La notizia del decesso è stata diffusa dall'associazione Luca Coscioni.

Moderatore: Quixote

L’ultima lettera di Laura Santi: “Politica incompetente, sul fine vita uno sproloquio senza fine”...apptras ha scritto: ↑22/07/2025, 11:26 Laura Santi, la giornalista di Perugia che aveva chiesto il suicidio assistito, è morta questa mattina nella sua abitazione. La donna, 50 anni, si è auto-somministrata il farmaco letale: era affetta da una forma progressiva e avanzata di sclerosi multipla. Accanto a lei c'era il marito Stefano, al suo fianco da sempre nella battaglia per il fine vita. «Nell'ultimo anno le sofferenzae di Laura erano diventate intollerabili» ha detto l'uomo.
La notizia del decesso è stata diffusa dall'associazione Luca Coscioni.
400.00 persone in totale con il diritto di suicidarsi o costare meno alla società come fece Hitler a suo tempo ?In Italia, si stima che circa 144.000 persone vivano con la sclerosi multipla, con circa 3.600 nuove diagnosi ogni anno, secondo dati forniti da AISM. La malattia colpisce principalmente giovani adulti, tra i 20 e i 40 anni, e il numero di donne affette è circa il triplo rispetto agli uomini.
Tutti questi avranno poi il diritto di suicidarsi ?
Altri :
In Italia, si stima che ci siano circa 250.000 pazienti con malattie terminali ogni anno, per i quali le cure mediche non sono più utili a livello clinico, secondo Redattore Sociale. Di questi, una parte significativa non riceve cure palliative adeguate per il controllo del dolore, riporta Paginemediche..
Zavorre. Storia dell’Aktion T4: l’”eutanasia” nella Germania nazista 1939-1945
di Paola Perrone
già Presidente di Sezione della Corte di appello di Torino
La recensione a Zavorre, il testo dello storico Götz Aly (Einaudi, 2017) che ricostruisce la terribile vicenda dello sterminio pianificato di circa 200.000 disabili tedeschi durante il nazismo: ma questo libro non è solo orrore, è soprattutto rispetto per le vittime, e culto della memoria come mezzo per fare i conti con la propria storia
Questi assassinii sono il risultato di una pianificazione su larga scala che riguardò complessivamente 200.000 persone tedesche nell’intera Germania, allora in guerra; furono decisi da Adolf Hitler che rese nota la sua decisione di procedere ad una «eutanasia di massa» in una lettera dell’ottobre del 1939; furono organizzati da Joseph Goebbels per motivi invece assolutamente lontani dal concetto di eutanasia, e cioè per «alleggerimento collettivo».
Vieri ha scritto: ↑22/07/2025, 11:55 La recensione a Zavorre, il testo dello storico Götz Aly (Einaudi, 2017) che ricostruisce la terribile vicenda dello sterminio pianificato di circa 200.000 disabili tedeschi durante il nazismo: ma questo libro non è solo orrore, è soprattutto rispetto per le vittime, e culto della memoria come mezzo per fare i conti con la propria storia
Questi assassinii sono il risultato di una pianificazione su larga scala che riguardò complessivamente 200.000 persone tedesche nell’intera Germania, allora in guerra; furono decisi da Adolf Hitler
Nessuno l'ha costretta ed il "suicidio assistito" è previsto in Italia ma ritengo che debba essere motivato in questi casi dove l'esistenza sia vincolata alla presenza di macchinari per tenerti in vita artificialmente ed è un argomento molto complesso.L'ha forse costretta qualcuno?
Io direi invece il contrario e VIGLIACCO è colui che desidera rinunciare alla realtà della vita.Voi fanatici di un dio fasullo volete farli passare per vigliacchi ma ce ne vuole di coraggio, e tanto, per decidere di porre fine alla propria vita.
Un "vigliacco" è una persona che manca di coraggio di fronte al pericolo, al dolore, al rischio o all'intimidazione. In altre parole, è qualcuno che ha paura e non riesce ad affrontare una situazione difficile o spiacevole, preferendo evitarla o scappare.
Infatti non c'è nessun obbligo. Non è che se la Legge ammettesse il suicidio assistito chi ha "accettato la sua situazione con il desidero di VIVERE" verrebbe ... "suicidato".
Esatto, è un argomento molto complesso, che NON DEVE essere risolto da chi vuole imporre le sue idee agli altri.
Laura Santi se n’è andata così, come aveva scelto lei: nel suo letto, a casa sua, a Perugia.
A 50 anni, dopo venticinque di sclerosi multipla progressiva, che l’aveva paralizzata quasi del tutto, tranne il collo e tre dita della mano destra.
Ha scelto lei. E questo fa tutta la differenza.
Laura non è morta “perché malata”. È morta perché ha deciso che quel dolore, quell’inferno quotidiano, era diventato per lei intollerabile. E ha potuto dire basta ricorrendo al cosiddetto “suicidio assistito”. Con dignità, con lucidità, con coraggio. Con accanto il marito Stefano, che non l’ha mai lasciata sola.
Le sue ultime parole, affidate all’Associazione Luca Coscioni, sono un manifesto potente di libertà:
“La vita è degna di essere vissuta, se uno lo vuole, anche fino a cent’anni e nelle condizioni più feroci, ma dobbiamo essere noi che viviamo questa sofferenza estrema a decidere e nessun altro”.
Laura ha scelto per sé. Non per tutti. Non per imporre un modello. Solo per reclamare un diritto: quello di non essere imprigionati nel dolore quando non è più vita.
E mentre in Italia, grazie a battaglie come la sua, pochi riescono ancora a ottenere legalmente il suicidio assistito, troppo spesso tutto resta nelle mani del caso, del coraggio delle famiglie, dei tribunali, dei comitati etici.
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