Quando "usare i propri neuroni" diventa un peccato di insubordinazione

In questo spazio si discute di argomenti di vario genere relativi ai Testimoni di Geova e che non sono inclusi nelle altre sezioni

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Achille
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Quando "usare i propri neuroni" diventa un peccato di insubordinazione

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Capita spesso di leggere commenti di Testimoni di Geova o simpatizzanti che intervengono nel gruppo su Facebook o in altre pagine critiche sostenendo di poterlo fare "in coscienza" e che le istruzioni dell'organizzazione siano solo "semplici consigli". Ma cosa dicono davvero le pubblicazioni della Watch Tower a riguardo?
Copio/incollo anche qui il post che ho scritto su Facebook.

Ecco i punti fondamentali che ogni Testimone di Geova (o chiunque studi con loro) dovrebbe considerare prima di commentare o anche solo leggere queste pagine:
1. Decidere "in coscienza" non è previsto
Molti sostengono che lo Schiavo Fedele dia solo suggerimenti e che poi spetti al singolo decidere. La realtà dottrinale è diversa. Ne 'La Torre di Guardia' (edizione per lo studio) del 15 luglio 2011, pagina 28, paragrafo 15, viene chiarito senza mezzi termini:
«Geova non ci dà questi avvertimenti solo per informarci e poi lasciare che siamo noi a decidere se seguirli o no. Tramite la sua Parola e la sua organizzazione, egli ci dice: “Questa è la via. Camminate in essa”. (Isa. 30:21) È quindi essenziale che prestiamo ascolto alle istruzioni che Geova ci dà.»
In sintesi: l'ubbidienza è richiesta, non opzionale.

2. Il divieto assoluto di leggere o ascoltare
L'organizzazione paragona il materiale critico (apostata) al veleno. Ne 'La Torre di Guardia' del 15 febbraio 2004, pagina 17, paragrafo 7, si legge:
«Sarebbe saggio mangiare cibo che si sospetta sia avvelenato? Certamente no! [...] Geova Dio, il nostro Grande Insegnante, ci dice di evitare gli apostati. [...] Perché mai dovremmo essere così curiosi da voler ascoltare ciò che hanno da dire gli apostati o da leggere le loro pubblicazioni?»
Chi scrive qui, dunque, sta già disubbidendo a un'istruzione diretta: quella di non essere "curiosi" verso ciò che viene postato.

3. I nuovi intendimenti del 2024 NON autorizzano il dialogo
Qualcuno cita i cambiamenti del marzo 2024 sul saluto ai disassociati per giustificare la propria presenza online. Tuttavia:
- Il saluto è permesso solo nella Sala del Regno e con lo scopo di invitare a tornare.
- Le direttive specificano che gli apostati non devono essere salutati. Viene detto esplicitamente: il saluto può essere rivolto solo a chi va alle adunanze e non critica.
Resta il divieto tassativo di ogni "frequentazione sociale", conversazione prolungata o interazione online con chi critica l'organizzazione.

4. Il "proprio intendimento" e il pensiero indipendente
Perché è considerato così grave "usare i propri neuroni" per decidere cosa leggere? La risposta sta nell'applicazione che l'organizzazione fa di Proverbi 3:5. Ne 'La Torre di Guardia' del 15 luglio 2011, pagina 11, paragrafo 8, viene spiegato chiaramente cosa significhi per un fedele affidarsi al proprio giudizio:
«Che dire se ci accorgessimo di nutrire dei dubbi su certi insegnamenti che Geova fornisce tramite lo “schiavo fedele e discreto”? [...] Saremmo simili a una persona che ha iniziato a percorrere una strada sicura ma poi ha dei dubbi sulla direzione da prendere. Se continuasse a seguire il suo istinto anziché la guida fornita dalla fonte fidata, potrebbe mettersi in pericolo. [...] Confidiamo in Geova con tutto il cuore e non appoggiamoci al nostro intendimento.»
In questo contesto, il "proprio istinto" o "intendimento" è esattamente quello della persona che pensa di poter navigare in rete e discernere da sola senza la guida dello Schiavo Fedele.

Conclusione
Un Testimone di Geova che interagisce attivamente in questi spazi sta operando in aperta ribellione alle direttive del Corpo Direttivo. Se gli Anziani della sua congregazione ne venissero a conoscenza, questa condotta verrebbe definita "insubordinazione" o "condotta insolente", e potrebbe portare a gravi sanzioni disciplinari (comitato giudiziario).
Rivendicare la libertà di decidere autonomamente cosa leggere o dove scrivere è ammirevole dal punto di vista umano, ma è l'esatto opposto di ciò che la disciplina dei Testimoni di Geova richiede ai propri membri.
"Tantum religio potuit suadere malorum".
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