloro che ancora conservavano il primo giorno della settimana come il sabato stavano adorando la bestia e avrebbero ricevuto il marchio della bestia. Nel Gennaio del 1849 uscì un altro trattato di Bates dal titolo A Seal of the Living God (Un Suggello dell’Iddio Vivente), nel quale egli identificava il suggello dell’Iddio vivente con il quale vengono suggellati in fronte i servitori di Dio (i 144.000 descritti nell’Apocalisse [cfr. Ap. 7:1-4; 14:1-5]) con il sabato. Il Movimento Avventista quindi tramite Bates cominciò a porre molta enfasi sul sabato definendolo il suggello di Dio, il marchio caratteristico dei veri figliuoli di Dio. Anche in questo caso bisogna dire che queste idee di Bates sul sabato furono in seguito accettate anche da Ellen G. White.
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ELLEN G. WHITE

Messaggiodi Francesco Franco Coladarci » 19/11/2013, 16:11

Ellen Gould White (1827-1915) nacque in Gorham, nel Maine. Nella sua fanciullezza (a nove anni) rimase invalida in seguito ad una pietra che lanciata da una ragazza la colpì al naso, e per questo dovette interrompere le scuole. I suoi genitori erano membri della Chiesa Metodista, e lei sperimentò la conversione in seno a questa Chiesa. Dopo aver sperimentato il perdono dei suoi peccati, chiese con fermezza ed insistenza di entrare a far parte della Chiesa Metodista mediante il battesimo per immersione che lei ricevette nell’estate del 1842. La sua famiglia credette alla predicazione di Miller (e per questa loro adesione al movimento millerita fu espulsa dalla Chiesa Metodista), e dopo la delusione del 1844 ella cominciò ad avere ‘visioni’ e a riferirle. E molti del movimento Avventista attorno a Portland cominciarono a reputarla una profetessa le cui parole dovevano essere ascoltate. Da quel tempo cominciò ad insegnare e a scrivere. Nel 1846 si sposò un predicatore del movimento avventista, di nome James White, da cui ebbe quattro figli. Ellen White dunque, come abbiamo detto poco fa, dopo la delusione dell’ottobre del 1844 cominciò a riferire delle visioni che ella diceva di avere avuto da Dio. Nel Febbraio del 1845 per esempio, ella ebbe una ‘visione’ in cui vide Gesù entrare nel luogo santissimo del santuario celeste, confermando così la ‘visione’ di Hiram Edson e la dottrina del santuario [3]. Nel 1847 ebbe un’altra ‘visione’ nella quale ella fu portata prima nel luogo santo e poi nel luogo santissimo del santuario celeste. Qui vide l’arca e i dieci comandamenti (scritti sulle tavole di Dio) nell’arca, con un aureola di gloria attorno al comandamento del sabato. In questa maniera rafforzava la dottrina di Bates sul sabato. Queste sono alcune delle ‘visioni’ avute dalla White in quei primi anni dopo la delusione dell’autunno 1844. Nel corso della sua vita ella ebbe moltissime ‘visioni’ [4].

La White scrisse molto (alla fine di un suo libro viene detto dagli editori che scrisse 55 volumi); nei suoi scritti sono trattati la vita di Gesù [5], la salvezza, la storia della chiesa, la storia dei patriarchi, dei profeti e dei re, la famiglia e la società, la salute, l’educazione, l’evangelizzazione, le finanze, le missioni mondiali, l’organizzazione della chiesa, ecc. (si può dire che non c’è quasi nessuna dottrina o nessun comportamento su cui lei non abbia scritto qualcosa). I suoi scritti hanno avuto una larga diffusione nel mondo intero essendo stati tradotti in decine e decine di lingue. La White è tenuta in altissima considerazione in seno alla Chiesa Avventista del settimo giorno; nel diciassettesimo articolo di fede della Chiesa Avventista si legge infatti: ‘Uno dei doni dello Spirito Santo è la profezia. Questo dono è un segno d’identificazione della chiesa del rimanente e fu manifestato nel ministerio di Ellen G. White. In qualità di messaggera del Signore, i suoi scritti sono una continua e autorevole fonte di verità e provvedono al conforto della chiesa, alla sua guida, alla sua istruzione e alla sua correzione’ (citato da Giuseppe De Meo, Il granel di sale, Torino 1980, pag. 234). Ecco perché negli scritti e nei discorsi dei ministri della Chiesa Avventista le parole della White vengono citate molto sovente, e spesso sono, per usare una espressione biblica, "la conferma che pone fine ad ogni contestazione" (Ebr. 6:16). Ma sulla posizione avventista sugli scritti di questa donna torneremo più avanti perché c’è altro da dire. Come avete potuto vedere gli Avventisti nel loro articolo di fede citato poco fa chiamano la White ‘messaggera del Signore’ e non profetessa, quantunque negli scritti e nei discorsi degli Avventisti ella viene spesso definita ‘profetessa’ o ‘profeta’ [6]. Il motivo è perché la White stessa non pretese di essere un profeta infatti ebbe a dichiarare: ‘Io non ho altre affermazioni da fare se non che ‘sono stata informata di essere la messaggera del Signore’; che Egli mi ha chiamata nella mia gioventù per essere sua messaggera, ricevere la sua Parola e dare un chiaro e deciso messaggio nel nome del Signor Gesù… Perché non ho preteso di essere un profeta? Perché in questi giorni molti che baldanzosamente affermano di essere profeti, costituiscono un biasimo per la causa di Cristo; e perché la mia opera include molto di più di quello che la parola ‘profeta’ significa’ (citato da Scuola del Sabato, 2/88, pag. 150

Vedremo alcune perle di questa "papessa", in seguito (dopo avere conosciuto i loro genitori) esamineremo le dottrine
Franco
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Messaggiodi Achille » 19/11/2013, 16:22

Franco Coladarci ha scritto:Vedremo alcune perle di questa "papessa"
"Papessa" :risata: Sì, ne ho lette anch'io delle belle. Le incredibili stupidaggini proferite da Russell non sono nulla in confronto :conf:
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Messaggiodi Achille » 19/11/2013, 16:24

Franco Coladarci ha scritto:Non sembra di leggere le pseudo profezie fasulle dei TdG? non sembra esserci nessuna differenza
Gli stessi "deliri profetici", basati sullo stesso modo di leggere la Bibbia.
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Messaggiodi Francesco Franco Coladarci » 19/11/2013, 16:28

Achille
"Papessa" : :risata: Sì, ne ho lette anch'io delle belle. Le incredibili stupidaggini proferite da Russell non sono nulla in confronto :conf:


Infatti, sono a buon titolo "Fratellastri" con i TdG, vediamo di far fare quattro risate anche agli altri forumisti.
Ciao
Franco
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SCATE...

Messaggiodi anto » 19/11/2013, 16:33

:conf: :conf: :conf: :conf: :conf:
Stasera me lo studio..domani faccio le domande...prima cerco la parola AVVENTISTA...inizio bene????
P.S...ma quanti problemi si crea l'essere UMANo...(questa passatemela!!!)
un giorno aprirai gli occhi, la tua mente si risvegliera' e capirai che sei stato chiuso dentro una setta..allora tornerai a essere solo MIO FRATELLO
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Messaggiodi Achille » 19/11/2013, 16:38

Franco Coladarci ha scritto:I brani più spesso scrutati per il loro significato numerologico sono:

- Apocalisse 11, 3, che menziona 1.260 "giorni" (interpretati come "anni" nelle speculazioni numerologiche sulla base di Numeri 14, 34 ed Ezechiele 4, 6), tempo della testimonianza di "due profeti vestiti di sacco", con cui sono fatti coincidere anche testi di Daniele dove di parla di "un tempo, più tempi e metà di un tempo";

- Daniele 12, 11, che parla di un periodo di 1.290 "giorni" a partire dalla "abolizione del sacrificio";

- Daniele 12, 12, che contiene un riferimento a 1.335 "giorni";

- Apocalisse 11, 2, che si riferisce a quarantadue "mesi" (quindi 2.260 "giorni", cioè anni), durante i quali "i Gentili calpesteranno la Città Santa", periodo messo in relazione con i "tempi dei Gentili" di Luca 21, 24;

- Daniele 8, 14, che menziona un periodo di 2.300 "giorni" tra la "desolazione" e la "purificazione" del santuario;

- Daniele 4: il resoconto del sogno di Nabucodonosor (630-561 a.C.), in cui un albero gigantesco abbattuto resta a terra, prima di venire rialzato, per sette "tempi" (interpretati come "anni" di 360 "giorni" ciascuno, per un totale di 2.520 "giorni" simbolici, cioè 2.520 anni).
Quante somiglianze! E tutto si basa su un'interpretazione molto particolare di "Daniele" e dell'Apocalisse, i cui autori, se interpellati in merito, certamente direbbero: "Ma davvero io ho scritto e profetizzato queste cose?"

Immagine

Le "sette" di tutti i secoli hanno "fatto dire" a questi libri di tutto e di più. :triste:
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Messaggiodi Vittorino » 19/11/2013, 16:49

Scusa Franco la mia ignoranza, ma non ho capito bene una cosa.
Agabo ha trascorsi con gli Avventisti?
Ho cercato di risalire ma non sono riuscito a capirlo.
Grazie
:strettamano:
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Messaggiodi Francesco Franco Coladarci » 19/11/2013, 17:24

Vittorino da Feltre
Scusa Franco la mia ignoranza, ma non ho capito bene una cosa.
Agabo ha trascorsi con gli Avventisti?
Ho cercato di risalire ma non sono riuscito a capirlo.
Grazie


Agabo ha detto di essere entrato negli Avventisti a 22 anni, poiché prima era cattolico, aggiungo, all'acqua di rose come purtroppo ce ne sono molti. poi ha scoperto la "Verità", e si è messo a fare il Don Chisciotte contro la Chiesa cattolica, allora vediamo questa verità che possiede.
Ciao
Franco
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Perle e perline

Messaggiodi Francesco Franco Coladarci » 19/11/2013, 17:26

[1] Oltre a questo errore interpretativo del santuario vi faccio notare altri errori. Nelle parole di Daniele si legge: "Dal momento in cui è uscito l’ordine di restaurare e riedificare Gerusalemme…" (Dan. 9:25), mentre nel decreto di Artaserse di Esdra 7:11-26 non si parla della ricostruzione di Gerusalemme. In realtà se si deve parlare di un ordine per la ricostruzione di Gerusalemme emanato dal re Artaserse si deve fare riferimento al permesso del re Artaserse concesso a Nehemia per la ricostruzione di Gerusalemme (cfr. Neh. 2:5-8), ma questo decreto fu emanato dal re nel 444 a. C., cioè tredici anni dopo. Inoltre è sbagliato applicare la regola di un anno per un giorno (che è menzionata in Ez. 4:6) alle 2300 mattine e sere di Dan. 8:14 perché non sempre nella Bibbia i giorni equivalgono ad anni. [ç ]



[2] Molti credenti in quei giorni cercarono di confortarsi facendo delle analogie tra alcuni episodi biblici e la loro esperienza. Veniva detto che nessuno direbbe che Abrahamo si sbagliò nel credere che doveva andare ad offrire in olocausto il suo figliuolo, e questo perché Dio scelse questo mezzo per provare la sua fede. Nella stessa maniera Dio permise la predicazione dei Milleriti sul ritorno di Cristo per quella precisa data per provare la fede dei suoi figliuoli. Fu poi preso l’esempio dei discepoli di Gesù che furono pure loro delusi quando il Maestro fu crocifisso, ma non per questo le profezie non si adempirono. Come dire che i discepoli di Cristo fecero uno sbaglio nel non capire che Gesù doveva essere crocifisso e risuscitare, come quello che fecero i Milleriti nel pensare e nel dire che Gesù sarebbe tornato dal cielo il 22 ottobre 1844! Ritengo superfluo confutare queste cosiddette analogie perché si confutano da loro stesse. Non ritengo superfluo invece dire quanto segue; vedete fratelli, quando un gruppo di persone hanno la presunzione di sapere quando tornerà Cristo, cioè il giorno, il mese e l’anno; e la loro predizione cade a terra (per forza di cose), è inevitabile che ci siano coloro che cercheranno di difendersi con dei passi biblici o con delle storie bibliche, invece che riconoscere di essere rimasti ingannati dal diavolo. Nel caso specifico dei delusi Milleriti occorre dire che il loro errore rientrava nella volontà di Dio, ma non per insegnare ai credenti di quel tempo (come anche a quelli di oggi) che si può aspettare un evento sbagliato per la data giusta; ma che come credenti si può rimanere ingannati da presunte ispirazioni, da discorsi apparentemente retti, per cui è importante non lasciarsi travolgere la mente dai discorsi di chiunque dia per certo il ritorno di Cristo per un determinato tempo molto vicino. Non aveva forse detto Gesù: "Guardate di non esser sedotti; perché molti verranno sotto il mio nome, dicendo: Son io; e: Il tempo è vicino; non andate dietro a loro" (Luca 21:8)? Dunque l’esempio di Miller e dei suoi compagni ci serva di monito a tutti noi, affinché non cadiamo nel loro stesso errore. [ç ]



[3] A proposito di questa ‘visione’ avuta dalla White esiste una sua lettera, indirizzata a Joseph Bates, in cui ella racconta la circostanza in cui la ebbe. ‘La visione sulla venuta dello sposo che io ebbi attorno alla metà del febbraio del 1845, mentre ero in Exeter, Maine, in un incontro con Israel Dammon James e molti altri. Molti di loro non credevano in una porta chiusa / io soffrii molto all’inizio dell’incontro / l’incredulità pareva essere su ogni mano… una divisione era sorta nel gruppo a proposito della porta chiusa / lei (la sorella Durben) aveva grande simpatia e non poteva credere che la porta era chiusa (Io non avevo saputo nulla delle loro differenze) la sorella Durben si alzò per parlare e io mi sentii molto triste / alla lunga la mia anima pareva in agonia e mentre lei parlava caddi dalla mia sedia sul pavimento / fu allora che io ebbi la visione di Gesù alzarsi dal suo meaditorial thrown (n.d.a. nell’impossibilità di tradurre i termini in italiano ho lasciato l’originale inglese) e andare nel santissimo come sposo per ricevere il suo regno’(Ellen G. White to Bates, July 13, 1847; citato da Ingemar Lindèn, The Last Trump [L’Ultimo Suon di Tromba], Frankfurt Am Main 1978, pag. 95). Qualcuno si domanderà a che cosa si riferisca la White con il termine ‘porta chiusa’. Bene, la White si riferiva alla dottrina, accettata da parecchi seguaci di Miller dopo la grande delusione, secondo cui Cristo il 22 ottobre 1844 era venuto come sposo nel luogo santissimo per preparare la sua discesa sulla terra che era imminente, e tutti coloro che non avevano creduto a quella data erano condannati alla distruzione. La porta era stata chiusa (e prendevano il passo di Matteo 25:10); chi aveva creduto era dentro, chi non aveva creduto era fuori per sempre. Per cui tutte quelle conversioni che avvenivano dopo l’ottobre 1844 erano ritenute false, non prodotte dallo Spirito Santo. Quello che rimaneva da fare agli Avventisti era santificarsi nell’attesa imminente di Cristo. La White dunque accettò anche lei questa eresia (per abbandonarla qualche anno dopo) confermandola con una ‘visione’. Alcuni Avventisti però negano questo. Un esempio lo è F. D. Nichol che nel suo libro Ellen G. White and Her Critics [Ellen G. White e i suoi Critici] dedica molto spazio a questa questione cercando di dimostrare che la White non sostenne mai l’errore teologico della ‘porta chiusa’ con una visione. [ç ]
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Le visioni della "papessa" White

Messaggiodi Francesco Franco Coladarci » 19/11/2013, 17:28

[4] Il marito della White disse che sua moglie nella prima parte del suo ministerio ebbe da cento a duecento ‘visioni aperte’ in ventitré anni. Queste ‘visioni aperte’ comunque decrebbero con il passare degli anni. Viene detto che la White in 70 anni di ministerio ebbe 2000 tra sogni profetici e visioni divine. A proposito delle ‘visioni’ della White su Il Messaggero Avventista si legge: ‘Specialmente durante i primi anni del suo lavoro, le visioni della Signora White avvenivano spesso in presenza di molti testimoni. Durante queste manifestazioni, essa era perfettamente inconsapevole di quanto la circondava. Tuttavia soleva spesso muoversi qua e là per la stanza, facendo dei gesti aggraziati e descrivendo ad alta voce le scene che vedeva. La sua forza in quelle occasioni era fenomenale. Diversi uomini vigorosi tentarono di smuovere la sua mano o il suo braccio dalla posizione assunta, ma inutilmente. Una volta, in casa del signor Curtis, in Topsham (Maine), nel 1845, essa prese da uno scrittoio una grossa Bibbia di famiglia, del peso di circa otto chili, e, tenendola a braccio spiegato al disopra della testa con la man sinistra, ne voltava le pagine con la destra. Poi con gli occhi sollevati in alto, lontano dal libro, essa leggeva correttamente molti versetti della Scrittura, indicando i versetti con l’indice della mano destra. Nel raccontare le sue visioni Ellen White parlava spesso di colui che le aveva dato delle istruzioni, dicendo: ‘il mio angelo custode’, o ‘il mio istruttore’, oppure ‘la mia guida’.(…) Sebbene poi Ellen White parlasse spesso mentre era in visione, non le usciva del fiato dalle labbra. Il 26 giugno del 1854 a Rochester (New York), mentre era in visione, due dottori tentarono di mostrare che doveva esserci del fiato nei suoi polmoni. Fra gli altri esperimenti, una candela accesa fu tenuta tanto vicina alle sue labbra per quanto era possibile senza bruciarla; eppure, nonostante che in quel momento ella parlasse con forza, non fu notato neanche il più piccolo tremolio della fiamma. Il primo sintomo del suo ritornare in sé dalla visione era una profonda inspirazione. Occorrevano forse parecchi secondi prima che respirasse una seconda volta. Poi, dopo alcune altre profonde inspirazioni, essa cominciava a respirare normalmente’ (Il Messaggero Avventista, Agosto-Settembre 1984, pag. 121). Tutti questi fatti possono impressionare quanto si vuole chi li legge; rimane il fatto che molte ‘visioni’ della White hanno confermato parecchie menzogne da lei insegnate che non hanno nulla a che fare con la verità. Dunque le sue ‘visioni’ vanno rigettate non importa cosa viene detto essere accaduto mentre le ebbe
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Messaggiodi Gabriella Prosperi » 19/11/2013, 17:31

Il buon vecchio Freud avrebbe avuto qualcosina da dire sulla signora White
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Messaggiodi Achille » 19/11/2013, 17:36

Gabriella Prosperi ha scritto:Il buon vecchio Freud avrebbe avuto qualcosina da dire sulla signora White
Sì, sì, lo penso anch'io.

A proposito, interessante questo sito: http://www.ellenwhiteexposed.com/headinjury.htm
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Messaggiodi Achille » 19/11/2013, 17:41

Franco Coladarci ha scritto:...rimane il fatto che molte ‘visioni’ della White hanno confermato parecchie menzogne da lei insegnate che non hanno nulla a che fare con la verità. Dunque le sue ‘visioni’ vanno rigettate non importa cosa viene detto essere accaduto mentre le ebbe
Anche qui abbiamo delle somiglianze con i TdG: Russell, definito come una persona "potentemente impiegata da Geova", ha scritto molte emerite stupidaggini, cose che si sono poi rivelate completamente false. Non è una questione di opinioni, i fatti storici lo confermano. E gli stessi "eredi" di Russell (i TdG) hanno abbandonato questi suoi insegnamenti.
Così come i fatti hanno sconfessato certe "visioni" della White, dimostrandone la falsità.
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Messaggiodi Francesco Franco Coladarci » 19/11/2013, 17:45

[5] La White nel parlare della vita di Gesù ha riferito fatti non raccontati né da Matteo, né da Marco, né da Luca e neppure da Giovanni. Per esempio ella dice che Gesù ‘si preoccupava anche degli animali, e curava amorosamente gli uccellini feriti che talvolta trovava per i campi’ (E. White, Con Gesù da Betlemme al Calvario, Firenze 1965, pag. 22); poi dice che quando Gesù a dodici anni andò a Gerusalemme per la Pasqua: ‘Ogni mattina ed ogni sera un agnello era offerto sull’altare per prefigurare la morte del Salvatore. Mentre Gesù fanciullo guardava la vittima innocente, lo Spirito di Dio Gli rivelò il significato di quel sacrificio: Egli seppe così che Lui, vero agnello di Dio, sarebbe morto per i peccati degli uomini. Commosso da questa rivelazione, Gesù sentì un grande bisogno di solitudine, e si allontanò dai suoi genitori. Quando essi si avviarono sulla via del ritorno, si accorsero che il fanciullo non era con loro’ (E. White, op. cit., pag. 24). In relazione alla risurrezione di Gesù, la White dice poi: ‘Ma quando l’angelo mandato da Dio si avvicina al sepolcro, fuggono tutti in preda al terrore. L’angelo pone la mano sulla pietra che chiude l’entrata della tomba e la rimuove, come se fosse un ciòttolo. Poi, con voce squillante che fa tremare la terra, grida: ‘Gesù, Figlio di Dio, risorgi! Tuo Padre ti chiama!’ E Colui che ha vinto la morte e la tomba, esce dal sepolcro dicendo: Io sono la risurrezione e la vita’ (ibid., pag. 116). Tutte queste cose potranno pure sembrare vere a qualcuno: per noi sono solo alcune delle tante immaginazioni della White che si trovano qua e là nei suoi scritti.


A volte leggere gli scritti apocrifi gioca brutti scherzi
Franco
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Messaggiodi Francesco Franco Coladarci » 19/11/2013, 18:16

[6] Le prove addotte dagli Avventisti a dimostrare che la White fu un vero profeta sono queste: 1) i suoi scritti sono in accordo con la Bibbia per cui ella non insegnò dottrina che non possa essere provata con la Scrittura; 2) la crescita dell’opera avventista e delle sue istituzioni nel mondo intero; 3) le sue predizioni sono risultate esatte e gli eventi in corso rivelano il graduale adempimento delle sue profezie per gli ultimi giorni (a questo riguardo viene detto di leggersi gli ultimi capitoli del suo libro Il gran conflitto); 4) ella esaltò Cristo. [ç ]



[7] Si noti come la White si definisca più che una profetessa, perché dice di essere la messaggera del Signore. Un po’ insomma come Giovanni Battista, che era più che un profeta essendo colui del quale era stato scritto: "Ecco, io vi mando il mio messaggero …" (Mal. 3:1). Solo che nel caso di Giovanni Battista non fu lui a definirsi più che un profeta, cioè il messaggero del Signore perché fu il Signore Gesù a dire queste cose di lui (cfr. Matt. 11:9-10). Il fatto che la White si sia definita ‘la messaggera del Signore’ non è qualcosa che comunque sorprende; perché anche Freytag (fondatore della Chiesa del Regno di Dio), e William Marrion Branham si definirono ambedue ‘il messaggero dell’Eterno’. E guarda caso, anche loro hanno insegnato dottrine di demoni come fece la White. E’ piuttosto frequente in questi ultimi giorni sentir dire a uomini e donne che insegnano cose perverse che sono ‘il messaggero del Signore’.
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White

Messaggiodi Francesco Franco Coladarci » 19/11/2013, 18:26

[9] Per quanto riguarda l’assunzione di questo particolare nome la White ebbe a dire: ‘In rapporto con l’assunzione di un nome da parte del popolo di Dio del rimanente, mi furono presentate due classi di persone. Una comprendeva i grandi raggruppamenti di professi cristiani i quali, però, calpestavano i comandamenti di Dio e rendevano omaggio ad una istituzione papale: osservavano il primo giorno della settimana come riposo del Signore. L’altra classe, invece, numericamente piccola, ubbidiva al Grande Legislatore ed osservava il quarto comandamento. Le caratteristiche tipiche e prominenti della sua fede erano l’osservanza del Settimo giorno e l’attesa dell’apparizione dal cielo di nostro Signore… Il nome più adatto è quello che risulta in armonia con la nostra fede e la esprime additandoci come un popolo particolare. Il nome Avventista del Settimo Giorno è un chiaro rimprovero al mondo protestante e stabilisce la linea di demarcazione fra gli adoratori di Dio e coloro che adorano la Bestia e ne ricevono il marchio. (…) Il nome Avventista del Settimo Giorno esprime chiaramente i veri motivi della nostra fede e convince la mente che indaga. Come una freccia procedente dalla faretra di Dio, essa ferirà i trasgressori della sua legge per spingerli al pentimento ed alla fede nel Signor nostro Gesù Cristo. Mi fu mostrato che quasi ogni fanatico che si leva e vuol tenere celati i propri sentimenti allo scopo di sviare gli altri, pretende di appartenere alla chiesa di Dio. Questo nome (chiesa di Dio) non suscita subito il sospetto, perciò viene adoperato per nascondere gli errori più assurdi. D’altra parte è un nome troppo indefinito per il popolo di Dio del rimanente e potrebbe far nascere l’idea che noi abbiamo una fede da nascondere’ (Ellen G. White, Testimonies [Testimonianze], vol. I, pag. 223,224). Si noti con quale sentimento la White parlava del nome della denominazione avventista perché è il tipico sentimento di chi ritiene di appartenere ad un gruppo di cristiani speciale che ha l’esclusivo (o quasi) favore di Dio. E’ lo stesso sentimento purtroppo che esiste in molti gruppi di credenti ancora oggi. Sentimento storto, perverso, che non rimane impunito da parte di Colui che non ha riguardi personali. Dio resiste ai superbi, ai vanagloriosi, non lo si dimentichi mai questo.
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Messaggiodi agabo » 19/11/2013, 18:26

Franco Coladarci scrive:
Le dottrine degli Avventisti simili a quelle dei TdG


Per Agabo
Sei invitato a rispondere al contenuto della discussione, non tergiversando su chi l'abbia scritto.


Carissimo, la troppa foga ti ha fatto dimenticare sia lo scopo del 3d, che tu stesso hai proposto, sia il fatto che questa dovrebbe essere una discussione.
Sono appena tornato da una lunga visita all'Ikea e questa sera ho un'importante riunione condominiale.
Che cosa mi trovo qui davanti? Praticamente un LIBRO! E tu pretenderesti che io lo legga tutto?
E quand'anche lo leggessi, a che cosa dovrrei rispondere, a quali delle 10.000 righe che hai riportato?

Se vuoi fare tutto tu, fai pure. Ma sei vuoi che ti risponda, comincia a farmi delle domande precise.
Che cosa vorresti sapere per primo? Per esempio, in che cosa gli avventisti somigliano ai Testimoni di Geova?
Tu hai fatto questa affermazione, a te l'onere della prova.
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Messaggiodi daniela47 » 19/11/2013, 18:34

Dal "succo" delle discussioni con cui si è sempre cimentato Agabo, direi che la differenza dallo spirito geovista è MOLTO poco.....
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Messaggiodi Francesco Franco Coladarci » 19/11/2013, 18:39

Agabo
Non preoccuparti non ho nessuna fretta anzi, il contrario, visto che speso hai citato lenzuoli contro il cattolicesimo e nessuno ti ha detto nulla, lasciami almeno citare qualcosa per far conoscere gli Avventisti, ancora non si sta argomentando sulle dottrine, quelle le esamineremo più accuratamente, ciò che ora mi preme è fare anche se breve un racconto storico della religione Avventista, le sue origini, i suoi fondatori, le sue profezie, le sue dottrine.
Nel frattempo continuo con l'informazione.

le fonti verranno inserite secondo argomento di pertinenza.
Ciao
Franco
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Messaggiodi nello80 » 19/11/2013, 18:47

Franco Coladarci ha scritto:Agabo
Non preoccuparti non ho nessuna fretta anzi, il contrario, visto che speso hai citato lenzuoli contro il cattolicesimo e nessuno ti ha detto nulla, lasciami almeno citare qualcosa per far conoscere gli Avventisti, ancora non si sta argomentando sulle dottrine, quelle le esamineremo più accuratamente, ciò che ora mi preme è fare anche se breve un racconto storico della religione Avventista, le sue origini, i suoi fondatori, le sue profezie, le sue dottrine.
Nel frattempo continuo con l'informazione.

le fonti verranno inserite secondo argomento di pertinenza.
Ciao
Franco



Vai piano piano ad inserire le fonti, altrimenti rimarremo indietro, io mi sono fermato alla "papessa"!!!!
Nel buio totale una voce d'uomo mi disse: "Vieni verso di me, non voglio farti del male...", ma io accesi un cerino e vidi ch'ero sul margine di un precipizio, e l'uomo che mi parlava era, invece, dalla parte opposta...

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Messaggiodi Achille » 19/11/2013, 18:58

Inserisco qualcosa che mi fa pensare ad un'altra somiglianza. La WTS in alcuni casi ha fatto chiudere, o ha fatto censurare per violazione del copyright alcuni siti critici.
Mi ricordo in particolare il sito Watchtower Quotes che venne minacciato di multe pesantissime (100.000 dollari) per aver usato un nome che poteva far pensare si trattasse di un sito ufficiale.
E anche per aver citato pubblicazioni protette da copyright.
Ne avevamo parlato nel vecchio forum: http://freeforumzone.leonardo.it/discus ... dd=4593945
Alla fine comunque il sito è ricomparso con lo stesso nome e con gli stessi contenuti: http://www.quotes-watchtower.co.uk/home.html .

Oggi ho scoperto che una cosa del genere è stata fatta anche nei confronti di un sito critico sugli Avventisti:

http://attraversololtre.blogspot.it/201 ... -sito.html

Anche le motivazioni sono molto simili: «Il loro reclamo ha citato l'infrazione del copyright riguardo l'uso del nome di "Ellen White" nel titolo del dominio».

Interessante come ci si avvalga della "legge" per cercare di mettere a tacere le voci "scomode".

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Messaggiodi Achille » 19/11/2013, 19:10

Molto interessante e coraggiosa la reazione del gestore di questo sito: http://www.ellenwhiteexposed.com/italiano/legal.htm
Cito dalla conclusione:

«Vogliamo la pace. E comunque, le assicuro che non tollereremo che gli amministratori di questa multi-miliardaria corporazione religiosa si siedano nella loro torre d'avorio a Washington e diano ordine ai loro costosissimi avvocati di appropriarsi ingiustamente del sito ellenwhiteexposed.com, togliendolo alle persone che hanno diritto di sapere tutta la verità. Essi non rubano questo sito a me o a Jeff, lo rubano alla gente.
Ascoltate, ho una parola finale per tutti voi bulli che vestite nei vostri abiti eleganti e sedete dietro le vostre opulente scrivanie nella vostra torre di Washington. Ho una fionda pronta ed è caricata con la verità. Andiamo avanti!».

Interessante anche quest'altra somiglianza: "multi-miliardaria corporazione religiosa" con amministratori che si avvalgono di avvocati di prestigio per cercare di mettere a tacere i gestori di questo sito.
Molto simile al modo di fare di quell'altra multi-nazionale miliardaria, i cui dirigenti siedono in un'altra Torre (d'avorio)...
Intanto i gestori del sito http://www.ellenwhiteexposed.com hanno dovuto cercare aiuti finanziari per potersi difendere da questo "Golia", alla faccia della libertà di parola, di critica e di espressione.

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Messaggiodi Francesco Franco Coladarci » 19/11/2013, 19:23

In effetti Achille, quanto si tratta della Chiesa cattolica se ne dice di tutti i colori si citano documenti vaticani, si usano parole le più denigratorie possibili e per questo la WTS non la batte nessuno, anche perché non mi pare che la Chiesa abbia mai querelato qualcuno che la criticava , ma quando ci si appresta a confutare le loro dottrine o il lo modus operandi ecco allora querele varie, ciò dimostra la loro intransigenza alla critica, ed è il modo comportamentale dei movimenti autoritari.

Franco
Per Nello
ora lasciamo riposare la discussione domani inserirò altre informazioni, poi passeremo agli argomenti più pertinenti, cioè le dottrine, le quali in alcune parti sono la fotocopia di quelle geoviste.
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