Infotdgeova - LiberaMente - Il Forum


Lo scopo di questo forum è quello di analizzare in chiave critica la dottrina e l'organizzazione dei Testimoni di Geova

Riaperte le indagini su bimbo scomparso

Segnalazioni di giornali, riviste, trasmissioni radio-televisive che riguardino i TdG

Moderatore: Cogitabonda

Riaperte le indagini su bimbo scomparso

Messaggiodi A. Romano » 02/06/2010, 12:04

Racale, dopo 33 anni riaperte le indagini su bimbo scomparso

Una famiglia che si sveglia!! Bisognava fare solo questo per capire chi siano i testimoni di geova? Si purtroppo!!!!
Nella pagina del sito si possono dare dei commenti, con moderazione e compassione, aiutiamoli, incoraggiamoli, ne hanno bisogno, bravi per il coraggio che li ha spinti a dire;

«Non l’abbiamo fatto prima - sottolineano nella denuncia - perché le regole della nostra congregazione (i testimoni di Geova) impediscono di denunciare un fratello. Adesso però siamo stufi e non riteniamo più di obbedire». :appl:

Ecco il link:
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/ ... ategoria=1" target="_blank
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Messaggiodi A. Romano » 02/06/2010, 13:58

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Messaggiodi Gabriella Prosperi » 02/06/2010, 15:19

Mha, ci sono diverse cose che non mi convincono, così come riportate negli articoli.
Gli inquirenti, effettuando le prime indagini, non hanno chiesto chi frequentava la casa?
Perchè i dubbi dopo tanti anni?
Sono scaturiti da nuovi indizi o c'erano sospetti antichi e si è taciuto^?
E se c'erano sospetti, come considerare genitori che tacciono a scapito, forse, della vita di un figlio?
Non so se sarà mai fatta chiarezza, ma a mio parere, questi genitori, se sospettavano, sono più colpevoli del rapitore.
Gabriella
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Messaggiodi cici@ » 02/06/2010, 17:00

Certo leggendo questo caso fa rabrevidire ,come puo arivare una cosa
simile,ma e anche vero una mamma non puo mai darsi pace di cercare suo figlio
anche si sono passati tanti anni come si puo vivere ogno giorno con un dolore
cosi grande per me fa bene a non arendersi di cercarlo anche si sono passati
degli anni per una mamma gli anni non conta conta sapere chi a preso questo figlio
si prima non potevano fare niete come dice nellarticolo (( a motivoda una norma della
congregazione ))) come si legge sotto.







((((( silenzio per tanti anni di Natale Romano e Bianca Colaianni - si legge nella denuncia - è motivato da una norma della congregazione: «La nostra religione non consente a un fratello di portare in giudizio un altro fratello della stessa religione». San Paolo, sempre nel capitolo sesto della lettera ai Corinti, intima: «In tutti i sensi è gia dannoso per voi aver liti gli uni contro gli altri. Perché non sopportate piuttosto qualche torto? Perché non preferite soffrire qualche danno?))))))))


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Messaggiodi Marco Piccioni » 02/06/2010, 20:35

Ancora un caso misterioso dietro i TDG.

Ancora omertà.

Ancora pressioni per il silenzio.

Quando leggo notizie simili non posso fare a meno di riflettere sulle mie vicende e provare molta molta inquietudine.

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Messaggiodi Giovanni da Fasano » 02/06/2010, 20:45

Ho letto l'articolo sulla Gazzetta del Mezzogiorno, la cosa sconcertante è il suggerimento dell'anziano di Racale che dice ai genitori del bambino di denunciare la persona sospettata poichè non più testimone di geova, cosa invece sconsigliata 33 anni fà, quando ancora il sospettato apparteneva alla congregazione.
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Il piccolo Romano scomparso il 20 giugno 1977

Messaggiodi A. Romano » 03/06/2010, 10:20

Guardate un po cosa sta succedendo nei commenti relativi agli articoli della famiglia Romano. Del piccolo Romano scomparso il 20 giugno 1977. Avevo accennato ieri di portane incoraggiamento, ma nessuno di noi qui sul forum ha fatto, nessuno li difende? Da quello che o capito è solo da qualche tempo, in seguito ad alcune dichiarazioni che i coniugi Romano, hanno deciso non prendere in considerazione i consigli dati dalla congregazione. Non avrebbero dovuto parlare, e neanche denunciare i fatti. Per non dare biasimo. Notate cosa dice il fratello maggiore in un suo commento;
Antonio Romano, Ginevra | 03-06-2010 | 10:40
Incredibile, da alcuni commenti sembrerebbe che la vittima non è il piccolo Mauro ma i TDG. Bene se si continua a vedere l'ignoranza di molti, mi dovrei far il piacere di portare all'opinione pubblica tutte le prove materiali a mio possesso. Consultate gli anziani prima di esprimere le vostre leggerezze mentali, non volete recare biasimo al nome di Geova?

Eccovi il link;
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/ ... zia=340054" target="_blank" target="_blank" target="_blank" target="_blank" target="_blank

E un articolo di oggi!
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/ ... ategoria=1" target="_blank" target="_blank" target="_blank" target="_blank

:piange:

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/ ... zia=340307" target="_blank :blu: :triste: :boh: :conf: :test:
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Messaggiodi Gabriella Prosperi » 03/06/2010, 11:06

Ho unito gli argomenti.
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Messaggiodi Achille » 03/06/2010, 19:32

Commento di Marco Piccioni all'articolo riportato qui:
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/ ... zia=340054

Marco Piccioni, Borgomanero | 03-06-2010 | 14:12

Mi chiamo Marco Piccioni e sono il figlio di Emo, testimone di Geova sequestrato il 31/10/2005 e mai più ritrovato. Sono oltraggiato nel leggere come i miei ex confratelli modifichino apertamente la verità. Io e la mia famiglia abbiamo ricevuto molte pressioni affinchè le indagini circa il sequestro di mio padre non coinvolgessero i testimoni anche se ogni evidenza dimostrava con chiarezza come il sequestro fosse avvenuto proprio con l'intento di colpire i testimoni di Geova. Anziani, il rappresentante stampa locale e la stessa sede centrale hanno più volte insistito affinchè noi, nel parlare con la stampa, evitassimo qualsiasi riferimento ai testimoni. Anzi per loro l'ideale era che evitassimo del tutto i giornalisti. Questo ha portato ad un ritardo nelle indagini con conseguenze davvero deleterie. Per qualsiasi informazione sul caso Emo Piccioni vi invito a consultare il sito di Chi l'ha visto.
----------------------

La pagina del sito di Chi l'ha visto in cui si parla di Emo Piccioni:
http://www.chilhavisto.rai.it/dl/clv/Sc ... 2443f.html

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Cose dell'altro mondo

Messaggiodi deep-blue-sea » 04/06/2010, 9:05

Cose che si è cercato di dissimulare e far dimenticare, cose orrende che dei genitori non possono lasciar perdere così!

I mezzi di informazione, non raccontano certo, tutto, e penso che la vicenda sia molto più complicata di quello che è raccontato nell'articolo...

Quello che disturba è ancora l'attitudine della Watchtower, che, come nel caso Piccioni, ha come PRINCIPALE INTERESSE di mantenere una FACCIATA IMMACOLATA!!!
Sempre grazie ai suoi adepti mantiene una facciata di onestà, pulizia, impegno, ma dietro la facciata, non vuole che si faccia ricorso alle autorità, anche in casi gravi come questo, casi criminali, che devono essere risolti dalle autorità, non dai tribunali interni dei TG, per non macchiare la PROPRIA reputazione!!!!!

Come ho potuto, dolorosamente constatare, solo dopo che ho perso la fiducia e il rispetto di questa organizzazione: I dirigenti della Watchtower, non hanno per nulla a cuore gli interessi dei fratelli e le loro sofferenze, ma pensano ESCLUSIVAMENTE alla loro propria posizione e interessi!!!!!

Il mio sostegno e incoraggiamento a queste famiglie che soffrono! Gli son di tutto cuore vicina! :triste: :strettamano:
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La posizione dei Testimoni di Geova

Messaggiodi vitale » 06/06/2010, 13:23

5 giugno 2010
http://www.lavocedimanduria.it/news/reg ... 00605.html" target="_blank" target="_blank" target="_blank
Bambino scomparso 33 anni fa, la posizione dei Testimoni di Geova

Mauro Romano

Riceviamo e pubblichiamo una nota della Congregazione cristiana dei testimoni di Geova di racale sulla triste vicenda del piccolo Mauro Romano, scomparso 33 anni fa e mai più ritrovato.
“In riferimento alle notizie diffuse da questa testata riguardanti la vicenda del piccolo Mauro Romano, scomparso nel nulla 33 anni fa, manifestiamo la nostra piena vicinanza ai genitori Natale e Bianca e comprendiamo la loro angoscia e la loro frustrazione. L’intera comunità locale dei testimoni di Geova in tutti questi anni ha fatto tutto quello che poteva manifestare loro amore cristiano senza riserve e vicinanza. Siamo profondamente dispiaciuti che le indagini a suo tempo espletate dalla Autorità inquirente non abbiano potuto risolvere il mistero legato alla scomparsa del piccolo Mauro. Ci preme ribadire in questa sede la posizione dei testimoni di Geova: non è affatto contrario alle norme cristiane denunciare alle Autorità una condotta criminosa che riguarda un testimone di Geova. Questo è stato ribadito più volte nelle nostre pubblicazioni stampate che sono ampiamente distribuite e indicato chiaramente nel nostro sito ufficiale jw-media.org.
Quando si verifica un reato, le nostre principali priorità sono sia proteggere le vittime da qualsiasi possibile ulteriore violenza sia far sì che le competenti Autorità siano celermente informate da coloro che sono a diretta conoscenza dei fatti. Confidiamo che in questa vicenda le Autorità possano fare piena luce restituendo, se possibile, serenità ai coniugi Romano.”
Fiduciosi che soddisferà la nostra richiesta volta a dare informazioni corrette ai Suoi lettori, ci è gradita l’occasione per porgerLe i nostri più distinti saluti.
Ruben Paiano
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Messaggiodi vitale » 06/06/2010, 13:24

Domenica, 06 Giugno 2010 14:13

I misteri di Castelforte «L’orco portò via Mauro»

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/ ... ategoria=1" target="_blank" target="_blank

di TONIO TONDO

RACALE - «L’hanno tenuto sul giaciglio di mirto il mio Mauro, lì hanno trovato il batuffolo intriso di cloroformio, ci sono venuta tante volte in questa campagna, sulle tracce di mio figlio». Bianca Colaianni, 65 anni, indica un angolo all’interno del trullo dove Mauro è stato narcotizzato. Uno dei due trulli dove i cani poliziotto annusarono con decisione e frenesia la presenza del bambino. E’ una storia drammatica che ritorna, dopo 33 anni. Una storia dal fondo del tempo. Ma Bianca, una donna dignitosa, la fa rivivere come se fosse avvenuta ieri. «Qui il mio cuore si spezza».

Insieme con suo marito Natale Romano, Bianca si è data un obiettivo: «Tanto tempo è passato, abbiamo sperato giorno dopo giorno, abbiamo bussato, telefonato, implorato, poi abbiamo capito che dobbiamo lottare con coraggio e tenacia. Ci chiediamo: ma è possibile che nostro figlio sia scomparso nel nulla? C’è chi sa. Abbiamo chiesto, scongiurato, fatto ipotesi. La nostra vita ormai ha solo un senso, è dedicata a questa missione».

E’ Castelforte il luogo dei misteri. Tra trulli, muretti a secco e oliveti. Molti anni fa alcuni tentarono anche l’avventura turistica, tanto bella è la zona, su una delle serre salentine. I pinnacoli di costruzioni kitsch sono rimasti come residui di cattivo gusto e di avventure edilizie.
«Qui - aggiunge Bianca - ho avuto la confessione dell’amico di scuola di Mauro. E’ accaduto dieci anni fa, mi raccontò che erano venuti a Castelforte per giocare a nascondino, poi all’improvviso comparve un uomo grosso e con i baffi che avvinghiò Mauro e lo trascinò in un’auto bianca. L’amico di Mauro restò terrorizzato tanto che scappò per rifugiarsi tra le gambe della madre. Il cuore entrò in subbuglio e lo fa ancora oggi quando lo ricordo. Non fu solo uno sfogo quello dell’amico di Mauro, lo avvertii come una liberazione vera».

I bambini si sentivano al sicuro a Castelforte perché si conoscevano e conoscevano anche gli adulti che frequentavano la zona, soprattutto l’estate, quando sulla collina si riaprivano le case di campagna. E proprio una di queste case è anello di congiunzione in una trama che deve essere pazientemente ricostruita. Ma l’intuizione che ha spinto i coniugi Romano a presentare la denuncia al capo della procura di Lecce, Cataldo Motta, è più recente. «E’ stato mio figlio Antonio a Pasqua, di ritorno da Ginevra dove lavora, ad illuminarmi. Fino a quel momento io certe cose non le sapevo, mai nessuno me le aveva dette. “Mamma, ha ricordato Antonio, quando eravamo piccoli la persona che veniva a casa nostra spesso ci portava in giro con la vespa. Io mi sedevo dietro, Mauro invece davanti. L’uomo gli accarezzava i capelli”».

Bianca restò molto turbata. Nella sua testa cominciano a crearsi le connessioni. Un filo con cui ricucire i fatti emersi dal buio. Sembra che quell’uomo, mai sentito dai carabinieri, d’estate vivesse in una casa di Castelforte. Un uomo di cui Mauro e Antonio avevano fiducia perché amico di famiglia. «Io queste cose non le ho sapute mai» ripete Bianca. Nella casa gialla di via Milano, al numero civico 37, è tutto in ordine. Una casa costruita con i soldi dell’emigrazione in Svizzera. Natale è un operaio specializzato, dipinge i muri con arte, sa disegnare i fiori e i merletti. Le foto dei quattro figli alle pareti. Anche quella di Mauro. «Sento che non è morto, lo aspetto sempre» sussurra Bianca.

L’uomo accusato dai Romano, anche lui testimone di Geova, veniva ogni mattina prima della scomparsa di Mauro. Bianca gli preparava il caffé, Natale si preparava per andare a lavorare. «A me - dice Romano - non piaceva questa continua presenza, noi lo aiutavamo nelle cose religiose, in nome dei valori della nostra vita». L’uomo ha continuato a venire anche dopo la scomparsa del piccolo Mauro, ma qualcosa si era rotto, non era più come prima. Anche le cose nella congregazione cominciarono ad essere viste con occhi diversi. Un carabiniere disse: “Guardate nella vostra comunità, è lì il responsabile”».

La denuncia presentata dai Romano indica circostanze e nome e cognome del sospettato. La famiglia di Mauro, non solo i genitori ma anche gli zii, si sono rivolti a un avvocato stimato, Ezio Garzia, di Ugento. «Di lui ci fidiamo - rivela Bianca - ha capito il nostro tormento umano e ci sta dando consigli preziosi. Con la “Gazzetta” parliamo perché è stata sempre corre tta».
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Messaggiodi A. Romano » 06/06/2010, 17:29

«Divisi dalla religione e uniti da Mauro ma non bastò a salvarlo»
di TONIO TONDO

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/ ... ategoria=1" target="_blank

RACALE - Monsignor Ottorino Cacciatore, biblista, docente al seminario di Molfetta, amico fraterno di don Tonino Bello, era parroco a Racale quando il 21 giugno del 1977 scomparve il piccolo Mauro Romano: «L’intera comunità cattolica rimase incredula e disorientata. Come è possibile, si chiedeva la gente, che un bambino possa scomparire all’improvviso, senza un grido, un segnale, un allarme, e questo all’inter no del paese, poco lontano dai parenti? Adesso, con la denuncia dei genitori, comincio a capire qualcosa, a dare qualche risposta. Una persona conosciuta poteva indurre Mauro a seguirla senza particolari reazioni».

I Romano erano tornati da meno di un anno dalla Svizzera. Erano già testimoni di Geova. Il rientro degli emigranti diede un sostegno importante ai gruppi di testimoni di Geova di molti centri salentini. I rapporti con i cattolici e le parrocchie non erano buoni. C’era una concorrenza che metteva in crisi equilibri consolidati. Racale diventò un riferimento importante della congregazione nell’area Sud del Salento.

Monsignor Ottorino Cacciatore«Erano appartati e chiusi, vivevano per conto loro. Molto attivi nel proselitismo, avevano la loro casa nei pressi del Calvario, ma sono stati sempre una comunità separata dagli altri». Nelle parole del religioso, prudenti e chiare, emerge il confine ed anche la distanza tra le due comunità. Eppure, in quei terribili giorni, dopo la scomparsa del bambino, ci fu una mobilitazione corale.

I genitori di Mauro la ricordano con emozione. «Si mosse gente anche da San Giovanni di Ugento», dice Bianca Colaianni, la mamma di Mauro. «Sentimmo la solidarietà intorno a noi». La campagna fu divisa in zone. Carabinieri, poliziotti, vigili urbani e tanta gente comune setacciarono ogni angolo, sia nei centri urbani sia nelle zone coltivate e lungo le coste. Ruderi e case abbandonate, pozzi, anfratti non frequentati dall’uomo furono scandagliati con attenzione. Niente da fare.

«La scomparsa di un bambino innocente - sottolinea monsignor Cacciatore - è una tragedia per la famiglia interessata ma anche per l’intera comunità. E’ come se ci venisse sottratta una parte di futuro. La reazione all’evento superò il confine religioso, ma questo non ha aiutato poi a conoscersi meglio, forse per rispetto del dolore della famiglia oppure per eccessiva prudenza».
Ma, trascorsi i giorni delle emozioni, quando la delusione cominciò a fare breccia, la tensione umana si abbassò e ciascuno ritornò a coltivare le sue idee nei propri recinti. Anche gli inquirenti forse sono caduti nella trappola.

i genitori di Mauro Romano mentre indicano un pagliaio dove furono trovate tracce di Mauro«Il bambino fatevelo consegnare dal vostro gruppo religioso» sbottò un carabiniere rivolto ai Romano. «E’ da lì che deve uscire Mauro». Parole pesanti, forse dettate da un pregiudizio o forse da una percezione che spingeva il carabiniere ad alzare lo sguardo all’interno della rete e dei legami tra i Romano e qualche altro aderente ai testimoni di Geova. Ma nessuna azione seguì alla percezione e forse i pregiudizi annebbiarono l’intelligenza investigativa. E’ l’assenza delle azioni necessarie a far morire la speranza.

«Era un mondo a parte», rivela monsignor Cacciatore. Può coesistere il dispiacere vero e il distacco tra due umanità con inclinazioni religiose diverse? Sì, le abitudini, le inclinazioni e i pensieri delle persone in materia religiosa scavano fossati profondi fino a dividere. Ciascuno resta al proprio posto. Ci sembra che questo sia accaduto a Racale e che Mauro sia rimasto vittima di questo comportamento degli adulti. In questi giorni nelle parrocchie si torna a parlare del giallo Romano. Sono passati 33 anni dal fatto. Un pezzo di tempo che rischia di bloccare anche il pensiero. «La gente, allora, pensò: è possibile che un bambino possa scomparire nel nulla? Ci deve essere qualcosa sotto».

L’ex parroco di Racale conosce bene il popolo. Solo il gioco sporco degli adulti può essere la causa di una disgrazia capitata a un bambino. Per questo, svelarlo deve essere un impegno di tutti.
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Il fratello attacca la congregazione

Messaggiodi vitale » 08/06/2010, 13:18

Testimoni di Geova Il fratello attacca la congregazione
http://edicola.lagazzettadelmezzogiorno ... w=ZW50aXR5" target="_blank
L’INCONTRO
Alle 16 la zia Virginia preparò i fratelli e andarono a innaffiare il giardino dei Romano. Per strada incontrarono l’uomo della Vespa

LA SCOMPARSA

Rientrò dai nonni, tolse gli stivaletti e non calzò i sandali: poteva un bambino scalzo avventurarsi da solo lontano?
E’ polemica dopo la lettera della congregazione dei testimoni di Geova alla” Gazzetta” con la quale è stata espressa solidarietà alla famiglia Romano. Lo scontro sta avvenendo nel forum che si è aperto su internet dopo gli articoli del nostro giornale. Antonio Romano è molto duro. In due distinti interventi contesta il documento e in modo più aspro la frase sull’atteggiamento della congregazione di Racale. «L’intera comunità locale dei testimoni di Geova - si legge - in tutti questi anni ha fatto tutto quello che poteva manifestando loro amore cristiano senza riserve e vicinanza». La reazione di Antonio è durissima: «Questa informazione è falsa e astutamente distorta». Il fratello di Mauro ha studiato nelle sale del Regno e conosce gli insegnamenti della congregazione. Ecco il suo commento sulla nota: «Ci sono cose sotto la luce ed altre nel buio che non tarderanno come l’alba a porsi anch’esse alla luce. E poi chi chiamerà questo: solidarietà? Siete stati vivamente incoraggiati a non intromettervi, ma vi è duro capire». In realtà, la solidarietà alla famiglia Romano, dopo la scomparsa di Mauro, sembra che sia stata più una conseguenza della sensibilità popolare che l’espressione consapevole e forte della congregazione alla quale i Romano aderivano. Ma c’è un punto che è necessario chiarire. I Romano, nella denuncia, sostengono che non hanno presentato prima la denuncia contro quella che ritengono la persona coinvolta nella scomparsa di Mauro perché impediti da una regola della congre gazione. I testimoni di Geova dicono invece che questa regola non c’è e che invece è sempre stato loro obiettivo tutelare le vittime e informare le autorità giudiziarie quando si conoscono i fatti. L’uomo della Vespa era anche lui un testimone di Geova. Questo ha provocato reticenza nella congregazione? Occorre una risposta.
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Continua

Messaggiodi A. Romano » 21/06/2010, 6:09

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Un messaggio della madre di Mauro su Italia1

Messaggiodi A. Romano » 24/06/2010, 9:02

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Messaggiodi cici@ » 24/06/2010, 11:09

Etiohan
grazzie per tenerci informati ,comunque auguro tanto
coraggio a questa famiglia che possa trovare una via di uscita
perche comprendo anche il dolore di una mamma non si puo mai
dimenticare un figlio , e è giusto che sappia cosa è successo costi quel che costi
vi augoro un gran successo. :strettamano: :ciao:
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Messaggiodi lovelove84 » 24/06/2010, 11:46

ma quando è stato detto?
povera donna... ancora dopo 33 anni deve soffrire. Spero che Dio le dia la vera forza per andare avanti ed affrontare tutto!
SI DEVE INSEGNARE A PENSARE, E NO A COSA PENSARE..
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Messaggiodi A. Romano » 24/06/2010, 14:34

L'informazione è passata ieri al telegiornale.
Il fratello di Mauro si era vivamente opposto alla lettera di solidarietà che l'anziano aveva inviato alla redazione, definendola falsa e astutamente distorta.
Il giornalista della gazzetta aspetta sempre una risposta promessa dalla congregazione che non arriva. Ci è rimasto male.
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Messaggiodi lovelove84 » 25/06/2010, 11:32

si ma una cosa del genere , una volta sola si fa passare alla tv?
se era indagato un prete, facevano anche l edizione speciale

:risata: o :piange: non lo so!
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Ecco perché solo ora!

Messaggiodi A. Romano » 26/06/2010, 9:28

http://mammadolce.wordpress.com/2010/06 ... -solo-ora/" target="_blank" target="_blank" target="_blank
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La mia vera identità

Messaggiodi A. Romano » 26/06/2010, 11:58

Testimoni di Geova
Il fratello attacca la congregazione
E’ polemica dopo la lettera della congregazione dei testimoni di Geova alla” Gazzetta” con la quale è stata espressa solidarietà alla famiglia Romano. Lo scontro sta avvenendo nel forum che si è aperto su internet dopo gli articoli del nostro giornale. Antonio Romano è molto duro. In due distinti interventi contesta il documento e in modo più aspro la frase sull’atteggiamento della congregazione di Racale. «L’intera comunità locale dei testimoni di Geova - si legge - in tutti questi anni ha fatto tutto quello che poteva manifestando loro amore cristiano senza riserve e vicinanza». La reazione di Antonio è durissima: «Questa informazione è falsa e astutamente distorta». Il fratello di Mauro ha studiato nelle sale del Regno e conosce gli insegnamenti della congregazione. Ecco il suo commento sulla nota: «Ci sono cose sotto la luce ed altre nel buio che non tarderanno come l’alba a porsi anch’esse alla luce. E poi chi chiamerà questo: solidarietà? Siete stati vivamente incoraggiati a non intromettervi, ma vi è duro capire».
In realtà, la solidarietà alla famiglia Romano, dopo la scomparsa di Mauro, sembra che sia stata più una conseguenza della sensibilità popolare che l’espressione consapevole e forte della congregazione alla quale i Romano aderivano. Ma c’è un punto che è necessario chiarire. I Romano, nella denuncia, sostengono che non hanno presentato prima la denuncia contro quella che ritengono la persona coinvolta nella scomparsa di Mauro perché impediti da una regola della congregazione. I testimoni di Geova dicono invece che questa regola
non c’è e che invece è sempre stato loro obiettivo tutelare le vittime e informare le autorità giudiziarie quando si conoscono i fatti. L’uomo della Vespa era anche lui un testimone di Geova. Questo ha provocato reticenza nella congregazione? Occorre una risposta.
La Gazzetta del Mezzogiorno del lunedì 7 giugno 2010


Un dirigente TdG di Roma ha promesso al giornalista che avrebbero dato una risposta, quasi un mese dopo ed ancora niente. Questo conferma come già detto prima, come nel caso Piccioni, la Watchtower ha come principale interesse di mantenere una facciata immacolata, pensando esclusivamente alla loro propria posizione e interessi. Ed è anche interessante vedere che nei commenti dati negli articoli alcuni TdG non fanno altro che cercare di difendere la loro mamma WT. Quanti di loro hanno dimostrato sostegno e vicinanza al dolore della famiglia, nei loro commenti? Vorrei darvi un esempio conosciuto; Il Papa è riuscito a domandare il perdono per le sofferenze che molti hanno subito nella chiesa, dimostrando pubblicamente il grande valore dell'umiltà, a differenza dei testimoni di Geova che non fanno altro che nascondere tutto quello che potrebbe essere nocivo alla loro immagine. Bravi, queste devono essere le direttive di un Dio d'amore, del corpo direttivo che crede essere il solo scelto per dirigere il suo popolo sulla terra. Io mi vergogno essere stato un testimone di Geova!!! Sono stanco nascondermi sotto il nome di Etiohan e ho voglia di farvi sapere a tutti della mia vera identità, sono Antonio Romano, il fratello maggiore di Mauro scomparso il 20 giugno 1977, abito a Ginevra da tantissimi anni vivendo con la sola ossessione di sapere che fine ha fatto mio fratello. Non frequento i TdG da 13 anni, nel 1997 in seguito a nuovi elementi venuti alla luce riguardanti mi fratello Mauro ho potuto toccare realmente chi sono i testimoni di Geova, meglio dire i loro capi. Hanno provocato alla nostra famiglia un'infinita sofferenza spirituale e morale. Vi posso accertare che siamo la prova vivente della doppia faccia della società Watchtower. Adesso sono felice, avranno gli elementi necessari per disporre un comitato giudiziario nei miei confronti, dimostrando in questo modo d'essere esattamente come ho detto loro in una lettera indirizzata poco tempo fa, il 16 giugno, alla betel di Roma con copia alla congregazione di Racale. Sono un uomo libero, e vi prego scusarmi di non aver dato la mia identità prima. Posso dimostrare quanto essi siano falsi ed ingrati nei confronti dell'individuo, e quanto sono capaci a far soffrire le persone pur di non sporcare la loro faccia. Niente a che vedere con quel che realmente ci ha insegnato Cristo. Dire queste verità, per di più provabili fa di me un apostata. Che schifo! Antonio Romano
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Messaggiodi Gabriella Prosperi » 26/06/2010, 12:16

Antonio, posso appena immaginare questa vostra agonia durata tanti anni.
Spero che la verità sul tuo fratellino sia vicina, che almeno possiate lenire un poco la vostra pena e che, finalmente, la gente acquisti conoscenza di cosa siano realmente, dietro una rispettabile facciata, questi movimenti religiosi che hanno l'audacia di definirsi cristiani.
Un abbraccio alla tua mamma.
Gabriella
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Messaggiodi cici@ » 26/06/2010, 14:56

Antonio a scritto
Vorrei darvi un esempio conosciuto; Il Papa è riuscito a domandare il perdono per le sofferenze che molti hanno subito nella chiesa,



E quello che mi sono chiesta io che il papa a chiesto scusa al popolo. Ma quando lo fara wt certo non ci aspettiamo questo dalla wt e troppa orgogliosa
eppoi loro si sentono i puri e i santi della terra quando penso quanto male a fatto, percio vi comprendo Antonio le vostre
sofferenze spero anche io che possiate ritrovare la pace con tanta gioia ve la meritate un abraccio a voi tutti in famiglia.
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Messaggiodi A. Romano » 26/06/2010, 14:57

Gabriella Prosperi ha scritto:Antonio, posso appena immaginare questa vostra agonia durata tanti anni.
Spero che la verità sul tuo fratellino sia vicina, che almeno possiate lenire un poco la vostra pena e che, finalmente, la gente acquisti conoscenza di cosa siano realmente, dietro una rispettabile facciata, questi movimenti religiosi che hanno l'audacia di definirsi cristiani.
Un abbraccio alla tua mamma.
Gabriella

Le tue parole sono poche ma incoraggianti e piene di sensibilità, grazie Gabriella.
Potresti per favore cambiare il mio nome utente da Etiohan a
Etiohan (A. Romano) non sono riuscito a fare il cambiamento da solo nella sezione modifica.
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Messaggiodi Gabriella Prosperi » 26/06/2010, 15:01

Passo la tua richiesta ad Achille o ad un altro admin., io sono un'imbranata col pc.
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Messaggiodi Marco Piccioni » 26/06/2010, 22:21

Antonio non posso far altro che esprimerti la mia totale solidarietà. Comprendo perfettamente quello che provi perchè anche io ho provato sulla mia pelle l'arroganza, le menzogne, l'ipocrisa di quei sepolcri imbiancati che dicono di essere servitori di DIo!

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Messaggiodi A. Romano » 09/08/2010, 14:12

Ricordate l'articolo della La Gazzetta del Mezzogiorno del lunedì 7 giugno 2010? Ebbene, noi come il giornalista aspettiamo sempre una risposta. Avevano promesso una spiegazione alla redazione del giornale, ma il silenzio è l'opzione scelta in direttiva. Ho anche sollecitato la risposta ad alcune domande indirizzando una lettera il 14 giugno 2010 alla WTS Roma con copia agli anziani della congregazione locale. Quasi due mesi sono passati e nessuna replica!! In altre situazioni avrebbero annunciato la disassociazione immediata visto il contenuto e la mia posizione. Perché preferiscono il silenzio? Io conosco la risposta, ma voi potete farvi un'idea?

I Romano, nella denuncia, sostengono che non hanno presentato prima la denuncia contro quella che ritengono la persona coinvolta nella scomparsa di Mauro perché impediti da una regola della congregazione. I testimoni di Geova dicono invece che questa regola
non c’è e che invece è sempre stato loro obiettivo tutelare le vittime e informare le autorità giudiziarie quando si conoscono i fatti. L’uomo della Vespa era anche lui un testimone di Geova. Questo ha provocato reticenza nella congregazione? Occorre una risposta.
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Messaggiodi Gabriella Prosperi » 09/08/2010, 16:01

Non penso proprio che avrai mai una risposta agli interrogativi che poni.
Bisogna, a mio parere sollecitare e tenersi informati sul corso delle indagini.
Solo con queste, mi auguro e auguro alla tua famiglia, troverete una risposta concreta.
Ma, temo, non sarà sollecita.
Che il Signore vi aiuti. :strettamano:
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Messaggiodi A. Romano » 10/08/2010, 17:12

Ho promesso tenervi informati sulla vicenda di mio fratello Mauro Romano. Sempre nella misura del possibile ovviamente.
Allora riposto in questa sezione quanto detto da me nell'argomento posto da Vincy dal titolo CAUSE LEGALI E TDG.


Facciamo un esempio pratico alla luce di tutto quello che molti di voi hanno studiato.
Si viene a sapere che in una congregazione, un testimone di Geova abbia rapito un ragazzino, o almeno ci sono tutte le presunzioni per crederlo. Alcuni anziani vengono ad essere anche loro testimoni diretti di rivelazioni cosi gravi, ossia un membro della congregazione che dichiara tristemente nei minimi dettagli il giorno del rapimento, facendo un identikit minuzioso delle persone che rapirono il bambino. Dichiarando poi il falso per ben due volte alla giustizia. A vostro parere possono essere applicati i consigli scritturali di Paolo in 1 Corinti 6:1-11, riporto i versetti:
1 Osa qualcuno di voi che ha una causa contro un altro andare in tribunale davanti a uomini ingiusti, e non davanti ai santi? 2 O non sapete che i santi giudicheranno il mondo? E se il mondo dev’essere giudicato da voi, non siete voi in grado di giudicare cose di minima importanza? 3 Non sapete che noi giudicheremo gli angeli? Perché, dunque, non cose di questa vita? 4 Se dunque avete da giudicare cose di questa vita, ponete come giudici gli uomini che sono disprezzati nella congregazione? 5 Parlo per farvi provare vergogna. È vero che non c’è fra voi un uomo saggio che possa giudicare tra i suoi fratelli, 6 ma un fratello va in tribunale con un fratello, e ciò davanti agli increduli?

7 Realmente, dunque, significa una completa sconfitta per voi che abbiate processi gli uni con gli altri. Perché non vi lasciate piuttosto fare un torto? Perché non vi lasciate piuttosto defraudare? 8 Al contrario, voi fate torto e defraudate, e questo ai vostri fratelli.

9 Che cosa! Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non siate sviati. Né fornicatori, né idolatri, né adulteri, né uomini tenuti per scopi non naturali, né uomini che giacciono con uomini, 10 né ladri, né avidi, né ubriaconi, né oltraggiatori, né rapaci erediteranno il regno di Dio. 11 E questo eravate alcuni di voi. Ma siete stati lavati, ma siete stati santificati, ma siete stati dichiarati giusti nel nome del nostro Signore Gesù Cristo e con lo spirito del nostro Dio.


Dopo questi amorevoli consigli si aggiungono Giacomo 3:18
Inoltre, il frutto della giustizia si semina in condizioni pacifiche per quelli che fanno la pace.
Poi viene aggiunto e ribadito che incombe alla parte lesa prendere la decisione ed assumere le responsabilità.
Per finire viene dettato non fare niente che turbi la congregazione, e sperare nella resurrezione. Il tutto con altri versetti.

La famiglia del bambino scomparso credeva in Geova. Cosa farà? Aspetterà 13 anni per denunciare.
In parte messo in evidenza all'opinione pubblica ribadiscono difendendosi che Ci preme ribadire in questa sede la posizione dei testimoni di Geova: non è affatto contrario alle norme cristiane denunciare alle Autorità una condotta criminosa che riguarda un testimone di Geova. Come detto prima essi asseriscono anche che;
Potrebbe anche accadere che un cristiano commetta un reato grave ai danni di un altro, come stupro, aggressione, omicidio o furto di una certa entità. In tali circostanze non sarebbe contrario alle norme cristiane denunciare la cosa alle autorità, anche se questo potrebbe sfociare in una causa o in un procedimento penale.
C'è una grande differenza nel dire e mettere in pratica, la realtà è differente da quello che realmente fanno. Tutto sarà messo in opera per non dare biasimo al nome che portano. Poco importa se si sta parlando di una piccola disputa, di un gravissimo peccato oppure di un bambino scomparso.
Una volta capito l'inganno si domandano spiegazioni anche alla sede WTS, non hanno niente da dire ed aggiungere. Il silenzio è adottato. Perché? Perché esistono prove materiali che fanno fastidio. SILENZIO=NASCONDERE. Non credete che adesso devo procedere penalmente contro di essi? Ho scritto un libro sulla vicenda di Mauro Romano mio fratello scomparso il 20 giugno 1977 vi terrò informati quando tutto sarà pronto per la sua pubblicazione. Tutto ciò è stato per la famiglia un'enorme danno morale e spirituale. Grazie per avermi seguito.
Ultima modifica di A. Romano il 10/08/2010, 17:22, modificato 1 volta in totale.
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