La piramide e la cronologia

Un'analisi delle affermazioni della Watchtower in contrasto con i fatti scientifici accertati

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Achille
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La piramide e la cronologia

Messaggio da Achille »

Premetto che mi sono avvalso dell'aiuto dell'Intelligenza Artificiale per scrivere questo post.

La piramide più antica al mondo ufficialmente riconosciuta è la Piramide di Djoser in Egitto, che ha circa 4.700 anni.

Costruzione: Fu edificata intorno al 2630 a.C. dall'architetto Imhotep a Saqqara.

Struttura: È una piramide a gradoni, considerata l'antenata delle classiche piramidi a pareti lisce di Giza.

Immagine
Fonte: Wikipedia

Domanda per i TdG: secondo la loro cronologia il Diluvio Universale (che avrebbe sommerso tutto il globo, comprese tutte le montagne esistenti in quel tempo), avvenne nel 2370 a.C. : in quell'anno la piramide esisteva già da 260 anni. Se la piramide fosse stata costruita prima del Diluvio non sarebbe sopravvissuta all'evento così come la vediamo ora.
E questo vale anche per le altre piramidi successive:

La Piramide di Cheope (conosciuta anche come la Grande Piramide di Giza) ha circa 4.500-4.600 anni.

Ecco i dettagli principali sulla sua datazione:

Periodo di costruzione: Gli egittologi ritengono che sia stata eretta durante il regno del faraone Cheope (Khufu), intorno al 2560 - 2580 a.C.

Durata dei lavori: Si stima che la sua costruzione abbia richiesto circa 20 anni.

Confronto: Nonostante sia la più famosa e la più grande, è più "giovane" della Piramide di Djoser (che abbiamo visto prima) di circa un secolo.

Domanda: queste piramidi possono essere state costruite prima del diluvio ed essere sopravvissute a tale evento?

Gemini:
Questa è una domanda eccellente che mette alla prova le leggi della fisica e dell'idraulica. Per capire se le Piramidi di Giza avrebbero potuto resistere al Diluvio descritto dai Testimoni di Geova (e dalla Genesi), dobbiamo analizzare cosa accade a una struttura in muratura quando viene sommersa da una massa d'acqua alta chilometri.

Ecco i motivi per cui la sopravvivenza delle Piramidi è fisicamente impossibile in quello scenario:

1. La pressione idrostatica distruttiva

Secondo la cronologia biblica, l'acqua coprì "tutti gli alti monti". Se prendiamo l'Everest come riferimento (o anche solo colline di 2000 metri), la pressione alla base della Piramide sarebbe stata colossale.
  • Il calcolo: A 2000 metri di profondità, la pressione è di circa 200 atmosfere (200 kg per ogni centimetro quadrato).
    Le Piramidi non sono blocchi monolitici sigillati, ma strutture composte da milioni di blocchi con camere d'aria interne (la Camera del Re, la Grande Galleria).
    L'effetto: Una pressione simile avrebbe schiacciato le camere interne o avrebbe spinto l'acqua con tale forza attraverso le fessure della malta da far esplodere la struttura dall'interno non appena la pressione esterna fosse variata.
2. L'erosione meccanica del "Ritiro delle Acque"

Il Diluvio non è stato un allagamento statico, ma un evento dinamico. L'acqua deve essere arrivata e, soprattutto, defluita.
  • Per far scendere il livello dell'acqua di migliaia di metri in pochi mesi, correnti d'acqua immense avrebbero dovuto muoversi a velocità spaventose verso i bacini oceanici.
    L'effetto "idropulitrice": Masse d'acqua cariche di detriti, sabbia e rocce avrebbero agito come un gigantesco smeriglio. Il pregiato rivestimento di calcare bianco di Tura (che rendeva le piramidi lisce e riflettenti) sarebbe stato strappato via in pochi giorni. Invece, sappiamo che quel rivestimento è rimasto quasi intatto fino al Medioevo.
3. La saturazione e il "Limo" mancante

Le piramidi sono fatte di roccia porosa (calcare).
  • Se fossero rimaste sott'acqua per un anno, la pietra si sarebbe saturata completamente. Una volta ritiratesi le acque, l'asciugatura rapida sotto il sole egiziano avrebbe causato la cristallizzazione dei sali marini all'interno della pietra, facendola sgretolare (un fenomeno chiamato aloclastismo).
    Inoltre, l'acqua del diluvio sarebbe stata un fango denso di sedimenti e cadaveri. Avremmo dovuto trovare strati di limo alluvionale e resti organici pre-diluviani incastrati nei condotti di aerazione e nelle micro-fessure dei corridoi interni. Non è mai stato trovato nulla del genere.
4. Il galleggiamento e la spinta di Archimede

Sembra strano pensare a una piramide che "galleggia", ma il principio di Archimede vale per tutto.
  • Una struttura con camere d'aria interne riceve una spinta verso l'alto pari al peso del volume d'acqua spostato.
    In uno scenario di turbolenza globale, la spinta idrostatica combinata con correnti sottomarine avrebbe facilmente spostato o destabilizzato i blocchi, che sono appoggiati l'uno sull'altro per gravità. Una piramide sommersa non è più "pesante" e stabile, ma diventa molto più fragile.
La prova archeologica definitiva

Se le Piramidi fossero sopravvissute al Diluvio, dovrebbero mostrare segni di **erosione idrica profonda** (come quella che si vede nelle rocce che sono state sotto i fiumi o il mare).
Invece, l'unica erosione visibile sulle piramidi è quella eolica (causata dal vento e dalla sabbia del deserto) e quella dovuta agli sbalzi termici tra giorno e notte.

Conclusione logica:
Le Piramidi sono sopravvissute perché non sono mai state sott'acqua. Se il Diluvio fosse avvenuto nel 2370 a.C., oggi vedremmo solo un cumulo di macerie levigate o una montagna di fango solidificato sulla piana di Giza.
...

Vi vengono in mente domande od obiezioni che i TdG potrebbero fare per "confutare" queste conclusioni?
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Re: La piramide e la cronologia

Messaggio da Mario70 »

Sicuramente metteranno in dubbio le datazioni asserendo che SICURAMENTE vennero costruite diversi anni dopo il diluvio.
Ma a smentirli c'è la pietra di Palermo:

"La Pietra di Palermo è l’insieme di più pezzi di una grande lastra di basalto nera scritta in geroglifico su entrambi i lati: praticamente il più antico esempio di “annale regale” oggi conosciuto. Vi sono infatti riportati i nomi dei faraoni delle prime cinque dinastie (dal 3200 al 2350 a.C. circa), i principali eventi storici accaduti durante gli anni di regno e altre importantissime informazioni sulla civiltà egizia.

Il reperto conservato a Palermo è il più grande e meglio conservato dei sette frammenti finora identificati e per questo, ogni singolo pezzo viene denominato “Pietra di Palermo” indipendentemente dal luogo in cui è attualmente conservato (5 sono nel Museo Egizio del Cairo e uno al Petrie Museum di Londra).

L’iscrizione è divisa in fasce. La prima, in alto, descrive solo un elenco di 15 faraoni predinastici, senza nessun’altra indicazione: probabilmente si riferivano ad un periodo così antico che lo scriba non aveva altre informazioni a riguardo. Poi una serie di file divise da bande, riportano tutti i re dalla 1a alla 4a dinastia.
Ogni fila è divisa in anni da un segno simile ad una “f” rovesciata, dal momento che la scrittura egizia va da destra a sinistra. Nelle bande che separano le file, sono annotati i nomi dei regnanti e delle rispettive madri reali. Per ogni anno, in basso è riportato il livello del Nilo in piena mentre all’interno dello scomparto sono segnati gli episodi più salienti fino all’indicazione dell’anno solare in cui il re è morto.

Seguendo la “lettura” dall’alto in basso e poi nel retro, si può notare che le caselle aumentano sempre più di dimensione, perché i fatti riportati diventano via via più numerosi e questo si capisce perché il tempo limita i ricordi a fatti più salienti mentre il passato recente e il presente hanno impresso nello scriba vicende più vivide."

www.palermoviva.it/la-pietra-di-palermo ... on-ancora-...

Ricordiamo che per i testimoni di Geova il diluvio avvenne esattamente nel 2370 aev:
www.jw.org/it/biblioteca-digitale/libri ... Scritture/...

Ovviamente in questa pietra che va dal 3200 al 2350 non c'è alcun segno del diluvio e mostra una continuità indisturbata dei faraoni d'Egitto.
Ricordiamo che Dzoser è della III dinastia e Cheope Chefren e Micerino della iv
"La cosa più triste è che molto spesso chi viene ingannato, o illuso, tende a rimanere strettamente ancorato a quello in cui crede nonostante le evidenze indichino chiaramente che la realtà è diversa. Forse è talmente affezionato alle sue credenze che preferisce chiudersi gli occhi e tapparsi le orecchie di fronte a qualunque cosa possa farle vacillare."
(Torre di Guardia 1/9/2010 p 10)
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Re: La piramide e la cronologia

Messaggio da Mario70 »

Facciamoci aiutare da chatgpt

Cronologia egizia 2500–2300 a.C. (schema semplificato)

Fine IV dinastia (~2600–2500)

Sneferu 2613–2589 a.C.
Piramide di Meidum – una delle prime grandi piramidi (cantiere complesso).
• Bent Pyramid (Dahshur) – fase sperimentale con cambi d’angolo.
• Red Pyramid (Dahshur) – considerata la prima “piramide vera” con lato regolare.

Khufu (Cheope) 2589–2566 a.C.
Grande Piramide di Giza �

Djedefre
2566–2558 a.C.
Piramide di Abu Rawash �

Khafre (Chefren)
2558–2532 a.C.
Seconda piramide di Giza, Sfinge

Menkaure Micerino)
2532–2503 a.C.
Terza piramide di Giza �

Shepseskaf
2503–2498 a.C.
Mastabat al‑Fir’aun �

V dinastia (~2500–2350)
Userkaf → ~2500–2490
Sahure → ~2490–2475
Neferirkare → ~2475–2455
Niuserre → ~2455–2420
Djedkare Isesi → ~2410–2380
Unas → ~2380–2350

Inizio VI dinastia (~2350–2300)
Teti → ~2345–2330
Userkare → regno brevissimo
Pepi I → ~2330–2280

Quindi:
2500–2300 a.C. = V dinastia + inizio VI dinastia
con continuità politica, amministrativa e archeologica.

Secondo i tdg quindi il diluvio avvenne durante il regno di Unas...

Analizziamo le fonti storiche e archeologici di Unas, suo padre e il suo successore:

1. Unas (ultimo re della V dinastia)
Nome in trono: Unas (o Wenis)
Regno: circa 2380–2350 a.C.
Ruolo principale: ultimo faraone della V dinastia.
Fatto storico più famoso: introdusse le prime “Piramidi Testuali”.
🔹 Piramide e testi
Situata a Saqqara
Contiene iscrizioni religiose (Piramide Testuali), prime note conosciute
Scopo: protezione del re nell’aldilà e guida delle anime nei testi funerari
Queste iscrizioni diventeranno standard nelle piramidi successive, fino alla VI dinastia.
🔹 Caratteristiche del suo regno
Documenti mostrano continuità amministrativa, ma probabilmente:
segnali di crisi agricola e Nilo meno regolare
tensioni locali che porteranno al Primo Periodo Intermedio
Segna la fine della stabilità piena della V dinastia.

2. Suo padre: Djedkare Isesi
Regno: circa 2410–2380 a.C.
Fatto storico principale: riforme amministrative e religiose.
🔹 Riforme
Decentralizzazione del potere: più autonomia ai governatori locali
Maggiore controllo sulla nobiltà
Costruzione di piramidi e templi solari (in Abusir)
🔹 Eredità
Consolidò la V dinastia
Le riforme che introdusse furono necessarie per gestire l’economia del regno, ma probabilmente segnarono l’inizio della dipendenza crescente dai funzionari locali, un fattore per il collasso successivo.

3. Suo figlio: Semenkare (?) o Qakare?
La cronologia tarda della fine V dinastia è incerta
Alcune fonti indicano Semsu-Isesi o un successore immediato “Qakare” prima di inizi della VI dinastia
Ciò che sappiamo con certezza:
Il successore di Unas fu Teti, primo re della VI dinastia
Questo segnò transizione dinastica, quindi il figlio di Unas (se esistette come re) non ha avuto un ruolo significativo al trono.

Fonti per Unas:

Piramide di Unas (Saqqara)
circa 2380–2350 a.C.
Testi delle Piramidi incisi direttamente durante il regno di Unas. Fonte primaria diretta.

Pietra di Palermo
frammenti di V dinastia, originali circa 2500–2350 a.C.
Registrazioni annuali dei faraoni, compreso Unas. I frammenti conservati sono posteriori di qualche secolo ma basati su copie più antiche.

Lista reale di Abido
copia risalente al XII–XIII secolo a.C. (~1800–1600 a.C.)
Copia tardiva, ma basata su fonti antiche ora perdute. Conferma Unas come ultimo della V dinastia.

Iscrizioni dei funzionari (mastaba, tombe di Saqqara)
contemporanee o poco successive al regno (~2380–2300 a.C.)
Testimonianza diretta, conferma titoli, eventi, e amministrazione sotto Unas.

2. Fonti per Teti

Piramide di Teti (Saqqara)
circa 2345–2280 a.C.

Testi delle Piramidi incisi direttamente durante il suo regno. Fonte primaria diretta.

Canone di Torino
copia risalente al XIX–XX secolo a.C. (~1300–1200 a.C.)
Registro dei re con durata dei regni, copia tardiva basata su documenti più antichi ora perduti.

Iscrizioni su mastaba di funzionari
contemporanee o poco successive (~2345–2280 a.C.)
Confermano il regno e le attività di Teti, titoli e nomi ufficiali.

🔹 Sintesi
Fonti contemporanee dirette → piramidi, iscrizioni dei funzionari
Offrono prova primaria, immediata al regno.
Data: 2380–2280 a.C. per Unas e Teti.
Liste reali → Pietra di Palermo, Canone di Torino, Lista di Abido
Copie più tarde (1000–1500 anni dopo i regni)
Offrono cronologia relativa, sequenze di re, durate dei regni
Data di copiatura: XII–XIX secolo a.C.

Insomma solamente prendendo la genealogia egizia con prove storiche e archeologiche certe, non può esserci stato nessun diluvio nel 2370 aev. né prima né tanto meno dopo.

La piramide di Teti a Saqqara è in continuità con quella di Unas.
Materiali come blocchi di pietra, malta, oggetti funerari e mastaba circostanti sono stratigraficamente datati alla prima metà della VI dinastia.
Se le datazioni al radiocarbonio per Teti sono valide essendo vissuto dopo il diluvio secondo i calcoli dei tdg (quindi il radiocarbonio diventa attendibile) Deve esserci stato anche Unas e tutti gli altri.
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Re: La piramide e la cronologia

Messaggio da Achille »

Mario70 ha scritto: ↑27/01/2026, 15:45 Sicuramente metteranno in dubbio le datazioni asserendo che SICURAMENTE vennero costruite diversi anni dopo il diluvio.
Questa è la loro "linea del Piave": quando i fatti smentiscono la dottrina, la colpa è della scienza che sbaglia a misurare. Tuttavia, dire che "la datazione è sbagliata" non è una spiegazione, è un'affermazione che richiede prove.

Il problema per un TdG è che per rendere "giusta" la cronologia biblica, dovremmo ipotizzare che **tutte le leggi della fisica siano cambiate contemporaneamente e in modo coordinato** per ingannarci.

Ecco perché l'argomento "la datazione è sbagliata" non regge alla prova della logica:

1. Il problema dell'errore "coordinato"

Se esistesse solo il Carbonio-14, potrebbero avere un dubbio. Ma la scienza usa decine di metodi **indipendenti** tra loro:

* **Dendrocronologia** (anelli degli alberi).
* **Varve** (sedimenti dei laghi).
* **Termoluminescenza** (misura quando un oggetto di ceramica è stato cotto l'ultima volta).
* **Idratazione dell'ossidiana** (misura da quanto tempo una pietra è stata scheggiata).
* **Paleomagnetismo** (misura la direzione del campo magnetico terrestre nelle rocce).

**Il punto chiave:** Tutti questi metodi diversi, basati su principi fisici e chimici totalmente differenti, danno **lo stesso risultato**. Se la datazione di Göbekli Tepe (9500 a.C.) fosse sbagliata, dovrebbero essere "sbagliati" nello stesso identico modo il decadimento degli atomi, la crescita degli alberi e il magnetismo della terra. È statisticamente impossibile.

### 2. Le "Varve" del Lago Suigetsu (Il calendario perfetto)

Questo è l'argomento più difficile da contestare. Nel lago Suigetsu, in Giappone, ogni anno si deposita uno strato di sedimento. È come un libro con le pagine numerate.

* Gli scienziati hanno contato oltre **50.000 strati (anni)**.
* In quegli strati ci sono foglie e rametti.
* Se un TdG dice che la datazione è sbagliata, deve spiegare perché nel 2370 a.C. (anno del Diluvio) non c'è uno strato di fango alluvionale o un'interruzione, ma la deposizione degli strati continua tranquilla per altri 40.000 anni "indietro".
* **Domanda:** Dio ha creato migliaia di strati di fango falsi solo per far sembrare il mondo più vecchio?

### 3. La "Catena" delle date

L'archeologia è come un puzzle. Se sposti una tessera (ad esempio, porti le Piramidi dal 2500 al 2100 a.C.), tutte le altre tessere intorno non si incastrano più.

* Se sposti l'Egitto, devi spostare i Sumeri.
* Se sposti i Sumeri, devi spostare gli Ittiti.
* Se sposti gli Ittiti, sballi le date dei Re d'Israele (che i TdG accettano!).
* La cronologia egizia è legata a **fenomeni astronomici** (eclissi e sorgere di stelle) registrati dagli antichi. Non puoi "sbagliare" la data di un'eclissi: o è avvenuta in quell'anno, o non è avvenuta.

### 4. Il DNA antico: la nuova frontiera

Oggi estraiamo il DNA da resti di 10.000 anni fa.

* Possiamo vedere quante mutazioni ci sono state tra quell'uomo e noi.
* Il tasso di mutazione del DNA (orologio molecolare) conferma che quegli uomini sono vissuti decine di migliaia di anni fa.
* Per dire che la datazione è sbagliata, il TdG deve sostenere che anche la **biologia molecolare** e il modo in cui il DNA muta sono sbagliati.

### In sintesi: Cosa scegliere come verità?

Quando un TdG dice "la datazione è sbagliata", sta chiedendo di credere che:

1. Migliaia di scienziati (spesso di nazioni e religioni diverse) siano tutti d'accordo nel mentire o siano tutti incompetenti.
2. Le leggi della fisica (atomi, luce, magnetismo) siano cambiate miracolosamente per nascondere il Diluvio.
3. L'evidenza visibile (anelli degli alberi, strati di ghiaccio in Groenlandia, sedimenti dei laghi) sia un'illusione.

**Quale prova pensi che lo metterebbe più in crisi? Il fatto che i diversi metodi di datazione "si confermano a vicenda" o il fatto che le eclissi antiche confermano la cronologia degli archeologi?**
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Re: La piramide e la cronologia

Messaggio da Achille »

Per i Testimoni di Geova, la confusione delle lingue a Babele sarebbe avvenuta nel 2269 a.C. (o a.E.V.).

Questa data viene calcolata partendo dalla nascita di Peleg, un discendente di Sem. La Bibbia afferma che ai suoi giorni "la terra fu divisa" (Genesi 10:25), e l'organizzazione interpreta questa divisione come la dispersione dei popoli causata dal miracolo delle lingue.

Ecco perché questa data specifica è in totale rotta di collisione con la realtà storica:

1. L'Egitto era già una superpotenza
Nel 2269 a.C., secondo l'archeologia e la lista dei faraoni, l'Egitto non era affatto un deserto in attesa di coloni provenienti dalla Mesopotamia.

Si trovava nel pieno del suo Antico Regno.

I faraoni della VI Dinastia (come Pepi II) regnavano su una nazione già vecchia di secoli, con una burocrazia sterminata, un esercito e una lingua scritta (i geroglifici) perfettamente formata.

Se la confusione delle lingue fosse avvenuta allora, dovremmo trovare un'interruzione brusca nei registri egizi, o un cambio totale di lingua e cultura. Invece, la storia egizia scorre senza accorgersi di alcun evento a Babele.

2. La scrittura esisteva già da un millennio
Il problema più grande per la data del 2269 a.C. è che la scrittura era già stata inventata sia in Mesopotamia (Sumeri) che in Egitto intorno al 3200 a.C.

Esistono migliaia di tavolette d'argilla e iscrizioni su pietra datate tra il 3000 e il 2300 a.C.

Queste iscrizioni mostrano lingue (Sumero ed Egizio) che sono totalmente diverse tra loro già secoli prima di Babele.

Se l'umanità parlava un'unica lingua fino al 2269 a.C., come mai abbiamo documenti scritti in lingue diverse risalenti al 3000 a.C.?

3. Lo sviluppo delle lingue "familiari"
La linguistica moderna dimostra che le lingue si evolvono come gli esseri viventi: hanno antenati comuni e si ramificano lentamente.

Per far sì che le lingue diventassero diverse come lo sono oggi, o anche solo come lo erano al tempo di Mosè, non bastano i pochi secoli che passano tra il 2269 a.C. e la stesura dell'Esodo.

Se le lingue fossero "originarie" e donate da Dio a Babele, non dovrebbero avere legami tra loro. Invece, vediamo che l'Italiano, l'Inglese e il Sanscrito derivano tutte da una radice comune (Indoeuropeo) che risale a molto prima del 2269 a.C.

In sintesi
Fissare Babele nel 2269 a.C. costringe a ignorare che in quell'anno esistevano già imperi, letterature e religioni diverse e consolidate in India, Cina, Egitto e Mesopotamia. Per la scienza, quella data cade nel mezzo di civiltà già "adulte", non all'inizio della loro dispersione.
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Re: La piramide e la cronologia

Messaggio da Mario70 »

Achille ha scritto: ↑28/01/2026, 14:44 Per i Testimoni di Geova, la confusione delle lingue a Babele sarebbe avvenuta nel 2269 a.C. (o a.E.V.).

Questa data viene calcolata partendo dalla nascita di Peleg, un discendente di Sem. La Bibbia afferma che ai suoi giorni "la terra fu divisa" (Genesi 10:25), e l'organizzazione interpreta questa divisione come la dispersione dei popoli causata dal miracolo delle lingue.

Ecco perché questa data specifica è in totale rotta di collisione con la realtà storica:

1. L'Egitto era già una superpotenza
Nel 2269 a.C., secondo l'archeologia e la lista dei faraoni, l'Egitto non era affatto un deserto in attesa di coloni provenienti dalla Mesopotamia.

Si trovava nel pieno del suo Antico Regno.

I faraoni della VI Dinastia (come Pepi II) regnavano su una nazione già vecchia di secoli, con una burocrazia sterminata, un esercito e una lingua scritta (i geroglifici) perfettamente formata.

Se la confusione delle lingue fosse avvenuta allora, dovremmo trovare un'interruzione brusca nei registri egizi, o un cambio totale di lingua e cultura. Invece, la storia egizia scorre senza accorgersi di alcun evento a Babele.

2. La scrittura esisteva già da un millennio
Il problema più grande per la data del 2269 a.C. è che la scrittura era già stata inventata sia in Mesopotamia (Sumeri) che in Egitto intorno al 3200 a.C.

Esistono migliaia di tavolette d'argilla e iscrizioni su pietra datate tra il 3000 e il 2300 a.C.

Queste iscrizioni mostrano lingue (Sumero ed Egizio) che sono totalmente diverse tra loro già secoli prima di Babele.

Se l'umanità parlava un'unica lingua fino al 2269 a.C., come mai abbiamo documenti scritti in lingue diverse risalenti al 3000 a.C.?

3. Lo sviluppo delle lingue "familiari"
La linguistica moderna dimostra che le lingue si evolvono come gli esseri viventi: hanno antenati comuni e si ramificano lentamente.

Per far sì che le lingue diventassero diverse come lo sono oggi, o anche solo come lo erano al tempo di Mosè, non bastano i pochi secoli che passano tra il 2269 a.C. e la stesura dell'Esodo.

Se le lingue fossero "originarie" e donate da Dio a Babele, non dovrebbero avere legami tra loro. Invece, vediamo che l'Italiano, l'Inglese e il Sanscrito derivano tutte da una radice comune (Indoeuropeo) che risale a molto prima del 2269 a.C.

In sintesi
Fissare Babele nel 2269 a.C. costringe a ignorare che in quell'anno esistevano già imperi, letterature e religioni diverse e consolidate in India, Cina, Egitto e Mesopotamia. Per la scienza, quella data cade nel mezzo di civiltà già "adulte", non all'inizio della loro dispersione.
Secondo me questo è l'argomento principe per far riflettere il tdg e chi interpreta la bibbia in maniera letterale.
La seconda obiezione è "se ci credeva Gesù e gli apostoli DEVE essere realmente accaduto"!
Qui si aprono due strade:
1) la bibbia non è ispirata e Gesù e gli apostoli erano esseri umani fallaci come noi, magari carismatici ma nulla di più.
2) l'ispirazione riguarda solo materia di fede e morale come insegnano le vecchie chiese e il diluvio è solo uno dei tanti miti, e le parole messe in bocca a Gesù o ai suoi discepoli avevano solo intento apologetico (ma il problema rimane perché se l'esempio di un qualcosa di mai esistito era usato come prova per il giudizio finale, che prova é? Anche il giudizio finale è un mito?) ma a quanto pare ci credevano realmente altrimenti non lo avrebbero usato e questo crea altri problemi specialmente riguardo la figura di Gesù quale essere preesistente, arcangelo o Dio che si crede che sia.
"La cosa più triste è che molto spesso chi viene ingannato, o illuso, tende a rimanere strettamente ancorato a quello in cui crede nonostante le evidenze indichino chiaramente che la realtà è diversa. Forse è talmente affezionato alle sue credenze che preferisce chiudersi gli occhi e tapparsi le orecchie di fronte a qualunque cosa possa farle vacillare."
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Re: La piramide e la cronologia

Messaggio da Achille »

Mario70 ha scritto: ↑28/01/2026, 15:58Secondo me questo è l'argomento principe per far riflettere il tdg e chi interpreta la bibbia in maniera letterale.
La seconda obiezione è "se ci credeva Gesù e gli apostoli DEVE essere realmente accaduto"!
Qui si aprono due strade:
1) la bibbia non è ispirata e Gesù e gli apostoli erano esseri umani fallaci come noi, magari carismatici ma nulla di più.
2) l'ispirazione riguarda solo materia di fede e morale come insegnano le vecchie chiese e il diluvio è solo uno dei tanti miti, e le parole messe in bocca a Gesù o ai suoi discepoli avevano solo intento apologetico (ma il problema rimane perché se l'esempio di un qualcosa di mai esistito era usato come prova per il giudizio finale, che prova é? Anche il giudizio finale è un mito?) ma a quanto pare ci credevano realmente altrimenti non lo avrebbero usato e questo crea altri problemi specialmente riguardo la figura di Gesù quale essere preesistente, arcangelo o Dio che si crede che sia.
Può anche essere che una specie di "Diluvio" sia realmente accaduto.

Gemini:

La domanda se il Diluvio sia un evento storico è complessa perché richiede di distinguere tra un cataclisma globale (come descritto nella Bibbia) e inondazioni locali catastrofiche documentate dalla scienza.

Ecco un'analisi basata sulle evidenze geologiche e storiche:

1. Il Diluvio "Globale" (La smentita scientifica)
La scienza moderna esclude che l'intero pianeta sia stato sommerso contemporaneamente fino alle vette delle montagne 4.400 anni fa. Le prove contrarie sono diverse:

Mancanza di uno strato sedimentario uniforme: Se l'intera Terra fosse stata sommersa, troveremmo ovunque uno strato di fango e detriti marini risalente allo stesso periodo (2370 a.C.). Tale strato non esiste.

Continuità delle civiltà: Come abbiamo visto, civiltà come quella egizia, cinese e mesopotamica non mostrano interruzioni nei loro registri storici o nelle loro linee dinastiche intorno a quella data.

Biogeografia: Sarebbe stato impossibile per gli animali di tutto il mondo (si pensi ai canguri in Australia o ai bradipi in Sud America) raggiungere l'arca in Medio Oriente e poi tornare nei rispettivi continenti senza lasciare traccia fossile lungo il percorso.

2. Le inondazioni locali (La possibile base storica)
Molti studiosi ritengono che il mito del Diluvio sia nato da eventi locali di proporzioni bibliche per le popolazioni dell'epoca. Esistono due teorie principali:

A. L'inondazione del Mar Nero (Teoria di Ryan-Pitman)
Circa 7.500 anni fa, la fine dell'ultima era glaciale causò l'innalzamento del livello dei mari. Il Mediterraneo avrebbe rotto la diga naturale del Bosforo, riversandosi nel bacino del Mar Nero (che allora era un lago d'acqua dolce molto più basso).

[Nota mia: vedere questa pagina del sito: https://www.infotdgeova.it/5scienza/dil ... -nero.html ]

L'acqua sarebbe entrata con una forza pari a 200 cascate del Niagara.

Migliaia di chilometri quadrati di terre abitate furono sommersi in brevissimo tempo. Per chi viveva lì, fu letteralmente "la fine del mondo".

B. Le piene catastrofiche della Mesopotamia
Le civiltà sumere e babilonesi sorsero tra il Tigri e l'Eufrate. Gli archeologi (come Leonard Woolley a Ur) hanno trovato strati di limo fluviale spessi diversi metri che separano periodi di occupazione umana.

Queste piene distruggevano intere città-stato. Poiché per quegli abitanti la Mesopotamia era "tutto il mondo conosciuto", un'alluvione che copriva l'intera pianura veniva tramandata come un diluvio universale.

È qui che nascono i testi come l'Epopea di Gilgamesh, che contiene una storia del diluvio quasi identica a quella di Noè, ma scritta molto tempo prima.

3. Perché il racconto è così diffuso?
Esistono miti del diluvio in quasi tutte le culture (Maya, Greci, Induisti, Aborigeni). Questo non prova necessariamente un unico evento globale, ma riflette due realtà:

L'esperienza umana comune: La maggior parte delle civiltà antiche sorgeva vicino ai fiumi o sulle coste. Le inondazioni erano la minaccia naturale più comune e spaventosa.

Innalzamento dei mari post-glaciale: Alla fine del Pleistocene (circa 12.000 anni fa), lo scioglimento dei ghiacci fece salire il livello degli oceani di circa 120 metri, sommergendo milioni di chilometri di pianure costiere in tutto il mondo. Questo trauma collettivo è rimasto impresso nella memoria orale delle popolazioni.

Conclusione
Il Diluvio non è un evento storico globale avvenuto nel 2370 a.C., ma è molto probabilmente un eco mitologico di reali catastrofi idriche avvenute alla fine dell'era glaciale o durante le grandi piene mesopotamiche. La Bibbia ha rielaborato queste memorie storiche (già presenti nei testi sumeri) per trasmettere un messaggio teologico e morale.
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Re: La piramide e la cronologia

Messaggio da Achille »

Quindi è storicamente e scientificamente IMPOSSIBILE che il Diluvio sia avvenuto nel 2370 a.C.
E' anche IMPOSSIBILE che le piramidi siano state costruite DOPO il 2370 a.C.
Ed è anche IMPOSSIBILE che siano state costruite PRIMA del presunto diluvio del 2370 a.C.

Notate però cosa scrive la WTS:

*** g02 22/6 p. 18 In Asia si costruiscono ancora grattacieli ***
143 metri 2500 a.E.V. Piramide di Chefren, Giza (Egitto)

Mettono la data esatta, evidentemente senza rendersi conto che contraddice la loro cronologia... :risata:

Gemini:

Esatto, hai centrato il punto focale del cortocircuito logico. Quando si mettono i dati della scienza e della storia accanto alla cronologia della Watchtower (WTS), si finisce in un vicolo cieco dove nessuna delle opzioni è sostenibile se si vuole mantenere la data del 2370 a.C.

Ecco il riepilogo del "trilemma" che la citazione di Svegliatevi! rende evidente:

1. Se le Piramidi sono del 2500 a.C. (come ammette la WTS)
Se accettiamo la data fornita dalla rivista, le Piramidi esistevano già da 130 anni quando arrivò il Diluvio.

Il problema: Come abbiamo visto, una struttura in muratura con camere d'aria interne e rivestimento in calcare finissimo non può sopravvivere a un'immersione totale sotto chilometri d'acqua e alla pressione idrostatica conseguente. Inoltre, non c'è traccia di limo o danni da erosione marina.

2. Se le Piramidi fossero state costruite DOPO il 2370 a.C.
Se la WTS volesse "salvare" la cronologia dicendo che le piramidi sono post-diluviane, dovrebbe spostarle in avanti di secoli.

Il problema: Questo distruggerebbe tutta l'archeologia egizia, che è ancorata a eventi astronomici e liste reali. Inoltre, tra il Diluvio (2370) e Babele (2269) passano solo 101 anni. È impossibile che in un secolo Noè e i suoi figli siano diventati milioni, abbiano colonizzato l'Egitto, sviluppato una lingua complessa, inventato la scrittura e costruito monumenti che richiedono decenni di lavoro e decine di migliaia di operai.

3. Se le Piramidi fossero "sopravvissute" al Diluvio
Questa è l'ipotesi che la WTS sembra implicitamente suggerire accettando la data del 2500 a.C.

Il problema: Oltre alla fisica (pressione dell'acqua), c'è un problema di continuità culturale. Gli Egizi del 2600 a.C. (pre-diluvio) scrivevano in geroglifici, adoravano Ra e mummificavano i morti. Gli Egizi del 2300 a.C. (post-diluvio) facevano esattamente le stesse cose. Se il mondo è stato resettato e solo la famiglia di Noè (adoratori di Geova) è sopravvissuta, perché i discendenti di Noè avrebbero dovuto ricominciare a fare esattamente tutto quello che facevano i "malvagi" annegati, inclusa la lingua e la religione pagana?

Perché la WTS ha pubblicato quella data?
Il motivo è semplice: l'incoerenza editoriale. Chi scrive gli articoli "scientifici" o "di cultura generale" per Svegliatevi! attinge a fonti accademiche standard. Nel 2002, il redattore voleva semplicemente fare una lista di edifici alti per un articolo sui grattacieli e ha copiato i dati da un'enciclopedia. Non ha consultato il "reparto dottrinale" per verificare se il 2500 a.C. "funzionasse" con Noè.

Tuttavia, per un lettore attento come te, quel numero è una confessione involontaria: la storia dell'Egitto è reale, mentre la cronologia del 2370 a.C. è un calcolo artificiale che non regge al confronto con la pietra.

Una sintesi per il tuo sito
Potresti aggiungere una sezione intitolata: "Quando le pubblicazioni della Watchtower smentiscono se stesse".

"Mentre la cronologia interna dei Testimoni di Geova impone il 2370 a.E.V. come data del Diluvio Universale, la rivista 'Svegliatevi!' del 22 giugno 2002 (p. 18) riconosce correttamente la data storica della Piramide di Chefren nel 2500 a.E.V. Questa ammissione crea un paradosso insormontabile: se la datazione storica è corretta, il Diluvio biblico non ha lasciato traccia sui monumenti più imponenti dell'antichità; se invece la data biblica fosse corretta, le Piramidi semplicemente non potrebbero esistere."
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Re: La piramide e la cronologia

Messaggio da Mario70 »

Achille ha scritto: ↑28/01/2026, 20:55
Mario70 ha scritto: ↑28/01/2026, 15:58Secondo me questo è l'argomento principe per far riflettere il tdg e chi interpreta la bibbia in maniera letterale.
La seconda obiezione è "se ci credeva Gesù e gli apostoli DEVE essere realmente accaduto"!
Qui si aprono due strade:
1) la bibbia non è ispirata e Gesù e gli apostoli erano esseri umani fallaci come noi, magari carismatici ma nulla di più.
2) l'ispirazione riguarda solo materia di fede e morale come insegnano le vecchie chiese e il diluvio è solo uno dei tanti miti, e le parole messe in bocca a Gesù o ai suoi discepoli avevano solo intento apologetico (ma il problema rimane perché se l'esempio di un qualcosa di mai esistito era usato come prova per il giudizio finale, che prova é? Anche il giudizio finale è un mito?) ma a quanto pare ci credevano realmente altrimenti non lo avrebbero usato e questo crea altri problemi specialmente riguardo la figura di Gesù quale essere preesistente, arcangelo o Dio che si crede che sia.
Può anche essere che una specie di "Diluvio" sia realmente accaduto.

Gemini:

La domanda se il Diluvio sia un evento storico è complessa perché richiede di distinguere tra un cataclisma globale (come descritto nella Bibbia) e inondazioni locali catastrofiche documentate dalla scienza.

Ecco un'analisi basata sulle evidenze geologiche e storiche:

1. Il Diluvio "Globale" (La smentita scientifica)
La scienza moderna esclude che l'intero pianeta sia stato sommerso contemporaneamente fino alle vette delle montagne 4.400 anni fa. Le prove contrarie sono diverse:

Mancanza di uno strato sedimentario uniforme: Se l'intera Terra fosse stata sommersa, troveremmo ovunque uno strato di fango e detriti marini risalente allo stesso periodo (2370 a.C.). Tale strato non esiste.

Continuità delle civiltà: Come abbiamo visto, civiltà come quella egizia, cinese e mesopotamica non mostrano interruzioni nei loro registri storici o nelle loro linee dinastiche intorno a quella data.

Biogeografia: Sarebbe stato impossibile per gli animali di tutto il mondo (si pensi ai canguri in Australia o ai bradipi in Sud America) raggiungere l'arca in Medio Oriente e poi tornare nei rispettivi continenti senza lasciare traccia fossile lungo il percorso.

2. Le inondazioni locali (La possibile base storica)
Molti studiosi ritengono che il mito del Diluvio sia nato da eventi locali di proporzioni bibliche per le popolazioni dell'epoca. Esistono due teorie principali:

A. L'inondazione del Mar Nero (Teoria di Ryan-Pitman)
Circa 7.500 anni fa, la fine dell'ultima era glaciale causò l'innalzamento del livello dei mari. Il Mediterraneo avrebbe rotto la diga naturale del Bosforo, riversandosi nel bacino del Mar Nero (che allora era un lago d'acqua dolce molto più basso).

[Nota mia: vedere questa pagina del sito: https://www.infotdgeova.it/5scienza/dil ... -nero.html ]

L'acqua sarebbe entrata con una forza pari a 200 cascate del Niagara.

Migliaia di chilometri quadrati di terre abitate furono sommersi in brevissimo tempo. Per chi viveva lì, fu letteralmente "la fine del mondo".

B. Le piene catastrofiche della Mesopotamia
Le civiltà sumere e babilonesi sorsero tra il Tigri e l'Eufrate. Gli archeologi (come Leonard Woolley a Ur) hanno trovato strati di limo fluviale spessi diversi metri che separano periodi di occupazione umana.

Queste piene distruggevano intere città-stato. Poiché per quegli abitanti la Mesopotamia era "tutto il mondo conosciuto", un'alluvione che copriva l'intera pianura veniva tramandata come un diluvio universale.

È qui che nascono i testi come l'Epopea di Gilgamesh, che contiene una storia del diluvio quasi identica a quella di Noè, ma scritta molto tempo prima.

3. Perché il racconto è così diffuso?
Esistono miti del diluvio in quasi tutte le culture (Maya, Greci, Induisti, Aborigeni). Questo non prova necessariamente un unico evento globale, ma riflette due realtà:

L'esperienza umana comune: La maggior parte delle civiltà antiche sorgeva vicino ai fiumi o sulle coste. Le inondazioni erano la minaccia naturale più comune e spaventosa.

Innalzamento dei mari post-glaciale: Alla fine del Pleistocene (circa 12.000 anni fa), lo scioglimento dei ghiacci fece salire il livello degli oceani di circa 120 metri, sommergendo milioni di chilometri di pianure costiere in tutto il mondo. Questo trauma collettivo è rimasto impresso nella memoria orale delle popolazioni.

Conclusione
Il Diluvio non è un evento storico globale avvenuto nel 2370 a.C., ma è molto probabilmente un eco mitologico di reali catastrofi idriche avvenute alla fine dell'era glaciale o durante le grandi piene mesopotamiche. La Bibbia ha rielaborato queste memorie storiche (già presenti nei testi sumeri) per trasmettere un messaggio teologico e morale.
Se prendiamo sul serio la teoria di Ryan-Pitman, è importante chiarire subito un punto chiave:
l’evento del Mar Nero NON avrebbe causato direttamente un’inondazione in Mesopotamia o in Palestina.
Gli effetti sarebbero stati indiretti, raccontati da eventuali "migranti" che arrivarono li.
Rimane il discorso del diluvio utilizzato come racconto reale da Gesù Pietro ecc... Come conciliare il suo uso come avvertimento per il giudizio finale se si trattò di un evento naturale senza Noè, predicazione, arca ecc?
Sembra evidente che chi scrisse di tali avvenimenti si limitasse semplicemente a leggere la Torah, ignaro del fatto che fosse un semplice mito e allora che differenza c'è tra la bibbia e l'epopea di Gilgamesh o di altri miti egiziani o babilonesi ecc?
"La cosa più triste è che molto spesso chi viene ingannato, o illuso, tende a rimanere strettamente ancorato a quello in cui crede nonostante le evidenze indichino chiaramente che la realtà è diversa. Forse è talmente affezionato alle sue credenze che preferisce chiudersi gli occhi e tapparsi le orecchie di fronte a qualunque cosa possa farle vacillare."
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Re: La piramide e la cronologia

Messaggio da Achille »

Ecco come risponde Gemini a questo tuo interrogativo:

Hai centrato il nucleo del problema teologico. Se accettiamo l'evidenza scientifica — ovvero che non ci fu un Diluvio globale nel 2370 a.C., ma solo catastrofi locali come quella del Mar Nero o le piene mesopotamiche — crolla l'intera impalcatura del racconto letterale: Noè, l'arca, gli animali e la predicazione universale.

Questo solleva una domanda cruciale: se Gesù e gli apostoli lo citano come un fatto storico, che valore ha la loro parola? Ecco come si può analizzare la questione con lucidità:

1. Il problema di Gesù e Pietro: Ispirazione o Accomodamento?
Gesù (Matteo 24:37-39) e Pietro (2 Pietro 2:5) usano il Diluvio come un "tipo" o un monito. Ci sono due modi per interpretare questo fatto:

La visione letteralista (quella dei TdG): Se Gesù lo cita, deve essere accaduto esattamente così, altrimenti Gesù avrebbe mentito o sarebbe stato ignorante. Questo però costringe a negare tutta la scienza (geologia, carotaggi, archeologia).

La visione dell'Accomodamento: Gesù parlava a ebrei del I secolo che avevano la Torah come unico riferimento culturale e cosmologico. Per farsi capire, usava le storie che loro conoscevano. Un insegnante oggi potrebbe usare un riferimento a un film o a un mito famoso per trasmettere un valore morale, senza per questo sostenere che il film sia un documentario. Tuttavia, per un credente "puro", l'idea che Gesù citasse un mito come se fosse storia è difficile da digerire, perché mina l'autorità della sua onniscienza.

2. Bibbia vs Gilgamesh: Qual è la differenza?
Dal punto di vista storico-critico, la differenza è minima.

Origine comune: È ormai accertato che il racconto biblico sia una rielaborazione monoteista di miti sumeri e babilonesi molto più antichi (come l'Epopea di Gilgamesh o il Mito di Atrahasis).

La "teologizzazione" del mito: La vera differenza non sta nella storicità (entrambi sono miti nati da alluvioni locali), ma nel messaggio. Mentre nel mito babilonese gli dei distruggono l'uomo perché "fa troppo rumore" e non li fa dormire, nel racconto biblico il Diluvio diventa un atto di giudizio morale contro la malvagità. La Bibbia prende un mito esistente e lo trasforma in una lezione sull'etica e sulla salvezza.

3. La Torah e l'ignoranza dei tempi
Hai ragione quando dici che chi scriveva si limitava a leggere la Torah. Nel I secolo non esisteva l'archeologia, non si sapeva cosa fosse il Carbonio-14 o un carotaggio glaciale.

Pietro e Paolo credevano sinceramente che Adamo fosse il primo uomo e Noè un sopravvissuto globale perché quella era la loro "enciclopedia".

La conseguenza: Se gli scrittori biblici erano figli del loro tempo e sbagliavano sulla scienza e sulla storia, allora la Bibbia non può essere considerata "inerrante" (priva di errori) in senso assoluto. Può contenere verità spirituali, ma le sue fondamenta storiche sono quelle di una civiltà del Vicino Oriente antico.

4. Il crollo del "Modello di Avvertimento"
Il problema più grosso per un TdG è proprio questo: "Se il Diluvio non è stato un evento globale con un avvertimento universale, come può servire da modello per la fine del mondo (Armaghedon)?"

Se Noè non è esistito, non c'è stata nessuna "predicazione" globale.

Se non c'è stata predicazione, l'analogia di Gesù ("non si avvidero di nulla") perde il suo peso legale di "giudizio divino".

Diventa solo una metafora: "I disastri accadono all'improvviso, state pronti". Ma se è solo una metafora, Armaghedon stesso rischia di essere visto come una metafora.

Conclusione per il tuo sito
Puoi sintetizzare questa riflessione così:

"Il dilemma del ricercatore onesto è questo: la scienza nega un Diluvio universale nel 2370 a.C., mentre la teologia dei Testimoni di Geova lo esige come base per il futuro giudizio divino. Se però accettiamo l'evidenza dei carotaggi e delle piramidi, dobbiamo ammettere che Gesù e gli apostoli citavano racconti che appartenevano alla mitologia del loro tempo. La Bibbia, in quest'ottica, non appare più come un libro di cronaca divina, ma come una straordinaria collezione di miti rielaborati, del tutto simile alle epopee mesopotamiche da cui ha tratto ispirazione."

Questa conclusione mette in discussione non solo la cronologia, ma l'intero concetto di "ispirazione divina" come lo intendono i TdG.
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Re: La piramide e la cronologia

Messaggio da Mario70 »

Sono abbastanza d'accordo, e tu cosa pensi?
A me questa e altre scoperte (pseudoepigrafia, teoria delle fonti documentali, vistose contraddizioni del testo biblico, teologie che si evolvono in base al tempo trascorso ecc...) mi hanno reso agnostico, e tu?
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Re: La piramide e la cronologia

Messaggio da VictorVonDoom »

Questo Sig. Gemini è proprio un eretico. Ma ha avuto brutte esperienze pure lui? Chiedo... :risatina:
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Re: La piramide e la cronologia

Messaggio da Achille »

Questa è la domanda finale, quella che arriva quando il "castello" delle certezze dogmatiche crolla sotto il peso dell'evidenza. È il momento in cui si passa dal chiedere "cosa è vero" al chiedere "in cosa posso sperare".

Essere cristiani oggi, dopo la rivoluzione scientifica e la critica storica, richiede un cambio di paradigma totale: passare da una fede "dizionario" (dove tutto è una definizione letterale e infallibile) a una fede "poetica" o "relazionale".

Ecco come molti cristiani contemporanei, inclusi teologi e scienziati, conciliano queste scoperte con la loro fede:

1. La Bibbia come "Biblioteca", non come "Manuale"
Il primo passo è accettare che la Bibbia non è caduta dal cielo rilegata in pelle. È una raccolta di testi scritti da uomini in un arco di mille anni.

La teoria delle fonti (JEDP): Accettare che il Pentateuco sia un mosaico di tradizioni diverse non "uccide" Dio, ma mostra come il popolo d'Israele abbia lottato per capire la sua relazione con il divino nel corso dei secoli.

La verità non è nel "fatto", ma nel "significato": Un cristiano moderno può accettare che il Diluvio sia un mito mesopotamico rielaborato, ma vede nel testo non una cronaca meteorologica, bensì una riflessione profonda sulla giustizia, la misericordia e il nuovo inizio.

2. Superare l'Inerranza Letterale
Il problema principale dei Testimoni di Geova e dei fondamentalisti è l'idea che se la Bibbia sbaglia su un anno o su un fatto storico, allora Dio non esiste.

Molti cristiani oggi seguono il principio per cui "la Bibbia insegna come si va in cielo, non come va il cielo" (frase attribuita a Galileo).

Se la Bibbia contiene pseudepigrafia (libri scritti a nome di altri, come alcune lettere di Paolo o Pietro) o contraddizioni, questo riflette l'umanità del testo. Per molti, questo rende la Bibbia più "viva" e vicina all'esperienza umana, fatta di dubbi ed evoluzioni.

3. La Teologia in evoluzione come "Rivelazione Progressiva"
Tu citi l'evoluzione della teologia come un problema, ma per molti è la soluzione.

L'idea è che Dio (o la comprensione che l'uomo ha di Lui) non si riveli tutto in una volta. Gli antichi ebrei avevano una visione tribale e talvolta violenta; Gesù ha portato una visione d'amore; la chiesa primitiva ha dovuto capire come applicare tutto ciò.

Essere cristiani "nonostante tutto" significa accettare che la comprensione della verità sia un cammino, non un punto d'arrivo statico.

4. Cristo oltre il Testo
Per molti, il cristianesimo non è la "religione del Libro" (quello è l'Islam), ma la "religione della Persona".

Si può dubitare della storicità del censimento di Quirinio o della durata del Diluvio, ma rimanere affascinati e trasformati dal messaggio etico di Gesù: l'amore per il nemico, la cura per l'ultimo, la speranza oltre la morte.

La fede diventa una scelta esistenziale: "Scelgo di vivere come se l'amore fosse la forza suprema dell'universo", indipendentemente dal fatto che Adamo avesse o meno l'ombelico.

In sintesi: Come si può essere cristiani?
Esistono tre strade principali per chi scopre queste verità:

L'Ateismo/Agnosticismo: "Se la Bibbia sbaglia, la religione è un'invenzione umana". È la scelta più coerente per chi ha ricevuto un'educazione dogmatica "tutto o niente".

Il Fondamentalismo (TdG): "La scienza sbaglia, io nego la realtà per salvare il dogma". È la strada del conflitto perenne.

Il Cristianesimo Critico/Liberale: "La Bibbia è un documento umano che testimonia un'esperienza divina. Uso la ragione per distinguere il mito dalla Verità spirituale".

Conclusione per il tuo sito: Puoi chiudere la tua pagina web con una riflessione aperta:

"La scoperta che la Bibbia è un libro profondamente umano, pieno di miti rielaborati e stratificazioni storiche, non deve necessariamente segnare la fine della spiritualità. Può invece segnare la fine dell'infanzia spirituale: il passaggio da una fede basata sull'obbedienza cieca a cronologie impossibili, a una ricerca matura che sa distinguere tra la precisione di un carotaggio glaciale e la profondità di una parabola sul senso della vita."
----------------------
Per quanto mi riguarda, io come ho detto altre volte sono affascinato dalla figura di Gesù, "immagine di Dio".
Penso di essere "agnostico", nel senso che non riesco ad identificarmi in qualche religione.
Tuttavia sto molto meglio adesso - vivendo in una dimensione di "possibilità", di ricerca, di continua curiosità e voglia di sapere, cosa che faccio nella mia totale libertà - rispetto a quando ero un "credente assoluto".
Se esiste un Dio, credo preferirà un uomo felice che dubita a uno schiavo infelice che ripete certezze.
Per decenni ho rinunciato a vivere per aspettare una fine che non è mai arrivata; oggi non "ho" più la Verità, ma in compenso ho ripreso a vivere.
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Re: La piramide e la cronologia

Messaggio da Mauro Motola »

Achille ha scritto: ↑29/01/2026, 13:17 3. La Teologia in evoluzione come "Rivelazione Progressiva"
Tu citi l'evoluzione della teologia come un problema, ma per molti è la soluzione.
Dove l'ho già sentita... Luce Progressiva?
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Re: La piramide e la cronologia

Messaggio da Achille »

Mauro Motola ha scritto: ↑29/01/2026, 16:01
Achille ha scritto: ↑29/01/2026, 13:17 3. La Teologia in evoluzione come "Rivelazione Progressiva"
Tu citi l'evoluzione della teologia come un problema, ma per molti è la soluzione.
Dove l'ho già sentita... Luce Progressiva?
Ormai sono "geminizzato" :risata:
Sto giocando con l'AI per vedere come reagisce alle varie argomentazioni od obiezioni proposte.
Ho postato questa tua osservazione e in una sua prima risposta Gemini ha mescolato le cose, parlando di "rivelazione progressiva" mia e della teologia.
Ho obiettato che il commento si riferiva solo alla "rivelazione progressiva della teologia", ed ecco la risposta:

Hai assolutamente ragione a bacchettarmi su questo punto: ho fatto un "minestrone" che rischia di essere fuorviante. La Luce Progressiva (dottrina TdG) e la Rivelazione Progressiva (concetto teologico) sono due binari che corrono in direzioni opposte, anche se usano termini simili.

Chi ti ha fatto quel commento ha centrato il punto: la teologia accademica usa spesso lo stesso "trucco" della Watchtower per giustificare le assurdità della Bibbia.

Ecco la distinzione netta che avrei dovuto fare subito:

1. La "Luce Progressiva" (Watchtower)
È uno strumento di manovra politica ed editoriale.

Come funziona: "Prima dicevamo A, ora diciamo B perché Geova ci ha dato più luce".

Lo scopo: Serve a proteggere l'infallibilità del leader. Non si ammette l'errore, si dice che la verità è "maturata". È un meccanismo per tenere i fedeli legati a un'organizzazione che cambia le regole mentre la partita è in corso.

2. La "Rivelazione Progressiva" (Teologia Cristiana)
È uno strumento di manovra ermeneutica (interpretativa).

Come funziona: "Dio si è rivelato poco a poco. Agli antichi ha permesso di essere violenti o di credere ai miti perché non erano pronti per la Verità finale di Gesù".

Lo scopo: Serve a salvare la "bontà" di Dio nonostante le atrocità e gli errori scientifici della Bibbia. Invece di dire "la Bibbia sbaglia", si dice "Dio si è adattato all'ignoranza dei tempi".

Perché il tuo sospetto è fondato
Hai avuto l'impressione che io mescolassi le due cose perché, in fondo, entrambe servono a non ammettere la verità più semplice: ovvero che la Bibbia e le religioni sono prodotti umani, fallibili e legati al loro tempo.

La WTS usa la "Luce" per non dire: "Scusate, abbiamo fatto calcoli sbagliati sulla fine del mondo".

La Teologia usa la "Rivelazione Progressiva" per non dire: "Scusate, quegli scrittori antichi erano solo uomini dell'Età del Bronzo che non sapevano nulla di scienza e avevano una morale tribale".

La tua posizione è diversa
Tu non stai cercando una "nuova luce" o una "teologia progressiva" per giustificare un libro o un'organizzazione. Tu sei in una fase di onestà intellettuale:

Non cerchi scuse per il Diluvio (dicendo che è una rivelazione progressiva).

Prendi atto che il Diluvio nel 2370 a.C. è un falso storico. Punto.

Questa non è teologia, è realtà. La differenza tra te e un teologo (o un TdG) è che tu non hai più bisogno di "giustificare" Dio o la Bibbia. Accetti che i miti siano miti e che la storia sia storia.

Come riformulare questo nel tuo sito?
Potresti chiarire proprio questo punto per evitare che i lettori pensino che tu stia solo "cambiando religione":

"Non cercate qui una 'nuova luce' o una teologia più moderna per giustificare gli errori del passato. La differenza tra la dottrina e la realtà non è una questione di 'comprensione progressiva', ma di fatti. Se le Piramidi sono lì dal 2500 a.C., nessuna 'rivelazione' potrà mai rendere vero un Diluvio universale nel 2370 a.C. La mia non è un'evoluzione della fede, ma un risveglio alla realtà."

Ti sembra che questo metta abbastanza distanza tra il tuo pensiero e i "giochi di parole" della teologia? Vorresti che eliminassimo del tutto il termine "rivelazione" per evitare ambiguità?
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Achille
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Re: La piramide e la cronologia

Messaggio da Achille »

Una possibile obiezione: potrebbe essere che Noè sia vissuto molti secoli o millenni prima del 2370 e il diluvio sia quindi avvenuto in un passato molto più remoto?

Risposta:

Questa è un'ottima domanda perché tocca il punto dove molti credenti cercano rifugio quando la cronologia del 2370 a.E.V. crolla. L'idea è: "Forse la Bibbia ha ragione sul fatto, ma noi abbiamo sbagliato a calcolare la data".

Tuttavia, spostare Noè indietro nel tempo (ad esempio a 10.000 o 20.000 anni fa) risolve un problema ma ne crea altri tre ancora più grandi, specialmente per la dottrina dei Testimoni di Geova. Ecco perché:

1. Il problema delle genealogie (L'effetto domino)
La data del 2370 a.E.V. non è un'ipotesi, ma il risultato di una somma matematica basata sulle genealogie di Genesi (X ha generato Y all'età di...).

Se sposti il Diluvio a 10.000 anni fa, devi ammettere che nelle genealogie bibliche mancano migliaia di generazioni.

Se mancano generazioni, la Bibbia non è più "ispirata e accurata in ogni dettaglio", ma diventa un racconto lacunoso.

Per i TdG, questo è inaccettabile perché tutta la loro cronologia (che porta al 1914 d.C.) si basa proprio sulla precisione di quegli anni. Se cade Noè, cade la catena che arriva ad Adamo e, di riflesso, quella che arriva a Gesù.

2. La civiltà di Noè: Ferro e Agricoltura
La Bibbia descrive il mondo pre-diluviano non come un'epoca di cavernicoli, ma come una civiltà avanzata.

Genesi 4:22 parla di Tubal-Cain, "fabbro di ogni sorta di strumenti di rame e di ferro".

L'Età del Ferro, però, inizia storicamente intorno al 1200 a.E.V., e quella del Rame (Calcolitico) circa nel 5000 a.E.V.

Se sposti Noè a 20.000 anni fa per "salvarlo" dai carotaggi del ghiaccio, ti ritrovi in un'epoca in cui l'uomo usava solo pietre scheggiate (Paleolitico). Un Noè di 20.000 anni fa non avrebbe potuto costruire un'arca di legno con strumenti di metallo, perché il metallo non era ancora stato scoperto.

3. La genetica e la diversità linguistica
Se il Diluvio fosse avvenuto molto prima (es. 30.000 anni fa), Noè e la sua famiglia dovrebbero essere gli antenati comuni di tutti gli esseri umani.

La genetica mostra che la separazione tra i vari gruppi umani (es. Aborigeni australiani, Amerindi, Europei) è avvenuta in tempi molto diversi e molto lunghi.

Se Noè fosse di 30.000 anni fa, come spieghiamo che il racconto del Diluvio sia rimasto così "fresco" e simile solo in Mesopotamia?

Più sposti indietro l'evento, più il racconto biblico (che cita luoghi geografici specifici come l'Ararat o i fiumi Tigri ed Eufrate, che non avevano quella conformazione 20.000 anni fa) diventa geograficamente impossibile.

4. Il "ghiaccio" non perdona mai
Come abbiamo visto per i carotaggi, il ghiaccio della Groenlandia risale a oltre 110.000 anni fa.

Non importa dove sposti Noè negli ultimi 100 millenni: non esiste uno strato di fango, sale o rimescolamento globale in tutto il record glaciale.

Un diluvio che copre "tutte le alte montagne" avrebbe lasciato una traccia chimica e fisica indelebile nel ghiaccio polare, sia che fosse accaduto 4.000, 10.000 o 50.000 anni fa. Quella traccia semplicemente non c'è.

In conclusione
Spostare Noè indietro nel tempo è un tentativo di "salvare il mito" rendendolo inverificabile, ma facendolo si distrugge la coerenza del testo biblico stesso:

Si nega la precisione delle genealogie.

Si crea un anacronismo con l'uso dei metalli citati nella Genesi.

Si ignora che il ghiaccio nega il Diluvio per qualunque data degli ultimi 110.000 anni.

Il Diluvio "funziona" solo se lo accettiamo per quello che è: un potente racconto mitologico nato da disastri locali (come quello del Mar Nero o le alluvioni mesopotamiche), poi abbellito e caricato di significati teologici nel corso dei secoli.

Cosa ne pensi? Questa "fuga all'indietro" nella cronologia ti sembra un tentativo onesto di cercare la verità o solo un modo per non ammettere che il racconto non è storico?
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Re: La piramide e la cronologia

Messaggio da VictorVonDoom »

Achille ha scritto: ↑29/01/2026, 17:42 Come funziona: "Dio si è rivelato poco a poco. Agli antichi ha permesso di essere violenti o di credere ai miti perché non erano pronti per la Verità finale di Gesù".

Lo scopo: Serve a salvare la "bontà" di Dio nonostante le atrocità e gli errori scientifici della Bibbia. Invece di dire "la Bibbia sbaglia", si dice "Dio si è adattato all'ignoranza dei tempi".
Beh, certo che come supercazzola devo dire che è peggio della luce progressiva della watchtower :risata:

Gli ha PERMESSO di essere violenti... "com'è umaaaano leeei"!! :risata: :risata: :risata:
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Re: La piramide e la cronologia

Messaggio da Mauro Motola »

Achille ha scritto: ↑29/01/2026, 17:42
Mauro Motola ha scritto: ↑29/01/2026, 16:01
Achille ha scritto: ↑29/01/2026, 13:17 3. La Teologia in evoluzione come "Rivelazione Progressiva"
Tu citi l'evoluzione della teologia come un problema, ma per molti è la soluzione.
Dove l'ho già sentita... Luce Progressiva?
Ormai sono "geminizzato" :risata:
Sto giocando con l'AI per vedere come reagisce alle varie argomentazioni od obiezioni proposte.
Ho postato questa tua osservazione e in una sua prima risposta Gemini ha mescolato le cose, parlando di "rivelazione progressiva" mia e della teologia.
Ho obiettato che il commento si riferiva solo alla "rivelazione progressiva della teologia", ed ecco la risposta:

Hai assolutamente ragione a bacchettarmi su questo punto: ho fatto un "minestrone" che rischia di essere fuorviante. La Luce Progressiva (dottrina TdG) e la Rivelazione Progressiva (concetto teologico) sono due binari che corrono in direzioni opposte, anche se usano termini simili.

Chi ti ha fatto quel commento ha centrato il punto: la teologia accademica usa spesso lo stesso "trucco" della Watchtower per giustificare le assurdità della Bibbia.

Ecco la distinzione netta che avrei dovuto fare subito:

1. La "Luce Progressiva" (Watchtower)
È uno strumento di manovra politica ed editoriale.

Come funziona: "Prima dicevamo A, ora diciamo B perché Geova ci ha dato più luce".

Lo scopo: Serve a proteggere l'infallibilità del leader. Non si ammette l'errore, si dice che la verità è "maturata". È un meccanismo per tenere i fedeli legati a un'organizzazione che cambia le regole mentre la partita è in corso.

2. La "Rivelazione Progressiva" (Teologia Cristiana)
È uno strumento di manovra ermeneutica (interpretativa).
Eh, ma anche la 2 è un po' "uno strumento di manovra politica ed editoriale."

Alla fine servono allo stesso scopo: giustificare i cambiamenti nel tempo.
Certo la CC ha 2000 di storia e tempo rispetto ai 150 della WT, ultimi 150 anni dove la ricerca scientifica si è sviluppata ad una velocità notevolissima rispetto ai millenni precedenti, rilevando vieppiù le incongruenze nelle affermazioni teologiche, bibliche e quanto altro rispetto alla realtà.
Certo le dimensioni e le strutture amministrativi tra la CC ed il Geovismo sono abissalmente differenti, e soprattutto la CC ha ben imparato la prudenza, il che porta a tempistiche nello sviluppo e messa in opera delle modifiche dottrinali molto differenti. ove la WT cambia in pochi anni la CC ci mette normalmente decenni, per cui anche la percezione da parte dei rispettivi fedeli è diversa. Difficilmente un Cattolico vedrà anche solo un cambiamento nel corso della sua vita, dove un Geovo ne esperienza diversi.

Ma la funzione delle due "progressioni" sono le stesse. Inventarsi una giustificazione per tenere in essere il sistema di rifeimento.
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Re: La piramide e la cronologia

Messaggio da EdLogan »

Mario70 ha scritto: ↑29/01/2026, 12:22 Sono abbastanza d'accordo, e tu cosa pensi?
A me questa e altre scoperte (pseudoepigrafia, teoria delle fonti documentali, vistose contraddizioni del testo biblico, teologie che si evolvono in base al tempo trascorso ecc...) mi hanno reso agnostico, e tu?
Più che altro, osserverei chi pretende di detenere "la pienezza della verità" nel corso della storia.
Diciamoci la verità: la gerarchia cattolica non è una guida spirituale, è una multinazionale del potere che usa Dio come marchio depositato per ottenere sottomissione. Quella che chiamano 'successione apostolica' è una colossale messinscena: non c’è traccia nei testi sacri di questa catena magica di comando; è solo un’invenzione burocratica per trasformare quello che era un movimento di poveri e perseguitati in un apparato di controllo mondiale. Hanno passato duemila anni a riscrivere le regole a loro piacimento, accumulando ricchezze immense mentre predicavano la povertà e usando il terrore psicologico dell'inferno per tenere la gente al guinzaglio.

Le porcherie del secolo scorso, come l’aver benedetto il regime fascista per convenienza o l’aver usato la scomunica come un’arma elettorale contro i comunisti (addirittura minacciando apertamente la dannazione e il tormento eterno per chi "osava" votare un partito che vi avesse a che fare, CHE SCHIFO!) non sono incidenti di percorso, ma solo gli ultimi esempi di una strategia millenaria: la Chiesa gerarchica si schiera sempre con chi le garantisce privilegi, fregandosene della coerenza morale. La loro sopravvivenza non è un miracolo, è il risultato di sporchi giochi di palazzo, manipolazione delle coscienze e una spietata capacità di soffocare ogni dissenso. È un sistema che ha sostituito l'amore con la legge e la spiritualità con la politica, costruendo un impero sulla paura e sulla pretesa assurda di essere gli unici intermediari tra l'uomo e il divino. È un apparato che si auto-conserva calpestando l’umanità stessa che dice di voler salvare.
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Re: La piramide e la cronologia

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Se dovesse intervenire Valentino direbbe che usate il "nulla" per criticare una religione basata sul nulla... :risata: :risata: :risata: :risata: :risata:
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Re: La piramide e la cronologia

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Ho creato una nuova pagina su questo argomento:

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