.Valentino dixit: Inoltre il fatto che continui a confermare quello che ho sempre spiegato, ovvero che la dottrina trinitaria è sorta e si è sviluppata (importante questo passaggio (sviluppata) perché, ripeto, senza Nicea e Calcedonia, non si può parlare di trinitarismo ortodosso) tra i proto-ortodossi, ovvero uno dei tanti gruppi del multiforme e variegato etno-cristianesimo antico cosa dovrebbe o potrebbe dimostrare!?!?! Ogni gruppo aveva elaborato la sua cristologia e tutti i gruppi si davano un'ascendenza apostolica. Non solo gli gnostici e proto-ortodossi si davano un'ascendenza apostolica, ma anche altri gruppi ancora. Ogni gruppo tendeva a legittimarsi vantando di avere collegamenti con gli apostoli
Io non confermo niente quando ti faccio notare che S, Ireneo scriveva chiaramente sulla Trin'ità già nel 180 !
Poi è anche vero che ogni gruppo cristiano pretendeva di avere una ascendenza apostolica ma questi collegamenti con l'apostolo Giovanni sembrano stati sicuramente possibili mentre non si conosce chi siano sati quelli che come dici erano stai discepoli degli apostoli.....e ritengo che ci sia alla fine una bella differenza.
Sapete benissimo che quando mi danno notizie "monodirezionali" In base all'articolo inoltrato da Valentino dal sito di Barth Ehrman non riesco a stare zitto ed è anche giusto che non ci sia sempre una unica voce.....
https://www.bartehrman.com/polycarp/
cominciamo a dire:
Chi è Barth Ehrman :
chi è Joshua SchachterleEhrman è cresciuto in una famiglia anglicana ed era originariamente membro della Chiesa Episcopale degli Stati Uniti d'America; durante la sua adolescenza, è divenuto un cristiano evangelico born again. Nei suoi libri egli dà conto della sua esperienza gioiosa di rinascita, colta attraverso la percezione chiara e solida che Dio aveva veramente ispirato le parole della Bibbia e protetto la sua redazione da qualsiasi errore.[2]
Il suo desiderio di conoscere il testo biblico originale lo ha indotto ad iscriversi al Moody Bible Institute, dove ha studiato non solo le lingue antiche, ma anche le tecniche di critica testuale. Tuttavia, l'approfondimento dei suoi studi di biblistica ed esegesi biblica lo ha convinto della necessità e dell'opportunità di iniziare a conclamare le discrepanze fra i manoscritti biblici piuttosto che compiere infruttuosi e inopportuni sforzi di attenuarne (e addirittura armonizzarne) le incongruenze.
Ehrman ha lasciato quindi l'evangelicalismo ed è tornato alla Chiesa Episcopale, rimanendo cristiano per quindici anni; poi, scontrandosi insanabilmente con il problema del male e della sofferenza, ha optato per una posizione agnostica.
Tra l'altro non prendetemi per razzista ma mi sembra che abbia un nome ebreo.Dopo una lunga carriera come insegnante di inglese alle superiori, Joshua Schachterle ha completato il dottorato di ricerca in Nuovo Testamento e cristianesimo primitivo nel 2019. È autore di John Cassian and the Creation of Monastic Subjectivity . Quando non fa ricerche, Joshua ama leggere, comporre/suonare musica e trascorrere del tempo con la moglie e i due figli in età universitaria.
Ha tenuto lezioni sulle lettere di Paolo, i Vangeli e la storia del monachesimo cristiano. Il suo obiettivo a lungo termine è trovare modi nuovi e interessanti per portare le scoperte della ricerca storica e biblica ai lettori laici.
Possono pertanto essere ritenute delle fonti di studi attendibili ?
Per me rappresentano opinioni certamente rispettabili ma sicuramente personali.
Quello che ha scritto Joshua Schachterle:
Policarpo nacque nel 69 d.C., probabilmente a Smirne nella provincia romana dell'Asia Minore (l'attuale Turchia) e morì nella stessa città nel 155 d.C Corretto.
Se Policarpo avesse sentito predicare Giovanni, anche alla tenera età di 20 anni, Giovanni avrebbe già avuto almeno 80 anni. Quasi nessuno nel mondo antico viveva oltre i 65 anni. Naturalmente, è possibile che Policarpo abbia sentito predicare Giovanni, ma probabilmente è improbabile. Ricordate anche che Giovanni era un contadino galileo che parlava solo aramaico. Policarpo era un cittadino romano che sembra aver parlato solo greco.
Su Wikipedia risulta invece che l'apostolo Giovanni nacque a Betsaida 10 d.C. circa e morì a Efeso, nel 98 d.C. o in anni immediatamente successivi
Mentre mi risulta sempre da Wikipedia che Policarpo di SmirneSecondo antiche tradizioni cristiane, Giovanni sarebbe morto in tarda età a Efeso, ultimo sopravvissuto dei dodici apostoli ed unico ad essere morto di cause naturali.
nacque nel: 69 dopo Cristo e mori 155 dopo Cristo, a Smirne, Turchia
Era invece possibilissimo che Giovanni, Policarpo e Ireneo vissero in periodi tali da poter avere insegnamenti di prima mano.....
Rilevo poi da un giornale "parrocchiale poco conosciuto" come l'Avvenire
https://www.avvenire.it/rubriche/pagine ... apostolica
Trovo poi in un sito "parrocchiale" come dice Valentino ma che ritengo molto più autorevole di questo professore:Policarpo di Smirne. L'ultimo testimone dell'epoca apostoli
Potrei dirti il luogo dove il beato Policarpo sedeva per predicare la Parola di Dio. È ancora presente nella mia mente con quanta gravità entrava e usciva ovunque; qual era la santità del suo comportamento, la maestà del suo aspetto; e quali erano le sue sante esortazioni al popolo. Mi sembra di sentirlo ora raccontare come conversava con Giovanni e molti altri che avevano visto Gesù Cristo, le parole che aveva udito dalle loro bocche.
Policarpo aveva già 60 anni quando nacque Ireneo, quindi era piuttosto vecchio quando Ireneo lo incontrò. Tuttavia, Ireneo aveva chiaramente una grande riverenza per lui e bei ricordi di quando ascoltava la saggezza di Policarpo.
Quindi San Ireneo conosceva bene San Policarpo e che questo come età poteva aver benissimo essere stato discepolo di Giovanni
Pace e bene.....San Policarpo è considerato l'ultimo testimone dell'epoca apostolica, nato a Smirne nell'anno 69, infatti, «fu dagli Apostoli stessi posto vescovo per l'Asia nella Chiesa di Smirne». È sant'Ireneo, suo discepolo e vescovo di Lione in Gallia, a raccontare questo particolare. Policarpo venne messo a capo della comunità cristiana di Smirne verso l'anno 100 e sette anni più tardi fu testimone del passaggio in città di sant'Ignazio, vescovo di Antiochia, che veniva condotto sotto scorta a Roma dove subì poi il martirio. Policarpo gli diede ospitalità e più tardi Ignazio gli scrisse una lettera giunta fino a noi. Nel 154 il vescovo di Smirne andò a Roma per discutere con papa Aniceto la data della Pasqua. Dopo il suo ritorno a Smirne scoppiò una persecuzione e Policarpo, ormai anziano, venne portato nello stadio, per essere condannato dal governatore romano Quadrato. Ma il vescovo si rifiutò di difendersi davanti al governatore, che in realtà voleva risparmiarlo, e alla folla, dichiarandosi cristiano. Per questo il 23 febbraio dell'anno 155 fu ucciso con la spada.

