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Parere su scuola superiore

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Parere su scuola superiore

Messaggiodi nello80 » 30/09/2019, 15:04

Buonasera, è da un po' di tempo che non scrivo, ma purtroppo è un periodo in cui sono molto impegnato, ma comunque anche senza commentare leggo sempre il forum!
Detto questo avrei da chiedervi un parere:
Secondo voi, qual è la scuola superiore la quale ti dà una formazione culturale più completa di tutte? Da poter affrontare così qualsiasi facoltà universitaria?
Grazie
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Ciao Nello...

Messaggiodi Vieri » 30/09/2019, 16:10

In genere il liceo classico dicono che dia la maggiore apertura mentale verso varie facoltà anche di carattere tecnico semprechè uno abbia voglia di studiarsi latino e greco.....
Se no, anche il liceo scientifico va bene ed i miei figli che lo hanno fatto non si sono poi trovati male all'università.
Certo che dipende sempre dalle persone......
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Messaggiodi deliverance1979 » 30/09/2019, 17:18

Anche l'Istituto Tecnico Industriale (ITIS pe capisse) funzionava e preparava per l'università.
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Messaggiodi nello80 » 01/10/2019, 13:43

Concordo con quanto scritto da Vieri, ma non sono d'accordo con Deli.
Diciamo che legalmente tutti gli istituti superiori danno l'accesso a qualsiasi facoltà universitaria, ma certamente la preparazione che dà un liceo sicuramente non è lontanamente paragonabile a quella di un istituto tecnico, in primis per le materie di studio, ma sopratutto per il metodo di studio che si acquisisce nel corso dei 5 anni. Poi c'è sempre l'eccezione, ma quella non ha mai fatto la regola.......!
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Non per niente.....

Messaggiodi Vieri » 01/10/2019, 14:26

nello80 ha scritto:Concordo con quanto scritto da Vieri, ma non sono d'accordo con Deli.
Diciamo che legalmente tutti gli istituti superiori danno l'accesso a qualsiasi facoltà universitaria, ma certamente la preparazione che dà un liceo sicuramente non è lontanamente paragonabile a quella di un istituto tecnico, in primis per le materie di studio, ma sopratutto per il metodo di studio che si acquisisce nel corso dei 5 anni. Poi c'è sempre l'eccezione, ma quella non ha mai fatto la regola.......!

Non per niente negli anni 60' l'accesso all'università era precluso agli istituti industriali ed io come perito meccanico, per continuare gli studi ho avuto la fortuna di frequentare un corso triennale a tempo pieno del Politecnico di Milano uscendo però non come una laurea di primo livello ma con il titolo di "tecnologo"......Poi ovviamente le cose sono cambiate....
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Messaggiodi Mario70 » 01/10/2019, 14:29

Concordo per il classico ti apre la mente a 360 gradi, seconda scelta liceo linguistico, lo sta facendo mia figlia e conoscere 3 lingue non è per niente male.
«Ortodossia vuol dire non pensare, non aver bisogno di pensare. Ortodossia e inconsapevolezza son la stessa cosa.»

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Messaggiodi deliverance1979 » 01/10/2019, 16:34

Allora, dobbiamo definire che tipo di università.
Se parliamo di università di tipo STEM, allora il classico non è di sicuro la scuola migliore.
In questi casi a mio modestissimo parere, è molto più utile o il liceo scientifico o l'istituto tecnico.

L'istituto tecnico, se fatto come era una volta, ti preparava appunto per avere una mente atta a risolvere i problemi pratici, roba da prima linea.
La matematica fatta negli istituti tecnici era di poco inferiore a quella dei licei scientifici, ma, poi, se uno prendeva un'università specifica al corso di studi che uno aveva fatto, li non c'era trippa per gatti.
Chi proveniva da un istituto tecnico ha almeno tre anni di materie specialistiche alle spalle e sapeva di cosa si parlava, mentre uno del liceo scientifico deve recuperare il terreno perso.

Poi è normale che se uno che faceva meccanica all'ITIS lo mandi a Medicina, molto probabilmente, il liceo scientifico offrirà una preparazione migliore.

Tuttavia, noto che, chi proviene da una scuola tecnica o professionale, per quanto non sia culturalmente al pari di un liceale, ha comunque il piglio pratico di saper risolvere i problemi, che il liceale non ha.
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Messaggiodi nello80 » 01/10/2019, 17:51

deliverance1979 ha scritto:Allora, dobbiamo definire che tipo di università.
Se parliamo di università di tipo STEM, allora il classico non è di sicuro la scuola migliore.
In questi casi a mio modestissimo parere, è molto più utile o il liceo scientifico o l'istituto tecnico.

L'istituto tecnico, se fatto come era una volta, ti preparava appunto per avere una mente atta a risolvere i problemi pratici, roba da prima linea.
La matematica fatta negli istituti tecnici era di poco inferiore a quella dei licei scientifici, ma, poi, se uno prendeva un'università specifica al corso di studi che uno aveva fatto, li non c'era trippa per gatti.
Chi proveniva da un istituto tecnico ha almeno tre anni di materie specialistiche alle spalle e sapeva di cosa si parlava, mentre uno del liceo scientifico deve recuperare il terreno perso.

Poi è normale che se uno che faceva meccanica all'ITIS lo mandi a Medicina, molto probabilmente, il liceo scientifico offrirà una preparazione migliore.

Tuttavia, noto che, chi proviene da una scuola tecnica o professionale, per quanto non sia culturalmente al pari di un liceale, ha comunque il piglio pratico di saper risolvere i problemi, che il liceale non ha.



Io personalmente ho fatto il tecnico professionale, (molto simile all'industriale), e posso dire che le ore di "studio" che facevo alla settimana erano di molto inferiori a quelle che un liceale poteva fare in un giorno solo, (eppure non ero tra i più asini, anzi, mi sono diplomato con 85/100). Detto questo, senza l'acquisizione di un metodo di studio serio ed efficace, cosa che un liceale acquista durante il quinquennio, non vedo come possa essere possibile superare gli esami universitari dove lo studente, per ogni esame deve "sorbirsi" libri, che i più piccoli vanno dalle 600/700 alle 1000 pagine.

Poi, come ho detto prima, c'è sempre l'eccezione, ma quella non ha mai fatto la regola.......!
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In genere mi hanno detto....

Messaggiodi Vieri » 01/10/2019, 18:17

A me hanno sempre ribadito che una persona che fa il liceo classico rispetto allo scientifico, anche se fa poi una facoltà scientifica recupera poi in pochi mesi il gap.
Ho sempre odiato il latino alle medie ma devo riconoscere che alla fine è servito.
Poi ragazzi, fra uno "sgalfo" al liceo ed uno in gamba all'ITI, dipende ovviamente sempre dalle persone....
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Messaggiodi deliverance1979 » 01/10/2019, 18:55

Allora, sta volta proverò a fare un'apologia delle scuole tecnico professionali....

Caro nello80, anche io provengo da un professionale, indirizzo meccanica, voto di diploma 77/100, nà chiavica praticamente.

Ora, farò un paio di precisazioni a quanto detto fin'ora.

1 - Non è la scuola che prepara, ma la condizione dello studente e della classe. In un liceo, mediamente avremo ragazzi di famiglie medio-alte, con una certa educazione alle spalle, il che comporta la presenza di genitori, di un humus culturale. Non è sempre cosi, ma spesso è cosi. Senza considerare che il liceo, sia esso classico che scientifico, non sta a fare tante seghe mentali agli ultimi, oppure ai più deboli, chi segue rimane, chi non segue viene eliminato. Gli istituti tecnici sono leggermente più teneri ma neanche tanto, i professionali sono invece una sorta di refugium peccatorum della società, dove una classe è di ragazzi, soprattutto nei primi due o tre anni, è una sorta di battaglione della disciplina fatto da casi sociali borderline, provenienti da famiglie proletarie, da famiglie di extracomunitari, con poca cultura, con problemi sociali, con handicap più o meno gravi. Un professore del liceo, non resisterebbe un anno alle professionali (parlo di statistica e non di eccezioni).

2 - La voglia del ragazzo fa la differenza, e questo si ricollega a quanto detto prima. Un ragazzo che è seguito, incoraggiato o comunque disciplinato dalla famiglia a raggiungere determinati obiettivi, va da se che sarà mediamente più propenso allo studio, anche se ci sono persone che hanno fatto le classi del liceo due anni per due, per poi diventare qualcuno nella vita in età più matura. Non solo, spesso nell'età adoloscenziale non si capisce l'importanza di studiare, motivo per cui, se tale indole non ce l'hai, o recuperi dopo o rimani indietro. Non solo, anche la qualità dell'insegnamento fa la differenza, alle professionali o ad un tecnico, attirare l'attenzione di una classe con i problemi di cui sopra è un'azione ben più ardua, motivo per cui, anche l'insegnamento ne risentirà.

Precisato questo, se uno studia e si impegna nelle materie, e si ha la possibilità di poter approfondire qualsiasi materia in maniera ideale, in un contesto scolastico ideale, tutte le scuole possono formare persone capaci.
Se poi hai una classe del liceo con tutte fighette educate e profumate, ed anche i ragazzi, che sono comunque ordinati e disciplinati, che sono attenti, che studiano e che si comportano in maniera civile, l'insegnamento e l'avanzamento del programma scolastico risulterà molto più facile ed efficace rispetto ad un professionale dove tra rutti, scorregge, bestemmie, risse da placare in classe, distrazioni continue, mancanza di materiale, scarse basi culturali e via dicendo, ne fanno più una zona di guerra che una scuola.

Comunque, posso dire una cosa, tanto per spezzare una lancia in favore delle materie di studio delle professionali.
Personalmente, di tutte le materie del corso di studio che ho seguito, penso che quella veramente utile per la vita e che se fatta come Dio comanda ti da una preparazione a 360 gradi, se si ha la capacità di saper riportare tali saperi in ogni ambito della conoscenza, è "Tecnica della produzione".
Io ho avuto la fortuna di aver avuto un professore molto capace e la forma mentis che ti da questa disciplina, me la sono portata in ogni ambito della vita.
Poi che dirvi, anche il carattere di una persona fa la differenza tra il sapersela cavare o meno.
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Deliverance...

Messaggiodi Vieri » 01/10/2019, 22:26

Caro Delivrance, concordo in parte sul fatto che anch'io ho fatto l'ITI indirizzo meccanica e devo dire che i risultati migliori li ho avuti in 4° e 5° istituto con una classe più piccola e già "selezionata" mentre i primi 3 anni con 34 ragazzi per classe e con 3-4 promossi a giugno per anno è stata decisamente dura anche per le ore di pratica e di studio.

Non concordo sulla materia tecnica come "formativa" mentre la maturità di una persona nell'affrontare la vita dipende molto dall'essere interessato a quell'età ai problemi sociali, alla storia moderna, alla politica.
I grandi dibattiti avuti con i miei compagni durante le ore di italiano, su temi diversi, mi hanno pertanto aiutato molto nella mia formazione e come vedi, alla fine, non sono poi cambiato molto......

Alla fine concordo solo sul fatto che un figlio di un ingegnere se è stupido, non è detto che debba per forza diventare ingegnere e se lo diventa con tante pedate nel sedere rimarrà poi sempre un fallito nella vita.
Stupido era e stupido rimarrà con o senza pezzo di carta.

Posso essere pertanto d'accordo sul fatto che una persona che abbia voglia di emergere e di darsi da fare e venendo da un ambiente non di "rose e fiori" abbia alla fine più grinta e più "pelo" di un figlio di papà.
Poi alla fine il mondo è vario e non si possono fare in merito casistiche precise poichè tutto alla fine dipende dalle persone....
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Messaggiodi Giovanni64 » 02/10/2019, 14:54

Questa è una di quelle volte che più convintamente mi sento di ripetere una cosa banale: tutto dipende da quello per cui si è più "portati". Se uno eccelle veramente con la fisica e la matematica e, per esempio, sa che vuole fare ingegneria, il liceo scientifico va benissimo. Tutto infatti è utile ma è anche utile non fare percorsi troppo più lunghi e tortuosi di quello che sono.
Mai caricarsi di pesi superiori alle proprie possibilità e troppo diversi dalle proprie inclinazioni, magari solo per accontentare le aspettative, l'ambiente o la famiglia. Capire di aver sbagliato scuola anche a costo di perdere qualche anno non è da vedere come una cosa negativa. L'importante è cercare di capire quali sono le cose che una persona fa più volentieri e con risultati migliori, anche al di là delle opportunità di lavoro. In tutti i campi c'è spazio se le persone hanno la passione sufficiente per quello che fanno.

Questione "istituti tecnici".
Sono più per la pratica che per la teoria ma, come si può intuire, una "pratica" troppo povera di basi teoriche, soprattutto quando si affrontano questioni più complesse, può risultare difficile da correggere.
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Messaggiodi nello80 » 02/10/2019, 17:45

Giovanni64 ha scritto:Questa è una di quelle volte che più convintamente mi sento di ripetere una cosa banale: tutto dipende da quello per cui si è più "portati". Se uno eccelle veramente con la fisica e la matematica e, per esempio, sa che vuole fare ingegneria, il liceo scientifico va benissimo. Tutto infatti è utile ma è anche utile non fare percorsi troppo più lunghi e tortuosi di quello che sono.
Mai caricarsi di pesi superiori alle proprie possibilità e troppo diversi dalle proprie inclinazioni, magari solo per accontentare le aspettative, l'ambiente o la famiglia. Capire di aver sbagliato scuola anche a costo di perdere qualche anno non è da vedere come una cosa negativa. L'importante è cercare di capire quali sono le cose che una persona fa più volentieri e con risultati migliori, anche al di là delle opportunità di lavoro. In tutti i campi c'è spazio se le persone hanno la passione sufficiente per quello che fanno.

Questione "istituti tecnici".
Sono più per la pratica che per la teoria ma, come si può intuire, una "pratica" troppo povera di basi teoriche, soprattutto quando si affrontano questioni più complesse, può risultare difficile da correggere.



Concordo con quello che dici, ma arrivati a questo punto è d'obbligo una domanda:

Un ragazzo di 13/14 anni cosa potrà mai sapere di cosa vuole fare o di chi vuole diventare nella vita? Io per esempio mi impuntai sul professionale, solo perché in effetti si iscrissero dei miei amici più stretti, (ma di questo me ne rendo conto solo adesso), quando invece i miei professori della 3ª media (specie quella di italiano) insisteva sul fatto che io dovevo iscrivermi al liceo classico.
Ora, (dopo 25 anni) mi rendo conto che quella sarebbe stata la scelta più giusta per me......!
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Messaggiodi deliverance1979 » 02/10/2019, 18:27

nello80 ha scritto:Un ragazzo di 13/14 anni cosa potrà mai sapere di cosa vuole fare o di chi vuole diventare nella vita? Io per esempio mi impuntai sul professionale, solo perché in effetti si iscrissero dei miei amici più stretti, (ma di questo me ne rendo conto solo adesso), quando invece i miei professori della 3ª media (specie quella di italiano) insisteva sul fatto che io dovevo iscrivermi al liceo classico.
Ora, (dopo 25 anni) mi rendo conto che quella sarebbe stata la scelta più giusta per me......!


Allora il vero nocciolo della questione è un altro, il percorso di studi, e la soddisfazione personale nel lavoro o nella attività che si andranno a svolgere, è sulla stessa frequenza d'onda?

Mi spiego meglio, uno che finisce le professionali, diciamo meccanica, è appassionato di musica, ha delle competenze di produzione industriale con torni e frese, e dopo qualche anno si ritrova a fare il liutaio di chitarre elettriche da lui prodotte, penso che non esiste laurea al mondo che poteva renderlo più felice, o dargli competenze del genere.

Similmente, uno che studia liceo classico, va all'università, diventa un ricercatore storico o di altro tipo, pubblica libri, fa conferenze e via dicendo, non esiste niente al mondo che avrebbe potuto dargli un percorso migliore.

E qui entra in gioco le inclinazioni della persona, il percorso didattico e la relativa lunghezza in anni da percorrere per raggiungere la conoscenza e/o i titoli che si vogliono o devono avere per raggiungere un determinato obiettivo, con il raggiungimento dell'obiettivo stesso.

Diciamo che molti ragazzi, a 13/14 anni scelgono percorsi di studio più semplici, che li abitua a studiare poco, a stare poco sui libri, abbassando cosi la loro soglia di volontà nello studio.
Va da se che un ragazzo del genere, qualora volesse correggere la traiettoria sbagliata di studio che ha impostato fin dall'inizio, farà molta più difficoltà di un ragazzo che invece, avendo scelto studi più impegnativi, quali i licei, riuscirà a cambiare meglio rotta adattandosi ai nuovi percorsi di studio.
Il secondo aspetto non meno importante è la ricaduta pratica del titolo di studio.
Se un ragazzo vuole immettersi subito nel mondo del lavoro, o ha la voglia di mettersi in proprio, anni di università rallenterebbero questa sua volontà.
Per contro, chi si lancia immediatamente nel mondo del lavoro, poi rischia di rimanere intrappolato nel suo posto ordinario, e si vede mediocrizzare la propria vita ad un livello lavorativo massificato o poco più, questo perchè meno sforzo serve per entrare in un posto di lavoro, e più è facile essere sostituiti, o comunque, ricoprire incarichi ordinari, dove la concorrenza è molta.
Ci sono anche i colpi di fortuna, ma mediamente, la massa inizia con un certo tipo di lavoro e finisce a quel livello o poco più.
Poi, per cambiare la propria situazione servono moltissimi sforzi e sacrifici da fare in corso d'opera.

Per contro, anche chi sceglie un percorso di studi potrebbe poi non avere più la stessa passione che aveva 10 anni prima, e ritrovarsi ad aver impiegato diversi anni della sua vita a seguire un qualcosa che poi nel tempo si è affievolito oppure è cambiato.
Non solo, non sempre chi studia molto, poi si ritrova a lavorare per quello che ha studiato e che idealmente avrebbe voluto fare.
Troverà posti di lavoro migliori rispetto ad un diplomato, ma non è detto che il posto che trova lo appaga.

Quindi, i fattori da incastrare tra il titolo di studio preso, gli sforzi fatti per conseguirlo, le proprie inclinazioni ed aspirazioni, ed il risvolto del lavoro ideale raggiunto e per stipendio e per piacere lavorativo, sono molti, e penso che poche persone possono dire di aver raggiunto un traguardo del genere.
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Messaggiodi Vieri » 02/10/2019, 18:37

In effetti una ragazzo di 12-13 anni ha bisogno sempre di una guida e di un indirizzo e se questo ragazzo ha sempre mantenuto un comportamento responsabile senza essere un "secchione" la soluzione migliore ritengo possa essere la soluzione del liceo scientifcio che tra l'altro ha anche numerosi indirizzi.
I miei figli lo hanno frequentato e si sono poi laureti senza particolari problemi in ingegneria ed in economia.
Lo stesso stanno facendo 2 dei miei nipoti ed il liceo oggi offre anche una notevole flessibilità negli studi anche con interscambi con l'estero.
Per esempio mio nipote più grande l'anno scorso, (3° liceo) tramite la scuola aveva avuto riconosciuto un mese di studio in un liceo francese con scambio poi di uno studente francese per lo stesso periodo nella sua stessa classe.

Una ulteriore possibilità ha avuto quest'anno di frequentare la 4°liceo in un istituto inglese (tutto l'anno) ,
Diciamo che lui è un po' speciale poichè conosceva già bene l'inglese, era già "svezzato" da numerosi viaggi fin da piccolo anche recentemente negli USA e gli piace studiare senza tirarsela....
In breve frequenta in parallelo dei corsi di economia, francese, psicologia in Inghilterra pur rimanendo assistito dai sui professori in Italia per rimanere in pari con le lezioni ma senza però l'obbligo di sostenere esami.

In breve, le possibilità di studio, anche successivamente tramite l'Erasmus, sono ampie e notevoli e se uno vuole darsi da fare la "bicicletta" per pedalare viene offerta.
E' indubbio poi che le possibilità di impiego per una persona con tali caratteristiche rimangono poi decisamente ampie.....

Auguri al figliolo che deve essere però sempre motivato e incoraggiato dalla famiglia non per essere il primo della classe, né per la "carriera" ma per sé stessi e per la propria cultura che non deve essere però mai monodirezionale.
Per sfruttare le occasioni offerte dalla vita occorre avere sempre una visione a 360 °e mai fossilizzarsi su un solo aspetto specifico.
Chi risolve i problemi specifici sono i tenici puri.....
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Messaggiodi Giovanni64 » 03/10/2019, 10:59

nello80 ha scritto:
Giovanni64 ha scritto:.....



Concordo con quello che dici, ma arrivati a questo punto è d'obbligo una domanda:

Un ragazzo di 13/14 anni cosa potrà mai sapere di cosa vuole fare o di chi vuole diventare nella vita? Io per esempio mi impuntai sul professionale, solo perché in effetti si iscrissero dei miei amici più stretti, (ma di questo me ne rendo conto solo adesso), quando invece i miei professori della 3ª media (specie quella di italiano) insisteva sul fatto che io dovevo iscrivermi al liceo classico.
Ora, (dopo 25 anni) mi rendo conto che quella sarebbe stata la scelta più giusta per me......!


Mi farei e mi faccio la stessa domanda. Penso però che l'unica soluzione sia provare e non aver paura di sbagliare strada. Poi è chiaro che bisogna barcamenarsi, per esempio, tra l'esigenza di provarci sul serio e quella di non insistere oltre il dovuto. Alla fine è anche difficile beccare esattamente ciò che fa di più al caso di una persona ma almeno, se non ci si fa condizionare troppo da altri fattori, ci si può andare vicini. Un genitore può aiutare in questo oppure può essere molto nocivo se antepone i propri sogni e le proprie preferenze a quelle che il figlio sta cercando di scoprire.
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