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Raqia distesa solida o gassosa?

Un'analisi delle pubblicazioni passate e presenti dei TdG

Moderatore: Achille

Raqia distesa solida o gassosa?

Messaggiodi Romagnolo » 18/04/2021, 19:39

Ho appena finito di leggere una trattazione sul racconto dei giorni creativi di Genesi, più che un resoconto scientifico viene definita un' opera liturgica a scopo religioso quindi tutt' altro rispetto a ciò che la WT vuol farci credere.
Mi ha colpito però un aspetto marginale della trattazione, ovvero la spiegazione del termine Raqia e andando a cercare tale voce sù JW.org mi sono sorpreso di trovarvi una sola ricorrenza, eccola qua:

Torre di Guardia 1981
raqia, che, al contrario, significa “superficie estesa”, “distesa”. Secondo T. Moreux, ex direttore dell’Osservatorio di Bourges, in Francia, “questa distesa, che per noi costituisce il cielo, è contraddistinta nel testo ebraico da una parola che la Settanta [greca], influenzata dai concetti cosmologici prevalenti a quel tempo, tradusse con stereoma, firmamento, volta solida. Mosè non dà questa idea. Il termine ebraico raqia dà solo l’idea di estensione o, meglio ancora, distesa”. La Bibbia descrive quindi in modo molto accurato la distesa o atmosfera che ci sovrasta.


Ebbene sì, per la WT ha trovato solo questa testimonianza a quanto a pare per spiegare il suo concetto di Raqia, non quella di biblisti o filologisti.....bensì quella del direttore di un osservatorio.
Dall' 1981 ad oggi la Watchtower non ha cambiato idea, per lei il Raqia continua ancora ad essere la distesa atmosferica

Svegliatevi Marzo 2014
SECONDO GIORNO

La terra è ricoperta dall’acqua e da un denso manto di vapore. Questi due elementi vengono separati lasciando uno spazio fra la superficie acquatica e la calotta di vapore. La Bibbia descrive questo spazio come una “distesa fra le acque” e lo chiama “Cielo”

Torre di Guardia 15-02-2007
Nei successivi versetti della Genesi leggiamo che il Creatore fece quella che la Bibbia chiama “una distesa”. (Genesi 1:6-8) In questa distesa ci sono i gas che formano l’atmosfera terrestre.

Ma cosa ho trovato di interessante in quella trattazione?
Ecco estrapolata la parte in questione:
«Dio disse: ‘Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque’. Tenendo presente la rappresentazione del mondo condivisa dal nostro autore, è possibile comprendere queste frasi, altrimenti diventano insignificanti. Il firmamento (raqia’–[;yqir') è la volta di cristallo che separare le acque dell’oceano superiore dalle acque inferiori che circondano la terra......
Ma il nostro autore pensa tutto l’universo in chiave liturgica: il cosmo, infatti, viene descritto come un grande tempio. Se ripensiamo allo schema cosmografico degli antichi, ci è facile immaginare l’universo come un grande santuario. Alcuni elementi del poema richiamano chiaramente questa impostazione.
Il cielo è stato presentato come una grande lastra solida che separa le acque dalle acque: viene indicato con il termine «firmamento» (raqia’). Si tratta di una parola molto rara, utilizzata solo dal nostro autore in questo canto e dal profeta Ezechiele nella sua visione della Gloria di Dio (Ez 1,22–23.25–26; 10,1). Ezechiele è un sacerdote contemporaneo dell’autore del primo capitolo della Genesi: per questo profeta il «firmamento» è la grande lastra di cristallo su cui poggia il trono di Dio e rievoca la più antica visione che il profeta Isaia aveva avuto nel tempio stesso
22 E sopra le teste delle creature viventi c’era la somiglianza di una distesa come lo scintillio di tremendo ghiaccio, stesa al di sopra delle loro teste. 23 E sotto la distesa le loro ali erano diritte, l’una verso l’altra. Ciascuna aveva due ali che coprivano da un lato e ciascuna ne aveva due che coprivano dall’altro i loro corpi....25 E ci fu una voce al di sopra della distesa che era sulla loro testa. (Quando stavano ferme, abbassavano le loro ali). 26 E al di sopra della distesa che era sulla loro testa c’era qualcosa dall’aspetto simile alla pietra di zaffiro, la somiglianza di un trono. E sopra la somiglianza del trono c’era una somiglianza di qualcuno dall’aspetto simile a un uomo terreno sopra di esso, di sopra
10 E continuai a vedere, ed ecco, sulla distesa che era sopra la testa dei cherubini c’era qualcosa come la pietra di zaffiro, come l’aspetto della somiglianza di un trono, che appariva sopra di loro

https://www.sanpietroassemini.it/wp_prd ... nesi-1.pdf
La visione che se ne ha è decisamente quella di un qualcosa di solido, come mai quindi in genesi si dovrebbe parlare di aria normale mentre nell' altro unico luogo dove tale termine compare....dovrebbe trattarsi di una superficie che dà l' idea di qualcosa di solido come...tremendo ghiaccio?
Per farcene un' idea guardate a pagina 34 ( dopo il paragrafo 10 ) dell' ultimo libro trattante le profezie di Ezechia edito dalla WT come viene raffigurata questa distesa o Raqia e la sua descrizione nel paragrafo 6:

https://www.jw.org/it/biblioteca-digita ... o-celeste/
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Messaggiodi nardo » 18/04/2021, 20:08

Romagnolo ha scritto:La visione che se ne ha è decisamente quella di un qualcosa di solido, come mai quindi in genesi si dovrebbe parlare di aria normale mentre nell' altro unico luogo dove tale termine compare....dovrebbe trattarsi di una superficie che dà l' idea di qualcosa di solido come...tremendo ghiaccio?
Per farcene un' idea guardate a pagina 34 ( dopo il paragrafo 10 ) dell' ultimo libro trattante le profezie di Ezechia edito dalla WT come viene raffigurata questa distesa o Raqia e la sua descrizione nel paragrafo 6:


Chi ha scritto Genesi aveva questa concezione dell'universo, comune a tutto il contesto dell'antico medioriente:
Immagine
Ovviamente quindi l'autore umano credeva nell'esistenza di un firmamento e quello ha descritto.
Pensare a posteriori di pretendere che in realtà volesse intendere "aria" o "cielo" o ancora peggio pretendere di ritrovare concetti scientifici in un testo che non ha nulla di scientifico io personalmente lo ritengo assurdo.
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Messaggiodi Mario70 » 18/04/2021, 22:14

Ne parlai tempo fa in un post chiamato "tradurre é tradire", ti riporto la parte che ti interessa :

Il "firmamento" (nel lat. class. «appoggio, sostegno», der. di firmare «rendere stabile», secondo il modello del gr. στερέωμα (οὐρανοῦ) che indica la volta stabile sostenente l’oceano celeste) è la traduzione che la vulgata scelse per l'ebraico raqìa di genesi 1:14:
"NRV Poi Dio disse: «Vi siano delle luci nella distesa dei cieli per separare il giorno dalla notte; siano dei segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni;"

Il dizionario ebraico BDB usa come primo significato di raqìa:
"extended surface, (solid) expanse[trad:superficie estesa, solida espansa]" aggiungendo:
"2. the vault of heaven, or ‘firmament,’ regarded by Hebrews as solid, and supporting ‘waters’ above it,[trad: la volta del cielo o firmamento era considerata dagli ebrei come solida e sosteneva l'acqua sopra di esso]"

Il firmamento veniva considerato infatti come una calotta di metallo martellato, che tratteneva le acque che stavano sopra e dove erano attaccati i due grandi "luminari" (ovvero il Sole e la luna) e le stelle.
Inoltre credevano (come tutti i popoli a loro confinanti) che fosse il Sole a girare intorno alla terra, e non viceversa come si evince dal racconto di Giosuè e dal Sole che si ferma, i tdg scusano questo fatto dichiarando che la cosa è vista dal punto di vista di Giosuè il quale vedeva il Sole muoversi... Ma che bella scoperta! Era forse troppo difficile per Dio ispirare chi scrisse il racconto facendogli conoscere la verità? Come mai lo avrebbe fatto con Isaia ma non con Giosuè?
Fanno lo stesso ragionamento quando gli si fa notare che in Genesi capitolo 1, prima viene creata la luce poi le piante e solo il IV giorno vengono fatti i luminari, ovvero il Sole, la luna e addirittura le stelle, anche in questo caso giustificano l'assurdità scientifica evidente in questo mito, asserendo che un eventuale osservatore dalla terra, avrebbe osservato i luminari solo in questo giorno, non essendoci più le nuvole che prima ne avrebbero impedito la visione.
Quello che sfugge ai testimoni di Geova è che In Ge.1:14.19 è scritto che il sole e la luna furono FATTI e posti nella distesa dei cieli il quarto giorno.
Nel primo capitolo di Genesi, non si usano solo i verbi CREARE e FARE, ma anche il verbo APPARIRE. Per esempio: Ge.1:9 'E Dio proseguì, dicendo: “Le acque sotto i cieli si raccolgano in un solo luogo e appaia l’asciutto”.
In questo versetto dell'Antico Testamento, il verbo APPARIRE è usato per descrivere come una cosa (nel caso specifico, la terra), pur esistendo da prima, diventa visibile solo dopo che un determinato evento si verifica, in altre parole DIO ordina che le acque si spostino, e le acque eseguono l'ordine di DIO; in questo modo, la terra (che c'era anche prima) diventa visibile.
Il verbo FARE invece è usato per descrivere l'azione di fare qualcosa che prima non era stato fatto, "FARE" significa produrre qualcosa modificando e/o assemblando materiali creati e/o fatti in precedenza (e questo è il verbo usato il Ge.1.6).
Tornando a Ge.1:14 troviamo scritto: 'E Dio proseguì, dicendo: “Si facciano luminari nella distesa dei cieli per fare una divisione fra il giorno e la notte; e dovranno servire come segni e per le stagioni e per i giorni e gli anni".
Non è scritto da nessuna parte che i luminari erano coperti da qualcosa e poi, per ordine di DIO, quei luminari diventano visibili: si dice proprio che i due luminari vennero fatti in quel momento.
Nel linguaggio antico-testamentario quindi si usa il verbo CREARE per descrivere la creazione di qualcosa dal nulla, ex novo, il verbo FARE per descrivere la creazione di qualcosa usando materiale preesistente, e il verbo APPARIRE per descrivere la visibilità di qualcosa che prima era nascosta...
"La cosa più triste è che molto spesso chi viene ingannato, o illuso, tende a rimanere strettamente ancorato a quello in cui crede nonostante le evidenze indichino chiaramente che la realtà è diversa. Forse è talmente affezionato alle sue credenze che preferisce chiudersi gli occhi e tapparsi le orecchie di fronte a qualunque cosa possa farle vacillare."
(Torre di Guardia 1/9/2010 p 10)
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Messaggiodi Achille » 19/04/2021, 7:38

C.E.I.:
Giobbe 37,18
Hai tu forse disteso con lui il firmamento,
solido come specchio di metallo fuso?

Nuova Riveduta:
Giobbe 37,18
Puoi tu, come lui, distendere i cieli
e farli solidi come uno specchio di metallo?

La WTS dice che qui si usa un linguaggio figurativo, perché i "cieli nuvolosi" (TNM) non possono essere "battuti".

*** it-1 p. 703 Distesa ***
Anche se il verbo (raqàʽ), da cui deriva raqìaʽ, di solito è usato nel senso di “battere” qualcosa di solido, sia con la mano, che col piede o con qualsiasi strumento (cfr. Eso 39:3; Ez 6:11), in certi casi non è ragionevole escludere che sia usato in senso figurativo. Per esempio, in Giobbe 37:18 Eliu chiede a proposito di Dio: “Puoi tu battere [tarqìaʽ, forma di raqaʽ] con lui i cieli nuvolosi duri come uno specchio di metallo fuso?” Che non significhi battere letteralmente una solida volta celeste si capisce dal fatto che qui il termine “cieli nuvolosi” traduce un termine (shàchaq) reso anche “velo di polvere” o “nubi” (Isa 40:15; Sl 18:11), e, data la natura nebulosa di ciò che è ‘battuto’, è chiaro che lo scrittore biblico paragona solo figurativamente i cieli a uno specchio metallico la cui superficie levigata riflette un’immagine luminosa. — Cfr. Da 12:3.


Interessante che nella nuova TNM del 2017 non si parla più di cieli nuvolosi:

18 Puoi distendere insieme a lui i cieli,
solidi come uno specchio di metallo?


Ma anche lasciando le nuvole, il passo dice che Dio distende i cieli nuvolosi che sono (o, fino a renderli) duri come uno specchio di metallo

Un qualsiasi lettore, leggendo queste parole, pensa che i cieli siano una superficie solida.

Evidentemente lo scrittore di Giobbe immaginava in questo modo la creazione della "volta solida" (Gen. 1: 2, 6): da un mare primordiale Dio separò le acque sulla terra da quelle nel cielo, tenendole separate da una "distesa" formata da "nubi battute" e rese solide. Come è possibile che delle nubi vengano battute e divengano solide? Questa è la domanda che venne rivolta anche a Giobbe. La risposta è che a Dio tutto è possibile. Semplice, no?

Raqia si riferisce a qualcosa che viene battuto, fino a renderlo sottile. Per esempio, il metallo quando viene battuto si trasforma in una lamina dalla superficie ampia. Per quanto sottile, tale superficie è comunque solida, e, nella concezione del tempo, teneva separate le acque che poi caddero con il diluvio.

Immagine

Il cosmo biblico
da La Sacra Bibbia, ed. Paoline (1968) p. 29.
"Tantum religio potuit suadere malorum".
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Messaggiodi Romagnolo » 19/04/2021, 12:17

Chi ha scritto Genesi aveva questa concezione dell'universo, comune a tutto il contesto dell'antico medioriente:

Infatti Nardo, :ok: è quanto va dicendo l' articolo in pdf che ho linkato
Grazie Mario70, avevo notato anche io il discorso del sole e della luna che sono fatti mentre invece per coerenza col pensiero WT avrebbe dovuto dire "Appaiano" :strettamano:
traduce un termine (shàchaq) reso anche “velo di polvere” o “nubi”

Può essere "reso anche".... :blu: , ciò non vuol dire che fosse realmente quello il pensiero di Eliu, quella operata dalla wt è una scelta di convenienza.
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Messaggiodi nardo » 20/04/2021, 8:16

Propongo anche questa immagine (pubblicata nel nuovo libro di Ben Stanhope, "(MIS)INTEPRETING GENESIS"), dove ancora più chiaramente viene evidenziata la cosmologia biblica ed i relativi versetti di supporto:
Immagine

Chi si ricorda le illustrazioni JW del carro di Geova (dal libro di Ezechiele)?
Immagine

La parola ebraica per "superficie" (in Ezechiele 1:22 Sopra le teste delle creature viventi c’era qualcosa di simile a una superficie, scintillante come impressionante ghiaccio, che si estendeva al di sopra delle loro teste) è proprio "raqia".
Ovvero, come da immagine descrittiva della cosmologia dell'antico medioriente, la divinità viveva sopra il firmamento che era una superficie solida.
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