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Lo scopo di questo forum è quello di analizzare in chiave critica la dottrina e l'organizzazione dei Testimoni di Geova

SOLO! ( A VOLTE NON RITORNANO)

Spazio dove discutere dei problemi relativi ai rapporti tra i TdG e il mondo che li circonda

Moderatore: Gocciazzurra

SOLO! ( A VOLTE NON RITORNANO)

Messaggiodi Dingus JJ » 20/06/2010, 15:14

"Quello di un legame infranto rappresenta sicuramente uno dei momenti piu' dolorosi e devastanti della vita umana,un'esperienza tanto atroce che gli uomini,pur di evitarla,sarebbero disposti a pagare qualsiasi prezzo.......l'unione fusionale permette all'interno della coppia l'instaurarsi di una serie di dinamiche come la capitolazione di qualsiasi orgoglio,amor proprio,rispetto per se stessi.Solo l'altro ha valore e senso,e annientarsi per il suo nome costituisce una forma di amore appagante.
Cosa avviene dunque quando l'altro che ormai e' una parte di noi ci viene a mancare?Cosa accade quando le certezze diventano dubbi e poi delusioni?Come viviamo il vuoto che improvvisamente si sostituisce al senso di pienezza che l'altro sapeva regalarci?Inesorabilmente,quando un legame si infrange,dai suoi frammenti prende forma la solitudine,autentica,feroce paralizzante.
Quella che prima era una solitudine festosa,un appartarsi ricercato e voluto,diventa ora un'inconsolabile lamento:senza voce che possa offrirgli sollievo e senza orecchio teso ad ascoltarlo.In questi momenti almeno uno dei patner che si nutrivano del legame fusionale e' destinato a sperimentare quella che noi potremmo chiamare la morte dell'anima.....In questo momento l'amante desolato e' chiamato verso compiti infelici.Del tutto incapace di pensare qualcosa di diverso della sua disperazione,negandosi ogni forma di progettualita',.....deve ora dolorosamente confrontarsi con la solitudine.
Odiosa e detestabile,fagocitante e spietata,la solitudine getta ombra sulle giornate di chi ha vissuto l'interruzione di un legame.....Credere che una storia d'amore possa rapidamente essere sostituita con un incontro fugace,pensare che una donna o un uomo "vale l'altra" sono ovviamente idee che appartengono in modo esclusivo ai superficiali ai piu' disinibiti e disinvolti cultori della vita amorosa.
Viceversa e' vero ineluttabilmente il contrario,nel senso che quando un rapporto si interrompe,riuscire a risorgere dalle proprie ceneri diventa un'impresa ardua,sovrastati e sopraffatti come si e' dal peso delle sue macerie.E' un cammino doloroso che attende colui che e' rimasto solo,un cammino che lo portera' inevitabilmente a confrontarsi con tutti i fantasmi del suo passato.
Deve cioe' introdursi nella nera e oscura notte dell'inconscio nella quale la solitudine diventa il veleno piu' paralizzante.Questo e' il momento del terrore,di una disperazione dalla quale sembra di poter uscire solo attraverso i ricordi,che in un primo momento, appaiono come l'unico nutrimento per un'anima allo stremo delle sue forze.Ma i ricordi irrompono con la forza di un fiume che tracima o di una diga che crolla; si viene spazzati via e in questi momenti e' come se avvenisse un cataclisma,come se una incontenibile forza della natura assumesse il timone della nostra esistenza.Il cielo diventa oscuro,senza luna ne stelle ,scompare ogni punto di riferimento,non si e' piu' in grado di capire cosa sia successo,lentamente ma in modo inesorabile si scivola nella piu' assoluta disperazione.Le persone piu' superficiali,non abituate ad interrogarsi sulla ragione delle proprie sofferenze,non inclini a tradurre il linguaggio dell'inconscio,non riescono a comprendere che la separazione dall'essere amato e' fra gli eventi piu' terribili nella vita umana.

Aldo Carotenuto: Un lungo inverno,tratto dal libro VIVERE LA DISTANZA,editore Bompiani 1998



Sig.Dingus de' Strazio,anni 49 : Sindrome ansioso depressiva,dovuta a delusione sentimentale,astenia e scarsa motivazione predominano.

Visita neurologica ,1OO EURO con fattura;la depressione aumenta.

Il buio e' piombato nella mia vita.
.
Stagnante e umido come la notte senza fine di una caverna sotterranea.
I bagliori di qualche luce temporanea non sono altro che torce di passanti che si dileguano rapidamente,lasciandomi ancora piu' all'oscuro,piu' spento.
Da che mi sveglio ho come una sorta di alito gelido che mi soffia sul cuore,una pena continua, che spesso durante la giornata cresce,trasformandosi in un'ansia affannosa,che mi porta a sbrigare rapidamente il lavoro,per farvi fronte liberamente.
Allora mi rinfresco,prendo lo scooter e corro,corro a cercare una voce,una parola ,un sorriso,ma non sono mai quelli che cerco disperatamente,e quando non resisto,passo sotto la finestra adorata,e lascio una lacrima allontanandomi nella notte.
E' il tempo del dolore,sordo,incontenibile,costante.
Ho mai sofferto così? la risposta e' si,ma son cose lontane sfumate,ed ero giovane.
Ho fatto soffrire io,in egual misura qualcuno? purtroppo si,e naturalmente le persone che mi hanno piu' voluto bene.
Ho mai amato una donna come amo Melodia,desiderandola,venerandola,regalandole tutto me stesso fino all'annullamento? la risposta e no,mai!

Geova o chi per lui non si rassegna alla perdita di un possibile collaboratore,e sapendomi vulnerabile opera per il mio ravvedimento facendo sbucare tra le centinaia di riviste che ancora bazzicano per casa mischiandosi a libri,fumetti e calzini,uno "Svegliatevi" ad oc:Aiuto per chi soffre di depressione!
L'articolo nei primi capitoli come sempre si presenta abbastanza razionalmente,anche se trovo sempre ridicolo leggere testimonianze di quattro righe,fatte da sconosciuti chiamati,Alvaro,Naoya,Naoko ed Eliz,(manco fossero compagni di un master internazionale),e doverle considerare di riferimento.
I tre o quattro consigli concreti di carattere generale che la rivista suggerisce sono di assoluto buon senso quanto di ovvia banalita' divulgativa,ma se tu non leggi altro che le riviste dell'associazione,li troverai senz'altro illuminanti.Un riquadro da consigli agli anziani o comunque a testimoni che si trovino a dover consolare un fratello depresso,nel solito modo: "potreste dirgli che........"! Ma il clou e' ovviamente l'articolo conclusivo titolato "Aiuto dall'iddio di ogni conforto",che esorta alla preghiera,alla speranza,ed al conforto dalle scritture di cui ne cita in abbondanza.L'articolo si limita a questo,come se per una sorta di pudore intenzionalmente volesse evitare le solite
conclusioni ,riferenti alle attivita' teocratiche,del tipo: impegnatevi di piu' in codeste,ma forse in quanto depressi si viene ritenuti provvisoriamente esonerati,previo evitare contagio.Rifletto,come vengo invitato a fare nei consigli, su proverbi 15:22 :"I piani sono frustrati dove non si parla in maniera confidenziale,ma nella moltitudine dei consiglieric'e' la riuscita"alludendo ad un rapporto franco col proprio medico.Ligio anche alla seconda parte del versetto (che non ho mai capito cosa centri con la prima),parlo delle mie vicende con cani e porci,ammorbando gli animi di reali e virtuali.
Proseguo poi lo svolgersi delle successive tematiche della rivista apprendendo che il pesce Palla e' un capolavoro del design.che, quando guido debbo stare all'occhio,e che il bradipo ci mette un mese a digerire.

"Non v'e' maggior differenza tra debitore e creditore
quanto a differenza delle rispettive borse,
che tra beffato e beffatore
Quanto a lunghezza di memoria!"

laurence Sterne, "Vita ed opinioni di Tristram Shandy gentiluomo"

Vogliamo aggiungere anche:"non v'e maggior differenza TRA AMANTE ED AMATO,per la frequente mancanza di equivalenza sentimentale?"
Un segnale cui bisogna fare attenzione e' quando la persona che ti interessa,comincia a parlare un po' troppo esplicitamente delle sue cose ,del suo passato,degli altri amati.Tu pensi che lo faccia perche' e' a suo agio con te e vuole mettersi a nudo,aprirti la sua vita,per poi donartela senza riserve.E' possibile.
Ma e' piu' facile che tu stia scivolando nel ruolo del confidente,del"caro amico",cioe' il coglionazzo che si smazza tutte le sue paturnie gratis,sostenendola,emancipandola e sdoganandola per il vero amore della sua vita,o semplicemente per qualcuno piu' risoluto.
Quattro anni di rapporto semiclandestino con una testimone di Geova,mi hanno costretto ad un tale quotidiano lavoro di analisi,prima di finirci io,che mi chiedo se non sia possibile monetizzare questa esperienza,(oltre che metabolizzarla) ,in una attivita' di consulenza per malcapitati imbattutisi nella VERA RELIGIONE e nella schizofrenia che spesso induce.
frequentemente le persone che aderiscono ai tdg,come sappiamo bene,lo fanno per trovare rifugio e sollievo ai propri gravi problemi e disagi.Ma questo raramente li emancipa veramente.Piuttosto tiene sotto controllo il malessere in una sorta di corazza/maschera/camicia di forza.....
Melodia oggi e' molto risoluta nei miei confronti.
Ha schermato il cellulare alle mie chiamate,frena subito l'istintivo sorriso quando mi vede sbucarle d'intorno,minaccia di denunciarmi per stalking se non smetto di perseguitarla.Sono divenuto,ed in buona parte lo sono sempre stato, motivo di imbarazzo (l'incredudo che inaspettatamente e' piombato nella sua vita). Oggi piu' che mai, se come sembra,qualcun'altro e' entrato nella sua vita.Oltretutto non avendo io proseguito lo studio ed avendo atteggiamenti da apostata,sono stato letteralmente spogliato delle mie caratteristiche umane e di cio' che le hanno prodotto in termini di amore ed opere.Non sono ne frequentabile ne presentabile.E neanche impermeabile; assorbo il dolore fino all'ultima goccia.
Questa risolutezza e' andata costruendosela nel tempo,frutto di una maturata convinzione che io non sia il marito per lei, di un rigoroso barricarsi dietro i suoi "principi",e di aver nel frattempo cercato e trovato nuovi equilibri.
Quello che fatico sempre a spiegare,a coloro cui mi racconto e che mi rimproverano,a ragione, della mia cocciutaggine e ostinazione masochista e' che questo rapporto non puo' essere letto SOLO come un normale travagliato rapporto sentimentale.Io mi sono ABITUATO ad avere a che fare con una persona sempre condizionata dai sensi di colpa nel relazionarsi con me,in un continuo conflitto tra lealta' verso Dio e "la sua organizzazione",ed i propri bisogni , desideri e affetto per me.,in un susseguirsi di ambiguita' e azioni/ reazioni equivocabili e contraddittorie .Anche da questa mia attitudine conclamata deriva il sicuramente infantile rifiuto ad accettare la realta' che questa donna,da tempo, questo va detto, mi sta segnalando e su cui ora e' divenuta irremovibile.
"TROVATI UNA DONNA!" mi dice,lei che era gelosa anche di una zanzara che mi s'avvicinasse,se di sesso femminile.

La mia famiglia ha attraversato buona parte del secolo scorso,con le sue guerre e disgrazie.
Da bambini s'andava nel veneto a trovare nonni,zii e cugini.una moltitudine variopinta.La zia Maria,una donna investita da una perenne dolcezza malinconica,che viveva con l'anziana madre,dopo aver cresciuto sola le due figlie ormai grandi,mi donava sempre di nascosto dai miei, una banconota da 500 lire,per questo andavo volentieri a casa sua.Su una delle pareti c'era un gigantesco quadro con la fotografia a mo' di poster di un bellissimo giovane soldato. Era l'amatissimo marito,partito in guerra appena sposatisi,e fruitore di due licenze,nelle quali aveva generato le due figlie.Non torno' piu'! IL racconto che ci faceva mia madre del giorno in cui,la zia Maria,comincio' a vedere la gente del paese che la guardava con compassione ,senza dirle nulla,fino all'arrivo dei carabinieri a casa con l'annuncio della morte,e' da incubo.
"LA SE RAMPEGAVA SUI MURI!!!!!"Si arrampicava sui muri! vi immaginate un'altra immagine che dia l'idea della disperazione?
I resti con gli effetti personali furono trovati solo una ventina d'anni piu' tardi e fu celebrato un funerale in parrocchia a cui accorse istantaneamente tutta la mia famiglia,e mia madre abbracciata la zia trascorse in strazianti pianti tutta la cerimonia.La zia confesso' a mia madre un tremendo sentimento provato.
"Purche' el fuse torna',gavaria da'le fjoe! " AVREI DATO LE FIGLIE,PER RIAVERLO!

Se ne vanno,le persone che piu' amiamo,lasciandoci soli,con un vuoto incolmabile! La vita continua,nel senso che seguitiamo a respirare e le bollette continuano ad arrivare.E' una fortuna se si hanno persone care attorno disposte ad ascoltare,o amici informatici interessati a leggere.In questa condizione di "Morte dell'anima" hanno il sapore di affettuose carezze; fanno tanto bene.Ma il dolore e troppo e giunge continuo,assieme ai maledetti ricordi,ed al viso di lei,che cerchi dovunque!

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Messaggiodi Gabriella Prosperi » 20/06/2010, 15:48

Leggendoti ho riprovato, come un'onda scura, le stesse sensazioni di quando è morto il mio compagno.
Una agonia lunga di cui sapevamo entrambi, da tempo, una condanna inesorabile che sempre, come un'ombra, gravava dentro di noi e poi, per cinque anni, gli ultimi, un'aggrapparsi a inutili speranze e un subitaneo sprofondare nella disperazione.
La morte del suo corpo e della mia anima.
Ti capisco bene.
Poi, quasi non mi bastassero le prove, in quel periodo incontrai Testimoni, il resto....vien da sè.
Il tunnel è lungo,pare non debba finire mai, ma sfogarsi fa bene, è parte della terapia per tornare a vivere.
Non come prima, niente è come prima.
Bisogna riprogettarsi, riimparare tutto quello che si riteneva di sapere, come quasi dopo un ictus.
Si ricomincia dal balbettio.
Ma se non ci si prova, per quanto dura può essere, per quante volte si cade, ci si deve rialzare.
Vicino a noi c'è sempre qualcuno che ci tende una mano.
Gabriella
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Un cuore rotto

Messaggiodi deep-blue-sea » 20/06/2010, 15:55

chi puo ripararlo? Mi dispiace Dingus che soffri ancora tanto per questo amore che ti ha portato tante delusioni.
Difficile trovare la pomata adatta per cicatrizzare le ferite del cuore, ma penso che solo il tempo riuscirà a lenire la sofferenza.

Comunque non abbatterti, su con la vita, la speranza dovrebbe essere l'ultima a morire. Chissà che l'avvenire non ti porti la felicità, perché la felicità non è solo sinonimo di Melodia....

Buona domenica e buona settimana...lo stesso.. :strettamano:
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Rispondo pur non sapendo cosa dire ..

Messaggiodi fiordipesco37 » 20/06/2010, 16:24

Non avendo mai amato così visceralmente un uomo posso solo dirti che mi spiace .. Mi spiace saperti sofferente , annullato e , se posso osare, indifeso .. solo ad affrontare un dolore che diventa anche "fisico" .. Siamo fatti così meravigliosamente bene da avere tanti doni , primo tra questi la capacità di amare .. a volte però questo amore ci si rivolta contro e arrivano pene e tribolazioni .. In questo percorso possiamo diventare cinici e chiuderci a riccio o affrontare a testa alta l'odissea con la speranza di giorni migliori .. dicono che dopo un brutto temporale arriva sempre il sereno ...se sei fortunato potrai vedere anche l' arcobaleno .. Virtualmente hai trovato tanti amici ..magra consolazione forse ,ma pur sempre un inizio .. Ti siamo vicini ..
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Messaggiodi speranza! » 20/06/2010, 16:42

Quando una Melodia fa soffrire, bisogna cambiare musica!

Scusa la battuta, ma è solo per sdrammatizzare un pò,
comprendo il tuo dolore, un pò tutti abbiamo avuto simili esperienze e delusioni,

forse dovremmo imparare a volerci più bene, a non "consumarci" per qualcuno che non ci apprezza,
pensare che il tempo perso a piangere per questa persona potrebbe essere tempo felice trascorso con un'altra che sa amarci come siamo.
E' difficile pensare di poter iniziare una nuova relazione quando si ha nel cuore una persona...

io dopo tante sofferenze ho imparato ( :test: :test: è una cosa elementare ma spesso sembriamo confonderci) che bisogna amarsi in due,
quando l'altra persona non ci cerca, non ci apprezza, non ci stima, ecc. ecc. allora bisogna scappare da questo nostro sentimento,
non bisogna trascinarsi dicendo: "un giorno lo/la dimenticherò", ma si deve dire: "io da domani ho deciso di rinascere, di riprendere il mio cuore, per chi un giorno lo cercherà".

:ciao: :strettamano:

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Basta!

Messaggiodi Mario70 » 20/06/2010, 17:26

Allora dingus io ci sono passato ed è successo con la mia precedente moglie, mi sto esponendo ma non me ne frega nulla, ti dico chiaramente che è ora di rialzarti perchè credimi non finirai mai di scavare e alla fine c'è la fossa bella e pronta solo per te.
Quindi è ora di farti il callo, basta permettere a chiunque di poter accedere in questo modo al tuo cuore, non ne vale la pena e nessun essere umano merita una cosa del genere.
Tu devi venire prima di tutto e di tutti, ti servirà per la prossima volta, mai aprirsi totalmente in questo modo, devi lasciare uno spiraglio per te solo e nessuno dico nessuno, deve entrarci.
Trai da questa storia la motivazione necessaria per andare avanti e che ti sia di sprone per il futuro.
A lei che tu soffri non gliene frega un cavolo, certe donne più ti vedono soffrire e più godono del potere che inconsciamente gli stai dando, quindi smettila e tirati su che gli hai dato gia troppe soddisfazioni.
Te lo dico da amico o se preferisci da conoscente:
BASTA!

Un bacio
Mario
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per Gabriella:innanzitutto una battuta......

Messaggiodi Dingus JJ » 21/06/2010, 0:22

...."vicino a noi c'e' sempre qualcuno disposto a tenderci una mano".Bene,purche' non porga una Torre di guardia!!!
Per quanto riguarda la tua dolorosissima esperienza,la persona che sei diventata,che e' un riferimento di umanita',saggezza ed equilibrio per tutti noi,testimonia che il cammino che la sofferenza impone ad un essere umano,puo' renderlo inestimabile. :carezza:
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Messaggiodi dolores » 21/06/2010, 10:50

Dingus...compagno di viaggio...vorrei poterti dire cose che guariscano...ma non ci sono parole...ciò che stai vivendo, il tuo dolore, è già una guarigione. Anche se fa malissimo, e ti squarta, solo attraversando il tuo dolore potrai tornare integro. Sei già integro, sei già guarito Dingus...il coraggio e la lucida disperazione con cui vedi il tuo essere SOLO, non può che farti guarire. Ti do un abbraccio dolcissimo. :bacino:
La felicità non è domani. La felicità è ora. Perchè ovunque tu vada ci sei già. (A. De Mello)

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per deep,Speranza e soprattutto per Mario...

Messaggiodi Dingus JJ » 21/06/2010, 11:16

.....Vi ringrazio cari amici del vostro incoraggiamento e della vostra partecipazione e solidarieta',nonche' degli amichevoli scossoni con i quali mi esortate a riprendere possesso della mia vita e della mia identita'Quello che mi invitate a fare e' un percorso che ho gia' in atto,seppure con la comprensibile difficolta'.Sapete bene che se certe consapevolezze le si raggiungono con la ragione,il cuore le fa proprie quando crede.Descrivo questo mio cammino in un tempo che spesso non corrisponde a quello in cui i fatti sono accaduti,ma ne parlo quasi sempre come presente perche' voglio comunicare fatti e sentimenti nel modo piu' efficace.
Scrivere mi e' stato ed e' tuttora di grande aiuto,anche perche' mi impone,per essere chiaro,o cercare di esserlo,di fare prima un'esame sull'accaduto,e speriamo cio' sia taumaturgico.Voglio anche sfruttare ogni minima circostanza delle mie vicende,visto che non mi occupo di questioni dottrinali,per testimoniare tutte le sfumature possibili che puo' implicare un rapporto con il mondo dei tdg o un suo emissario.Forse non potra' fornire un aiuto diretto,ma magari un confronto ristoratore per chi vivesse vicende simili.
Caro Mario,temo che il mio modo di amare non cambiera mai,perche' questo sono io quando amo,altrimenti non sono innamorato.
Il distacco,la cautela e la considerazione di me come prioritario la metto in atto quando compro un'auto,o quando qualcuno non mi convince,o lo temo.
L'amore quando mi coglie,e' totalmente avvolgente,e senza di esso, la vita perde di significato,sino a che non elaboro il lutto.
Senza l'amata vorrei morire,ma non si deve dicono,non e' giusto,non e' di moda,non e' ragionevole.Vero.
E allora viviamo,di nuovo,o almeno proviamoci.
Ne ho diverse di cicatrici Mario,ma quest'ultima ferita e' assai dolorosa,ha fatto sembrare le altre punture d'insetto.

Grazie ,amico.
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Messaggiodi Mario70 » 21/06/2010, 11:53

Dingus ha scritto:.....Vi ringrazio cari amici del vostro incoraggiamento e della vostra partecipazione e solidarieta',nonche' degli amichevoli scossoni con i quali mi esortate a riprendere possesso della mia vita e della mia identita'Quello che mi invitate a fare e' un percorso che ho gia' in atto,seppure con la comprensibile difficolta'.Sapete bene che se certe consapevolezze le si raggiungono con la ragione,il cuore le fa proprie quando crede.Descrivo questo mio cammino in un tempo che spesso non corrisponde a quello in cui i fatti sono accaduti,ma ne parlo quasi sempre come presente perche' voglio comunicare fatti e sentimenti nel modo piu' efficace.
Scrivere mi e' stato ed e' tuttora di grande aiuto,anche perche' mi impone,per essere chiaro,o cercare di esserlo,di fare prima un'esame sull'accaduto,e speriamo cio' sia taumaturgico.Voglio anche sfruttare ogni minima circostanza delle mie vicende,visto che non mi occupo di questioni dottrinali,per testimoniare tutte le sfumature possibili che puo' implicare un rapporto con il mondo dei tdg o un suo emissario.Forse non potra' fornire un aiuto diretto,ma magari un confronto ristoratore per chi vivesse vicende simili.
Caro Mario,temo che il mio modo di amare non cambiera mai,perche' questo sono io quando amo,altrimenti non sono innamorato.
Il distacco,la cautela e la considerazione di me come prioritario la metto in atto quando compro un'auto,o quando qualcuno non mi convince,o lo temo.
L'amore quando mi coglie,e' totalmente avvolgente,e senza di esso, la vita perde di significato,sino a che non elaboro il lutto.
Senza l'amata vorrei morire,ma non si deve dicono,non e' giusto,non e' di moda,non e' ragionevole.Vero.
E allora viviamo,di nuovo,o almeno proviamoci.
Ne ho diverse di cicatrici Mario,ma quest'ultima ferita e' assai dolorosa,ha fatto sembrare le altre punture d'insetto.

Grazie ,amico.

Quanto dici è comprensibile, ma io sono l'esempio vivente che si può eccome cambiare il nostro modo di amare, le cicatrici infatti servono proprio a questo scopo, se ci passi il dito non senti dolore, questa vedila come una salvezza altrimenti non se ne potrebbe uscire, la stessa cosa accade quando subiamo una tragedia, il tempo crea la cicatrice altrimenti non potremmo sopravvivere al dolore (e con tutto ciò è comunque difficilissimo uscirne) quindi dammi retta e diventa più duro.
La cosa interessante che deriva da questo cambiamento sai quale è?
Che la persona che troverai dopo, sebbene riceva meno attenzioni e affetto rispetto a quella passata, ti si attaccherà molto di più...
è incredibile ma è cosi, l'essere umano è proprio strano, sembra che l'amore che ricevi sia inversamente proporzionale a quello che dai, provare per credere.
Ciao
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Messaggiodi The Spirit of Nikopol » 21/06/2010, 13:38

Caro Dingus, non posso fare a meno di rivedermi nelle tue parole. Sto vivendo tutto quello che stai vivendo tu, non dico in forma peggiore o migliore, maggiore o minore, ma sicuramente siamo compagni di sventura, seppur con 30 anni di differenza.

Le persone come noi sono sempre meno. Siamo dotati di una sensibilità e consapevolezza della vita maggiori rispetto agli altri, viviamo i sentimenti come forze assolute e sacre e non possiamo far altro che provare pena per chi, se si parla di amore, si vanta dei numeri.
Disprezziamo chi ci dice: "trovatene un'altra, il mare è pieno di pesci, non c'è solo lei", come chi salta da una donna all'altra solo per il piacere della carne.

Quando ho perso il mio Amore, mi è stato portato via un qualcosa; lo avverto fisicamente, mi manca un pezzo. Non è solo un'idea, è come se al mio corpo mancasse una parte. Questa mutilazione era inevitabile; la mia anima si è fusa alla sua e nel momento dello strappo, parte di me è rimasta attaccata a lei. La mia capacità di amare, di fidarmi, di ridere col cuore, di sperare, di desiderare... tutto quello che ci fa vivere e non sopravvivere come animali è andato perduto. Per sempre non lo so, ma sicuramente non è qui con me e non so neanche se tornerà.

Non so cosa sia giusto fare in questi casi; sto ancora cercando di capirlo. Di sicuro però ormai ho capito quale è la direzione da non seguire. Come ha detto Mario70, reagire o morire è quel che ti rimane. Che fare sennò?

Ti dirò: ho deciso di lasciarmi tutto alle spalle. Partirò militare, andrò in altre città, spero all'estero, conoscerò gente nuova, nuove culture, starò via mesi, anni. Con un pò di fortuna, non tornerò neanche più qui. Partirò per un percorso duro, difficile, tremendo probabilmente. Spero che mi renda più forte, che mi aiuti a capirmi. Magari fronteggiando sofferenze dure ed aspre, imparerò a sopportare o sconfiggere queste.

Pertanto Dingus, fossi in te, mi organizzerei per dare una svolta alla mia vita. Ancora lì conquesto scooter avanti ed indietro, indietro ed avanti? Basta, amico mio. Melodia è una stronza egoista, indottrinata e debole. A noi serve una donna serie e forte, coerente, intelligente e vivace nel pensiero.
Hai un sogno, un progetto, dedicatici, lasciati portare lontano, spezza la tua routine, smetti di parlare del tuo dolore, togli benzina a questo fuoco che ci divora dentro.
Abbiamo un buco nero nel petto io e te, che ci consuma, giorno dopo giorno, possiamo solo riempirlo con due cose, il nostro dolore o le nostre speranze, ma solo le seconde probabilmente lo sazieranno.
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Sono colpito,affascinato e commosso......

Messaggiodi Dingus JJ » 21/06/2010, 16:47

.....dalle tue parole.ti restituisco tutto il calore e l'empatia che comunichi e ti auguro meravigliose esperienze,visto che sei cosi' giovane.Non ti mancheranno,perche' sei un tipo in gamba. abbi fiducia,me ne intendo. :strettamano:
The Spirit of Nikopol ha scritto:Caro Dingus, non posso fare a meno di rivedermi nelle tue parole. Sto vivendo tutto quello che stai vivendo tu, non dico in forma peggiore o migliore, maggiore o minore, ma sicuramente siamo compagni di sventura, seppur con 30 anni di differenza.

Le persone come noi sono sempre meno. Siamo dotati di una sensibilità e consapevolezza della vita maggiori rispetto agli altri, viviamo i sentimenti come forze assolute e sacre e non possiamo far altro che provare pena per chi, se si parla di amore, si vanta dei numeri.
Disprezziamo chi ci dice: "trovatene un'altra, il mare è pieno di pesci, non c'è solo lei", come chi salta da una donna all'altra solo per il piacere della carne.

Quando ho perso il mio Amore, mi è stato portato via un qualcosa; lo avverto fisicamente, mi manca un pezzo. Non è solo un'idea, è come se al mio corpo mancasse una parte. Questa mutilazione era inevitabile; la mia anima si è fusa alla sua e nel momento dello strappo, parte di me è rimasta attaccata a lei. La mia capacità di amare, di fidarmi, di ridere col cuore, di sperare, di desiderare... tutto quello che ci fa vivere e non sopravvivere come animali è andato perduto. Per sempre non lo so, ma sicuramente non è qui con me e non so neanche se tornerà.

Non so cosa sia giusto fare in questi casi; sto ancora cercando di capirlo. Di sicuro però ormai ho capito quale è la direzione da non seguire. Come ha detto Mario70, reagire o morire è quel che ti rimane. Che fare sennò?

Ti dirò: ho deciso di lasciarmi tutto alle spalle. Partirò militare, andrò in altre città, spero all'estero, conoscerò gente nuova, nuove culture, starò via mesi, anni. Con un pò di fortuna, non tornerò neanche più qui. Partirò per un percorso duro, difficile, tremendo probabilmente. Spero che mi renda più forte, che mi aiuti a capirmi. Magari fronteggiando sofferenze dure ed aspre, imparerò a sopportare o sconfiggere queste.

Pertanto Dingus, fossi in te, mi organizzerei per dare una svolta alla mia vita. Ancora lì conquesto scooter avanti ed indietro, indietro ed avanti? Basta, amico mio. Melodia è una stronza egoista, indottrinata e debole. A noi serve una donna serie e forte, coerente, intelligente e vivace nel pensiero.
Hai un sogno, un progetto, dedicatici, lasciati portare lontano, spezza la tua routine, smetti di parlare del tuo dolore, togli benzina a questo fuoco che ci divora dentro.
Abbiamo un buco nero nel petto io e te, che ci consuma, giorno dopo giorno, possiamo solo riempirlo con due cose, il nostro dolore o le nostre speranze, ma solo le seconde probabilmente lo sazieranno.
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Messaggiodi Ulisse_57 » 21/06/2010, 18:31

Caro Dingus, capisco la tua sofferenza, non scoraggiarti, non perdere mai la voglia di ricominciare, lasciati guidare da quella forza, la forza motivante della vita, che ci fa dire: Devo andare avanti, devo ricostruire, devo ripartire anche nelle situazioni più tragiche. Ti invio questa bellissima poesia di Ungaretti come dimostrazione che la vita, il bene più prezioso che Dio ci ha dato, deve andare avanti nonostante tutto e tutti!

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(A volte non ritornano), ma l'amore... si!

Messaggiodi Patrizia Santovecchi » 22/06/2010, 10:03

Ricordi. Ricordi di bambino. Ricordi d’amore. Un amore dolce e straziante, impresso nell’anima, marchiato a fuoco. Per sempre. Così dev’essere l’amore. Un amore racchiuso nei ricordi romantici e stupendi di un mondo che fu. Amore, lealtà, dedizione assoluta. Tutto narrato di sotto. Nell’amore della zia per suo marito. Quanto sarebbe meraviglioso essere amati così:

“La mia famiglia ha attraversato buona parte del secolo scorso, con le sue guerre e disgrazie. Da bambini s'andava nel veneto a trovare nonni,zii e cugini. La zia Maria, una donna investita da una perenne dolcezza malinconica, che viveva con l'anziana madre,dopo aver cresciuto sola le due figlie ormai grandi, mi donava sempre di nascosto dai miei, una banconota da 500 lire,per questo andavo volentieri a casa sua. Su una delle pareti c'era un gigantesco quadro con la fotografia a mo' di poster di un bellissimo giovane soldato. Era l'amatissimo marito, partito in guerra appena sposatisi,e fruitore di due licenze,nelle quali aveva generato le due figlie. Non tornò più! IL racconto che ci faceva mia madre del giorno in cui,la zia Maria, cominciò a vedere la gente del paese che la guardava con compassione, senza dirle nulla,fino all'arrivo dei carabinieri a casa con l'annuncio della morte, è da incubo. "LA SE RAMPEGAVA SUI MURI!!!!! Si arrampicava sui muri! vi immaginate un'altra immagine che dia l'idea della disperazione? I resti con gli effetti personali furono trovati solo una ventina d'anni più tardi e fu celebrato un funerale in parrocchia a cui accorse istantaneamente tutta la mia famiglia, e mia madre abbracciata la zia trascorse in strazianti pianti tutta la cerimonia. La zia confessò a mia madre un tremendo sentimento provato."Purche' el fuse torna', gavaria da'le fjoe! "AVREI DATO LE FIGLIE,PER RIAVERLO! Se ne vanno, le persone che più amiamo, lasciandoci soli, con un vuoto incolmabile! La vita continua, nel senso che seguitiamo a respirare e le bollette continuano ad arrivare”.

L’Amore, L’Amore con la A maiuscola (o almeno l’immagine mentale che noi abbiamo dell’amore) è il desiderio di ogni essere umano: “Io voglio essere amato. In mancanza di questo rispettato. In mancanza di questo temuto. In mancanza di questo odiato”. E se non posso seguire questo schema, in mancanza del mio amore, in nome di esso e per esso mi anniento. La vita perde sapore, fascino, scopo. Mi identifico in questo amore. Voglio che qualcuno mi consideri degno di questo amore. A lui affido la mia essenza. Se nessuno mi ama, allora Io non esisto. Il mio valore, la mia esistenza è affidata agli occhi dell’amato. Io mi rispecchio in essi e loro mi donano la vita, ma se quello sguardo si volge altrove, se quegli occhi non si beano più della mia immagine allora è il buio, la non vita, la morte.
Caro Dingus, l’amore nobile che porti nel cuore ti fa onore, ma proprio per questo non va sprecato. Mi unisco a Mario70, c’è saggezza nelle sue parole. Come in quelle di The Spirito of Nikopol, così piene di passione e forza (la forza intrinseca dei sopravvissuti, credo), trattieni questo amore, domalo. Usa la sua forza, la sua energia per costringerti a guardare avanti. Adesso può darsi che queste mie parole abbiano poco senso per te, ma ti assicuro che, come tutti i sopravvissuti, anche tu riacquisterai forza e nuova prospettiva di vita. Provare per credere. Poi, dimmi, quale altra possibilità onorevole ti resta? La cosa più tremenda per gli animi nobili è perdere la propria dignità. E questo non lo devi proprio permettere. Lo devi innanzitutto a te stesso. E… all’amore che verrà. Forse non più con la A maiuscola, ma pur sempre amore. Ricordati... se si smette di rincorrere la felicità (spesso affidata a sogni idealizzati e irrealizzabili), ci si accorge che la serenità di ogni giorno può bastare.

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Messaggiodi Gabriella Prosperi » 22/06/2010, 10:30

Patrizia Santovecchi ha scritto:. Mi identifico in questo amore. Voglio che qualcuno mi consideri degno di questo amore. A lui affido la mia essenza. Se nessuno mi ama, allora Io non esisto. Il mio valore, la mia esistenza è affidata agli occhi dell’amato. Io mi rispecchio in essi e loro mi donano la vita, ma se quello sguardo si volge altrove, se quegli occhi non si beano più della mia immagine allora è il buio, la non vita, la morte.

Molto profonda e vera la tua analisi, tuttavia, poichè io stessa ho conosciuto questo tipo di amore, viscerale, come qualcuno ha notato, so che è estremamente difficile rinunciare a questa nostra intima essenza.
E' nel DNA, non la cerchiamo, a volte, spesso, ci fa paura quando introspettivamente la valutiamo.
Siamo, noi che abbiamo questo bisogno d'amore, esseri pericolosi proprio perchè buttiamo tutto il nostro essere al servizio dell'amato/a, ma pretendiamo da esso/a il corrispettivo.
E il prezzo è alto.
La morale è, allora, che se ci si incontra, nasce una storia irripetibile, una fusione totale, ma quando ci si manca, subentra un cordoglio insuperabile.
Tu dici la serenità, nel quotidiano, può bastare, eh, ma a quella ci si arriva per anagrafe, forse, per rassegnazione, spesso, ma comunque sia, quando arriva, è segno di sconfitta.
Certo, anche accettare la sconfitta è segno di maturità, di saggezza, di dignità,ma per quanto ci si provi a consolarsi, resta sempre un sapore amaro.
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Messaggiodi Mario70 » 22/06/2010, 10:41

Patrizia Santovecchi ha scritto:...
Caro Dingus, l’amore nobile che porti nel cuore ti fa onore, ma proprio per questo non va sprecato. Mi unisco a Mario70, c’è saggezza nelle sue parole. Come in quelle di The Spirito of Nikopol, così piene di passione e forza (la forza intrinseca dei sopravvissuti, credo), trattieni questo amore, domalo. Usa la sua forza, la sua energia per costringerti a guardare avanti. Adesso può darsi che queste mie parole abbiano poco senso per te, ma ti assicuro che, come tutti i sopravvissuti, anche tu riacquisterai forza e nuova prospettiva di vita. Provare per credere. Poi, dimmi, quale altra possibilità onorevole ti resta? La cosa più tremenda per gli animi nobili è perdere la propria dignità. E questo non lo devi proprio permettere. Lo devi innanzitutto a te stesso. E… all’amore che verrà. Forse non più con la A maiuscola, ma pur sempre amore. Ricordati... se si smette di rincorrere la felicità (spesso affidata a sogni idealizzati e irrealizzabili), ci si accorge che la serenità di ogni giorno può bastare.

Patrizia


Totalmente d'accordo con queste parole, grazie Patrizia.

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bellissima!!!!grazie

Messaggiodi Dingus JJ » 22/06/2010, 21:36

Ulisse_57 ha scritto:Caro Dingus, capisco la tua sofferenza, non scoraggiarti, non perdere mai la voglia di ricominciare, lasciati guidare da quella forza, la forza motivante della vita, che ci fa dire: Devo andare avanti, devo ricostruire, devo ripartire anche nelle situazioni più tragiche. Ti invio questa bellissima poesia di Ungaretti come dimostrazione che la vita, il bene più prezioso che Dio ci ha dato, deve andare avanti nonostante tutto e tutti!

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Messaggiodi tertium » 22/06/2010, 22:02

ho letto che hai 49 anni, e non 99...
diciamo che ne i prossimi 50 hai buone probabilità di conoscere una persona che ti faccia vivere l'amore, "questo bello e folle sentimento" di cui sei particolarmente dotato.
Personalmente sono stato mollato 3 giorni prima delle nozze dopo 9 anni di convissuto con il mio primo amore.
Le sofferenze possono anche avvilirci, e un pò cambiarci, ma fanno parte del tesoro personale che ognuno di noi porta con sè in questa vita.
Mi auguro per te, che il tuo cuore torni a galla, a respirare "aria pulita e fresca", quale meriti.
Melodia in un modo o nell'altro ti ha fatto vivere cose intense, e quasi certamente ti ha cambiato.
La tua sensibilità lo dimostra.
Non è stata "cosa inutile".
Il mio personale augurio perchè tu possa regalare ciò che hai dentro, oltre che a noi del forum, alla persona che saprà conquistarti giorno per giorno.
Ciao da Tertium.
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ti ringrazio Patrizia.......

Messaggiodi Dingus JJ » 23/06/2010, 20:43

...tua analisi e del tuo incoraggiamento,e mi auguro che il cursore della mia vita insista sempre sull'A maiuscola !
Patrizia Santovecchi ha scritto:Ricordi. Ricordi di bambino. Ricordi d’amore. Un amore dolce e straziante, impresso nell’anima, marchiato a fuoco. Per sempre. Così dev’essere l’amore. Un amore racchiuso nei ricordi romantici e stupendi di un mondo che fu. Amore, lealtà, dedizione assoluta. Tutto narrato di sotto. Nell’amore della zia per suo marito. Quanto sarebbe meraviglioso essere amati così:

“La mia famiglia ha attraversato buona parte del secolo scorso, con le sue guerre e disgrazie. Da bambini s'andava nel veneto a trovare nonni,zii e cugini. La zia Maria, una donna investita da una perenne dolcezza malinconica, che viveva con l'anziana madre,dopo aver cresciuto sola le due figlie ormai grandi, mi donava sempre di nascosto dai miei, una banconota da 500 lire,per questo andavo volentieri a casa sua. Su una delle pareti c'era un gigantesco quadro con la fotografia a mo' di poster di un bellissimo giovane soldato. Era l'amatissimo marito, partito in guerra appena sposatisi,e fruitore di due licenze,nelle quali aveva generato le due figlie. Non tornò più! IL racconto che ci faceva mia madre del giorno in cui,la zia Maria, cominciò a vedere la gente del paese che la guardava con compassione, senza dirle nulla,fino all'arrivo dei carabinieri a casa con l'annuncio della morte, è da incubo. "LA SE RAMPEGAVA SUI MURI!!!!! Si arrampicava sui muri! vi immaginate un'altra immagine che dia l'idea della disperazione? I resti con gli effetti personali furono trovati solo una ventina d'anni più tardi e fu celebrato un funerale in parrocchia a cui accorse istantaneamente tutta la mia famiglia, e mia madre abbracciata la zia trascorse in strazianti pianti tutta la cerimonia. La zia confessò a mia madre un tremendo sentimento provato."Purche' el fuse torna', gavaria da'le fjoe! "AVREI DATO LE FIGLIE,PER RIAVERLO! Se ne vanno, le persone che più amiamo, lasciandoci soli, con un vuoto incolmabile! La vita continua, nel senso che seguitiamo a respirare e le bollette continuano ad arrivare”.

L’Amore, L’Amore con la A maiuscola (o almeno l’immagine mentale che noi abbiamo dell’amore) è il desiderio di ogni essere umano: “Io voglio essere amato. In mancanza di questo rispettato. In mancanza di questo temuto. In mancanza di questo odiato”. E se non posso seguire questo schema, in mancanza del mio amore, in nome di esso e per esso mi anniento. La vita perde sapore, fascino, scopo. Mi identifico in questo amore. Voglio che qualcuno mi consideri degno di questo amore. A lui affido la mia essenza. Se nessuno mi ama, allora Io non esisto. Il mio valore, la mia esistenza è affidata agli occhi dell’amato. Io mi rispecchio in essi e loro mi donano la vita, ma se quello sguardo si volge altrove, se quegli occhi non si beano più della mia immagine allora è il buio, la non vita, la morte.
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il mio augurio per te invece.......

Messaggiodi Dingus JJ » 23/06/2010, 20:49

....e' che dopo un'esperienza terrificante come quella vissuta,tu abbia ritrovato pace e serenita',oltre che la saggezza che traspare. :strettamano:
tertium ha scritto:ho letto che hai 49 anni, e non 99...
diciamo che ne i prossimi 50 hai buone probabilità di conoscere una persona che ti faccia vivere l'amore, "questo bello e folle sentimento" di cui sei particolarmente dotato.
Personalmente sono stato mollato 3 giorni prima delle nozze dopo 9 anni di convissuto con il mio primo amore.
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La tua sensibilità lo dimostra.
Non è stata "cosa inutile".
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Ciao da Tertium.
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Messaggiodi The Spirit of Nikopol » 25/06/2010, 13:00

Esiste esiste...
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Messaggiodi Patrizia Santovecchi » 26/06/2010, 8:42

Carissimi,

Gabriella scrive: “Tu dici la serenità, nel quotidiano, può bastare, eh, ma a quella ci si arriva per anagrafe, forse, per rassegnazione, spesso, ma comunque sia, quando arriva, è segno di sconfitta. Certo, anche accettare la sconfitta è segno di maturità, di saggezza, di dignità, ma per quanto ci si provi a consolarsi, resta sempre un sapore amaro”.

Verissimo, ma questa (spesso) è la vita. Ci pieghiamo ad essa per andare avanti, per non spezzarci e perire. Difficile accettare l’ineluttabilità dell’essere (siamo esseri finiti con l’anelito all’infinito). Ci rassegnamo là dove la sorte, infame, non ci arride. In bocca l’amara consapevolezza che ancora dentro di te tanto amore resta da dare… Specie, aggiungo, quando l’amato, se ne va dalla vita.

Dingus, anch’io ti “auguro che il cursore della tua vita insista sempre sull'A maiuscola”. Le mie parole volevano racchiudere il senso di desolazione che sopraggiunge quando la persona amata ti abbandona. In quei momenti è come se morisse una parte importante di te, ti assale l’angoscia di chi crede che niente sarà più come prima che, adesso, la tua vita sarà una solitaria triste e arida strada in salita. Nessuno mai potrà riempire quel vuoto, all’alleviare quell’angoscia insopprimibile. Nessuno mai come Lei. Poi, un giorno, ti accorgi che qualcun’altra fa capolino nel tuo cuore… E… ti auguro che sia quella con la A maiuscola.

Ian hus anche a te auguro di essere “invaso” dall’amore di “una donna che ti Ama veramente, e che tu sia tutto per lei, una persona che ti possa amare con la A maiuscola senza il velo tra te e lei di una religione, di un retaggio mal vissuto, o di un passato travagliato, si due persone che diventano nel vero senso una sola cosa”.


L’Amore ha bisogno delle strade a doppio senso. Si, l’Amore è quella cosa “strana” che cresce, matura, scalda (ecc…) solo in doppio senso di andata. È nello scambio reciproco e paritetico che manifesta tutto il suo splendore. Purtroppo, spesso, alcuni vogliono dall’altro ciò che loro non sono disposti a dare. Egoismo e slealtà, minano alla radice l’Amore, rilegandolo solo al volere dell’amante che, come un eroe di omerica memoria, sfida il fato pur di conquistare il cuore dell’amato.
Ma questa è un’altra storia…

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Messaggiodi Brambilla Bruna » 26/06/2010, 9:39

Patrizia Santovecchi ha scritto:Carissimi,



L’Amore ha bisogno delle strade a doppio senso. Si, l’Amore è quella cosa “strana” che cresce, matura, scalda (ecc…) solo in doppio senso di andata. È nello scambio reciproco e paritetico che manifesta tutto il suo splendore. Purtroppo, spesso, alcuni vogliono dall’altro ciò che loro non sono disposti a dare. Egoismo e slealtà, minano alla radice l’Amore, rilegandolo solo al volere dell’amante che, come un eroe di omerica memoria, sfida il fato pur di conquistare il cuore dell’amato.

Ma questa è un’altra storia…

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Cara Patrizia ti dispiace spiegare meglio in due parole povere...grazie !!!un saluto caro BRUNA :fiori e bacio:
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Messaggiodi Patrizia Santovecchi » 26/06/2010, 10:09

Cara Bruna,
intendevo dire (prendendo come esempio la strada e i suoi sensi di marcia, o se meglio credi a due corsie di marcia), che “un amore vissuto a senso unico”, ovvero quando solo un partner impegna tutto se stesso nel progetto Amore, è destinato inesorabilmente alla frustrazione, se non anche alla disperazione. L’Amore per essere vissuto con appagamento ha necessità di reciprocità, di un dare e un avere Amore, in un interscambio continuo e amoroso, che vede nella felicità dell'altro la propria.

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Messaggiodi Gabriella Prosperi » 26/06/2010, 11:28

Patrizia Santovecchi ha scritto: Purtroppo, spesso, alcuni vogliono dall’altro ciò che loro non sono disposti a dare. Egoismo e slealtà, minano alla radice l’Amore, rilegandolo solo al volere dell’amante che, come un eroe di omerica memoria, sfida il fato pur di conquistare il cuore dell’amato.
Ma questa è un’altra storia…

Patrizia

Non solo questo purtroppo accade senza specifici motivi se non l'incapacità di donarsi, ma, leggendo l'articolo di mondoraro pubblicato da Achille, ho avuto (se ne avessi avuto necessità) conferma che sono proprio certi MRA che insinuano nei rapporti amorosi slealtà ed egoismo verso il partner, con la pretesa che ogni slancio sia per un Dio crudele.
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Messaggiodi Brambilla Bruna » 26/06/2010, 11:38

Patrizia Santovecchi ha scritto:Cara Bruna,
intendevo dire (prendendo come esempio la strada e i suoi sensi di marcia, o se meglio credi a due corsie di marcia), che “un amore vissuto a senso unico”, ovvero quando solo un partner impegna tutto se stesso nel progetto Amore, è destinato inesorabilmente alla frustrazione, se non anche alla disperazione. L’Amore per essere vissuto con appagamento ha necessità di reciprocità, di un dare e un avere Amore, in un interscambio continuo e amoroso, che vede nella felicità dell'altro la propria.

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grazie ho capito ...sai una cosa sembra la storia della mia vita ...se mi volto indietro!!!! ...se guardo avanti !!!...io vado a senso unico...mi donando sempre alla mia eta .. 54 anni ...dove' quel incrocio dove io mi possa congiungere a ciò che è un diritto di natura amare e essere amati...mi domando e chiedo se ho sempre sbagliato tempi ...modo di comportarmi ...oppure ho sbagliato a nascere ...sto parlando della mia vita che arrivata a ora adesso è un nulla...se non per un grande enorme fatto ho l'amore dei miei figli...mi dovrei accontentare!!!!! ma non mi accontento voglio la mia vita ...voglio andare a quel incrocio e trovare cio che è di mio diritto.....ma e difficile e doloroso ...e a volte mi fermo al ciglio di una strada e aspetto ...ecco ora sono li......
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Messaggiodi Gabriella Prosperi » 26/06/2010, 12:07

Bruna, niente può riempire la tua solitudine, ma hai molti amici, io mi onoro di essere tale.
Non basta, lo so, ma è comunque una carezza a un cuore ferito.
Gabriella
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Messaggiodi Brambilla Bruna » 26/06/2010, 12:17

Gabriella Prosperi ha scritto:Bruna, niente può riempire la tua solitudine, ma hai molti amici, io mi onoro di essere tale.
Non basta, lo so, ma è comunque una carezza a un cuore ferito.
Gabriella




grazie...lo sai che ti voglio bene ...e guardo a te come e sempre come a una donna splendida ... :fiori e bacio: :bacio:
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Messaggiodi Patrizia Santovecchi » 26/06/2010, 18:01

Ciao Bruna,

è dura. È vero. Aspettare sul ciglio della strada che l’Amore passi e ti “rapisca”. Questo però non è vivere. Vuoi la tua vita. Bene! Ne hai diritto, è vero. E allora vivila, non sospenderla nell’attesa. Le vite sospese sono vite tra parentesi. Vite rinchiuse, non vissute. Dici che la tua vita è un nulla. Non ci credo. La tua vita è l’unica che hai, è tutto. Per lei e attraverso lei hai dei figli che ti amano e che ami. Certo loro compensano solo una parte dell’Amore, ma sono importanti. Io non conosco le tue ferite, i tuoi sogni infranti, ma so che c’è una forza dentro ognuno di noi che ci può permettere di ripensarci, di riscattarci. Di affrancarci dal dolore. Coraggio, afferra tutto quello che di bello e di vero c’è dentro ti te. Sicuramente dolcezza, tenerezza, amore e... tanto altro ancora. Riparti da qui. Riparti da te! Il coraggio, in fondo, è vincere le proprie paure.

Con affetto
Patrizia
Chi controlla il passato, controlla il futuro; chi controlla il presente, controlla il passato. Orwell
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Messaggiodi Brambilla Bruna » 26/06/2010, 18:13

CIAO vedi Patrizia ...so cosa dovrei fare ...ricominciare dare un calcio ancora alla mia vita inutile ...ma la forza di dare quel calcio non c'è...vivere come se tu non vivessi non è facile...sono una donna normale in tutto e per tutto...e quando accanto a te ..non c'è calore amore ma solo indifferenza ..non è facile ...vorrei aver la forza e padronanza della mia vita ...ma non c'è ..e non posso averla...mi è proebito...




patrizia ho raccontato un pezzo se mi verrà il desiderio ti scrivo ...ora ho gia detto molto ...e non sono il tipo che racconta della propria vita a chiuncue...grazie ciao BRUNA :fiori e bacio:
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