L'ostracismo dei TdG: una pratica "innocua" perché sono una minoranza?
Inviato: 04/05/2026, 10:17
Un argomento che circola con una certa frequenza tra i difensori dei Testimoni di Geova è questo: la scomunica cattolica medievale era davvero devastante perché il cattolicesimo era religione di stato e chi veniva scomunicato perdeva ogni posto nella società civile. I TdG, invece, sono una minoranza, quindi il confronto non regge: un disassociato può continuare la sua vita sociale tranquillamente. Lo confermerebbero, a detta di chi avanza questa tesi, sociologi, avvocati, giudici e persino ex TdG "intellettualmente onesti".
L'argomento sembra ragionevole in superficie, ma contiene un errore di fondo: confonde due piani distinti.
Il confronto con la scomunica medievale non riguarda l'impatto sulla società civile — su quello nessuno discute — ma l'impatto sulla rete sociale personale del disassociato. E su questo piano la situazione dei TdG è, per certi aspetti, persino più grave, per una ragione strutturale: l'organizzazione stessa ha sistematicamente incoraggiato i suoi membri a limitare i rapporti significativi alle persone interne alla congregazione, scoraggiando amicizie profonde con chi è "nel mondo". Chi ha seguito fedelmente queste istruzioni si trova, al momento della disassociazione, con una rete sociale composta quasi esclusivamente da TdG — che a quel punto sono tenuti a interrompere ogni contatto.
Quanto ai sociologi, avvocati e giudici citati a sostegno della tesi: sarebbe utile conoscerne i nomi, per valutarne le argomentazioni nel merito. I tribunali che si sono espressi in modo documentato su questa pratica non vanno tutti nella stessa direzione. La Corte Suprema norvegese, con sentenza del 29 aprile 2026, ha esaminato la pratica dell'ostracismo TdG nel quadro del finanziamento pubblico alle organizzazioni religiose, e ha concluso — con tre voti contro due — che lo Stato non aveva fornito prove sufficienti del danno ai sensi della legge norvegese: una sconfitta per chi sperava in un riconoscimento giuridico esplicito. Vale però la pena notare che la Corte non ha negato l'esistenza né la sistematicità della pratica: l'ha descritta e analizzata usando le stesse pubblicazioni della Watch Tower. Il tribunale civile di Madrid, sezione 29, nell'aprile 2026, ha invece confermato che definire i TdG una "setta distruttiva" rientra nella libertà di espressione, e l'ostracismo era tra gli elementi valutati.
È vero che un disassociato che abbia mantenuto relazioni esterne alla congregazione può continuare la sua vita sociale. Ma questo non è merito dell'organizzazione: è nonostante essa. Per chi ha obbedito fedelmente alle sue indicazioni, l'isolamento non è un'ipotesi teorica: è una realtà documentata da decenni di testimonianze e studi.
L'argomento sembra ragionevole in superficie, ma contiene un errore di fondo: confonde due piani distinti.
Il confronto con la scomunica medievale non riguarda l'impatto sulla società civile — su quello nessuno discute — ma l'impatto sulla rete sociale personale del disassociato. E su questo piano la situazione dei TdG è, per certi aspetti, persino più grave, per una ragione strutturale: l'organizzazione stessa ha sistematicamente incoraggiato i suoi membri a limitare i rapporti significativi alle persone interne alla congregazione, scoraggiando amicizie profonde con chi è "nel mondo". Chi ha seguito fedelmente queste istruzioni si trova, al momento della disassociazione, con una rete sociale composta quasi esclusivamente da TdG — che a quel punto sono tenuti a interrompere ogni contatto.
Quanto ai sociologi, avvocati e giudici citati a sostegno della tesi: sarebbe utile conoscerne i nomi, per valutarne le argomentazioni nel merito. I tribunali che si sono espressi in modo documentato su questa pratica non vanno tutti nella stessa direzione. La Corte Suprema norvegese, con sentenza del 29 aprile 2026, ha esaminato la pratica dell'ostracismo TdG nel quadro del finanziamento pubblico alle organizzazioni religiose, e ha concluso — con tre voti contro due — che lo Stato non aveva fornito prove sufficienti del danno ai sensi della legge norvegese: una sconfitta per chi sperava in un riconoscimento giuridico esplicito. Vale però la pena notare che la Corte non ha negato l'esistenza né la sistematicità della pratica: l'ha descritta e analizzata usando le stesse pubblicazioni della Watch Tower. Il tribunale civile di Madrid, sezione 29, nell'aprile 2026, ha invece confermato che definire i TdG una "setta distruttiva" rientra nella libertà di espressione, e l'ostracismo era tra gli elementi valutati.
È vero che un disassociato che abbia mantenuto relazioni esterne alla congregazione può continuare la sua vita sociale. Ma questo non è merito dell'organizzazione: è nonostante essa. Per chi ha obbedito fedelmente alle sue indicazioni, l'isolamento non è un'ipotesi teorica: è una realtà documentata da decenni di testimonianze e studi.