Gabriella Prosperi ha scritto:E perchè, invece, dovrebbe averlo un nome proprio?
Gabriella
Consultando anche l’ampia documentazione accessibile in
http://www.infotdgeova.it" target="_blank" target="_blank, sappiamo ormai benissimo che i nomi nella Bibbia erano in realtà aggettivi che identificavano le caratteristiche, il carattere, ecc. di chi li portava. Anche oggi, consultando un qualsiasi dizionario, possiamo leggere che l’accezione “nome proprio” non è la prima del significato di “nome”
Pensare dunque che il popolo Ebraico (o Dio stesso) abbia attribuito a Dio un solo nome equivale a non aver ben approfondito questo tema e quella cultura. In realtà sappiamo benissimo che il popolo Ebraico ha attribuito molti nomi a Dio, tra cui due solo ed esclusivamente a Lui: YHWH e Adonai.
Che gli Ebrei usassero molti nomi per rivolgersi a Dio, è affermato anche dai TdG che hanno sempre pensato che Dio avesse più nomi.
“Il Creatore si è fatto conoscere alle sue creature sotto diversi nomi e ciascuno di loro ha un significato profondo”. (Chi è Dio?, 1932, p.4)
“Osserviamo che il nome di Dio in quattro lettere (YHWH) in certe opere greche anche ai nostri giorni sono trascritte con antiche lettere. E nella sua venticinquesima lettera diretta a Marsala, proveniente da Roma nel 384, Girolamo tratta dei dieci nomi di Dio di cui il nono, dice egli, è il tetragramma”. (TNM, 1950, pagg. 15-16, ed. inglese)
Ancora nel libro “Ricchezza” (p. 134) si afferma: “Il significato dei suoi nomi, ossia dei suoi titoli, è altamente significativo. Il nome Iddio significa Il Potente, il Creatore di tutte le cose. Il nome Geova contiene il significato del suo proposito verso le sue creature. Il nome Onnipotente Iddio significa che la sua potenza è infinita. Il nome Altissimo significa ch’Egli è l’Essere supremo, al di sopra di tutti. Il nome Padre significa che Egli è il Datore della vita.”
Lo stesso concetto viene condiviso quando nella versione interlineare del 1969 (KIT, p. 15), citando Girolamo che scrive da Roma nella sua 25 ª lettera a Marcella nell’anno 384 A.D., parla dei 10 nomi di Dio e dice: “Il nono [nome di Dio] è un tetragramma che essi considerano … [anekpho’neton] che non è pronunciabile, e che è scritto con queste quattro lettere: Iod, He, Vav, He.....” Anche qui si parla di nomi (10) di Dio. Nella edizione dell’interlineare (KIT) pubblicata nel 1985, non troviamo più questa citazione.
Ogni nome riferito a Dio nell’AT vuole mettere in evidenza una caratteristica della sua persona divina infinitamente molteplice.
Ecco perché nel Nuovo Testamento, rivelandosi in Gesù, Egli si è fatto chiamare “Padre”.
