Giovanni64 ha scritto:Ho più volte detto che non ci vedo niente di strano se la ragione lascia uno spazio a delle credenze che in qualche modo riempiono lo spazio delle cose che sembrano, al momento, al di fuori della portata della ragione stessa. E' ciò una cosa conveniente o moralmente auspicabile? Non lo so. Ho detto in un'altra discussione che a me non piace molto la fiction. Tuttavia devo constatare che forse sono una serie di film che ci facciamo le cose che rendono più vivibile la vita. Allora che film sia. Ma il film funziona di più proprio quando più reale sembra. Allora per farlo sembrare reale ad alcuni scappa di presentarlo come razionale e mischiato alla realtà. Ora se la religione pretende di far sembrare reali a modo suo le cose che non si conoscono a me sta anche bene e potrei essere religioso anch'io. Se invece la religione pretende di cambiare a modo suo le cose che razionalmente già si conoscono allora non posso essere religioso.
Tutta questa premessa...per dire che la religione dei tdg, più di altre, pretende di dare spiegazioni sue a cose che già si conoscono razionalmente. In questo senso lo "sdoppiamento" più o meno clandestino a cui verrebbe sottoposto un ipotetico scienziato tdg sarebbe molto forte, anche perché lo spazio lasciato da tale culto alla valutazione personale è quasi inesistente ed inoltre il dipinto che l'organizzazione fa del "divino" pervade tutto ed il fedele deve accettare l'immagine divina che gli viene presentata con tutte le sfumature dell'immagine stessa, pena l'espulsione dalla organizzazione religiosa ed il conseguente ostracismo.
Caro Giovanni, hai descritto in modo egregio i motivi per cui vedi quella dicotomia che anch'io indicavo nella mia domanda iniziale. Altre religioni possono essere ben più estremiste di questa, sotto molti aspetti, ma senza pretendere d'imporre una propria descrizione della realtà esplorabile (ed esplorata). Certo i dettami della letteratura WTS non dovrebbero creare ostacoli a chi si dedica alla chimica, alla scienza dei materiali o all'ingegneria aerospaziale (tanto per fare qualche esempio) ma non mi sembra che si possa negare l'inevitabilità di conflitti quando si passa a campi quali geologia, archeologia, paleontologia, antropologia, storia, paleografia e altri.
L'esempio del geologo citato da Papà61 mostra una delle possibili soluzioni per uno scienziato TdG: quell'uomo quando fa il geologo "dimentica" le cose in cui la sua religione lo obbliga a credere, quando fa il proclamatore "dimentica" ciò che sa come geologo e insegna solo ciò che la sua religione insegna. Si può essere (forse) un bravo geologo anche dimenticando la propria scienza nel tempo libero, ma un TdG che quotidianamente, per un certo numero di ore al giorno, deve dare valore 0 agli insegnamenti della sua religione, viene considerato, dai capi della sua chiesa, un buon Testimone di Geova?