Non sono riusciti a replicare la fotosintesi ed i misteri continuano...

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Non sono riusciti a replicare la fotosintesi ed i misteri continuano...

Messaggio da Vieri »

Qual è il processo chimico che ha reso possibile la vita sulla terra (e perché non riusciamo a replicarlo)
di Telmo Pievani
Alla scoperta di un processo chimico che ha rivoluzionato il pianeta, riempiendo l’atmosfera di ossigeno e rendendo possibile la vita come la conosciamo
La Fotosintesi
Telmo Pievani
Questo non è Gemini ma
Dal 2012 è professore ordinario presso il Dipartimento di Biologia dell'Università degli Studi di Padova[3], dove insegna Filosofia delle scienze biologiche[4], Bioetica e Divulgazione naturalistica. Dal 2016 è Delegato del Rettore per la Comunicazione Istituzionale dell’Università degli Studi di Padova. Dal 2017 al 2019 è stato Presidente della SIBE - Società Italiana di Biologia Evoluzionistica.
Un progetto realizzato con il supporto di Logo Habacus
Intorno a 2,4 miliardi di anni fa, i cianobatteri impararono a convertire energia solare e CO2 in composti organici. Le piante terrestri lo fanno «soltanto» da 450 milioni di anni. Attraverso la «fotosintesi ossigenica», energia luminosa venne usata per scindere l’acqua, ricavando idrogeno e assorbendo anidride carbonica per produrre (insieme ai sali) materia organica, rilasciando come scarto l’ossigeno. Come effetto collaterale contingente, in atmosfera cominciò a diffondersi un gas prima assente, assai reattivo, che favorisce la combustione. Per noi ossigeno significa vita, ma non fu sempre così.

L’evento innescò una rivoluzione: il Grande Evento Ossidativo. In centinaia di milioni di anni l’atmosfera si riempì di ossigeno, fino a quel 21% che è stabile (per nostra fortuna) da 800mila anni almeno. Si formò la fascia di ozono che ci protegge dai raggi ultravioletti. Il pianeta subì un raffreddamento drammatico, a causa della riduzione del metano atmosferico, trasformandosi in una grande palla di neve. Le forme di vita che fino ad allora avevano proliferato in condizioni anossiche furono spazzate via, perché per molte di loro l’ossigeno era un veleno, e i pochi sopravvissuti furono relegati in nicchie marginali (oggi li troviamo, per esempio, nell’intestino dei ruminanti o negli abissi oceanici). Invece altri microbi, e poi gli animali, tutto quell’ossigeno impararono a respirarlo, rilasciando come scarto acqua e anidride carbonica che viene riassorbita da fitoplancton e piante. In questo grande intreccio di cicli di regolazione biogeochimici, i microbi che sopravvissero alle oscillazioni climatiche e poi il fitoplancton crearono le condizioni che oggi ci mantengono in vita: hanno reso la Terra abitabile per noi.

La crisi dell'ossigeno e la ricetta della fotosintesi
Non dimentichiamolo mai: viviamo su un pianeta violento e imprevedibile, che non è fatto su misura per noi. Le regole fondamentali del gioco ecologico possono cambiare e gli organismi che proliferavano nel periodo precedente possono venire a trovarsi in difficoltà ed estinguersi. I dominatori del momento saranno i soccombenti alla prossima svolta planetaria. Inoltre, la crisi dell’ossigeno ci insegna che non è soltanto la vita che deve adattarsi alle pressioni selettive del pianeta, ma il pianeta stesso è stato plasmato dalla vita, in una relazione di reciproca trasformazione.

Non dimentichiamolo mai: viviamo su un pianeta violento e imprevedibile, che non è fatto su misura per noi
Torniamo allora alla ricetta, apparentemente semplice, della fotosintesi. L’acqua si scinde in ossigeno e idrogeno (un processo molto dispendioso) e quest’ultimo, opportunamente ricombinato, viene utilizzato per trasformare l’anidride carbonica in carboidrati. La ricetta sembra elementare: sei molecole di anidride carbonica e sei molecole di acqua si riorganizzano in una molecola di glucosio, rilasciandone sei di ossigeno. I fotoni diventano energia chimica.
Ma in realtà il processo non è molto efficiente (in natura la norma non è la perfezione ma il sapersi arrangiare), richiede complessi cicli di reazioni chimiche e le membrane fotosintetiche delle foglie e le clorofille sono miracoli di delicatezza e fragilità. Ecco perché è così difficile riprodurre in laboratorio la fotosintesi. Bisogna costruire una nano-architettura multistrato assai complessa per il trasferimento degli elettroni in cicli di reazioni. Inoltre, manca ancora qualche ingrediente chimico per assorbire pienamente lo spettro della luce. Nel racconto «Oro», nella raccolta «Il sistema periodico», Primo Levi definisce giustamente la fotosintesi clorofilliana una «poesia solenne, nota solo ai chimici», che andrebbe raccontata a tutto il popolo, tanto è straordinaria.

La fotosintesi clorofilliana una «poesia solenne, nota solo ai chimici»
Fu proprio Levi a sostenere che se fossimo stati capaci di addomesticarla e ripeterla in laboratorio avremmo risolto i grandi problemi dell’umanità, persino la fame nel mondo. Immaginate di tinteggiare la parete di un palazzo di periferia con una brillante vernice verde. Il sole illumina la superficie. Alcuni getti d’acqua la bagnano. La pellicola verde assorbe anidride carbonica dall’aria circostante e la mescola all’acqua grazie all’energia solare (una fonte di energia rinnovabile, migliaia di volte superiore al fabbisogno mondiale e inesauribile per i prossimi cinque miliardi di anni). Come risultato, emette ossigeno e produce alla sua base una deliziosa colata di zucchero. Non sarebbe fantastico? Potremmo affrontare in modo nuovo l’urgenza di ridurre i gas serra in atmosfera, mitigando il riscaldamento climatico causato dall’umanità. Per ora, non ne siamo capaci. In realtà, macchine meravigliose capaci di fare tutto questo, da centinaia di milioni di anni, esistono già. Si chiamano alberi. E faremmo bene a rispettarli molto di più.

Per approfondire:

P.G. Falkowski, 2015, I motori della vita, Bollati Boringhieri, Torino, 2016.
P. Levi, 1975, Il sistema periodico, Einaudi, Torino.
A. Piseri, P. Poltronieri, P. Vitale, 2020, Ritratti della natura. Lezioni di biologia, V anno, Loescher Editore, Torino.
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Re: Non sono riusciti a replicare la fotosintesi ed i misteri continuano...

Messaggio da Valentino »

L'articolo spiega perché è così difficile replicare la.fotosintesi in laboratorio: "Bisogna costruire una nano-architettura multistrato assai complessa per il trasferimento degli elettroni in cicli di reazioni".

Articolo interessante e Telmo Pievani piace molto al nostro amico Mauro.

Come mai questo interesse botanico?
Possiamo affermare con indiscutibile certezza che [Gesù] non si considerò mai come l’unico figlio di Dio, come Dio in forma umana.
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Re: Non sono riusciti a replicare la fotosintesi ed i misteri continuano...

Messaggio da apptras »

Valentino ha scritto: ↑05/02/2026, 16:20 Come mai questo interesse botanico?
Non si può replicare = E' un progetto dei piani alti...
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Re: Non sono riusciti a replicare la fotosintesi ed i misteri continuano...

Messaggio da Vieri »

Valentino;
Come mai questo interesse botanico?
Come al solto non ci arriva mai da solo ed ha sempre bisogno di una spiegazione !
Era la dimostrazione che la teoria dell'evoluzione NON spiega tutti i misteri della natura. Chiaro ora ?
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Messaggio da apptras »

Vieri ha scritto: ↑05/02/2026, 18:37 la teoria dell'evoluzione NON spiega tutti i misteri della natura
E allora? Siccome la scienza non lo spiega vuol dire che è opera del tuo dio?
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Re: Non sono riusciti a replicare la fotosintesi ed i misteri continuano...

Messaggio da Valentino »

Vieri ha scritto: ↑05/02/2026, 18:37 Valentino;
Come mai questo interesse botanico?
Come al solto non ci arriva mai da solo ed ha sempre bisogno di una spiegazione !
Era la dimostrazione che la teoria dell'evoluzione NON spiega tutti i misteri della natura. Chiaro ora ?
Peccato però che l'articolo non sostiene quanto affermi, ma qualcosa di diverso. Nell'articolo non c'è scritto che la fotosintesi sia un mistero e nemmeno c'è scritto che la fotosintesi non sia spiegabile con la teoria dell'evoluzione. Si afferma soltanto che, per il momento, gli scienziati non sono ancora riusciti a replicarla in laboratorio. E per motivi noti tra l'altro, ovvero a causa degli attuali limiti delle nanotecnologie.
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Re: Non sono riusciti a replicare la fotosintesi ed i misteri continuano...

Messaggio da VictorVonDoom »

Vieri ha scritto: ↑05/02/2026, 18:37 Valentino;
Come mai questo interesse botanico?
Come al solto non ci arriva mai da solo ed ha sempre bisogno di una spiegazione !
Era la dimostrazione che la teoria dell'evoluzione NON spiega tutti i misteri della natura. Chiaro ora ?
E quindi?
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Messaggio da Valentino »

VictorVonDoom ha scritto: ↑06/02/2026, 9:56
Vieri ha scritto: ↑05/02/2026, 18:37 Valentino;
Come mai questo interesse botanico?
Come al solto non ci arriva mai da solo ed ha sempre bisogno di una spiegazione !
Era la dimostrazione che la teoria dell'evoluzione NON spiega tutti i misteri della natura. Chiaro ora ?
E quindi?
Vieri dovrebbe prima spiegare in quale parte dell'articolo viene sostenuto che la fotosintesi non è spiegabile con la teoria dell'evoluzione e, più in generale, dovrebbe spiegare in quale parte dell'articolo Telmo Pievani afferma che la teoria dell'evoluzione "non spiega tutti i misteri della natura".
Nell'articolo non c'è scritto nulla di tutto questo.
Senza contare il fatto che Telmo Pievani è proprio un biologo che si occupa di evoluzione.
P.S.: Per chi non lo sapesse Telmo Pievani è, ahimè, un non credente. Infatti si definisce agnostico.
Possiamo affermare con indiscutibile certezza che [Gesù] non si considerò mai come l’unico figlio di Dio, come Dio in forma umana.
Né i suoi discepoli lo considerarono tale.
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Re: Non sono riusciti a replicare la fotosintesi ed i misteri continuano...

Messaggio da Mauro Motola »

Valentino ha scritto: ↑05/02/2026, 16:20 Articolo interessante e Telmo Pievani piace molto al nostro amico Mauro.
Eh si, a me piace moltissimo. Forse il miglior divulgatore scientifico italiano, al momento. :innamorato:

Epperò è da martedì che sono senza internet a casa, e sono in un punto dove il cellulare non prende, per sto leggendo solo ora con limitato tempo in ufficio.
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Re: Non sono riusciti a replicare la fotosintesi ed i misteri continuano...

Messaggio da Mauro Motola »

Sono sincero, senza voler offendere Vieri, ma questa discussione è priva di qualsiasi senso. :triste:
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Re: Non sono riusciti a replicare la fotosintesi ed i misteri continuano...

Messaggio da Mario70 »

Il teismo (mono o poli che sia) nacque proprio perché non si sapevano spiegare empiricamente determinati fenomeni fisici:
Come si forma il lampo? É una punizione divina tipo Zeus che li lancia
Come avviene il terremoto? Deve essere un dio a crearlo per punire gli uomini.
Chi ha messo le stelle in cielo? Sicuramente un dio
E così via.
Ogni fenomeno senza una risposta veniva relegato ad un intervento divino.
La fotosintesi è descritta in maniera chiara e senza ombra di dubbio, il fatto che non si riesca a ricreare é semplicemente perché i mezzi che ha oggi la scienza sono ancora limitati, ma entro un determinato periodo di tempo ci si riuscirà, capisci che il problema non è il non conoscere la fotosintesi ma il non poterla replicare?
Non si dubita che la fotosintesi sia nata con l'evoluzione, non ci sono dubbi su questo e non serve nessun atto divino affinché comparve milioni di anni fa.
Tra l'altro se ti interessa basta una semplice ricerca per capire che:

1️⃣ Prima della fotosintesi: uso di energia chimica
I primi organismi (oltre 3,5 miliardi di anni fa) erano:
anaerobi
chemiotrofi → ricavavano energia da reazioni chimiche (zolfo, ferro, idrogeno)
nessun uso della luce
👉 Questo è il punto di partenza.

2️⃣ Fototrofia primitiva (prima “via di mezzo”)
A un certo punto alcuni organismi svilupparono:
pigmenti capaci di assorbire luce
reazioni fotochimiche semplici
⚠️ Importante:
NON producevano ossigeno
la luce serviva solo ad aumentare l’energia disponibile
Questi organismi sono detti:
fototrofi anossigenici
Esistono ancora oggi (es. batteri verdi e porpora).
👉 Questa è una vera via di mezzo evolutiva: uso della luce senza fotosintesi “moderna”.

3️⃣ Fotosintesi anossigenica vera e propria
Passaggio successivo:
la luce viene usata per fissare carbonio (CO₂)
ma usando donatori di elettroni diversi dall’acqua
(H₂S, ferro, idrogeno)
Reazione tipica:
Copia codice

CO₂ + H₂S + luce → zuccheri + zolfo
✔️ Sistema complesso ma senza ossigeno ✔️ Funziona bene in ambienti primitivi
👉 Ancora una forma intermedia stabile, non “imperfetta”.

4️⃣ La grande innovazione: usare l’acqua
In seguito, in un ramo di cianobatteri:
si evolvono due fotosistemi accoppiati
compare la capacità di: scindere l’acqua (H₂O)
Questo produce:
elettroni (energia)
ossigeno come sottoprodotto
Copia codice

CO₂ + H₂O + luce → zuccheri + O₂
⚠️ All’inizio l’ossigeno era tossico per la vita esistente.

5️⃣ La Grande Ossidazione (≈ 2,4 miliardi di anni fa)
L’ossigeno:
si accumula negli oceani
poi nell’atmosfera
provoca una crisi biologica globale
ma permette:
respirazione aerobica
maggiore energia
organismi complessi
👉 Senza questo passaggio non esisterebbero piante, animali, né noi.

6️⃣ Endosimbiosi: nascita delle piante
Molto dopo:
un eucariote ingloba un cianobatterio
non lo digerisce
nasce il cloroplasto
👉 Da qui derivano:
alghe
piante terrestri
"La cosa più triste è che molto spesso chi viene ingannato, o illuso, tende a rimanere strettamente ancorato a quello in cui crede nonostante le evidenze indichino chiaramente che la realtà è diversa. Forse è talmente affezionato alle sue credenze che preferisce chiudersi gli occhi e tapparsi le orecchie di fronte a qualunque cosa possa farle vacillare."
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Messaggio da Tranqui »

Non riuscire a reclipare una cosa non dimostra chr non esista :boh:
.

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Re: Non sono riusciti a replicare la fotosintesi ed i misteri continuano...

Messaggio da Achille »

Tranqui ha scritto: ↑06/02/2026, 14:47 Non riuscire a reclipare una cosa non dimostra chr non esista :boh:
Non è questo il punto.
Quello che molte persone - me compreso - trovano piuttosto difficile (a dir poco) da accettare è che questa infinita complessità sia frutto di meccanismi casuali selezionati dalla "natura", senza che vi sia alla base un progettista.
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Re: Non sono riusciti a replicare la fotosintesi ed i misteri continuano...

Messaggio da Mauro Motola »

Achille ha scritto: ↑06/02/2026, 15:12
Tranqui ha scritto: ↑06/02/2026, 14:47 Non riuscire a reclipare una cosa non dimostra chr non esista :boh:
Non è questo il punto.
Quello che molte persone - me compreso - trovano piuttosto difficile (a dir poco) da accettare è che questa infinita complessità sia frutto di meccanismi casuali selezionati dalla "natura", senza che vi sia alla base un progettista.
Eppure non è difficile.

La mutazione di un gene, la produzione di un amminoacido diverso in una proteina, che si sommano cambiando quella proteina nel tempo.
Miliardi di miliardi di miliardi di mutazioni che si sommano nel tempo. Miliardi, centinaia di milioni e di migliaia di anni.

La complessità sta tutta qui, ed è quasi banale.

Se non riesci ad "accettarlo", o è un tuo limite immaginativo, oppure è un bias.

Ti riformulo una domanda che credo di averti già proposto tempo addietro: visto che la complessità di un qualcosa è relativo all'intelligenza del soggetto che la analizza, se tu fossi mostruosamente intelligente sino al punto in cui tutto questo ti risultasse semplicissimo, a tratti noioso, svanisse completamente qualsiasi complessità nel meccanismo, la useresti ancora come scusa per affermare l'esistenza di un dio?
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Re: Non sono riusciti a replicare la fotosintesi ed i misteri continuano...

Messaggio da Mario70 »

Ho chiesto spiegazioni riguardo la complessità della fotosintesi e riguardo la Paulynella e la risposta è interessantissima:

La complessità non nasce tutta insieme: nasce dall’unione di parti più semplici che funzionano già da sole.
Ogni stadio intermedio della fotosintesi esiste o è esistito ed era vantaggioso, quindi selezionato.
Dire “è troppo complesso” non è un’argomentazione, è solo dire “non so come sia successo”.

I primi batteri fototrofi avevano:
un solo fotosistema
usavano la luce per eccitare elettroni
ma non usavano l’acqua
non producevano ossigeno
Oggi esistono ancora:
batteri verdi fotosistema 1
batteri porpora fotosistema 2
👉 Questo dimostra che un fotosistema da solo funziona.
2️⃣ Due tipi di fotosistema primitivo
Esistevano (e esistono) due famiglie:
Tipo I → simile all’attuale Fotosistema I (PSI)
Tipo II → simile all’attuale Fotosistema II (PSII)
⚠️ Importante:
vivevano in organismi diversi
non erano accoppiati
👉 Nessun bisogno “iniziale” di averli entrambi.
3️⃣ Il passaggio chiave: duplicazione genica
In un certo batterio fototrofo:
un gene del fotosistema si duplica
le due copie evolvono indipendentemente
una rimane simile al tipo I
l’altra al tipo II
👉 Questo è un meccanismo evolutivo normalissimo.
4️⃣ Accoppiamento funzionale (il colpo di genio dell’evoluzione)
A un certo punto:
i due fotosistemi finiscono nella stessa cellula
vengono collegati da una catena di trasporto elettronico
Risultato:
un fotosistema carica gli elettroni
l’altro li ricarica ancora di più
👉 La luce viene usata due volte.
5️⃣ Perché questo cambia tutto
Con un solo fotosistema:
puoi usare donatori “facili” (H₂S, Fe²⁺)
energia limitata
Con due fotosistemi accoppiati:
puoi usare l’acqua
che è ovunque
ottieni più energia
produci ossigeno come scarto
👉 Nasce la fotosintesi ossigenica.
6️⃣ “Ma scindere l’acqua è difficilissimo!”
Vero. E infatti:
non succede tutto in un colpo
il complesso che scinde l’acqua (Mn₄CaO₅):
probabilmente deriva da sistemi più semplici
che ossidavano manganese o ferro
👉 Ogni passo era chimicamente plausibile e utile.

Cos’è Paulynella
Paulynella chromatophora è:
un eucariote unicellulare
simile a un’ameba
con nucleo vero
citoscheletro
organelli eucariotici
Un eucariote è un organismo le cui cellule hanno un vero nucleo e organelli interni.
👉 Non è un batterio.
2️⃣ Cosa c’è dentro Paulynella
Dentro Paulynella c’è:
un cianobatterio inglobato
oggi chiamato cromatoforo
Questo cromatoforo:
fa fotosintesi
produce zuccheri
li trasferisce all’ameba
non può più vivere da solo
👉 È un batterio addomesticato, non libero.
3️⃣ È “un’ameba con dentro un cianobatterio”?
✔️ Sì, ma con una correzione fondamentale:
Non è:
ameba + batterio temporaneo (come cibo)
È:
ameba + ex-cianobatterio stabile, ereditato, obbligato
passa da madre a figlia
non viene digerito
è necessario alla sopravvivenza
👉 Questo lo mette oltre la semplice simbiosi.
4️⃣ Fa fotosintesi Paulynella o il batterio?
Tecnicamente:
la fotosintesi la fa il cromatoforo
ma Paulynella nel suo insieme è fotosintetica
Esattamente come:
le piante fanno fotosintesi
ma il lavoro lo fanno i cloroplasti
5️⃣ “Sono due organismi in uno?”
Qui la risposta è sottile:
storicamente sì (derivano da due organismi)
biologicamente oggi: quasi no
Perché:
il cromatoforo ha perso autonomia
dipende dall’ospite
non ha più un’esistenza indipendente
👉 È uno stadio intermedio tra:
organismo separato
organello vero
6️⃣ Perché NON è “solo un batterio dentro un’ameba”
Perché:
il genoma del cromatoforo è ridotto
alcuni suoi geni sono nel nucleo dell’ameba
le proteine vengono importate
la divisione è coordinata
📌 Tutte cose mai viste in una semplice predazione.

Il passo tra paulynella e alga è brevissimo:

Stato evolutivo
Paulynella = “cloroplasto in formazione” → endosimbiosi parziale, intermedia
Alga = “cloroplasto consolidato” → endosimbiosi completa e stabile

Interessanti poi le vie di mezzo tra alghe e piante ma il discorso si allunga.
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Re: Non sono riusciti a replicare la fotosintesi ed i misteri continuano...

Messaggio da VictorVonDoom »

Achille ha scritto: ↑06/02/2026, 15:12 Quello che molte persone - me compreso - trovano piuttosto difficile (a dir poco) da accettare è che questa infinita complessità sia frutto di meccanismi casuali selezionati dalla "natura", senza che vi sia alla base un progettista.
Ma sarebbe ancora più strano che questo progettista si sia servito di un meccanismo graduale, si parla di miliardi di anni, per arrivare al risultato "moderno".
Perché questa "fatica"?
Allora ha più senso la sciocca convinzione dei tdg per cui tutto quello che ci circonda è stato creato cosi com'è circa 6000 anni fa. Non avrebbe senso servirsi di un meccanismo evolutivo quando hai la capacità di creare direttamente il "prodotto finale" (fermo restando che non ha senso nemmeno parlare di "finale").
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Re: Non sono riusciti a replicare la fotosintesi ed i misteri continuano...

Messaggio da Vieri »

Si è attivato "come al solito", l'assalto alla diligenza dei "i soliti.".. :ironico: dove abbiamo trovato nel forum anche un nuovo Einstein che ha risolto tutto facilmente....
Mauro Metola, lo scienziato che ha capito tutto.... :
Eppure non è difficile.

La mutazione di un gene, la produzione di un amminoacido diverso in una proteina, che si sommano cambiando quella proteina nel tempo.
Miliardi di miliardi di miliardi di mutazioni che si sommano nel tempo. Miliardi, centinaia di milioni e di migliaia di anni.
La complessità sta tutta qui, ed è quasi banale.


Se non riesci ad "accettarlo", o è un tuo limite immaginativo, oppure è un bias.
In pratica questa è l'enunciazione della teoria del "colpo di culo" perchè tutto questo e noi esistiamo.....compreso il processo che da un ovulo ed uno spermatozoo, CASUALMETE nasce un uomo ? :risata:


Valentino:
Peccato però che l'articolo non sostiene quanto affermi, ma qualcosa di diverso. Nell'articolo non c'è scritto che la fotosintesi sia un mistero e nemmeno c'è scritto che la fotosintesi non sia spiegabile con la teoria dell'evoluzione. Si afferma soltanto che, per il momento, gli scienziati non sono ancora riusciti a replicarla in laboratorio. E per motivi noti tra l'altro, ovvero a causa degli attuali limiti delle nanotecnologie.
A casa mia quello che non riesci a spiegare rimane sempre un mistero.


Ancora per voi.

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Re: Non sono riusciti a replicare la fotosintesi ed i misteri continuano...

Messaggio da Valentino »

Tranqui ha scritto: ↑06/02/2026, 14:47 Non riuscire a reclipare una cosa non dimostra chr non esista :boh:
Non è in discussione l'esistenza della fotosintesi che è un fenomeno noto, studiato, spiegato e spiegabile.
Al limite si discute sulla possibilità di replicare il fenomeno in laboratorio con le tecnologie di cui disponiamo attualmente.
Come rileva Pievani dovremmo disporre di nanotecnologie particolarmente sofisticate per replicare la fotosintesi.
Possiamo affermare con indiscutibile certezza che [Gesù] non si considerò mai come l’unico figlio di Dio, come Dio in forma umana.
Né i suoi discepoli lo considerarono tale.
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Re: Non sono riusciti a replicare la fotosintesi ed i misteri continuano...

Messaggio da Valentino »

Vieri ha scritto: ↑06/02/2026, 18:37 In pratica questa è l'enunciazione della teoria del "colpo di culo
Ti sbagli.
Mauro ha spiegato, maccheronicamente, i meccanismi dell'evoluzione.
Possiamo affermare con indiscutibile certezza che [Gesù] non si considerò mai come l’unico figlio di Dio, come Dio in forma umana.
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Re: Non sono riusciti a replicare la fotosintesi ed i misteri continuano...

Messaggio da Valentino »

Vieri ha scritto: ↑06/02/2026, 18:37 A casa mia quello che non riesci a spiegare rimane sempre un mistero.
Il problema è che non hai ancora precisato quale cosa "non si riesce ancora a spiegare" e a quale mistero tu faccia riferimento di preciso.
Nell'articolo che hai postato non si parla da nessuna parte del "mistero della fotosintesi" nè si afferma che il meccanismo della fotosintesi non sia "spiegabile".
Si dice soltanto che, con le tecnologie attuali, non è ancora replicabile in laboratorio. Quindi non si capisce perché hai condiviso questo articolo di Pievani in cui non si afferma da nessuna parte che la fotosintesi sia inspiegabile o che non sia spiegabile attraverso processi evolutivi. :boh: :conf:
Continui a ripetere che la teoria dell’evoluzione non spiega "qualcosa" ma non hai mai precisato cosa non spiega!
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Re: Non sono riusciti a replicare la fotosintesi ed i misteri continuano...

Messaggio da Achille »

Mauro Motola ha scritto: ↑06/02/2026, 16:07Eppure non è difficile.

La mutazione di un gene, la produzione di un amminoacido diverso in una proteina, che si sommano cambiando quella proteina nel tempo.
Miliardi di miliardi di miliardi di mutazioni che si sommano nel tempo. Miliardi, centinaia di milioni e di migliaia di anni.

La complessità sta tutta qui, ed è quasi banale.

Se non riesci ad "accettarlo", o è un tuo limite immaginativo, oppure è un bias.

Ti riformulo una domanda che credo di averti già proposto tempo addietro: visto che la complessità di un qualcosa è relativo all'intelligenza del soggetto che la analizza, se tu fossi mostruosamente intelligente sino al punto in cui tutto questo ti risultasse semplicissimo, a tratti noioso, svanisse completamente qualsiasi complessità nel meccanismo, la useresti ancora come scusa per affermare l'esistenza di un dio?
Ti ringrazio per queste osservazioni, anche se trovo la tua analisi una semplificazione piuttosto estrema di un problema biochimico di immensa portata.

Affermare che la complessità sia 'quasi banale' solo perché si ha a disposizione un tempo indefinito non è un’argomentazione scientifica, ma una petizione di principio. È, a ben vedere, una forma di 'fede nel caso' a cui vengono attribuiti poteri quasi demiurgici: si dà per scontato che il tempo, da solo, possa organizzare la materia in sistemi iper-complessi e funzionali (che peraltro gli scienziati non sono ancora in grado di replicare in laboratorio). Il richiamo ai miliardi di anni rischia così di diventare un 'tappabuchi' logico per evitare di affrontare il nodo della questione: come possa una serie di mutazioni casuali produrre meccanismi che offrono un vantaggio biologico solo quando sono già perfettamente integrati e completi.

Inoltre, trovo contraddittorio il tuo esempio sulla super-intelligenza. Se per decifrare e trovare 'semplice' la struttura della fotosintesi occorresse un'intelligenza superiore alla nostra, staresti implicitamente ammettendo che tale meccanismo possiede un’architettura logica intrinseca. E l'esperienza ci insegna che dove esiste un codice o un progetto logico, è ragionevole ipotizzare una mente che lo abbia strutturato, piuttosto che il mero rumore di fondo della casualità.

Vedo però che la tua posizione ha assunto un tono dogmatico: liquidare il dubbio altrui come un 'bias' o un 'limite immaginativo' è un espediente retorico che chiude il dialogo anziché alimentarlo. Quando la scienza viene usata per imporre certezze assolute anziché per esplorare l'ignoto, smette di essere ricerca e diventa ideologia. Poiché non sono interessato a una discussione basata su simili premesse, preferisco fermarmi qui e lasciarti alle tue convinzioni.

Chiudo quindi qui la mia partecipazione a questa discussione.
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Re: Non sono riusciti a replicare la fotosintesi ed i misteri continuano...

Messaggio da VictorVonDoom »

Achille ha scritto: ↑06/02/2026, 20:22 Il richiamo ai miliardi di anni rischia così di diventare un 'tappabuchi' logico per evitare di affrontare il nodo della questione: come possa una serie di mutazioni casuali produrre meccanismi che offrono un vantaggio biologico solo quando sono già perfettamente integrati e completi.
Perché sono quelli che sopravvivono e si riproducono, tutte le miliardi di combinazioni che non sopravvivono e non riescono a riprodursi non le ritroviamo oggi. Per questo ci sembra tutto "così perfetto".
Perdonami Achille però sembra che su questo argomento sembri un po' sul chi va la.
Avere un bias non è un insulto. Ognuno di noi ha bias su determinati argomenti. Anzi, sono necessari, sono anche questi meccanismi evolutivi.
Farselo notare a vicenda può solo giovare alla nostra crescita intellettuale.
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Re: Non sono riusciti a replicare la fotosintesi ed i misteri continuano...

Messaggio da Vieri »

Seguo Achille dovendo interloquire con i muri.. :mirror:
:addio:
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Re: Non sono riusciti a replicare la fotosintesi ed i misteri continuano...

Messaggio da Valentino »

Vieri ha scritto: ↑06/02/2026, 21:15 Seguo Achille dovendo interloquire con i muri..
Non stai interloquendo con i muri.
Sei tu che non spieghi nulla.
Come detto continui a ripetere che la teoria dell’evoluzione non spiega "qualcosa" ma non hai mai precisato cosa non spiega esattamente!

E comunque non si capisce perché hai ritenuto opportuno citare l'articolo di Telmo Pievani?!?!? :boh: :conf:
Possiamo affermare con indiscutibile certezza che [Gesù] non si considerò mai come l’unico figlio di Dio, come Dio in forma umana.
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Re: Non sono riusciti a replicare la fotosintesi ed i misteri continuano...

Messaggio da Mario70 »

Chi usa il calcolo delle probabilità di un evento complesso che avviene “spontaneamente” per negare la possibilità dell’evoluzione commette errori sistematici di metodo.

Il primo errore è assumere che i processi prebiotici funzionino come un singolo evento casuale, isolato e non cumulativo.
Dire “è improbabile che l’RNA si formi da solo” equivale a dire “è improbabile che una frase emerga lanciando lettere a caso”.
Questa affermazione è vera solo se:
si lancia una sola volta,
ogni tentativo fallito viene completamente distrutto,
non esiste alcun meccanismo che conservi i risultati parziali.
Ma la natura non funziona così.
Se invece:
i risultati parziali vengono conservati,
ciò che funziona anche solo minimamente dura più a lungo (le lettere giuste rimangono),
ciò che non funziona viene eliminato, (le lettere sbagliate scompaiono)
il processo si ripete milioni di volte in parallelo,
allora l’emergere di strutture complesse non è improbabile, ma statisticamente inevitabile e prima o poi quella frase casuale si forma eccome!
Questo è esattamente il principio della selezione, non del puro caso.

Per molto tempo si è sostenuto che in laboratorio fossero stati prodotti solo amminoacidi, e che quindi mancassero i “mattoni informazionali” della vita.
Questa affermazione non è più vera.
Dal 2009 in poi, diversi gruppi di ricerca hanno mostrato che è possibile ottenere:
nucleotidi
ribonucleotidi biologicamente rilevanti
in condizioni prebiotiche plausibili
Questo significa che i mattoni dell’RNA possono formarsi senza biologia preesistente.
A questo punto entra in gioco un fatto spesso ignorato nei ragionamenti probabilistici:
RNA più stabili → persistono più a lungo
RNA che si copiano meglio → diventano più abbondanti
RNA che facilitano reazioni chimiche → vengono favoriti
Questa non è ancora biologia, ma selezione naturale chimica.

Il calcolo tipo:
“una probabilità su X milioni che si formi un RNA completo”
è metodologicamente scorretto, perché:
presume che l’RNA debba formarsi completo in un solo passo,
ignora la conservazione degli intermedi,
ignora la selezione progressiva,
ignora il parallelismo di miliardi di tentativi.
Non è tutto “caso”.
È caso + filtro continuo.
Ed è esattamente questo meccanismo che:
ha operato prima della vita,
opera durante l’evoluzione biologica,
opera ancora oggi.
"La cosa più triste è che molto spesso chi viene ingannato, o illuso, tende a rimanere strettamente ancorato a quello in cui crede nonostante le evidenze indichino chiaramente che la realtà è diversa. Forse è talmente affezionato alle sue credenze che preferisce chiudersi gli occhi e tapparsi le orecchie di fronte a qualunque cosa possa farle vacillare."
(Torre di Guardia 1/9/2010 p 10)
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