Ho pubblicato sul sito una nuova pagina che nasce da anni di moderazione del gruppo Facebook.
Chi gestisce uno spazio di analisi critica sui TdG si trova regolarmente a intervenire su commenti di Testimoni attivi che non discutono, ma insultano, minacciano o deumanizzano chi ha lasciato l'organizzazione. Nella pagina ne ho raccolti una serie, arrivati nell'arco di poche settimana, ordinati per tipo: minacce di punizione divina, insulti diretti, versetti su cani e scrofe applicati a delle persone, accuse di appartenere al Diavolo, disprezzo condiscendente, deviazione dell'accusa sugli altri.
Accanto a questi ho messo i passi che dicono come un cristiano dovrebbe rispondere a chi la pensa diversamente: 1 Pietro 3:15, 1 Pietro 3:9, Matteo 5:44, Romani 12:14, Colossesi 4:6, 2 Timoteo 2:24. Il contrasto è la pagina.
La domanda che ne segue è perché proprio verso gli ex membri, e la risposta non sta nel carattere di chi scrive: sta nelle pubblicazioni. Ho citato i passaggi in cui si insegna a odiare "gli uomini che volontariamente e consapevolmente si oppongono a Geova", a provare "nausea" per chi si è reso nemico di Dio, e in cui gli apostati sono definiti "mentalmente malati". C'è anche una parte di confronto con altri gruppi che praticano l'ostracismo, Amish ed Exclusive Brethren, per mostrare in cosa il caso dei TdG è diverso: non nella separazione, che è comune a molti gruppi ad alto controllo, ma nel fatto che sia codificato per iscritto l'obbligo di provare odio.
Poi c'è una parte che non avevo previsto. Pochi minuti dopo aver segnalato la pagina nel gruppo, è intervenuto un TdG attivo per contestarla. Non ha insultato nessuno, ha argomentato con tono civile fino alla fine, ed è stato uno dei pochissimi confronti reali capitati in anni di moderazione. Nel contestare la pagina ha scritto che i TdG sono "rispettosi e miti nei confronti di chi non conosce la verità, anche se sono nostri nemici", ma non verso gli ex membri, per i quali 1 Pietro 3:15 non varrebbe: cioè ha enunciato per iscritto, con calma e in buona fede, esattamente la tesi che la pagina sostiene.
Il seguito è nell'appendice. Mi ha accusato di estrapolare da Perspicacia e ha riportato per intero la voce "Odio". Ma poche righe più sopra, nella stessa voce, si legge che l'idea di odiare i nemici fu "una delle cose aggiunte alla legge di Dio dai maestri della tradizione ebraica", i quali avevano ristretto il significato di "prossimo" ai soli appartenenti al proprio gruppo e "arbitrariamente aggiunto le parole 'e devi odiare il tuo nemico'". È il meccanismo che la pagina contesta, condannato dal libro stesso quando lo trova negli scribi del primo secolo.
Ha chiuso lo scambio ringraziandomi per avergli ricordato le disposizioni che vietano ai TdG di interagire con gli "apostati", disposizioni che ha detto di amare perché vengono da Geova. Nessuna risposta agli argomenti biblici. Nel suo congedo c'è, in sei righe, tutto il tema della pagina: le parole di Paolo sulla gentilezza verso tutti non hanno prodotto alcun effetto, il paragrafo di una rivista ha cambiato il comportamento all'istante.
Nella pagina non ho indicato il suo nome.
https://www.infotdgeova.it/3dottrine/cr ... i-tdg.html
Quando la mitezza non vale per tutti: una nuova pagina sull'odio verso gli "apostati"
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Re: Quando la mitezza non vale per tutti: una nuova pagina sull'odio verso gli "apostati"
Non mi sembra
Che la wts. Dica. Di. Insultare
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Re: Quando la mitezza non vale per tutti: una nuova pagina sull'odio verso gli "apostati"
Tranqui, hai ragione: la WTS non scrive "insultate". Ma scrive altro.
Perspicacia, vol. 2, p. 418: i servitori di Geova "odiano le persone e le cose che egli odia", e i cristiani "giustamente odiano gli uomini che volontariamente e consapevolmente si oppongono a Geova".
La Torre di Guardia del 1° ottobre 1993, p. 19: il cristiano deve odiare "costoro", e i veri cristiani "provano nausea" per chi si è reso nemico di Dio. Nella stessa pagina si dice di non essere nemmeno curiosi di conoscere le loro idee.
La Torre di Guardia del 15 luglio 2011, p. 16: gli apostati sono "mentalmente malati".
Se a una persona insegni per anni che deve odiare un'altra persona, provare nausea per lei e considerarla malata di mente, poi non c'è bisogno di scriverle che deve insultarla. Lo fa da sola. È quello che la pagina documenta.
Perspicacia, vol. 2, p. 418: i servitori di Geova "odiano le persone e le cose che egli odia", e i cristiani "giustamente odiano gli uomini che volontariamente e consapevolmente si oppongono a Geova".
La Torre di Guardia del 1° ottobre 1993, p. 19: il cristiano deve odiare "costoro", e i veri cristiani "provano nausea" per chi si è reso nemico di Dio. Nella stessa pagina si dice di non essere nemmeno curiosi di conoscere le loro idee.
La Torre di Guardia del 15 luglio 2011, p. 16: gli apostati sono "mentalmente malati".
Se a una persona insegni per anni che deve odiare un'altra persona, provare nausea per lei e considerarla malata di mente, poi non c'è bisogno di scriverle che deve insultarla. Lo fa da sola. È quello che la pagina documenta.
Re: Quando la mitezza non vale per tutti: una nuova pagina sull'odio verso gli "apostati"
Cioe a forza di dire di odiare insultare viene spontaneo 
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