Frequentare i disassociati/dissociati: cosa accade?

Un'analisi delle pubblicazioni passate e presenti dei TdG

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Luciano
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Messaggio da Luciano »

sapere che negli anni '70 disassociavano chi frequentava il parente disassociato fa rabbrividire, comunque in seguito hanno cambiato idea, sollecitano a non farlo ma non disassociano, sanno che in generale i tdg rispettano i 'consigli' del cd, speriamo comunque che non tornino indietro.
In questi casi di cambiamenti di vedute nascono sempre spontanee le solite domande.
Quando è stato il momento esatto del cambiamento (la data di pubblicazione in questione)?
Perchè c'è stato il cambiamento?
La regola divina di un Dio immutabile era quella precedente o quella attuale?
Se è divino l'attuale intendimento, cosa ne è stato delle vittime precedenti il cambiamento?
Furono disassociate indebitamente o siamo oggi arrivati al libertinaggio?
Quanto pesa il carattere e la natura del corpo degli anziani nel applicare o meno la disassociazione discrezionalmente?
Le direttive vigenti sono sempre quelle più antiche e quelle nuove sono solo di facciata?

Un caso analogo ci fu la pubblicazione che aveva illuso i tdg che la facoltà di esprimere un voto valido fosse delegato alle singole coscienze, salvo poi aver smentito ufficialmente.
Una cosa è certa: i dirigenti cercano di impedire le frequentazioni anche con i parenti disassociati e ci provano con messaggi ed esperienze induttivi e deduttivi.
ciao
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alfa-slash
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Messaggio da alfa-slash »

Mario70 ha scritto:In linea generale i tdg sanno che se si frequenta un parente stretto che è ex, non si viene disassociati, ma bisogna chiarire una cosa: se la cosa diviene di dominio pubblico e suscita polemiche, il tdg perde gli incarichi ed è considerato una cattiva compagnia, quando in sala i tdg studiano che non devono frequentare i parenti ex, credono che sia Geova a guidare il CD a scrivere questa cosa e disubbidire al CD equivale a disubbidire a Geova, insomma le cose sono più complesse di quanto immagini.
ciao e complimenti per l'occhio vigile!
E allora, qui ti devo contraddire.chi frequenta un disassociato anche se e ' un parente stretto ''SI VIENE DISASSOCIATI ''

io sono stato dissasociato solo per il fatto che mi hanno visto con un parente disassociato! che fra l'altro e mio fratello!

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flor de mal
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Messaggio da flor de mal »

[quote="Luciano"
14 La situazione è diversa se il disassociato o dissociato è un parente che vive fuori di casa o non è dell’immediata cerchia familiare. Potrebbe essere possibile non avere quasi nessun contatto col parente. [/quote]
La pubblicazione chiede di non avere contatti con:
1)parente che vive fuori casa a prescindere che sia un parente stretto (figlio, madre ecc) o un parente largo (zio, nonna ecc)
2)un parente largo (zio, nonna ecc) a prescindere se viva in casa o fuori casa
La congiunzione "o" rende vere entrambi le condizioni.
Interpretazione:
1)il contatto è tollerato se i figli vivono in casa ma non lo è se vivono altrove.
2)non avere nessun contatto con una zia o la nonna o il nipote che viene disassociato, pur vivendo in casa, peggio se no ci vive. Ovvio che la norma spinga a chiedere al parente di lasciare la casa!

Ora esaminando il ks 2010 si evince che la perdita dei privilegi avviene per normali contatti con qualsiasi grado di parentela, la discriminante è il vivere in casa o fuori casa, non essere figli o cugini lontani.
nella w era specificato:
Anche se eventuali questioni di famiglia richiedessero qualche contatto, è certo che questi contatti dovrebbero essere mantenuti al minimo, in armonia col principio divino di “non mischiarvi con alcuno che, chiamandosi fratello, sia un fornicatore [o colpevole di un altro peccato grave] . . . con un tale non dovete neppur mangiare”.
Ora mi chiedo se con tali persone non ci devi mangiare perchè discriminare se si vive sotto lo stesso tetto? Il figlio è meno figlio se vive fuori da casa? Il peccatore è meno peccatore se vive in casa?
Dove è scritto che non devi mangiare con tuo figlio disassociato che abita fuori casa ed è permesso farlo se abita in casa?
Il mio pensiero? Il CD non vuole che il tdg abbia contatti anche con i figli disassociati che vivono in casa, ma è troppo dura scriverlo nero su bianco, troppa cattiva pubblicità.
[/quote]
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Mario70
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Messaggio da Mario70 »

alfa-slash ha scritto:
Mario70 ha scritto:In linea generale i tdg sanno che se si frequenta un parente stretto che è ex, non si viene disassociati, ma bisogna chiarire una cosa: se la cosa diviene di dominio pubblico e suscita polemiche, il tdg perde gli incarichi ed è considerato una cattiva compagnia, quando in sala i tdg studiano che non devono frequentare i parenti ex, credono che sia Geova a guidare il CD a scrivere questa cosa e disubbidire al CD equivale a disubbidire a Geova, insomma le cose sono più complesse di quanto immagini.
ciao e complimenti per l'occhio vigile!
E allora, qui ti devo contraddire.chi frequenta un disassociato anche se e ' un parente stretto ''SI VIENE DISASSOCIATI ''

io sono stato dissasociato solo per il fatto che mi hanno visto con un parente disassociato! che fra l'altro e mio fratello!

Ciao bello, hai partecipato al comitato giudiziario o te lo hanno fatto a porte chiuse?
Io scoprii la vera causa della mia disassociazione solo qualche anno dopo, praticamente ascoltarono due testimoni che mi videro baciare la mia ragazza che non era mia moglie (che mi lasciò tre anni prima) dopo il comitato (non mi presentai) mi dissero solo che fui disassociato per condotta dissoluta, non è che è capitata una cosa simile anche a te? Le solite spie che hanno riferito qualcosa su di te a tua insaputa?
Fammi capire perchè il tuo fatto è molto interessante per la nostra causa.
ciao
"La cosa più triste è che molto spesso chi viene ingannato, o illuso, tende a rimanere strettamente ancorato a quello in cui crede nonostante le evidenze indichino chiaramente che la realtà è diversa. Forse è talmente affezionato alle sue credenze che preferisce chiudersi gli occhi e tapparsi le orecchie di fronte a qualunque cosa possa farle vacillare."
(Torre di Guardia 1/9/2010 p 10)
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Mario70
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Ricapitoliamo

Messaggio da Mario70 »

Visti gli andirivieni di luce intermittente degli ateriosclerotici di brooklin cerchiamo di ricapitolare alcuni punti:

1) Si viene certamente disassociati se si frequentano ex, si possono però soccorrere se sono in fin di vita tipo affogare in un lago o se gli si buca una ruota per strada.
2) Si possono frequentare i parenti che vivono sotto lo stesso tetto a meno che non causano scandalo con il loro comportamento (tipo convivenza senza essere sposati ecc...) in questo caso i nominati perdono gli incarichi.
3) I nominati perdono gli incarichi se frequentano regolarmente i loro parenti disassociati che non vivono sotto lo stesso tetto.
4) E' scritto in linea generale di non frequentare i parenti che non abitano sotto lo stesso tetto.

Questi punti sopra sono certi e chiari.
Veniamo ora al punto "dolente", si viene disassociati se si frequentano i parenti stretti che non vivono sotto lo stesso tetto?

1962 No, ma la frequentazione non deve diventare un'abitudine:

La torre di Guardia del 15/6/1962 pag 41:


"Se il mio fratello carnale, che è disassociato, viene da un'altra città a visitarmi con la sua famiglia, li posso invitare a entrare e a restare per la notte se è necessario? — E. T., Stati Uniti
d'America.

La disassociazione di un membro della propria parentela non annulla la naturale parentela di carne e sangue. Per esempio, la disassociazione non infrange il vincolo coniugale.
Quindi, se un fratello carnale che è disassociato visita la sua famiglia per motivi non di unità cristiana, ma di parentela familiare, i congiunti sono tenuti a riceverlo con cortesia per tale naturale ragione terrena, non, certamente, per avere associazione spirituale con lui e trattarlo come un membro della congregazione, ma semplicemente per considerare la parentela familiare e altri argomenti mondani.
Bisogna essere ragionevoli in questa circostanza, e se il parente è di un'altra città e quel giorno non può tornare a casa, ma ha bisogno
d'alloggio per la notte, non vi sarebbe nulla di male qualora gli si mostrasse la cortesia di farlo restare per la notte, semplicemente
perché questo parente e quelli che sono con lui sono intimi per legami di carne e sangue, nonostante che non lo siano per ragioni spirituali.
Naturalmente, non sarebbe bene incoraggiare frequenti associazioni solo per avere rapporti familiari. Questo ostacolerebbe l'adempimento
dei propri obblighi verso il Signore Dio e potrebbe mettere in pericolo la propria salute e integrità spirituale. Il principio menzionato in Matteo 12:47-50 (Ri) dovrebbe esser tenuto
presente."


1964 si, se la frequentazione diventa un'abitudine:

La torre di Guardia del 15/1/1964 pag 41:

"Nel caso del parente disassociato che non abita nella stessa casa, i rapporti con lui sono pure limitati a ciò che è assolutamente necessario. Come per il lavoro secolare, questi rapporti sono limitati
e anche eliminati completamente se è possibile.
Un punto importante da notare è che, benché vi siano vincoli naturali che possono giustificare rapporti occasionali, i legami spirituali sono completamente troncati, non si può parlar di cose relative all'adorazione con i parenti disassociati.
Che fare se una persona espulsa dalla congregazione visita improvvisamente parenti dedicati? Che deve fare in tal caso
il cristiano? Se è la prima volta che viene fatta la visita, il cristiano dedicato può, se la coscienza glielo permette, mostrare
riguardi familiari in questa particolare occasione. Ma se la coscienza non glielo permette, non ha l'obbligo di farlo. Se gli
usa cortesia, il cristiano deve però specificare che questa non deve diventare un'abitudine. Se lo diventa, ciò non è diverso dall'associarsi a qualsiasi altra persona disassociata, e va contro lo spirito del decreto di disassociazione. Si dovrebbe far comprendere al parente disassociato che ora le sue visite non sono benvenute come prima, quando camminava rettamente con Geova. — 2 Giov. 9-11.
È indispensabile che i cristiani dedicati della congregazione rendano chiaro al parente disassociato mediante le loro azioni
che il suo modo d'agire è disapprovato dalla famiglia. Devono mantenere una ferma determinazione per i giusti princìpi.
Il malfattore deve comprendere che la sua posizione è completamente cambiata, che i suoi fedeli parenti cristiani disapprovano completamente la sua empia condotta e mostrano tale disapprovazione
limitando i rapporti a quelli inevitabili "


1971 si, se insiste nel frequentarlo:

Ministero del Regno, 2/1971 p. 2:

“Lealtà a Dio quando un familiare è disassociato. Il servitore di congregazione considera i consigli contenuti alle pagine 700-702 de “La Torre di Guardia” del 15 novembre 1970 e nel libro “Lampada”, pag. 178. L’amore verso Dio e la lealtà verso la vera adorazione ci dovrebbero spingere a rispettare il decreto di disassociazione. Se qualcuno persiste in un’associazione che non è assolutamente necessaria con un familiare disassociato che vive fuori di casa, il comitato dovrebbe amorevolmente aiutarlo a capire i principi inerenti e a conformarsi ai consigli biblici. Se un disassociato non abita nella casa, 2 Giovanni 9-11 mostra che non lo dovremmo “mai ricevere nella nostra casa né rivolgergli un saluto”. L’insistenza a trascurare il comando biblico di “ cessar di mischiarci in compagnia” di tale persona può condurre alla disassociazione, ma questa non dovrebbe essere la ragione della nostra ubbidienza, non è vero? Se amiamo Geova, ubbidiamo alla sua Parola”.

1975 no, questione di coscienza ma non si viene disassociati:

W 15.1.75 p 55 afferma: "In quanto ai disassociati che vivono fuori casa, ciascuna famiglia deve decidere fino a che punto li frequenterà. Questa non è una decisione che gli anziani possono prendere per loro. Se un genitore va a visitare un figlio o a trovare i nipoti e gli è permesso entrare nella casa cristiana, questo non interessa gli anziani. Egli ha il diritto naturale di visitare i suoi parenti"

1983 si, se ci si svaga insieme si viene disassociati:

Lettera della betel agli anziani (SCB:SSC 5.8.83)

"Se un fratello carnale insiste di passare le vacanze col proprio fratello dovrebbe essere ammonito facendogli notare il pericolo che incorre nell'avere associazione con questa persona. Se insiste nel volersi associare con tale persona allora valgono le informazioni della W 1.1.82 dove sono indicati i possibili motivi per cui un parente potrebbe anche associarsi ad un disassociato, solo comunque per stretta necessità. Ma passarci le vacanze insieme non è una di quelle cose strettamente necessarie. Quindi la persona potrebbe essere soggetta alla disassociazione se persiste in questo "

1984 si, la disassociazione è ancora presente:

Lettera della betel agli anziani (SSE 15.9.84)
"Chi non tenesse in nessun conto l'ammonizione di non avere un'ingiustificata associazione con un disassociato, non sarebbe un esempio e potrebbe perdere gli speciali privilegi nella congregazione Oltre a ciò, se malgrado l'aiuto a vedere le cose dal punto di vista di Dio e forse ripetute ammonizioni, non smettesse di associarsi con la persona espulsa, potrebbe essere oggetto lui stesso alla disassociazione W 1.1.82 p 26"

1987 no, non si viene disassociati ma si perdono gli incarichi:

Lettera della betel agli anziani (SCD:SSE 10.4.87)

"La W 1.1.82 p 31 mostra che il disassociato deve comprendere che con la disassociazione ha perso molte cose: "La piacevole compagnia dei fratelli, inclusa gran parte dell'associazione che aveva con i parenti cristiani". Cosa si intende con ciò? Innanzi tutto l'associazione spirituale? In altre parole non si intratterranno piacevolmente col disassociato nel consultare pubblicazioni, anche se usate in modo correttivo. Che dire dell'associazione a scopo di svago? La stessa rivista a p 30 dice: "I cristiani imparentati con un disassociato che non vive in casa con loro dovrebbero sforzarsi di evitare l'associazione non necessaria." Per ciò che riguarda l'intervento degli A. verso il fratello dedicato che ha un parente disassociato che non vive in casa, W 15.1.75 p 55 afferma: "In quanto ai disassociati che vivono fuori casa, ciascuna famiglia deve decidere fino a che punto li frequenterà. Questa non è una decisione che gli A. possono prendere per loro. Se un genitore va a visitare un figlio o a trovare i nipoti e gli è permesso entrare nella casa cristiana, questo non interessa gli A. Egli ha il diritto naturale di visitare i suoi parenti". Perciò lo stabilire quanto un cristiano potrà frequentare un parente disassociato è una cosa che egli stesso dovrà determinare. Ovviamente se dovesse mantenere un contatto evidentemente non necessario e la congregazione trovasse da ridire sul suo comportamento, verrebbe considerato non esemplare e gli verrebbero negati speciali privilegi di servizio "

1994 no, non si viene disassociati:

lettere agli anziani (SSD 20.12.94)

"Vi invitiamo a considerare la questione del fratello A. riguardo all’ospitare in casa propria il figlio disassociato, mantenere con lui rapporti di lavoro, accudirlo lavandogli la biancheria, ecc., di carattere strettamente personale. Non spetta alla congregazione valutare le circostanze e le necessità familiari dei propri componenti o determinare se un figlio debba o non debba essere ospitato da suo padre, anche se si tratta di un disassociato. Non crediamo neppure sia opportuno definire il padre complice della condotta errata del figlio perché lo ospita in casa sua. La cosa sarebbe diversa se il padre permettesse a suo figlio di avere una condotta riprovevole in casa, per es. se il figlio convivesse con un’altra persona, ospitare i due conviventi come se fossero marito e moglie. Quando si dovrebbe prendere in considerazione il comportamento del fratello e la sua esemplarità di nominato? Nel caso egli avesse associazione spir. con suo figlio, o tentasse di giustificare o scusare la sua condotta errata. Ks 103, 104 Crediamo che quanto abbiamo detto sia sufficiente per aiutarvi a ridimensionare il problema e aiutare la congregazione a non sindacare su questioni di carattere personale e familiare. Non è quindi il caso di concedere al fratello limiti di tempo perché cerchi sistemazioni familiari e di alloggio diverse o modifichi i suoi eventuali programmi di lavoro"

2000 no il libro ks sembra chiaro in proposito:

lettere agli anziani (SCA:SSB 17.3.00)

"Il libro Ks alle p. 1034 spiega che nessuno può porre delle regole sull’associazione che fratelli hanno con parenti disassociato, ameno che non vi sia associazione spirituale. O un tentativo di giustificare o scusare la condotta errata. La situazione attuale è che il figlio disassociato ora vive per conto proprio e in una condizione contraria ai princìpi delle Sacre Scritture. Il fratello dovrebbe tener conto di quanto indicato nella W 1.1.82 p. 30, dove è spiegato che un cristiano imparentato con un disassociato che non vive in casa con lui dovrebbe sforzarsi di evitare l’associazione non necessaria, riducendo al minimo anche i contatti d’affari. Quello che poi aggrava la situazione è che regolarmente accoglie il figlio con la convivente sia pranzando insieme che con altri parenti. Non dimostra così di approvare tacitamente la condotta del figlio disassociato? Non è questo un tentativo di scusare tacitamente una condotta errata come una convivenza? (Ks 118) Ci sembra di capire che c’è un’ulteriore aggravante, in quanto i contatti col figlio disassociato avvengono anche in presenza di altri fratelli battezzati. Essendo un A. nominato, dovrebbe essere esemplare nella sua condotta e dimostrarsi leale alle norme esposte nella Parola di Dio mantenendo così una buona coscienza. (1Tm 1:19, 3:7, 13; Tito 1:9) Per cui desideriamo che sia esaminata la sua situazione ed essere aggiornati sulla questione e sulle decisioni prese."

Dopo questa lettera non ho più trovato nulla al riguardo, dai documenti sopra esposti sembra che dal 1987 non si disassocia più il tdg che frequenta il parente disassociato, le ultime riviste e il ks 2010 benchè scoraggino la frequentazione, non si pronunciano in merito alla disassociazione, però mentre il ks del 1991 specificava che "nessuno può porre delle regole sull’associazione che fratelli hanno con parenti disassociato" il nuovo tace in proposito, sembrerebbe che il CD stia di nuovo sterzando in direzione della disassociazione, ma non abbiamo prove al riguardo, se qualcuno ha una lettera o una pubblicazione dopo il 2000 che sia chiara su questo argomento, me lo faccia sapere urgentemente.

ciao
"La cosa più triste è che molto spesso chi viene ingannato, o illuso, tende a rimanere strettamente ancorato a quello in cui crede nonostante le evidenze indichino chiaramente che la realtà è diversa. Forse è talmente affezionato alle sue credenze che preferisce chiudersi gli occhi e tapparsi le orecchie di fronte a qualunque cosa possa farle vacillare."
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Gabriella Prosperi
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Messaggio da Gabriella Prosperi »

Anche se l'ultimo dispaccio non parla di disassociazione mi sembra però molto chiaro su come verrebbe considerato nella congregazione chi non ottempera alle disposizioni.
Quasi quasi direi che diventa ancor più grave della disassociazione.
Gabriella
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Luciano
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Messaggio da Luciano »

Sì del 71
no del 75
Sì del 83
Altro che bordeggio!
Mi fanno venire il mal di mare.
Meno male che non sono soggetto a seguire i loro consigli.
Ciao
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Gabriella Prosperi
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Messaggio da Gabriella Prosperi »

Luciano ha scritto:Sì del 71
no del 75
Sì del 83
Altro che bordeggio!
Mi fanno venire il mal di mare.
Meno male che non sono soggetto a seguire i loro consigli.
Ciao
Come per molti altri divieti divenuti poi "questioni di coscienza" questo dimostra come la WTS non abbia un'esegesi definita, ma che interpreta la Bibbia a seconda di....come va il mercato.
Se le adesioni diminuiscono, se è in forse il riconoscimento di qualche stato,allora si rallenta la corda.
Apparentemente, però, di fatto gli adepti son sempre torchiati.
Gabriella
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Dnick
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Messaggio da Dnick »

Gabriella Prosperi ha scritto:Come per molti altri divieti divenuti poi "questioni di coscienza" questo dimostra come la WTS non abbia un'esegesi definita
Ma che riesce a definire per bene il prototipo del tdg modello, con una coscenza molto condizionata.

Ad esempio mi pare che in questa discussione, come in altre,
non si tiene conto delle caratteristiche comportamentali del tdg,
che quasi inevitabilmente, deteriorano i rapporti, anche con coloro che tdg non lo sono
fino ad arrivare all'ostracismo anche se non menzionato nelle riviste.
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Mario70
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Messaggio da Mario70 »

Luciano ha scritto:Sì del 71
no del 75
Sì del 83
Altro che bordeggio!
Mi fanno venire il mal di mare.
Meno male che non sono soggetto a seguire i loro consigli.
Ciao
Ce n'è uno in più:
62 "ni"
64 si
75 no
83 si
87 no
Eh ma "la bibbia si interpreta da sola" e il CD è guidato dallo spirito di-vino...
Non gliene frega un cacchio che stanno giocando con la vita delle persone, dei loro affetti, ah ma lo fanno per amore!
Comunque ci manca un nuovo "si" (l'andazzo è quello) così giochiamo i numeri a bingo e migliaia di famiglie ricominceranno a soffrire.
ciao
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Messaggio da guistenov »

Franco Coladarci ha scritto:
Cambiando argomento... Mi sono riavvicinata ai miei. Non ci vediamo spessissimo perché non abitiamo vicini. Ho chiesto ai miei genitori se gli anziani li avessero minacciati in qualche modo per questo. Mia madre mi ha risposto: "ma che si facessero gli affari propri quelli!". Mio padre mi ha invitata ad andarli a trovare più spesso. Gli ho chiesto se non creavo disturbo visto che sono disassociata. La sua risposta è stata: "Non sei tu che mi disturbi ma i tdg!".
Cara Katia presumo che i tuoi genitori siano sulla buona strada.
Franco
hai un padre intelligente.ciao guistenov
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Messaggio da combattiva »

Credo che non valga la pena continuare a cercare la propria madre, il proprio fratello, visto che non rispettano la tua scelta di non far più parte dei tdg, si vergognano di te, che senso ha cercare dei cavilli per poter frequentarli ancora..... parenti e buoni
Naaman
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Messaggio da Naaman »

combattiva ha scritto:Credo che non valga la pena continuare a cercare la propria madre, il proprio fratello, visto che non rispettano la tua scelta di non far più parte dei tdg, si vergognano di te, che senso ha cercare dei cavilli per poter frequentarli ancora..... parenti e buoni
val sempre la pena di cercare di risanare le fratture familiari...
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Messaggio da combattiva »

Certo! Ma la volontà ci deve essere da entrambe le parti.
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Mario70
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Messaggio da Mario70 »

combattiva ha scritto:Certo! Ma la volontà ci deve essere da entrambe le parti.
La nostra battaglia va oltre le decisioni dei singoli, siamo coscienti del fatto che nella realtà l'ostracismo è indotto dal CD è lui il nostro obiettivo, lui vuole isolare l'ex in modo che non 'influenzi negativamente' gli altri testimoni, non sia mai che si possano svegliare, allora non solo facciamo sparire l'isolamento usando tutti i mezzi a nostra disposizione, ma sbandieriamo ai 4 venti come stanno realmente le cose.
Se la nostra denuncia e quella degli ex del mondo potrà far indietreggiare il CD nel suo insegnare l'ostracismo, i tdg marionette ubbidiranno di conseguenza come hanno sempre fatto non ponendosi domande e felici della nuova luce derivante dalla 'guida di Geova'.
Utopisti? Forse, ma almeno potremmo dire di averci provato e mai come in questi ultimi anni l'opinione pubblica si sta sensibilizzando, specialmente grazie a inteenet.

Ciao
"La cosa più triste è che molto spesso chi viene ingannato, o illuso, tende a rimanere strettamente ancorato a quello in cui crede nonostante le evidenze indichino chiaramente che la realtà è diversa. Forse è talmente affezionato alle sue credenze che preferisce chiudersi gli occhi e tapparsi le orecchie di fronte a qualunque cosa possa farle vacillare."
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Messaggio da combattiva »

Mi auguro di cuore che possano rendersi conto della manipolazione alle quali costantemente si sottopongono..... Sarà come dici, bisogna lottare!
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Messaggio da Achille »

Non riesco a vedere molta differenza nelle posizioni della WTS su questo argomento. Non vedo cioè delle chiare affermazioni in cui si esprimano sostanziali modifiche.
Per esempio, tu scrivi:

1962 No, ma la frequentazione non deve diventare un'abitudine
...
1964 SI, se la frequentazione diventa un'abitudine
...
1971 SI, se insiste nel frequentarlo

Tutte e tre queste "vedute" hanno lo stesso significato: il TdG viene a sua volta disassociato se frequenta regolarmente un disassociato...

Achille
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Luciano
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Messaggio da Luciano »

In effetti....

In questa cronologia andrebbe anche incastrata il cambiamento di veduta nei confronti dei dissociati che, se non erro, sono stati assimilitati ai disassociati riguardo l'ostracismo in un preciso momento.
Ciao
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Mario70
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Messaggio da Mario70 »

Achille Lorenzi ha scritto:Non riesco a vedere molta differenza nelle posizioni della WTS su questo argomento. Non vedo cioè delle chiare affermazioni in cui si esprimano sostanziali modifiche.
Per esempio, tu scrivi:

1962 No, ma la frequentazione non deve diventare un'abitudine
...
1964 SI, se la frequentazione diventa un'abitudine
...
1971 SI, se insiste nel frequentarlo

Tutte e tre queste "vedute" hanno lo stesso significato: il TdG viene a sua volta disassociato se frequenta regolarmente un disassociato...

Achille
La differenza è sottile ed è scritta tra le righe, ad esempio:

nel 1962 si dice che occasionalmente si possono ospitare i parenti disassociati ma "Naturalmente, non sarebbe bene incoraggiare frequenti associazioni solo per avere rapporti familiari. Questo ostacolerebbe l'adempimento "
però nel caso lo si facesse ugualmente non è scritto che sarebbe scattata la disassociazione e questa è la prima rivista che ha trattato il soggetto.

nel 1964 probabilmente alcuni avranno disubbidito al comando ed allora sono un pò più chiari:
" Se gli usa cortesia, il cristiano deve però specificare che questa non deve diventare un'abitudine. Se lo diventa, ciò non è diverso dall'associarsi a qualsiasi altra persona disassociata, e va contro lo spirito del decreto di disassociazione."
E sappiamo che frequentare un'altra persona disassociata equivaleva gia all'epoca ad essere a sua volta disassociati.

Solo nel 1971 si dice esplicitamente che: " L’insistenza a trascurare il comando biblico di “ cessar di mischiarci in compagnia” di tale persona può condurre alla disassociazione"
E questa è la prima volta che lo dicono chiaramente.
ciao
"La cosa più triste è che molto spesso chi viene ingannato, o illuso, tende a rimanere strettamente ancorato a quello in cui crede nonostante le evidenze indichino chiaramente che la realtà è diversa. Forse è talmente affezionato alle sue credenze che preferisce chiudersi gli occhi e tapparsi le orecchie di fronte a qualunque cosa possa farle vacillare."
(Torre di Guardia 1/9/2010 p 10)
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Luciano
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La frase
"Questo ostacolerebbe l'adempimento "
sembra troncata, chi non ha sotto mano la rivista, come me, non afferra: l'adempimento di cosa?
Andrebbe completato il periodo.
Ciao
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Mario70
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Messaggio da Mario70 »

Luciano ha scritto:La frase
"Questo ostacolerebbe l'adempimento "
sembra troncata, chi non ha sotto mano la rivista, come me, non afferra: l'adempimento di cosa?
Andrebbe completato il periodo.
Ciao
Sta alla prima pagina di questo tread luciano:

"Naturalmente, non sarebbe bene incoraggiare frequenti associazioni solo per avere rapporti familiari. Questo ostacolerebbe l'adempimento dei propri obblighi verso il Signore Dio e potrebbe mettere in pericolo la propria salute e integrità spirituale. Il principio menzionato in Matteo 12:47-50 (Ri) dovrebbe esser tenuto presente."

ciao
"La cosa più triste è che molto spesso chi viene ingannato, o illuso, tende a rimanere strettamente ancorato a quello in cui crede nonostante le evidenze indichino chiaramente che la realtà è diversa. Forse è talmente affezionato alle sue credenze che preferisce chiudersi gli occhi e tapparsi le orecchie di fronte a qualunque cosa possa farle vacillare."
(Torre di Guardia 1/9/2010 p 10)
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Luciano
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Grazie
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Messaggio da lovelove84 »

studio del 25 settembre 2011..non dice se si viene disassociati, ma come comportarsi con un disassociato sopratutto se figlio

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Lovelove84
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Messaggio da Asia »

Naaman ha scritto:Vi potrà sembrare una domanda ovvia, addirittura scontata. Chiunque abbia letto "Crisi di coscienza" sa che frequentare un dissociato/disassociato può costare a sua volta la disassociazione. Sappiamo pure dalle ultime tdG quale comportamento viene suggerito di tenere con i dissociati/disassociati che sono parenti.
Eppure stando a quanto si può leggere nel famoso manuale degli anziani riguardo alle "casistiche" previste per mettere su un comitato giudiziario leggiamo.
Capitolo cinque: Come stabilire se occorre formare un comitato giudiziario.
paragrafo 10: Sebbene questo non sia un elenco esaustivo, le seguenti cose possono implicare una condotta sfrontata se il trasgressore ha un atteggiamento insolente e sprezzante, reso evidente dal fatto che le pratica:
-Stare deliberatamente, regolarmente e senza necessità in compagnia di persone disassociate che non siano propri parenti, pur avendo ricevuto ripetuti consigli. [...] w82 1/1 pp. 25-26.

Se intrpreto bene il pensiero espresso: è passibile di disassociazione SOLO chi non ostracizza i dissociati/disassociati che non siano propri parenti.
Ciò vuol dire che se un tdG non ostracizza il proprio parente non può essere formato un comitato giudiziario.
Questo però il comune tdG non lo sa. Se le cose stanno come credo di aver capito...manderei una fotocopia di questa pagina ad ogni tdG che ha un figlio, un fratello, una madre o un padre disassociato.
Che ne pensate?
Lo sanno, Lo sanno! :ironico:
Chi ha percorso un duro cammino usa parole semplici per descriverne ogni sfumatura.

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