Inventori non direi.
Né Wilson né la Watch Tower Society possono essere considerati veri e propri “inventori” di nuove dottrine cristologiche. Entrambi, infatti, si collocano all’interno di filoni di riflessione cristologica preesistenti, che nella storia del cristianesimo sono state più volte riprese, riformulate e reinterpretate.
Sebbene la Watch Tower Society abbia, a suo tempo, acquisito i diritti di pubblicazione della Emphatic Diaglott di Benjamin Wilson, ciò non implica in alcun modo un’adesione alla specifica visione cristologica del suo autore. La cristologia professata dai tdG può essere infatti più propriamente descritta come una rielaborazione di elementi riconducibili alla tradizione ariana antica, la quale concepisce il Cristo come generato/creato dal Padre, a Lui subordinato e distinto da Lui nella sostanza.
La prospettiva di Wilson, invece, si inserisce più propriamente nel paradigma cristologico del socinianesimo, termine con cui si designa retrospettivamente una corrente unitariana che riconosce in Cristo un essere umano ispirato da Dio e perfettamente conforme alla Sua volontà, senza attribuirgli un’esistenza preumana letterale né una natura ontologicamente divina. Tale impostazione, sviluppatasi nel XVI secolo con Fausto Socini e i Fratelli Polacchi, rappresenta in realtà la ripresa di tradizioni cristologiche già presenti in epoca antica, come la “cristologia dell’esaltazione” o le riflessioni cristologiche di Artemone e di altri autori proto-unitari dell’antichità.