Paolo di Tarso, un ebreo del suo tempo - Carocci editore

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Valentino
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Re: Paolo di Tarso, un ebreo del suo tempo - Carocci editore

Messaggio da Valentino »

Vieri ha scritto: 15/10/2025, 14:30In breve "se non è zuppa 'è pan bagnato"
In breve hai detto un mucchio di sciocchezze!
Hai sostenuto che l'attuale governo di Netanyahu era sostenuto dagli Haredim e, in realtà, non è così!
Si tratta di altri partiti che con gli Haredim non hanno nulla a che vedere.

In sostanza hai parlato a vanvera, perché è evidente che non sai quali sono i veri partiti di estrema destra che sostengono il governo di Netanyahu.
Vieri ha scritto: 15/10/2025, 14:30Ma tu allora giustifichi quelli che ci volevano cacciare perchè ervamo in giro invece di restare a casa in preghiera?
Ma tu pensi che volessero che restaste a casa a pregare?
Volevano non essere disturbati durante un giorno di festa.
Mica si preoccupavano di quello che dovevate o non dovevate fare voi?!!?
E' ovvio che se disturbi una festa ti cacciano.
Siete stati aggrediti fisicamente?
Il vostro autista erano italiano o israeliano?
No perché un autista israeliano non avrebbe fatto una manovra del genere.
Vieri ha scritto: 15/10/2025, 14:30Sarebbero allora della stessa pasta dei PRO PAL
Ripeto.
Siete stati aggrediti fisicamente?
O vi hanno semplicemente urlato di andar via?
Vieri ha scritto: 15/10/2025, 14:30 Ma li hai visti i filmati ?
Certamente no e sono sempre fake, vero ?
Ti ho già risposto in merito.
Io lo so chi sono. Sei tu che non lo sai...e non lo sai perché a te basta vedere una giacca nera e un tallit per metterti a cianciare di "ultraortodossi" una bella etichetta "omnicomprensiva" che ti evita di fare gli opportuni distinguo confondendo gli Haredim con i seguaci dell'estrema destra Sionista nazionalista religiosa.
A te basta vedere, ripeto, una giacca nera e un tallit e voilà...ai tuoi occhi appaiono tutti uguali! :ironico: :risata: Non sapresti distinguere un colono di estrema destra (che ripeto, non c'entrano nulla con gli Haredim) da un Haredi.
Per tua norma e regola le autorità rabbiniche degli Haredim hanno sempre condannato questi comportamenti che non si attagliano affatto alla loro spiritualità ma appunto sono comportamenti e atteggiamenti che si riscontrano tra i Sionisti nazionalisti religiosi che seguono leaders di estrema destra come il già citato Ben-Gvir di cui si parla, guardacaso, anche in uno dei video che hai postato.


1) All Israel News: “Senior ultra-Orthodox rabbi condemns act of spitting at Christians”.
https://allisraelnews.com/brief/horribl ... christians

2) Israel National News: “Rabbi Yitzhak Yosef condemns spitting at Christians” — Il rabbino capo degli Haredim sefarditi Yitzhak Yosef ha condannato gli sputi contro cristiani a Gerusalemme, dicendo che provoca “desecration of the name of Heaven” e che sono provocazioni che devono essere condannate.
https://www.israelnationalnews.com/flashes/615727

3) Israel Hayom / JNS: “Rabbis take stand against spitting at Christians in Jerusalem’s Old City” — Nuova campagna pubblica nei circoli Haredi per distribuire manifesti / volantini che citano decisioni di autorità rabbiniche che hanno dichiarato tali azioni vietate e una desecrazione del nome di Dio. Rabbi Meir Tzvi Bergman, Rabbi Shlomo Amar sono citati.
https://www.israelhayom.com/2024/04/24/ ... s-old-city

4) Catholic News Agency (CNA): “Orthodox Rabbis in Jerusalem Call on Jews to Stand Against Spitting at Christians” — Sui manifesti / volantini si leggono: “This thing is absolutely forbidden, and it is a blasphemy of God.” (“Questa cosa è assolutamente proibita, ed è una blasfemia contro Dio.”)
https://www.catholicnewsagency.com/news ... christians
Vieri ha scritto: 15/10/2025, 14:30Ma perchè allora non emigri anche tu e vai a vivere con i tuoi fratelli fi fede con il "cappellone "
Non sono ebreo e non sono un Haredi.
Vieri ha scritto: 15/10/2025, 14:30 Stammi bene che tanto non mi convinci
Vieri io non devo convincerti di nulla!
Il punto è un altro.
Molto semplicemente hai detto un mucchio di sciocchezze, inventandoti che il governo Netanyahu è sostenuto da partiti votati dagli Haredim.
E non è così!
L'attuale governo di Netanyahu non è governato da partiti votati dagli Haredim.

Continuare a :mirror: è da parte tua una perdita di tempo.
Possiamo affermare con indiscutibile certezza che [Gesù] non si considerò mai come l’unico figlio di Dio, come Dio in forma umana.
Né i suoi discepoli lo considerarono tale.
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Re: Paolo di Tarso, un ebreo del suo tempo - Carocci editore

Messaggio da Vieri »

Valentino ,
- per prima cosa un pullman che viaggia piano su una strada pubblica non disturba nessuna festa.
- per secondo gli autisti dei pullman in Israele sono israeliani mentre se vai in Giordania i pullman sono con autista giordano.
- terzo se leggessi quello che scrivo e non fare le tue solite "educate" polemiche da bar sport, avresti anche letto che avevo riportato:
Nel contesto del governo attuale (Governo Netanyahu VI), i ministri e i partiti che sostengono questa visione di uno stato con un forte e rafforzato carattere ebraico includono i partiti:

- Partito Sionista Religioso (Religious Zionist Party).
- Otzma Yehudit (Potere Ebraico).
- Shas (ultra-ortodosso sefardita).
- Ebraismo della Torah Unito (United Torah Judaism, ultra-ortodosso ashkenazita).
- Noam, partito di estrema destra (Far-right) e Sionista Religioso.


In generale, i ministri e i partiti che compongono la coalizione di destra di Netanyahu (che è la maggioranza attuale) sostengono fortemente il principio di Israele come stato esclusivamente ebraico, il che è un elemento centrale del loro programma politico
Avevo anche indicato che gli ebrei ultraortodossi fossero rappresentati dai partiti:
I principali partiti politici che rappresentano gli ebrei ultraortodossi (noti anche come Haredim) in Israele sono due:

Shas (ebraico: ש״ס):
Fondata nel 1984.
Rappresenta principalmente gli ebrei ultraortodossi mizrahì (originari del Medio Oriente e del Nord Africa).
Il leader attuale è Aryeh Deri.

- Ebraismo della Torah Unito (ebraico: Yahadut HaTora HaMeuhedet):
È un'alleanza di due partiti più piccoli: Agudat Yisrael e Degel HaTorah.
Rappresenta principalmente gli ebrei ultraortodossi aschenaziti (originari dell'Europa centrale e orientale).
I leader principali sono stati Yaakov Litzman e Moshe Gafni.

Questi partiti giocano un ruolo significativo nella politica israeliana, spesso entrando a far parte delle coalizioni di governo, in particolare con il blocco di destra, per promuovere gli interessi della comunità ultraortodossa, come l'esenzione dal servizio militare per gli studenti della Torah.
In breve 15 dei loro voti hanno permesso di dare la maggioranza a Nethanijau.
Mi pare che da questa ricerca non possano esserci dubbi.....
I partiti ultraortodossi hanno avuto un ruolo cruciale nell'elezione e nella successiva formazione del governo di Benjamin Netanyahu, specialmente nelle elezioni del 2022.

Nelle elezioni parlamentari israeliane del 2022, il blocco di destra guidato da Netanyahu ha ottenuto la maggioranza dei seggi (64 su 120) nella Knesset. I partiti ultraortodossi Shas (11 seggi) e Ebraismo della Torah Unito (7 seggi) sono stati componenti essenziali di questa coalizione che ha riportato Netanyahu al potere per il suo sesto governo.

Questi partiti sono stati fondamentali per fornire a Netanyahu i numeri necessari per formare una maggioranza stabile, e in cambio hanno ricevuto importanti concessioni nel programma di governo, inclusa la promozione di leggi che riguardano l'esenzione dal servizio militare per gli studenti ultraortodossi e il finanziamento delle loro istituzioni.

La loro importanza è evidenziata anche dalle recenti crisi politiche (a partire da metà 2025, secondo le fonti disponibili) che hanno visto l'uscita o la minaccia di uscita di questi partiti dalla coalizione, riducendo o minacciando la maggioranza di Netanyahu a causa di disaccordi, in particolare sulla questione dell'esenzione dal servizio militare degli ultraortodossi.
Per concludere poi, ovviamente, mi è sembrato logico che sia nei confronti delle donne che dei cristiani siano stati criticati fortemente da dei rabbini moderati.
Non ho detto che in Israele ci siano solo ed esclusivamente questi ultra-ortodossi ma che essendo ormai molti, influiscono pesantemente sulla politica.

E' inutile poi che scriva con caratteri urlanti e tanto alla fine non convinci nessuno .

In breve con te va sempre a finire in caciara per il semplice fatto che non hai una visione obiettiva non rispettando per tuo principio personale, le opinioni di altri diverse dalle tue.
Ti saluto allora cordialmente.
:addio: :addio: :addio:
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Re: Paolo di Tarso, un ebreo del suo tempo - Carocci editore

Messaggio da Valentino »

Vieri ha scritto: 15/10/2025, 17:24 Valentino ,
- per prima cosa un pullman che viaggia piano su una strada pubblica non disturba nessuna festa.
Il mondo non è tutto uguale.
Curioso che sia tu a fare un'affermazione del genere, se proprio tu hai sempre detto che gli stranieri devono adeguarsi alle "usanze locali"!
Vale solo quando gli "stranieri" sono "altri" e vengono in Italia...o vale anche per te quando visiti un altro paese?
Se un quartiere abitato prevalentemente da Haredim trova molesto che durante una festa si sconfini in un area in cui non devono circolare auto o pulman ci si dovrebbe adeguare.
Vieri ha scritto: 15/10/2025, 17:24 - per secondo gli autisti dei pullman in Israele sono israeliani mentre se vai in Giordania i pullman sono con autista giordano.
Quindi stai dicendo che è stato un autista israeliano a sconfinare?!?
Molto strano!
Vieri ha scritto: 15/10/2025, 17:24 - terzo se leggessi quello che scrivo e non fare le tue solite "educate" polemiche da bar sport, avresti anche letto che avevo riportato:
Hai riportato informazioni non aggiornate!
L'attuale governo Netanyahu non è sostenuto dai partiti votati dagli Haredim. Aggiornati!

"Martedì 15 luglio i leader di Giudaismo Unito per la Torah (Utj) hanno annunciato il ritiro definitivo dalla maggioranza di governo. Il premier Netanyahu si è così ritrovato senza 7 deputati, con la sua coalizione adesso a quota 61 parlamentari, solo uno in più del necessario per garantirsi l’appoggio della Knesset. L’Utj è uno dei partiti di riferimento delle comunità religiose ortodosse, le quali costituiscono circa l’11% della popolazione israeliana. Non è l’unico: tra gli ultra religiosi, occorre annoverare anche lo Shas, attualmente in maggioranza. Mentre spesso, nella cerchia di questi partiti, vengono inseriti [erroneamente aggiungo io!] anche quelli di Bezalel Smotrich e Itamar Ben Gvir".
Questo articolo usa sempre un linguaggio improprio, ma almeno fa delle debite distinzioni.
Il 15 luglio l'UTJ (che non è un partito di estrema destra, ma un partito sostenuto dagli Haredi) si è ritirato dal governo.
Se leggi quest'altro articolo, pubblicato sempre a luglio, leggerai che anche l'altro partito Haredi, il partito Shas si è ritirato:

"Un altro partito abbandona la maggioranza in Israele: lo Shas mette in crisi il governo Netanyahu".
https://it.euronews.com/2025/07/16/un-a ... overno-net
Quindi ricapitolando:
Dopo il ritiro dei partiti Haredi Shas e United Torah Judaism (UTJ) dalla coalizione di governo di Benjamin Netanyahu, il premier israeliano ha dovuto cercare nuovi alleati per mantenere la stabilità del governo. Nonostante la perdita della maggioranza assoluta in parlamento, Netanyahu ha ricevuto il sostegno di alcuni partiti dell'estrema destra israeliana, tra cui: "Sionismo Religioso" guidato da Bezalel Smotrich e Otzma Yehudit guidato da Itamar Ben-Gvir che ha confermato il suo appoggio al governo.
Questi partiti hanno contribuito a mantenere il governo Netanyahu operativo non gli Haredim i cui partiti hanno abbandonato la maggioranza.

Per ulteriori dettagli, puoi consultare l'articolo di Reuters intitolato "Netanyahu in tight spot after party quits Israeli coalition".
https://www.reuters.com/world/middle-ea ... 025-07-15/
Vieri ha scritto: 15/10/2025, 17:24 Avevo anche indicato che gli ebrei ultraortodossi fossero rappresentati dai partiti:
Esatto!
Da partiti che non sostengono l'attuale governo Netanyahu.

Vieri ha scritto: 15/10/2025, 17:24 Mi pare che da questa ricerca non possano esserci dubbi.....
Non ci sono dubbi che stai leggendo degli articoli datati e non aggiornati!
:mirror:
Vieri ha scritto: 15/10/2025, 17:24 Per concludere poi, ovviamente, mi è sembrato logico che sia nei confronti delle donne che dei cristiani siano stati criticati fortemente da dei rabbini moderati.
No Vieri!
Ti sbagli.
Quei comportamenti sono stati criticati dagli stessi Haredim non da non meglio precisati "rabbini moderati".
Sono stati criticati addirittura dal Rabbino capo degli Haredim Sefarditi.
Ancora non sai distinguere gli Haredim, dagli estremisti di estrema destra che effettivamente hanno avuto quei comportamenti!

Vieri ha scritto: 15/10/2025, 17:24 Non ho detto che in Israele ci siano solo ed esclusivamente questi ultra-ortodossi ma che essendo ormai molti, influiscono pesantemente sulla politica.
Il fatto che tu parli ancora di ultraortodossi, conferma che o non hai capito niente o fingi di non capire!
Devi saper distinguere gli Haredim dai Sionisti nazionalisti.
Tu invece chiami "ultraortodossi" sia gli uni che gli altri facendo una gran confusione.

Vieri ha scritto: 15/10/2025, 17:24 E' inutile poi che scriva con caratteri urlanti e tanto alla fine non convinci nessuno .
Non c'è nulla di cui convincersi, se non il fatto che hai scritto un mucchio di sciocchezze!
Possiamo affermare con indiscutibile certezza che [Gesù] non si considerò mai come l’unico figlio di Dio, come Dio in forma umana.
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Ma basta professorone ! :addio:
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TORNANDO IN TEMA

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Valentino ha scritto: 12/10/2025, 12:54 Paolo di Tarso, un ebreo del suo tempo

di Gabriele Boccaccini e Giulio Mariotti


Il volume esamina la figura controversa di Paolo di Tarso, la sua ebraicità e il suo ruolo nella storia dei rapporti tra ebrei e cristiani, mostrando come non sia né il distruttore del giudaismo né l’inventore del cristianesimo. La ricerca contemporanea – segnata dall’affermarsi della Paul-within-Judaism Perspective – lo ricolloca a pieno titolo all’interno del giudaismo del suo tempo come seguace di Gesù e apostolo dei gentili, rivelando l’inconsistenza di letture successive che ne hanno fatto l’ellenizzatore della nuova fede e il fondatore dell’antigiudaismo e dell’esclusivismo cristiani. Paolo è ebreo e lo è per sempre. Il recupero della sua ebraicità apre la strada a una lettura condivisa da ebrei, cristiani e non credenti. La novità del vangelo di Paolo, quella giustificazione per fede che egli proclama, è un dono di grazia che si aggiunge ai doni della legge naturale e della legge mosaica, i quali “in Cristo” mantengono irrevocabilmente la loro validità ad allargare i confini della salvezza non solo ai giusti tra gli ebrei e le nazioni ma anche ai peccatori che si pentano delle loro opere malvagie.

https://www.carocci.it/prodotto/paolo-d ... -suo-tempo
Ritornando in tema, desidero condividere il link con la splendida recensione del libro in oggetto, scritta da Adriano Virgili. Si tratta di un’analisi approfondita e ben argomentata, che mette in luce con grande chiarezza gli aspetti più significativi dell’opera:
https://www.adrianovirgili.it/paolo-rit ... -mariotti/
Possiamo affermare con indiscutibile certezza che [Gesù] non si considerò mai come l’unico figlio di Dio, come Dio in forma umana.
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Messaggio da Vieri »

Non ti rispondo più... :piange: :cer: :addio:
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Messaggio da Valentino »

Vieri ha scritto: 16/10/2025, 14:27 Non ti rispondo più... :piange: :cer: :addio:
Mica ho detto che dovevi rispondere qualcosa?
Come si può ben vedere vorrei semplicemente tornare in tema.
Non a caso ho scritto:

Valentino ha scritto: 12/10/2025, 12:54 Paolo di Tarso, un ebreo del suo tempo

di Gabriele Boccaccini e Giulio Mariotti


Il volume esamina la figura controversa di Paolo di Tarso, la sua ebraicità e il suo ruolo nella storia dei rapporti tra ebrei e cristiani, mostrando come non sia né il distruttore del giudaismo né l’inventore del cristianesimo. La ricerca contemporanea – segnata dall’affermarsi della Paul-within-Judaism Perspective – lo ricolloca a pieno titolo all’interno del giudaismo del suo tempo come seguace di Gesù e apostolo dei gentili, rivelando l’inconsistenza di letture successive che ne hanno fatto l’ellenizzatore della nuova fede e il fondatore dell’antigiudaismo e dell’esclusivismo cristiani. Paolo è ebreo e lo è per sempre. Il recupero della sua ebraicità apre la strada a una lettura condivisa da ebrei, cristiani e non credenti. La novità del vangelo di Paolo, quella giustificazione per fede che egli proclama, è un dono di grazia che si aggiunge ai doni della legge naturale e della legge mosaica, i quali “in Cristo” mantengono irrevocabilmente la loro validità ad allargare i confini della salvezza non solo ai giusti tra gli ebrei e le nazioni ma anche ai peccatori che si pentano delle loro opere malvagie.

https://www.carocci.it/prodotto/paolo-d ... -suo-tempo
Ritornando in tema, desidero condividere il link con la splendida recensione del libro in oggetto, scritta da Adriano Virgili. Si tratta di un’analisi approfondita e ben argomentata, che mette in luce con grande chiarezza gli aspetti più significativi dell’opera:
https://www.adrianovirgili.it/paolo-rit ... -mariotti/
Possiamo affermare con indiscutibile certezza che [Gesù] non si considerò mai come l’unico figlio di Dio, come Dio in forma umana.
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Messaggio da Peter »

Valentino ha scritto: 16/10/2025, 14:50
Vieri ha scritto: 16/10/2025, 14:27 Non ti rispondo più... :piange: :cer: :addio:
Mica ho detto che dovevi rispondere qualcosa?
Come si può ben vedere vorrei semplicemente tornare in tema.
Non a caso ho scritto:

Valentino ha scritto: 12/10/2025, 12:54 Paolo di Tarso, un ebreo del suo tempo

di Gabriele Boccaccini e Giulio Mariotti


Il volume esamina la figura controversa di Paolo di Tarso, la sua ebraicità e il suo ruolo nella storia dei rapporti tra ebrei e cristiani, mostrando come non sia né il distruttore del giudaismo né l’inventore del cristianesimo. La ricerca contemporanea – segnata dall’affermarsi della Paul-within-Judaism Perspective – lo ricolloca a pieno titolo all’interno del giudaismo del suo tempo come seguace di Gesù e apostolo dei gentili, rivelando l’inconsistenza di letture successive che ne hanno fatto l’ellenizzatore della nuova fede e il fondatore dell’antigiudaismo e dell’esclusivismo cristiani. Paolo è ebreo e lo è per sempre. Il recupero della sua ebraicità apre la strada a una lettura condivisa da ebrei, cristiani e non credenti. La novità del vangelo di Paolo, quella giustificazione per fede che egli proclama, è un dono di grazia che si aggiunge ai doni della legge naturale e della legge mosaica, i quali “in Cristo” mantengono irrevocabilmente la loro validità ad allargare i confini della salvezza non solo ai giusti tra gli ebrei e le nazioni ma anche ai peccatori che si pentano delle loro opere malvagie.

https://www.carocci.it/prodotto/paolo-d ... -suo-tempo
Ritornando in tema, desidero condividere il link con la splendida recensione del libro in oggetto, scritta da Adriano Virgili. Si tratta di un’analisi approfondita e ben argomentata, che mette in luce con grande chiarezza gli aspetti più significativi dell’opera:
https://www.adrianovirgili.it/paolo-rit ... -mariotti/
Ciao Valentino, volevo chiederti: se Paolo non era il fondatore di una nuova fede antigiudaica come spiega il prof. Boccaccini, come mai proprio Marcione includeva le lettere di Paolo nel suo canone (con il vangelo di Luca)?
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Re: Paolo di Tarso, un ebreo del suo tempo - Carocci editore

Messaggio da Valentino »

Peter ha scritto: 26/10/2025, 10:36 Ciao Valentino, volevo chiederti: se Paolo non era il fondatore di una nuova fede antigiudaica come spiega il prof. Boccaccini, come mai proprio Marcione includeva le lettere di Paolo nel suo canone (con il vangelo di Luca)?
Caro Peter,
quella di Marcione rappresenta soltanto una delle molteplici ricezioni dell’epistolario paolino. In effetti, la figura di Paolo è stata reinterpretata più volte nel corso dei secoli: basti pensare, oltre a Marcione, alle letture agostiniana e luterana, che a loro volta hanno elaborato immagini di Paolo profondamente diverse tra loro.
È fondamentale, da un punto di vista metodologico, distinguere tra ciò che Paolo effettivamente intendeva comunicare ai suoi destinatari nel contesto del I secolo e le successive interpretazioni teologiche o ideologiche che la sua opera ha generato. L’esegesi storico-critica nasce proprio per ricostruire il pensiero paolino nel suo contesto vitale (Sitz im Leben), evitando di leggerlo retrospettivamente alla luce di sviluppi teologici posteriori.
Nel caso specifico, la ricezione marcionita di Paolo è particolarmente complessa. Marcione considerava l’apostolo come il solo autentico interprete della predicazione gesuana. Tuttavia, le sue versioni delle lettere paoline non possono essere assunte come fedeli trasmissioni del testo originale: la recensione marcionita dell’epistolario risulta infatti testualmente sospetta. Numerosi studiosi hanno mostrato che Marcione modificò o abbreviò diversi passaggi, probabilmente per armonizzare il testo con la propria teologia dualista.
Nonostante ciò, è significativo che anche nella versione marcionita sopravvivano elementi teologici che mal si accordano con il sistema di Marcione, segno che il suo intervento non fu né sistematico né completamente coerente. Inoltre, anche il canone paolino marcionita include lettere pseudoepigrafe, ossia testi attribuiti a Paolo ma di composizione successiva, come probabilmente sono la Lettera agli Efesini e le Pastorali.
Il fatto che Marcione abbia accolto Paolo nel proprio canone non implica che l’Apostolo delle Genti fosse portatore di un messaggio “antigiudaico” in senso marcionita. Per fare un altro esempio: Il fatto che il vangelo di Giovanni sia stato accolto e commentato da gnostici non rende il vangelo di Giovanni un testo gnostico.
Ti suggerisco, a complemento, di leggere la recensione di Adriano Virgili al volume di Boccaccini, che affronta con chiarezza proprio il tema della pluralità delle ricezioni di Paolo e della loro stratificazione storica.
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Re: Paolo di Tarso, un ebreo del suo tempo - Carocci editore

Messaggio da Peter »

Valentino ha scritto: 26/10/2025, 11:04
Peter ha scritto: 26/10/2025, 10:36 Ciao Valentino, volevo chiederti: se Paolo non era il fondatore di una nuova fede antigiudaica come spiega il prof. Boccaccini, come mai proprio Marcione includeva le lettere di Paolo nel suo canone (con il vangelo di Luca)?
Caro Peter,
quella di Marcione rappresenta soltanto una delle molteplici ricezioni dell’epistolario paolino. In effetti, la figura di Paolo è stata reinterpretata più volte nel corso dei secoli: basti pensare, oltre a Marcione, alle letture agostiniana e luterana, che a loro volta hanno elaborato immagini di Paolo profondamente diverse tra loro.
È fondamentale, da un punto di vista metodologico, distinguere tra ciò che Paolo effettivamente intendeva comunicare ai suoi destinatari nel contesto del I secolo e le successive interpretazioni teologiche o ideologiche che la sua opera ha generato. L’esegesi storico-critica nasce proprio per ricostruire il pensiero paolino nel suo contesto vitale (Sitz im Leben), evitando di leggerlo retrospettivamente alla luce di sviluppi teologici posteriori.
Nel caso specifico, la ricezione marcionita di Paolo è particolarmente complessa. Marcione considerava l’apostolo come il solo autentico interprete della predicazione gesuana. Tuttavia, le sue versioni delle lettere paoline non possono essere assunte come fedeli trasmissioni del testo originale: la recensione marcionita dell’epistolario risulta infatti testualmente sospetta. Numerosi studiosi hanno mostrato che Marcione modificò o abbreviò diversi passaggi, probabilmente per armonizzare il testo con la propria teologia dualista.
Nonostante ciò, è significativo che anche nella versione marcionita sopravvivano elementi teologici che mal si accordano con il sistema di Marcione, segno che il suo intervento non fu né sistematico né completamente coerente. Inoltre, anche il canone paolino marcionita include lettere pseudoepigrafe, ossia testi attribuiti a Paolo ma di composizione successiva, come probabilmente sono la Lettera agli Efesini e le Pastorali.
Il fatto che Marcione abbia accolto Paolo nel proprio canone non implica che l’Apostolo delle Genti fosse portatore di un messaggio “antigiudaico” in senso marcionita. Per fare un altro esempio: Il fatto che il vangelo di Giovanni sia stato accolto e commentato da gnostici non rende il vangelo di Giovanni un testo gnostico.
Ti suggerisco, a complemento, di leggere la recensione di Adriano Virgili al volume di Boccaccini, che affronta con chiarezza proprio il tema della pluralità delle ricezioni di Paolo e della loro stratificazione storica.
Grazie Valentino per la risposta e il suggerimento della lettura Di Virgili. :strettamano:
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Peter ha scritto: 26/10/2025, 11:42 Grazie Valentino per la risposta e il suggerimento della lettura Di Virgili. :strettamano:
Di nulla!
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Né i suoi discepoli lo considerarono tale.
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Valentino
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Re: Paolo di Tarso, un ebreo del suo tempo - Carocci editore

Messaggio da Valentino »

Valentino ha scritto: 16/10/2025, 14:50 Ritornando in tema, desidero condividere il link con la splendida recensione del libro in oggetto, scritta da Adriano Virgili. Si tratta di un’analisi approfondita e ben argomentata, che mette in luce con grande chiarezza gli aspetti più significativi dell’opera:
https://www.adrianovirgili.it/paolo-rit ... -mariotti/
Dalla recensione di Adriano Virgili sul tema della cosiddetta "conversione di Paolo":


Il punto di partenza è una ridefinizione dell’evento sulla via di Damasco, che la tradizione ha etichettato come la sua “conversione” (p. 105). Gli autori dimostrano in modo convincente come questo termine sia profondamente anacronistico e fuorviante (p. 116). Nel I secolo, il movimento di Gesù non era una “nuova religione” separata dal giudaismo, ma una delle tante correnti messianiche e apocalittiche che animavano il panorama giudaico (pp. 27, 109). Di conseguenza, l’esperienza di Paolo non può essere descritta come un passaggio dal giudaismo al cristianesimo. Fu piuttosto, come Paolo stesso la descrive, una “rivelazione” (apokalypsis) e una “chiamata” (klesis) profetica che riorientò la sua vita e la sua teologia all’interno del giudaismo (p. 123). Paolo, il fariseo zelante, non abbandonò la sua identità ebraica né la sua osservanza della Torah; piuttosto, “convertì” la sua comprensione del giudaismo, passando da una corrente (quella farisaica, che probabilmente attendeva un messia futuro) a un’altra (quella del movimento di Gesù, che credeva che il Messia fosse già venuto e avesse inaugurato i tempi escatologici). Fu un cambiamento radicale, un movimento da una varietà di giudaismo a un’altra, ma in nessun modo un atto di apostasia (pp. 127, 129).

https://www.adrianovirgili.it/paolo-rit ... -mariotti/
Possiamo affermare con indiscutibile certezza che [Gesù] non si considerò mai come l’unico figlio di Dio, come Dio in forma umana.
Né i suoi discepoli lo considerarono tale.
Roger Lenaers

Gesù non è un cristiano, ma un ebreo. Julius Wellhausen

I soli uomini a vivere, lungo tutto il medioevo, a imitazione di Gesù furono gli ebrei. Karl Jaspers

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