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La morte di Sara e la pena di morte

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Moderatore: Quixote

La morte di Sara e la pena di morte

Messaggiodi domingo7 » 08/10/2010, 14:43

Molti oggi si domandano se nel caso di crimini tanto feroci non sarebbe opportuno giungere ad una ragionevole eliminazione fisica delle belve più feroci. Ragionare su questo argomento in modo non emotivo ma pacato mi pare doveroso ed ogni tentativo di glissare o di eludere la domanda di giustizia che sale dal sangue delle vittime e dei martiri lascia veramente l'amaro in bocca.

Anche secondo Cesare Beccaria che condanna duramente il ricorso alla pena di morte ed alla tortura, la condanna al patibolo può essere ammessa in alcuni gravi casi:

La morte di un cittadino non può credersi necessaria che per due motivi. Il primo, quando anche privo di libertà egli abbia ancora tali relazioni e tal potenza che interessi la sicurezza della nazione; quando la sua esistenza possa produrre una rivoluzione pericolosa nella forma di governo stabilita. La morte di qualche cittadino divien dunque necessaria quando la nazione ricupera o perde la sua libertà, o nel tempo dell’anarchia, quando i disordini stessi tengon luogo di leggi; ma durante il tranquillo regno delle leggi, in una forma di governo per la quale i voti della nazione siano riuniti, ben munita al di fuori e al di dentro dalla forza e dalla opinione, forse piú efficace della forza medesima, dove il comando non è che presso il vero sovrano, dove le ricchezze comprano piaceri e non autorità, io non veggo necessità alcuna di distruggere un cittadino, se non quando la di lui morte fosse il vero ed unico freno per distogliere gli altri dal commettere delitti, secondo motivo per cui può credersi giusta e necessaria la pena di morte.[Cesare Beccaria, Dei delitti e delle pene, cap. XXVII]


Molti diranno che nessuno è come Dio per decidere la morte di Caino
ma Caino non aveva molte altre possibilità di ripetere i suoi crimini
non essendoci altri fratelli da odiare e da massacrare


la domanda invece che nessuno può evitare di affrontare è:

"Chi siamo noi per arrogarci, come se fossimo Dio,
di lasciare vivere i lupi, affinché possano ancora sbranare le pecore innocenti?"

Molti cattolici difendono le torture e le brutalità della Santa Inquisizione
ma gridano allo scandalo se si accenna solo per ipotesi alla pena di morte ....

Invece una morte pietosa, senza sofferenze e senza brutalità
soddisferebbe la giustizia delle vittime ed impedirebbe il ripetersi di alcuni fenomeni
(eliminando per sempre chi li ha commessi e agendo da freno su chi potrebbe commetterli in futuro)
Ultima modifica di domingo7 il 08/10/2010, 15:02, modificato 2 volte in totale.
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Messaggiodi Lucio » 08/10/2010, 14:50

Io sono fondamentalmente d'accordo con il principio della pena di morte, in certi casi e per certi reati. Quello che mi spaventa è che siano degli uomini (corrotti e corruttibili) a decidere quando comminarla o meno.
Sostituirsi a Dio nel dare il giudizio definitivo è un peso che io non mi porterei addosso, mi schiaccerebbe.
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Messaggiodi domingo7 » 08/10/2010, 15:00

Sostituirsi a Dio nel dare il giudizio definitivo è un peso che io non mi porterei addosso, mi schiaccerebbe.


In effetti, all'atto pratico, molti potrebbero avere dei problemi di coscenza
ma il mestiere del boia sarebbe scelto solo da chi si sentisse di praticarlo....

Quanto al giudizio definitivo mi pare che eliminando i criminali
nessuno dovrebbe permettersi di giudicarne l'operato in modo definitivo
La persona pericolosa per gli altri
sarebbe tolta di mezzo ed affidata alla misericordia di Dio

con la possibilità che il Padreterno veda, capisca e perdoni
ciò che la società umana non riesce materialmente a tollerare e a gestire ......
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Messaggiodi Lucio » 08/10/2010, 15:05

domingo7 ha scritto:
Sostituirsi a Dio nel dare il giudizio definitivo è un peso che io non mi porterei addosso, mi schiaccerebbe.


In effetti, all'atto pratico, molti potrebbero avere dei problemi di coscenza
ma il mestiere del boia sarebbe scelto solo da chi si sentisse di praticarlo....

Quanto al giudizio definitivo mi pare che eliminando i criminali
nessuno dovrebbe permettersi di giudicarne l'operato in modo definitivo
La persona pericolosa per gli altri
sarebbe tolta di mezzo ed affidata alla misericordia di Dio

con la possibilità che il Padreterno veda, capisca e perdoni
ciò che la società umana non riesce materialmente a tollerare e a gestire ......


E l'errore processuale? E la facilità di far passare un omicidio colposo per un volontario e viceversa?
Guarda Minority Report: loro avevano debellato il crimine... ma avevano eliminato anche il libero arbitrio.
Non è così facile applicare la pena di morte, anche nei paesi in cui è adottata ciò avviene con parsimonia.
E cmq tutto il popolo, delegando a giudice e boia la decisione e l'esecuzione, si sostituisce al compito di giudicare che spetta solo a Dio.
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Messaggiodi domingo7 » 08/10/2010, 15:19

E l'errore processuale? E la facilità di far passare un omicidio colposo per un volontario e viceversa?
Guarda Minority Report: loro avevano debellato il crimine... ma avevano eliminato anche il libero arbitrio.
Non è così facile applicare la pena di morte, anche nei paesi in cui è adottata ciò avviene con parsimonia.
E cmq tutto il popolo, delegando a giudice e boia la decisione e l'esecuzione, si sostituisce al compito di giudicare che spetta solo a Dio


Certo, l'errore è umano
e la pena di morte andrebbe
applicata con parsimonia
solo in casi gravi, certi e dolosi

Ma non ci si sostituisce a Dio
anche lasciando liberi i lupi
di uccidere altre pecore?

Assolvere il reo e condannare il giusto
sono due cose in abominio al Signore.
[CEI, Proverbi 17,15]

Chi assolve il reo e chi condanna il giusto
sono ambedue in abominio all'Eterno
. [Riveduta, Proverbi 17,15]
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Messaggiodi Lucio » 08/10/2010, 15:31

domingo7 ha scritto:Certo, l'errore è umano
e la pena di morte andrebbe
applicata con parsimonia
solo in casi gravi, certi e dolosi


L'errore è umano? E dici poco quando accosti quella fallacità alla pena di morte: mica puoi fare dietrofront quando ti accorgi che hai sbagliato!
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Messaggiodi domingo7 » 08/10/2010, 15:35

L'errore è umano? E dici poco quando accosti quella fallacità alla pena di morte: mica puoi fare dietrofront quando ti accorgi che hai sbagliato!


Giusto....

ma non puoi fare dietrofront neppure
se lasci libero un lupo e scopri poi che ha sbranato altre pecore.....

il caso di Angelo Izzo, boia del Circeo e poi nuovamente massacratore
di madre e figlia pochi anni fa non è una leggenda metropolitana.....

purtroppo è una storia [della stupidità] italiana .....

http://it.wikipedia.org/wiki/Angelo_Izzo
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Messaggiodi Gabriella Prosperi » 08/10/2010, 15:38

Lucio ha scritto:
domingo7 ha scritto:Certo, l'errore è umano
e la pena di morte andrebbe
applicata con parsimonia
solo in casi gravi, certi e dolosi


L'errore è umano? E dici poco quando accosti quella fallacità alla pena di morte: mica puoi fare dietrofront quando ti accorgi che hai sbagliato!

Nessuno, neppure per una legge dello stato può arrogarsi il diritto di sopprimere un essere umano.
L'errore umano è sempre in agguato, quanti innocenti hanno pagato per questo, applicare la morte con parsimonia? E per quali delitti e a quale età del criminale?
Chi decide?
No, credetemi, non si risolve nulla, anzi si peggiora anche al solo pensarlo.
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Messaggiodi StellaDelMattino » 08/10/2010, 15:42

Gabriella Prosperi ha scritto:Nessuno, neppure per una legge dello stato può arrogarsi il diritto di sopprimere un essere umano.
L'errore umano è sempre in agguato, quanti innocenti hanno pagato per questo, applicare la morte con parsimonia? E per quali delitti e a quale età del criminale?
Chi decide?
No, credetemi, non si risolve nulla, anzi si peggiora anche al solo pensarlo.
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Ha ragione Gabriella!
Però dovrebbero metterli a pane e acqua come una volta, in una cella senza nient'altro, apparte un bagno e un letto! Senza Tv al plasma e altre comodità per fargli trascorrere il tempo in carcere.Niente di niente.
13"Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci.
15 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo proselito e, ottenutolo, lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi." MATTEO 23,13e15
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Messaggiodi domingo7 » 08/10/2010, 15:42

Nessuno, neppure per una legge dello stato può arrogarsi il diritto di sopprimere un essere umano.
L'errore umano è sempre in agguato, quanti innocenti hanno pagato per questo, applicare la morte con parsimonia? E per quali delitti e a quale età del criminale? Chi decide? No, credetemi, non si risolve nulla, anzi si peggiora anche al solo pensarlo.


Spero che tu non ti offenda se esprimo il mio pensiero su quanto dici....
ma mi sembra un po' dogmatico.....

E' invece bello arrogarsi il diritto
di lasciar liberi altri di sopprimere molti esseri umani?

E poi contano solo le vittime giudiziarie? (che sono l'eccezione e non la regola)
Non contano nulla le vittime innocenti dell'umana brutalità?
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Messaggiodi Lucio » 08/10/2010, 15:45

domingo7 ha scritto:
L'errore è umano? E dici poco quando accosti quella fallacità alla pena di morte: mica puoi fare dietrofront quando ti accorgi che hai sbagliato!


Giusto....

ma non puoi fare dietrofront neppure
se lasci libero un lupo e scopri poi che ha sbranato altre pecore.....

il caso di Angelo Izzo, boia del Circeo e poi nuovamente massacratore
di madre e figlia pochi anni fa non è una leggenda metropolitana.....

purtroppo è una storia [della stupidità] italiana .....

http://it.wikipedia.org/wiki/Angelo_Izzo" target="_blank


Horatio Caine, il personaggio di CSI Miami, è solito ripetere ai suoi uomini: "Meglio un colpevole libero che un innocente in galera". E' una frase che può sembrare ultra-garantista, ma se ci pensiamo tanto è il diritto di vedere i colpevoli in carcere tanto più è il diritto di non farci finire dentro un innocente.
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Messaggiodi domingo7 » 08/10/2010, 15:50

E' una frase che può sembrare ultra-garantista


No, non è una frase ultra garantista...

E' una frase dettata dall'umiltà e dal buon senso....
Nel dubbio, è meglio assolvere un colpevole che condannare un innocente...

nel dubbio.....

ma di fronte all'evidenza....

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Ultima modifica di domingo7 il 08/10/2010, 15:51, modificato 1 volta in totale.
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Messaggiodi Gabriella Prosperi » 08/10/2010, 15:50

Il mio pensiero è questo: non puoi combattere il crimine, qualsiasi crimine( e non parlo solo di omicidi), con la violenza, secoli di storia dovrebbero averlo insegnato.
E la punizione dovrebbe essere fine a se stessa o dovrebbe avere come meta il recupero del criminale?
Sai, se il fine dovesse esser solo quello di punire, nessuno di noi avrebbe diritto alla possibilità dataci da qualcuno che è morto, innocente, per noi.
Dovremmo pensarci, anche e soprattutto quando siamo sconvolti come ora da una brutalità senza limiti.
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Messaggiodi domingo7 » 08/10/2010, 15:56

E la punizione dovrebbe essere fine a se stessa o dovrebbe avere come meta il recupero del criminale?


Tutto giusto ......ma chi si macchia di un crimine ha un debito verso chi è stato offeso e verso tutta la società civile
la pena deve pertanto svolgere un'azione espiativa......e non si può pretendere che il mondo si salvi solo grazie al sangue ed al sacrificio delle vittime innocenti.......

Quanto al sacrificio espiativo di Cristo, per chi ci crede, ricordiamo che i nostri progenitori Adamo ed Eva non avevano straziato nè violentato nessuno e si erano solo limitati a mangiare .....un frutto proibito.....
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Messaggiodi ..Anna.. » 08/10/2010, 16:09

Sono contraria alla pena di morte. Sempre, anche nei casi più gravi. Mi basterebbe l'inasprimento della legge nei confronti di molti reati e la certezza della pena. Senza sconti di nessun tipo.
..Anna..
 

Messaggiodi domingo7 » 08/10/2010, 16:14

Sono contraria alla pena di morte. Sempre, anche nei casi più gravi. Mi basterebbe l'inasprimento della legge nei confronti di molti reati e la certezza della pena. Senza sconti di nessun tipo.


Rispetto questa tua opinione che trovo logica e ragionevole .....

Mi domando però se invece di far soffrire per decenni una belva in gabbia
non sarebbe meglio praticarle un'amorevole iniezione letale .....
e mettere così fine ai suoi giorni.....
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Messaggiodi Gabriella Prosperi » 08/10/2010, 16:20

domingo7 ha scritto:
Sono contraria alla pena di morte. Sempre, anche nei casi più gravi. Mi basterebbe l'inasprimento della legge nei confronti di molti reati e la certezza della pena. Senza sconti di nessun tipo.


Rispetto questa tua opinione che trovo logica e ragionevole .....

Mi domando però se invece di far soffrire per decenni una belva in gabbia
non sarebbe meglio praticarle un'amorevole iniezione letale .....
e mettere così fine ai suoi giorni.....

Mha, intanto non si ha la certezza della pena nel senso che una sentenza, anche del massimo grado, poi, nel tempo, può divenire più mite.
Poi, come dicevo, credo in altro 3D, se chi ha commesso il crimine arriva alla consapevolezza di quanto ha commesso, non solo dovendo convivere con questa colpa sconterà, ma potrebbe anche arrivare al suo recupero.
L'amorevolezza dell'iniezione, sai, non ci credo nell'amore di chi sopprime e una vita e dei sentimenti.
E' una scusa, orribile quanto il crimine che vorrebbe combattere.
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Messaggiodi ..Anna.. » 08/10/2010, 16:26

domingo7 ha scritto:
Rispetto questa tua opinione che trovo logica e ragionevole .....

Mi domando però se invece di far soffrire per decenni una belva in gabbia
non sarebbe meglio praticarle un'amorevole iniezione letale .....
e mettere così fine ai suoi giorni.....


Sei ironico credo.

Nel caso parlassi seriamente rispondo che qualunque persona ha come obiettivo primario l'istinto di conservazione. E anche il criminale più feroce è più contento di soffrire in carcere per il resto della vita piuttosto che trovarsi sotto 2 metri di terra a veder crescere i cipressi dalla parte delle radici..

L'omicidio come quello di Sara in teoria sembra che preveda l'ergastolo e l'isolamento diurno. Nel caso di infermità mentale si parla di 20 anni.
Mettiamoci poi tutte le attenuanti generiche, la buona condotta e bla bla, magari la pena dopo qualche anno di cella si riduce ancora

Ecco. Questo per me è sbagliato. La pena dovrebbe essere la stessa e chi se ne importa se in quel momento è stato preso da un raptus. Problemi suoi.

Invece questi cavilli sono proprio quelli che fanno sì che le belve... dopo un tot... sono di nuovo fuori.
..Anna..
 

Messaggiodi domingo7 » 08/10/2010, 16:32

Mha, intanto non si ha la certezza della pena nel senso che una sentenza, anche del massimo grado, poi, nel tempo, può divenire più mite. Poi, come dicevo, credo in altro 3D, se chi ha commesso il crimine arriva alla consapevolezza di quanto ha commesso, non solo dovendo convivere con questa colpa sconterà, ma potrebbe anche arrivare al suo recupero.
L'amorevolezza dell'iniezione, sai, non ci credo nell'amore di chi sopprime e una vita e dei sentimenti.
E' una scusa, orribile quanto il crimine che vorrebbe combattere.


per chi ci crede esiste una vita dopo la morte nella quale è possibile purgare i propri peccati ed arrivare alla consapevolezza del male commesso....in questo mondo si rischia di ricadere nei crimini già commessi arrivando alla consapevolezza di cui tu dici in tempi molto lunghi e con le mani magari sporche di tanto altro sangue innocente .....

l'amorevolezza di cui accenno può sicuramente essere o diventare una mashera bugiarda ed ipocrita
ma con la logica dell'ipergarantismo si finisce di riempire i boschi di vipere, di lupi e di cinghiali,
animali con una propria vita, con propri sentimenti con inalienabili diritti .......
ma poco simpatici per chi li incrocia nei vari sentieri .....
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Messaggiodi domingo7 » 08/10/2010, 16:35

Sei ironico credo.


non sono ironico .....perché non ne sono capace ....

volevo solo dire che i cani selvatici si addomesticano
ma per i lupi furiosi e le belve si perde solo del tempo......
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Messaggiodi ..Anna.. » 08/10/2010, 16:48

domingo7 ha scritto:
volevo solo dire che i cani selvatici si addomesticano
ma per i lupi furiosi e le belve si perde solo del tempo......


Sono d'accordo. Ma questo non vuol dire che bisogna sopprimerli.
(non te lo dico da credente, giusto perchè sia chiaro. Sono tutt'altro che credente)

Non è nostro diritto togliere la vita alle belve.

E' nostro diritto però impedire alle belve di nuocere.
E non possono nuocere dentro la gabbia.

Senza contare che, viceversa, insieme ai lupi si rischierebbe di prendere e mandare a morte anche un povero cagnolino.

Ti assicuro che non sono garantista perchè leggere che il "simpatico ragazzotto" che ha picchiato e stuprato una turista quest'estate a Capri è già fuori, mi manda in bestia. Sconterà la pena in una comunità. E questo significa anche gite, svaghi, sport e attività.
Che insegnamento ne traggono i possibili futuri stupratori?
Che non gli succede niente. E così alè...
Infatti gli stupri sono all'ordine del giorno

Non ricordo chi diceva "non vale tanto essere colpevoli e innocenti vale di più avere un bravo o un cattivo avvocato."

Deve essere proprio vero. Temo.

Ok al recupero. Ma intato paghi il tuo debito. Tutto, fino all'ultimo giorno. In comunità a recuperarti socialmente ci andrai dopo.
Così dovrebbe essere in uno Stato che tutela le vittime e non ha un sistema carcerario solo punitivo.

Ma così non è.
Almeno non lo è se si hanno abbastanza soldi per pagarsi un buon avvocato.

Ecco perchè da parte mia è più logico sperare in una legge più severa e nella certezza della pena.
La pena di morte no. Secondo me rappresenta il fallimento di una società che non sapendo tutelare vittime e colpevoli sceglie la via più sbrigativa.
Ultima modifica di ..Anna.. il 08/10/2010, 16:53, modificato 1 volta in totale.
..Anna..
 

Messaggiodi Gabriella Prosperi » 08/10/2010, 16:52

Come dice giustamente Anna, purtroppo vi sono diversi escamotage legali per la riduzione della detenzione e può essere che ci si ritrovi libero dopo poco tempo, un criminale che non solo non ha raggiunto consapevolezza del crimine commesso, ma addirittura è convinto d'aver pagato il giusto prezzo.
Ma, l'opposto sarebbe condannare a morte.
Tra le due, devo scegliere la prima soluzione, anche se la trovo sommamente ingiusta, ma mai mi abbasserei a scegliere la seconda.
Nel qual caso nulla mi distinguerebbe da chi condanno.
Gabriella
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Messaggiodi Italia » 08/10/2010, 16:58

penso che spetti a Geova Dio punire la persona essendo il creatore e conoscendo perfettamente i motivi che hanno spinto una persona a fare certe cose
Italia
 

Messaggiodi luz de la luna » 08/10/2010, 17:02

:lovebibbia: la Bibbia dice che la vendetta spetta a Dio (Jave) :ilovejesus:
luz de la luna
 

Messaggiodi MoonRose » 08/10/2010, 17:04

Sono contraria alla pena di morte. Sempre, anche nei casi più gravi. Mi basterebbe l'inasprimento della legge nei confronti di molti reati e la certezza della pena. Senza sconti di nessun tipo.


Sono d'accordissimo.

Poi, come dicevo, credo in altro 3D, se chi ha commesso il crimine arriva alla consapevolezza di quanto ha commesso, non solo dovendo convivere con questa colpa sconterà, ma potrebbe anche arrivare al suo recupero.


Sono d'accordo anche su questo, con un'unica perplessità. Chi arriva a compiere certi crimini, riuscirà mai davvero ad arrivare alla piena consapevolezza? Ha ancora una coscienza?

Ecco. Questo per me è sbagliato. La pena dovrebbe essere la stessa e chi se ne importa se in quel momento è stato preso da un raptus. Problemi suoi.


Ecco, così la penso anche io. Direi che abbiamo lo stesso punto di vista. Anche se a volte in momenti di rabbia qualche "io vorrei che gente così morisse" mi ci scappa, ma poi mi passa subito.
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Messaggiodi The Red Baron » 08/10/2010, 17:38

E che dire di Brusca che scioglieva i bambini nell'acido!!!!
Ci sono due tipi di sciocchi, chi non ha dubbi, chi dubita di tutto
entrambi sono dispensati dal pensare

Bella la Democrazia, così bella che ha messo a morte il Cristo e liberato Barabba!
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Messaggiodi deliverance1979 » 08/10/2010, 19:03

D'accordissimo con la pena di morte ma solo se applicata come giusta condanna....... :ok:

Se non si è sicuri????? si dà l'ergastolo con i lavori forzati..... :boh:

Se si è sicuri.......ed il crimine è efferato....che dire.....benvenuti nel medioevo.......... :ok:

Se la buttiamo sull'errore umano, allora è sbagliato anche dare il carcere, soprattutto se a pagare ingiustamente è una persona innocente......immaginate un uomo non colpevole che per anni nella sua cella prende a pugni i muri perchè sà di essere innocente ma per i magistrati o l'incompetenza della legge continua a stare in carcere......
è meglio ucciderlo a questo punto anzichè fargli passare una tortura psicologica del genere per anni...... :conf:

Allora non mandiamo più in carcere nessuno per questo motivo....... :boh: :boh: :boh: :conf:

Quando si verificano dei crimini come quelli di Avetrana, il mostro del circeo ed altri ancora......allora io sono per una soluzione stile vecchio testamento.
« Senza aver visto la Cappella Sistina non è possibile formare un'idea apprezzabile di cosa un uomo solo sia in grado di ottenere. »
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deliverance1979
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Messaggiodi polymetis » 08/10/2010, 19:54

Per Domingo7

“Molti cattolici difendono le torture e le brutalità della Santa Inquisizione”


Veramente non ne conosco nessuno. Le torture dell’inquisizione non vanno difese, vanno contestualizzate. La tortura è sempre stata e sempre sarà un errore, quello che si questiona è la consapevolezza che chi la praticava potesse avere del fatto che si trattava di un errore. Siccome per il peccato mortale occorre piena consapevolezza, ecco che un crimine fatto da chi non era consapevole che fosse un crimine, ma anzi credeva fosse utile e necessario, non si può più configurare come peccato mortale, né indizio della malvagità della persona.

“Invece una morte pietosa, senza sofferenze e senza brutalità
soddisferebbe la giustizia delle vittime ed impedirebbe il ripetersi di alcuni fenomeni
(eliminando per sempre chi li ha commessi e agendo da freno su chi potrebbe commetterli in futuro)”


Non c’è alcuna prova che una persona messa in libertà continuerà ad uccidere. Inoltre, l’evitare che quella persona commetta altri delitti si può ugualmente ottenere con l’ergastolo.
Inoltre, non c’è nulla di più brutale del freddo, asettico e “civile” modo in cui avvengono le esecuzioni capitali. SI tratta infatti di un omicidio concepito a sangue freddo e premeditato.
Ecco come avviene una "misericordiosa iniezione letale":


Se pensate che siano spietati killer pianificatori a sangue freddo quelli sul lettino, vi dirò che invece credo che i più efferati siano quelli che hanno avuto la lucidità e il distacco, nonché il disprezzo per la vita, per progettare ed attuare la procedura dell'iniezione letale. La pena di morte è semplicemente un delitto attuato dall'apparato statale, un delitto fatto perché, non si sa in base a cosa, lo stato pensa di sapere meglio del criminale che sta punendo chi abbia diritto di vivere e chi no. In realtà non c'è alcuna differenza. L'assassino credeva che la sua vittima non meritasse di vivere, e altrettanto hanno stabilito quell'insieme di singoli esseri fallibili chiamati giuria: sono dunque entrambi gruppi di persone che vogliono sostituirsi a Dio.

“applicata con parsimonia
solo in casi gravi, certi e dolosi”


La certezza non esiste. Guardati “Il delitto perfetto” di Alfred Hitchcock, e poi dimmi se, qualora fossi stato nella giuria, non avresti giudicato immediatamente colpevole l’innocente detenuta.

“Ma non ci si sostituisce a Dio
anche lasciando liberi i lupi
di uccidere altre pecore?”


Veramente l’alternativa non è tra il lasciar andare liberi i criminali e il giustiziarli, ma tra il tenerli in prigione e il giustiziarli. In nessuno dei due casi la persona ha la possibilità di fare ulteriori danni. Per crimini molto gravi, dove c’è il rischio che la persona torni ad uccidere, si può comminare l’ergastolo.
E poi, non prendiamoci in giro… Voi non volete la pena di morte per quest’uomo perché potrebbe tornare ad uccidere, ma siete mossi unicamente dalla considerazione del delitto che ha già commesso, e vorreste fargliela pagare. Questo ragionamento è il tipo di logica a cui il nostro Stato ha grazie al cielo abiurato 60 anni fa.

“E poi contano solo le vittime giudiziarie? (che sono l'eccezione e non la regola)”


Esiste l’ergastolo. Le vittime giudiziarie contano eccome, perché ci sono troppi fattori che possono far sbilanciare il giudizio di un giudice e di una giuria: noi non possiamo permetterci errori simili. Altro film da vedere: “La parola ai giurati”.
Inoltre, non mi piace chi difende l’illiceità della pena di morte dicendo che si potrebbero commettere errori. Non è questo il punto: anche se ci fosse la certezza matematica di appurare sempre il colpevole giustiziarlo sarebbe sbagliato. A che serve uccidere qualcun altro, me lo spiegate? E con che diritto poi lo stato se ne incarica? Lo stato non è il padrone della vita di nessuno, e dunque non può toglierla. Il fatto che una persona commetta un reato, perché mai dovrebbe legittimare lo stato a commetterne un altro?

“Chi assolve il reo e chi condanna il giusto
sono ambedue in abominio all'Eterno. [Riveduta, Proverbi 17,15]”


Ma perché “assolvere”? Condannare una persona all’ergastolo è assolvere?

“ma chi si macchia di un crimine ha un debito verso chi è stato offeso e verso tutta la società civile
la pena deve pertanto svolgere un'azione espiativa....”


Questa logica non significa nulla. Mi spieghi cosa se ne fa la società della morte di quest’assassino? Riporterà forse in vita la vittima? No, avremo solo un morto in più, e ulteriore dolore per la famiglia del condannato a morte. Il sangue non lava via il sangue, sporca solo ulteriormente. La pena come “espiazione” è un concetto che non ho mai compreso: saziarci della sofferenza altrui è solo un primitivo istinto umano, che andrebbe combattuto, e non assecondato. La sofferenza di chi sconta una pena non porta nulla di buono alla società, che di dolore in più non se ne può fare nulla. Al massimo la pena serve al criminale per espiare e sentirsi mondato, ma ovviamente in questo caso non può essere la pena di morte, giacché in questo modo non si recupera proprio nessuno.

“Quanto al sacrificio espiativo di Cristo, per chi ci crede, ricordiamo che i nostri progenitori Adamo ed Eva non avevano straziato nè violentato nessuno e si erano solo limitati a mangiare .....un frutto proibito..”


Io credo al sacrificio espiatorio di Cristo, anche se ovviamente non ha nulla a che fare con la riparazione di un fantomatico frutto. Ma il concetto è del tutto diverso. Cristo infatti è innocente, non è un colpevole… E’ questa la grandezza: chi è senza macchia, dà una lezione di amore sacrificandosi, dando la sua vita per gli altri. Non ha nulla a che fare con chi non è affatto invitato a suicidarsi, ma anzi, è forzatamente costretto a morire, e per giunta perché lo si ritiene colpevole. Manca la volontarietà del gesto, che era quella che rese grande il sacrificio di Cristo.

“Mi domando però se invece di far soffrire per decenni una belva in gabbia
non sarebbe meglio praticarle un'amorevole iniezione letale ...”


Veramente amorevole… Perché non chiedi al detenuto in questione cosa vorrebbe?

“per chi ci crede esiste una vita dopo la morte nella quale è possibile purgare i propri peccati ed arrivare alla consapevolezza del male commesso....in questo mondo si rischia di ricadere nei crimini già commessi arrivando alla consapevolezza di cui tu dici in tempi molto lunghi e con le mani magari sporche di tanto altro sangue innocente .....”


Ma che scusa ridicola. Lo vuoi far passare come un gesto di amore verso l’assassino, quando invece è semplicemente il tuo basso istinto primordiale che lo vuole vedere sgozzato.
In primis, lo stato non accetta l’immortalità dell’anima per dogma, dunque non pi può, nel XXI secolo, basare una pena su questi presupposti. E se la persona da giustiziare all’aldilà non ci crede affatto?
Inoltre, perché tu sei così convinto che tornerà ad uccidere e non credi invece che possa redimersi proprio stando in vita, e facendo delle buone opere? E se ci fosse un dubbio tra queste due strada che potrebbe percorrere il criminale, come sempre si dirà “in dubio pro reo”, e dunque ci si dovrebbe astenere dall’esecuzione.

Per deliverance1979

“Se la buttiamo sull'errore umano, allora è sbagliato anche dare il carcere, soprattutto se a pagare ingiustamente è una persona innocente......immaginate un uomo non colpevole che per anni nella sua cella prende a pugni i muri perchè sà di essere innocente ma per i magistrati o l'incompetenza della legge continua a stare in carcere.....”


Lo stato deve tutelarsi dai criminali. La certezza non c’è né nel caso della pena di morte né nel caso del carcere, ma il primo errore sarebbe irreparabile, il secondo invece riparabile, dunque si deve optare per il secondo (cioè il carcere), che è il male minore.

“è meglio ucciderlo a questo punto anzichè fargli passare una tortura psicologica del genere per anni...”


Chiedigli cosa ne pensa, ritengo che non ti dirà mai che preferirebbe morire.

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Messaggiodi shanina » 08/10/2010, 20:16

Sono contraria alla pena di morte,in ogni caso.

Vogliamo che l'individuo,se irrecuperabile non faccia più alcun male?Pena dura e certa!

Ma ammazzare una persona ,perchè a sua volta ha ammazzato,significa comportarsi come ha fatto l'assassino,AMMAZZARE,a propria volta.

Io credo che non serva nemmeno come deterrente la pena capitale,poichè i paesi dove viene applicata,non è che se la cavano meglio di noi(vedi l'America).

Qualche anno fa,vidi un documentario in merito alle pena di morte e fu terribile.La pena,l'attesa dei detenuti,per anni,ad aaspettare una sentenza che non veniva mai.

Quando ,"finalmente" lo stato si decideva e fissava il giorno dell'esecuzione,il condannato ,veniva munito di pannolone ,perche la paura gli avrebbe fatto fare la pipi addosso(per non dire altro).

La freddezza ,con la quale si vede morire una persona,anni dopo avere commesso il suo delitto,è una cosa disumana.Ai parenti della vittima,uccisa ,veniva concesso il "privilegio" di assistere alla morte del condannato.

Pena dura,certa,ma mai pena di morte!!
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Messaggiodi AXL ROSE » 08/10/2010, 20:28

Io sono contro la pena di morte ,ma a questo qui lo farei uscire dal carcere. Niente carcere .Libero subito!

Pena a piacere!

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