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Lo scopo di questo forum è quello di analizzare in chiave critica la dottrina e l'organizzazione dei Testimoni di Geova

Le "regole" (dei TdG) e la fede

Spazio dove discutere dei problemi relativi ai rapporti tra i TdG e il mondo che li circonda

Moderatore: Gocciazzurra

Le "regole" (dei TdG) e la fede

Messaggiodi Vieri » 18/08/2021, 17:16

In questa calorosa estate a volte capita anche di ragionare su cose serie e fare anche delle debite considerazioni.

In effetti mi sono sempre meravigliato sulla ossessione dei tdG per rispettare delle rigide regole comportamentali per essere secondo loro dei "buoni cristiani" dove mi è sempre parso che la "fede" si confonda sempre con tale rapporto di "do ut des" dove se ti comporti bene e secondo certi loro canoni, meriti il tuo paradiso, in alto o in basso poi non si sa...

Ulteriore elemento di notevole meraviglia, visto da uno che non è mai stato "uno di loro", è l'ossessione per andare a interpretare la bibbia, anche dei passi più difficili e sicuramente leggendari, per voler sapere" sempre ed esattamente il "piano preordinato di Dio" nei nostri confronti senza incertezze e senza in pratica ulteriori ricerche di risposte personali.

In breve tutto è preordinato, tutto è scritto e tutto (per loro) e sempre chiarissimo ......
Affidarsi alla fine in una vera fede e fiducia in Dio nonostante le nostre debolezze, pare non esista.

A parer mio questa visione della vita senza porsi dei dubbi e dei perchè interiori sulla nostra esistenza a parte il fatto di annullare completamente le nostre capacità intellettive come se tutto fosse regolato da un preciso manuale (edito dalla WTS) annulla il vero concetto di fede.

Cos'è per me la "fede"
Il termine deriva dal latino fides che indica sia la credenza religiosa, ma anche la lealtà, l'impegno solenne, la fedeltà e il mantenimento della parola data; in generale assume il significato di accettazione di misteri o dottrine non razionalmente dimostrabili ma nonostante ciò ritenute vere «per l'autorità del Dio rivelante che non può ingannarsi né ingannare».

In breve avere fiducia, nonostante le nostre debolezze ed i nostri peccati della grazia di Dio nella speranza di essere perdonati e compresi.
Questa fede ci porta a considerare Dio, non come un "segretario" che in base alle nostre mancanze alla fine ci giudicherà nel bene e nel male "leggendo" le varie pagine ed articoli di un "manuale" .... ma di Chi alla fine straccerà questo manuale di regole imposte dalla interpretazione umana della Bibbia, agendo secondo la sua immensa bontà.
La parabola di oggi degli operai dell'ultim'ora la dice pertanto lunga in proposito.

Su tali differenze fra "regole "e "fede" ho trovato sulla Stampa di oggi una osservazione di papa Francesco che sul tema penso faccia notevolmente riflettere.
https://www.lastampa.it/vatican-insider ... A1-A-S4-T1
Papa Francesco: i comandamenti non sono assoluti
La loro funzione limitata nel tempo conducono all’incontro con Gesù Cristo «che ci giustifica gratuitamente»

18 Agosto 2021 15:08
CITTÀ DEL VATICANO. «Come vivo io? Nella paura che se non faccio questo andrò all’inferno? O vivo anche con quella speranza, con quella gioia della gratuità della salvezza in Gesù Cristo?»: con questo interrogativo papa Francesco ha esemplificato il ruolo dei dieci comandamenti, che vanno osservati ma non sono «assoluti», perché la loro «funzione limitata nel tempo», è legata «alla maturazione delle persone e alla loro scelta di libertà» che culmina nell’incontro con Gesù «che ci giustifica gratuitamente».

La relazione tra la Legge e il peccato, ha spiegato il Papa, «verrà esposta in maniera più sistematica dall’Apostolo nella sua Lettera ai Romani, scritta pochi anni dopo quella ai Galati. In sintesi, la Legge porta a definire la trasgressione e a rendere le persone consapevoli del proprio peccato: “Hai fatto questo, pertanto la Legge – i Dieci Comandamenti – dice questo: tu sei in peccato”. Anzi, come insegna l’esperienza comune, il precetto finisce per stimolare la trasgressione».

Nella lettera ai Galati, San Paolo sottolinea il ruolo pedagogico della legge: «Nel sistema scolastico dell’antichità – ha puntualizzato – il pedagogo non aveva la funzione che oggi noi gli attribuiamo, vale a dire quella di sostenere l’educazione di un ragazzo o di una ragazza. All’epoca, si trattava invece di uno schiavo che aveva l’incarico di accompagnare dal maestro il figlio del padrone e poi riportarlo a casa. Doveva così proteggerlo dai pericoli, sorvegliarlo perché non assumesse comportamenti scorretti. La sua funzione era piuttosto disciplinare. Quando il ragazzo diventava adulto, il pedagogo cessava dalle sue funzioni».

E dunque la Legge «certamente aveva avuto delle funzioni restrittive, ma nello stesso tempo aveva protetto il popolo, lo aveva educato, disciplinato e sostenuto nella sua debolezza, soprattutto la protezione davanti al paganesimo; c’erano tanti atteggiamenti pagani in quei tempi», aveva avuto «una sua funzione positiva – quindi come pedagogo nel portare avanti –, ma è una funzione limitata nel tempo. Non si può estendere la sua durata oltre misura, perché è legata alla maturazione delle persone e alla loro scelta di libertà.

Una volta che si giunge alla fede, la Legge esaurisce la sua valenza propedeutica e deve cedere il posto a un’altra autorità. Questo cosa vuol dire? Che finita la Legge noi possiamo dire: “Crediamo in Gesù Cristo e facciamo quello che vogliamo?” No! I Comandamenti – ha puntualizzato Bergoglio – ci sono, ma non ci giustificano. Quello che ci giustifica è Gesù Cristo. I Comandamenti si devono osservare, ma non ci danno la giustizia; c’è la gratuità di Gesù Cristo, l’incontro con Gesù Cristo che ci giustifica gratuitamente. Il merito della fede è ricevere Gesù.

L’unico merito: aprire il cuore. E che cosa facciamo con i Comandamenti? Dobbiamo osservarli, ma come aiuto all’incontro con Gesù Cristo. Questo insegnamento sul valore della legge è molto importante e merita di essere considerato con attenzione per non cadere in equivoci e compiere passi falsi. Ci farà bene chiederci – ha concluso il Papa – se viviamo ancora nel periodo in cui abbiamo bisogno della Legge, o se invece siamo ben consapevoli di aver ricevuto la grazia di essere diventati figli di Dio per vivere nell’amore.

Come vivo io? Nella paura che se non faccio questo andrò all’inferno? O vivo anche con quella speranza, con quella gioia della gratuità della salvezza in Gesù Cristo? È una bella domanda. E anche la seconda: disprezzo i Comandamenti? No. Li osservo, ma non come assoluti, perché so che quello che mi giustifica è Gesù Cristo».

Conclusioni personali:
A cosa servono i "comitati giudiziari" se non offendere Dio ?
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Messaggiodi brisa » 18/08/2021, 20:34

Io questa cosa non l'ho mica mai capita... se come dici tu "alla fine [Dio] straccerà questo manuale di regole imposte dalla interpretazione umana della Bibbia, agendo secondo la sua immensa bontà", i tdG sono in una botte di ferro, come chiunque altro sulla faccia della Terra. Allora perchè stare qui a fare "critica"?
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Messaggiodi Testimone di Cristo » 19/08/2021, 7:18

brisa ha scritto:Io questa cosa non l'ho mica mai capita... se come dici tu "alla fine [Dio] straccerà questo manuale di regole imposte dalla interpretazione umana della Bibbia, agendo secondo la sua immensa bontà", i tdG sono in una botte di ferro, come chiunque altro sulla faccia della Terra. Allora perchè stare qui a fare "critica"?


Caro brisa, "se Dio straccerà questo manuale" perchè i tdG sarebbero una una botte di ferro ?
Gesù tra l'altro ha detto :
Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta.
Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli.
Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio....



Egli rispose: «Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua, con tutta la forza tua, con tutta la mente tua, e il tuo prossimo come te stesso».

Ora , se i tdG ,nella loro illusione di osservare i comandamenti di Dio , o come dicono di "essere leali a Geova", non si accorgono che il loro modus operandi , nel loro ergersi a giudici nei loro aberranti, disumani e antiscritturali Comitati Giudiziari " mentre sono anch'essi Imputati ", ecco che procurano solo malessere :oppressione, sofferenza, famiglie divise, figli con seri problemi di personalità, morte...,in coloro che si illudono di pascere
ecco proprio non comprendo questo loro stare in una botte di ferro, in vista del fatto che IL Figlio Giudicherà i peccatori che non si sono Ravveduti e che non hanno creduto in LUI....?
L'amore non fa male ad alcuno, mentre la loro illusione..continua a produrre sofferenza su coloro che aderiscono alla loro organizzazione.


Stammi bene
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Messaggiodi Peter » 19/08/2021, 9:46

In tutte le religioni organizzate ci sono regole e regolette che scandiscono la vita dei fedeli; certamente nei gruppi settari questo è più evidente ma anche per chi è cattolico e fa parte ad esempio di un ordine monastico deve obbedire alle regole dell'ordine stesso. I Tdg per spingere i fedeli a sbattersi per fare proseliti, lavorare gratis per l'organizzazione etc, non possono che impostare un movimento tipo organizzazione piramidale dove puoi ricevere privilegi (salire di livello) in base all' impegno che il fedele mette nel seguire le direttive e uniformarsi ad esse, infatti per i Tdg é importantissima l'uniformità di pensiero e l'unità dei membri nel ubbidire a quanto dice il CD, questo prevede ovviamente una punizione per chi trasgredisce le regole o più semplicemente contesta le dottrine e le interpretazioni bibliche e da qui i comitati giudiziari.
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Messaggiodi Testimone di Cristo » 19/08/2021, 10:42

Peter, sono d'accordo con te, ma questa è religiosità; nulla a che vedere, con la fede e confidanza in Colui che è disceso dal Cielo e che chiama Tutti a credere in LUI e a seguire ed imitare LUI..
Il Suo Amore, le Sue parole e i Suoi comandamenti , non portano sofferenza alcuna, le regole umane come quelle dei leaders dei tdG..., quelle si..
La fede dei discepoli del Signore Cristo, era fondata su di LUI;
Lui era IL Cardine della loro fede; su LUI erano volti i loro occhi, nemmeno sugli apostoli che erano mancanti pure loro...
Buona giornata
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A Brisa

Messaggiodi Vieri » 19/08/2021, 11:34

Brisa carissimo si vede sempre, da quello che hai scritto, la notevole differenza che ci divide ed in effetti se permetti non hai capito fino ad ora assolutamente niente del vero messaggio di Gesù nel Vangelo:
Io questa cosa non l'ho mica mai capita... se come dici tu "alla fine [Dio] straccerà questo manuale di regole imposte dalla interpretazione umana della Bibbia, agendo secondo la sua immensa bontà", i tdG sono in una botte di ferro, come chiunque altro sulla faccia della Terra. Allora perchè stare qui a fare "critica"?


I tdG si sono talmente "imbastiti" di "regole e regolette" alle quali probabilmente si attengono ma con la supponenza che solo nel credere di aver obbedito integralmente a queste "regole" di avere assicurato automaticamente il loro paradiso senza trovare la necessità nella fede di chiedere l'aiuto di Gesù Cristo unico intermediario verso Dio affidandosi integralmente al lui .

Dio straccerà sicuramente questo "archivio di regole ed interpretazioni umane" ma terrà solo quelle essenziali :
LA FEDE LA SPERANZA E LA CARITA'
« Queste dunque le tre cose che rimangono:
la fede, la speranza e la carità;
ma di tutte più grande è la carità! » 1Corinzi 13,13

Secondo la C.C.
https://www.preghieracontinua.org/it/Ve ... ogali.html
La fede La fede è la virtù teologale per la quale noi crediamo in Dio e a tutto ciò che egli ci ha detto e rivelato, e che la Chiesa ci propone da credere, perché egli è la stessa verità. Con la fede «l'uomo si abbandona tutto a Dio liberamente». Per questo il credente cerca di conoscere e di fare la volontà di Dio.
“Il giusto vivrà mediante la fede” (Rm 1,17)
La fede viva “opera per mezzo della carità”. (Gal 5,6)
Il dono della fede rimane in colui che non ha peccato contro di essa. Ma “la fede senza le opere è morta” (Gc 2,26). Se non si accompagna alla speranza e all'amore, la fede non unisce pienamente il fedele a Cristo e non ne fa un membro vivo del suo corpo..


La speranza, La speranza è la virtù teologale per la quale desideriamo il regno dei cieli e la vita eterna come nostra felicità, riponendo la nostra fiducia nelle promesse di Cristo e appoggiandoci non sulle nostre forze, ma sull'aiuto della grazia dello Spirito Santo. “Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è fedele colui che ha promesso” (Eb 10,23). Lo Spirito è stato “effuso da lui su di noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, Salvatore nostro, perché, giustificati dalla sua grazia, diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna” (Tt 3,6-7).

La caritàLa carità è la virtù teologale per la quale amiamo Dio sopra ogni cosa per se stesso, e il nostro prossimo come noi stessi per amore di Dio.
Gesù fa della carità il comandamento nuovo. Amando i suoi “sino alla fine” (Gv 13,1), egli manifesta l'amore che riceve dal Padre. Amandosi gli uni gli altri, i discepoli imitano l'amore di Gesù, che essi ricevono a loro volta. Per questo Gesù dice: “Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore” (Gv 15,9). E ancora: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati” (Gv 15,12).

La carità, frutto dello Spirito e pienezza della Legge, osserva i comandamenti di Dio e del suo Cristo: “Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore” (Gv 15,9-10).

Cristo è morto per amore verso di noi, quando eravamo ancora 'nemici' (Rm 5,10). Il Signore ci chiede di amare come lui, perfino i nostri nemici, di farci prossimo del più lontano, di amare i bambini e i poveri come lui stesso.

L'Apostolo san Paolo ha dato un ineguagliabile quadro della carità: “La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta” (1 Cor 13,4-7)


In conclusione, se mancano la fede che è anche speranza e amore vero verso tutto, ripeto tutto il tuo prossimo, non esistono regole di vita diverse che possano salvarti.
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Messaggiodi brisa » 19/08/2021, 12:00

Forse dovevo essere più chiaro. Spiegami questa per cortesia
Vieri ha scritto:...agendo secondo la sua immensa bontà.
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Certamente....

Messaggiodi Vieri » 19/08/2021, 12:19

brisa ha scritto:Forse dovevo essere più chiaro. Spiegami questa per cortesia
Vieri ha scritto:...agendo secondo la sua immensa bontà.

Il fatto di sentirsi "perfetti" per credere di aver rispettato sempre una serie di regole prese spesso da una interpretazione umana della Bibbia ci rende superbi e basta solo leggere questo passo del Vangelo per spiegare il tutto:
Luca 18,9-14
9 Disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri: 10 «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano. 11 Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. 12 Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo. 13 Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore. 14 Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell'altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato».
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Messaggiodi Francesco Franco Coladarci » 20/08/2021, 10:44

Vieri ha iniziato un post molto interessante " Le "regole" (dei TdG) e la fede"

Personalmente avrei titolato " Differenza tra un uomo di Fede ed un uomo Religioso" , giacché la differenza è abissale.
In merito a papa Francesco (con il quale su alcune cose non concordo ) non può spingersi troppo oltre, inoltre a proposito dei famigerati comandamenti, non bisogna dimenticare che essi fanno parte integrande della "Legge", la quale è vero, non è stata annullata, ma con Cristo ha avuto compimento, per cui per tali comandamenti non c'è posto nella Nuova ed eterna Alleanza", poiché la nuova contempla solo due "nuovi comandamenti", amare Dio ed il prossimo, ma soprattutto amare prima il prossimo e poi Dio, poiché "se non ami il prossimo che vedi, come puoi amare Dio che non vedi?".
Purtroppo regole, regolette, diritti vari sono una questioni che coinvolgono tutte le religioni cristiane, compresi TdG e non esente neanche il cattolicesimo. (detto per onestà)
“Al di sopra del Papa, come espressione della pretesa vincolante dell’autorità ecclesiastica, resta comunque la coscienza di ciascuno, che deve essere obbedita prima di ogni altra cosa, se necessario anche contro le richieste dell’autorità ecclesiastica.”
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Caro Francesco, piacere di risentirti...

Messaggiodi Vieri » 20/08/2021, 11:15

Mi scrivi:
Purtroppo regole, regolette, diritti vari sono una questioni che coinvolgono tutte le religioni cristiane, compresi TdG e non esente neanche il cattolicesimo. (detto per onestà)

E' certo che esistono delle "regole" di vita ma come riportato nella parabola del fariseo e del pubblicano, nella C.C. il rispetto maniacale di queste "regole", che ovviamente non sono i comandamenti non ti danno la garanzia di essere accettato a tempo debito se mantieni la supponenza, del resto come il fariseo, di avere alla fine il diritto e la sicurezza di essere accettato solo in base alla tua condotta di vita "diciamo esemplare"......se tu nel frattempo non mantieni un vero sentimento di umiltà nei confronti di Dio.

Per me "avere fede" significa: affidarsi totalmente alla volontà di Dio, mettendo alla fine "sul piatto" integralmente la nostra vita senza alla fine avere la pretesa di fare dei "conteggi" personali fra cosa abbiamo fatto di bene o di male tralasciando la misericordia di Dio e considerandola non come un "regalo" ma un diritto in base a quello che ci siamo considerati.
Questa considerazione di "diritto acquisito" secondo la nostra mentalità umana e il massimo della superbia desiderando anteporsi a Dio nella sua volontà-

Siamo alla fine proprio sicuri in questa "condotta esemplare" e non avere alla fine la necessità di chiedere perdono a Dio di quanto non abbiamo fatto ma che avremmo potuto fare ?

Nel salterio si ripetono spesso le parole :
Uno spirito contrito
è sacrificio a Dio
un cuore affranto ed umiliato
tu, o Dio non disprezzi

Un carissimo saluto.
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Messaggiodi Francesco Franco Coladarci » 20/08/2021, 14:51

Caro Vieri
Siamo alla fine proprio sicuri in questa "condotta esemplare" e non avere alla fine la necessità di chiedere perdono a Dio di quanto non abbiamo fatto ma che avremmo potuto fare ?


Sono d'accordo su questa affermazione, ma con una breve precisazione, si chiede perdono a Dio non perché Dio si possa offendere o abbiamo la capacità di offenderlo, perché se fosse così, allora o noi saremmo dio come suoi pari oppure Dio non è dio visto che si riesce ad offenderlo come una persona qualsiasi, vera è l'ultima parte della tua frase " di quanto non abbiamo fatto ma che avremmo potuto fare " ma questa non è mai in relazione a Dio, ma con il nostro prossimo, si "pecca"" sempre contro il prossimo e non contro Dio.
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Ma scusa Francesco....

Messaggiodi Vieri » 20/08/2021, 15:20

dici:
...vera è l'ultima parte della tua frase " di quanto non abbiamo fatto ma che avremmo potuto fare " ma questa non è mai in relazione a Dio, ma con il nostro prossimo, si "pecca"" sempre contro il prossimo e non contro Dio.

ma scusa Francesco: peccare per indifferenza verso il nostro prossimo non è lo stesso che peccare verso Dio ?

Buttiamola allora su una storiella che forse già conosci:
Un giorno, un signore muore e si presenta davanti al cancello con San Pietro che prima di accoglierlo, vuole sapere qualche cosa di lui e che cosa avesse fatto in vita sua per meritarsi il paradiso....

Lui un po' pensieroso, iniziò allora a dire;:" Beh, ho sempre lavorato, ho sempre fatto casa e lavoro, sono sempre stato un tipo tranquillo..." ......e..e... poi rispose allora San Pietro.
E poi, niente, ho sempre fatto i "fatti miei"........

San Pietro allora esordì' dicendo: " mi spiace figliolo, ma con i punti che hai accumulato, più di un tostapane non posso darti....

:ventilatore:
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Messaggiodi Francesco Franco Coladarci » 20/08/2021, 18:48

Vieri
ma scusa Francesco: peccare per indifferenza verso il nostro prossimo non è lo stesso che peccare verso Dio ?


No caro Vieri, è la dottrina o la "Legge" che inculca il peccato contro Dio anche se esso è per riflesso ( indifferenza verso il fratello), l'unico peccato che si commette è solo verso il prossimo, verso il fratello e questo a prescindere, in quanto anch'egli è ad immagine e somiglianza di Dio, l'impalcatura della teologia cristologica è esclusivamente antropologica, diversamente l'incarnazione di Gesù Cristo non avrebbe senso.
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