La verità sul medio oriente, oltre la propaganda antisemita

Per discutere di temi ed argomenti di vario genere.

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Achille
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A proposito di propaganda antisemita:

Immagine

FALSO: questa bambina non è palestinese, la foto è del 2009 ed è stata scattata in Turchia

http://www.trekearth.com/gallery/Middle ... 138502.htm" onclick="window.open(this.href);return false;

Notate come questa foto, con il messaggio che trasmette, che serve ad alimentare l'odio verso gli Ebrei, è stata finora condivisa su facebook da oltre 1800 persone.

Si veda anche https://www.facebook.com/archivioantibu ... le?fref=ts" onclick="window.open(this.href);return false;
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mr-shadow

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La nonviolenza ha anche uno scopo di lungo periodo, non limitato alla cessazione dell’occupazione, ma proiettato nel creare le condizioni per il binazionalismo, concetto che è la bestia nera di Israele, poiché è considerato come la pura negazione del sionismo e quindi di ogni sforzo finora compiuto per creare uno Stato ebraico e mantenerlo...

La possibile scelta di nonviolenza dei palestinesi e Israele

http://www.italianieuropei.it/it/ie-onl ... raele.html" onclick="window.open(this.href);return false;
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Achille
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Messaggio da Achille »

mr-shadow ha scritto:La nonviolenza ha anche uno scopo di lungo periodo, non limitato alla cessazione dell’occupazione, ma proiettato nel creare le condizioni per il binazionalismo, concetto che è la bestia nera di Israele, poiché è considerato come la pura negazione del sionismo e quindi di ogni sforzo finora compiuto per creare uno Stato ebraico e mantenerlo...
mr-shadow, considerando chi sono gli interlocutori (Hamas, "religiosi" che istigano all'odio e alla distruzione totale di ogni Ebreo) pensi che una scelta non violenta sarebbe la soluzione? Se Israele rinunciasse alle armi per difendersi sparirebbe nel giro di pochi giorni. E per "sparire" intendo dire che tutti gli Ebrei verrebbero massacrati, così come sta facendo l'Isis in Siria con altre povere vittime di questo feroce fanatismo.
Interessante comunque questo articolo. L'ho letto finora solo in parte, essendo piuttosto lungo.
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Pegaso
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Messaggio da Pegaso »

Achille Lorenzi ha scritto:Incredibile strage dell’ISIL in un video, ma Israele non c’entra e il mondo fa finta di nulla

http://www.rightsreporter.org/incredibi ... -di-nulla/" onclick="window.open(this.href);return false;

Attenzione: il video (che per ragioni etiche non è incorporato all'articolo ma è visualizzabile a parte) contiene immagini terrificanti che testimoniano la ferocia di questa gente.
L'assordante silenzio del mondo di fronte alle gesta di questi esseri - ai quali tutto e' permesso e che chiamare bestie sarebbe del tutto inappropriato - e' una cosa ributtante.
E' comunque quello che hamas farebbe senza nessuna remora alla popolazione di Israele, se solo ne avesse l'occasione.
Presentazione: http://freeforumzone.leonardo.it/lofi/C ... 91853.html" onclick="window.open(this.href);return false;
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Messaggio da mr-shadow »

Mio caro Achille, è indubbio che da ambo le parti ci sia chi vorrebbe vivere in pace. Se ogni volta mi chiedi se è possibile arrivare alla pace con (parole tue) "Hamas, "religiosi" che istigano all'odio e alla distruzione totale di ogni Ebreo" è ovvio che devo rispondere no, e devo dare ragione non solo a te, ma anche all'ex presidente Peres, di cui avrai forse letto la recente intervista. (1) Ma io ho voluto evidenziare un paragrafo di quel lungo articolo che giustamente consideri interessante, e una frase di quel paragrafo cosa dice? Che il "binazionalismo [e un] concetto che è la bestia nera di Israele, poiché è considerato come la pura negazione del sionismo". Quindi io da una parte ti do ragione mille volte (2) ed anzi esprimo solidarietà per l'attacco personale postato poc'anzi, ma dall'altra insisto a sostenere che finché il potere sarà detenuto dai sionisti ci saranno sempre arabi pronti a imbracciare le armi. Nell'articolo (peraltro un po' datato rispetto all'attualità), si evidenzia come esistano degli sforzi per superare estremismo islamico ed estremismo ebraico, come ci sono islamici disposti a convivere con gli ebrei e viceversa. L'articolo sottolinea anche come fino a pochi anni fa i pacifisti di ambo le parti (quindi anche ebrei), erano considerati traditori, a rischio della vita se islamici, di reclusione se ebrei. Purtroppo nessuna delle due parti ha un leader pacifista carismatico, almeno paragonabile a celebri non violenti come Gandhi, il Dalai Lama, etc. Per l'ennesima volta ribadisco che la tua opera di informazione non è sbagliata, ma solo sbilanciata a favore di una parte che ha le sue colpe, e non sono poche.

(1) http://www.huffingtonpost.it/2014/08/06 ... _ref=italy" onclick="window.open(this.href);return false;
(2) Tanto perché su Yahoo dicono che qui scrive solo chi è allineato con la gestione (passatemi la battuta cretina).
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Messaggio da Achille »

Lettera aperta a Noa, a Naomi Wolf e a tutti quelli che parlano a nome degli ebrei

http://gheulacanaruttonemni.com/2014/08 ... -nome-mio/" onclick="window.open(this.href);return false;

Grande. Condivido parola per parola.
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Questo è Matan Gotlib, un soldato israeliano che è rimasto ucciso il 30 Luglio a Gaza.
Matan era in missione per scoprire i tunnel di Hamas quando dei bambini palestinesi gli sono corsi incontro, hanno detto di essere feriti e di avere necessità di essere portati in un centro medico nelle vicinanze.
Il soldato interruppe la sua missione, soccorse i bambini e li portò all'ospedale.
L'ospedale però era stato minato da Hamas con trappole esplosive.
Con Matab sono morti anche altri due suoi commilitoni e nulla si sa del destino dei bimbi, usati cinicamente come esca da Hamas.

https://www.facebook.com/VirtualJerusalem" onclick="window.open(this.href);return false;
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" onclick="window.open(this.href);return false;
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Paxuxu
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Messaggio da Paxuxu »

Io non sono intervenuto per il semplice motivo, che sono per l'eliminazione completa e totale sia dei palestinesi che dei loro fratelli arabi; per cui onde evitare il terzo warning, mi astengo dal proseguire ulteriormente sia la lettura che le risposte a questo trend.


Michele
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Due ragazze reggono il foglio con la scritta "Odiare gli arabi non è razzismo, è un valore."

Non "odiare i terroristi", odiare gli arabi. Ricorda tanto i cartelli "uccidere un fascista non è reato".

Immagine

Foto da Facebook, Il popolo di Israele chiede vendetta
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Siamo tutti stranieri, nessuna terra è nostra

Il nazionalismo peggiore è quello di legittimazione religiosa. Ne abbiamo avuto un esempio con il nazismo, che è stato una filiazione diretta del cuius regio eius religio. La matrice del nazionalismo religioso, che è una vera metastasi, si ha quando la religione, che è in cerca di assoluto e si legittima nell’assoluto, sostiene di possedere la verità. Io tento di contrastare questa tendenza perniciosa che è presente nell’Ebraismo, ma non solo, è un’ idea comune a tutti i monoteismi: l’idea della verità, il “noi abbiamo la verità”. Io sostengo: noi abbiamo opinioni. Inoltre: noi non abbiamo rivelazioni, abbiamo storie di rivelazioni, che è molto diverso.

Sto conducendo una mia personale battaglia, anche se non conto niente, ma la faccio ugualmente: io voglio difendere Dio dai religiosi. Questo è il mio impegno moni-ovadia-4principale perché non vogliono difendere Dio, vogliono rubargli il posto. Quando la legittimazione della terra è una legittimazione che pretende il valore assoluto, secondo un meccanismo comune a tutti i nazionalismi (“qui ci sono stati i miei padri e i padri dei miei padri”) diventa una devastazione che porta al teppismo violento, all’odio nel confronto degli altri, al desiderio di espellerli, di isolarli.

Non avrei mai creduto possibile vedere stelle di Davide nere – il colore della svastica - dipinte da giovani ebrei con il passamontagna come i black block per inneggiare alla terra inviolabile, la terra per cui versare il proprio sangue e quello degli altri. Ritengo che da questo punto di vista il nazionalismo ebraico sia una delle forme peggiori di nazionalismo, perché fa regredire l’Ebraismo a prima di Abramo. Ci si dimentica troppo spesso che Abramo fonda l’identità monoteista uscendo da una città, non fondando una città, e si presenta al mondo come straniero: “Sono io straniero e abito con voi”.

E la promessa di terra – perché qui sta la maledetta trappola – è sempre sub condicione: Dio dice sempre “la terra è mia”. Solo allora puoi andare in una terra promessa, solo quando sai che non è tua. La terra promessa è una terra in cui si vive da stranieri tra gli stranieri; non lo dico io, si legge nel Levitico (23, 25): “Tu nel cinquantesimo anno istituirai il giubileo, la terra è mia – dice Dio – la terra non verrà venduta in perpetuità perché la terra è mia”.

Infatti gli incrementi di proprietà venivano riazzerati e la terra ridistribuita secondo equità, a far capire che la terra non è dell’uomo, non può essere incrementata; all’uomo spetta solo ciò che gli serve per vivere. E prosegue: “Insieme allo straniero che gode dei tuoi stessi statuti, ricordati che fosti straniero in terra d’Egitto”. L’identità ebraica si forma nel deserto e non nella terra. Da ultimo il Santo Benedetto dice: “Davanti a me siete tutti stranieri” e una Bibbia protestante traduce: davanti a me siete tutti meticci avventizi.

Per questo io inorridisco di fronte al nazionalismo ebraico; il che non ha niente a che vedere, naturalmente, con il diritto di Israele a vivere in uno stato democratico che basa la propria identità statuale sul diritto internazionale e sui diritti universali, sul riconoscimento degli stessi diritti a un altro popolo che gli sta vicino; però questo è un altro discorso che rientra in un diverso progetto perché Israele, Israele proprio come Stato, ha anche una sua valenza simbolica MIDEASTnella “ricomposizione dell’infranto” di un popolo che doveva essere sterminato e che per un terzo è stato sterminato.

“E’ un grado di saggezza superiore sentirsi stranieri ovunque rispetto al sentirsi a casa ovunque”. E’ una citazione da Ugo da San Vittore, scrittore italiano del 1100, il quale dice: “Chi trova dolce la propria terra è solo un tenero dilettante; chi trova dolci tutte le terre è un uomo che si è incamminato già su una buona via, ma solo è perfetto chi si sente straniero in ogni luogo”. E questo viene secondo me proprio dalla grande tradizione biblica, anche evangelica – San Paolo ha parole memorabili sullo straniero – e tutte le grandi spiritualità riconoscono nello straniero il portatore della benedizione, l’onore verso lo straniero è una cosa sentita. Purtroppo il vero grande problema è che lo straniero viene percepito solo nell’alterità e non nella dimensione del sé.

Questa citazione da Ugo di San Vittore l’ho sentita da Todorov, grandissimo filosofo e sociologo bulgaro esule in Francia, che a sua volta l’aveva ripresa da Edward Said, intellettuale palestinese straordinario mancato qualche anno fa, che viveva esule negli Stati Uniti. Possiamo dire che è una citazione che circola tra gli esuli. Julia Kristeva, in un libro memorabile che costituisce una pietra miliare sull’argomento e che lei ha intitolato mirabilmente “Etrangers a nous même”, dice nel primo capitolo che lo straniero non è né la rivelazione in cammino, né l’avversario immediato da eliminare per pacificare il gruppo. Stranamente lo straniero ci abita, è la parte nascosta della nostra identità, la parte che destabilizza la simpatia e l’empatia familiare, che decostruisce l’abitazione, la parte oscura e inquieta. Riconoscerla in noi ci risparmia la vergogna di odiarla nell’altro.

Il vero problema della difficoltà che abbiamo con lo straniero è perché non riconosciamo lo straniero che è in noi, che è la parte più anticonformista, quella più slegata dal comunitarismo, è quella più ribelle che scalpita e di cui abbiamo una terribile paura perché la parte predominante in noi è conformista e vuole stare tranquilla. Non vuoi perdere la tua casa, anche se perdere la tua casa significa conquistare conoscenza e sapienza. L’immensa e poderosa metafora di Ulisse: a chi tocca il privilegio di essere esule? Di essere colui che fa per dieci anni una vita infernale ma acquisendo conoscenza e brillando per diventare migranti-8senso stesso del cammino di una civiltà universale. Chi tra tutti gli eroi? Il sapiente, il paziente Ulisse, a lui tocca il privilegio di diventare esule perché la conoscenza e l’intelligenza sono le sue virtù principali.

Questa la dice molto lunga. Quando noi tutti ci faremo degli Ulisse saldandoci con l’esodo…. L’esodo è uno dei punti più grandi in cui l’Ebraismo si salda con la grecità epica dell’epos, ecco che in questo senso Mosè invita ad andare fuori, Mosè non tornerà nella terra e non è un caso che il più grande in Israele non metta piede nella terra e non si sa dove sia la sua tomba. La tomba di Mosè nella terra sarebbe stato un potente aggregante nazionale, ma gli ebrei non sarebbero più stati gli ebrei. Mosè tiene molto a mantenere la condizione dell’esilio. E’ la grande dialettica incomponibile, diciamo una sorta di aporia vitalizzante che è quella tra particolarismo e universalismo, fra terra ed esilio, che va mantenuta costantemente in vita.

Il rapporto con i nostri i stranieri? La Bibbia a questo proposito è inequivoca. Nel Levitico (19, 18) è scritto: “Amerai il prossimo tuo come te stesso” e poco più in là: “Lo straniero che abita presso di te non lo molestare, è come il tuo compatriota”. “Amerai lo straniero” è il comandamento più ripetuto in tutta la scrittura ebraica, il più importante.Vogliono trasformare la Torah in un manuale di nazionalismo aggressivo e, lo ripeto e insisto (è per questo che mi sono preso degli insulti) questo è il vero problema: vogliono riportare l’Ebraismo alla dimensione tribale dalla quale Abramo lo ha fatto uscire. Abramo rompe il tribalismo, crea la condizione di straniero proprio perché devi farti straniero per poter coniugare universalismo e particolarismo; l’ebreo diasporico dell’Est Europa, proprio stando con la Torah, ha prefigurato il cittadino europeo quando l’Europa non era pronta, era ancora isterica e piena di nazionalismi e di lacerazioni e di divisioni.

L’ebreo è stato distrutto perché incarnava proprio un cittadino transnazionale: era sì, lealissimo cittadino del suo paese, ma magari parlava setto o otto lingue, aveva parenti in ogni angolo d’Europa e anche fuori, aveva una specie di internet che era l’Yiddish, era straniero eppure cittadino del proprio paese, era straniero eppure era il poeta più grande della cultura che rappresentava: prendiamo Heine, neppure i nazisti sono riusciti a toglierlo dai prontuari scolastici tanto era importante. L’ebreo dell’Yiddish, che è a suo modo lo rabbini-1zingaro in una maniera più lirica, ha prefigurato quel cittadino europeo che goffamente noi cerchiamo di costituire. Loro lo erano in modo molto meno goffo perché erano a loro agio dovunque e a disagio dovunque.

Io sono italiano, sono nato italiano, la mia lingua è l’italiano, mio zio Samuel è sepolto a Redipuglia, è morto per la patria nell’11° Reggimento Bersaglieri, eppure io mi sento terribilmente a disagio, in questo momento mi sento molto più esiliato qui che quando vado fuori, ma non mi dispiace questa condizione di esiliato, me ne dispiacciono le ragioni. La capacità di essere europei ci arriverà solo quando noi usciremo dalla schiavitù del nazionalismo che in realtà non è solo la schiavitù del furore antagonistico, ma è anche il panico di perdere il proprio ubi consistam. Risponderei a Battiato: io non cerco il mio centro di gravità permanente ma il mio centro di disequilibrio permanente.

Questa è la storia in cui ancora si agita l’Europa che fatica molto ed è ancora ricolma dei suoi infami retaggi nazionalistici, sia dal punto di vista dei furori, lo vediamo con il localismo e lo vediamo con l’opportunismo nella guerra dell’ex Jugoslavia: l’Europa si è comportata in maniera ripugnante, parlo delle strutture nazionali, non parlo degli europei che sono andati ad aiutare, gli straordinari ragazzi della solidarietà. Che cosa ha fatto l’Europa: non ha sostenuto l’esperimento Marcović che poteva tenere insieme la Federazione, un esperimento transnazionale che poteva essere paradigma per un’Europa transnazionale.

La Germania ha immediatamente riconosciuto la Croazia, immediatamente! Vecchio vizio, eh? E così ha fatto il Vaticano dividendo i cristiani – mi dispiace dover dire queste cose ma adesso in Vaticano le sanno meglio di me – dividendo tra cattolici e cristiani, infatti cattolicissimi croati e cristianissimi serbi si sono massacrati con crudeltà inaudita. E noi andiamo a dare lezioni all’Islam?

Sono molto vicino alle identità minoritarie perché devono continuamente subire la prepotenza delle maggioranze. Ho difeso, difendo, mi occupo, addirittura diffondo come paradigma l’identità minoritaria ebraica, il popolo ebraico in Europa perché gli ebrei, come gli zingari, sono gli unici ad aver realizzato un capolavoro unico nella storia dell’umanità: un popolo in tutto e per tutto, con profonde strutture del sentimento, emozioni, riconoscibilità, islam-preghiera-2identità, tradizioni, letteratura, lingua, canti, fede, fervore, eppure popolo senza nazioni, senza fili spinati, senza burocrazia, senza eserciti, senza coltelli in tasca. Per questo è stato così facile sterminarli.

Ma quando la stessa identità ebraica si situa in una terra dove dovrebbe potersi realizzare lo Stato super-democratico in cui qualcuno sognava addirittura che il presidente potesse essere un arabo (e perché no? Ci sono un milione di palestinesi che vivono nello stato di Israele, ci sono un milione di russi, di cui almeno la metà non è ebrea, ma per me se un russo che se ne è andato dall’Unione Sovietica e vuole essere ebreo, secondo me è così pazzo da rappresentare il paradigma dell’ebraismo), quando quella stessa identità diventa maggioritaria….

Oggi il vero problema della pace con i palestinesi è questo: ritornare, da parte degli israeliani, a farsi minoranza con spirito di minoranza in mezzo alla minoranza palestinese e naturalmente ritrovare l’equilibrio dei due popoli che hanno storie diverse ma anche simili sofferenze, ritrovarsi e progettare dapprima sul piano simbolico la ricomposizione per scendere poi su quello pratico. Quindi difendo i piccoli nazionalismi? No, dipende. Io difendo i disarmati, i poveracci.

Sta succedendo che l’evoluzione dalla scimmia all’essere umano è molto più lenta di quella che noi, in modo molto arrogante e con una hibrys inspiegabile, credevamo. Quando un uomo fa l’affermazione “Dio è con noi”, che non a caso è stata codificata dal nazismo (Gott ist mit uns) scende a quello stesso livello. Non importa se si chiami Osama Bin Laden o George W. Bush. Che cosa è successo? Questa è una mia teoria: gli idolatri, potentissimi, sono ancora i dominanti.

Noi non siamo affatto dominati, come ci viene detto, dal monoteismo, noi siamo dominati dall’idolatria. Quando il monoteismo ha fatto la sua irruzione potente e rivoluzionaria, perché è stata la rivoluzione più grande della storia dell’umanità, e non uso la parola rivoluzione casualmente, viene fondato l’essere umano come lo intendiamo noi.

Prima di Abramo non c’è l’essere umano. Abramo lo unifica, lo rende universale. Gli idolatri hanno capito che non c’era gioco con quel Dio lì: troppo potente… mandava a carte quarant’otto il sistema e allora hanno detto: ci pensiamo noi, entriamo dentro e quel Dio lo facciamo diventare un idolo. Perché quando uno dice “Gott ist mit uns”, prima di tutto non ha letto il vangelo: Dio fa piovere sui buoni e sui malvagi.

Se il Dio del monoteismo è il Dio di tutti, e se Bush si sforzasse, scoprirebbe che c’è un versetto del Corano, il 48 della seconda Sura, che dice: “Se Allah avesse voluto fare di tutti gli uomini una sola comunità di fede lo avrebbe fatto”, sottinteso che invece non ha fatto così. “A ciascuno di voi ha dato una regola e una via: gareggiate nelle opere di bene, un giorno tornerete ad Allah e lui vi spiegherà le ragioni del vostro essere diversificati”. Il merito è l’opera di bene, non la religione. Ciascuno ha la sua, non c’è problema. E’ la volontà di Allah, l’Onnipotente. Ma c’è un altro versetto ancora più bello, il 256 della seconda Sura, che dice: “Se Allah avesse voluto fare di tutti gli uomini dei credenti, lo avrebbe fatto”.

(Moni Ovadia, estratti da un’intervista rilasciata a “DireOnLine”, http://www.direonline.it" onclick="window.open(this.href);return false;).
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Messaggio da Achille »

mr-shadow ha scritto:Due ragazze reggono il foglio con la scritta "Odiare gli arabi non è razzismo, è un valore."

Non "odiare i terroristi", odiare gli arabi. Ricorda tanto i cartelli "uccidere un fascista non è reato".

Foto da Facebook, Il popolo di Israele chiede vendetta
Il razzismo è presente in ogni società.
E' diverso quando l'odio ed il razzismo sono una "cultura", istituzionalizzata e santificata come dovere religioso e volontà divina.
Nella società israeliana ci sono molte anime. Io sono rimasto meravigliato durante il mio breve soggiorno a Gerusalemme nel vedere la "varietà sociale" presente in questa città: nel giro di poche centianaia di metri si passa dal quartiere ortodosso (dove si vedono ebrei vestiti di nero con le treccie) al quartiere "moderno", con ragazzi e ragazze seduti fuoi dai bar a guardare le partite di calcio e a bere birra.
Un'atmosfera decisamente occidentale e liberale, impensabile in certe società "talebane".

Clicca per vedere l'immagine a dimensioni originali
Cliccare per ingrandire. Quartiere di Gerusalemme. Foto mia.
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Messaggio da Achille »

Gaza: 1.800 morti sono pochi per Hamas. Ripreso il lancio di missili su Israele

8 agosto 2014 By Rights Reporter

Evidentemente 1.800 morti (secondo fonti palestinesi) non bastano a risollevare le sorti di Hamas, ce ne vogliono di più. Così questa mattina i terroristi allo scadere della tregua umanitaria di 72 ore hanno ripreso il lancio di missili verso Israele con la ferma volontà di provocare la reazione israeliana.
Alle 8 in punto Hamas ha lanciato missili Grad su Ashkelon e sui Consigli regionali di Hof Ashkelon e Eshkol facendo entrare in funzione il sistema di difesa Iron Dome il quale ha intercettato e abbattuto tre dei dieci missili lanciati da Haams che erano diretti verso i centri abitati. Uno dei missili è caduto appena fuori il kibbutz di Eshkol mentre un missile è caduto addirittura all’interno della Striscia di Gaza.

Nel momento in cui scriviamo non si registra alcuna reazione da parte israeliana, ma è probabile che Israele non possa e non voglia non rispondere a questo ennesimo atto criminale.

http://www.rightsreporter.org/gaza-1-80 ... u-israele/" onclick="window.open(this.href);return false;

Se Israele reagirà, così come avrebbe il diritto di fare qualsiasi Stato di fronte agli attacchi terroristici deliberati e provocatori verso la popolazione civile, sarà accusata di essere uno stato criminale dai media e dai "pacifisti" a senso unico.
A proposito: dove sono le manifestazioni per protestare contro i crimini (quelli veri) che stanno avvenendo in questi giorni per mano dei fanatici criminali dell'Isis, stretti "parenti" di Hamas?
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Messaggio da Achille »

Hamas ha rotto la tregua per l'ennesima volta: ha ripreso a sparare su tutto il sud, a Ashkelon, Ohad, Sohar, Sde Nitzan, Telmei Eliyahu, Yesha, Mivtahim, Amioz, Hof Ashkelon, Be'er Ganim, Zikim, Holit, Nir Yitzhak, Sufa, Netiv Ha'esreh, Yad Mordehai, e Carmia, un missile ogni tre minuti.

http://www.israelnationalnews.com/News/ ... -Rh-9SSxIc" onclick="window.open(this.href);return false;
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Messaggio da mr-shadow »

A proposito: dove sono le manifestazioni per protestare contro i crimini (quelli veri) che stanno avvenendo in questi giorni per mano dei fanatici criminali dell'Isis, stretti "parenti" di Hamas?
I sinistronzi italiani manifestano solo quando ci sono di mezzo gli USA. Sono filo-palestinesi solo perché Israele è amico degli Stati Uniti. Che gliene può fregare dell'ISIS? Non possono certo permettersi di parlare di democrazia visto che difendono i regimi dittatoriali di Cina, Cuba, etc.
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Messaggio da Paxuxu »

mr-shadow ha scritto:Non possono certo permettersi di parlare di democrazia visto che difendono i regimi dittatoriali di Cina, Cuba, etc.
Sbagliatissimo, A Cuba non esiste nessun regime, ma è il popolo a decidere la Sua rotta nella vita nel mondo.

Lo stesso dicasi della Cina, la quale ha indetto anche libere elezioni eliminando, ossia allontanando con gentilezza la banda dei Quattro.

Qui non siamo nelle Sale del Regno, dove nessuno s'informa realmente di quello che succede nel Mondo di Satana!


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Messaggio da mr-shadow »

democrazia alla cinese

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Messaggio da Paxuxu »

Quella è pura propaganda capitalistica americana, non c'è stato nessun comunicato ufficiale dalla Cina né tantomeno foto diramate dal legittimo Governo Popolare Cinese, per cui non hanno valore le foto mostrate, oggigiorno anche con photoshop si fanno "miracoli" per taroccare le immagini.


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Messaggio da mr-shadow »

:ft:

Sono foto talmente false che giustamente uno si chiede di quale massacro si sono vantati i comunisti cinesi...
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Messaggio da Paxuxu »

Io leggo quel giornale in italiano, la scrittura cinese è molto diversa, come mai?


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Messaggio da mr-shadow »

Per risponderti dovrei violare l'art. 5 punto a) del regolamento quindi lascio perdere (tantopiù che siamo OT, del quale mi scuso per averlo provocato).
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Messaggio da Cicciuzzo »

Achille Lorenzi ha scritto:A proposito di propaganda antisemita:

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FALSO: questa bambina non è palestinese, la foto è del 2009 ed è stata scattata in Turchia

http://www.trekearth.com/gallery/Middle ... 138502.htm" onclick="window.open(this.href);return false;

Notate come questa foto, con il messaggio che trasmette, che serve ad alimentare l'odio verso gli Ebrei, è stata finora condivisa su facebook da oltre 1800 persone.

Si veda anche https://www.facebook.com/archivioantibu ... le?fref=ts" onclick="window.open(this.href);return false;
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"Peggio che dire una menzogna è passare tutta la vita rimanendo fedeli ad una menzogna." (Robert Brault)

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Cicciuzzo ha scritto:Parliamo di Giulietto Chiesa,che pretese avevi,che scrivesse cose intelligenti? O cose vere?
Già... https://www.google.it/search?q=giuliett ... eG8Qeo8YAo" onclick="window.open(this.href);return false;
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Messaggio da deliverance1979 »

Al termine della tregua, Hamas non si smentisce mai..... :fronte:

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/m ... 7ea89.html
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Messaggio da Achille »

Achille Lorenzi ha scritto:L'articolo completo e la replica di Vattimo qui:

http://www.informazionecorretta.com/mai ... 0&id=54591" onclick="window.open(this.href);return false;

Copio/incollo l'introduzione dei due articoli, che fa delle precisazioni e sottolineature opportune:

Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, a pag. 11, l'articolo di Alan Dershowitz dal titolo " 'Caro Vattimo, vai a Gaza o in Iran a sostenere i diritti dei gay' " e l'articolo di Gianni Vattimo dal titolo " 'Caro Dershowitz, là non c'è una guerra ma una strage' ".

All'articolo di Dershowitz aggiungiamo solo una precisazione. Il giurista americano scrive che Vattimo "chiassosamente difende i diritti dei gay".
In realtà, pur essendo lui stesso omosessuale, Vattimo ha sempre tenuto strette relazione con gli stati che hanno perseguitato i gay, incarcerandoli o peggio. Così è stato con il regime di Cuba, osannato da Vattimo, e con l'Iran, dove gli omosessuali vengono regolarmente impiccati. La qualifica di difensore degli omosessuali non solo non gli spetta, ma andrebbe sostituita con quella di connivente con i persecutori. Come ha raccontato Angelo Pezzana nel suo libro "Un omossessuale normale", Edizioni Stampa Alternativa.

Nella replica a Dershowitz Vattimo conferma soltanto il proprio odio per Israele - da lui demonizzato esattamente come nel Medio Evo erano demonizzati gli ebrei - e il suo aperto appoggio a un'organizzazione terroristica, totalitaria e dal programma politico genocida come Hamas.
Quella che segue è una lettera inviata al giornale La Stampa da Franco Debenedetti, e non pubblicata dal quotidiano.
E' una risposta alla replica di Gianni Vattimo ad Alan Dershowitz.

In allegato, copia della lettera che sto inviando a "La Stampa". Un cordiale Shalom a tutto lo staff di Informazione Corretta e congratulazioni per il vostro più che mai prezioso, generoso, splendido lavoro in favore della verità e della giustizia.
Franco Debenedetti, Milano

…E così, l’Esimio-Eccellentissimo-Chiarissimo Professor Vattimo non aderisce all’invito dell’avvocato Dershowitz di recarsi a Gaza temendo di essere arrestato da Israele in base a non meglio precisate ed incomprensibili (?) leggi anti-Hamas condivise con gli USA.
Non dubito che Gianni Vattimo sia considerato persona non grata dagli israeliani (come dar loro torto?) e che probabilmente verrebbe fermato (non arrestato) al suo arrivo all’aeroporto Ben Gurion per essere poi immediatamente rimesso sul primo volo in partenza per l’Italia.
Se però il nostro illustre filosofo veramente vuole andare a Gaza può comunque farlo tranquillamente transitando per l’Egitto ed attraversando la frontiera con la Striscia di Gaza controllata dalla Dogana egiziana. Al suo arrivo a Gaza avrà modo di constatare qual è il trattamento riservato da Hamas a chi fa pubblica ed aperta professione della propria condizione di omosessuale e di attivista pro-gay.
Il nostro soi-disant Illustre Filosofo prosegue poi nel dichiarare che Israele ha violato tutte le delibere dell’ONU e di altri organismi internazionali dai quali dipendeva la sua stessa esistenza come Stato.
Ora, con la dovuta premessa che l’esistenza dello Stato di Israele non dipende certo da delibere di organismi internazionali, bensì:
• Dalla straordinaria coesione morale e nazionale della sua popolazione;
• Dalla perdurante eccellente performance della sua economia, povera di risorse ma ricca di capacità creative imprenditoriali;
• Dall’altissimo livello delle sue università e dei suoi centri di ricerca;
• Da una sapiente conduzione politica, che ha saputo allocare intelligentemente le risorse investendo anche e soprattutto in ricerca e sviluppo, consentendo al Paese di superare brillantemente gravi problemi come quello dell’acqua, che affliggono tutta l’area circostante e che altrove sembrano irrisolvibili;
• Dalla vasta rete di relazioni diplomatiche ed economiche instaurate con numerosissimi Paesi;
• Infine, ma non certo in ordine di importanza, dalle formidabili capacità militari delle sue forze armate, se il prof. Vattimo intendeva riferirsi a una sorta di “legittimazione” internazionale, non gli sarà certo sfuggito che Israele accettò il piano di spartizione delle Nazioni Unite (sciaguratamente rifiutato dagli arabi del territorio mandatario) , con il quale ci si proponeva, già dal 1947/48, la creazione di due Stati, l’uno ebraico e l’altro arabo-palestinese.
La soluzione definitiva a due Stati è stata in seguito respinta altre due volte, durante i Governi di Ehud Barak e di Ehud Olmert, a riprova che i Palestinesi “non perdono mai l’occasione di perdere un’occasione”.
Sono invece d’accordo con Vattimo sulla inutilità di un “sigillo” internazionale che certifichi che Hamas è un movimento terrorista: che lo sia, è già sotto gli occhi di chi occhi ha per vedere e buona fede da spendere nella semplice attività di informarsi.
Non oso pensare che l’Insigne Cattedratico, il Serio Studioso, trascuri di basare i suoi giudizi sulla realtà dei fatti, quindi - per solo amor di polemica intellettuale - gli citerò qualche piccolo esempio di “guerra partigiana”, come la definisce lui:
1. il massacro di Pesach nel marzo del 2002, in cui 30 persone furono uccise a Netanya in una sala per banchetti;
2. il massacro sull'autobus numero 20 di Gerusalemme nel novembre dello stesso anno 2002 (11 morti);
3. il massacro sull'autobus numero 2 di Gerusalemme nell'agosto del 2003 (23 morti);
4. l'attacco alla città di Beersheba nell'agosto del 2004, (15 morti).
Sono solo una piccola parte delle operazioni rivendicate da Hamas. La totalità delle vittime erano civili. E secondo il professore, questi assassini sarebbero partigiani.
E il professore è uomo d’onore. Strano, non mi risulta che i nostri partigiani abbiano mai fatto saltare in aria una birreria di Amburgo o una balera di Monaco o un filobus a Dresda.
Di qui, il perentorio invito di Vattimo al Prof. Dershowitz ad abbandonare l’argomento “Hamas organizzazione terrorista”, definizione secondo lui appartenente al solo lessico della cosiddetta propaganda israeliana, giacché la sua trascorsa esperienza di Europarlamentare è sicura fonte di non meglio precisate pressioni americane (che chissà perché, sarebbero arrivate al Parlamento Europeo) per far chiamare con l’appropriatissimo appellativo di terrorista un gruppo che compie e rivendica sfrontatamente attentati terroristici, che ha scritto nel suo statuto che intende rimpiazzare lo Stato d’Israele con una Repubblica Islamica, e che intende inseguire e uccidere tutti gli ebrei (gli ebrei tutti, non solo quelli di Israele) tranne quelli che si rifugeranno dietro un certo mitico albero.
Sono certo che il Professor Vattimo conosce lo Statuto di Hamas, n'est-ce pas? Si tratta di un documento a disposizione di tutti, è su internet. Tuttavia, il nostro filosofo ritiene (è un suo diritto: tutte le opinioni, anche le più aberranti, hanno piena legittimità) che Hamas sia un valido interlocutore per Israele, la quale non avrebbe alcun fondato motivo per non sedersi ad un tavolo di trattative avendo di fronte un killer determinato ad ottenere nulla di meno che la sua stessa mera sopravvivenza come Nazione.
E questo perché Hamas comanda a Gaza in virtù di un’elezione democratica. Timidamente mi permetto di segnalare che anche Hitler e Mussolini ottennero la maggioranza relativa in elezioni sino ad allora democratiche. Altrettanto timidamente segnalo che Israele non ha misconosciuto il risultato di quelle elezioni:
• ne ha preso atto;
• ha deplorato la scellerata opzione dei cittadini di Gaza, evidentemente autolesionista e criminale;
• ha osservato con raccapriccio il modo con cui Hamas ha completato e consolidato la sua vittoria elettorale: i rivali di Al Fatah buttati dai grattacieli di Gaza, gli oppositori politici immediatamente tacciati di “collaborazionismo” con il “nemico sionista” e giustiziati sommariamente, i loro cadaveri scempiati legati alle motociclette dei miliziani e trascinati per Gaza City fra le urla belluine di trionfo della folla osannante;
• ha infine valutato che Hamas è una banda di tagliagole, con una spiccata riprovevole predilezione per le gole dei bambini ebrei, ed ha deciso che con loro non si può trattare.
Ma tant’è. Per Gianni Vattimo si tratta di partigiani, che - con mezzi assai rudimentali - lottano contro lo strapotere di uno dei più potenti eserciti del mondo. I mezzi assai rudimentali sono i gli oltre 20.000 razzi con cui si è terrorizzata per anni la popolazione civile di Sderot, di Ashqelon, di Ashdod, di Beersheba, ed ora anche quella di Tel Aviv, di Holon, di Herzliya, di Netanya, di Gerusalemme e persino di Haifa.
Oltre il 35% di questi ordigni sarebbe andato a bersaglio se non fosse stato intercettato dal mai abbastanza benedetto sistema contraereo Iron Dome, con le prevedibili conseguenti stragi, il cui mancato verificarsi è di tutta evidenza per il Preclaro Prof. Vattimo motivo di cruccio e doglianza.
Bontà sua, ora precisa che desidera “più morti israeliani” riferendosi ai soldati di Israele e non ai civili, ma omette di spiegarci come ciò sia possibile, dato che la quasi totalità del potenziale bellico di Hamas è riversato su obiettivi civili. Sarebbe inoltre istruttivo per lui farsi chiarire le idee sul concetto che i suoi protetti hanno dei cittadini israeliani: nessuno è considerato un innocente civile, nemmeno i bambini neonati, perché crescono e finiscono per essere chiamati al servizio di leva.
Infine, l’unghiata del filosofo. In cauda venenum. L’esercito dello Stato Ebraico si fregia ingiustamente del carattere di “ebraico”. Abbiamo un intellettuale non ebreo, la cui competenza in materia di ebraismo mi sembra assai discutibile, che finalmente ci svela, alla luce della sua scienza, ciò che è veramente ebraico e lo distingue e lo distanzia da ciò che - sempre secondo lui – non lo è. Ci tengo a tranquillizzare il Professore: certo, esistono sparute minuscole minoranze di ultraortodossi e di “Ebrei di Corte” che si comprano onori, incarichi politici, prebende, cattedre universitarie lautamente retribuite, attaccando in ogni occasione Israele e la sua legittima esistenza. Io personalmente non ne conosco nessuno ma so che ci sono e che sono famosi proprio per questo. Ma la stragrande maggioranza degli Ebrei della Diaspora sa perfettamente di poter contare su sicuro rifugio in Israele e possente difesa nel suo esercito qualora Vattimo & compagnia di destra e di sinistra prendessero il potere. E non chiamo Vattimo antisemita perché difende Gaza, bensì perché nega ad un'unica Nazione, il popolo ebraico riunito in Israele, il diritto all’autodifesa. Quanto alla Shoah, nessuno la vuole evocare a sproposito. Semplicemente vorremmo evitarne un’altra. Abbiamo già dato.

Franco Debenedetti

Fonte: http://www.informazionecorretta.com/mai ... 0&id=54724" onclick="window.open(this.href);return false;
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