Le ragioni dell'Ateismo
Inviato: 25/10/2025, 12:33
La mia principale è la numero due.
Lo scopo di questo forum è quello di analizzare in chiave critica la dottrina e l'organizzazione dei Testimoni di Geova
https://forum.infotdgeova.it/
Anche per me, specie lo studio dei cosiddetti testi sacri...Mauro Motola ha scritto: ↑25/10/2025, 16:02Ciao Apptras.
Si, sono tutte valide.Per me però è stato l'incrociarsi della mia vita con la seconda a portarmi all'ateismo.
"Perdere la fede" può essere doloroso. Solitudine, tradimento e perdita di una certa speranza.nello80 ha scritto: ↑25/10/2025, 18:06 Vorrei pensare che esista qualcuno sopra di noi, e soprattutto che esista qualcosa dopo questa vita, ma più tempo passa e più mi convinco del contrario.
Purtroppo, le ragioni che negano l’esistenza di Dio mi sembrano infinitamente più convincenti di quelle che la affermano.
Libertà da che cosa ?"Perdere la fede" può essere doloroso. Solitudine, tradimento e perdita di una certa speranza.
Per me il tutto è stato compensato dalla libertà.
In particolare:I Testimoni di Geova rifiutano le trasfusioni di sangue per motivi religiosi, basandosi su una loro interpretazione di alcuni passi della Bibbia.
Ritengono che i versetti, come quelli che comandano di "astenersi... dal sangue" (Atti 15:28, 29) e che dicono che l'anima (la vita) della carne è nel sangue (Levitico 17:14; Genesi 9:3, 4), proibiscano non solo di mangiare il sangue, ma anche di riceverlo in qualsiasi modo, inclusa la trasfusione.
Una raccomandazione questa che riguardava allora principalmente gli ebrei ma se andiamo a leggere come mai gli ebrei di oggi che dovrebbero essere i primi a rispettare i dettami della Bibbia NON LO FANNO ?Levitico 17,14
perché la vita di ogni essere vivente è il suo sangue, in quanto sua vita; perciò ho ordinato agli Israeliti: Non mangerete sangue di alcuna specie di essere vivente, perché il sangue è la vita d'ogni carne; chiunque ne mangerà sarà eliminato.
In breve i tdG hanno sin ora interpretato e applicato "regole alimentari bibliche" che nemmeno gli ebrei che dovrebbero i più rispettosi delle regole del V.T. rispettare ma NON LO FANNO per le motivazioni descritte .La ragione principale per cui gli ebrei possono ricevere trasfusioni di sangue, nonostante il divieto biblico di consumarlo, risiede in un principio fondamentale della legge ebraica (Halakhah): il Pikuach Nefesh.
Ecco la spiegazione dettagliata:
1. Il Principio del Pikuach Nefesh
Definizione: Pikuach Nefesh (in ebraico: פיקוח נפש) significa letteralmente "salvaguardia di una vita". È un principio che stabilisce che la conservazione della vita umana ha la precedenza su quasi tutti gli altri comandamenti religiosi (mitzvot) contenuti nella Torah.
Applicazione: Quando la vita di una persona è in pericolo, la Halakhah non solo permette ma ordina di trasgredire i precetti, come lavorare di sabato, digiunare a Yom Kippur o, nel caso in questione, osservare le leggi alimentari (Kashrut).
2. Distinzione tra "Mangiare" e "Trasfondere"
Nell'Ebraismo, il divieto biblico di astenersi dal sangue (Genesi 9:4; Levitico 17:14) è interpretato come un divieto di consumare il sangue per via orale, come cibo o bevanda.
Legge Alimentare (Kashrut): Le leggi relative al sangue rientrano nella Kashrut (leggi alimentari). Per questa ragione, il processo di macellazione kosher (shechita) include un'accurata drenatura del sangue e la carne viene salata o arrostita per rimuovere ogni residuo di sangue prima del consumo.
Trasfusione: I rabbini e le autorità halakhiche concordano sul fatto che una trasfusione di sangue sia una procedura medica salvavita e non rientri nella categoria del consumo alimentare. Il sangue viene introdotto nel corpo per via endovenosa per sostenere la vita, non per essere ingerito come nutrimento.
Conclusione
Per la legge ebraica:
La trasfusione è considerata un atto medico per salvare una vita.
In base al principio del Pikuach Nefesh, salvare una vita supera il precetto di non consumare sangue.
Inoltre, la trasfusione non viola il divieto biblico di consumare sangue, poiché questo si applica all'ingestione come alimento.
Per queste ragioni, le trasfusioni di sangue sono non solo permesse, ma caldamente incoraggiate nella comunità ebraica quando sono necessarie per la salute. Di conseguenza, gli ebrei sono anche spesso incoraggiati a donare il sangue.
In conclusione voglio dire che se dividete le regole imposte non da tutti, dai principi scoprite che questi principi di vita ( o virtù teologali) sono, come disse San Paolo:Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: "Bevetene tutti, 28 perché questo è il mio sangue dell`alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati. 29 Io vi dico che da ora non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio".
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Le tre virtù teologali
Fede: È la certezza di cose sperate e la dimostrazione di cose non viste.
Speranza: È l'attesa del compimento di ciò in cui si crede.
Carità (Amore): È la virtù più grande, che "non verrà mai meno".
Buonasera Vieri.Vieri ha scritto: ↑25/10/2025, 20:24 Mauro:Libertà da che cosa ?"Perdere la fede" può essere doloroso. Solitudine, tradimento e perdita di una certa speranza.
Per me il tutto è stato compensato dalla libertà.
Dalle regole imposte dall'uomo o dai principi dettati da Dio ?
Quello che capisco ed ho sempre cercato di spiegare solo le differenze fra "regole" e "principi", è il fatto che da una esperienza religiosa particolarmente traumatica, avete sempre confuso "regole umane" dettate spesso da una falsa interpretazione delle Scritture con il "principi" dettati dalle Scritture stesse.
Il fatto è che con questa affermazione, alla fine non vuoi riconoscere la storia dell'evoluzione del pensiero umano.Tu parli di distinguere le regole degli uomini da quelle di Dio, ma ti rivolgi a qualcuno che non riconosce l’esistenza stessa di Dio e dunque, per lui, tale distinzione è priva di senso.
E ora i tuoi principi di vita sono gli stessi dopo 2000 anni ? Direi di no e questa evoluzione verso l'amore e la tolleranza, l'hai scoperta solo ora magari con l'illuminismo?L''onore era estremamente importante per i Romani, ed era un valore fondamentale nel loro sistema etico e sociale, conosciuto come il "mos maiorum" (i costumi degli antenati).
Ecco alcuni punti chiave:
Honos come Divinità: L'Onore (Honos) era persino divinizzato, spesso venerato insieme a Virtus (valore militare/eccellenza morale), ed era considerato un fondamento della vita collettiva e della salute pubblica.
Onore in Battaglia: Honos era particolarmente associato all'onore acquisito in battaglia, e chi si distingueva con coraggio e valore veniva pubblicamente ringraziato e onorato, aumentando il prestigio non solo del singolo, ma anche della sua famiglia.
Parte del Mos Maiorum: L'onore si inseriva in un insieme di virtù (come Pietas, Fides, Virtus, Gravitas, Dignitas) che definivano il cittadino modello e degno di rispetto nella società romana.
Dignitas: L'onore era strettamente legato alla Dignitas, il senso del proprio valore, dell'orgoglio personale e della reputazione sociale. Perdere l'onore, o essere colpiti dall'Infamia, significava perdere la propria posizione sociale e politica.
Onore e Gloria: L'onore (come posizione onorifica) era la ricompensa per la Virtus (eccellenza) e portava alla Gloria (fama e reputazione positiva), l'aspirazione massima per molti Romani illustri.
In sintesi, l'onore era un pilastro della mentalità romana, guidando il comportamento in ambito pubblico, militare e privato, e la sua perdita poteva essere considerata peggiore della morte stessa.
Caro Nello, premetto che mi fa piacere questa pacata discussione dove da giustamente ateo, anteponi l'evoluzione del pensiero umano a quello della storia della chiesa dove commetti per me il solito errore dicendo "la storia della chiesa".nello80 ha scritto: ↑25/10/2025, 23:03 Caro amico,
vedi, il punto non è negare che il cristianesimo abbia avuto un ruolo nella formazione dell’etica occidentale, ma piuttosto chiedersi a quale prezzo e in quale misura.
Dire che i nostri valori, derivino unicamente dal cristianesimo significa confondere la storia dell’umanità con la storia della Chiesa.
E questo è un errore tanto diffuso quanto comodo: fa apparire l’evoluzione morale come un dono “disceso dall’alto”, invece che come il risultato di un lungo travaglio umano.
In realtà, l’evoluzione del pensiero morale non nasce da un atto di fede, ma da un atto di coscienza.
L’uomo, sperimentando la violenza, la guerra, l’ingiustizia, ha progressivamente compreso che il male non risiede in un nemico esterno, ma nella sua stessa mano.
E in questo cammino anche la religione è stata spesso più ostacolo che guida.
Non si può dimenticare che la Chiesa ha predicato il Vangelo anche con la spada in mano, e che molte delle sue verità sono state imposte prima con il rogo che con la ragione.
Eppure, nonostante tutto, l’uomo ha continuato a cercare la giustizia, anche quando la fede taceva o condannava.
Così, più che dire che l’amore e la tolleranza derivano dal cristianesimo, forse dovremmo dire che il cristianesimo stesso ha dovuto imparare dall’uomo cosa significhi davvero amare e tollerare.
Ricordati che fino a poco dopo l'unità d'Italia era cosa comune praticare esecuzione capitali in pubblica piazza, contrariamente ad oggi, che anche gli animali, come giusto che sia, hanno i loro diritti!
Si chiama evoluzione caro Vieri, in senso tecnologico tanto quanto in senso morale!
Andando sul orribilmente bistrattato Gemini da Valentino, trovo però una definizione di "chiesa" che giudico corretta.Dire che i nostri valori, derivino unicamente dal cristianesimo significa confondere la storia dell’umanità con la storia della Chiesa.
In breve si parla di "organizzazione religiosa" (di uomini), "comunità di fedeli" (di uomini) dove non riesci ancora a discernere le differenze fra principi dettati dai Vangeli" dall'applicazione UMANA di tali principi.Il termine "Chiesa" (dall'originale greco ekklesía, che significa "assemblea" o "convocazione") può avere diversi significati, principalmente legati al cristianesimo:
Comunità di fedeli: Questo è il significato fondamentale e biblico. La Chiesa è l'insieme delle persone, la comunità dei fedeli che professano la fede in Gesù Cristo. A volte viene usato al plurale ("Chiese cristiane") per indicare le diverse confessioni e istituzioni del cristianesimo (cattolica, ortodossa, protestante, ecc.).
Istituzione religiosa: In questo senso, la Chiesa è l'organizzazione visibile, strutturata e gerarchica di una specifica confessione cristiana, come ad esempio la Chiesa Cattolica (di cui il Papa è il capo supremo) o la Chiesa Anglicana.
In breve se è anche pur vero che l'organizzazione ecclesiale (umana) sia sia appesantita di gravi misfatti è anche corretto evidenziare l'opera di grandi santi che hanno riportato viva la parola del vangelo.San Francesco d'Assisi (1181/82-1226) e Santa Chiara d'Assisi (1193-1253): Con il loro radicale ritorno al Vangelo, hanno promosso un rinnovamento spirituale basato sulla povertà, l'amore per il creato e l'umiltà, rivoluzionando la vita religiosa.
San Domenico di Guzmán (1170-1221): Fondatore dell'Ordine dei Predicatori (Domenicani), si è dedicato alla predicazione e alla difesa della fede contro le eresie, combinando studio e vita apostolica.
Santa Caterina da Siena (1347-1380): Mistica e Dottore della Chiesa, ha svolto un ruolo politico e spirituale cruciale, esortando il Papa a tornare a Roma da Avignone e lavorando per l'unità della Chiesa.
Sant'Ignazio di Loyola (1491-1556): Fondatore della Compagnia di Gesù (Gesuiti), ha avuto un'influenza enorme nell'educazione, nella missione e nella difesa della fede cattolica (Controriforma).
Santa Teresa d'Avila (1515-1582) e San Giovanni della Croce (1542-1591): Riformatori dell'Ordine Carmelitano, Dottori della Chiesa, hanno riportato la spiritualità e la preghiera mistica al centro della vita ecclesiale.
È così ovvio che non dovrebbe nemmeno essere specificato.nello80 ha scritto: ↑26/10/2025, 16:09 Tu sostieni che l’evoluzione morale ed etica dell’uomo sia il frutto dell’influenza esercitata dal cristianesimo sulla nostra civiltà.
Io, invece, credo sia avvenuto esattamente il contrario: è l’evoluzione morale dell’uomo che ha progressivamente trasformato e “educato” il cristianesimo.
E' così ovvio ?Io, invece, credo sia avvenuto esattamente il contrario: è l’evoluzione morale dell’uomo che ha progressivamente trasformato e “educato” il cristianesimo.
È così ovvio che non dovrebbe nemmeno essere specificato.
La religione è frutto, nella mente dei fedeli, della Rivelazione divina che, per sua natura, quindi, è assoluta e immutabile.
Non ho mai letto una bestialità più grande frutto di una ateismo sviscerato!....l’evoluzione morale dell’uomo che ha progressivamente trasformato e “educato” il cristianesimo.
Ma la fraseLa religione è frutto, nella mente dei fedeli, della Rivelazione divina che, per sua natura, quindi, è assoluta e immutabile
"ama il prossimo tuo come te stesso"
Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore.
Quello che allora pensavano i romani:Il secondo è questo: "Ama il tuo prossimo come te stesso". Non c'è nessun altro comandamento maggiore di questi».
In conclusione in base alle tue negative esperienze del passato continui imperterrito a fare confusione considerando i principi cristiani con l'applicazione da umani di tali principi e come spiegato enne volte la "religione" fin dai tempi degli assiri e degli egiziani ha sempre rappresentato uno strumento di potere da parte della casta sacerdotale.L'etica romana valorizzava virtù che implicavano doveri e comportamenti positivi verso gli altri e la comunità:
- Pietas: Era una delle virtù romane più importanti. Si riferiva all'adempimento del proprio dovere verso gli dei, la patria e la famiglia (genitori, parenti). In un senso più ampio, implicava il rispetto e l'attenzione dovuta a coloro con cui si aveva una relazione (come si vede, per esempio, nel mito di Enea che porta in salvo il padre Anchise).
- Humanitas: Questo concetto, sviluppato in particolare da Cicerone, indicava una qualità che univa l'educazione e la cultura (umanesimo) alla gentilezza, benevolenza e considerazione verso gli altri (che poteva includere anche gli schiavi o gli stranieri, sebbene con dei limiti).
- Caritas (in senso romano): La parola latina caritas significava originariamente "costo, prezzo elevato" e solo in seguito, nel linguaggio filosofico e religioso, acquisì il senso di "affetto, stima, amore" (specialmente in contesti che richiamavano il valore di qualcosa o qualcuno).
In sintesi, i Romani avevano una forte etica della reciprocità e del dovere sociale (spesso espressa come "non fare agli altri ciò che non vuoi che sia fatto a te"), ma il precetto dell'amore universale e incondizionato per il "prossimo" come lo si ritrova nella tradizione giudaico-cristiana non era un principio fondante della loro morale.
- Evergetismo e Solidarietà: Esisteva la pratica dell'evergetismo, con cui cittadini ricchi o influenti donavano beni o servizi alla collettività (costruzione di edifici, giochi pubblici, distribuzioni di grano), mostrando un senso di solidarietà e partecipazione alla vita pubblica, sebbene spesso questo fosse anche legato all'ottenimento di onori e prestigio.
E la dimostrazione palese di questo è la strenua opposizione, che si manifesta anche con ingerenze nella politica, all'estensione o concessione di diritti per cose che ritiene "contro la legge divina". Arriva fin dove la Legge "umana" glielo consente. Ma la natura della "Chiesa" non è cambiata per nulla, è stata solo ridimensionata, fortunatamente.
Hai dimenticato di precisare "per me".Vieri ha scritto: ↑26/10/2025, 18:19
- Dare l'utero in affitto è contro la natura,
- l'eutanasia salvo casi eccezionali di accadimento terapeutico dove per vivere occorre una particolare strumentazione 'è una suicidio .
- Tutti gli LGBT hanno diritto di vivere la loro vita ma non possiamo pensare che sia un "orgoglio" essere gay e fare manifestazioni spesso oscene....per evidenziare quelli che considerano i loro "diritti".

Cvd, comunque. Dimostrazione plastica di quello che avevo appena scritto.apptras ha scritto: ↑26/10/2025, 19:47Hai dimenticato di precisare "per me".Vieri ha scritto: ↑26/10/2025, 18:19
- Dare l'utero in affitto è contro la natura,
- l'eutanasia salvo casi eccezionali di accadimento terapeutico dove per vivere occorre una particolare strumentazione 'è una suicidio .
- Tutti gli LGBT hanno diritto di vivere la loro vita ma non possiamo pensare che sia un "orgoglio" essere gay e fare manifestazioni spesso oscene....per evidenziare quelli che considerano i loro "diritti".
Le norme della religione vincolano soltanto chi la professa. Se ti sta bene, bene... Se non ti sta bene è uguale.
E se non si sono avute esperienze negative (come nel mio caso) i problemi sono mentali.VictorVonDoom ha scritto: ↑26/10/2025, 19:55 noi atei odiamo la religione perché abbiamo avuto esperienze negative.
E' "contronatura" esattamente quanto lo sono le trasfusioni che fai e che ti tengono vita.Vieri ha scritto: ↑26/10/2025, 18:19
PS scrivi poi:E la dimostrazione palese di questo è la strenua opposizione, che si manifesta anche con ingerenze nella politica, all'estensione o concessione di diritti per cose che ritiene "contro la legge divina". Arriva fin dove la Legge "umana" glielo consente. Ma la natura della "Chiesa" non è cambiata per nulla, è stata solo ridimensionata, fortunatamente.
- Dare l'utero in affitto è contro la natura,
Come vuoi, ma resta un evento circoscritto a circostanze molto particolari: il morire con dignità.
- l'eutanasia salvo casi eccezionali di accadimento terapeutico dove per vivere occorre una particolare strumentazione 'è una suicidio .
"Non possiamo pensare"? Mas chi vi credete di essere per permettervi di giudicare altri che non recano danno a nessuno??? Un'arroganza bestiale.
- Tutti gli LGBT hanno diritto di vivere la loro vita ma non possiamo pensare che sia un "orgoglio" essere gay e fare manifestazioni spesso oscene....per evidenziare quelli che considerano i loro "diritti".