Il Cristianesimo - Tra storia e pseudostoria

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Achille
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Re: Il Cristianesimo - Tra storia e pseudostoria

Messaggio da Achille »

Vieri ha scritto: ↑12/03/2024, 11:55...
Come faceva Paolo allora a parlare di "Vangelo" ?
La parola "vangelo" deriva dal greco e significa "buona novella".
Con questo termine Paolo non si riferiva ai "Vangeli" nel significato che gli venne attribuito in seguito (cioè, dei libri), ma si riferiva al messaggio, alla buona novella che veniva annunciata.
Vedi https://www.treccani.it/enciclopedia/va ... aliana%29/
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Re: Il Cristianesimo - Tra storia e pseudostoria

Messaggio da Valentino »

Achille ha scritto: ↑12/03/2024, 12:10
Vieri ha scritto: ↑12/03/2024, 11:55...
Come faceva Paolo allora a parlare di "Vangelo" ?
La parola "vangelo" deriva dal greco e significa "buona novella".
Con questo termine Paolo non si riferiva ai "Vangeli" nel significato che gli venne attribuito in seguito (cioè, dei libri), ma si riferiva al messaggio, alla buona novella che veniva annunciata.
Vedi https://www.treccani.it/enciclopedia/va ... aliana%29/
Esatto!
Infatti ai tempi di Paolo i vangeli che conosciamo noi oggi, gli stessi che ad un certo punto della storia vennero "canonizzati", non esistevano.
Possiamo affermare con indiscutibile certezza che [Gesù] non si considerò mai come l’unico figlio di Dio, come Dio in forma umana.
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Re: Il Cristianesimo - Tra storia e pseudostoria

Messaggio da Vieri »

Non è una novità che la parola "Vangelo" significasse "la buona novella" ma rimane sempre il dubbio in che cosa intendesse Paolo con la "buona novella" e da "qualcuno" deve averla pur ricevuta.

A nessuno è mai venuto in mente di sapere perchè insista sempre sulla parola "vangelo" mentre avrebbe potuto dire "gli insegnamenti di Gesù" ?
il Vangelo da me annunciato non segue un modello umano; 12infatti io non l'ho ricevuto né l'ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo.
Ma tali parole non contrastano con :
i Vangeli non sono la fonte di una credenza, ma sono il prodotto scritto di una credenza.
Non sarebbe allora questo "vangelo" la "fonte di una credenza" ?
Facile facile rispondere cosi' senza voler approfondire..... :ironico:
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Re: Il Cristianesimo - Tra storia e pseudostoria

Messaggio da Valentino »

Paolo non si riferiva ai vangeli che conosci e nemmeno, in generale, ad un "testo scritto" chiamato vangelo.
Te lo ha spiegato pure Achille.
Cosa ci sarebbe da approfondire?!?!
Non è chiaro cosa stai chiedendo.
Possiamo affermare con indiscutibile certezza che [Gesù] non si considerò mai come l’unico figlio di Dio, come Dio in forma umana.
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Re: Il Cristianesimo - Tra storia e pseudostoria

Messaggio da Vieri »

Ripeto esattamente qunto ho scritto visto che fai finta di non capire....
Vieri ha scritto: ↑12/03/2024, 13:01 Non è una novità che la parola "Vangelo" significasse "la buona novella" ma rimane sempre il dubbio in che cosa intendesse Paolo con la "buona novella" e da "qualcuno" deve averla pur ricevuta.

A nessuno è mai venuto in mente di sapere perchè insista sempre sulla parola "vangelo" mentre avrebbe potuto dire "gli insegnamenti di Gesù" ?
il Vangelo da me annunciato non segue un modello umano; 12infatti io non l'ho ricevuto né l'ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo.
Ma tali parole non contrastano con :
i Vangeli non sono la fonte di una credenza, ma sono il prodotto scritto di una credenza.
Non sarebbe allora questo "vangelo" la "fonte di una credenza" ?
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Re: Il Cristianesimo - Tra storia e pseudostoria

Messaggio da Valentino »

Vieri non è che io faccio finta di non capire!
Sei tu che probabilmente non riesci a spiegarti.
Ti abbiamo già spiegato che Paolo col termine vangelo non si riferiva ai vangeli che conosci né a testi scritti.
Il vangelo come "genere letterario" ai suoi tempi nemmeno esisteva!
Se invece stai chiedendo a cosa si riferisse Paolo quando usava il termine "vangelo" è addirittura "singolare" che tu lo chieda, considerando che ti rispondi da solo citando un versetto paolino!
Vieri ha scritto: ↑12/03/2024, 13:01il Vangelo da me annunciato [...] per rivelazione di Gesù Cristo.
Paolo afferma che quello che annuncia è una "rivelazione" ricevuta da Gesù: un chiaro riferimento alle sue esperienze pneumatiche.
Quindi?
Ripeto: non si riferisce ad un testo scritto né ai vangeli che tu conosci e che saranno scritti dopo il 70.
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Re: Il Cristianesimo - Tra storia e pseudostoria

Messaggio da Mario70 »

Vieri ha scritto: ↑12/03/2024, 13:01 Non è una novità che la parola "Vangelo" significasse "la buona novella" ma rimane sempre il dubbio in che cosa intendesse Paolo con la "buona novella" e da "qualcuno" deve averla pur ricevuta.

A nessuno è mai venuto in mente di sapere perchè insista sempre sulla parola "vangelo" mentre avrebbe potuto dire "gli insegnamenti di Gesù" ?
il Vangelo da me annunciato non segue un modello umano; 12infatti io non l'ho ricevuto né l'ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo.
Ma tali parole non contrastano con :
i Vangeli non sono la fonte di una credenza, ma sono il prodotto scritto di una credenza.
Non sarebbe allora questo "vangelo" la "fonte di una credenza" ?
Facile facile rispondere cosi' senza voler approfondire..... :ironico:
Il vangelo o buona novella riguarda il regno di Dio o di Cristo:

Matteo 9,35
Gesù andava attorno per tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno e curando ogni malattia e infermità.

Matteo 24,14
Frattanto questo vangelo del regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine.

Matteo 9,35
Gesù andava attorno per tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno e curando ogni malattia e infermità.

Marco 1:14 Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: 15 «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo».

Molti anni dopo i testi che parlavano della vita di Gesù vennero chiamati vangeli, sia quelli canonici che apocrifi.
"La cosa più triste è che molto spesso chi viene ingannato, o illuso, tende a rimanere strettamente ancorato a quello in cui crede nonostante le evidenze indichino chiaramente che la realtà è diversa. Forse è talmente affezionato alle sue credenze che preferisce chiudersi gli occhi e tapparsi le orecchie di fronte a qualunque cosa possa farle vacillare."
(Torre di Guardia 1/9/2010 p 10)
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Re: Il Cristianesimo - Tra storia e pseudostoria

Messaggio da Vieri »

Ragazzi,...
Paolo afferma che quello che annuncia è una "rivelazione" ricevuta da Gesù: un chiaro riferimento alle sue esperienze pneumatiche.
Dal punto di vista "filosofico" leggo:
La pneumatologia filosofica, chiamata poi pneumatica, venne poi ripresa abbondantemente da Leibniz[2], come la "scienza degli spiriti", o dottrina dello spirito, superiore alla psyche, ed intesa come una ricerca gnostica oltre le anime ed oltre le sostanze semplici.
In breve alla fine Paolo avrebbe avuto una prima visione di Gesù che lo sconvolse cambiando radicalmente la propria vita, poi ebbe un'altra visione mistica sulla sua resurrezione ed infine tutta un'altra serie di visioni circa la predicazione della "buona novella"......
Mamma mia che "sognatore"!! :ironico:
Ma non vi viene alla fine qualche dubbio che tutto questo suo comportamento sia stato "particolarmente strano" ?
Non pensate allora che queste parole possano risultare tra loro contrastanti ?
il Vangelo da me annunciato non segue un modello umano; 12infatti io non l'ho ricevuto né l'ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo.
Ma tali parole non contrastano con :
i Vangeli non sono la fonte di una credenza, ma sono il prodotto scritto di una credenza.
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Messaggio da Valentino »

Vieri ha scritto: ↑12/03/2024, 11:55- La prima come si faccia ad affermare con sicurezza che non possa trasparire da nessuna parte e nemmeno nei Vangeli canonici e nelle numerose lettere di Paolo la stretta correlazione di Gesù ad una figura non esclusivamente di natura umana.
Penso che innanzitutto dovresti chiarire l'espressione "figura non esclusivamente di natura umana", in quanto appare un po "nebulosa".
In effetti dai sinottici e dalle lettere autentiche di Paolo non traspare che i redattori pensassero che Gesù fosse Dio e/o di "natura divina". Per Paolo Gesù è l' "Adamo escatologico", un essere umano che Dio ha resuscitato, e più precisamente il Messia celeste, ovvero il Messia esaltato ed intronizzato da Dio nei cieli.
Vieri ha scritto: ↑12/03/2024, 11:55Parrebbe invece che i Vangeli, che presenterebbero descrizioni di fatti "impossibili" come miracoli e resurrezioni non possano essere stati presi molto in considerazione come "fatti di attinenza storica" e quindi poco considerati....
Sarebbe allora logico pensare che se non prendo in considerazione tali testi ovviamente gli storici rimarrebbero solo ed esclusivamente orientati alla interpretazione di altri testi.
In realtà gli storici prendono in considerazione "cosa credevano" riguardo a Gesù coloro che, questi vangeli, li scrissero. E se in effetti dai sinottici traspare che coloro che li redassero credessero ai miracoli e credessero che Gesù fosse stato resuscitato da Dio, parimenti non credevano che Gesù fosse Dio e non credevano che Gesù fosse di natura divina.
Te lo ha spiegato spesso anche Mario70.
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Messaggio da Mauro1971 »

"Esperienze pneumatiche".

Cattivi, gli avete bucato il suo Cristo, mo non rimbalza più come prima. :risata:
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Messaggio da Vieri »

Mauro1971 ha scritto: ↑12/03/2024, 17:31 "Esperienze pneumatiche".

Cattivi, gli avete bucato il suo Cristo, mo non rimbalza più come prima. :risata:
Scusa Mauro se ti riferivi alla barzelletta della nonna che era caduta dalle scale e salita poi in cielo con il commento del nipotino "ammazzate che rimbalzo !" poteva anche far ridere ma così direi proprio di no.... :cer:
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Messaggio da VictorVonDoom »

Vieri ha scritto: ↑12/03/2024, 17:16 Ma non vi viene alla fine qualche dubbio che tutto questo suo comportamento sia stato "particolarmente strano" ?
Senza dubbio! Ma quando fai uso di sostanze stupefacenti e funghetti allucinogeni sai che visioni...
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Messaggio da VictorVonDoom »

Vieri ha scritto: ↑12/03/2024, 18:33
Mauro1971 ha scritto: ↑12/03/2024, 17:31 "Esperienze pneumatiche".

Cattivi, gli avete bucato il suo Cristo, mo non rimbalza più come prima. :risata:
Scusa Mauro se ti riferivi alla barzelletta della nonna che era caduta dalle scale e salita poi in cielo con il commento del nipotino "ammazzate che rimbalzo !" poteva anche far ridere ma così direi proprio di no.... :cer:
Cioè fammi capire: si può ironizzare sulla morte di una vecchina ma non su Cristo? Ottima scala di valori, non c'è che dire! :ok:
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Re: Il Cristianesimo - Tra storia e pseudostoria

Messaggio da Valentino »

Vieri ha scritto: ↑12/03/2024, 17:16Dal punto di vista "filosofico" leggo:

La pneumatologia filosofica
Che confusione Vieri!
Cosa diamine c'entrano ora la filosofia, Leibniz, etc con Paolo di Tarso?!?!?
Vieri ha scritto: ↑12/03/2024, 17:16In breve alla fine Paolo avrebbe avuto una prima visione
Non c'è alcun dubbio che Paolo di Tarso fosse un mistico.
È Paolo stesso che ci parla delle sue esperienze pneumatiche e del fatto che abbia ricevuto quella che lui stesso definisce una "rivelazione".
Ma questo cosa c'entra col fatto che Paolo, quando parla di vangelo, non si riferisce ai vangeli che conosciamo nè ad un altro testo scritto?!?!?
Vieri ha scritto: ↑12/03/2024, 17:16Non pensate allora che queste parole possano risultare tra loro contrastanti ?

il Vangelo da me annunciato non segue un modello umano; 12infatti io non l'ho ricevuto né l'ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo.

Ma tali parole non contrastano con :

i Vangeli non sono la fonte di una credenza, ma sono il prodotto scritto di una credenza.
Vieri ma di quale contrasto parli?!?!
Non so cosa tu abbia effettivamente capito di quello che ha scritto il Prof. Nicolotti perché da quel che scrivi è evidente che stai facendo una gran confusione.

Quando Paolo di Tarso usa il termine vangelo non sta parlando dei vangeli che tu conosci e che sono stati scritti dopo il 70.

Nel versetto che riporti infatti Paolo afferma semplicemente che quello che annuncia lo ha ricevuto per "rivelazione" da Gesù stesso.
Non sta menzionando i vangeli che tu conosci e che sono stati scritti dopo il 70.

Ma tutti questi fatti cosa c'entrano con quanto affermato dal Prof. Nicolotti?!?!
Quando il Prof. Nicolotti afferma:
i Vangeli non sono la fonte di una credenza, ma sono il prodotto scritto di una credenza.
non si riferisce a quello che Paolo definiva "il mio vangelo"...ma si riferisce a tutti i vangeli che sono stati scritti e che ci sono pervenuti, non solo quelli che saranno canonizzati...ma anche quelli non canonizzati.
Per Paolo di Tarso il termine "vangelo" non indicava un "libro".

Sinceramente: davvero non capisco dove vuoi andare a parare!
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Re: Il Cristianesimo - Tra storia e pseudostoria

Messaggio da Vieri »

Valentino certe volte mi meravigli:
Quando Paolo di Tarso usa il termine vangelo non sta parlando dei vangeli che tu conosci e che sono stati scritti dopo il 70.
Ma certo !
Nel versetto che riporti infatti Paolo afferma semplicemente che quello che annuncia lo ha ricevuto per "rivelazione" da Gesù stesso.
Non sta menzionando i vangeli che tu conosci e che sono stati scritti dopo il 70.
Guarda che lo avevo già capito prima della tua spiegazione non sono scemo....

Ma tutti questi fatti cosa c'entrano con quanto affermato dal Prof. Nicolotti?!?!
Quando il Prof. Nicolotti afferma:
i Vangeli non sono la fonte di una credenza, ma sono il prodotto scritto di una credenza.
non si riferisce a quello che Paolo definiva "il mio vangelo"...ma si riferisce a tutti i vangeli che sono stati scritti e che ci sono pervenuti, non solo quelli che saranno canonizzati...ma anche quelli non canonizzati.
Per Paolo di Tarso il termine "vangelo" non indicava un "libro".
Se si riferiva a tutti i vangeli va bene e sono d'accordo, ma in questo caso i Vangeli canonici erano la fonte scritta della "credenza" e del pensiero di Paolo.
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Messaggio da Valentino »

Vieri ha scritto: ↑12/03/2024, 20:48Se si riferiva a tutti i vangeli va bene e sono d'accordo
Compresi e non esclusi i canonizzati ovviamente.
Vieri ha scritto: ↑12/03/2024, 20:48ma in questo caso i Vangeli canonici erano la fonte scritta della "credenza" e del pensiero di Paolo.
Come potevano essere la "fonte scritta" della "credenza e del pensiero di Paolo" se ai tempi di Paolo i vangeli "canonici" (meglio sarebbe dire "canonizzati") non erano ancora stati scritti?!?!?

Prima fai un'affermazione "sono d'accordo"...e poi affermi l'esatto contrario!?!??!?! :boh: :conf:

Non è che il Prof. Nicolotti si riferiva a tutti i vangeli "tranne" quelli canonizzati!

Ai tempi di Paolo di Tarso anche i vangeli che poi confluiranno nel canone (quelli che oggi chiami "canonici") non erano stati scritti; e quando Paolo parla di "vangelo" non si riferisce ad un testo scritto men che mai si riferisce ad uno dei quattro vangeli che conosci, ovvero Paolo quando parla di "vangelo" non si riferisce ai vangeli di Marco, Matteo, Luca o Giovanni.

Quindi, contrariamente a quanto hai scritto i vangeli "canonici" NON "erano la fonte scritta della "credenza" e del pensiero di Paolo".
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Messaggio da Vieri »

Ma Valentino, per favore.....non sono cretino.... :ironico:
Ai tempi di Paolo di Tarso anche i vangeli che poi confluiranno nel canone (quelli che oggi chiami "canonici") non erano stati scritti; e quando Paolo parla di "vangelo" non si riferisce ad un testo scritto men che mai si riferisce ad uno dei quattro vangeli che conosci, ovvero Paolo quando parla di "vangelo" non si riferisce ai vangeli di Marco, Matteo, Luca o Giovanni.

Quindi, contrariamente a quanto hai scritto i vangeli "canonici" NON "erano la fonte scritta della "credenza" e del pensiero di Paolo".
Ma certo che se Le lettere di Paolo erano antecedenti alla presenza scritta dei vangeli canonici non poteva certamente riferirsi a loro, per chi mi hai preso !
Certo è che questi "principi dei Vangeli " scritti successivamente" fossero già presenti oralmente in ambito cristiano.
In caso contrario Paolo cosa sarebbe andato a predicare ?

In breve "la buona novella" per me esisteva già fin da subito trasmessa dagli apostoli e dopo anni messa per iscritto da loro diretti collaboratori.
La "trasmissione orale" che riprendeva sempre ESATTAMENTE il pensiero o le testimonianze iniziali E' SEMPRE ESISTITA FIN DALL'ANTICHITA'
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Messaggio da Valentino »

Vieri ha scritto: ↑13/03/2024, 14:02messa per iscritto da loro diretti collaboratori.
Ma se, come ti è stato spiegato più volte, non sappiamo nulla riguardo a coloro che effettivamente "scrissero i vangeli" come fai a dire che i redattori dei vangeli fossero addirittura "diretti collaboratori" degli apostoli?!?!?

Il Prof. Nicolotti rispondendo ad un tuo post ti aveva scritto:
Andrea N. ha scritto: ↑01/03/2024, 20:35Mi sembra che lei stia trattando i Vangeli come se fossero un corpus omogeneo, mentre invece sono testi di autori diversi che espongono idee diverse. Quindi prima bisognerebbe chiedersi di che Vangelo si sta parlando. [...] Lei si esprime come se i Vangeli fossero fin dal principio una fonte della dottrina, e quindi le persone cercassero nei Vangeli che cosa andasse creduto o meno. Ma i Vangeli per lungo tempo non sono esistiti, e le persone comunque credevano e avevano delle idee. Il bisogno di appoggiarsi a una Scrittura neotestamentaria nasce verso la metà del II secolo, più di cent'anni dopo la morte di Gesù. Dunque i Vangeli non sono la fonte di una credenza, ma sono il prodotto scritto di una credenza. Chi li ha prodotti li riteneva credibili; chi li accettava li riteneva credibili; chi non li accettava o ne accettava altri li riteneva non credibili.
La questione è dunque molto più complessa ed articolata, come ha già spiegato il Prof. Nicolotti nei suoi post precedenti e come rileva il Prof. Mauro Pesce che scrive:
"i documenti cristiani prodotti nei primi centocinquanta anni sono molte decine e fra di loro dimostrano una straordinaria varietà di fedi, spesso inconciliabili fra loro. Compito dello storico è proprio di indagare quale fosse la visione che ciascun autore degli scritti protocristiani aveva di Gesù. Quale fosse la sua particolare fede.
Diversa è la visione di fede del Vangelo di Marco da quella di Giovanni o Tommaso o del Vangelo di Pietro ecc. È ovvio, perciò, per lo storico, che non si può, per esempio, leggere il Vangelo di Marco alla luce della visione di quello di Tommaso o viceversa. E per comprendere la fisionomia storica di Gesù, lo storico quale fede dovrebbe scegliere? Quella del Vangelo di Tommaso o quella del Vangelo di Giovanni? Quella della Didaché o dell'Ascensione di Isaia? Quella di Giustino o quella del Vangelo degli Ebrei? Quella del Vangelo degli Egiziani oppure quella di Paolo? Come oggi sono molte le fedi, così erano molte le fedi immediatamente dopo la morte di Gesù. Non mi sembra che la fede nella risurrezione di Gesù provocasse contenuti di fede comuni, nel I secolo. Perché il pensiero di Paolo, che crede alla risurrezione di Gesù, è diverso da quello del Vangelo di Matteo, di Giacomo, di Tommaso o di Giovanni, vangelo che anch'esso dichiara fede nella risurrezione di Gesù. E, d'altra parte, gli storici non possono far proprie le distinzioni anacronistiche fra ortodossia ed eresia, improponibili per il I secolo e per buona parte del II".
".
Citazione tratta dal libro di Mauro Pesce, "Da Gesù al cristianesimo", Morcelliana.
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Valentino:
Vieri: messa per iscritto da loro diretti collaboratori.
la tua risposta
Ma se, come ti è stato spiegato più volte, non sappiamo nulla riguardo a coloro che effettivamente "scrissero i vangeli" come fai a dire che i redattori dei vangeli fossero addirittura "diretti collaboratori" degli apostoli?!?!?
Ma come niente? Sono allora stati attribuiti ai 4 apostoli per una invenzione ?

Origine dei Vangeli.
da Wikipedia
È certo, comunque, che gli scritti dei quattro evangelisti sono stati preceduti da una tradizione orale così come è accaduto per l'Antico Testamento: Matteo, Marco, Luca e Giovanni, insieme alle loro comunità, hanno operato una sorta di trascrizione letterale di detti e fatti che erano diventati patrimonio comune delle comunità cristiane della Palestina e di tutta quell'area geografica conosciuta oggi come il Medioriente, compresa buona parte dell'Africa settentrionale.

Quasi tutti gli studiosi concordano nell'attribuire la paternità dei primi tre vangeli a Marco, discepolo di Pietro e Paolo, a Matteo l'apostolo e a Luca, discepolo di Paolo, mentre per il quarto vangelo si è indecisi nell'identificarne l'autore come l'apostolo fratello di Giacomo o un altro personaggio molto rispettato nelle comunità dell'Asia Minore. La tesi che non attribuisce il quarto vangelo all'apostolo Giovanni, comunque, è sostenuta da una parte minoritaria degli studiosi.

I quattro Vangeli canonici, risalenti al I secolo d.C., sono tra le fonti cristiane più antiche e meglio documentate per numero dei manoscritti o codici. Per questo motivo vengono esclusi dal canone Il pastore di Erma e molti vangeli apocrifi, alcuni dei quali scritti a trecento anni di distanza dagli eventi
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Messaggio da Valentino »

Vieri ha scritto: ↑13/03/2024, 15:24Ma come niente? Sono allora stati attribuiti ai 4 apostoli per una invenzione ?
Caspita!
Stiamo ancora a questo?!?!
Lo sanno tutti che i vangeli sono opere anonime e non si sa nulla riguardo l'identità dei redattori.
Questo fatto è qualcosa di noto a chiunque abbia mai sfogliato un manuale di introduzione al nuovo testamento
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Messaggio da Vieri »

Va beh ! Valentino da 1900 anni se li sono inventati......
:ironico:
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Re: Il Cristianesimo - Tra storia e pseudostoria

Messaggio da Valentino »

Da un manuale di introduzione al nuovo testamento ad uso universitario (la Carocci infatti è una casa editrice che pubblica testi universitari):
"Come Marco, Matteo, Luca e gli Atti, il Vangelo di Giovanni è anonimo".
FONTE: B. D. Ehrman, Il Nuovo Testamento – Un'introduzione, edizione italiana a cura di Matteo Grosso, Carocci editore S.p.a, Roma, I ristampa, maggio 2018.
Ma potrei citare anche il Marguerat e decine di altri, sia in lingua italiana che in lingua inglese.
Si tratta semplicemente della proverbiale "scoperta dell'acqua calda".
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Messaggio da Vieri »

Valentino:
Come Marco, Matteo, Luca e gli Atti, il Vangelo di Giovanni è anonimo".
Come per tutti i libri del Vecchio Testamento ma nessuno ha mai messo in dubbio questi scritti.... :ironico:
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Messaggio da Valentino »

Vieri tu avevi scritto che i vangeli erano stati scritti dagli apostoli o "da loro diretti collaboratori".
Ricordi?

Avevi scritto:

Vieri ha scritto: ↑13/03/2024, 14:02messa per iscritto da loro diretti collaboratori.
Ed io ti ho risposto che se, come ti è stato spiegato più volte, non sappiamo nulla riguardo a coloro che effettivamente "scrissero i vangeli" come facevi a dire che i redattori dei vangeli fossero addirittura "diretti collaboratori" degli apostoli?!?!?

Di questo abbiamo parlato.
Poi ti ho riportato quello che ti aveva scritto il Prof. Nicolotti, che, rispondendo ad un tuo post aveva scritto:
Andrea N. ha scritto: ↑01/03/2024, 20:35Mi sembra che lei stia trattando i Vangeli come se fossero un corpus omogeneo, mentre invece sono testi di autori diversi che espongono idee diverse. Quindi prima bisognerebbe chiedersi di che Vangelo si sta parlando. [...] Lei si esprime come se i Vangeli fossero fin dal principio una fonte della dottrina, e quindi le persone cercassero nei Vangeli che cosa andasse creduto o meno. Ma i Vangeli per lungo tempo non sono esistiti, e le persone comunque credevano e avevano delle idee. Il bisogno di appoggiarsi a una Scrittura neotestamentaria nasce verso la metà del II secolo, più di cent'anni dopo la morte di Gesù. Dunque i Vangeli non sono la fonte di una credenza, ma sono il prodotto scritto di una credenza. Chi li ha prodotti li riteneva credibili; chi li accettava li riteneva credibili; chi non li accettava o ne accettava altri li riteneva non credibili.
La questione è dunque molto più complessa ed articolata, come ha già spiegato il Prof. Nicolotti nei suoi post precedenti e come rileva il Prof. Mauro Pesce che scrive:
"i documenti cristiani prodotti nei primi centocinquanta anni sono molte decine e fra di loro dimostrano una straordinaria varietà di fedi, spesso inconciliabili fra loro. Compito dello storico è proprio di indagare quale fosse la visione che ciascun autore degli scritti protocristiani aveva di Gesù. Quale fosse la sua particolare fede.
Diversa è la visione di fede del Vangelo di Marco da quella di Giovanni o Tommaso o del Vangelo di Pietro ecc. È ovvio, perciò, per lo storico, che non si può, per esempio, leggere il Vangelo di Marco alla luce della visione di quello di Tommaso o viceversa. E per comprendere la fisionomia storica di Gesù, lo storico quale fede dovrebbe scegliere? Quella del Vangelo di Tommaso o quella del Vangelo di Giovanni? Quella della Didaché o dell'Ascensione di Isaia? Quella di Giustino o quella del Vangelo degli Ebrei? Quella del Vangelo degli Egiziani oppure quella di Paolo? Come oggi sono molte le fedi, così erano molte le fedi immediatamente dopo la morte di Gesù. Non mi sembra che la fede nella risurrezione di Gesù provocasse contenuti di fede comuni, nel I secolo. Perché il pensiero di Paolo, che crede alla risurrezione di Gesù, è diverso da quello del Vangelo di Matteo, di Giacomo, di Tommaso o di Giovanni, vangelo che anch'esso dichiara fede nella risurrezione di Gesù. E, d'altra parte, gli storici non possono far proprie le distinzioni anacronistiche fra ortodossia ed eresia, improponibili per il I secolo e per buona parte del II".
".
Citazione tratta dal libro di Mauro Pesce, "Da Gesù al cristianesimo", Morcelliana.

Ora non è molto chiaro di cosa vuoi parlare esattamente o cosa vorresti dimostrare, sempre ammesso che tu voglia dimostrare qualcosa.
Questo tuo saltare di palo in frasca non aiuta certo la discussione che prende rivoli diversi, spesso andando fuori tema.
La discussione è nata da un video postato da Achille che riporta una videointervista fatta al Prof. Nicolotti sulla storia del cristianesimo.
Il Prof. Nicolotti, bontà sua, ha anche risposto ad alcune nostre domande.

Ed infatti, tornando alla questione dell' "authorship" dei vangeli, il Prof. Nicolotti, rispondendo ad un tuo post, ti aveva scritto:
Andrea N. ha scritto: ↑02/03/2024, 20:00Lei dice che i Vangeli sono scritti dagli apostoli [...], ma questo non lo crede più nessuno. Questa è una pia credenza.


Inoltre rispondendo ad un altro utente del forum sempre il Prof. Nicolotti ha scritto:

Andrea N. ha scritto: ↑02/03/2024, 14:14Già qualche cosa sarebbe conoscere gli autori dei Vangeli, il luogo di composizione e la data, ma nemmeno questo ci è concesso.
Possiamo affermare con indiscutibile certezza che [Gesù] non si considerò mai come l’unico figlio di Dio, come Dio in forma umana.
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Messaggio da Vieri »

42 righe = 42 centesimi di euro......nuovo tariffario per partecipare al forum....
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