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I testimoni di Geova possono fare da testimoni in un matrimonio in chiesa?

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I testimoni di Geova possono fare da testimoni in un matrimonio in chiesa?

Messaggiodi lely » 06/01/2016, 0:37

Saluto tutti quelli che mi conoscono, manco dal forum da un bel po! ogni tanto butto occhio...vorrei porre questo quesito perchè a quanto pare in alcuni posti di Italia spacciano la cosa come una questione di coscienza, il fare da testimoni in una chiesa cattolica, ma a quanto ne sapevo io ai miei tempi non era cosi, ovvero NON si poteva proprio, e anche entrare in chiesa non era visto granchè bene figuriamoci fare da testimoni.
Qualcuno mi sa dare informazioni?
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Messaggiodi LacrimadiLuna » 06/01/2016, 1:32

Io personalmente so che non si potrebbe entrare in chiesa durante la messa poi forse per i matrimoni e i funerali si fa uno strappo alla regola.
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Messaggiodi play » 06/01/2016, 11:04

Penso che se un tdG occupa una posizione di prestigio in congregazione non possa fare da testimone in un matrimonio in chiesa. Quando piu' una persona è centrata all' interno di questa organizzazione, tanto piu' la liberta è vincolata alle regole della stessa per cio' che riguarda le scelte personali come quella appunto di fare da testimone in una chiesa. Ad ogni modo anche un proclamatore potrebbe trovare da discutere con gli anziani se questa situazione fosse di dominio pubblico. Dipende poi da come gli anziani della congregazione di appartenenza valutano il caso particolare. Mi pare che le cose stanno cosi..... :ciao:
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Messaggiodi Cogitabonda » 06/01/2016, 15:52

Ciao Lely, bentornata!

Scusa se non ti so rispondere, volevo solo salutarti.
Compiacersi di aver ragione è sgradevole - Avere troppa coscienza di sé è odioso - Commiserarsi è infame

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Caso di coscienza ,in pratica evitate per non fare inciampare.

Messaggiodi Ray » 06/01/2016, 16:42

Coscienze diverse, decisioni diverse
9 Ma cosa intendeva Paolo quando disse che “tutte le cose sono pure per i puri”? Paolo si riferiva ai cristiani che avevano messo il loro modo di pensare e il loro senso morale in armonia con le norme di Dio, che troviamo nella sua Parola ispirata. Tali cristiani riconoscono che, per quanto riguarda molte cose non espressamente condannate, i credenti possono avere idee diverse. Anziché giudicare, considerano “pure” le cose che Dio non condanna. In quanto ad aspetti della vita circa i quali la Bibbia non fornisce istruzioni precise non si aspettano che tutti la pensino esattamente come loro. Vediamo alcuni esempi.
10 Ci sono molte famiglie in cui uno dei coniugi è diventato cristiano e l’altro no. (1 Pietro 3:1; 4:3) Questo può presentare vari problemi, come in occasione del matrimonio o del funerale di un parente. Immaginiamo il caso di una moglie cristiana il cui marito non condivide ancora le sue idee religiose. Un parente del marito si sposa e la cerimonia si terrà in una chiesa della cristianità. (Oppure è morto un parente, forse un genitore, e il funerale si svolgerà in chiesa). La coppia è invitata, e il marito vuole che lei lo accompagni. Cosa le dice la coscienza? Cosa farà questa donna cristiana? Immaginate queste due possibilità.
11 Loide riflette su questo serio comando biblico: ‘Uscite da Babilonia la Grande’, l’impero mondiale della falsa religione. (Rivelazione [Apocalisse] 18:2, 4) La chiesa dove si celebreranno le nozze appartiene alla religione di cui un tempo Loide faceva parte e lei sa che sarà chiesto a tutti i presenti di partecipare alla cerimonia religiosa pregando, cantando o compiendo gesti che hanno un significato religioso. È decisa a non parteciparvi in nessun modo e non vuole neppure trovarsi lì e subire pressioni volte a farle infrangere la sua integrità. Loide rispetta il marito e vuole cooperare con lui, che secondo le Scritture è il suo capo; tuttavia non vuole transigere sui propri princìpi basati sulle Scritture. (Atti 5:29) Quindi gli spiega con tatto che anche se lui ha deciso di andarci, lei non può. Gli potrebbe dire che se ci andasse e si rifiutasse di compiere qualche gesto religioso, potrebbe metterlo in imbarazzo; da questo punto di vista perciò la cosa migliore per lui sarebbe che lei non ci andasse. Decidendo così, Loide ha la coscienza pulita.
12 Rut si trova praticamente di fronte allo stesso dilemma. Rut rispetta il marito, è decisa a essere leale a Dio e segue la sua coscienza educata secondo la Bibbia. Riflette su alcuni punti simili a quelli considerati da Loide e, dopo una preghiera, esamina “Domande dai lettori” della Torre di Guardia del 15 maggio 2002. Le viene in mente che i tre ebrei ubbidirono al comando di recarsi in un luogo dove ci sarebbe stata una cerimonia idolatrica, tuttavia mantennero l’integrità non partecipandovi. (Daniele 3:15-18) Decide di accompagnare il marito ma di non compiere nessun atto di devozione, e agisce in armonia con la propria coscienza. Spiega al marito con tatto ma chiaramente ciò che la coscienza le permetterà di fare e quello che non può fare. Rut spera che egli capisca la differenza tra la vera e la falsa adorazione. — Atti 24:16.
13 Il fatto che due cristiane giungano a conclusioni diverse porta forse a pensare che quello che si fa sia irrilevante, o che una delle due sorelle abbia la coscienza debole? No. Vista la sua passata esperienza con la musica e il resto del cerimoniale, Loide può rendersi conto che per lei sarebbe particolarmente pericoloso essere presente in chiesa. E le discussioni che ha avuto in passato con il marito su questioni religiose possono influire sul modo in cui la sua coscienza reagisce. Quindi è convinta che la decisione che ha preso sia la migliore per lei.
14 Ma la decisione di Rut è forse sbagliata? Non spetta agli altri dirlo. Non spetta a loro giudicarla o criticarla perché decide di essere presente alla cerimonia senza però compiere atti di devozione. Ricordate il consiglio che diede Paolo in merito alla decisione personale di mangiare o no certi cibi: “Colui che mangia non disprezzi colui che non mangia, e colui che non mangia non giudichi colui che mangia . . . Egli sta in piedi o cade al suo proprio signore. In realtà, sarà fatto stare in piedi, poiché Geova può farlo stare in piedi”. (Romani 14:3, 4) Certo nessun vero cristiano esorterebbe qualcuno a ignorare la guida di una coscienza dovutamente educata, perché sarebbe come non ascoltare una voce che può salvarci la vita.
15 Rimanendo in tema possiamo dire che entrambe le sorelle dovrebbero tener conto di altri fattori, uno dei quali è l’effetto sugli altri. Paolo ci dà questo consiglio: “[Sia] questa la vostra decisione, di non mettere davanti al fratello pietra d’inciampo o causa per incespicare”. (Romani 14:13) Forse Loide sa che situazioni analoghe hanno causato molto turbamento nella sua congregazione o nella sua famiglia, e quello che fa può influire notevolmente sui suoi figli. Rut, invece, forse sa che scelte analoghe non hanno causato turbamento né nella congregazione né nella comunità. Tutti noi, comprese Loide e Rut, dovremmo riconoscere che una coscienza ben educata tiene conto dell’effetto che le nostre azioni hanno sugli altri. Gesù disse: “Chiunque fa inciampare uno di questi piccoli che ripongono fede in me, sarebbe più utile per lui che gli si appendesse al collo una macina da mulino come quella che viene fatta girare da un asino e che fosse affondato nell’ampio e aperto mare”. (Matteo 18:6) Chi ignora il problema del far inciampare altri potrebbe ritrovarsi con una coscienza contaminata, come avvenne ad alcuni cristiani di Creta.
16 Il cristiano dovrebbe continuare a progredire sul piano spirituale, come dovrebbe anche imparare sempre più ad ascoltare e a seguire la sua coscienza. Prendiamo il caso di un fratello battezzato da poco che chiameremo Marco. La coscienza gli dice di evitare pratiche non scritturali che prima seguiva, forse pratiche che avevano a che fare con l’idolatria o l’uso del sangue. (Atti 21:25) Infatti ora evita scrupolosamente le cose che hanno anche solo una vaga somiglianza con ciò che Dio vieta. D’altra parte si chiede perché alcuni rigettino cose che lui ritiene accettabili, come ad esempio certi programmi televisivi.
17 Col tempo Marco accresce la sua conoscenza e si avvicina maggiormente a Dio. (Colossesi 1:9, 10) Il risultato? La sua coscienza viene educata sempre di più. Ora Marco è più propenso ad ascoltare la coscienza e a valutare attentamente i princìpi scritturali. Infatti si rende conto che alcune delle cose che hanno “una vaga somiglianza” con ciò che va evitato in effetti non sono contrarie al modo di pensare di Dio. Inoltre, essendo più in sintonia con i princìpi biblici e più disposto a seguire la propria coscienza ben educata, ora Marco è spinto dalla coscienza a evitare programmi che prima riteneva accettabili. La sua coscienza è stata affinata. — Salmo 37:31.
18 Nella maggioranza delle congregazioni ci sono persone con vari gradi di maturità cristiana. Alcune sono nuove nella fede. Forse la loro coscienza non ha quasi nulla da dire su certe questioni mentre su altre si fa sentire. Forse hanno bisogno di tempo e di aiuto per mettersi in sintonia con la guida di Geova e imparare a seguire la loro coscienza ben educata. (Efesini 4:14, 15) D’altra parte nelle stesse congregazioni probabilmente ci sono molti che hanno una conoscenza profonda, esperienza nell’applicare i princìpi biblici e una coscienza molto vicina al modo di pensare di Dio. È un piacere stare con tali ‘persone pure’ che considerano moralmente e spiritualmente “pure” le cose che sono accettevoli al Signore. (Efesini 5:10) Prefiggiamoci di affinare la nostra coscienza fino a quel punto e di fare in modo che sia sempre in armonia con l’accurata conoscenza della verità e la santa devozione. — Tito 1:1.
w 07/15/10

Domande dai lettori
Sarebbe saggio per un vero cristiano assistere a un funerale o a un matrimonio in chiesa?
Partecipare a qualunque forma di falsa religione dispiace a Geova e va evitato. (2 Corinti 6:14-17; Rivelazione [Apocalisse] 18:4) Un rito funebre celebrato in chiesa è una funzione religiosa, che probabilmente include un’orazione in cui si sostengono concetti antiscritturali come quello dell’immortalità dell’anima e che tutti i buoni vanno in cielo. Può anche includere atti come farsi il segno della croce e unirsi in preghiera al sacerdote o a un altro ministro religioso. Anche una cerimonia nuziale di tipo religioso officiata in chiesa o altrove può includere preghiere e altri riti religiosi contrari agli insegnamenti biblici. Trovandosi in mezzo a un gruppo di persone che compiono atti della falsa religione, il cristiano potrebbe trovare difficile resistere alla pressione. Sarebbe davvero poco saggio esporsi a un pericolo del genere!
Che dire se un cristiano si sentisse in obbligo di partecipare a un funerale o a un matrimonio in chiesa? Un marito incredulo, ad esempio, potrebbe insistere che la moglie cristiana lo accompagni in una circostanza del genere. Potrebbe la moglie limitarsi ad accompagnarlo come silenziosa osservatrice? Per riguardo verso i desideri del marito, potrebbe decidere di andare con lui, essendo però determinata a non partecipare a nessuna cerimonia religiosa. Oppure potrebbe decidere di non andare, qualora ritenesse che la pressione emotiva dovuta alla circostanza potrebbe essere troppo forte per lei, e magari indurla a violare i santi princìpi. È una decisione che spetta a lei. Sicuramente vorrà agire in maniera ponderata per non rimanere poi con la coscienza turbata. — 1 Timoteo 1:19.
In ogni caso, sarebbe nel suo interesse spiegare al marito che per motivi di coscienza non prenderà parte a nessuna cerimonia religiosa né canterà inni o chinerà la testa quando verrà pronunciata la preghiera. Dopo questa spiegazione, è possibile che il marito concluda che la presenza della moglie potrebbe creargli imbarazzo.
Potrebbe decidere di andarci da solo per amore della moglie, per rispetto verso le sue credenze o per evitare situazioni imbarazzanti. Se però insiste che la moglie lo accompagni, lei potrebbe andarci come semplice osservatrice.
Da non trascurare è l’effetto che l’assistere a una cerimonia in un edificio religioso potrebbe avere sui compagni di fede. La coscienza di alcuni potrebbe esserne turbata? Potrebbe indebolire la loro determinazione di evitare l’idolatria? ‘Accertatevi delle cose più importanti’, esortò l’apostolo Paolo, “affinché siate senza difetto e non facciate inciampare altri fino al giorno di Cristo”. — Filippesi 1:10.
Quando la cerimonia riguarda un parente stretto, possono esserci ulteriori pressioni da parte della famiglia. In ogni caso il cristiano deve soppesare bene tutti i fattori. In certe circostanze potrebbe concludere che non sorgeranno difficoltà se assistesse come osservatore a un funerale o a un matrimonio in chiesa. In altre circostanze però gli svantaggi — per quanto riguarda il danno per la propria coscienza o per quella altrui — potrebbero superare i vantaggi dell’essere presenti. Qualunque sia la situazione, il cristiano dovrebbe assicurarsi che la sua decisione gli consenta di mantenere una buona coscienza davanti a Dio e agli uomini.
w 02/15/5


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Ray

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Messaggiodi Gabriele Traggiai » 07/01/2016, 13:58

La risposta è semplicemente NO.
La questione verrebbe considerata come partecipazione attiva ad una funzione in un luogo di culto pagano.

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Messaggiodi Vieri » 07/01/2016, 15:11

Gabriele Traggiai ha scritto:La risposta è semplicemente NO.
La questione verrebbe considerata come partecipazione attiva ad una funzione in un luogo di culto pagano.

Gabry

Nella mia semplicità di pensiero se avessi un amico mussulmano, Tdg, luterano, Ateo, buddista, ecc. per rispetto alla sua persona andrei comunque al suo funerale partecipando anche al rito.
La mia "religione" è per l'amore con tutti indistintamente dalla sua religione e partecipare ad un rito religioso per me non significa assolutamente condividerne i principi.
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Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente.
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Messaggiodi nico70 » 07/01/2016, 15:28

Nel caso di Battesimo , Cresima,Eucarestia, il padrino deve essere un cattolico praticante che abbia ricevuto i sacramenti dell'iniziazione cristiana, e a posto moralmente ( non divorziato,convivente ecc.).
Il padrino deve essere testimone della fede (cattolica); un tdg non sarebbe ammesso.
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Messaggiodi Gabriele Traggiai » 07/01/2016, 18:30

Vieri
La mia "religione" è per l'amore con tutti indistintamente dalla sua religione e partecipare ad un rito religioso per me non significa assolutamente condividerne i principi.

Ovviamente questo non è il pensiero dei Testimoni di Geova. Se i Testimoni di Geova avessero tal veduta non staremmo qui a parlar di loro, di ostracismo, ect. Anzi probabilmente non esisterebbero nemmeno questo forum e il sito creato da Achille.

Gab
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Messaggiodi lely » 08/01/2016, 0:11

Ringrazio tutti per le risposte in particolar modo ray e gabriele e saluto molto cogitabonda <3
era come pensavo io infatti che NO non si potrebbe fare.
Peccato che c'è una che sta studiando con i tdg che su una pagina di fb insiste che è una questione di coscienza e insiste che chi gli fa lo studio gli ha detto cosi!
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Messaggiodi Verdemare » 08/01/2016, 9:30

Ciao Lely, quanto tempo! Spesso ti ho pensato in questi anni, come stai? :carezza: Io forse non ho capito bene a cosa ti riferisci con l' espressione " fare da testimoni in chiesa". Ma forse ho capito male io, perche' se intendi fare da testimoni di nozze , assolutamente NO , ma questo e' risaputo, non si dovrebbe nemmeno partecipare alle messe, ( magari solo in disparte da spettatori) , fare il segno della pace, ecc. Poi per fare da tedtimoni di nozze, bisognerebbe aver fatto i " sacramenti " cattolici, che un TdG , ovviamente non ha, lo so, perche' mia figlia voleva fare da testimone ad una cugina, ma non le e' stato permesso oer quel motivo, non essendo mai stata battezzata in chiesa. Manca dalla sala da piu' di 4 anni, magari adesso le cose sono cambiate ? :boh:
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